domenica 21 giugno 2026

Risvegliati da un Pizzighettone

Una stagione in vetta, finale playoff persa davanti a oltre 6mila tifosi, un miracolo in quarta serie, da un avversario superiore, un raggruppamento tra le tre perdenti le finali perso x quoziente canestri per aver vinto contro la più forte ma perso contro la squadra di un paese che non ci arriva, a seimila abitanti. Questo è l'ultimo capitolo della storia maledetta della Viola Reggio Calabria, qui la cronaca: https://www.strettoweb.com/2026/06/triangolare-promozione-viola-siena-diretta-risultato-cronaca-tabellino/2103861/

Scrivo da cellulare, non ho resistito. La Fenice risorgerà anche stavolta.

venerdì 12 giugno 2026

VECCHI VIZI

Non mi piace andare in palestra: preferisco qualsiasi attività si svolga all’aria aperta. Ma arrivati alla mia età bisogna accettare di fare anche qualcosa che non ti piace se è il prezzo da pagare per rinviare ancora di qualche anno il momento in cui ti restano solo le passeggiate a guardare i cantieri, specie se ancora ti ostini a praticare (e per come ti riesce, che non è esattamente come ti riusciva anche solo qualche anno fa…) uno sport invalidante per le articolazioni i tendini e la colonna vertebrale come il tennis. Così, ho scelto una di quelle palestre dove puoi andare a qualsiasi ora anche di domenica a 20 euro al mese o poco più, così posso andarci il meno possibile (ma un paio di volte la settimana l’ortopedico mi ci ha obbligato) senza rimpiangere l’investimento sprecato.

Nelle palestre a un certo punto sono comparsi i televisori, e stanno ancora li ma oramai li potrebbero spegnere: ovunque ti giri, c’è qualcuno che armeggia col telefonino, nella migliore delle ipotesi a consultare la scheda di allenamento (ma non te la ricordi dopo la terza volta che la fai? l’abuso di tecnologia ti ha già finito di atrofizzare le capacità mnemoniche elementari?) e poi giù giù fino alla chat o alla telefonata passando per la playlist in cuffia. Col risultato, tra parentesi, che ciascuno occupa ogni attrezzo per un tempo che è quello dell’era pretelefoninica moltiplicato per un fattore peraltro crescente. Finendo, come dice la cronaca, per accoltellarsi. Solo noi boomer lo smartphone lo lasciamo nell’armadietto, e allora per passare il tempo mentre facciamo la cyclette per scaldarci o cardio sul tapis guardiamo gli schermi e ascoltiamo. E talvolta il fatto che la radio/TV la guardiamo in pochi arriva addirittura a consolarmi. Perché la dose di falsa coscienza che passa per radio somiglia tanto a quella che passa ordinariamente dalla TV, da cui però ce lo aspettiamo.

Mi spiego meglio. La palestra è sintonizzata fissa sul canale televisivo di una nota radio, a cui è probabilmente legata da una qualche partnership, che inframezza i tanti programmi musicali con alcuni di pseudoinformazione. Qui, la sintassi è quella nota, figlia della lezione di Goebbels: ripeti una bugia col tono con cui si dicono le cose scontate, fallo tante volte, e diventerà una verità. Per capirci, l'altro giorno ci ho sentito cianciare uno (con un soprannome ingannevole, che dà l'idea che stia dalla parte della ggente) di centrali nucleari di nuova generazione, varate com'è noto dal governo cavalcando la crisi energetica conseguente la guerra in medio Oriente, e in spregio a una saggia volontà popolare a suo tempo espressa, con un tono che se non gli dai ragione sei un deficiente, un terrapiattista, uno che fosse per lui si tornerebbe all'età della pietra o peggio, la madre di tutte le giustificazioni, uno che allora se ragioniamo così non facciamo mai niente.

Ora, ammesso e non concesso che davvero queste nuove "centraline" non hanno il problemino delle scorie e nemmeno quello dei possibili incidenti, che essendo a fissione si stenta a crederci, il fatto che il problema energetico ce lo abbiamo adesso mentre queste fantomatiche centrali quand'anche si risolvesse d'incanto il problema di dove metterle (quante ne servirebbero, poi...) in un territorio come l'Italia peraltro abitato dai campioni del mondo del NIMBY (Not In My Back Yard, non nel cortile di casa mia), e meno male direi, e si iniziassero a costruire domani, il primo chilovattora ce lo renderebbero tra una quindicina d'anni, e chissà a che prezzo. Ma non è questo il punto.

