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sabato 21 febbraio 2026

IL CASO? QUALE CASO?

No, non è un caso se oggi sentite parlare i telegiornali del caso Epstein. Ma confessate: cosa ci avete capito? Io quel poco che ci ho capito l'avevo capito prima. Non necessariamente collegandolo al suo nome. Invece, è proprio l'etichetta il primo degli strumenti che usa la propaganda per diffondere falsa coscienza, cioè fare il proprio mestiere. Stiamo parlando, infatti, di un mare di merda capace di intasare qualsiasi fogna, cosicché quando oramai era chiaro che sarebbero saltati i tombini e tutti avremmo visto la verità, chi teme questo accadimento, che poi è anche chi tira le fila di tutto l'affare, ha deciso che l'unica è procedere a un affioramento governato: una tracimazione controllata e fuorviante che scrive le veline che i giornalisti vi leggono.

Per questo, il vostro affezionatissimo vicino di casa (regia, via alla sigla di Spiderman) rispolvera il suo vecchio vizio di selezionare per voi alcune letture istruttive. Che dimostrano che non di un vecchio sporcaccione suicidato e dei suoi amici di alto bordo stiamo parlando, ma di una delle crepe alla crosta di quel magma che a un certo punto ha preso a governare il pianeta portandolo alla rovina che vedete se sapete ancora guardarvi attorno, oltre lo schermo dello smartphone (che vi hanno dato apposta, tra l'altro). E il modo in cui ve lo raccontano non gli serve altro che a murare la crepa, per riprendere indisturbati il progetto. Israele, la finanza mondiale, i soliti miliardari filantropi specie della sanità. E si, anche zozzoni, ma è l'aspetto assieme più orrifico e meno rilevante politicamente. Eccovi dunque:

Letto tutto, rinfranchiamoci in qualche modo con Agamben, o se preferite prendiamola con filosofia...

domenica 28 settembre 2025

MA TU L'HAI FATTO LO SCIOPERO?

Questo è un blog, cioè una sorta di diario personale online: il fatto che vi si parli di vari argomenti è nella sua natura, e spesso la scelta non è dettata dall'importanza. Voglio dire, il fatto che non parli tutti i giorni di Palestina non significa che invece tutti i giorni io non ci pensi, non mi girino i cabbasisi ogni volta che ascolto un telegiornale, e non sia continuamente e fermamente indignato dal massacro quotidiano. Solo, per parlarne devo avere qualcosa di personale o interessante da aggiungere, altrimenti un blog sarebbe solo un inutile altoparlante dell'ego, e per questo ci sono già i social (che infatti non frequento, fatta eccezione per FB che però uso solo per veicolare i link dei nuovi post sul blog, e poco altro).

Per l'interessante ci ha pensato Pasbas, da cui ricevo e volentieri pubblico l'articolo che segue, come sempre puntuale e rigoroso. Per il personale aggiungo un episodio, che peraltro è congruo con un passaggio dell'articolo di Pasquale: no, non ho partecipato allo sciopero generale pro-Pal, e a domanda ho risposto perché. Gli è che trovo, ormai, che il valore di queste manifestazioni sia quasi esclusivamente autoreferenziale e consolatorio. Della serie: "ho partecipato, sono un vero attivista di sinistra, sto a posto così". Invece Pas propone cose più concrete, come il sostegno ai portuali e il boicottaggio diretto e mirato (qui una guida de l'Indipendente, qui un articolo de Il fatto alimentare), anche se nulla sarebbe più utile dell'esercizio della leva elettorale democratica, peccato che non ci sia all'orizzonte uno schieramento che prometta credibilmente (qui un bel test di Lameduck) di eseguire un tale mandato specie disobbedendo all'UE se (com'è probabile) servisse. In questo contesto, risulta una presa in giro persino il riconoscimento dello Stato palestinese, e la cartina qui sopra è utile a capire perché, la formula "due popoli due Stati" non rappresenti più, dopo decenni di colonizzazioni ulteriori, un'alternativa praticabile. Infatti, è ora di iniziare a pensare a Israele come al Sudafrica, ai sionisti come ai bianchi colonizzatori, ai palestinesi come ai neri schiavizzati e ghettizzati, e a un Mandela che emerga (e guidi un Paese riconciliato sulla base del principio "una testa un voto", senza distinzioni di razza o religione - qui Moni Ovadia) come unico orizzonte, per quanto oggi possa sembrare utopico, che risolverebbe le cose.

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F35 - Sumud flotilla - Manifestazioni pro Palestina 

di Pasbas

Continuo a seguire giornalmente da due anni l'evolvere della situazione nell'Ovest Asia per cercare dei punti fermi su cui basare una analisi almeno parzialmente corretta e credibile. Come per chiunque, opinion leader o semplici osservatori come me, le informazioni su cui lavorare sono poche, arrivano spesso dopo diversi passaggi e sono difficilmente verificabili. L'unico modo che ho trovato almeno parzialmente efficace è quello di incrociare tra loro fonti che hanno referenti diretti sul campo e che ho riscontrato riportare notizie, confronti, analisi e dibattiti tra persone di alta levatura e riconosciute a livello internazionale per competenza e serietà (prof. Marandi, prof. Mersheimer, Jeffrey Scott ex CIA, Laith Marouf giornalista libanese, prof. Ilan Pappè e tanti altri). Ho ovviamente evitato, come si evita la peste bubbonica, qualsiasi fonte che riporti le veline governative del cosiddetto mondo civile e democratico.

Finito il "pippone introduttivo" passo ad affrontare i temi accennati nel titolo, cercando di spiegare il nesso tra i diversi elementi:

  • F35. E' di un paio di giorni fa la notizia di una ennesima violazione dello spazio aereo di una nazione sovrana (Yemen) da parte dei criminali sionisti della IAF (Israeli Air Force). E fino a qui nulla di nuovo sotto il cielo; la novità e grossa però c'è e riguarda la fine infausta di questa ennesima violazione sionista del diritto internazionale: il jet è stato abbattuto dalla difesa aerea di Ansar Allah e con azione coordinata e estremamente rapida catturati i due piloti; piloti che con tutta probabilità, una volta localizzati da IAF, in ottemperanza alla famigerata "Hannibal Directive", sarebbero stati assassinati dalla stessa IAF per non farli cadere in mano nemica. Anche su questo Ansar Allah ha dimostrato di avere delle efficienti e preparate FFAA, capaci di anticipare le azioni della potenza imperiale e della loro mano armata sionista. Va ricordato che lo Yemen è sotto sanzioni pesantissime dal 2015, che ha subito un genocidio sistematico con bombardamenti continui che in sette anni hanno ucciso oltre 300 mila civili, il tutto sotto la criminale direzione dell'impero usraeliano e eseguita dai lacchè di Saudi Arabia e monarchie del Golfo, che hanno usato armamenti, aerei, cannoni e bombe fornite dall'impero. Nonostante questo, nonostante la povertà endemica resa estrema dagli embargo imperiali, nel panorama dell'Ovest Asia le FFAA di Ansar Allah sono riuscite a respingere due attacchi aerei usa, hanno fatto fuggire due portaerei che minacciavano le loro coste, hanno bloccato nello stretto di Ab El Mandeb diversi cargo diretti o provenienti dall'entità sionista. Insieme colle altre forze dell'Asse della Resistenza sono stati gli unici ad opporsi in modo sistematico al genocidio dei palestinesi attaccando gli obiettivi sensibili sionisti con droni e missili ipersonici "Palestine 2" sviluppati e realizzati localmente. La loro è davvero Resistenza armata fino alla liberazione dei popoli oppressi dall'impero, palestinesi in primis.
  • Global Sumud Flotilla. In un paio di mesi di duro ed encomiabile lavoro, gli organizzatori della coraggiosa iniziativa sono riusciti a formare una unità marittima di oltre 40 navigli provenienti da ogni parte del Mediterraneo. E' la prima volta che viene dispiegata una forza civile di pace di tale dimensione, questo anche grazie al supporto fattivo dei portuali europei. Un insieme di 16 paesi (Irlanda, Spagna e Slovenia per l'Europa) hanno firmato un accordo che intima ai sionisti di "non attaccare la flotilla e di non torcere un capello" agli attivisti a bordo delle barche. Qui mi sorge il primo interrogativo: in caso di abbordaggio piratesco dei sionisti questo gruppo di dichiarati difensori della Flotilla cosa vorrebbero fare? Organizzare una flotta multinazionale da mandare nel Mediterraneo per contrastare e/o combattere contro INF (Israeli Navy Force)? Oppure elevare una ennesima "vibrante protesta" in un'Assemblea ONU? C'è inoltre da considerare una singolare coincidenza, nello stesso periodo e nella stessa zona Egitto e Turchia hanno organizzato delle manovre militari congiunte tese a rafforzare le rispettive sicurezze nazionali sotto il profilo marittimo. Come si comporterebbero queste due flotte se dovessero intervenire in soccorso delle barche della Flotilla? Non ho ovviamente alcuna idea a riguardo, l'unica è aspettare lo svilupparsi degli eventi. Chi invece si è opposto con atti concreto e dal 2021 a fare attraccare le navi che trasportano armi, bulldozer e altro, allo stato sionista sono i portuali italiani ed europei. Respingendo queste navi tengono sotto pressione i loro governi complici del genocidio. Per ultimo ma non meno importante, sempre loro hanno preannunciato un blocco totale dei porti nel caso venisse attaccata la Flotilla. Visto però lo scenario e i precedenti anche recenti, mi chiedo che possibilità hanno gli attivisti di attraccare sulle coste di Gaza. Da ultimo mio fondamentale interrogativo, qual è il reale obiettivo della iniziativa, arrivare a Gaza o farsi respingere per testimoniare al mondo la ferocia sionista (lo sappiamo da oltre 100 anni)? Aprire un corridoio umanitario confrontandosi colle navi di INF? Richiedere l'intervento diretto dei 16 e magari anche degli stati nei quali le barche sono immatricolate?
  • Manifestazioni pro Palestina. Dopo quasi due anni di prese di posizione dei governi, accampamenti universitari, manifestazioni imponenti in tutto il mondo, repressione blanda o feroce dei militanti dei cinque continenti, dopo tutte queste energie messe in campo nulla si è mosso, non si è avanzati sulla strada della pace giusta neanche di un centimetro. Anzi gli "usasreliani" hanno massacrato il Libano, distrutta la Siria, attaccato l'Iran, bombardato più volte lo Yemen, intensificato il massacro dei Palestinesi sia a Gaza che nel W.B.; mi chiedo allora e chiedo a chi legge: se tutto quanto sopra detto è vero, qual è la funzione di questo genere di opposizione "non violenta"? Non intendo che non sia giusto manifestare, voglio dire che più che una questione ideale qui si tratta di salvare fisicamente un popolo da un feroce mostro a tre teste, USA-Israele-Europa.

