
Il TG1 ha appena riportato, infatti, notizia della scoperta vicino Aiello Calabro di una collina piena zeppa di non si sa bene cosa di radioattivo, ma di certo i contatori in zona sono impazziti, e a qualcuno è venuto pure in mente di controllare l'incidenza di alcuni tumori tipicamente correlati alla radioattività come quello tiroideo, scoprendo relazioni statisticamente significative oltre ogni dubbio (il triplo della media).
Questo mentre il Governo continua a blaterare di centrali nucleari e ponte sullo stretto. I calabresi e i siciliani, e tutti quei fortunati nelle cui zone saranno costruiti gli anacronistici antieconomici e devastanti per l'ambiente e la salute mostri di cemento, dovrebbero gandhianamente sdraiarsi a terra con nonni e bambini davanti alle ruspe per impedirlo, se avessero davvero a cuore il futuro dei loro figli. Perchè siamo in Italia, e nel Sud Italia, e anche quando queste opere fossero indispensabili, e sono invece inutili e dannose, bisognerebbe fare i conti con la nostra tipica divaricazione tra come andrebbero fatte le cose e come invece saranno fatte. Come dimostrano i lavori sulla A3, peraltro nati anch'essi da un progetto assurdo, che dovevano essere ultimati nel 2003 e lo saranno forse nel 2020: avant'ieri ho fatto 200 chilometri su 400 a corsia unica....
L'Italia non può ospitare centrali nucleari, neanche se fossero davvero utili, anche perchè le scorie saranno trattate come oggi quelle delle vecchie centrali mai operative e come tutti gli altri rifiuti, finendo troppo spesso in discariche abusive. Magari potessimo gridarlo tutti con la voce potente di Demetrio Stratos!
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