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sabato 14 dicembre 2019

GOD SAVE THE QUEEN

Il primo strappo è prossimo. Ora speriamo che si dilanii...
Degli inglesi ho sempre invidiato poche cose (del resto il cibo è pessimo, il clima pure, l'aspetto fisico c'è molto di meglio, eccetera), ma una di queste è l'inno nazionale: diciamolo francamente, la nostra marcetta non aiuta certo gli atleti a mettersi sugli attenti seri pensando all'amore per la Patria, gli abbiamo fatto la testa tanta per convincerli ma di certo nessuno di loro pensa al testo mentre lo canta, altrimenti gli scoppierebbe da ridere. L'elmo di Scipio, stringiamoci a coorte siam pronti alla morte... ("aaaa cchi?" direbbe Totò "sarai te pronto alla morte, io sono giovane voglio campare ancora quei sessanta settant'anni..."), schiava di Roma, e cito solo brani dell'unica strofa che conosciamo tutti e infatti la ricantiamo al posto del seguito che nessuno conosce. Volete mettere l'inno della Gran Bretagna? Con quello si, che trovi la forza di resistere ai tentativi di invasione di Hitler, altro che della replica moderna dell'espansionismo tedesco che per fotterci hanno chiamato Unione Europea. Pensateci, ai partigiani che cantano l'inno di Mameli invece che Bandiera rossa...: col cavolo, che ci vanno sui monti!
Tra l'altro, ai britannici quando hanno un re maschio gli basta cambiare Queen con King, non ne soffre nemmeno la metrica figurarsi il senso, che è che la sovranità di un popolo è l'unica cosa che ne salva l'identità, e il destino quando occorre. Se poi il simbolo è in carne ed ossa, e viene mantenuto al centro di un teatrino piuttosto caro, significa solo che è reputato molto importante; e poi non è che il nostro teatrino costi meno (in fondo Mattarella vive in un palazzo reale, spesso ce ne dimentichiamo), è solo meno efficace, come scherzando e ridendo ci dimostra persino Cetto Laqualunque in questi giorni al cinema.
Tant'è, ma a prescindere del tipo di rappresentazione ideologica che scegli per incarnarla, e della sua maggiore o minore efficacia, la sovranità di un popolo è quello che gli consente di esercitare, se davvero ce l'ha, la sua prerogativa democratica di scegliere i politici che lo devono governare in base alle politiche che dichiarano di voler applicare, tra cui le più importanti, e di gran lunga perché senza di esse tutte le altre si riducono a presa per i fondelli, sono quelle economiche e finanziarie. L'UE stringi stringi questo è: una serie di trattati sovranazionali architettati con l'unico scopo di disinnescare le prerogative democratiche dei popoli degli Stati che sciaguratamente vi hanno aderito.
Mio papà mi ha insegnato, quando andavo crescendo e volevo andare in discoteca (ai miei tempi, era di pomeriggio...), che quando entro in un locale qualsiasi la prima cosa che devo controllare è dove sono le uscite. Con un occhio, magari senza pensarci, ma farlo. Abbiamo sentito in questi anni fin troppi fatti di cronaca in cui averlo fatto ha aiutato molti, accanto al sempre predominante "fattore C". Ebbene, fosse anche questo il solo motivo, che i trattati a cui si andava aderendo non prevedevano una via d'uscita codificata, la semplice prudenza avrebbe dovuto consigliarci di non entrarci.
Ma pazienza, ci hanno allettato, ci hanno promesso prosperità, ci hanno detto che eravamo troppo piccoli per difenderci da soli nel mondo globalizzato ma invece l'Unione avrebbe potuto salvare il nostro modello di vita e i nostri valori, e gli abbiamo creduto. Ma oggi? Oggi abbiamo visto ad una ad una tutte le promesse sgretolarsi come un intonaco messo male mettendo a nudo le architravi di un sistema costruito a solo vantaggio di una parte degli aderenti e a danno di altri tra cui noi. Abbiamo visto che se proviamo ad eleggere chi ci promette se non di uscire dalla trappola almeno di inceppare i meccanismi che fanno figli e figliastri, fanno di tutto ma proprio di tutto (leggi elettorali, denigrazione mediatica, serpi in seno, eccetera) per vanificare le nostre scelte democratiche (e si, magari c'erano pure difetti d'origine nel progetto grillino, ma era l'unico che c'era in campo no-euro, e ora ci è rimasto solo Salvini, forse) per neutralizzare la nostra volontà e sfiancarci. E soprattutto, abbiamo visto cosa succede a chi, avendo individuato finalmente con chiarezza i propri interessi e avendo votato democraticamente in tal senso, decide liberamente di uscire dall'Unione Europea, senza nemmeno trovarsi come noi al denominatore del rapporto di potere al suo interno, anche perché non aveva accettato le catene più grosse, quelle dell'unione monetaria. Succede che sono anni che li deridiamo perché a voler uscire si dimostrano stupidi, tentiamo di dividerli facendo leva sui loro nazionalismi interni e blaterando che sarebbero i vecchi babbioni che vogliono uscire rubando un futuro radioso ai loro giovani, li imbrachiamo in trattative estenuanti derivanti dalla succitata mancanza di regole prefissate per l'uscita, li sfidiamo a rivotare convinti che nel frattempo si sono "rinsaviti", ed ecco che una cosa decisa da un popolo nel 2016 si realizza solo nel 2020 (e facciamo gli scongiuri, "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco": Trapattoni rules).
Ma, e qui c'è il lato positivo della faccenda, la lezione che dovremmo trarne, alla fine la Brexit si realizza perché gli inglesi, e Mussolini lo sapeva per questo tentava di sfotterli con la Perfida Albione, sono un popolo vero, e un popolo vero più cerchi di costringerlo a fare una cosa più anche solo per tigna fa il contrario (la sinistra anche li la votano oramai solo quelli coi soldi e la casa in centro). La loro sovranità è incomprimibile, è Dio che la salva, se lo ripetono ogni volta. E ce lo sbattono in faccia.
I nostri commentatori che prevedevano sciagure sono già serviti, se leggete come i famigerati mercati hanno reagito al plebiscito pro-tories e pro-exit. E non hanno visto ancora niente, perché senza legacci uno Stato sovrano può fare quel che vuole, e si: anche sbagliare, perché un popolo in democrazia ha anche il diritto di sbagliare. Ebbene, visto quello che ha potuto fare e che risultati ne avrà la Gran Bretagna, immaginate che noi potremmo scioglierci da legacci ben più stretti, ed avremmo ben più slancio da prendere. Non dimenticate (voi che avete l'età), e sappiate (voi che non ce l'avete), che prima che ci fregassero col monetarismo e l'Euro (leggete l'ultimo rapporto Censis e inorridite, please) gli inglesi li avevamo superati e i tedeschi li avevamo nel mirino. Non dico che possiamo puntare a tornare ad essere la quarta economia del pianeta, perché nel frattempo sono emersi altri attori, ma possiamo e dobbiamo giocare la nostra partita con le mani libere, le leve dell'economia e della moneta in mano a un governo eletto liberamente da noi perché faccia quello che vogliamo noi, e non perché ci convinca che nel nostro bene dobbiamo fare quello che decidono le banche altrui e nell'interesse altrui, come è da quasi 30 anni ormai.
Pochi giorni fa è stato il 50simo anniversario della madre di tutte le stragi, quella di piazza Fontana. Una bomba in una banca. Nello stesso giorno, bombe in altre banche, alcune con feriti altre fermate in tempo. Poco prima, un governo Moro aveva varato gli ultimi "biglietti di Stato a corso legale" d'Italia, le cinquecento lire, con la collaborazione proprio di quelle banche li, pare. Forse è una ricostruzione a posteriori, forse una coincidenza. Ma con quel boom finiva il Boom e iniziavano la strategia della tensione e gli anni di piombo, la separazione tra Tesoro e Banca d'Italia, il craxismo, e infine tangentopoli e le stragi cosiddette di mafia. Un lungo filo rosso con cui ci hanno indotto a rinunciare ai sogni con la paura. Un filo di cui Maastricht e l'eurozona sono il nodo e il fiocco, il MES la coccarda. Bisogna trovare il coraggio di tagliarlo. Gli inglesi hanno tracciato la via.