Tento a questo punto di tirare le conclusioni di quello che ho prima trattato, eventi, riflessioni e dubbi compresi.

Si riscontrano livelli diversi di reazione al genocidio in corso che hanno effetti e obiettivi diversi. L'Asse della Resistenza ha scelto la strada del contrasto commerciale e militare allo strapotere di "usraele", bloccando navi, lanciando missili e droni, resistendo con armi progettate in loco ed autocostruite, con tunnel irraggiungibili e quant'altro a disposizione di popoli martoriati da decenni di violenze ed embargo perpetrate dall'Occidente democratico. Popoli che nonostante la ferocia genocida di cui sopra non cedono e rimangono attaccati alla propria terra con una determinazione incrollabile.

Dall'altra ci siamo noi, le nostre manifestazioni, i movimenti, le roboanti dichiarazioni, i riconoscimenti (l'italietta si dimostra però coerente fino in fondo non aderendo) ormai "postumi" dello stato palestinese, in una cornice di due Stati per due popoli, cosa assolutamente ridicola e non più realizzabile vista la pervasività degli insediamenti coloniali.

Anche qui però vedo degli spiragli tenuti aperti da lavoratori dei trasporti, soprattutto operai ma non solo, disposti a rischiare in prima persona pur di non consentire il transito di navi e aerei diretti allo stato sionista, che trasportano armi utilizzate per continuare l'azione genocidaria. Credo che oltre che un sostegno ad operazioni di sicuro successo da un punto di vista mediatico (Greta Thumberg docet) dovremmo sostenere quest'ultimo tipo di boicottaggio attivo, appoggiarlo con manifestazioni in loco coordinate con gli aeroportuali, finanziare la loro lotta, proteggerli da ritorsioni dei datori di lavoro e da repressioni poliziesche. Fare diventare inoltre di massa le attività di boicottaggio di BDF e non solo, andando davanti ai supermercati, ai mercati rionali e ad altre attività commerciali che vendono prodotti sionisti. Continuare la controinformazione per sbugiardare chi definisce le forze della Resistenza col termine "terroristi", rovesciandogli addosso tutto quello che i loro amici stanno facendo colla loro vigliacca copertura Internazionale. Parlare di Hamas, Jihad, Hezbollah, milizie irachene, siriani e iraniani spiegandone la storia, le motivazioni e la legittimità.

Per ultimo ma non meno importante dobbiamo partecipare al movimento popolare sì ma cercando di dargli una prospettiva politica di più lungo respiro, che gli consenta di continuare la sua azione fondamentale anche quando la carica emotiva e l'entusiasmo attuale saranno sostituiti alla devastante "assuefazione" a quanto di peggio vediamo accadere da noi e nel mondo.

La lotta ed il conflitto sono secondo me l'unica strada per sconfiggere il neocolonialismo imperialista.

domenica 22 giugno 2025

GOTT MIT UNS

Chi non sopporta l'idiozia e la malafede non può guardare la TV in questi giorni. I commentatori, infatti, proprio come col covid si dividono in due gruppi: quelli che la narrazione ufficiale, quella per cui l'Iran stava per costruirsi l'atomica e Israele bombardandolo sta facendo il lavoro sporco a favore dell'Occidente Democratico intero, la sposano acriticamente, e quelli che le danno eco perché prezzolati o comunque interessati portatori di propaganda di regime. Io personalmente, come molte volte ho già detto, preferisco i secondi, perché almeno hanno un motivo valido (se mi sistemate fino alla settima generazione se mi unisco al coro vacillo anch'io, è umano - vero, Giggino?) e soprattutto perché i primi sono molto ma molto più numerosi. L'Indipendente qui fornisce una piccola antologia di questa "falsa coscienza" propagata a reti unificate, leggetevela: è piuttosto istruttiva.

Quindi, niente TG, perché "in guerra la prima vittima è la verità", e inoltre avendo ancora qualcosa tra le orecchie bastano i cinque minuti del rullo di prima mattina per tenersi aggiornati, altro che l'opera certosina che fa Pasbas sentendosi in dovere di rovesciarla sui suoi contatti social (per carità, continua, ti apprezzo e ti voglio bene, ma non sposti una virgola, non convincerai mai nemmeno uno, ti legge solo chi è già convinto e la pensa come te, e solo qualcuno riesce a leggere tutto), perché invece sul quadro generale la ricostruzione è estremamente chiara. C'è una potenza nucleare, messa con una scusa a presidiare un quadrante nemico da altre potenze nucleari tra cui una superpotenza, che si sente in dovere di stabilire che un altro stato sovrano non può diventare una potenza nucleare anche lui, e quindi di attaccarlo militarmente per impedirglielo ovviamente procurando vittime innocenti, danni ingenti, e visto l'oggetto del contendere rischiando di causare un disastro anche ambientale con effetti non confinabili. Si, esatto, sto dialetticamente dando credito alla tesi dell'attaccante: facciamo che l'Iran stava davvero implementando il nucleare a scopi civili con scopi militari nascosti. Chi sei tu per dirgli che non può?

Questa "asimmetria" di giudizio, per cui "i nostri" avendo ragione ed essendo portatori della Libertà e della Democrazia possono fare cose che "gli altri" non possono fare (ad esempio intervenire in aiuto di popoli amici sotto aggressione, come hanno fatto i russi in Ucraina dal loro legittimo punto di vista), è un vulnus della logica, un vizio che si può riassumere con la formula "Dio è con noi", infatti usata da Bibi persino nei discorsi ufficiali, chissà se rendendosi conto di stare ripetendo le stesse parole di un certo Adolf Hitler, dopo aver peraltro adottato il suo stesso metro, anzi uno molto peggiore, nel diritto di rappresaglia dopo il fatidico 7 ottobre (ma facendo i conti delle vittime israeliani e palestinesi dal 1948, anche da prima). Una formula che stringi stringi è alla base di tutte le guerre, da quando gli ominidi si alzarono su due zampe brandendo con quelle anteriori finalmente libere dei femori a mò di arma, che un visionario ci mostrò equivalevano alle astronavi, altro che progresso della civiltà umana.

domenica 25 maggio 2025

SI PUO' NON VUOL DIRE SI DEVE

Della serie "meno male che non ci devo campare", da qualche settimana i miei post su facebook, che oramai da anni uso quasi esclusivamente a mo' di newsletter di questo blog, sono con ogni probabilità ancora più penalizzati dal famigerato algoritmo di Meta di quanto non lo siano già da tempo per via degli argomenti trattati. Come avevo preannunciato, infatti, ho esercitato (qui accanto le prove) il mio diritto a oppormi all'uso delle mie informazioni "per sviluppare e migliorare i modelli di IA generativa". Che dovrà fare a meno di me, e lo farà senza fare un plissè, come diceva Jannacci: infatti, probabilmente nessuno di voi avrà fatto altrettanto, e sto parlando a qualche decina di persone decisamente fuori dal comune, fosse solo perché hanno ancora il vizio di leggere gli articoli di un boomer che si arroga di dover e poter fare il suo piccolo di controinformazione, non a "gente normale" nella cui platea chi sa che esiste la possibilità di sottrarsi, che la cosa è un suo diritto, e si prende il disturbo di farlo (ovviamente, è tutt'altro che semplice e intuitivo, devi andartelo a cercare tra le impostazioni), ammonterà nella migliore delle ipotesi a uno zero virgola zero qualcosina.