Il punto è, anzi i punti sono due:

  1. come mai una radio (semi)libera si distingue per questa diciamo così linea editoriale?
  2. se non è vero che siamo per non fare mai niente, anzi abbiamo in mente un sacco di cose che si dovrebbero fare e vorremmo si facessero, come si distingue un investimento inutile e dannoso da uno utile e proficuo?

Il vecchio vizio della dietrologia ci aiuta nella prima risposta: l'editore di quella radio è dichiaratamente governativo anzi ha proprio una carriera politica se pur non di primo piano, basta cercare su Wikipedia. E, si badi bene, il paradigma funziona anche quando parliamo dell'altra parte politica, sia al governo o meno. E il corollario è: nel mondo dell'informazione, è molto meglio quella dichiaratamente schierata con tanto di etichetta (tipo Rai 1 2 e 3 di una volta, per capirci) che quella che per capire da che parte sta te lo devi cercare tu e intanto lei si presenta come neutrale, anzi "dalla parte del cittadino".

Per la seconda ci aiuta un altro vizio, tra l'altro etichettato in modo falso: se musicista è chi fa musica, perché complottista non è chi fa i complotti, ma chi li denuncia? Comunque, il test è semplice: più lo sfrido tra quanto costa e quanto di quello che costa resta nel territorio come reddito e come utilità è alto, più è probabile che siamo di fronte a un investimento motivato da voglie di tangenti e/o di carriera politica più che da reale necessità popolare. E guarda caso gli uni sono benedetti e/o finanziati dai padroni del vapore in UE, mentre per gli altri torna in auge l'adagio "non ci sono i soldi". Non ce n'è per risanare il territorio (tanto possiamo dare la colpa al cambiamento climatico) rendere tutte le case antisismiche riqualificare gli acquedotti assumere giovani nel settore pubblico eccetera, ma si trovano per il ponte sullo Stretto le ciclabili intasa traffico le TAV anche dove sono inutili eccetera. E le centrali nucleari. Che manco gli puoi augurare che gliene esploda una sotto il culo, che sarebbero guai anche a distanza...

sabato 6 giugno 2026

ANCORA SULL'AI, IA IN ITALIANO

Pasbas ha preso l'abitudine di usare WhatsApp come fosse un blog, scrivendo post lunghissimi e però faticosi da leggere sul telefonino. Io che data l'età faccio ancora più fatica, e che continuo a pensare che un blog sia un posto più degno per riflessioni che debbano essere meno che evanescenti, ve li riporto pari pari qui, tanto ho un suo consenso generico, e sto comunque attento a evitargli ed evitargli denunce, che né io né lui abbiamo soldi per avvocati.

Per questo ho troncato la prima parte del post, quella in cui parla di una nota azienda informatica e del suo modus operandi, tra le altre cose corruttore della PA, tanto sono cose arcinote a noi smanettoni e allo stesso tempo impermeabili alla mente dell'utente comune, che vede solo il risparmio di fatica e accetta entusiasticamente qualsiasi innovazione lo comporti. Tenere tutto sul cloud? vuoi mettere rispetto ai faticosi e lunghi backup su supporti fisici, che costano pure e si rompono eccetera? tanto se ti scordi la password te la fanno reimpostare, e mai che l'evento ti evochi uno scenario in cui non è che te la sei scordata non funziona più e tu capisci che i dati che credevi tuoi erano del padrone del cloud, che per qualsiasi ragione può tagliarti fuori (che so, obbedendo a una direttiva politica di tagliare fuori dal mondo chi stacca i tappini dalle bottiglie di plastica, l'ho detta assurda apposta...), senza parlare di possibili disastri in un posto del mondo dove nemmeno sapevi che c'era in pratica tutta la tua vita. Infatti, come dice Pasbas....

I data center che supportano l’IA richiedono un consumo di elettricità che rappresenta un salto rispetto alla tradizionale architettura della rete, con conseguenti emissioni di CO2. Nel modello cinese si utilizza solo energia rinnovabile, chip GPU basati su tecnologia tri dimensionale che richiedono molta meno energia. I data center sono posizionati in zone desertiche o comunque disabitate nell'ovest Cina, non usano risorse idriche urbane. Altro elemento il Governo punta a sviluppare mini centrali nucleari a fusione non pericolose né inquinanti. I data center sono in zone disabitate e tutta l'attività di training (che consuma una bassa porzione dell'energia modello USA) avviene in quelle strutture, la parte di controllo invece (a consumo molto più basso) nelle città dell'est tecnologiche come Shenzhen. In pratica il modello energivoro e spaccone dei tycoon USA (...e getta nella monnezza della storia) è centrato sul potere centralizzato e sulle armi, quello cinese sul miglioramento del tenore di vita del popolo. Non credo sia irrilevante.

