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lunedì 15 dicembre 2025

DUE NARRAZIONI ALTERNATIVE

Sto di trasloco, chiunque ci sia passato almeno una volta nella vita non ha bisogno di altre spiegazioni.

Compenso la mia relativa latitanza lasciandovi due spunti di lettura trovati in rete, che poi era la mission primigenia di questo blog (che a luglio diventa maggiorenne...).

Il primo riguarda la crisi climatica che oramai ci mettono dentro a cacchio in qualunque occasione, citandola en passant come si fa con le cose date per scontate (*), con l'effetto che oramai è diventata luogo comune e a metterla in discussione vieni istantaneamente iscritto nei terrapiattisti, con una tecnica la cui sperimentazione era una delle mission dello psicodramma chiamato Covid. Tra parentesi, i terrapiattisti erano semmai la casta della sedicente scienza ufficiale, e gli eretici erano ad esempio i Galileo, costretto all'abiura e gli è andata bene, quindi semmai l'accusa andrebbe capovolta, non fosse detestabile anche così. L'articolo è di Orlov ed è uscito su forumgeopolitica.com; Markus nel tradurlo e pubblicarlo su Comedonchisciotte ci ha messo un sottotitolo da manuale, per quanto fa capire cosa contiene il pezzo, e perciò io non ho che da citarlo letteralmente, nel raccomandarvi di leggerlo:

Il cambiamento climatico non è causato dall'uomo e il Green New Deal è un'iniziativa imprenditoriale volta ad arricchire dei buoni a nulla sulla base di una narrativa falsa.

Il secondo è di Blondet e parla di storia, e va letto anch'esso con attenzione e pazienza onde evitare di cedere ai pregiudizi che la narrazione storica, come sempre scritta dai vincitori, ha instillato in noi, specie se di sinistra, pregiudizi che fanno scattare l'allarme "revisionista in azione" ogni volta che qualcuno tenta di leggere la storia con una chiave non ortodossa. Resistendo alla tentazione di targare l'autore, l'articolo invece risponde a una serie di domande che chiunque, anche e vorrei dire soprattutto se di sinistra, dovrebbe farsi, invece che liquidare il tutto con l'equazione "Hitler = male assoluto" che è sicuramente consolatoria ma non aiuta (anzi direi agevola il contrario) a dotarsi degli anticorpi per prevenirne "il ritorno". Cosa che invece può farsi solo cercando di capire le ragioni storiche per cui quel personaggio è andato al potere, spinto da un massiccio consenso popolare anche elettorale. E se si scopre che tra queste ragioni c'è la tracotanza della finanza internazionale, forse si comprende che, visto che viviamo tempi in cui questa si ripropone come governo mondiale non democratico (guidando tra l'altro la UE, la globalizzazione, e la cosiddetta transizione ecologica: ecco il collegamento col primo pezzo, peraltro), se questa tracotanza non la arginiamo noi democraticamente aumentiamo vertiginosamente la probabilità che arrivi qualcuno con meno scrupoli a cavalcare i drammi che causa e sempre di più causerà. Stavolta è il titolo a dire tutto:

Come Hitler sottrasse la banca centrale ai Rotschild.

Buona lettura

(*) Il fondo, forse, lo ha toccato un servizio di uno dei tanti programmi sulla natura, che parlando dell'estinzione di non importa quale animale, ha invocato letteralmente il "cambiamento climatico" tra le cause. Ora, logicamente l'affermazione non solo è correttissima, ma conduce esattamente alla confutazione di tutta la narrazione sul cambiamento climatico a base antropica, perché racconta di un'epoca in cui gli uomini nemmeno c'erano. Ma la logica non viene quasi mai chiamata in causa nelle menti degli stravaccati o distratti telespettatori, invece sentire per l'ennesima volta citato il mantra ne rafforza il valore di verità attribuito. Un vero capolavoro di tecnica della manipolazione. Che a chi un po' mastica di comunicazione porta a un deciso senso di vomito, misto a rabbia cieca.

lunedì 6 maggio 2024

SOLE, CIELO E TERRA

Non è possibile visitare il museo egizio di Torino senza restare impressionati, e non solo perché per trovarne uno più grande e fornito (anche con la sala più importante chiusa, che sfiga!) bisogna andare al Cairo. A chi fanno effetto le mummie, a chi l'incredibile bellezza degli abiti giunti fino a noi attraverso migliaia di anni a potenzialmente dettare moda ogni volta che uno stilista li prendesse a modello, a chi (sia pur solo raccontata, chissà cosa sarebbe dal vivo - peccato che io non ami questo genere di turismo) la genialità delle piramidi, la loro enormità e complessità (tale da "giustificare" la nascita delle teorie "alieniste" anche a non crederci) e la loro resistenza fino a oggi (se pensiamo che c'é chi ha giustificato il crollo del ponte Morandi con l'età della struttura, e che il famigerato Ponte sullo Stretto viene mirabolato per essere capace di reggere addirittura duecento anni - come se fossero tanti). A me è venuta fuori una riflessione "ambientalista" e religiosa.

Un video spiegava la concezione della natura umana con la triade Sole, Cielo e Terra, che oltre a venire perciò raffigurati tramite divinità costituivano le tre parti di cui è fatto ciascuno di noi e si riuniscono con la morte. Chiedo perdono agli autentici appassionati della materia, e so che sono tanti, per l'eccessiva semplificazione e i possibili strafalcioni, ma a me la cosa interessa per l'incredibile consonanza, che la dice lunghissima sulla capacità di comprensione della realtà di questo antichissimo popolo, con quello che oggi sappiamo grazie alla scienza.

Noi, infatti, esistiamo, come frutto di una incredibile serie di coincidenze (e si: sono sempre solo a posteriori che si vedono) che chiamiamo evoluzione, solo grazie al fatto che un pianeta si è trovato alla distanza giusta dalla sua stella perché sviluppasse un'atmosfera respirabile. Il Sole da solo non basta: l'energia, che produce e spara in tutte le direzioni, nel vuoto va perduta. Invece sulla Terra quell'energia si trasforma, grazie anche a quel Cielo che ha contribuito a creare, e che ora la imprigiona assieme ai gas che ci fanno respirare e permettono ogni combustione. Lo so, sto di nuovo semplificando, ma non trovo un modo migliore di dirlo: siamo immersi in un sistema complesso che "si tiene", e non si terrebbe altrimenti. Se non è Dio, gli somiglia moltissimo. Ma resto sull'empirico: ogni forma di energia che troviamo sulla Terra è "solare". E senza atmosfera e campo magnetico non avrebbe avuto il tempo di produrre l'evoluzione di cui siamo figli, basta guardare Marte o Venere per capirlo. Non ha alcun senso, se non pratico, parlare di energia eolica (i venti sono aria che si muove perché si scalda in modo diverso sulla superficie del pianeta), fossile (il petrolio sono cadaveri di microorganismi trasformati in milioni di anni di stoccaggio), o nucleare (il patetico e pericolosissimo tentativo di imitare i processi delle stelle, o invertirli). E no, nemmeno quella proveniente dalle viscere della Terra fa eccezione, visto che il pianeta è un pezzo di Sole forgiato nel tempo dalle leggi newtoniane (che è come dire forgiato dalle leggi relativistiche). E ovviamente anche il cibo non è altro che il mezzo che gli animali usano per sfruttare l'energia solare, che invece sanno sfruttare più direttamente quelle piante di cui si cibano, o si cibano quegli altri animali di cui si cibano.

Con lo stesso procedimento, si può dedurre che tutto ciò che abbiamo è "terra", ogni ricchezza possibile è porzione del pianeta, a maggiore o minore distanza che sia dal mero possesso di un appezzamento da coltivare per alimentarsi o di un giacimento da sfruttare. Gli umani nella loro storia hanno escogitato uno stratagemma dietro l'altro per moltiplicare quella ricchezza al punto da perdere di vista la Terra, madre di tutte le ricchezze; le crisi economiche di tutta la Storia non sono altro che bruschi strattoni che la realtà dà agli stratagemmi troppo audaci (come la finanza, appunto). Se davvero saremo troppi per mantenerci con la Terra, ci penseranno questi meccanismi a riportarci ad un numero compatibile, o magari molto al di sotto. Se siamo arrivati dove siamo, è per esserci adattati e aver imparato a "moltiplicare" le risorse e gestire la realtà. Se oggi pensiamo di risolvere il problema modificando la realtà, come nell'essenza della ideologia imperante del "cambiamento climatico", faremo una pessima fine, perché la nostra capacità di gestire le infinite variabili del problema è molto ma molto lontana, direi irreparabilmente lontana, dall'essere quella che crede di essere e che servirebbe alla bisogna.

Ora, googlate pure un po' alla ricerca di queste tematiche nella cultura degli antichi Egizi, e ditemi se non pare anche a voi che questi cinquemila anni fa avevano già capito tutto.

venerdì 29 marzo 2019

CHE ORA UE?