Questa specie di crociata contro l'Intelligenza Artificiale, che bolla chi la pratica come cadavere ambulante (un vecchio che si è rinunciato a convincere tanto presto uscirà dal mondo del lavoro e magari anche dal mondo tout court), non ha alcuna speranza, dunque, di "entrare in terrasanta" figurarsi "prendere Gerusalemme". Ma ciò non toglie legittimità al sentirsi in dovere di combatterla. Al grido di cui al titolo.

Si può, infatti, oramai farsi scrivere i testi col proprio stile di modo che nemmeno un amico fraterno sappia distinguerli dai testi scritti di tuo pugno. Ma si può non significa che si debba, o che sia giusto farlo. E lo stesso paradigma può (e deve) essere applicato a tante altre cose:

  1. si può agire per modificare il clima, magari col nobilissimo scopo di tentare di invertire o rallentare quel cambiamento climatico di cui si è sinceramente convinti, ma non è detto che sia una buona idea, e non tanto perché il cambiamento climatico a base antropica è tutto da dimostrare, o perché finché si hanno risorse sarebbe più saggio spenderle per affrontarne le conseguenze (come sempre gli umani hanno fatto, quale che fosse la causa: basta l'eruzione di un vulcano per regalarci decenni di inverni freddi ed estati mancate, altro che annullare il tanto strombazzato riscaldamento globale), ma perché magari a tentare di farlo questi novelli Frankenstein rischiano di procurare guai più grossi dei problemi che pretendono di risolvere ("potrebbe piovere", cit.);
  2. si possono spingere le aumentate capacità tecnologiche in materia di genetica al punto da "de-estinguere" un pericoloso predatore (manco non avessero visto Jurassic park), ammesso che la notizia che avete persino sentito al TG sia vera e non sia invece una boutade pubblicitaria, ma non è detto che sia una buona idea: sapevate che l'invasione dei cinghiali fino in città (di cui sono pieni i notiziari e sempre più frequenti le esperienze personali di ciascuno di noi) è dovuta a una sciagurata pratica di incrocio di esemplari selvatici coi ben più prolifici maiali da allevamento per fronteggiare la crescente domanda dei consumatori, cosicché è bastato che alcuni esemplari scappassero per ritrovarseli ovunque e fuori controllo? sapevatelo! e con gli orsi in trentino è successa una cosa simile, senza nemmeno la scusa commerciale, ma solo la pretesa scientifica di dovere (ed essere capaci di farlo senza problemi) ripopolare la regione importando esemplari dalla vicina ex-Jugoslavia;
  3. si può digitalizzare qualsiasi cosa, identità moneta lavoro eccetera, ma se non si ha l'accortezza di mantenere ("in back-up") le capacità e le copie fisiche nella misura in cui servono si rischia di legarsi mani e piedi e consegnarsi in mano a chi possiede il controllo dell'interruttore, che spesso non si sa nemmeno chi sia e comunque non è certo li per scelta democratica (sarebbe un guaio lo stesso, ma almeno sotto il formale controllo del "popolo"), cosicché un black-out più serio dell'evento spagnolo recente ci riporterebbe (per parafrasare il famoso aforisma di Einstein sulla quarta guerra mondiale) letteralmente all'età della pietra, costretti a tornare al baratto e a rapporti di forza che altro che il cosiddetto patriarcato di cui ci si riempie la bocca a cazzo come presunta causa dei femminicidi.

Allargando l'alone semantico dell'espressione, l'elenco delle cose che finché si può farle è bene quando si deve farle è male può allungarsi a dismisura: dai vaccini alla procreazione assistita, dal linguaggio politicamente corretto all'acquisto a caro prezzo di autoveicoli sperimentali di dubbia utilità, e il resto mettetecelo voi. Come dice Heather Parisi in questa lettera aperta all'ineffabile Burioni, "La scienza non è mai stata 'io ho ragione e tu devi stare zitto'. La scienza è dialogo, è ascolto. Se invece di spiegare, umili, se invece di convincere, attacchi, allora non stai diffondendo conoscenza.  Stai solo creando un branco. E il branco è pericoloso." 

E ora vi lascio a un paio di link di approfondimento, che è da qualche tempo che non lo faccio:

  • Glauco Benigni, una interessantissima digressione sui vari significati del termine Verità;
  • Massimo Mazzucco, una preziosa riflessione sulle origini comuni dei tre peggiori colonialismi della Storia.

sabato 15 marzo 2025

URSULA E SERRA VANNO ALLA GUERRA

Ach! Certen che dopo anni che non si poteva assolutamenten
parlaren di eurobond, sentire di 800 miliarden di spese
militaren
da keuelli che piuttosten che aprire nuovi ospedalen
dikiaravano zone rossen a più non posso, ci vuole proprien
la faccia come il kulen di Ursula Vondertruppen...
A chi è cresciuto col diario di Sturmtruppen non sembra vero, risentire parlare di guerra in Europa: ci sembrava che la dissacrazione satirica fosse la pietra tombale di ogni bellicismo, più efficacemente di ogni levata di scudi moralista e benintenzionata. Ma ci avevano avvisati Arbore e Frassica: con Quelli della notte e soprattutto con Indietro tutta sembrava avessero reso impossibile fare televisione-spazzatura, e invece non solo si è continuato a farla, ma molto peggio di prima.

Eppure, a seguire l'informazione mainstream, la parola d'ordine è adesso imbracciare il moschetto e ubbidir tacendo, pronunciata con estrema disinvoltura non dico dai capibastone della UE, che si sa il Potere ha di serie l'automantenimento oltre ogni limite, ma anche dai tanti commentatori che di fronte alle continue e reiterate prove dell'ademocraticità e illiberalità dell'Europa si trinceravano dietro il "però ha dato settant'anni di pace a popoli che per secoli non avevano fatto altro che combattersi". E ora, siccome i Nostri Sacri Valori sarebbero sotto l'attacco del Nemico Esterno, si prodigano in appelli alle armi, come se questa scusa non fosse storicamente la più usata della Storia, e come se loro non lo sapessero.

Tra essi, si distingue per attivismo uno che da giovane avrebbe smerdato il se stesso anziano di oggi. Michele Serra, infatti, per la mia generazione era il capitano di un manipolo di combattenti si, ma della satira contro il Potere, e va bene che nella vita è normale essere incendiari a vent'anni ma pompieri a cinquanta, ma lui esagera, e non è la prima volta, trasformandosi nel megafono del Potere nel convocare una manifestazione di sostegno all'interventismo europeo in Ucraina, mascherato come "difesa della Democrazia". Cioè, sarebbe democrazia salire al potere dopo un golpe e iniziare ad angariare e massacrare una parte dei tuoi sudditi perché di altra etnia e lingua? E sarebbe democrazia essere nominati da un direttorio anziché eletti dai cittadini, e da li imporre a piacimento politiche restrittive sulle spese sanitarie o sociali (a cittadini che magari nel loro Paese avevano pure eletto un governo che facesse l'opposto) e politiche espansive sulle spese militari? E quand'anche sei così ottuso a risponderti di si, che Zelenskij e i vertici UE sono democratici punto e basta mentre il Nemico per definizione non lo è, sarebbe democratico andare a imporre la democrazia con le armi? Ai tempi di Cuore, se non ricordo male, l'esportazione della democrazia era un bersaglio... Ah già, ma quelli erano gli Ammericani, oggi la carta si potrebbe rigiocare se lo facesse Trump, che disgraziatamente sta cercando invece (eh si, a modo suo e per gli interessi suoi, si capisce, ma anche sticazzi) di imporre la pace.

Volendo cercare il lato buono della faccenda, è nel fatto che (oserei dire, finalmente: per la cosiddetta pandemia non era capitato...) la presa di posizione di Serra & co. è talmente di destra (e si: come molte altre del centrosinistra, specie in campo economico, ma evidentemente in modo più lampante) che sta spaccando la sinistra. A iniziare dal PD stesso e a finire nelle piazze: fioriscono levate di scudi (qui Peacelink, Sbilanciamoci, Leonardo), e per oggi 15 marzo stesso è prevista anche una contromanifestazione (di Potere al popolo, con molti aderenti), e non che si possa oramai più dare peso politico alle iniziative di piazza, ma insomma se quella pro-UE si rivelasse un flop non sarebbe male, quindi ben venga qualsiasi cosa che gli tolga il terreno da sotto.