mercoledì 26 giugno 2019

WAR WITHOUT TEARS

Come forse sa chi mi segue, adoro i primi Genesis: nel classico giochino dell'isola deserta in cui puoi portare una sola cosa per tipo, accanto a C'era una volta in America come film e Il gioco delle perle di vetro come libro ci sarebbe Selling England by the pound come disco. Uscito Gabriel, ho seguito più lui che i superstiti, che poi uscito anche Hackett hanno fatto quasi solo pop commerciale scarsamente ascoltabile, anche perché quello che gli veniva meglio Collins lo riservava alla propria carriera di solista. Peter a dire il vero ci ha impiegato un po' a trovare la sua cifra e sfornare i suoi album/capolavoro (So è dell'86, Us del '92), ma da subito ha inforcato la via dell'innovazione, infarcendo i suoi primi album di singoli di altissimo livello (almeno Solsbury hill, On the air, Intruder, I don't remember, Biko, nei primi tre, ma già nel quarto è difficile trovare cosa "scartare"). Un pezzo del terzo album però mi lasciava perplesso (ero europeista, e da bambino/ragazzo non mi perdevo una puntata di Giochi senza frontiere, che trovavo divertentissimo ed eticamente edificante): Games without frontiers. Solo oggi comprendo come l'artista, visionario come solo quelli veri, avesse ragione nel vedere in quell'innocente pantomima sia la continuazione della guerra che da sempre infiammava il continente (estrinsecandosi soltanto in etichette diverse di volta in volta, ma mai realmente fermandosi), che lo sforzo propagandistico di nasconderlo al popolo bue mascherandolo con l'agonismo ludico. Il titolo di questo post è il secondo verso del ritornello, il brano ve lo sentite alla fine. In mezzo, alcune considerazioni più o meno tratte dalla cronaca, che scoprirete seguono un filo logico.
Mentre screditano e tentano in ogni modo di fermare i cd. minibot, che ripeto non sono né vera e propria moneta (che però lo Stato ha ancora la sovranità di emettere in molti modi) né nuovo debito ma solo un modo empirico di consentire allo Stato di onorare debiti pregressi e in qualche modo dare ossigeno all'economia, in un quadro in cui poco altro gli è consentito dagli assurdi vincoli esterni sottoscritti da una generazione di politici che passeranno alla Storia come "traditori della Patria", arriva una versione di moneta web-based che promette (per via della "credibilità" acquisita negli anni dalla piattaforma social - e la credibilità è l'unico fattore che vale quando si parla di monete) di avere tutti i pregi e nessuno dei difetti delle cryptovalute sue antenate viste fin qui. Questa Lybra (sta per "peso", come l'inglese Pound e la nostra Lira) non avranno nessun potere, ammesso che ne abbiano voglia (e non ce l'hanno), di fermarla, il che ci dice che quello che negano agli Stati non possono e non vogliono negarlo a un ragazzo che stringi stringi è solo un nerd molto più furbo degli altri. E ciò si tradurrà in un ulteriore arretramento della democrazia, avendo messo in mano a una entità non controllabile un potere ancora più enorme di quello che già ha.
Già, perché la più grave delle colpe storiche della sinistra degli ultimi decenni è questa: aver dimenticato la lezione gramsciana secondo cui è lo Stato-Nazione il luogo elettivo in cui la democrazia può estrinsecarsi, eventualmente (cioè scegliendolo democraticamente) promuovendo un grado maggiore o minore di socialismo. Il piano internazionale è appunto, come dice la parola stessa, "tra nazioni", e non al di sopra delle stesse e promuovendone l'esautorazione come è stato per la globalizzazione (che non è che il vestito nuovo che ha indossato il colonialismo, per spostare i sudditi dei colonizzatori "al denominatore" assieme a quelli dei colonizzati) in genere e per l'Unione Europea in particolare. La quale, gira gira, si è dimostrata non essere altro che una sofisticata costruzione propagandistica finalizzata a nascondere una vera e propria guerra commerciale tra Stati, vinta da quelli del blocco tedesco su quelli del mediterraneo anche proprio grazie alla cortina fumogena che ha bloccato sul nascere ogni possibile reazione di questi ultimi, ed è stata messa su e alimentata proprio dai partiti di centrosinistra (qui Fassina lo ammette, bontà sua).
Una parte di questa cortina è costituita dalla continua ripetizione, da parte dei media mainstream (compresi quelli pagati da voi), di falsità col botto come fossero verità rivelate, tra cui ad esempio la "parabola" dello Stato come buon padre di famiglia che non può spendere più di quanto incassa altrimenti indebita i figli, o il tabù che non si possa creare moneta dal nulla senza un valore reale sottostante. Ripetizione del falso fino a fargli avere valore di verità percepita che è uno dei capisaldi della propaganda: invenzione americana sfruttata per la prima volta a livello industriale dal nazifascismo, non dimentichiamolo. La verità è che se uno Stato è in deficit vuol dire che quell'anno ha dato più ai suoi sudditi di quanto ha preso da loro, se è in avanzo il contrario. L'Italia, al netto degli interessi (che peraltro non ci sarebbero se non avesse bisogno di prendere la moneta dal sistema bancario "indipendente"), è in avanzo primario praticamente dal 1992 ininterrottamente. E la verità è che Draghi da quando ha detto "whatever it takes" ha "stampato" dal nulla miliardi su miliardi di Euro per darli alle banche a interesse negativo, nell'errato (ma non erroneo, nel senso che non è credibile che non sappia queste cose) presupposto che poi le banche li usino per fare credito all'economia reale (cosa che non fanno, in quanto a partire da Clinton è sparita la distinzione tra istituti di credito e banche d'investimento, ed è più facile e conveniente comprare invece titoli e lucrare sulla differenza di tasso), e proprio in questi giorni ha detto che continuerà. Se gli stessi soldi fossero stati letteralmente regalati (ma bastava un piano monstre di assunzioni pubbliche) in mano ai cittadini europei, la crisi sarebbe stata archiviata anni fa.
Insomma, quando vogliono i soldi li trovano, o li creano. Le olimpiadi in cronaca (tra parentesi, non è vero un cacchio che Roma 2024 sarebbe stata la stessa cosa, le olimpiadi estive costano molto di più e lì gli impianti erano quasi tutti da fare mentre nel comprensorio lombardo-triveneto sono quasi tutti già esistenti), o la TAV di cui non si smette purtroppo mai di parlare lo dimostrano. Non si può solo quando bisogna darli alla gente per vivere dignitosamente quando non addirittura per sopravvivere.
In tutto questo, non può stupire che un partito che era arrivato da zero a 35 per cento in 6 anni al grido di "no tav no vax no Euro/UE" sia sceso al 17 in un anno per aver detto "forse tav si vax si euro trattiamo con UE". Mentre il furbo alleato di governo continuando invece a gridare i suoi cavalli di battaglia (anche grazie ad "acquisti" di qualità come Bagnai, che qui ad esempio ci illustra la proporzione europeisti:europei=buonisti:buoni) è salito dal 17 al 35. Tra quelli che si informano e capiscono, quelli che intuiscono, quelli che percepiscono quasi fisicamente i propri interessi, oramai la maggioranza degli elettori ha chiaro che la UE è il Nemico e chi la sostiene il Traditore (o l'Utile Idiota, se in buona fede). Per cui o la UE cambia (e non cambia perché non è interesse di una bella fetta di membri, quelli che ci si sono arricchiti, a meno che non gli si faccia capire che la pacchia è finita comunque) o muore. E chi sbaglia fronte muore con lei, anche se rappresentava potenzialmente la novità più prorompente della politica degli ultimi decenni. Morire è una delle cose che possono capitare, in guerra.

venerdì 29 marzo 2019

CHE ORA UE?