Stavolta inizio con un esempio, neanche molto originale. Hai un problema di salute e risolverlo costa una cifra che non hai (e non hai più i genitori, o li hai ma non hanno soldi a pizzo manco loro): facciamo 10mila euro. Se lo passasse tutto la mutua, sarebbero 10mila euro in più di debito pubblico. Siccome non lo passa, li devi chiedere in prestito (in banca o da Totonno 'o zozzuso poco cambia, se non che quest'ultimo è un filino più umano...), e sono 10mila euro in più di debito privato. Cosa è peggio? Quale scenario è più "civile" e dimostra che il Paese in cui vivo è socialmente avanzato e sostanzialmente democratico? Esatto. Anche a non voler fare debiti per investire, i guai accadono, e in tal caso una società giusta è quella che si divide il carico, una ingiusta è quella che lasci che pesi sugli sfortunati. Che poi, la sfiga è cieca come la fortuna, e magari prima o poi tocca pure i fanatici della UE che continuano a bersi la favoletta del debito pubblico e a votare PD.
Generalizzando, nel mondo occidentale sedicente avanzato non ci sono Paesi senza debito, ci sono Paesi con alto debito pubblico e Paesi con alto debito privato, e i secondi sono quelli che starebbero messi peggio e farebbero stare peggio i propri cittadini, se non fosse che hanno i mezzi, e li usano, per combattere da trent'anni una guerra commerciale occulta contro i primi, grazie anche ai tanti collaborazionisti consapevoli o meno, che scarica su di loro e i loro cittadini la maggior parte del peso delle crisi causate invece dalla propria dissennata gestione economica. Leggete con questo filtro tutta la costruzione UE/Euro e tutta l'infinita crisi innescata dalla bolla immobiliare americana del 2008, e vi sarà tutto chiaro, se volete. I meno pigri e più desiderosi di approfondire, invece, possono continuare la lettura.
Quello che vi hanno sempre detto negli ultimi decenni, e che continuano a dirvi i cosiddetti esperti in televisione, è che il debito pubblico si è creato per avere vissuto sopra i nostri mezzi, e quindi bisogna ripagarlo per avere il diritto di sedere ad armi pari in un consesso pacifico e foriero di sviluppo come l'UE. Falso, falso come una banconota da 23 euro. Il debito pubblico da noi è impennato per due fattori: l'aver sottratto la Banca d'Italia dal suo ruolo di prestatore di ultima istanza, proprio mentre una classe politica intera convinta di essere inattaccabile portava la corruzione a livelli fuori scala rispetto alla normale accettabilità in democrazia. La spesa pubblica fuori controllo dei craxiani e affini non avrebbe potuto da sola senza il divorzio Stato/BdI innescare la spirale, e comunque questa non solo non si è arrestata ma ha continuato ad alimentarsi quando quella stagione è finita ed è iniziata l'austerity, ormai 27 anni fa. E' infatti da allora che l'Italia è in avanzo primario, cioè al netto degli interessi sul debito pregresso il flusso di ricchezza che va dallo Stato ai cittadini è inferiore a quello opposto. Siamo i più virtuosi del mondo, ma il debito pubblico cresce. Come mai? Ma grazie alla trappola in cui ci hanno cacciati, incaprettandoci alla lobby dei banchieri come un povero bottegaio con gli usurai! Il loro obiettivo? Costringerci a trasformare il debito pubblico in privato, perché se riduco i servizi, privatizzo il privatizzabile, blocco il turnover nel pubblico impiego, faccio chiudere le PMI, eccetera eccetera, in una parola impoverisco la classe media, questa fino a che può tenta di mantenere almeno in parte il livello di vita precedente svendendo i beni eventualmente accumulati con sacrificio dalle generazioni precedenti e indebitandosi. Una guerra (lo si comincia ad ammettere esplicitamente anche negli ambienti della finanza..), con tanto di vittime, e non è una metafora.
Un esempio di che affare sia l'UE viene dalla cronaca spiccia: è di oggi il provvedimento che stabilisce l'abolizione dell'ora legale, l'anno prossimo dovremo decidere in pratica in quale fuso orario restare per sempre. Cioè, se restare per sempre in un fuso che d'estate fa giorno mentre dormiamo e fa buio relativamente presto, o in uno che d'inverno lasciamo si le luci spente un'ora in più nel pomeriggio ma dobbiamo accenderle a lungo la mattina quando ci alziamo. Il doppio cambio d'orario, per chi non lo sa o non se lo ricorda, è stato uno dei volani della trasformazione dell'Italia in potenza industriale, causando enormi risparmi nella bolletta energetica. Ma al nord Europa serve poco, perché a quelle latitudini comunque l'escursione è enorme e un'ora in più o in meno non sposta. Quindi si abolisce. Ma non solo a loro che non gli serve, anche a noi che ci servirebbe, con patetiche giustificazioni di allineamento commerciale o di ricadute circadiane sulla salute. Questa si che è una metafora: di a vantaggio di chi e a svantaggio di chi sia concepita l'Unione Europea. Non che ce ne fosse bisogno (lo confessano), ma magari questa la vedono anche i sordociechi volontari dell'europeismo ad ogni costo.
Altro esempio alquanto significativo: quante battaglie, anche su questo blog, negli anni ci hanno fatto combattere sotto le insegne della sinistra progressista contro il bavaglio alla libera informazione che tentava di imporci il "cattivone" Berlusconi? Ora che un provvedimento dai probabili effetti analoghi (basta caricare il video sbagliato o mettere il link sbagliato, e un blog come questo deve chiudere, perché incapace di sostenere anche le sole spese di un giudizio che fosse sicuramente vincente, e anzi intanto viene chiuso dagli algoritmi che ci potete scommettere i big della Rete metteranno su in tempo reale, per salvarsi il culo loro) viene imposto dai signori dell'UE, non fanno neanche un plissè (come il palo di Jannacci), anzi fanno a gara a chi la intorta meglio ("è contro i giganti del web" - si, li ammazza di solletico...) a persone che intanto vengono progressivamente rese sempre più stupide.
Intanto l'ultimo argine al ritorno al governo dei Nemici della Patria, il M5S, continua a scendere nei sondaggi e a perdere elezioni locali. L'ho già detto: non vale dire che "sono solo sondaggi" perché erano tali anche quelli in cui tenevi o crescevi, né che "sono elezioni diverse con leggi elettorali che premiano le coalizioni e noi da soli restiamo il primo partito" perché di fatto una quota di quelli che avevano creduto in loro proprio in quanto ultima speranza sono delusi dalla loro irresolutezza nel realizzare i loro obiettivi primigeni, specie in confronto a una Lega che invece proprio su quel terreno si continua a distinguere. Perché il moVimento riprenda quota, occorre che cambi rotta subito e che questo governo  duri abbastanza da consentirglielo. Entrambe cose che non è detto che succedano. Ma vista la sua natura e la sua genesi, è opportuno ricordargli "dal basso" quale dovrebbe essere questa rotta:
  • Rai - Spoil sistem spietato (come fatto da tutti gli altri fino ad ora: il fairplay bisogna poterselo permettere, e quando sei attaccato di continuo con le stesse armi con cui di solito sono i governi a deformare le posizioni delle opposizioni e non viceversa, e tu perdi consensi a vista d'occhio, non puoi permettertelo. Fabio Fazio non può impunemente continuare a spargere il verbo ultraliberista monetarista e turbomondialista come fosse il Vangelo quando ormai esso rispecchia opinioni e interessi di una parte sempre minore di italiani, non a spese (salatissime) di tutti questi ultimi: si trovasse un editore privato, e si facesse pagare uguale se ci riesce. E lui è solo l'esempio più macroscopico;
  • TG - Magari avessero dato spazio alle opposizioni così tanto, nei decenni scorsi! Il modello è quello classico del "panino": "farcire" la posizione che vuoi nascondere tra due "fette di pane" di quella che vuoi evidenziare. Ripeto, fino a ieri si faceva a favore dei governi, oggi si fa il contrario. Ad esempio, sugli accordi con la Cina (nonostante Mattarella per una volta si sia comportato a dovere, figurarsi se avesse remato contro come su altri temi...) i tanti pro (che la Cina incarni proprio quel "capitalismo sociale" che noi abbiamo inventato e perduto, che adesso stia pure all'avanguardia sui temi dell'ambiente, che l'accordo possa portare tanti soldi che viste le vacche magre imposte (ma non a tutti...) da Bruxelles hai visto mai aiutino, che il multipolarismo possa essere un fattore di miglioramento di un mondo guardacaso in guerra ed in crisi da quando è rimasto con una sola superpotenza, eccetera) sono infilati in mezzo ai pur giusti contro (che non vi ripeto per par condicio) che così sono i soli che si ricordano;
  • Moneta - Basta trattare con gli aguzzini per uno zero virgola in più! Se non si ha la forza politica per chiedere alla UE la liquidità necessaria al Paese per riassorbire la disoccupazione e rilanciare il ciclo economico, e se non te la danno uscire dall'Euro, crearsela in casa con i non pochi strumenti di sovranità monetaria rimasti: conio di monete metalliche, mini-Bot, Certificati di credito fiscale, eccetera. Quando si scoprirà che già nel medio termine il loro utilizzo il rapporto deficit/PIL lo abbassa, altro che alzarlo, si sarà strappata la maschera al Sistema, che ci tiene sotto lo scacco dell'austerity perché intende impoverirci non perché i suoi dogmi economici abbiano fondamento scientifico o empirico (sono anni che nella realtà dispiegano effetti contrari alle loro intenzioni dichiarate, facendo aumentare il suddetto rapporto anzichenò). E il governo che avrà avuto il coraggio di farlo passerà alla Storia, poi vediamo quanto valevano i sondaggi e le batoste alle amministrative...;
  • Onestà - Legge costituzionale che modifichi l'elettorato passivo: è eleggibile solo chi abbia compiuto tot anni e non abbia già ricoperto cariche elettive nazionali per tot anni. Legge ordinaria che imponga per legge la sospensione da ogni incarico agli indagati fino alla eventuale archiviazione, ai condannati fino alla conclusione dell'ultimo grado di giudizio, ai condannati in via definitiva per sempre, e stabilisca la sospensione di ogni tutela di privacy patrimoniale per chiunque svolga un incarico politico o di alta amministrazione, che deve dare ragione politicamente e pubblicamente di ogni significativo arricchimento durante la carriera elettiva.
Mentre scrivo non so ancora come si concluderà la telenovela Brexit, il ping pong è al momento sul si, rinviato a maggio, ma senza accordo con la UE nonostante la May avesse offerto in cambio della sua ratifica le proprie dimissioni. Ma anche se i nostri media ci si buttano a pesce, infarcendo ogni servizio di retorica europeista, non è lì che si decidono i destini dell'Unione Europea. Che essa sia un cadavere ambulante, infatti, lo dimostra a contrario il novissimo Asse Parigi/Berlino, accordi che infatti non vengono affatto approfonditi dagli stessi media, altrimenti dovrebbero dire che sottintendono una nuova visione geopolitica in cui la periferia dell'Unione, dopo averla massacrata per 30 anni distruggendone il tessuto industriale, viene finalmente esplicitamente tagliata fuori. Resta solo una questione da porsi: dal momento che la UE sarà comunque chiusa da chi l'ha concepita per trarne profitto, evidentemente perché non gliene rimane molto altro da trarne, conviene attivarsi (e servono giuristi, più che economisti) per lasciarla prima, perché come in amore è meglio prendere sul tempo un partner stufo di noi, o conviene aspettarne la dissoluzione, perché tanto avverrà a breve e ogni proattività è fatica sprecata? Di sicuro, farsi trovare pronti potrebbe essere un merito decisivo per qualunque governo ci riuscisse, un credito da spendere per generazioni.
E ora un po' di link, finché ce li lasceranno mettere li metto, poi scriverò senza riferimenti, tanto chi vuole se li sa cercare da sé... (ma non mi stanco di raccomandarvelo: seguiteli tutti, questi in fondo e quelli nel corpo del post, ne va della vostra "cittadinanza adulta"):
  • Fusaro, ovvero come e quanto sia oggi necessaria una nuova Internazionale socialista, e come questa possa esistere solo se si riesumano gli Stati/Nazione, vera culla e unico terreno di coltura della democrazia.
  • Blondet, ovvero un po' di numeri (di fonte europeista, si badi) su quanto abbia fruttato ad ogni tedesco e costato ad ogni italiano un ventennio di Euro.
  • Salerno Aletta, ovvero Savona - quello del piano B, si - avrebbe anche un piano per una banca europea d'investimenti pubblici a tasso agevolato. Voi ne avete sentito parlare?...
  • Becchi, ovvero chi è ripartito è grazie a deficit e debito pubblico.
  • Grazzini, ovvero il QE della BCE è fallito (ma bisogna vedere qual'era il suo vero obiettivo...), bisogna pensare all'economia reale.