In cronaca c'è questo, alla Storia invece passerà cosa succede da ora in poi. Putin non è un fesso e sa che una tregua senza garanzie di pace duratura a valle di un ridisegno dei confini ucraini (arbitrariamente tracciati in seno all'URSS, non dimentichiamolo mai) che rispetti le etnie residenti si tradurrebbe solo in una perdita di tempo a favorire le iniziative di riarmo occidentali, ma nemmeno Trump lo è e capisce da solo che a Putin bisogna offrire quello che gli spetta altrimenti niente pace (e si, niente terre rare) ed è in questa ottica che bisogna leggere le strigliate e gli avvertimenti all'attorucolo ucraino. Quindi lo scenario più probabile è ancora che la pace venga fatta (lo spiraglio c'è, eccome, anche nella storia della diplomazia), l'Ucraina ridimensionata e tenuta fuori da Nato e UE, e il riarmo europeo resti li da un lato a dimostrare che gli Eurobond allora si possono fare cavolo, e dall'altro a consentire agli autocrati finanzieri di rimetterci sotto torchio per ripianare il deficit stavolta da spese militari chiudendo la fase fintamente espansiva del PNRR. Ma se invece si avverasse lo scenario meno probabile, che cioè la UE riesca in qualche modo ad attuare il suo piano controproducente, a riarmarsi in fretta, a sabotare gli accordi di pace, e ad avviare una escalation, mi piacerebbe vedere Michelino e gli altri della sua piazza mandati al fronte a combattere per la democrazia, ma temo invece che per limiti di età ci vedremo i nostri figli. E figlie, sia mai una discriminazione di genere. Quattro gatti che prima hanno fatto in modo che ci costasse un occhio della testa crescerli, e poi ce li fanno far fuori manco fossero carne da cannone come i figli dei nostri trisavoli (che però erano tipo otto a coppia, tirati su con un solo stipendio quando andava bene, e pazienza se ne morivano un paio).

Ed ora un po' di link di approfondimento, che ci servono (ma stanno qui solo perché non sono riuscito a inserirli nel filo del discorso del testo: vi invito invece a seguire anche quelli inseriti nel testo, che sono la stessa cosa):

domenica 2 marzo 2025

MALEDETTA PRIMAVERA

Nell'attesa che i primi tepori scatenino gli ascari del cambiamento climatico, rispolvero la funzione nativa di questo blog e vi propongo uno zibaldone attinto dal mare magno della Rete, secondo il mio personale criterio di distinguere il grano dal loglio. E vi metto a descriverlo una immagine (una pagina di un libro di testo di inglese in uso nelle scuole italiane) tratta dal sito di Blondet, che dovrebbe farci inorridire: non si nascondono nemmeno più, ce lo dicono in faccia, che progetti hanno per noi quelli della UE; bisogna fermarli subito, che forse è già tardi, e pazienza se dovremo ringraziare un buzzurro col parrucchino se ci riusciamo. La traduzione è nell'articolo. La sintesi è: non avremo una casa, un'auto, un lavoro, una pensione, una famiglia, una cucina, una scuola,  ma ostelli, monopattini a noleggio, occupazioni temporanee finché hai fiato in corpo, unioni a tempo (preferibilmente omosessuali e comunque sterili), cibi precotti (magari a base di insetti) e un e-tutor made by AI. Non so voi, ma io sono molto contento di morire prima di vedere realizzata appieno una distopia del genere, ammesso che ci riesca.

Cammerinesi su LiberoPensare ci da notizia di un Consultorio, già in funzione in Germania, che sembra uscire da un Minority Report incrociato con un WhatIf in cui i nazifascisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e la delazione sia diventata regola comunemente accettata.

Paragone in questo post fa i conti in tasca, a proposito della settimana di M'illumino di meno appena trascorsa, agli immensi consumi energetici dell'ambaradam necessario a far funzionare le cosiddette Intelligenze Artificiali (che poi non sono altro che una enorme elaborazione di dati in grado di dirti qualsiasi cosa senza capire niente). Con investimenti tali che occorre assolutamente demonizzare quella cinese che riesce a dare risultati simili con costi monetari ed energetici pari a una piccola frazione, altrimenti fallisce tutta l'economia occidentale. E con conseguenza diretta il necessario riciccio dell'energia nucleare, fatta passare per ecologica quando al massimo lo è solo finché va tutto bene, e a patto di non considerare le scorie.

Iacono su l'Antidiplomatico, riportato da Comedonchisciotte, ci introduce un docufilm in cui si racconta la verità sull'Iran, che è mille miglia lontano dalla narrazione monocorde che ci viene propinata da 45 anni. Molte cose io le so da tempo di prima mano, grazie a un grande vecchio amico, ma il film è istruttivo per tutti, anche perché è paradigma di come funziona la disinformazione nostrana.

Chiudo come avevo aperto, con Blondet, che qui e qui ci ripete la verità storica sull'Ucraina e la guerra cominciata nel 2014 non nel 2022, qui ci racconta quello che sta succedendo in Romania che se aspettate di sentirlo in un nostro TG morite di vecchiaia, e qui che non fa mai male torna un attimo sui cosiddetti vaccini antiCovid per raccontarci alcune recenti e istruttive rivelazioni.

Buona lettura. E non alleggeritevi troppo, mia nonna diceva "megghiu to mamma mi ti ciangi ca u suli i marzu mi ti tingi", non fidatevi del tepore del sole marzolino.

lunedì 3 febbraio 2025

NON SI VEDE LA HOTTURA

In un vecchio sketch dei tempi in cui faceva ridere, che i meno giovani ricorderanno, Massimo Boldi interpretava un cuoco esagitato che ogni tanto urlava "son contrario alla pentola a pressione", completando il tormentone con il titolo di questo post. In fondo al post trovate un video, adesso mi sembra perfetto per riparlare di AI. 

ChatGPT alla richiesta "rosso di sera bel tempo... completa la frase" risponde "si spera", ma se precisi "completa la frase come farebbe Camilleri" o qualunque altro scrittore ti offre senza problemi un paragrafo nello stile di quello scrittore. Credibile. Poiché è in circolazione già da un paio di anni, si può già essere certi che una parte dei contenuti narrativi sia già fatta con l'Intelligenza Artificiale (con il suo aiuto, per chi ha almeno l'accortezza di fare una revisione umana, o esclusivamente), e che questa parte sia sempre crescente.

La mancanza di trasparenza (dicono sia allo studio una sorta di bollinatura indelebile di qualsiasi contenuto passato per AI, ma è già tardi e chissà se arriverà mai) fa si che anche la semplice email che risponde cortesemente ad una nostra richiesta già oggi non possiamo sapere se è sincera e quindi il tipo ci ha risposto è cortese e ci ha letto, oppure è automaticamente predisposta dall'AI integrata nel gestore di posta elettronica e il tipo potrebbe benissimo essere un cafone che se ne catafotte di noi e non sa nemmeno che gli abbiamo scritto.

Gli si possono delegare tante di quelle cose, anche altamente personalizzate grazie a quanto gli abbiamo "dato in pasto" di noi, che con ogni probabilità avrà lo stesso effetto di quanto è successo con altre capacità basiche: avere qualcosa che ricorda al posto nostro i numeri di telefono ci ha fatto tanto comodo ma ci ha fatto anche perdere la capacità di memorizzarli che avevamo sviluppato quando quel qualcosa non c'era, avere qualcosa che ci dice dove andare ci ha fatto perdere ogni capacità di orientarci con una mappa cartacea (figuriamoci senza), adesso perderemo la capacità di fare una scaletta, un riassunto, persino una ricerca intelligente sul web. E un professore di medie o di liceo, quindi, oggi deve dare per scontato che gli alunni a casa hanno tradotto la versione o fatto il riassunto con ChatGPT, e industriarsi a valutare per altre dimensioni i suoi allievi.