Stavolta inizio con un esempio, neanche molto originale. Hai un problema di salute e risolverlo costa una cifra che non hai (e non hai più i genitori, o li hai ma non hanno soldi a pizzo manco loro): facciamo 10mila euro. Se lo passasse tutto la mutua, sarebbero 10mila euro in più di debito pubblico. Siccome non lo passa, li devi chiedere in prestito (in banca o da Totonno 'o zozzuso poco cambia, se non che quest'ultimo è un filino più umano...), e sono 10mila euro in più di debito privato. Cosa è peggio? Quale scenario è più "civile" e dimostra che il Paese in cui vivo è socialmente avanzato e sostanzialmente democratico? Esatto. Anche a non voler fare debiti per investire, i guai accadono, e in tal caso una società giusta è quella che si divide il carico, una ingiusta è quella che lasci che pesi sugli sfortunati. Che poi, la sfiga è cieca come la fortuna, e magari prima o poi tocca pure i fanatici della UE che continuano a bersi la favoletta del debito pubblico e a votare PD.
Generalizzando, nel mondo occidentale sedicente avanzato non ci sono Paesi senza debito, ci sono Paesi con alto debito pubblico e Paesi con alto debito privato, e i secondi sono quelli che starebbero messi peggio e farebbero stare peggio i propri cittadini, se non fosse che hanno i mezzi, e li usano, per combattere da trent'anni una guerra commerciale occulta contro i primi, grazie anche ai tanti collaborazionisti consapevoli o meno, che scarica su di loro e i loro cittadini la maggior parte del peso delle crisi causate invece dalla propria dissennata gestione economica. Leggete con questo filtro tutta la costruzione UE/Euro e tutta l'infinita crisi innescata dalla bolla immobiliare americana del 2008, e vi sarà tutto chiaro, se volete. I meno pigri e più desiderosi di approfondire, invece, possono continuare la lettura.
Quello che vi hanno sempre detto negli ultimi decenni, e che continuano a dirvi i cosiddetti esperti in televisione, è che il debito pubblico si è creato per avere vissuto sopra i nostri mezzi, e quindi bisogna ripagarlo per avere il diritto di sedere ad armi pari in un consesso pacifico e foriero di sviluppo come l'UE. Falso, falso come una banconota da 23 euro. Il debito pubblico da noi è impennato per due fattori: l'aver sottratto la Banca d'Italia dal suo ruolo di prestatore di ultima istanza, proprio mentre una classe politica intera convinta di essere inattaccabile portava la corruzione a livelli fuori scala rispetto alla normale accettabilità in democrazia. La spesa pubblica fuori controllo dei craxiani e affini non avrebbe potuto da sola senza il divorzio Stato/BdI innescare la spirale, e comunque questa non solo non si è arrestata ma ha continuato ad alimentarsi quando quella stagione è finita ed è iniziata l'austerity, ormai 27 anni fa. E' infatti da allora che l'Italia è in avanzo primario, cioè al netto degli interessi sul debito pregresso il flusso di ricchezza che va dallo Stato ai cittadini è inferiore a quello opposto. Siamo i più virtuosi del mondo, ma il debito pubblico cresce. Come mai? Ma grazie alla trappola in cui ci hanno cacciati, incaprettandoci alla lobby dei banchieri come un povero bottegaio con gli usurai! Il loro obiettivo? Costringerci a trasformare il debito pubblico in privato, perché se riduco i servizi, privatizzo il privatizzabile, blocco il turnover nel pubblico impiego, faccio chiudere le PMI, eccetera eccetera, in una parola impoverisco la classe media, questa fino a che può tenta di mantenere almeno in parte il livello di vita precedente svendendo i beni eventualmente accumulati con sacrificio dalle generazioni precedenti e indebitandosi. Una guerra (lo si comincia ad ammettere esplicitamente anche negli ambienti della finanza..), con tanto di vittime, e non è una metafora.
Un esempio di che affare sia l'UE viene dalla cronaca spiccia: è di oggi il provvedimento che stabilisce l'abolizione dell'ora legale, l'anno prossimo dovremo decidere in pratica in quale fuso orario restare per sempre. Cioè, se restare per sempre in un fuso che d'estate fa giorno mentre dormiamo e fa buio relativamente presto, o in uno che d'inverno lasciamo si le luci spente un'ora in più nel pomeriggio ma dobbiamo accenderle a lungo la mattina quando ci alziamo. Il doppio cambio d'orario, per chi non lo sa o non se lo ricorda, è stato uno dei volani della trasformazione dell'Italia in potenza industriale, causando enormi risparmi nella bolletta energetica. Ma al nord Europa serve poco, perché a quelle latitudini comunque l'escursione è enorme e un'ora in più o in meno non sposta. Quindi si abolisce. Ma non solo a loro che non gli serve, anche a noi che ci servirebbe, con patetiche giustificazioni di allineamento commerciale o di ricadute circadiane sulla salute. Questa si che è una metafora: di a vantaggio di chi e a svantaggio di chi sia concepita l'Unione Europea. Non che ce ne fosse bisogno (lo confessano), ma magari questa la vedono anche i sordociechi volontari dell'europeismo ad ogni costo.
Altro esempio alquanto significativo: quante battaglie, anche su questo blog, negli anni ci hanno fatto combattere sotto le insegne della sinistra progressista contro il bavaglio alla libera informazione che tentava di imporci il "cattivone" Berlusconi? Ora che un provvedimento dai probabili effetti analoghi (basta caricare il video sbagliato o mettere il link sbagliato, e un blog come questo deve chiudere, perché incapace di sostenere anche le sole spese di un giudizio che fosse sicuramente vincente, e anzi intanto viene chiuso dagli algoritmi che ci potete scommettere i big della Rete metteranno su in tempo reale, per salvarsi il culo loro) viene imposto dai signori dell'UE, non fanno neanche un plissè (come il palo di Jannacci), anzi fanno a gara a chi la intorta meglio ("è contro i giganti del web" - si, li ammazza di solletico...) a persone che intanto vengono progressivamente rese sempre più stupide.
Intanto l'ultimo argine al ritorno al governo dei Nemici della Patria, il M5S, continua a scendere nei sondaggi e a perdere elezioni locali. L'ho già detto: non vale dire che "sono solo sondaggi" perché erano tali anche quelli in cui tenevi o crescevi, né che "sono elezioni diverse con leggi elettorali che premiano le coalizioni e noi da soli restiamo il primo partito" perché di fatto una quota di quelli che avevano creduto in loro proprio in quanto ultima speranza sono delusi dalla loro irresolutezza nel realizzare i loro obiettivi primigeni, specie in confronto a una Lega che invece proprio su quel terreno si continua a distinguere. Perché il moVimento riprenda quota, occorre che cambi rotta subito e che questo governo  duri abbastanza da consentirglielo. Entrambe cose che non è detto che succedano. Ma vista la sua natura e la sua genesi, è opportuno ricordargli "dal basso" quale dovrebbe essere questa rotta:
  • Rai - Spoil sistem spietato (come fatto da tutti gli altri fino ad ora: il fairplay bisogna poterselo permettere, e quando sei attaccato di continuo con le stesse armi con cui di solito sono i governi a deformare le posizioni delle opposizioni e non viceversa, e tu perdi consensi a vista d'occhio, non puoi permettertelo. Fabio Fazio non può impunemente continuare a spargere il verbo ultraliberista monetarista e turbomondialista come fosse il Vangelo quando ormai esso rispecchia opinioni e interessi di una parte sempre minore di italiani, non a spese (salatissime) di tutti questi ultimi: si trovasse un editore privato, e si facesse pagare uguale se ci riesce. E lui è solo l'esempio più macroscopico;
  • TG - Magari avessero dato spazio alle opposizioni così tanto, nei decenni scorsi! Il modello è quello classico del "panino": "farcire" la posizione che vuoi nascondere tra due "fette di pane" di quella che vuoi evidenziare. Ripeto, fino a ieri si faceva a favore dei governi, oggi si fa il contrario. Ad esempio, sugli accordi con la Cina (nonostante Mattarella per una volta si sia comportato a dovere, figurarsi se avesse remato contro come su altri temi...) i tanti pro (che la Cina incarni proprio quel "capitalismo sociale" che noi abbiamo inventato e perduto, che adesso stia pure all'avanguardia sui temi dell'ambiente, che l'accordo possa portare tanti soldi che viste le vacche magre imposte (ma non a tutti...) da Bruxelles hai visto mai aiutino, che il multipolarismo possa essere un fattore di miglioramento di un mondo guardacaso in guerra ed in crisi da quando è rimasto con una sola superpotenza, eccetera) sono infilati in mezzo ai pur giusti contro (che non vi ripeto per par condicio) che così sono i soli che si ricordano;
  • Moneta - Basta trattare con gli aguzzini per uno zero virgola in più! Se non si ha la forza politica per chiedere alla UE la liquidità necessaria al Paese per riassorbire la disoccupazione e rilanciare il ciclo economico, e se non te la danno uscire dall'Euro, crearsela in casa con i non pochi strumenti di sovranità monetaria rimasti: conio di monete metalliche, mini-Bot, Certificati di credito fiscale, eccetera. Quando si scoprirà che già nel medio termine il loro utilizzo il rapporto deficit/PIL lo abbassa, altro che alzarlo, si sarà strappata la maschera al Sistema, che ci tiene sotto lo scacco dell'austerity perché intende impoverirci non perché i suoi dogmi economici abbiano fondamento scientifico o empirico (sono anni che nella realtà dispiegano effetti contrari alle loro intenzioni dichiarate, facendo aumentare il suddetto rapporto anzichenò). E il governo che avrà avuto il coraggio di farlo passerà alla Storia, poi vediamo quanto valevano i sondaggi e le batoste alle amministrative...;
  • Onestà - Legge costituzionale che modifichi l'elettorato passivo: è eleggibile solo chi abbia compiuto tot anni e non abbia già ricoperto cariche elettive nazionali per tot anni. Legge ordinaria che imponga per legge la sospensione da ogni incarico agli indagati fino alla eventuale archiviazione, ai condannati fino alla conclusione dell'ultimo grado di giudizio, ai condannati in via definitiva per sempre, e stabilisca la sospensione di ogni tutela di privacy patrimoniale per chiunque svolga un incarico politico o di alta amministrazione, che deve dare ragione politicamente e pubblicamente di ogni significativo arricchimento durante la carriera elettiva.
Mentre scrivo non so ancora come si concluderà la telenovela Brexit, il ping pong è al momento sul si, rinviato a maggio, ma senza accordo con la UE nonostante la May avesse offerto in cambio della sua ratifica le proprie dimissioni. Ma anche se i nostri media ci si buttano a pesce, infarcendo ogni servizio di retorica europeista, non è lì che si decidono i destini dell'Unione Europea. Che essa sia un cadavere ambulante, infatti, lo dimostra a contrario il novissimo Asse Parigi/Berlino, accordi che infatti non vengono affatto approfonditi dagli stessi media, altrimenti dovrebbero dire che sottintendono una nuova visione geopolitica in cui la periferia dell'Unione, dopo averla massacrata per 30 anni distruggendone il tessuto industriale, viene finalmente esplicitamente tagliata fuori. Resta solo una questione da porsi: dal momento che la UE sarà comunque chiusa da chi l'ha concepita per trarne profitto, evidentemente perché non gliene rimane molto altro da trarne, conviene attivarsi (e servono giuristi, più che economisti) per lasciarla prima, perché come in amore è meglio prendere sul tempo un partner stufo di noi, o conviene aspettarne la dissoluzione, perché tanto avverrà a breve e ogni proattività è fatica sprecata? Di sicuro, farsi trovare pronti potrebbe essere un merito decisivo per qualunque governo ci riuscisse, un credito da spendere per generazioni.
E ora un po' di link, finché ce li lasceranno mettere li metto, poi scriverò senza riferimenti, tanto chi vuole se li sa cercare da sé... (ma non mi stanco di raccomandarvelo: seguiteli tutti, questi in fondo e quelli nel corpo del post, ne va della vostra "cittadinanza adulta"):
  • Fusaro, ovvero come e quanto sia oggi necessaria una nuova Internazionale socialista, e come questa possa esistere solo se si riesumano gli Stati/Nazione, vera culla e unico terreno di coltura della democrazia.
  • Blondet, ovvero un po' di numeri (di fonte europeista, si badi) su quanto abbia fruttato ad ogni tedesco e costato ad ogni italiano un ventennio di Euro.
  • Salerno Aletta, ovvero Savona - quello del piano B, si - avrebbe anche un piano per una banca europea d'investimenti pubblici a tasso agevolato. Voi ne avete sentito parlare?...
  • Becchi, ovvero chi è ripartito è grazie a deficit e debito pubblico.
  • Grazzini, ovvero il QE della BCE è fallito (ma bisogna vedere qual'era il suo vero obiettivo...), bisogna pensare all'economia reale.