domenica 11 novembre 2018

MEGLIO LA PIZZA DI FANGO

Per chi trent'anni fa (già trenta? minchia!) si deliziava con la comicità scatenata di un gruppo di giovani attrici che avrebbero tutte, chi più chi meno, avuto una carriera adeguata a quelle premesse, rivedere La TV delle ragazze nell'edizione celebrativa, o come dicono meglio gli americani "reloaded", era quasi obbligatorio.
Era quasi altrettanto probabile, però, come in tutti i casi in cui le aspettative sono molto alte, attendersi un qualche retrogusto di delusione. Che però arriva non tanto dalla troppe altre volte sperimentata "bollitura" di artisti/e per cui celebrare le grandezze di un tempo è anche misurare le pochezze attuali, ché anzi la maggior parte delle "ragazze" di allora reggono botta al passare del tempo quando non sono migliorate (e qualcuna purtroppo ci ha persino lasciato), quanto dalla presenza sottotraccia, nella Dandini e negli altri autori quindi nel programma, di quella narrazione piddina/eurista che cristallizzandosi è passata, forse anche senza accorgersene, dal sentirsi a sinistra almeno di Berlusconi all'essere a destra dei sogni perversi della Thatcher. Con la sottotraccia che ha trovato il punto più evidente di emersione nella comparsata dell'icona Bonino, tirata per i capelli nella traccia del programma dal suo femminismo di sempre, oggi purtroppo simbolo proprio di quanto le battaglie per i diritti civili siano ormai solo la foglia di fico per la resa all'ordocapitalismo sui diritti economici e sociali. Della serie, bisogna approfittare fino in fondo del dominio sul mainstream, almeno finché il governo dimostra di non volere o sapere imporre la propria linea sul servizio pubblico come qualunque altro prima di esso ha fatto.
Per fortuna che la trasmigrazione di cui sopra è estendibile soltanto a una quota sempre decrescente di elettori, visto che gli italiani in maggioranza hanno ormai capito che il continuum destra/sinistra è ideologico cioè falso e manipolatorio, mentre la narrazione piddina/eurista è una menzogna bella e buona mirante alla spoliazione della nazione, e anche se il movimento 5 stelle svanisce (vittima degli attacchi della propaganda o della propria stessa irresolutezza, poco importa) magari votano Salvini, magari ancora più a destra, ma a loro non daranno più credito. Il punto non è quindi più se gli italiani hanno o meno mangiato la foglia capendo che razza di fregatura era l'euro e ancora di più la stessa UE, il punto oramai è se esiste ancora o meno abbastanza democrazia da lasciare che in quanto popolo sovrano decidano sul destino del loro Paese. E a giudicare da certi discorsi e da certe manovre purtroppo viene da pensare che no, che non ci faranno fare quello che vogliamo, dovessero imporci un trattamento peggiore che ai greci. L'unica nostra speranza è di avere conservato quella massa critica, che i greci non avevano, che ci consenta di reggere botta e intanto attrarre alleati diversi (per quanto non è che nelle mani degli americani o degli inglesi ci sarebbe da stare troppo tranquilli, allora magari meglio i russi) che non il blocco mitteleuropeo a guida tedesca che ha usato la suddetta narrazione per combattere e vincere una spietata guerra commerciale contro di noi mentre i nostri governanti e i nostri giornalisti ci tenevano le mani dietro la schiena.
Semmai la cosa su cui riflettere è che nei sondaggi la sfiducia verso l'UE superi di molto quella verso l'Euro, a dimostrare non, come certa stampa ha subito opportunisticamente dedotto, il persistente paraculismo degli italiani, bensì proprio purtroppo la loro persistente adesione a quello che la predetta narrazione ha fatto diventare luoghi comuni sulla moneta e il suo funzionamento. Dimostrati, ancora una volta, proprio da una delle ragazze di RaiTre, l'irrestibile Cinzia Leone impiegata dell'ufficio imposte che oggi come trent'anni fa tesse le lodi, in quanto moneta forte, della Pizza di fango del Camerun: tormentone esilarante, oggi come allora, ma che fa leva sul luogo comune che avere una moneta forte sia buono. Mentre alla domanda se avercela forte o debole non è buono o cattivo, la risposta esatta è "dipende", la regola aurea essendo che la moneta deve essere adeguata al contesto economico che la utilizza, e se non lo è in un senso o nell'altro sono sempre guai. Ragion per cui la sovranità monetaria, e la politica economica e finanziaria che ha essa tra le leve da usare, deve essere in mano alla classe politica di una nazione così come scelta dai suoi elettori perché ne faccia gli interessi e ne rispetti la volontà.
Quindi, è solo quando il progetto UE e la sua arma letale Euro sarà affossato per sempre, che si potrà di nuovo parlare di Europa dei popoli per tentare di ricostruirla partendo dagli interessi comuni delle sue genti. E' dimenticando questo, che continuiamo ad andare verso il BAAARATRO!

domenica 28 ottobre 2018

ANCORA U?