Essendo questi strumenti in grado di "autoistruirsi", possiamo essere sicuri che sarà sempre più impossibile distinguere una immagine o un video reali da quelli prodotti da AI, e qui il vero rischio non è quello a cui si pensa subito, dare valore di verità a cose false: quello poteva sussistere anche in era photoshop o prima in era fotoritocco manuale, se non eri scetàto. No, è il contrario: toglie valore a ogni prova video o foto. Risultato: senza una qualche diavoleria che marchi una volta per tutte, o meglio finché non viene aggirata dall'AI ma allora rimpiazzata da una nuova diavoleria con la stessa funzione, un po' come nella infinita dialettica informatica tra virus e antivirus o sportiva tra doping e antidoping, addio prove video o fotografiche nei processi (e che non riusciamo a controllarla, lo dice lo stesso premio Nobel per la sua ideazione). Di più: perché dovrei rivolgermi per un parere a un costosissimo avvocato quando una AI può accedere a tutto lo scibile giuridico e darmi la stessa risposta, anzi magari una migliore, in tempo reale? fosse un medico, forse, e dico forse, la preferenza per uno che ti guarda ti tocca e ti parla a quattrocchi sarà più dura da estirpare... Più dura ma non impossibile: la gente si comporta esattamente come la rana nell'acqua, continua a pensare "se andava bene un grado in meno andrà bene anche un grado in più" e non salterà via fino a che non avrà superata la soglia per cui non ce la farebbe a saltar via neanche volendo, e da li in poi il bagnetto si chiama cottura.

La spiego meglio. Con l'entusiasmo di risparmiare fatica per una serie di incombenze noiose che l'AI può fare al suo posto, il suo utente pensa: "perché no? in fondo, non faccio che liberare tempo e risorse per potermi occupare di cose più importanti in cui io sono indispensabile" senza rendersi conto di dare così il proprio consenso all'erosione continua, grado per grado, delle cose per cui lui si possa ritenere indispensabile a favore di quelle per cui lui è prescindibile. Se glielo fai notare, ti risponde che "in fondo siamo già tracciati da tempo, gli algoritmi ci circondano e ci pervadono, per cui per questa diavoleria vale la stessa sintassi di tutte le altre inventate dall'uomo dalla ruota in poi, vorrai mica tornare a lavorare in fabbrica al posto dei robot, luddista che non sei altro? come per ogni innovazione tecnologica, si perdono posti di lavoro da un lato e se ne guadagnano di migliori dall'altro..." Insomma, secondo questa linea di pensiero sempre più dominante chi coglie e segnala il pericolo è un retrogrado, invece la tigre si deve cavalcare. E così, tornando all'acqua, forse troviamo la chiave per spiegarci meglio.

Ogni rana può avere legittimamente una sua personale opinione sul concetto di "acqua piacevolmente calda". Ma ciò non toglie che esista una temperatura in cui l'acqua ustiona, bolle, evapora: è un fatto, non è opinabile. Chi sta fuori la pentola e urla a chi sta dentro "salta fuori prima che sia troppo tardi" si basa su questa realtà oggettiva: anche se lui non ha il termometro, e potrebbe essere che ancora non sia stata raggiunta, quella temperatura critica esiste. Nella storia sono millanta gli esempi in cui ignorando questa banalità i popoli si sono scavati la fossa con le loro mani. Non serve fare esempi, qualunque cosa vi sia venuta in mente va bene. La pentola a pressione è innegabilmente utile in tutta una serie di preparazioni, ma uno chef controlla coi suoi sensi quello che sta cuocendo, si fida poco di questa diavoleria...

E ora vi lascio, come non facevo da tempo, con una serie di approfondimenti. Dopo i quali trovate il video.

  • Deepseek, ovvero "una volta aperto l'otre di Eolo, non potete pretendere che escano fuori solo i venti che vi fanno comodo". Questa per capirla bisogna ricordarsi l'Odissea, e allora la ridico meglio: mentre in occidente le AI proprietarie si combattono a forza di server talmente enormi da richiedere presto centrali nucleari dedicate (alla faccia dell'ambiente, pecetta che viene usata solo quando fa comodo), i cinesi se ne escono con una che fa quasi le stesse cose a un costo (in tutti i termini) di una piccola frazione, hai voglia che tiriamo fuori presunte (cioè: reali, ma per tutte le AI mica solo per la loro) questioni di sicurezza e gliele blocchiamo: se si può fare si farà, e le AI "tradizionali" moriranno nella culla (leggetevi anche questo articolo su Sbilanciamoci).
  • Infatti, la linea di movimento è verso l'abolizione di quella crittografia che ci aveva rassicurato a proposito di Whatsapp: Tiktok non ce l'ha mai avuta, e il suo ban è stata solo una mossa per procedere alla sua acquisizione pare da parte di Meta, che dal canto suo ha già annunciato il suo tana-liberi-tutti, ma anche in Europa il vento spira da quella parte.
  • Per staccarci dall'intrattenimento, abbiamo parlato di avvocati. Il Guardian in questo articolo tradotto da Comedonchisciotte rilancia: e le forze dell'ordine? i soldati? Il Robocop di Hollywood aveva un cuore umano, almeno.
  • Per approfondire la questione impatto sul lavoro, e quella sul chi controlla cosa, suggerisco invece questo pezzo di Comito su Sbilanciamoci.info.

E ora facciamoci due risate, che è meglio....

domenica 19 gennaio 2025

GLI ALIENI E GLI SCENEGGIATORI SCARSI

Oggi ci addentriamo in un terreno mooolto spinoso. In cui è facile venire etichettati in un modo o nell'altro, e nemmeno per cattiveria, perché tutti hanno una vita spesso complicata e non è che uno ha sempre il tempo di stare li a ragionare e a distinguere: i luoghi comuni, i pregiudizi, devono il loro successo commerciale a un rapporto qualità/prezzo imbattibile. Costano nulla e ci si ottiene quasi sempre gli stessi risultati che faticando ad argomentare, laddove quel quasi vuol dire che ogni tanto ci si prendono cantonate terribili, ma abbastanza raramente da giustificare il rischio, mentre in tutti gli altri casi ti hanno lasciato il tempo e le energie di farti i sacrosanti cacchi tuoi, e qualche volta persino salvato la vita.

Per capirci meglio, parliamo non di Storia, ma di storie. Scriverle, inventarle, per raccontarle o scriverle in un libro o farne un film non importa, è arte che ha origine probabilmente assieme all'umanità stessa, e come le altre arti si distribuisce tra gli individui un po' a caso, poi sta a loro esercitarla perfezionarla o sprecarla. Da sempre. Ma man mano che l'umanità si è dotata di mezzi di comunicazione sempre più efficienti e a buon mercato, nel continuum scrittura-alfabeto-stampa-telecomunicazioni che culmina nell'era di Internet e degli smartphone, quell'arte è diventata sempre di più un mestiere, con regole e meccanismi che possono essere appresi e studiati anche da chi di suo di genio naturale non ne ha avuto. Per farla breve, più il mercato chiede storie più serve gente che le scrive più ovviamente tra questa gente ci sarà gente che in un'altra epoca avrebbe fatto un altro mestiere. Con un po' di allenamento, si riconoscono. Se se ne ha voglia, se no chissenefrega, non è mica obbligatorio essere fruitori consapevoli di storie o ascoltatori attenti di musica. Basta prendere in prestito dalla matematica il concetto di "grado di libertà". Un bravo inventore di storie è uno che decide a priori quanti gradi di libertà gli servono per raccontare la sua storia, fa un patto con il suo pubblico, e poi lo rispetta. Puoi decidere di raccontare di supereroi, ma non puoi inventarti un nuovo superpotere ogni volta che non sai come risolvere una situazione in cui hai cacciato i tuoi personaggi, insomma.

Il meccanismo vale anche per la Storia, però: raccontare di Storia, come dimostra il successo di Barbero Angela o Giacobbo, non è un arte molto diversa da quella di raccontare le storie, ha solo molti meno gradi di libertà, perché le cose incontrovertibilmente accadute non le puoi cambiare, a meno che l'etichetta di incontrovertibilità non gli sia stata appiccicata di prescia e/o strumentalmente (e capita spessissimo) e allora devi essere ancora più bravo a non finire impantanato in una versione ufficiale destinata a essere superata. Infatti la dinastia degli Angela ha il suo limite nella fanatica ortodossia di fondo, che ci fa supporre che come padre e figlio in epoca contemporanea sono i sacerdoti della Vera Scienza nei secoli scorsi lo sarebbero stati della Vera Fede, con lo stesso identico cipiglio. All'estremo opposto, sciorinare e poi lasciare coi puntini sospensivi qualsiasi ipotesi a cazzo è una furbata che mostra presto la corda, e infatti Voyager venne satireggiata efficacemente fin dal titolo (vedi immagine in alto a destra). In mezzo c'è procedere sulla linea del rasoio (di Occam: ogni spiegazione non necessaria è di troppo) tra le cose che per quanto se ne sa sono probabilmente accadute e quelle per cui occorre muoversi con l'assistenza del Dio Dubbio: una roba difficile e faticosa, tanto che non si può biasimare chi ha una vita e non ha tempo e voglia di seguirla.

