Oggi ho risposto come da titolo a una chat di gruppo in cui rimbalzavano gli auguri per il Primo Maggio. Sono persone a cui voglio bene, ad altri non avrei e infatti non ho risposto. Ma ho risposto con Umberto Tozzi anche perché mi era venuto in mente il passaggio forse più divertente in assoluto di tutta la cinematografia di Aldo Giovanni e Giacomo, quando i primi due cercavano di insegnare al terzo le regole dell'amore attraverso il testo di Teorema di Marco Ferradini, e quando lo interrogavano con "ma fuori dal letto?" lui rispondeva "nessuno è perfetto" e dopo lo stupore degli amici faceva la stessa domanda a una signora a caso al supermarket e lei rispondeva correttamente "nessuna pietà". Ecco, se fate lo stesso esperimento ovunque e con chiunque vi capiti, alla domanda "primo maggio?" riceverete quasi certamente in risposta "su coraggio", scommettiamo?
Gli è che il senso originario della festività (è sufficiente googleare: si celebra la ricorrenza di un sanguinoso massacro di lavoratori che manifestavano per i propri diritti a Chicago, e già dall'origine la sua stessa istituzione risponde più che altro a un autolavaggio di coscienza dei politici), celebrare la centralità del lavoro nel rendere pratica l'enunciazione teorica dei diritti nonché le lotte dei lavoratori per il lavoro e per un lavoro dignitoso, si è perso oramai davvero da tempo. Complici proprio quei sindacati che hanno rinunciato da decenni a svolgere il compito per cui sarebbero nati, e in cambio organizzano un concertone sempre di più (cito Pasbas) "spettacolo asettico per un divertimento insulso e dannoso socialmente".
Lui è ancora più anziano di me, quindi è ancora di quelli che se ti devono fare un augurio ti chiamano o ti scrivono un messaggio proprio a te. Noi boomer abbiamo accolto via via nella nostra vita tutte le diavolerie tecnologiche che si sono susseguite, ma mantenendo sempre una sana diffidenza. Già la leva immediatamente successiva sembra non condividere questa cautela, ad esempio accoglie l'Intelligenza Artificiale (che, a proposito di lavoro, si appresta a rendere obsolete quasi tutte le professionalità di tipo intellettuale, molto peggio di quanto non abbia fatto la robotica con quelle manuali) con la stessa insana gioia di una orchestra del Titanic, senza però la stessa sorda consapevolezza dell'ineluttabilità del disastro imminente.
Invece, ci siamo abituati a ricevere un messaggio di auguri confezionato una volta (nella migliore delle ipotesi: più spesso riciclato, per cui ci arriva anche da più parti) e inviato alle varie chat di gruppo quando non a tutto l'indirizzario e non solo per Natale Capodanno e Pasqua, no (tanto non costa niente): per ogni festività da calendario, incluso quelle di cui si ignora il senso, ivi comprese il Primo Maggio appunto e financo Ferragosto. Che tanto si sta tutti col telefonino persino in acqua, ci si passa il tempo a leggere rispondere inoltrare. In palestra, credo di essere l'unico che non se lo porta in sala. E non vi ho parlato di Tiktok e altro, semplicemente per totale acompetenza.