L'eurozona ha distrutto l'Unione europea, trasformandola da
un progetto di lenta e progressiva omogeneizzazione di valori
ed interessi in un piano di asservimento di alcune nazioni da
parte di altre. I veri europeisti vogliono la fine dell'eurozona, o
meglio dicono: o la BCE diventa prestatore di ultima istanza di
tutti i Paesi azzerando lo spread e consentendo politiche anti-
cicliche ai governi democraticamente eletti per questo scopo,
oppure bisogna seriamente decidersi a imitare gli inglesi...
Il problema non è lo spread, lo spread è il termometro. I mercati sono computer, certo possono essere indotti da movimenti architettati da chi controlla grandi masse di denaro a comportarsi in un modo anziché in un altro, ma è con effetti che non reggono a lungo: dopo un po', i computer metabolizzano i trucchetti, e tendono sempre ad accontentarsi di bassi rendimenti per titoli con basso rischio pretendendo invece rendimenti maggiori mano mano che il rischio sale.
Questa l'avete sentita in mille modi in TV, dai tigì ai talk politici, soprattutto recitata da piddini e altri soggetti a busta paga di quel sistema bancario internazionale che con un golpe lento si è sostituito ai governi democraticamente eletti. Io ve l'ho solo messa giù semplice. Anche come espediente retorico: non è che chi sostiene da anni che un'altra linea di politica economica è possibile e auspicabile, e finalmente la vede in qualche modo incarnata in un governo della Repubblica, non capisce di economia e finanza. Tutt'altro: il fatto è che bisogna capire, ma davvero, perché il rischio sale.
Il deficit? Decisamente no. Il 2,4 è più di quanto promesso dal governo precedente ai dittatori di Bruxelles, ma è meno dei famigerati parametri di Maastricht, e molto meno di quanto l'Italia stessa abbia avuto in molti periodi in cui lo spread era giù, per non parlare di altri paesi dell'Unione.
Il debito? Ma il rapporto debito/PIL non solo da noi è sotto controllo (ma non può calare drasticamente senza distruggerci, tenetelo bene in mente, e chi ha votato il Fiscal compact e il pareggio di bilancio in Costituzione andrebbe condannato per Altro tradimento), non solo ci sono Paesi che ce lo hanno molto più alto del nostro e però hanno lo spread a zero (il che dimostra che tra i due valori la correlazione sia solo apparente, ma non mi aspetto che il concetto di correlazione apparente sia comprensibile a menti in cui la logica alberga ancora meno che nella scarsa media umana), ma ci si dimentica troppo spesso che è, appunto, un rapporto. Una frazione, con un numeratore e un denominatore. E pertanto aumenta e diminuisce non solo variando il primo, ma anche il secondo. Avete capito o no, zucconi, perché dopo decenni di austerity, quindi avanzi primari (debito al netto degli interessi) più alti e continuati che in ogni altro Stato europeo (si, proprio così: quando dicono che non siamo virtuosi ci denigrano, e lo fanno strumentalmente, per continuare a depredarci, e gli italiani che gli fanno eco sono traditori punto e basta, consapevoli o meno che siano di esserlo), il rapporto debito/Pil è ancora quello di prima se non peggio? Indovinato, le politiche imposte da Bruxelles tendono ad abbassare sia il debito che, ma ancora di più, il PIL, quindi alzano il rapporto: è roba da terza elementare!
Dunque, se una manovra prevede un deficit tot che aumenta il debito a ics, se però è in grado di innescare un aumento di reddito ipsilon tale che il rapporto ics/ipsilon diminuisca, i mercati, che ripeto sono computer, fanno si che lo spread scenda, il che abbassa ulteriormente il rapporto eccetera eccetera. E abbiamo sostituito un circolo vizioso con uno virtuoso.
Dove si gioca la partita, quindi? Non sul numerino del deficit o di qualsiasi altro parametro, ma sul fatto che l'azione politica complessiva di uno Stato sia credibile o meno. Se fossimo in grado di avviare un piano di investimenti pubblici che prevedesse la rinazionalizzazione di tutto quanto è giusto e naturale resti in mano pubblica (perseguendo politicamente e magari giuridicamente chi negli ultimi decenni lo ha svenduto) e un piano straordinario di lavori pubblici che riqualificasse il nostro territorio in tutti i tanti settori in cui ciò servirebbe come il pane (dando occupazione a tutti gli italiani che volessero e si, a questo punto anche a un tot di extracomunitari fatti entrare in carrozza e non in barcone), abbandonando invece senza rimpianti (perfino pagando eventuali penali se dovesse servire) tutte le grandi opere avviate dai governi passati al solo scopo di creare il margine per cospicue tangenti, e in genere combattendo draconianamente ogni forma di corruzione (che tra l'altro ha l'effetto di disinnescare gli effetti del moltiplicatore keynesiano), potremmo arrivare senza problemi a un deficit in doppia cifra e vedremmo lo stesso abbassarsi lo spread.
Se questo governo fallirà, allora, sarà stato per mancanza di coraggio nell'affondare il colpo, che probabilmente avrà avuto radici nella sua necessaria eterogeneità, non certo per la costantemente e falsamente riferita avventatezza nell'essere finalmente tornato a praticare il deficit spending. Poterlo dichiarare prima, è uno dei vantaggi del fare informazione a gratis. Solo se tengono botta, a muso duro, e anzi magari rilanciano dimostrando che hanno ragione e iniziando a contagiare altri stati europei, riescono a vanificare il tentativo di colpo di Stato che abbiamo sotto gli occhi.

lunedì 4 giugno 2018

CI SI POTREBBE GRATTARE...

Diego Fusaro replica a un professionista della manipolazione sentimentale...
Alla fine il governo gialloverde è partito, e il fatto che sia comunque una buona notizia è certificato persino dai famigerati mercati finanziari, oltre che ammesso onestamente anche da chi era stato chiamato all'ultimo momento a rimpiazzarlo, o chissà forse solo a fare da spauracchio per ammorbidirne certi aspetti.
Sia chiaro, non solo (come avevo peraltro predichiarato) non è certo "il mio governo ideale", ma non fatico ad ammettere che sono molti gli aspetti che non possono che procurare orticaria, a me come sicuramente a molti grillini sia militanti che politicamente attivi, da semplice eccessiva vicinanza a gente che predica valori incompatibili con chi si sente di sinistra. Ma la politica è arte empirica, bisogna fare il meglio con le carte che si hanno a disposizione, e una legge elettorale così farlocca francamente non poteva dare all'Italia un governo migliore, anzi: si ricordi che era stata concepita per avere il Renzusconi come unico sbocco possibile (non avendo fatto i conti con gli elettori, che di fatto lo hanno reso invece l'unico impossibile)...
D'altronde, quando c'è una guerra partigiana non puoi non essere di bocca buona riguardo a chi ti trovi dalla tua parte della barricata, dopo la liberazione torneremo a dividerci sui temi, oggi abbiamo cose più importanti da fare.
E d'altronde, quelli che oggi ci chiedono "come fate a stare al governo coi leghisti" sono magari gli stessi che coi leghisti ci andarono quando c'era da far cadere il primo Berlusconi, gli stessi che una volta incassato un premio di maggioranza incostituzionale grazie all'alleanza con la sinistra vendoliana, dimessa la coalizione in cambio di un paio di belle poltrone si sono acconciati per tutta una legislatura con gli alfaniani (con quelli orticaria niente?) durante la quale hanno persino provato a ribaltare la Costituzione (fermati soltanto, ancora, dal tanto vituperato elettorato italiano).
Infine, si può dare il caso che i leghisti, costretti in un'alleanza diversa dal solito, possano essere indotti anche solo dal calcolo politico a limare certi atteggiamenti (tolti i quali, la lettura della questione migranti ad esempio è tutt'altro che univoca), mentre ben più gravi perché sostanziali sono  peccati come quello di aver appoggiato, anche fosse solo per fedeltà all'allora capo supremo, una nefandezza esiziale come il pareggio di bilancio in Costituzione (l'unica riforma costituzionale nella storia patria ad essere approvata senza bisogno di referendum confermativo).
Trovo pertanto perlopiù patetici i post sui social di tanti amici di sinistra e piddini (la "e" è disgiuntiva, avete capito bene) che si ergono a paladini contro il governo razzista xenofobo omofobo eccetera, quando i governi da loro appoggiati o comunque favoriti hanno negli ultimi decenni fatto a gara a chi azzerava più diritti fondamentali dei cittadini (talvolta usando quelli civili come velo per nascondere il massacro di quelli economici, senza i quali i primi sono lettera morta a meno che non hai tanti soldi), privava lo Stato di ogni mezzo e meccanismo di intervento, e favoriva proprio quei fenomeni da cui poi ovviamente venivano fuori i casi umanitari da strumentalizzare. Se vi fa comodo pensare, cari amici, che siamo noi ad avere "sbracato" passando al Nemico, fate pure. Noi pensiamo che il Nemico sia colui che ci ha portato, tutti, a questo punto, e tra di voi capiamo al limite solo quelli che dal Nemico vengono remunerati più o meno bene, invece quelli che ancora gli portano l'acqua al mulino a gratis sinceramente ci fanno solo pena. Ma se il "governo del cambiamento" riesce, tranquilli, sarete salvati anche voi, anche da voi stessi, anche se non lo capirete e non lo ringrazierete (ma invece secondo me in tanti lo farete, lo farete).
Il punto è, semmai, SE, il governo riesce. E questo dipende da tanti fattori, alcuni dei quali non controllabili. Il più importante dei quali, l'ho detto alla vigilia, è mettere in discussione la UE così com'è o altrimenti essere fermamente disposti a uscirne. La seconda cosa perché altrimenti nella prima non si viene presi sul serio. Oltre che perché la UE potrebbe presto crollare di suo, come fanno tutte le costruzioni che non hanno fondamenta adeguate.
Riflettiamoci un attimo: com'è stato possibile il repentino dietrofront del PdR su Cottarelli? non vi sarete bevuti la storiella di Savona, che metteva in pericolo la UE all'Economia e invece la tranquillizza agli Affari europei (!!!), no? No. C'è qualcosa di grosso a livello di geopolitica internazionale. Che l'UE sia un progetto egemonico tedesco non lo vedono soltanto i cosiddetti (a sproposito) complottisti da anni, e la maggioranza degli elettori italiani da un po'. Si vede anche da oltreoceano. Ora, non è che passare da un dominio all'altro sia tutto questo affare, soprattutto valutabile a priori. Ma un guscio di noce come il nostro è proprio dal sapersi districare in queste situazioni che ha tratto le sue migliori fortune, e dal cristallizzarsi in Assi troppo rigide le sue peggiori disgrazie. Hai visto mai che tra le crepe di un sistema mondiale in via di ridefinizione riusciamo finalmente a trovare l'interstizio che ci compete, data la nostra assoluta specialità di collocazione geografica e ricchezza storico-culturale...
E comunque, cari amici di sinistra, a gonfiare le fila del M5S e della Lega sono proprio tanti ma tanti ex-comunisti, mentre voi restate a inseguire false bandiere sulla nave dei banchieri mitteleuropei, proprio mentre minaccia di affondare e in caso ha già dimostrato che voi per loro non siete che topi.
In altre parole, il piano B la Germania ce l'ha, eccome, e tutto concorda a poter affermare che ha continuato a edificarlo di nascosto anche mentre pagava i vostri capi, e loro il vostro mainstream, a raccontarvi le frottole europeiste.
Quindi lo spread scende, e potrebbe restare giù anche mentre si attua il Contratto nei punti che vi dicono più insostenibili per i Sacri Vincoli, perché i mercati non sono che computer che "ragionano" su tantissime transazioni rapidissime contemporaneamente, e sanno quando uno si muove con le spalle coperte e quando no, e sanno anche che uno Stato sovrano può emettere tutta la moneta (ha vari modi per farlo, peraltro) che vuole, se è credibile. Prova ne è che la BCE in questi hanni ha "stampato" fantastiliardi di euro, lo chiamano Quantitative Easing così lo riconoscete, solo che li hanno dati alle banche nell'illusoria (o fasulla, fate voi) presunzione che queste avrebbero finito per immetterli nell'economia reale, e non per rastrellare titoli su titoli alimentando, e intanto "internizzando", il debito pubblico, come invece hanno fatto. Quindi non è affatto folle il proposito di andare a chiedere proprio alla BCE i soldi per realizzare le riforme che servono per fare ripartire il Paese: ne può creare quanti ne vuole, è da anni che lo fa. E se si rifiuta trincerandosi dietro i Trattati, si cambino i Trattati: ecco che la UE o cambia o muore, anche se non lo diciamo più. Magari cambia, e ne esce chi non apprezza questo cambiamento, anziché noi...
Insomma la Storia si è mossa. Non è detto che vada bene, ci sono tante incognite da verificare. Ma felice quel popolo che ha il coraggio di andare a vedere cosa gli riserva il futuro e a che prezzo, anziché trincerarsi in un presente senza nessuna via d'uscita se non l'asfissia, come quello che ci avevano riservato. Alla fine, mi ripeto, magari l'Europa, quella vera, stavolta la salviamo noi.