Faccio un esempio macroscopico (e fuori cronaca, per evitare l'effetto "appartenenza" che potrebbe intervenire se parlassi di Covid o di 11 settembre, che hanno però la medesima sintassi): le piramidi di Giza. Ufficialmente costruite 4500 anni fa dagli Egizi, solo a guardarle sembra impossibile che possano averlo fatto con la tecnologia che avevano a disposizione, se poi, anche volendo tralasciare le evidenti implicazioni astronomiche, si pensa che le altre piramidi, in Egitto o altrove, sono lontanissime dalla loro perfezione e maestosità, e non solo quelle più antiche (che sarebbe normale) ma anche quelle successive, il dubbio che serva una qualche spiegazione ulteriore ci sta, eccome. E fino a che non si trova una risposta, va esplicitato in tutti i suoi rigagnoli dichiarando la misura in cui non è risolto né forse risolvibile. Invece, e quindi, è ugualmente sbagliato sia sostenere acriticamente la versione ufficiale magari attaccando e offendendo chi osa discuterla, sia tirare in ballo comodamente gli alieni (come uno sceneggiatore scarso che non sapendo risolvere il pasticcio in cui ha infilato il proprio personaggio, gli fa capitare un incidente, o un colpo di fortuna). Tra l'altro, chi ricorre ad espedienti narrativi comodi, senza rendersene conto rovina la piazza a chi pone dubbi correttamente, dando il destro agli ultraortodossi di mettere gli uni e gli altri nello stesso calderone: quello dei "soliti terrapiattisti".

Tra parentesi, quelli che hanno continuato a difendere l'idea di mondo delle Sacre scritture dalle deduzioni dei greci prima (che peraltro fosse stato per loro, manco sarebbero giunte fino a noi: dobbiamo ringraziare l'Islam, sapevàtelo) e dalle scoperte degli scienziati poi erano proprio gli ultraortodossi, quelli che detenevano il Potere. Obbedendo peraltro alla tendenza naturale per cui esiste una ortodossia scientifica contro cui deve combattere chiunque faccia una scoperta rivoluzionaria: toccò pure ad Einstein, prima come vittima e poi dall'altra parte della barricata contro la meccanica quantistica (Dio non giocherà a dadi, ma ciò è alla base di tutta la tecnologia odierna, compreso l'accrocco in cui mi leggete). 

A proposito di sapevàtelo, visto che abbiamo parlato di trasmissioni divulgative, questa è la mia preferita. Godetevi il video fino alla fine, vi si accenna persino allo step successivo ai quanti, della fisica teorica: la "teoria delle stringhe"...

sabato 14 dicembre 2024

MASTRU PIGNATARU

Se vi bevete l'informazione mainstream come acqua fresca di sorgente, in Siria c'era un dittatore che è stato deposto da una rivolta popolare genuina e quasi rassicurante, e non è stato messo a morte come un Gheddafi o un Saddam qualunque solo perché un suo amico dittatore che lo ha aiutato negli ultimi anni a mantenere il potere non potendo insistere almeno gli ha salvato la buccia ospitandolo con la famiglia nel proprio Paese. Se invece anche a voi viene l'orticaria a sentire sempre la stessa canzone, mentre invece voi non riuscite proprio a farvi una idea precisa di una situazione che se possibile è ancora più intricata di quella ucraina o palestinese o libica eccetera, vi serve una mano.

Se masticate l'inglese, Pasbas mi ha mandato un video di DemocracyNow, canale youtube benemerito: è qui. Se no su Comedonchisciotte c'è la traduzione di un articolo uscito su Southpress pochi giorni fa, si intitola Un’altra nazione sovrana (Siria) distrutta nell’aggressione della NATO contro il mondo, e già il titolo rende l'idea, ma bisogna leggerlo tutto non ci provo nemmeno a riassumerlo.

Ma una sintesi concettuale, fra l'altro buona per molte altre situazioni della storia recente, la posso tentare, grazie a una di quelle reminiscenze dialettali che chi cresce senza averne è purtroppo per lui più povero. I nostri vecchi, a interlocutori che tentavano di raccontargliela in modo da avere sempre ragione, talvolta rispondevano con un proverbio: 'U mastru pignataru menti a manica aundi a voli". Chi fabbrica le pignatte decide lui dove mettere il manico. Non credo servano spiegazioni.

L'abitudine di definire dittatore il nemico, anche se ha vinto regolari elezioni, e democratico l'amico, anche se non ha nessuna intenzione di instaurare un qualcosa di vagamente democratico, arriva al paradosso di cambiare idea, o perlomeno etichetta, al figuro di turno quando ci diventa comodo: terrorista fino a ieri, liberatore oggi. Domani, quando instaurerà un regime oppressivo, magari contro le donne, ricambieranno etichetta, dimenticando di essere stati coloro che gli hanno consegnato il potere. Tanto quelli che bevono acqua fresca hanno la memoria del pesce rosso, sarà l'elemento.

Se volete allargare l'inquadratura fino a includere chi, manovra l'informazione assieme a tutto il resto, andatevi a leggere qui Stefano Re, uno che scrive poco ma ogni volta mi tocca citarlo e invitarvi a leggerlo. E anche per questa settimana questo piccolo blog ha svolto la sua funzione fondativa, nei confronti di voi quattro gatti che siete rimasti a leggerlo...

mercoledì 9 ottobre 2024

SONO UN PO' STANCHINO

Qualcuno, spero ma temo di no, se ne sarà accorto, che da un po' di tempo scrivo con frequenza minore, e quando lo faccio è spesso di cose distanti dal core di questo blog fin dal titolo, la controinformazione. Capita, quando si invecchia: mentre quello dietro si amplia fino alla perdita d'occhio, l'orizzonte davanti si riduce di (almeno) altrettanto, e mano mano ti sembra sempre più vano lottare per affermare un punto di vista che, diciamocelo francamente, si spegnerà con te qualunque cosa tu faccia, e lavorare per i posteri non è altro che un modo come un altro di prendersi per il culo da sé.

Vecchioni la canta benissimo, in Sogna ragazzo sogna: "la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire". Ma la vera prepotente bellezza di questo verso è che si può leggere in entrambi i sensi: sia come tributo al meraviglioso egoismo di un vecchio che ci mostra come si fa a vivere, sia come monito contro l'illusoria proattività di un poveretto che non saprà mai se li sarà mai cresciuto un albero. E questo, in molti lo sapete e chi non lo sa mi creda sulla parola, è ancora più atroce se hai una qualche discendenza su questa terra.

La stanchezza deriva dal dover assistere senza avere alcun potere reale di contrastarlo al dominio della menzogna, e anche se non fosse tale fa lo stesso: la grancassa della propaganda suona dappertutto la stessa canzone, e tu che non sei d'accordo su nulla sei sempre più frustrato dal non sentire una voce che dica le cose che pensi tu se non da palchi ristretti, emarginati al limite dell'irrilevanza. Ben oltre il quale si trova anche questo blog, creato ben sedici anni fa e rotti da uno che era "nel mezzo del cammin" della sua vita, quindi aveva orizzonti ben diversi.

Allora non ti resta che spegnere del tutto, dopo averne ridotto l'utilizzo al tempo di un caffè doppio la mattina presto, l'informazione mainstream, che non è che sia mai stata sto granché ma da qualche tempo è una fogna a cielo aperto di bugie su bugie declamate col tono con cui si passa un luogo comune condiviso, e la faccia di tolla che ci vuole per riuscirci. Per cui ogni volta che ne sento una l'impulso sarebbe imbracciare un megafono, arringare le folle, fondare un partito, passare porta a porta con un secchio di acqua gelida, ed è frustrante ogni volta doverlo reprimere o rompere i coglioni a chi vive con te ed ha ancora lo stomaco di sopportarti, con le tue verità alternative che non condivide nessuno.

Lo vorrei fare, uno specchietto facile facile con in due colonne quello che ci raccontano e quello che invece molto più probabilmente è, riga per riga parlando di Russia e Ucraina, Israele e Palestina, clima e ambiente, Europa e moneta, pubblico e privato, diritti fondamentali negati e diritti fasulli concessi, eccetera eccetera. Ma mi sembra così tanto vana, come fatica, che alla fine non scrivo di niente, e rieccoci all'inizio. Così, ho deciso intanto di parlarvi della mia stanchezza. La tabella, il quadro sinottico che illustra la distanza tra il punto di vista ufficiale e dominante e quello di questo boomer e di altri quattro gatti, prima o poi arriverà. Forse.