domenica 27 gennaio 2019

UN GOLPE, MA MORBIDO

Ma voi lo avete capito, poi, perché hanno fatto fuori Gheddafi?
Non solo sono anni che ci propinano la loro visione del mondo, che poi è quella del capitalismo sovranazionale, come se fosse l'unica possibile e comunque l'unica "scientifica", a dispetto dell'assioma che la scienza è la patria del dubbio e ciò che lo esclude non è scienza. No, ecco che quando la gente comune dimostra (col voto) che ha smesso di credere alla loro narrazione della realtà, per quanto insistente e dominante, e poi dimostra (mantenendo il consenso al sia pur rabberciato e contraddittorio governo nonostante gli attacchi concentrici a cui lo hanno sottoposto) che proprio non ci vuole credere più, approfitta del fatto che quest'ultimo non ha la forza politica o forse solo l'habitus di bandirli da tutti i gangli del mainstream (cosa che loro invece hanno sempre fatto, qualunque posizione avesse il loro governo nel simulato continuum destra/sinistra) per continuare a disinformare in tutte le direzioni. Peggio, quando finalmente la nuova situazione politica consente che una voce discordante da quella narrazione si affacci, senza pretendere di dominare a sua volta ma semplicemente di democraticamente fare sentire un'altra campana, eccoli che subito partono in quarta blaterando di disinformazione antiscientifica: il classico bue che dice cornuto all'asino.
I fatti. L'altra sera (grazie a Freccero, si noti) finalmente una trasmissione TV parlando di signoraggio raccontava diversamente da come ve l'hanno sempre raccontata loro la politica economica e le congiunture degli ultimi decenni. Sacrilegio! Come si premettono? Ignoranti! Ecco il dominio grillo-leghista sui media! eccetera eccetera... Inutile obiettare che la suddetta gente comune lo sa benissimo, perché se lo sente nel culo e nel portafogli, chi ha ragione. E inutile rammentare che prima del dominio del monopensiero liberista e monetarista esisteva almeno un'altra scuola di pensiero economico, e visto gli sfaceli compiuti da quella dominante sarebbe proprio il caso di riaprire un confronto democratico con l'altra, nel merito. No, hanno ragione loro e gli altri sono ignoranti e in malafede, questo è il loro paradigma, e stiamo parlando di gente che si considera democratica e aperta.
Un altro esempio ce lo da la cronaca. Voi siete mai stati in Venezuela? Io no. Io non ho idea diretta di cosa vi succeda, quindi cerco di farmi un'opinione cernendo i fatti dalle opinioni altrui. C'è un presidente eletto, con maggioranza netta anche se meno del predecessore, il quale non solo aveva larghissimo consenso in patria, ma era stato ispiratore di un movimento che aveva portato la sinistra al governo in quasi tutto il sudamerica, cosa del tutto inedita e inusitata rispetto alle logiche geopolitiche imperanti, nel plauso anche di molti di quelli che oggi via social fanno eco a chi da addosso al successore. C'è un Paese ricchissimo di petrolio, al punto di poter far campare da signori tutti i suoi abitanti, ma il dominio delle multinazionali ha sempre impedito a quote significative di ricchezza di fermarsi li: il consenso popolare a Chavez deriva proprio dall'aver promesso, e poi iniziato ad attuare, di inceppare questo meccanismo. Ci sono gli USA, che da sempre appunto dominano il continente in varie modalità, tra cui spiccano quelle neocoloniali e il sostegno neanche troppo occulto a dittatori sanguinari di ogni genere: quando vai a vedere l'ultimo film di Moretti, caro il mio piddino, ricordatene, e cerca di immaginare con chi starebbe Allende oggi, e di capire che gli americani non sono cambiati, fanno sempre le stesse cose, sei solo tu che hai cambiato campo senza manco accorgertene. Quindi io non so esattamente cosa succeda laggiù, ma ho il forte sospetto che abbia ragione uno come Minà, che il sudamerica lo conosce e una volta era uno dei miti della sinistra: c'è in corso il tentativo di riappropriarsi del petrolio mettendo al governo un fantoccio. Tentativo che mira a completare la riconquista del subcontinente da parte della destra liberale, altrove, a iniziare da Argentina e Brasile, dimostratasi più semplice.
Invece, a voi raccontano che siccome Maduro (che avrà fatto i suoi errori, ma nel contesto di una strategia di strangolamento) non avrebbe più il sostegno della maggioranza della popolazione, e siccome invece c'è un altro che questo sostegno ce l'ha, bisogna indire subito nuove elezioni o riconosceremo il secondo come legittimo Presidente (praticamente un golpe che scatenerà una guerra civile, ma questo non ve lo dicono). Bene fa chi rileva allora che sarebbe da fare la stessa identica cosa in Francia, dove peraltro sono ben più accertati sia il calo dei consensi di Macron sia l'ampiezza e la profondità della protesta. E male, malissimo, fa chi dimentica che il paradigma è esattamente quello con cui si detronizzarono Saddam e Gheddafi, causando centinaia di volte più problemi di quanti si pretendeva di risolvere - a parole, perché nei fatti l'obiettivo era esattamente destabilizzare, e quindi è stato centrato, e i cazzoni siete voi che gli facevate eco nel "dalle al dittatore".
Di questo, e altro, dobbiamo dire grazie ancora una volta a chi ha confezionato una legge elettorale avvelenata dopo l'altra, con l'obiettivo riuscito di arginare il trionfo democratico che è l'affermazione del movimento 5 stelle - la prima volta incassando con una finta alleanza un premio di maggioranza che ha estromesso dal governo il partito di maggioranza relativa, la seconda costringendo quest'ultimo a contrattare ogni singola questione con un partner di governo che fino a ieri aveva condiviso la maggior parte delle storture precedenti, dalle trivelle alla TAV passando per la politica estera e il pareggio di bilancio in Costituzione.
A proposito, la vostra cara Unione Europea sta implodendo: avete sentito dell'alleanza bilaterale francotedesca? e soprattutto, avete capito cosa comporta? Le parole di Conte a Davos sono state giustamente paragonate a quelle di Wilson tra le due guerre mondiali, speriamo che il premier stia preparando, oltre ai discorsi, anche quel famoso piano B. L'Euro è al capolinea, bisogna prepararsi.