giovedì 31 maggio 2018

DEMOCRAZIA SOTTO TUTELA?

Questo Bagnai lo scriveva nel 2012, e ce lo ricorda oggi...
Al momento che scrivo ancora non sappiamo se ci hanno definitivamente sancito che non siamo in democrazia imponendoci l'ennesimo governo fantoccio di Bruxelles oppure se avremo finalmente il governo gialloverde anche se in versione light per non allarmare troppo i pupari. E' dalle elezioni che scrivo poco di politica per via del quadro troppo mutevole per le possibilità di aggiornamenti di un sito amatoriale, ma la questione Mattarella impone un commento a se stante a prescindere dagli sviluppi successivi, per cui ci provo.
Il nocciolo non è se sia o meno legittimo che un PdR rifiuti di nominare un ministro (in passato è stato fatto, anche se mai con la conseguenza di impedire il varo di un governo), è per le motivazioni che ha ritenuto di usare (della serie, era meglio per lui se taceva): tutelare i risparmi degli italiani e non accettare al MEF chi abbia posizioni critiche verso l'Euro. Due questioni eminentemente politiche che pertanto esulano dalle prerogative di chi sarebbe il garante della Costituzione che ancora assegna la sovranità al popolo e quindi se il popolo vota chi è critico verso l'Euro e con ciò mette a rischio i propri risparmi sono cavoli suoi, il Presidente non è nostro papà che ci deve proteggere anche da noi stessi se serve.
E' una obiezione talmente logica che il PdR, non sappiamo se imbeccato o meno ma ciò è ininfluente, l'ha fatta subito propria precisando che per mettere in discussione l'Euro bisogna semmai presentarsi chiaramente agli elettori con questo programma così poi è chiaro quale è la loro volontà in merito. E ha convocato un falciatore professionista a varare un governo "balneare" per portarci al voto al più presto. Peccato che i sondaggi dicano (e anche questo è appena logico, può arrivarci chiunque) che l'esito di elezioni impostate a mo' di una sorta di referendum sull'Euro sarebbe largamente scontato, a meno di far passare abbastanza tempo e fare succedere abbastanza cose da terrorizzare completamente tutti (e in Italia purtroppo di queste cose siamo tristemente esperti...). E che lo spread può essere si innescato o disinnescato da atti mirati, ma coi mercati completamente governati dai computer di tutto il mondo in tempo reale non può essere manipolato, per cui è continuato a crescere anche con Cottarelli a bordo campo per scaldarsi e quindi il mister lo ha fatto di nuovo accomodare in panchina. Ma dello spread parliamo dopo.
E' il momento, infatti, di entrare nel merito della questione che ha innescato il problema. E' giusto o sbagliato mettere in discussione l'Eurozona? e soprattutto, visto che parliamo di Savona, è sensato o insensato avere un piano B in caso l'UE non ascolti le istanze di un Paese che di essa è socio fondatore nonché terza entità, ma anche in caso che questa UE collassi di suo, cosa sempre più probabile (nel qual caso, si fanno male tutti, ma chi non ha pronto un piano B di più - e infatti i tedeschi ce l'hanno eccome)? In altre parole, dopo aver sancito che anche se fosse una pessima idea, se l'uscita dall'Euro è volontà degli italiani un Presidente che si oppone può al massimo, se non intende piegarsi al volere del suo popolo, dimettersi, andiamo a discutere tale idea nel merito.
Il grafico è tratto da questo illuminante articolo di Gawronski
Per prima cosa occorre demolire la montagna di falsità che hanno già cominciato a recitare a reti unificate, una vera e propria campagna di disinformazione secondo la quale il debito pubblico ci impedirebbe di uscire dall'Euro pena sfaceli a non finire. E cominciamo dai risparmi degli italiani, guardate la curva: sono aumentati o diminuiti da quando c'è l'Euro?  Si, hanno retto nei primi anni, ma non c'era la crisi. E sono proprio le risposte monetariste alla crisi, pro-cicliche anziché miranti a salvaguardare il più possibile i più deboli, la vera dimostrazione della totale inadeguatezza del sistema eurocentrico, e la vera causa di tutti i nostri mali. Rispondere a una crisi di domanda interna imponendo tagli è come fare un salasso a un anemico: muore. Ma l'area Euro non è fatta tutta di anemici, anzi: averla varata per come è stato fatto, con le parità che abbiamo avuto, è stato come una enorme trasfusione verso Germania e satelliti, che da allora esportano a gogò (anche ben oltre i parametri concessi, ma si sa quelli valgono solo quando conviene a loro), per cui a loro i salassi sono salutari e allora si fanno a tutti e pazienza per le vittime. La "realtà vera" è questa: l'Euro nasce come arma per impoverirci, ed è stata finora molto efficace, i risparmi degli italiani sono solo una delle dimensioni colpite, e il debito pubblico con lo spread non c'entra nulla perché questo è un parametro quasi automatico della credibilità di un debitore e uno Stato sovrano ha molti modi per farsela (se no il Giappone col debito che ha avrebbe lo spread alle stelle e non tutt'altro). A fabbricare le "false realtà" sono quindi professionisti pagati dai vincitori di questa guerra europea sotto mentite spoglie, a propagarle sono i politici a libro paga e i giornalisti schiavizzati al punto che se fanno altrimenti devono cambiare mestiere. La cosa che fa più rabbia è, però, che ci siano ancora persone comuni che, vittime della loro ingenua adesione a una collocazione ideologia che ormai è solo facciata, peraltro edificata a loro uso e consumo, fanno eco gratis sui social a questa cagnara di bugie. E magari si sentono pure di sinistra, nel farlo...
Allora occorre essere duri. Io pure sono di sinistra, dall'adolescenza. Ma oggi chiunque abbia a cuore il futuro dell'Italia deve capire che il No all'Euro non è di destra o di sinistra. E' un presupposto per poter ricominciare a dividersi su quale politica economica intraprendere e in che direzione incanalarne l'azione, cioè per poter tornare ad essere di destra e di sinistra per davvero. L'Unione Europea, come dice Diego Fusaro,  è
"...un progetto nato per volere della classe dominante turbocapitalistica per massacrare le classi lavoratrici d’Europa e per riplebeizzare il vecchio continente, azzerando ogni conquista sociale e imponendo la volontà sovrana dei Mercati."
Nessuna politica di nessun colore è possibile al suo interno. E nessuna delle favole sulla gestione del debito e dei conti pubblici che vi raccontano da trent'anni è vera. E' vero il contrario. La prova regina? Siamo in avanzo primario, cioè lo Stato incassa dai suoi cittadini più di quanto dia loro, al netto della spesa per interessi, dal 1992 praticamente senza soluzione di continuità, eppure il debito pubblico ha continuato ad aumentare. Mentre gli italiani stanno sempre peggio. Senza sovranità monetaria, e senza un esercizio eticamente ineccepibile di tale sovranità, nessun sacrificio sarà sufficiente a salvarci. Siamo sotto uno strozzino, dobbiamo liberarcene. Se una volta eravamo scialacquoni, forse, oggi ormai il vizio del gioco ce lo siamo tolti da 26 anni, e con esso tutto il superfluo, molti oramai anche il necessario, e non basta. Non basta perché NON PUÒ, bastare. L'austerità oltre un certo limite, la spending review dopo decenni di buchi nella cintura, sono ricette sbagliate, che uccidono il paziente, come - ripeto - un salasso a un anemico. Volete morire? Restiamo nell'Euro. Questo dev'essere detto senza più equivoci - capito Di Maio? - approfittando di ogni spazio ti lasciano e cercando di crearsene altri di propri, possibilmente generalisti. Perché dall'altra parte reciteranno a reti unificate il mantra del vincolo esterno e del pareggio di bilancio (tra l'altro, messo nottetempo in Costituzione con la complicità di Salvini: da non dimenticare...). Fino ad erodere il vostro possibile trionfo. Dovete spiegare alla gente con chiarezza che il vostro programma, dal reddito di cittadinanza all'acqua pubblica alla Rete come diritto fondamentale al sostegno alle piccole e medie imprese al recupero del territorio e dell'immenso patrimonio edilizio e culturale eccetera, NON E' ATTUABILE se non disponendo della leva monetaria. Che può anche restare in mano a Bruxelles, ma per farci quello che chiedono gli Stati membri (in altre parole, cambiando i Trattati). O se no salta tutto. E poi i mercati vediamo cosa fanno, se attaccano o premiano chi ha coraggio di investire sull'economia reale rilanciandola massicciamente.