Accontentiamoci per ora di condividere il giramento di cabbasisi per la ricorrenza del 7 ottobre, in cronaca, presentato allo stesso propagandistico modo da tutti i canali come un massacro terroristico che giustifica ampiamente (e invece nemmeno, anche quando) un anno di ritorsioni israeliane, e invece nato con ogni probabilità come tentativo da parte di una milizia di un popolo oppresso da decenni di procurarsi ostaggi per avere merce di scambio col nemico, tentativo da un lato riuscito solo per imperizia o complicità militari e dall'altro divenuto sanguinoso proprio per le modalità di reazione (e solo in questo senso il parallelo con l'11 settembre è corretto, non in quello nelle intenzioni di chi lo ha proposto). Senza considerare, poi, che le ritorsioni sono diventate un anno di rappresaglie sempre più ad ampio raggio (e il coro sempre a parlare di "attacchi" a proposito delle legittime, e attentamente moderate, reazioni ad esempio iraniane, e di "legittime reazioni" a proposito delle continue escalation israeliane), tanto da arrivare a proporzioni che fanno invida a quelle naziste tipo Fosse ardeatine o Sant'Anna.

Ora, e questo vale per tutto, non è che io pretenda che il mio punto di vista "altro" sia quello giusto, ci mancherebbe, io pretendo "soltanto" che in questa come in tutte le altre questioni ci sia spazio per proporre un punto di vista "altro" qualsiasi, permetterne il confronto ad armi pari davanti all'opinione pubblica, e a quel punto vinca il migliore. Non è una questione da poco: su di essa si gioca purtroppo il poter dire o meno di essere in democrazia. Senza aver consentito ciò, chi ti parla di democrazia ti sta solo prendendo in giro. Ti fa cascare le braccia, e lo sta facendo pure apposta.

martedì 13 agosto 2024

BEVENDOSELA UN PO

Atleti costretti a nuotare in una cloaca, e in fila indiana
per evitare la corrente. Che vomito...
No, non mi sono scordato l'apostrofo, è che la vicenda gare di nuoto di fondo e triathlon nella Senna mi ha fatto tornare in mente un trauma infantile, in qualche modo "padano". Mio padre lavorò a Milano un paio d'anni, e nell'estate di mezzo io mia sorella e mia mamma passammo un mese di vacanza a Monza, dove aveva casa. Avevo otto anni, e già ero fissato di topografia; così, con una cartina in mano, costrinsi le malcapitate a seguirmi nel rintracciare un fiume, un vero fiume, che a Reggio non ce n'è e noi non ne avevamo mai visto uno. Era il Lambro, e lo trovai. Ma era praticamente una fogna, una melma marrone con abbondante schiuma bianca. Non so come sia adesso, ma sono quasi sicuro che stia messo meglio: la favola che l'inquinamento negli ultimi decenni sia peggiorato è appunto una favola, basta avere memoria per ricordarselo, o fidarsi di chi ce l'ha. Questo non significa che si possa abbassare la guardia, ma che si possa e debba continuare a combatterlo senza strumentalizzarlo per fare lotta di classe a rovescio quello si.

La vicenda delle Olimpiadi in cronaca è questa: l'ecologismo modaiolo ha costretto gli atleti ad agosto senza aria condizionata e con pasti improbabili, mentre si spendevano milioni invano per fare scendere il livello di inquinamento di un fiume che passa in mezzo a milioni di abitanti di quello zero virgola sotto una pur arbitraria soglia per potere cantare vittoria e far nuotare i poveretti, coi tanti che si sono vomitati l'anima costretti a dichiarare che avevano altri problemi. Uno schifo, ma non il peggiore di Parigi 2024.

Il peggiore è avere escluso gli atleti russi dall'atletica, e in altre discipline avere costretto chi volesse gareggiare a prendere le distanze dal loro presidente e farlo senza bandiera, novelli Galilei. La cosa, en passant, toglie valore a ogni trionfalismo sul numero di medaglie, pur se maggiore delle altre edizioni monche per boicottaggio (africano a Montreal 1976, atlantico a Mosca 1980, del blocco comunista a Los Angeles 1984), e non ditemi che avete sentito un giornalista uno che lo rimarcasse perché non ci credo.

Le olimpiadi antiche fermavano le guerre, quelle moderne si sono fermate con le guerre o hanno costituito un modo altro di combatterle, e quest'è. Ma mi sarebbe bastata una voce sola che in Rai avesse potuto o voluto ricordare che le Olimpiadi dovrebbero essere patrimonio dell'umanità e non del mondo occidentale, quindi non è giusto che vi si possa dichiarare che uno è aggressore (quando invece è forse l'ultima speranza per l'Europa in un mondo multipolare) e quindi da escludere e uno aggredito. Anche perché magari poi capita che l'aggredito ammetta di avere provocato a lungo per ottenere che l'altro aggredisse (è così, ma il TG non ve l'ha detto). E anche perché se fosse ammissibile questo paradigma allora bisognerebbe applicarlo sempre, e assimilare gli attentati di Hamas a ottobre scorso alla provocazione lunga otto anni dell'Ucraina nelle regioni russofone e la sproporzionata (e criminale) reazione israeliana all'aggressione russa del 2022, escludendo Israele dai giochi. Cosa che peraltro avrebbe influito meno sul medagliere....

...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film
La questione ci ricorda che è tanto che non parliamo di quello che succede in Palestina. E noi approfittiamo di Pasbas, che ci ha mandato il video di un incontro che ha contribuito ad organizzare e ha moderato il 2 agosto scorso ad Anzio, alla Festa di liberazione. Alla tavola rotonda hanno partecipato:

  • Giuditta Brattini, da vent'anni volontaria a Gaza, che ha parlato delle associazioni e ONG umanitarie lì presenti, del ruolo attuale delle istituzioni umanitarie internazionali, e del movimento BDS (associazione per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele);
  • Michela Arricale, che passando anch'essa per l'argomento BDS ha parlato in genere del sostegno internazionale alla causa palestinese (scuole, università, società civile, portuali e personale degli aeroporti), del disconoscimento di Israele come approccio per la nascita di una entità palestinese riconosciuta e autodeterminata, della funzione e dell'efficacia di organismi come il Consiglio di Sicurezza dell'ONU e la Corte Internazionale di Giustizia;
  • Diana Carminati, che ha parlato dei progetti a cui ha lavorato a Gaza e dei relativi obiettivi, reso la sua testimonianza sulle elezioni del 2006 a Gaza, e presentato il suo libro "Come si liquida un popolo”;
  • lo stesso Pasquale Morabito, che ha spiegato in cosa consistono le "dottrine" israeliane Dahiya (usare una forza volutamente sproporzionata) e Hannibal (evitare in ogni modo la cattura e il rapimento di soldati  israeliani, ma invece colpire obiettivi civili israeliani anche col proprio esercito regolare, come quando i carrarmati IDF hanno bombardato una casa in un kibbutz).

Tutti, inoltre, hanno parlato di economia di guerra in Israele, del ruolo dei media occidentali nella diffusione di falsa informazione, e della definizione del termine "terrorismo" - in realtà e propaganda.

Il video è lungo, ma merita la visione: non sono rimaste molte le fonti di acqua pulita, quella che ci danno da bere con l'informazione ufficiale è peggio di quella della Senna.

lunedì 15 luglio 2024

TUTTO GRIGIO, OK, MA...


Ho sia amici sedicenti di sinistra che amici sedicenti di destra, e da sempre: quando ci penso, o quando qualcuno mi fa notare la contraddittorietà della cosa, mi torna in mente una immagine, vaga, dei tempi del liceo: erano gli anni attorno al settantasette, anche se a Reggio Calabria non era certo come a Roma, con due compagni di scuola che andavano in due su una vecchia Vespa a distribuire ciascuno i propri volantini, extraparlamentari delle sponde opposte. Esatto, era proprio come nella canzone di Venditti: Nietzsche e Marx si davano una mano.

La spiegazione c'era, già allora, solo che era difficile capirla per un cazzoncello di quindici o sedici anni, anche se notava che il volantinaggio di opposte sponde non era solo lui a reputarlo "normale" scrollando le spalle, ma era quella la percezione generale. Avrei cominciato a comprenderla qualche anno dopo, durante i lavori della mia tesi sperimentale in Sociologia delle comunicazioni, un lavoro immane di calcoli statistici a mano per costruire somministrare e valutare un test nelle scuole che indagasse su "partecipazione politica e riproduzione sociale", per confermare o meno un assunto di un tale Althusser, dalla biografia che oggi ne giustificherebbe il bando - ma allora si capiva ancora che un conto era la vita privata un altro era il valore sociale del lavoro di una persona, altrimenti Hitler era un santo ed Einstein un usurpatore. Ed era più o meno questa: il discrimine è quanto una persona (o una generazione, un popolo, fate voi) ritiene siano affari suoi occuparsi di "politica", cioè ritiene sia suo dovere informarsi prendere posizione impegnarsi per una cosa che alla fin fine è la gestione della città in cui vive, etimologicamente parlando, non se questa passione impegno dedizione lo porta su posizioni che vengono etichettate transitoriamente come progressiste o conservatrici. Sull'avverbio torno dopo, ora preciso dunque che noi, cioè, stimavamo e rispettavamo un avversario politico che si vedeva che aveva lavorato su se stesso per prendere "partito", mentre disistimavamo un "compagno" che si faceva i cazzi suoi e si capiva che stava dalla nostra parte solo per caso o per conformismo. E ricordo che Vecchioni ci fece una canzone, al tempo, che se fosse stata di maggior successo gli avrebbe creato parecchi problemi: Canzonenoznac, si chiamava, qui il testo in fondo il tube.