Che mi trovo, cito e linko un bellissimo articolo che un altro amico, Nino Mallamaci, che invece usa WhatsApp a mo' di newsletter delle tante attività pubblicistiche e letterarie a cui lavora per godersi appieno la pensione (la mia è tutta invidia, tra pochi anni lo imiterò), ha scritto sull'argomento, ma con taglio sulle questioni neuropsicologiche e cognitive, su Byte. Buona lettura.

sabato 30 maggio 2026

TU VUOI L'AMERIKA

Mentre la cronaca recita di accordi di pace sicuro si ma forse ancora no e chissà come articolati salvo che in ogni caso lasceranno al suo posto il regime che troppi patrioti speravano crollasse sotto i bombardamenti nemici (una cosa che è successa solo in Italia, ma rasa al suolo e occupata via terra), urge dotarsi di chiavi di lettura che dalla cronaca prescindano, per inquadrare il tutto appunto nella linea di eventi che parte proprio dalla seconda guerra mondiale fino ad includere questa terza che come disse qualcuno piuttosto in alto stiamo combattendo a pezzi.

Pasbas mi ha mandato questa riflessione che vi cito pari pari, poi ne parliamo.

Riflettendo su guerre, neocolonialismo, imperialismo, massacri e genocidi, credo che noi facciamo un errore fondamentale nell'analisi storica delle guerre usa dal dopoguerra ad oggi. Analizzando gli eventi sotto il puro profilo militare noi, come tanti altri interessati a storia e politica, abbiamo più volte affermato (non in modo immotivato) che gli usa dalla Corea in poi hanno perso tutte le guerre che hanno provocato, ergo sono in effetti dei perdenti. Guardando però gli stessi eventi da una prospettiva politica si intuisce qual è il vero obiettivo di queste assurde guerre che a cadenza ormai mensile insanguinano il mondo: l'obiettivo vero non è tanto la vittoria e la sottomissione dei popoli non allineati quanto piuttosto la completa destabilizzazione di intere aree del mondo. Con questa politica i kriminali a stelle e strisce cercano di creare instabilità, precarietà e vuoti di potere che consentano loro il furto di materie prime e altri beni essenziali per mantenere uno stile di vita molto al di sopra della loro reale capacità economica. Quindi il sistematico genocidio dei popoli autoctoni è solo uno degli strumenti utilizzati per creare il caos assoluto in zone chiave del mondo. L'esecutore più zelante di questa strategia è l'entità sionista, e sono gli usa a dettare l'agenda politica dei fascio-sionisti nel laboratorio palestinese ed in tutta l'Asia occidentale.

Come vedete, al di là se uno poi decide di aderirvi totalmente o meno, è una visione che "apre l'angolo", prestandosi a spiegare cose che seguendo percorsi di ragionamento più razionali sembrano inspiegabili. Tipo com'è che a un Presidente gli danno il Nobel per la pace e poi stabilisce il record di scenari di guerra inaugurati, com'è che un altro dipinto come il demonio alterna spiragli di pace e recrudescenze in scenari di guerra propri e altrui senza apparente logica, e così via, in un continuum che parte da Pearl Harbour passa da Hiroshima e Nagasaki e poi per il parallelo 38, il golfo del Tonchino, Pinochet e il sudamerica tutto, Ustica e simili, my name is Cocciolone, i balcani, le Torri gemelle, le armi chimiche di Saddam, le rivoluzioni colorate, il golpe in Ucraina, l'esistenza stessa di Israele e tutta la sua storia, per finire col nucleare di Teheran, in un elenco che è impossibile stilare esaustivo nemmeno con tutta la calma figurarsi citando a memoria, e in cui ci fosse una cosa una che è come sembra e soprattutto come ce la raccontano.

Per cui mai come ora occorre la cosiddetta "intelligenza laterale" per avere qualche speranza non dico di capirci qualcosa bene ma almeno di farsi fregare il meno possibile.

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