Questo ha detto il famigerato Savona, questa è la posizione di Bagnai e Borghi economisti di sinistra eletti nella Lega, questo quello che recita il programma a 5 stelle anche se il cauteloso Di Maio fischietta: siamo fondamentali per l'Europa, senza di noi l'Unione crolla, il piano A è andare a Bruxelles e fare pesare tutto ciò, chiedendo una riforma dei trattati che doti l'Unione di una vera banca centrale tipo USA o Giappone, a cui chiedere le risorse che servono per i bisogni della popolazione. Può farlo, sono anni che Draghi lo fa per le banche, a miliardi, senza che uno zero virgola di benefici si sia visto per i cittadini. Se a Bruxelles rispondono picche (e lo faranno perché non è mai stato un loro obiettivo guardare ai bisogni di tutti gli europei, la UE è nata per essere uno strumento di dominio di una parte dell'Europa su un'altra, altrimenti ad esempio la parità lira/euro sarebbe stata fissata a 1000 non quasi a 2000) allora si attua il piano B (ecco che quindi bisogna avercelo eccome), e lo si fa "nottetempo" perché nella storia dell'umanità queste cose si sono fatte sempre all'improvviso e negando fino al momento prima, per non dare tempo agli speculatori di agire. Il governo era pronto, lo spread era a cuccia, ora sapete anche chi è il responsabile della sua crescita: proprio chi dice di volerci tutelare, perché i gialloverdi avevano scelto uno che era stato ministro con Ciampi proprio per tranquillizzare i mercati, non c'era nessun bisogno di trasformarlo in Robespierre e farne un caso. A meno che l'obiettivo non fosse proprio svegliare il cane che dorme. Ma questo l'abbiamo già raccontato....
Ora che si rivedono spiragli, non so se sia una manovra o meno, e non so se i gialloverdi saranno chiamati a sbiadirsi e pur di governare accetteranno di farlo, convinti che possa essere comunque utile. Sgombro da subito ogni dubbio, come dissi a suo tempo per la Raggi sindaco: senza leva monetaria non si può fare niente, se devi tappare una buca qua puoi farlo solo se ne lasci aperta una la. Occorre un cambio di paradigma, o della UE in toto o nostro fuori dalla UE. Un cambio radicale. Ora. Il governo se non fosse stato stroncato sarebbe nato il 24 maggio, quando il Piave mormorava, che cosa mormorasse dovreste saperlo...
Ma nel caso vi serva ancora qualche ripassino, vi propongo di leggervi per intero il famigerato piano B di Savona, scoprirete che stringi stringi è puro buon senso, e magari seguire pian pianino tutti i link di cui dissemino i miei post "politici" come questo, i primi sono tanti ma i secondi ormai sono radi, potete farcela, e magari servono a darvi, anche solo inconsapevolmente, gli strumenti per zittire, se non per convincere, gli sciagurati che vi diranno che fuori dall'Euro ci sono solo guai, anche dopo 17 anni di guai per esserci dentro. Nella Storia, tutto a un certo punto finisce, e gli abomìni, quelle costruzioni innaturali che stanno in piedi solo a patto di storture che recano più sofferenze ai molti che benefici ai pochi, di solito durano pochi decenni al massimo. Questa Unione Europea o cambia radicalmente (e si potrebbe, se si volesse, leggete qui la Gabanelli, ma vedrete che non vorranno) o muore, e anche presto. Se fate la vostra parte, magari si potrà dire che dell'uno o dell'altro di questi esiti il merito storico è stato della vostra cara vecchia vituperata Italia...

giovedì 27 aprile 2017

TRA 25/4 E 1/5, PIIGS

In questo periodo dell'anno i cuori dei "veri progressisti" sono tradizionalmente scaldati da un uno-due di ricorrenze che quasi costringe al post, sul web chi ha più voglia di perdere tempo e sonno, sui social network tutti gli altri. Questo blog non è stata una eccezione, basta cercare col motore in alto a sinistra per verificare; per i più pigri linko questo e questo, ad esempio di quando ero anch'io obnubilato dal senso di appartenenza, che mi impediva di vedere come e perché i politici del centrosinistra non erano altro che sicari della democrazia e del welfare a libro paga del Capitalismo. Ma un esempio migliore di cantonata viene dalle elezioni francesi: leggete le minchiate che dicevo a proposito di Hollande, leggete... A mia parziale discolpa, c'è che di li a poco (eravamo a metà 2012 mi sarebbe accaduto qualche mese dopo, folgorato dalla dichiarazione di Bersani che qualunque fosse stato l'esito delle elezioni sarebbe stato "con Monti senza se e senza ma") avrei mangiato la foglia e sposato la causa grillina (pur con tutte le diffidenze del caso), e che a proposito del neoeletto monsieur le président avvisavo letteralmente che "deve dimostrare di voler mantenere le promesse", ma resta il fatto che ancora mi muovevo all'interno dell'ipotesi che fosse possibile anzi auspicabile salvare capra e cavoli col "più Europa", poiché era per colpa dell'attuazione monca che il progetto UE si dimostrava fallimentare - ipotesi che si è dimostrata più che erronea: illusoria.
Ora, ai francesi stanno tentando di fregarli con l'emersione in extremis di soggetti apparentemente nuovi in grado di alimentare con qualche credibilità tale illusione, ma se leggete bene le percentuali raggiunte dai candidati al primo turno scoprite che in totale gli euroscettici vanno verso la metà, quindi nonostante i trionfalismi di tattica per il ballottaggio niente è ancora detto (non vi sono bastate le sberle in GB e USA, sondaggisti del ciufolo?), e soprattutto che i socialisti, che appunto l'altra volta avevano portato il loro candidato all'Eliseo, sono ridotti a un misero 6 per cento. Ecco cosa succede in Francia a chi non mantiene le promesse, magari fosse così da noi. Un vantaggio noi però lo abbiamo: lì gli euroscettici vanno verso la metà, e sono polarizzati tra la Le Pen e un sinistro che grazie appunto all'euroscetticismo ha svuotato il PSF, e ciò rende più difficile l'affermazione antisistema al ballottaggio, qui gli euroscettici sono ormai maggioranza netta, al cui interno la stragrande maggioranza vota cinque stelle, quindi la vittoria dell'alternativa al progetto reazionario e plutocratico chiamato UE è possibile, qualunque schifezza tentino di escogitare a proposito di legge elettorale. E quindi, chiunque abbia a cuore il futuro del Paese deve fare tutto il possibile per far fare al m5s l'ultimo balzettino che gli manca.
Ad esempio, andare a vedere, e fare passaparola per mandare a vedere, al cinema il documentario PIIGS, che spiega come e perché grazie all'Euro ci hanno imbrogliati e rapinati e se non ne usciamo al più presto ci finiscono di fottere. Sono tematiche complesse, e questo blog, lo ammetto, non le ha mai affrontate per semplificazioni, sempre per approfondimenti e arrovogliamenti, e d'altronde per scelta editoriale non faccio divulgazione e non ci guadagno nulla di nulla da un click in più, ma il film sicuramente potrà far capire qualcosa anche ai più pigri, quindi ve lo raccomando. PIIGS esce in questo weekend, a metà tra l'anniversario di una liberazione da un alleato che si è rivelata essere la lunghissima occupazione da parte del nuovo alleato (con la beffa finale di una disfatta in una guerra commerciale dissimulata, proprio ad opera dell'alleato di prima), e la celebrazione di un diritto che non c'è più, da parte di chi ha contribuito nel ruolo di cavallo di Troia del Capitale alla sua sparizione (rispettivamente il lavoro e i sindacati che organizzano il concertone, bah!...).
In fondo il trailer (qui invece i primi 15 minuti integrali); ma prima, due o tre inviti alla lettura e al ragionamento, per quei quattro "perversi del pensiero" che ancora mi seguono:
  • Raimondi, ovvero la separazione tra banche d'affari e istituti di credito e risparmio, che c'era e la cui abrogazione da parte di Clinton è alla radice della crisi che viviamo da dieci anni (indovinate qual'è l'unico partito che la propugna in Italia? esatto! - peraltro, assieme al ripristino della piena sovranità monetaria in capo a una Banca d'Italia nuovamente pubblica);
  • Grazzini, ovvero la moneta fiscale come proposta ponte o piano B per recuperare sovranità monetaria, proposta ai 5stelle per il loro programma;
  • Tarquini, ovvero la Repubblica Ceca ha mangiato la foglia, e ha sganciato la propria moneta dalla parità con l'Euro (primo passo per l'entrata nella cd. moneta unica, quindi per ora rimandata sine die).