venerdì 11 gennaio 2019

VACCHE, BUFALE E SCIMMIE

Quelli che la fanno semplice (col pensiero altrui, perché col proprio la complicano proprio per camuffarne la reale inconsistenza) hanno sempre bollato Grillo e i grillini come no-vax, e ora che Beppe si arruola tra gli "anti-terrapiattisti" ne denunciano la presunta clamorosa incoerenza. Il bello è questa viene rilevata sia da chi coi no-vax ci è stato sempre, e magari pure coi terrapiattisti, e pazienza non si può pretendere da tutti un ragionamento articolato, sia da chi, ancora sostenitore di un partito che dopo aver distrutto (e venduto allo Straniero) l'Italia ha iniziato a dissolversi, passa ormai il tempo ad attaccare chi oggi tenta di ripararne i danni, accusandolo di tutto e del contrario di tutto: ad esempio, se non prende le distanze da quelli che vedono complotti dovunque (e ridicolizzano così, alla fin fine, chi denuncia i veri complotti seriamente e scientificamente) è anch'egli un complottista, se le distanze le prende invece è incoerente. Fare pace col cervello, se non col proprio destino di estinzione politica, no?
I fatti. La posizione del movimento 5 stelle sui vaccini è sempre stata più o meno questa: non contestiamo che il principio sia valido, e che molti di essi siano utili e consigliabili, ma siamo contrari alla loro imposizione massiccia per legge. Oggi Grillo, costretto a rispondere a chi lo attacca, ribadisce essenzialmente la stessa identica posizione. Ora, io al suo posto non avrei comunque messo la mia firma accanto a quella di personaggi discutibili, ma queste sono valutazioni di opportunità personale e politica e ognuno si fa le sue, avrà calcolato che il vantaggio di togliere agli avversari l'arma retorica di arruolarlo tra chi nega l'evidenza scientifica è superiore allo svantaggio di poter risultare un traditore agli occhi dei più semplici, diciamo così, dei sostenitori del movimento da lui creato. Se ha sbagliato il calcolo ne pagherà le conseguenze. Ma a chi lo segue da anni con l'attenzione critica e analitica che merita non sfugge quanto da me poc'anzi affermato, arruolandomi nella schiera dei suoi difensori senza che lui ne abbia bisogno: l'incoerenza non sussiste.
D'altronde, approcciandosi ai miei post sull'argomento con la stessa superficialità con cui si è stabilità l'identità "critica all'obbligatorietà dei vaccini = no-vax", non si fatica ad appiccicare anche al sottoscritto quest'ultima etichetta. Ma invece leggendomi con attenzione si scopre che mentre i no-vax sono anche fautori di bufale patentate come l'omeopatia, io da sempre trovo perfettamente conciliabile criticare sia chi pretende obbligare tutti a vaccinarsi per tutto sia chi pretende che il SSN paghi dei prodotti che ad un'analisi chimica non contengono che eccipienti. Guidato dal metodo scientifico, infatti, pretendo che siano delle sperimentazioni a doppio cieco, che siano libere da condizionamenti e pressioni economiche, a decidere se e quanto una cura è efficace e se e quanto invece è dannosa. Finché le autorità sanitarie sono libere da condizionamenti politici ed economici, e dove nel mondo in qualche misura lo sono ancora, cioè da noi fino a ieri e quasi dappertutto altrove ancora oggi, i vaccini obbligatori sono 3 o 4: quelli che sicuramente non fanno male, e sicuramente sono efficaci contro malattie sicuramente pericolose e a sicuro rischio di epidemia (non il morbillo, per capirci). E finché i produttori di preparati omeopatici non dimostrano che questi sono efficaci più del placebo, e per farlo accettano di sottoporli ai protocolli previsti per entrare nel prontuario (si sono sempre rifiutati: e ti credo...), chi vuole è libero di spendere quello che vuole per curarsi con acqua fresca e/o zucchero, ma non può pretendere che le sue "cure" gliele paghi la collettività. E' semplice. E Grillo ha sempre più o meno detto queste cose. Invece, chi è un paladino dell'omeopatia passata dalla mutua, secondo me quando scrive che i vaccini sono tutti veleno e sono imposti perché è tutto un magna magna rovina, e non certo aiuta, le posizioni critiche alla loro obbligatorietà indiscriminata espresse con intelligenza.
Per non passare per l'avvocato di sto cavolo, ecco che chiudo invece criticando il governo per una cosa seria: la decisione di rimandare, riportata dai TG ma poi bisogna vedere esattamente di quanto, quota 100 e reddito di cittadinanza. Se alla fine salta tutto, non dite che non l'avevo detto. O si riprende in mano, in un modo o nell'altro, la sovranità monetaria e di conseguenza la possibilità di attuare davvero la politica economica di cui gli elettori hanno dato mandato, o sono finiti il governo gialloverde, l'Italia e la democrazia.
...
P.S. Oggi è vent'anni che siamo senza De André. Lo dico in poche righe perché ovviamente invece sul web e in TV ve l'avranno fatta a pignolata, con citazioni pescate da ciascuno secondo il suo obiettivo. Tra queste, spiccano quelle sugli ultimi e i diversi, strumentalmente usate per criticare l'azione governativa sui migranti. Criticare è cosa buona e giusta, ma abusando di chi non può più fornire interpretazione autentica non è proprio correttissimo... A me piace pensare che Faber oggi sarebbe schierato con Grillo, non solo per la concittadinanza, ma non posso dimostrarlo quindi fate conto che non l'ho detto. Ma quando Faber cantava dei polacchi ai semafori aveva capito e denunciava qual'era il gioco del Capitale, e oggi che il piano di livellamento verso il basso delle retribuzioni è riuscito con l'est europeo forse canterebbe le stesse cose degli africani. Senza perdere la pietà per le persone, ovviamente, ma senza perdere di vista i processi di cui esse sono pedine. Come nel suo verso più tragicamente attuale, che spiega in una riga cos'è l'Unione Europea (perché i poeti, quelli veri, le cose le capiscono prima):
la scimmia del Quarto Reich ballava la polka sopra il muro
e noi che eravamo sotto le abbiamo visto tutti il culo

domenica 11 novembre 2018

MEGLIO LA PIZZA DI FANGO

Per chi trent'anni fa (già trenta? minchia!) si deliziava con la comicità scatenata di un gruppo di giovani attrici che avrebbero tutte, chi più chi meno, avuto una carriera adeguata a quelle premesse, rivedere La TV delle ragazze nell'edizione celebrativa, o come dicono meglio gli americani "reloaded", era quasi obbligatorio.
Era quasi altrettanto probabile, però, come in tutti i casi in cui le aspettative sono molto alte, attendersi un qualche retrogusto di delusione. Che però arriva non tanto dalla troppe altre volte sperimentata "bollitura" di artisti/e per cui celebrare le grandezze di un tempo è anche misurare le pochezze attuali, ché anzi la maggior parte delle "ragazze" di allora reggono botta al passare del tempo quando non sono migliorate (e qualcuna purtroppo ci ha persino lasciato), quanto dalla presenza sottotraccia, nella Dandini e negli altri autori quindi nel programma, di quella narrazione piddina/eurista che cristallizzandosi è passata, forse anche senza accorgersene, dal sentirsi a sinistra almeno di Berlusconi all'essere a destra dei sogni perversi della Thatcher. Con la sottotraccia che ha trovato il punto più evidente di emersione nella comparsata dell'icona Bonino, tirata per i capelli nella traccia del programma dal suo femminismo di sempre, oggi purtroppo simbolo proprio di quanto le battaglie per i diritti civili siano ormai solo la foglia di fico per la resa all'ordocapitalismo sui diritti economici e sociali. Della serie, bisogna approfittare fino in fondo del dominio sul mainstream, almeno finché il governo dimostra di non volere o sapere imporre la propria linea sul servizio pubblico come qualunque altro prima di esso ha fatto.
Per fortuna che la trasmigrazione di cui sopra è estendibile soltanto a una quota sempre decrescente di elettori, visto che gli italiani in maggioranza hanno ormai capito che il continuum destra/sinistra è ideologico cioè falso e manipolatorio, mentre la narrazione piddina/eurista è una menzogna bella e buona mirante alla spoliazione della nazione, e anche se il movimento 5 stelle svanisce (vittima degli attacchi della propaganda o della propria stessa irresolutezza, poco importa) magari votano Salvini, magari ancora più a destra, ma a loro non daranno più credito. Il punto non è quindi più se gli italiani hanno o meno mangiato la foglia capendo che razza di fregatura era l'euro e ancora di più la stessa UE, il punto oramai è se esiste ancora o meno abbastanza democrazia da lasciare che in quanto popolo sovrano decidano sul destino del loro Paese. E a giudicare da certi discorsi e da certe manovre purtroppo viene da pensare che no, che non ci faranno fare quello che vogliamo, dovessero imporci un trattamento peggiore che ai greci. L'unica nostra speranza è di avere conservato quella massa critica, che i greci non avevano, che ci consenta di reggere botta e intanto attrarre alleati diversi (per quanto non è che nelle mani degli americani o degli inglesi ci sarebbe da stare troppo tranquilli, allora magari meglio i russi) che non il blocco mitteleuropeo a guida tedesca che ha usato la suddetta narrazione per combattere e vincere una spietata guerra commerciale contro di noi mentre i nostri governanti e i nostri giornalisti ci tenevano le mani dietro la schiena.
Semmai la cosa su cui riflettere è che nei sondaggi la sfiducia verso l'UE superi di molto quella verso l'Euro, a dimostrare non, come certa stampa ha subito opportunisticamente dedotto, il persistente paraculismo degli italiani, bensì proprio purtroppo la loro persistente adesione a quello che la predetta narrazione ha fatto diventare luoghi comuni sulla moneta e il suo funzionamento. Dimostrati, ancora una volta, proprio da una delle ragazze di RaiTre, l'irrestibile Cinzia Leone impiegata dell'ufficio imposte che oggi come trent'anni fa tesse le lodi, in quanto moneta forte, della Pizza di fango del Camerun: tormentone esilarante, oggi come allora, ma che fa leva sul luogo comune che avere una moneta forte sia buono. Mentre alla domanda se avercela forte o debole non è buono o cattivo, la risposta esatta è "dipende", la regola aurea essendo che la moneta deve essere adeguata al contesto economico che la utilizza, e se non lo è in un senso o nell'altro sono sempre guai. Ragion per cui la sovranità monetaria, e la politica economica e finanziaria che ha essa tra le leve da usare, deve essere in mano alla classe politica di una nazione così come scelta dai suoi elettori perché ne faccia gli interessi e ne rispetti la volontà.
Quindi, è solo quando il progetto UE e la sua arma letale Euro sarà affossato per sempre, che si potrà di nuovo parlare di Europa dei popoli per tentare di ricostruirla partendo dagli interessi comuni delle sue genti. E' dimenticando questo, che continuiamo ad andare verso il BAAARATRO!