Tornando all'avverbio, talvolta mi capita, e credo che capiti un po' a tutti, di trovare qualcuno che spiega una cosa che ti gira in testa da tempo molto meglio di quanto tu sia riuscito fin li a spiegare a te stesso, figurarsi agli altri. E' il caso di uno che scrive poco ma pesante, si chiama Stefano Re, e il post che vi invito a leggere si chiama Tempo di crescere e spiega bene, ma proprio bene, cosa è successo alla destra e alla sinistra a rimescolare le carte e mettere in crisi le posizioni di molti, almeno interiormente che poi invece fuori ci pensa il senso di appartenenza a rimetterci in riga (è successo mo' mo' ai francesi...), anche se così portandoci inconsapevolmente contro i nostri stessi interessi e le nostre stesse idee. Leggendolo, si capisce bene perché oggigiorno non ci sia niente più "di destra" in Europa che sostenere lo schieramento sedicente "progressista", e invece quel poco davvero "di sinistra" che si trova in giro stia proprio nei programmi di partiti che ci ripugna votare (dico nei programmi, perché poi anche quando gli elettori li portino al governo, appena in contatto col Vero Potere anche loro ubbidiscono ai dettami, tradendo il mandato e dissimulando la cosa con il solito ventaglio di fuffa superficiale, come la sinistra ma di segno opposto). E, come bonus, vista la chiave adottata, si capisce anche qualcosina di più su cosa è successo al Maschile e al Femminile, e perché.

A chi tentasse di ribattere che non c'è niente di male nella confusione e nel ribaltamento, e che il mio non è altro che il tipico sentimento di chi invecchia nei confronti di chi ha tutta la vita da vivere, occorre precisare che non di invidia si tratta, o di nostalgia per quando "ai miei tempi il bianco era bianco e il nero nero". Ho sempre pensato, infatti, che la realtà sia solo una infinita gamma di grigi, quindi siamo tutti sessualmente grigi e politicamente grigi, chi più scuro chi più chiaro: nessun manicheismo. Ma per ottenere quei grigi bisogna definire il concetto di nero e il concetto di bianco, e pretendere di rimescolare quei tipi non può che produrre disorientamento. Che forse, è proprio lo scopo, essendo un tipico strumento con cui il Potere si autoafferma... 

Ma ora sentiamo come ce la dice Vecchioni, a volte con la poesia si capisce di più.


domenica 7 luglio 2024

BUON COMPLEANNO CIXD

Come ogni anno ai primi di luglio, al mio blog per il compleanno regalo una nuova grafica, accompagnando la cosa con un editoriale che fa il punto su questo strumento di comunicazione e vi mostra per confronto la grafica precedente in immagine.

Il contatore dice che la media dei lettori di ciascun post è oramai nell'ordine delle decine, superato di recente solo dal primo report del pellegrinaggio di Ivano, ma sempre lontano dai picchi raggiungi oramai anni fa quando mi era scappato di indulgere ai commenti sulla cronaca nera, con quasi mille contatti. D'altronde, quali siano gli argomenti che "tirano" è cosa risaputa, e dimostrata ulteriormente dalla differenza di followers tra il gruppo FB di Controinformoperdiletto, dove linko tutti i post che pubblico qui a mo' di lancio (unica ragione per cui mantengo l'account sul social di Meta oramai al tramonto (almeno, a sentire cosa ne pensano gli adolescenti...), poche centinaia, e quello de Le ricette di nonna Carmela, che va verso i tredicimila.

La tendenza non è cambiata di molto durante la cosiddetta pandemia, che in queste pagine, come in poche altre, è stata trattata per quello che era davvero (una prova di totalitarismo raccapricciante, per farla breve), ed è già tanto - anzi probabilmente è proprio grazie agli scarsi contatti - che le potete ancora leggere liberamente. Della serie: il basso profilo, rasente all'irrilevanza, come veicolo di libertà. Va benissimo, e iniziamo allora la diciassettesima annata.

Anni addietro, la grafica era dedicata al tennista secondo me più grande di tutti i tempi (e sottolineo secondo me: come titoli complessivi è stato superato da uno più antipatico meno bello da vedere giocare ma forse più meritevole e sicuramente più da imitare per coraggio umano, e comunque ci sarà sempre chi preferisce diversamente da te), Roger Federer. Non potevo esimermi, ora che un italiano (ahem...) è arrivato al numero uno del mondo, di fare la stessa cosa per lui. Evitando di nominarlo, nonché di augurarmi che aggiunga proprio in questi giorni altri titoli importantissimi al suo palmares, per una questione, questa si tutta italiana, di scaramanzia.

Forza, roscio! E buon compleanno, Controinformoperdiletto!

domenica 14 aprile 2024

OGNI GUERRA...

Istruttiva immagine tratta da questo post di Comedonchisciotte
Certo che più che di funzionamento ottimale di alcuni servizi segreti sembra proprio il caso di parlare di preveggenza bella e buona. Un paio di giorni fa, il governo israeliano finalmente anche attaccato sul fronte interno ha avvisato che ci sarebbe stato un attacco iraniano, e questo non solo puntualmente si verifica, ma viene respinto "al 99%" senza fare un morto ma giustificando comunque qualunque rappresaglia. Poche settimane fa, la CIA avvisa che in Russia c'era il pericolo di attentati terroristici islamisti, e puntualmente questi arrivano. Ma non è una novità in cronaca, basta avere un po' di memoria per ricordare che un noto personaggio arricchitosi coi computer ma oramai impegnato a tempo pieno nel business della sanità aveva previsto una pandemia in una serie di incontri pubblici poco prima dell'inizio dello psicodramma chiamato Covid (la qual cosa peraltro ogni volta che egli stesso o qualcuno dei suoi ascari sparsi per il mondo riazzarda una previsione analoga ci passi un brividino per la schiena...). E un po' di più per spingersi ai servizi segreti ancora israeliani che avvisano i "loro" a restare a casa un fatidico 11 settembre...

Non occorre essere "complottisti" per sentire anche da lontano puzza di bruciato in tutto ciò, basta avere ancora qualcosa di funzionante tra le orecchie. In altre parole, ogni episodio della "guerra mondiale a pezzi" (Papa dixit) che stiamo vivendo sa di gioco delle parti, a prescindere da chi sia in questo gioco il burattinaio o il burattino. Per capire, bisogna fare qualche passo indietro e osservare dalla giusta distanza, magari con l'aiuto di qualche filosofo, scrittore, o artista.

Cesare Pavese, ad esempio, diceva che "ogni guerra è una guerra civile" e i morti sono tutti fratelli. Sartre spiegava che “Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire”, e qualche decennio dopo Marco D’Eramo intitolava un libro "La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi", inquadrando il concetto a livello di lotta di classe (alla rovescia) di cui la guerra guerreggiata è solo uno tra gli strumenti. A calare la cosa nella pratica degli avvenimenti in Palestina ci pensa Franco Cardini in due post da leggere integralmente: Le vere vittime di un conflitto, e Due pesi e due misure. E a spiegarci a voce “La scacchiera Medio-Orientale” ci pensa Alberto Negri, in un podcast segnalatomi da Pasbas.

Ma io vi voglio lasciare con un cantante/chirurgo, che traeva da una poesia di Brecht questo testo, che metto per esteso accanto al tube della canzone. Si chiama Il monumento, sentitela e fatela sentire a chi non capisce (e segue da brava pecora il tragitto indicato dal bastone e dal cane del pastore, magari verso una nuova guerra mondiale "intera"); è di Enzo Jannacci, tratta dal suo album più bello.

Il nemico non è, no non è
oltre la tua frontiera;
il nemico non è, no non è
oltre la tua trincea;
il nemico è qui tra noi,
mangia come noi, parla come noi,
dorme come noi, pensa come noi,
ma è diverso da noi.

Il nemico è chi sfrutta il lavoro
e la vita del suo fratello;
il nemico è chi ruba il pane,
il pane e la fatica del suo compagno;
il nemico è colui che vuole il monumento
per le vittime da lui volute
e ruba il pane per fare altri cannoni
e non fa le scuole e non fa gli ospedali
e non fa le scuole per pagare i generali,
quei generali
quei generali
quei generali

per un'altra guerra...

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