venerdì 11 novembre 2016

ARRIVA IL "TROMBA"!

Si può esultare non per la vittoria di qualcuno ma per la sconfitta di qualcun altro? Per i tifosi di qualsiasi sport, e del calcio italiano specialmente, questa domanda è retorica: certo che si, anzi! chiedetelo a un laziale quando la Roma perde lo scudetto a favore della Juve, se non ci credete.
Che però qui non si tratti di tifo mi pare si possa comprendere andandosi a (ri)leggere il post di prima del voto, in cui la solita lunga e noiosa serie di argomentazioni (sport ormai desueto, in un'epoca in cui la stessa struttura dei luoghi dove si comunica spinge e incentiva la rozza superficialità) con tanto di link di approfondimento (che metto con la quasi certezza che non li seguirà quasi nessuno) tendeva a dimostrare come e perché sarebbe stato meglio (non so se per gli americani, ma sicuramente per noi e per il pianeta) che perdesse Hillary.
Se qualcuno è così deficiente da pensare che affermare ciò equivale a essere un sostenitore di Trump, sono affari suoi, si accomodi pure. Io mi limito a registrare non senza una certa sorpresa (il mio era un augurio, non una previsione, che peraltro in pochi - Moore, Foa, forse Coen - hanno azzeccato...) la sparizione spero definitiva dalla scena politica di una vera iattura per l'umanità, una tipa spregiudicata che usava la sua identità di genere e la sua maschera progressista per dissimulare un credo politico reazionario nel modo peggiore immaginabile: al servizio del lato peggiore del capitalismo, quello sbilanciato verso la finanziarizzazione (a scapito dell'economia reale) e dedito alle più turpi pratiche di politica estera pur di autosostentarsi. Avesse vinto lei, il mondo avrebbe di certo proceduto nella china in cui è stato spinto dagli USA dal 1991 in poi, con le accelerazioni degli ultimi anni. Avendo vinto l'altro, può darsi che questo succeda lo stesso, ma può darsi anche di no. A me questo basta, per oggi.
Anzi no. Mi piace anche osservare lo scoramento di quanti, senza minimamente preoccuparsi di valutare nel merito (nella fattispecie, le scelte politiche sciagurate della Clinton e le loro tragiche conseguenze sulla nostra pelle, ma fanno così per tutto), tifavano - per loro si che il verbo è appropriato - per la candidata democratica in quanto donna, e/o in quanto "democratica". Non a caso, sono gli stessi che sostengono Renzi con argomenti della stessa natura, e voteranno SI il 4 dicembre (ammesso che ci lascino votare, ancora non è detto). Per scaramanzia, non scrivo quello che mi auguro, ma si capisce.
E ora a quei due o tre che hanno ancora voglia di ragionare con la testa, lascio un po' di link di approfondimento che era un po' che non lo facevo:
  • Leonardo, ovvero uno che seguo da sempre perché ragiona, ragiona anche quando arriva a conclusioni diverse dalle mie, ragiona tanto che tra un po' ce lo ritroviamo a votare Grillo al ballottaggio;
  • Chiesa, ovvero intanto di scoprire che presidente sarà Trump, abbiamo scoperto che chiavica di mass-media ci ritroviamo;
  • Scanzi, ovvero dieci considerazioni da leggere e rileggere, specie quella su Sanders, e il finale pinkfloydiano;
  • Venturini, ovvero le tre o quattro lezioni che il cafone col parrucchino ha dato ai cosiddetti esperti della comunicazione;
  • Mazzucco, ovvero il vero pericolo è la reazione che i neo-con guerrafondai potrebbero ora essere tentati di inventarsi;
e per chiudere un godibilissimo zibaldone confezionato su Comedonchisciotte. Buona lettura.

lunedì 7 novembre 2016

LA PADELLA E LA BRACE

In otto stagioni di blogging, ne ho prese di cantonate!... Una delle peggiori, torna d'attualità in questi giorni che si vota per il prossimo Imperatore: l'ho fatto meno di altri, ma l'ho fatto, esultare per il primo presidente USA nero per poi scoprire che era solo un bianco molto abbronzato (si, aveva ragione Silvio, ma non nel senso che intendeva lui...).
Per questa ragione, siccome mia nonna diceva "'na vota si futti 'a vecchia", stavolta non ci casco: la favoletta del primo presidente USA donna se la beva chi vuole, intanto perché quella è donna meno di me (e giuro che sono etero, almeno mi pare...), e poi perché la parabola di Obama ha dimostrato una volta di più che gli aspetti esteriori sono sempre i più illusori. Partito con proclami di pace tali da meritargli un Nobel "sulla parola", infatti, Barack si è rivelato guerrafondaio peggiore dei Bush, perfetto continuatore della strategia neocon di destabilizzazione politica a scopo di controllo delle aree del pianeta cruciali dal punto di vista energetico, a costo di avvalersi della collaborazione esterna dei terroristi più efferati e di minacciare in vari modi più o meno diretti la tranquillità e il modello di vita dei cosiddetti alleati europei. Una strategia folle e crudele, che ha brutalmente strappato dopo l'Iraq la Libia al novero delle nazioni che garantivano un certo livello di laicità e benessere ai propri popoli, rivolgendo quindi le proprie attenzioni alla Siria, non senza farsi aiutare dalla falsa coscienza indotta dal mainstream a cominciare dalle "primavere arabe" il tutto non può non spingere chi ragiona con la sua testa alla rivalutazione sul piano internazionale della Russia e del suo capo Putin, uno che, per quanto discutibile possa essere il suo passato, a confronto dei suoi omologhi occidentali rischia di sembrare un gigante e un simbolo di onestà e dedizione agli interessi del proprio popolo, pensate un po' (e infatti Renzi ci manda i soldati al confine, in cambio di un endorsement sul si al referendum).
Tutto ciò ha radici antiche, come ben sa chi ricorda bene la vicenda di Enrico Mattei, e come si scopre se si scava persino alle radici dell'unità d'Italia. E rischia di perpetuarsi se alla Casa Bianca ci va la naturale continuatrice della suddetta strategia, colei che l'ha ispirata negli anni di segretariato di Stato, ma già prima appresso al maritino giocherellone, che tra una stagista e l'altra ha fatto approvare la legge che, sapevàtelo, annullando la separazione tra banche d'affari e banche di credito ha precipitato il mondo nella crisi da cui non esce da nove anni. Ebbene, Donald Trump è un personaggio grottesco e a tratti impresentabile, e probabilmente perderà le elezioni proprio per l'eccessivo svantaggio che ha nei confronti della rivale nel bacino dei fissati con il politically correct. Ma come Berlusconi, per quanto l'ho odiato e criticato, era meglio di Renzi tanto quanto un nemico riconoscibile è meglio di un amico fasullo, così è meglio augurarsi che sfatando i pronostici vinca il sincero cafone e non la vipera falsa progressista. Se non altro, con quest'ultima è certo che la terza guerra mondiale strisciante, iniziata da Bush padre e proseguita da suo marito poi da Bush figlio e infine dal finto negro, continuerà e anzi conoscerà escalation dalle implicazioni tragicamente imprevedibili, laddove il miliardario cialtrone sembra (e probabilmente è) più propenso a mettersi d'accordo con russi e cinesi e accontentarsi, di fronte all'inarrestabile declino dell'impero globale, di guidare un impero d'Occidente che cerchi di convivere con quelli d'Oriente, piuttosto che trascinare il mondo alla rovina nel tentativo (peraltro vano, come la Storia insegna) di mantenere il dominio assoluto, cosa che di certo farà la Clinton.
Se non basta, Trump ha già dichiarato che ripristinerà il Glass-Steagal Act, cioè la legge bancaria abrogata da Bill Clinton, forse perché i capitalisti sono tutti parassiti, si, ma alcuni tra loro si rendono conto che se uccidono l'animale che sfruttano muoiono anche loro.