sabato 6 ottobre 2018

A TEMPO, DEBITO

Appetitoso, vero? Ora immaginatelo confezionato al
contrario, col pane al posto del ripieno e viceversa...
Impossibile usufruirne, giusto? Ecco: come oggi i TG!
Se il classico marziano sbarcasse in Italia oggi e per acquisire presto tutte le informazioni possibili sul contesto in cui è capitato si fidasse del giornalismo televisivo, si farebbe un'idea della situazione tale per cui poi, a leggere gli scorsi risultati elettorali e ancor di più i sondaggi, dovrebbe dedurre che o la gente è completamente pazza oppure l'informazione del mainstream è assolutamente falsa e capziosa.
Che poi lo è sempre stata, siamo d'accordo, ma oggi lo è in modo diverso. Ad esempio, continua a confezionare i panini, ma adesso con la fetta di pane in mezzo a due di ripieno. La devo spiegare? In gergo giornalistico il panino è un servizio confezionato in modo che le critiche all'azione di governo (spezzoni di interviste, citazioni, riferimenti, eccetera) vengano si in qualche modo riportate ma precedute e seguite da apparentemente neutre ma sostanzialmente elegiache (e quantitativamente maggiori) informazioni e descrizioni con tanto di ampio spazio ai leader che dicono quello che gli pare o rispondono a domande sdraiate. Lo schema è "approvata la proposta di legge tal dei tali, comporta questo e quello, l'opposizione dice che non va bene per questo e per quello, sentiamo il premier che ne dice", per la manovra appena varata sarebbe stato ad esempio, in breve: "varata la manovra comporta il 2,4% del deficit, comunque al di sotto dei parametri di Maastricht, e in controtendenza rispetto alle ultime manovre fortemente restrittive", poi qualche stralcio tagliato ad arte di dichiarazioni di esponenti piddini, poi il dovuto riferimento al monito di Mattarella sul pareggio di bilancio in Costituzione, ma subito seguito dal ricordo diretto o indiretto che c'è stato messo da poco e magari ora è il caso di toglierlo, infine ampio spazio a Conte o Di Maio o Salvini che spiegano come finalmente si torna a politiche keynesiane che peraltro se fatte bene lo sbilancio lo fanno rientrare in breve ma intanto si è rilanciata l'economia. Avete sentito niente del genere, o l'esatto contrario, con l'azione di governo spiegata in malo modo e in mezzo alle voci contrarie, anche se queste ultime oramai rappresentano un quindici per cento dell'elettorato, e in calo? Ecco (anche) perché i sondaggi sono quello che sono: più continuano in questa pratica di manipolazione mal dissimulata, più ascoltatori diventano governativi anche solo per dispetto (massimamente leghisti, per via degli argomenti a facile presa, anche quelli trattati con lo stesso paradigma controproducente, se confronti le belle parole con la realtà del tuo quartiere...), e magari smettono di seguire TG e approfondimenti perché prevenire il giramento di palle è meglio che curare.
Avviene così che certi concetti passano pian piano nel senso comune, a dispetto del fatto che a livello accademico non sono manco più studiati e a livello informativo vengono bellamente ignorati quando non demonizzati ridicolizzati distorti. C'è la democrazia? E io voto per un governo che mi promette una politica di segno opposto rispetto a quelle degli ultimi decenni che mi hanno tolto diritti sicurezza e futuro. Li pigliate per il culo, dite che sono dilettanti, razzisti, populisti, e mi terrorizzate dicendo che alla fine ci porteranno alla rovina? E io mi convinco ancora di più che ho fatto bene a votarli, e scopro in ufficio negli spogliatoi della palestra al bar per strada tanti altri che intanto si sono convinti, perché intanto alla rovina mi ci hanno portato gli altri, e se vi fanno tanto rosicare vuol dire che davvero sono pericolosi, si, ma per voi. Poi arriva l'Europa e li censura, dapprima tramite i suoi sgherri italiani, disseminati ovunque fino ai più alti scranni, poi con interviste e dichiarazioni, infine per atti ufficiali, e io capisco solo una cosa: che se esiste un livello gerarchicamente superiore al mio governo, o anche quel livello viene fuori da libere elezioni o non è legittimo, e allora delle due l'una o la democrazia c'è e allora io ho diritto a pretendere che il mio Paese faccia quello che vuole la maggioranza dei suoi elettori anche se il consiglio UE non vuole, o io non ho questo diritto e allora la democrazia non c'è.
Quel poco che c'è, se c'è, allora, passa dalle prossime elezioni europee. Come tutti sanno, tutti gli organi che contano nella a-democratica UE sono non elettivi, praticamente a nomina del direttorio bancario sovranazionale. Ma difficile che le cose possano restare come sono se i cosiddetti populisti dovessero sbancare il parlamento europeo. E anche dalle dichiarazioni odierne dei leader della maggioranza di governo italiana, si capisce che questo appuntamento costituisce un orizzonte degli eventi, oltre il quale potrebbe non essere necessario il famigerato piano B, perché sarebbe l'Europa a cambiare registro. Magari con qualche defezione, ma da parte di chi dal carrozzone attuale ha avuto lustri di vantaggi, praticamente vincendo una guerra commerciale con l'euro a tenerci fermi perché potessero malmenarci, fuori metafora distruggendo il nostro tessuto imprenditoriale e lavorativo a loro esclusivo vantaggio.
Nel frattempo, oltre al suddetto piano B, il governo probabilmente ha già in animo, e lo tiene giustamente nascosto, il ricorso a forme di espansione monetaria alternative all'emissione di Euro (che pure in moneta metallica potrebbe aver luogo liberamente, e infatti altri lo hanno già fatto, tedeschi compresi): tra tutte sono forse da preferire i certificati di credito fiscale a incasso posticipato, poniamo a due anni, che potrebbero agire senza aumentare il deficit, perché gli effetti della crescita indotta causerebbero l'aumento delle entrate fiscali prima e in misura maggiore della diminuzione che l'incasso comporta.
Magari con queste si potrebbe varare un reddito di cittadinanza vero, non questa specie di sussidio di disoccupazione rinforzato di cui la disciplina eurista ci costringe di accontentarci, lamentandosi e allarmandosi pure, dimenticando che si tratta di un istituto presente quasi ovunque altrove nell'Unione. Oppure, come sarebbe ancora meglio, un piano monstre di riqualificazione del territorio e del patrimonio edilizio paesaggistico artistico energetico con milioni di assunzioni in tutto il Paese (si, anche di extracomunitari, a sto punto da far venire con mezzi sicuri). Roba che davvero si pagherebbe da sola, rilanciando finalmente il sogno del dopoguerra.

giovedì 27 settembre 2018

B-SIDE

Lo sapevate che questa meraviglia immortale pop, splendida in
tutte le sue mille versioni, era in origine un lato B? Sapevatelo!
Un lettore giovane non può saperlo, che il termine del titolo nasce dall'industria discografica, in particolare da quando fu tecnologicamente possibile incidere i dischi in gommalacca da tutte e due le facciata, e poi si affermò definitivamente nell'era dei dischi in vinile. Nei 45 giri, infatti, si usava mettere quello che oggi si chiama "singolo" nel lato A, e un'altra canzone che si voleva spingere ma un po' meno nel lato B; da ciò deriva il significato metaforico di B-side o Lato B come cosa di secondaria importanza, spesso connessa indissolubilmente a un'altra di modo che se volevi questa ti dovevi portare appresso pure quella, come la cosiddetta "altra faccia della medaglia". Significato che non si perse quando, con l'affermarsi degli LP o 33 giri, il lato B non fu più destinato a canzoni di minore importanza, anzi, l'ascolto continuativo di molte opere del periodo d'oro della musica cosiddetta leggera portava spesso a una seconda parte in crescendo, ma niente: oramai latoB significava quello, e ce lo siamo tenuto. Il fatto, poi, che in inglese si pronunciasse come "beside", che significa "accanto", aggiunse all'alone semantico del termine un gioco di parole presto usatissimo, perché pronunciare un termine che a seconda di come lo scrivi significa cose diverse è davvero cosa allettante per chiunque ami giocare col linguaggio e la logica. Dovrà arrivare un Presidente del Consiglio un po' troppo avvezzo ad attività non riferibili fuor di metafora, a indurre i media compiacenti ad estendere il significato fino a comprendere le rotondità posteriori delle giovani donne di cui Egli amava circondarsi nei rari momenti che il suo primo e il suo secondo lavoro (premier e imprenditore, non necessariamente nell'ordine) gli lasciavano per rilassarsi.
Seconda scelta (1), rovescio della medaglia (2), accanto (3) o culo (4) che sia, il lato B ci azzecca comunque con la cronaca politica, rispettivamente:
  1. perché sarebbe stato molto meglio per il m5s governare da solo o magari con gli scampoli di sinistra (col PD no, meglio sparire, e poi tanto a quello avrebbe portato) piuttosto che con la Lega, ma non tanto per le colorite espressioni di Salvini, che quello folklore è, e peraltro in quanto tale fortemente rappresentativo di quello popolare, quanto perché alcune componenti native, in quanto tali inamovibili dal resto, di quel partito, sono intimamente berlusconiane: quelle adiacenti alla gestione del potere e tangenti (appunto) alla corruzione, quelle si totalmente incompatibili coi principi fondativi e con le stesse ragioni d'essere del grillismo (e quindi censurabili da chiunque tranne che dai piddini, che ci sguazzerebbero da dio);
  2. perché perdere consensi per il fatto di governare è fisiologico, e anzi è notevole quando si verifica in misura tutto sommato limitata come adesso per i cinquestelle, il che evidentemente anzi dimostra che l'apertura di credito nei loro confronti da parte della maggioranza dell'elettorato è solida e ha dato per scontato preventivamente che doveva per forza di cose esserci uno sfrido tra le promesse e le realizzazioni, vuoi per via dell'alleato obbligatorio, vuoi per via della sedimentazione dei problemi dovuta all'azione politica degli ultimi 30 anni, vuoi per via della permanenza di quella parte politica in tutti i centri di potere nazionali ed internazionali media compresi, e vuoi per i vincoli internazionali da altri accettati e difficili da rimuovere in modo indolore;
  3. perché mentre si percorre una strada c'è sempre una strada che ti corre accanto e tu devi essere sempre in grado di saltarci sopra se un qualche problema intralcia la tua, e questo ci porta per vie laterali al famigerato "piano B" (manco a dirlo, B) di Savona: non puoi ottenere nulla da nessuno se non hai in tasca un'alternativa al continuare a chiederglielo, neanche da tua moglie, neanche dal tuo papìno, figuraci da banchieri con mezzo metro di pelo sullo stomaco - e però, a proposito di blocco massmediologico, avete saputo che il Ministro degli Affari Europei ha già presentato all'Europa il suo piano A, quello che prevede di restare nell'UE e rafforzarla però proprio perché trasformata in senso democratico e sovranista, con la BCE prestatrice di ultima istanza per tutti gli stati membri e quindi azzeramento ipsofacto di ogni spread? E sapete cosa ciò significhi?
  4. perché alla fin fine la Storia è piena, ma piena piena, di possibilità immense risoltesi in nulla e magari dimenticate, come di increspature insignificanti che sono diventate correnti impetuose in grado di cambiarne il corso: alla fine, la componente fortuna può essere determinante, a farti diventare il Cristo dell'Amiata o quello di Nazareth, un tipo strambo protagonista di un'avventura con dei seguaci vattelapesca dove e quando piuttosto che un profeta da cui nasce una religione con miliardi di adepti e migliaia di anni di storia anche secolare e di potere.
Ripeto, e lo ripeterò finché la cronaca non mi avrà dato ragione o torto: il governo gialloverde ha un sacco di problemi, ma è il migliore da decenni, forse ora magari una informazione un po' più obiettiva gliene darà atto ma ciò nel medio/lungo termine è irrilevante, quello che conta essendo se ha il coraggio o meno di fare quello che si deve fare per raddrizzare il corso della Storia, deviando sul suo ramo cieco quell'ordoliberismo a trazione finanziaria che ha spadroneggiato per trent'anni, ridando priorità all'economia reale. Se non lo fa, ad una ad una le sue promesse si depotenzieranno, dando ragione ai detrattori. Se lo fa, e lo fa bene, anche i conti andranno a posto.
Gireremo il disco sul piatto, e sarà tutta un'altra musica. "At first I was afraid, I was petrified..."

venerdì 14 settembre 2018

DRAGHI SPUTAFUOCO

Il governatore della BCE interviene con la consueta pacatezza
per indurre all'obbedienza i vassalli che osano anche solo dire
di voler intraprendere politiche in favore dei loro sudditi che
non rispettino la linea dettata dall'Imperatore nei suoi interessi
Quando una persona che ti vuole bene ti provoca, velatamente alludendo al diradarsi dei post di argomento politico come conseguenza di un qualche grado di imbarazzo in merito all'azione di governo, cosa che peraltro sarebbe naturale in quanto un sito dichiaratamente di controinformazione si trova di suo un tantinello scomodo in posizione filogovernativa, se anche tu gliene vuoi recepisci il pungolo e gli rispondi, prima direttamente poi dimostrandolo, che statisticamente ogni anno nel periodo agostano i post tutti si diradano naturalmente e quelli politici di più, e che non rientri certo nel novero di quelli che sono passati ai cinquestelle per mancanza di alcunché di votabile a sinistra e però Salvini proprio non lo digeriscono.
Cioè, Salvini è in effetti a tratti istintivamente vomitevole, se sei di sinistra, ma se sei anche abbastanza razionale da andare oltre la prima reazione istintiva, puoi tranquillamente riuscire, magari non su tutto, e magari continuando a prendere le distanze dalle sue modalità espressive, se non a dargli ragione, almeno a comprendere quante e quali ragioni sociali ed economiche lo sostengono - e infatti ne aumentano il consenso ad ogni boutade, magari anche a danno dei cinquestelle stessi, e sicuramente fino a renderlo egemone del centrodestra in Italia per chissà quanto tempo.
Riguardo l'azione di governo, però, fermo restando quanto ho detto e ridetto più volte, e cioè che se non hanno il coraggio di avviare un confronto serrato con l'UE che miri (piano A) a una riscrittura radicale dei trattati in senso democratico e keynesiano oppure (piano B) all'uscita dell'Italia almeno dall'Eurozona (chi sa leggere i grafici veda qui cosa ha comportato) se non dall'Unione, non potranno mantenere le promesse in misura significativa, il giudizio resta complessivamente positivo per quanto articolato. E allora lo articolo in punti, certo non esaustivi, tra cui il primo aiuta a capire molti degli altri:
  1. è la prima volta a mia memoria che un governo della Repubblica si trova quasi tutta l'informazione televisiva contro (ai tempi della, poi scopertosi in gran parte recitata, contrapposizione tra pro e anti berlusconiani, avevi almeno 50 e 50, e anche con Silvio al governo avevi sempre Rai 3): se mai un qualunque giornalista avesse trattato un qualunque politico come ad esempio la Berlinguer ha trattato Di Maio, incalzandolo fino a fargli dichiarare che se salta il reddito di cittadinanza "il governo ha un grave problema", l'Italia oggi sarebbe un Paese diverso, molto più libero e ricco, e Grillo non avrebbe fondato alcun movimento politico (magari sarebbe segretario del PD...);
  2. è la prima volta a mia memoria che durante funerali di Stato i presenti fischiano l'opposizione e non il governo; la cosa fa il paio coi sondaggi complessivamente crescenti (della Lega, tanto) nonostante non passi giorno che l'azione di governo venga denigrata attaccata derisa sminuita dal mainstream: la cosa dovrebbe suggerire a chi continua a spadroneggiare in quest'ultimo, approfittando del fatto che questi a differenza di tutti gli altri prima tardano ad impadronirsene cacciando via tutti, che la cosa ha utilità decrescente man mano che la verità dei fatti si impone sulle chiacchiere, e a chi esita di fare tabula rasa che deve invece sbrigarsi perché comunque l'intreccio di interessi tra politica e giornalismo quando lo si spezza per sempre è sempre tardi;
  3. espressioni colorite pro elettorato becero a parte, è innegabile che delle due l'una: o l'Europa esiste e allora chi sbarca in Italia sbarca in Europa e poi ha diritto ad andare al suo interno dove vuole (problema migranti finito: quasi nessuno viene per restare in Italia), o chi fa entrare un clandestino se lo deve tenere e allora l'Europa non esiste e quindi manco i suoi trattati (sull'immigrazione, ma anche sulla moneta eccetera) - si tratta di un concetto talmente lampante che le pervasive e francamente oscene campagne mediatiche che insistono sull'aspetto umanitario della faccenda (che esiste, ma per rimuoverlo bisogna andare a monte, alle cause prime e seconde, e non a valle, a titillare i sensi di colpa della gente comune propagandando l'accoglienza indiscriminata) sono sempre meno efficaci nel loro palese tentativo di manipolare le coscienze, e anche se non tutti siamo filosofi marxiani, capaci di comprendere che Soros e compagni tirano le fila di un fenomeno finalizzato alla schiavizzazione progressiva di tutti gli umani tranne la ristrettissima élite di cui fanno parte, tutti possiamo capire che di tratta degli schiavi si tratta, e che bisogna disincentivarla in ogni modo e penalizzare in ogni modo schiavisti e padroni del cotone (e se arrivano con la cavalleria, lo capiremo meglio e in più numerosi);
  4. sia l'indennità di disoccupazione e reinserimento impropriamente chiamata reddito di cittadinanza (e molto molto lontana dalla versa soluzione che si chiama reddito di base, qualunque base gli si voglia dare) che la riduzione ragionata e progressiva delle aliquote impropriamente chiamata flat tax, come pure la almeno parziale neutralizzazione della riforma Fornero sulle pensioni, si possono fare AUMENTANDO IL DEFICIT, perché uno Stato sovrano ha tutto il diritto di aumentare il deficit quando vuole e quando serve, e i trattati che lo limitano a parametri arbitrari sono illegittimi e ingiusti (e tutti i parlamentari che hanno approvato la riforma costituzionale dell'articolo 81, introducendo nottetempo il pareggio di bilancio in Costituzione, nonché il PdR che ha promulgato la legge, andrebbero processati per alto tradimento, in quanto di fatto hanno limitato, precludendo l'adozione di qualsivoglia politica economica espansiva a qualunque governo futuro, l'esercizio pratico della democrazia nel Paese: non si potrebbe fare nemmeno se votassimo in massa un partito che ha questa come unica voce del programma - tra questi anche molti leghisti, Salvini se lo ricordi e se ne vergogni pubblicamente; in ogni caso è una battaglia di sinistra, quella vera contro quella finta), e perché 1000 euro di spesa in deficit orientata convenientemente genera in un paio d'anni 5000 euro di reddito e 1000 euro di maggiori entrate fiscali, azzerando il deficit: basta prevedere che le spese per investimenti vadano in un bilancio pluriennale parallelo (un Piano Quinquennale? oh, yes...), gli investimenti siano del tipo che genera reddito sul territorio (quindi le Grandi Opere sono tassativamente escluse), le tasse specialmente se abbassate vadano fatte pagare con ferocia, e si arresti con pari determinazione ogni altra maniera di fare uscire il danaro da questo circolo virtuoso (esternalizzazioni, tangenti, sommerso, eccetera) - a latere, l'idea è così "balzana" che ora la copia pari pari Macron, rampollo dell'establishment "antipopulista", voglio vedere se anche a lui lo sfottono perché è senza copertura e perché favorisce i fannulloni;
  5. se anche non si vogliono toccare i "sacri vincoli europei" (mettendo a tacere le intoccabili istituzioni mai elette da nessuno che di fatto governano questo mostro antidemocratico chiamato UE, mostrando i denti a chiunque in Europa tenti di rispettare il mandato dei propri elettori facendone l'interesse), basta emettere tutta la Moneta Fiscale che serve, cosa ancora perfettamente lecita: si tratterebbe di titoli di credito fiscale rimborsabili a tot anni (anche solo due) ma spendibili subito, che in pratica costituendo moneta positiva statale sovrana a circuito interno, consentirebbero che il giochino di cui al punto precedente si svolgesse senza alzare il deficit: quando si presentano allo Stato per essere incassati, hanno già generato maggiori entrate fiscali di pari importo - pensate, si può fare, oggi, per il ponte di Genova, i terremotati di Amatrice e quelli di L'Aquila, l'edilizia scolastica tutta, eccetera eccetera, e facendolo oggi si renderebbe evidente al popolo italiano che si poteva fare anche ieri, e chi non lo ha fatto - lasciandolo in sistemazioni precarie per anni - è da considerare senza mezzi termini un criminale;
  6. tornare a regolamentare l'apertura domenicale dei negozi, cosa ci potrebbe essere di più simbolicamente di sinistra in tema di commercio? eppure da sinistra arrivano sfottò al retrogradismo di Di Maio, calcoli sul calo occupazionale del provvedimento (che tradiscono la concezione ultracapitalista del lavoro oramai adottata innanzitutto proprio a sinistra, dove prima gli schiavi sottopagati non erano contemplabili) o peggio barricate in nome del diritto dei consumatori a quel rito (che in certi quartieri, voluti così proprio dai palazzinari amici di tutti i passati governi, è l'unico passatempo possibile, ché d'estate almeno c'è l'aria condizionata) osceno che è lo struscio nei centri commerciali.
In definitiva, per quanto non il migliore auspicabile alla vigilia (e raggiungibile solo se la maggioranza assoluta dei miei connazionali si convince a votare m5s consegnandogli un governo monocolore che non lo costringa a compromessi con nessuno), e per quanto migliorabile esso possa essere nel prossimo futuro, questo governo sta facendo discretamente bene, o perlomeno non ne ricordo di migliori, e mi fa molto piacere leggere che in questo giudizio sono in ottima compagnia, anche se temo che se non avrà il coraggio di andare fino in fondo contro l'UE - come premesso - probabilmente lo ricorderemo come un'occasione mancata, e forse l'ultima per salvare l'Italia.