martedì 16 agosto 2016

HO ATTRAVERSATO L'ALTO ADIGE

Non ce l'ho fatta a resistere. Per chi non capisce l'inglese, o
almeno 
il mio inglese (che chissà che ho scritto davvero),
la frase in italiano 
sarebbe: "..e avete presto cominciato
a costruire un nuovo 'Reich', con l'Euro come arma:
non imparate mai le lezioni della Storia, vero?
"
Il titolo è questo perché per un totologo è impossibile che non tornino di continuo in mente le immagini di un capolavoro come "Totò e Peppino divisi a Berlino", girando per certe strade. Ich bin ein berliner" l'ha già detto qualcun altro, e sarebbe da stupidi dopo una sola settimana di soggiorno, ma qualche impressione forse è lecito riportarla, dalla capitale (o se preferite capoluogo al di qua dell'oceano) dell'Impero:
  • non c'è una cartaccia a terra che è una, e questo la dice lunga sia sui servizi di pulizia che sulla educazione dei cittadini;
  • la metropolitana arriva ovunque ed è frequentissima pure ad agosto (i romani non possono credermi, lo so), è aperta fino a notte anche nei feriali, e NON CI SONO I TORNELLI e non va fallita;
  • rispetto a ciascuna delle prime cento città italiane per quantità di beni culturali, lì ne hanno un centesimo, e sfruttano quelli che hanno cento volte di più;
  • ad esempio, hanno trasformato il Muro in una miniera d'oro, tra frammenti (tanti che quando vai via per qualche giorno ti resta il riflesso, e ti giri verso qualunque pezzo verticale di cemento armato) veri o ricostruiti, musealizzazioni da gratuite a fin troppo care, e sfruttamento degli spazi vuoti di frontiera per opulente realizzazioni edilizie di archistar di paesi vari e si immagina elevatissimi onorari (non tutte belle, ma molte si, e comunque quasi nessuna qui suona fuori luogo come invece quasi tutte quelle nelle altre capitali storiche);
  • e comunque, quel poco di antico che c'è, a parte il piccolissimo quartiere medioevale, è per la maggior parte ottocentesco, e per il resto sette e novecentesco, e tutto trasuda di insopportabile prosopopea di grandezza, con la retorica imperiale a infarcire un neoclassico pesante e sgraziato.
Questo per dire che Berlino è un bel posto, che se non fosse per il gelo ci si potrebbe anche vivere e bene (la ciclabile è perfetta e arriva ovunque, ma a un mezzo africano come me risulta impensabile usarla al di fuori della brevissima estate, se pensate che nei giorni prima di ferragosto la temperatura ha superato raramente i venti gradi e spesso c'era vento freddo), a patto di dimenticare che questi prima si sono potuti permettere la riunificazione grazie alla flessibilità dell'Europa (hanno potuto usare la sovranità monetaria in un modo che salverebbe i problemi interni di qualunque altro Paese dell'UE se potesse oggi fare altrettanto), poi sono riusciti a imporre un valore della moneta comune che per loro ha rappresentato una svalutazione competitiva e per gli altri rivalutazioni tanto più esiziali quanto più lontane da quella tedesca le rispettive economie - risultato: distruzione della piccola e media impresa nel sud Europa e ancora di salvezza per Germania e satelliti nella crisi iniziata nel 2008 e ancora in corso.
Insomma, un senso continuo e vario di contraddizione è la colonna sonora interiore che si sente, se la sai e la vuoi sentire, girando per Berlino. Fenomeno che diventa stridente quando, spesso, hai a che fare con la questione ebraica: è particolarmente beffardo che il popolo che fu la vittima prediletta (ma non unica, pensiamo a rom disabili e diversi di ogni tipo, e nemmeno maggioritaria, pensiamo ai russi) della politica del governo di Berlino, città meritatamente divisa a metà per 41 anni e da un muro per 28, siano lo stesso che oggi ha eretto un muro ancora più alto e fin troppo simile ("trova le sette piccole differenze" tra le due immagini a sinistra....). Tra le mille tracce messe li a espiare, o almeno mostrare di voler espiare, il senso di colpa, un museo sontuoso e sicuramente costosissimo (con niente di sostanziale dentro, ma ragazzi che "scatola"!...). Lì , non avendo un inglese sufficiente a rendere pensieri complessi, il bigliettino non ce l'ho messo, ma cavoli se ci ho pensato....

mercoledì 18 maggio 2016

IL PESSIMISMO DELLA RAGGIONE

Occhio alle spalle, Virgì, che il trucco c'è e si vede pure...
Virginia Raggi probabilmente si avvia a vincere al ballottaggio, in cui avrà forse appoggi non graditi e sicuramente il mio voto, le elezioni a Sindaco di Roma. Sostengo da tempo che in fondo potrebbe non essere una buona notizia. E non mi sto contraddicendo, vengo e mi spiego.
I cinquestelle hanno la loro unica ragione di esistere nella loro effettiva alterità. L'Italia è probabilmente oltre il punto di non ritorno come sistema-Paese, valutando cioè il complesso del tessuto industriale-sociale-economico e soprattutto etico e politico. Se ha una sola, e piccola, possibilità di riprendersi, essa passa per una vera "rivoluzione culturale", che come tutte può essere innescata solo da regole nuove e una nuova forza e costanza nell'applicarle. Secondo queste regole, chi entra in politica deve poterlo fare solo per breve tempo e senza nessuna possibilità di arricchirsi. Due o tre decenni di questo rigore, e magari cambia anche la percezione comune della politica come affare o scorciatoia per "svoltare". L'avvio di questo processo è anche la precondizione perché la seconda componente di questo salvataggio in extremis possa funzionare: se infatti mettessimo in mano ai socialisti craxiani o ai berluscones (ma è solo per capirci, i piddini hanno dimostrato ampiamente di non essere da meno) la sovranità monetaria, già solo la loro fama, prima ancora della sicura pratica, di ladroni farebbe si che i mercati attribuissero la peggiore solvibilità possibile al Paese, facendo schizzare lo spread esplodere il debito e vanificare con inflazione a due cifre ogni svalutazione competitiva venisse approntata. Solo in mano a una classe politica radicalmente diversa, come fin qui hanno dimostrato di poter esprimere i cinquestelle, grazie anche alle tanto vituperate (e si capisce quanto strumentalmente) espulsioni, la (ritrovata) sovranità monetaria potrebbe essere usata per quello che è, un'arma formidabile per innescare il moltiplicatore keynesiano e tirarci fuori dalle peste a costo zero per l'erario.  E la sovranità monetaria, dunque e quindi, ora ci serve come il pane.
Il problema è che però questo ragionamento si può capovolgere: fino a che non si ha la sovranità monetaria, ogni tentativo di governare l'esistente si deve scontrare con una scarsità di risorse impossibile da superare, perché appesantita da retaggi immani come gli interessi sul debito pregresso e l'illegalità diffusa a ogni livello (tangenti, ma anche evasione diffusa e criminalità organizzata, a un livello capace di neutralizzare il moltiplicatore di cui sopra, anche se potenziato al massimo). Roma, in particolare, è seduta su una voragine di cui l'ampiezza si intuisce appena, dai fatti in cronaca e in storia recente. Forse, e dico forse, la potrebbe salvare un commissario straordinario incaricato con pieni poteri da un governo che abbia già quantomeno avviato, se non realizzato, la rivoluzione di cui sopra. Prima di ciò, chiunque ci metta le mani è destinato a soccombere. Gli avvisi di garanzia pioveranno a frotte, e non sto parlando di giustizia manipolata ma di ovvia conseguenza delle cose: se tu cerchi di salvare il salvabile e non hai la bacchetta magica, un abuso d'ufficio è il minimo in cui puoi incorrere, e a niente vale, se la storia la raccontano gli altri, che si tratti di una faccenda in cui non sei accusato di aver rubato neanche un centesimo, che poi magari finirà archiviata: la narrazione sarà "avete visto? sono uguali a noi..." E infatti, siccome questo è l'unico modo che hanno di fermare i cinquestelle prima che prendano il governo nazionale, alle amministrative - si è visto - giocano a perdere...
Certo, l'ottimismo della volontà vuole che la Raggi stravinca come è nelle cose, e poi dimostri a tutti la differenza che c'è e potrebbe esserci anche a livello nazionale, ma il pessimismo della ragione vuole che sia una trappola, e ci stiamo cascando.

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