mercoledì 18 luglio 2018

CAMBIARE RADICALMENTE LA UE, O USCIRNE

Mica ci ho la palla di vetro, io....!
Un amico che mi segue mi chiede una previsione sulla durata del governo "gialloverde". Volendo, avrebbe potuto estrapolarla dai miei post di anni, perché non ho cambiato idee solo perché lo schieramento che ho sostenuto è andato al governo, ma voglio stare al suo gioco, che probabilmente è quello di un sano vecchio pungolo, e rispondendo a lui chiarire la mia idea agli altri per una volta sinteticamente.
Quando i grillini accettarono di partecipare alla corsa al Campidoglio come unica squadra a schierare un cavallo vincente, mentre tutte le altre giocavano a perdere ben conoscendo le condizioni drammatiche a cui avevano ridotto la Capitale e i suoi bilanci noti e meno noti, io scrissi che avevano fatto male, che nessuno poteva fare nulla di sostanziale nel disastro romano senza avere le leve del governo nazionale in mano, al massimo poteva limitarsi a piccole, a volte significative ma sempre non decisive, operazioni di discontinuità, che però l'opposizione, che oltre al governo nazionale aveva in mano quasi tutto il mainstream, avrebbe avuto buon gioco a mettere nell'ombra del gigantesco ammontare dei problemi persistenti, peraltro quando poteva attribuendoli bugiardamente a chi li aveva trovati li, inoltre ingigantendo eventuali ulteriori magagne invece attribuibili alla nuova amministrazione.
La ragione era la stessa che sottende oggi le mie previsioni sul governo nazionale: non si può risolvere niente senza avere in mano la leva monetaria, e avere la determinazione di usarla esclusivamente per il bene comune, reprimendo e sennò punendo draconianamente ogni deriva corruttiva e tangentizia.
Ora dunque ripeto per punti quello che ho detto a governo ancora in fieri.
  1. Il governo di M5S e Lega non è l'ideale, è solo il meno peggiore di quelli possibili - ma la politica è scienza empirica, o se preferite arte del possibile, altrimenti è ideologia, tifo, autocompiacimento, tutte cose non utili a governare una comunità a qualsiasi scala.
  2. Il contratto di governo, essendo frutto di compromesso, contiene cose che piacciono a quelli come me e piacciono meno ai leghisti, e viceversa.
  3. Ma NON si può attuare, se non in parti trascurabili e pertanto facilmente sminuibili da chi ancora ha in mano il mainstream, se non prima recuperando la sovranità monetaria, e poi avendo intenzione di usare quest'ultima senza nessuna concezione alle logiche della prima e della seconda repubblica, altrimenti gli unici effetti sarebbero quelli potenzialmente negativi agitati come spauracchio. Niente reddito di cittadinanza, nemmeno in questa versione che sarebbe meglio chiamare sussidio di disoccupazione perché quello è e non un vero reddito di base, e niente flat tax, nemmeno in questa versione che sarebbe meglio chiamare semplificazione delle aliquote e accentuazione dell'attuazione della progressività attraverso le detrazioni.
  4. Queste e quasi tutte le altre cose che servono, dentro e fuori dal contratto di governo, si possono fare solo se prima si va in Europa e si dice, senza tentennamenti: abbiamo bisogno di tot milioni di euro, non dite che non potete stamparceli perché con il QE ne avete stampati a tinchitè per le banche, ce li date? Si? benissimo: abbiamo cambiato l'Unione Europea, viva l'Europa, l'Italia è salva, il governo dura. No? benissimo: lasciamo l'eurozona e se serve anche la UE, facciamo da noi (con Savona, Bagnai e Borghi), l'Italia è salva, il governo dura. Se non si va in Europa a dire questo o anche solo se si tentenna, mi spiace, ma l'Unione Europea resta l'istituzione oppressiva e reazionaria che è, l'Italia è spacciata, e il governo non arriva a Natale.
Il paradigma è lo stesso che per il tema migrazioni.
  1. I rifugiati, quelli che hanno diritto ad asilo, devono essere riconosciuti come tali prima che partono, e allora fatti viaggiare comodamente in aereo. L'ho sentito dire a Salvini stesso, mentre stimava il loro ammontare a circa il 10% del totale, il che è spannometricamente realistico.
  2. Ma il traffico degli schiavi messo su con la complicità, spiace dirlo, di organizzazioni a libro paga di soggetti che teorizzano e praticano la globalizzazione come via all'appiattimento verso il basso delle condizioni del 99% dell'umanità, quello va stroncato.
  3. Nel frattempo che non ci si riesce, il problema umanitario esiste, certo, ma delle due l'una: o l'Europa esiste e allora questi sbarcando nei nostri porti sbarcano in Europa e il problema è europeo, o questi sbarcano in Italia e allora il problema è italiano però l'Europa non esiste.
  4. Quindi, si deve andare in Europa non a mendicare l'accoglienza di quote effimere, per poi spacciare la cosa come successo diplomatico, ma a descrivere con estrema chiarezza la suddetta alternativa, pronti a uscire dall'Unione se non vuole essere tale se non quando conviene a tedeschi e affini. Di nuovo, se l'Europa accetta, abbiamo salvato l'UE, viva l'Europa, abbiamo speranze di gestire il problema migratorio (mirando alle cause, s'intende), e il governo dura. Se rifiuta, lasciamo l'UE, gestiamo quello che possiamo, e il governo dura anche se spinto ancora più a destra ma nel pieno consenso popolare. Se tentenniamo, l'UE continua a mollarci la maggior parte delle grane, e il governo non arriva a Natale, anche sotto le bordate di umanitarismo spicciolo di un mainstream in perfetta malafede.
Ancora più in sintesi, quindi: c'è un futuro, non solo per questo governo ma direi per l'Italia, solo fuori da questa UE, cioè uscendo dalla Unione o minacciando di farlo così credibilmente che l'Unione per sopravvivere cambia radicalmente.

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