domenica 25 luglio 2021

DAL VOSTRO INVIATO

Ma dimmi tu se a un anziano comunista doveva toccare di sperare che sia un voltagabbana acchiappaconsensi (è per questo che fa il razzista quando lo fa, come per tutti gli altri ruoli che indossa) come Salvini a moderare gli aspetti peggiori del Green Pass o del DDL Zan! Eppure, con le proprie istanze oramai escluse da ogni rappresentanza parlamentare, dopo anni che era sembrato che addirittura tornassero in auge grazie al m5s (quei traditori!), davvero non c'è altro da sperare - o credete davvero che raccogliere 50mila firme con una petizione online o raccogliersi in poche migliaia in piazza possa servire a qualcosa?

Certo, firmiamo l'appello di milleavvocati.it, e vediamoci in piazza del Popolo il 24 luglio alle 17.30 con gli "stopdittatura" (vedi in fondo - niente versetti covidici stavolta - il videoreportage originale girato di persona personalmente) o il 28 luglio alle 20 all'evento organizzato dal Comitato Libera Scelta di Armando Siri (altro leghista, peraltro convinto sostenitore della flat tax: nelle guerre civili davvero non sai chi ti trovi come alleato...), ma intanto prepariamoci privatamente al peggio: è ormai talmente evidente quali erano gli obiettivi dell'oligarchia mondialista ben prima che si risolvesse a usare il virus del raffreddore come arma finale, e la loro feroce determinazione e enorme sapienza nell'utilizzo degli strumenti della propaganda, che è illusorio pensare che si fermino da soli o davanti ad ostacoli come questi. No, in questi casi l'unica strategia possibile è l'ancestrale, e ben noto a noi terroni, "calati juncu ca passa la china": a piena passata, se grazie a questa strategia saremo ancora vivi, ci guarderemo attorno e vedremo chi c'è ancora. Non certo i milioni di plurivaccinati, che non hanno capito che quello che gli iniettano è esattamente ciò che li renderà più vulnerabili allo "snap di Thanos", e non avranno il tempo di capirlo mentre lui prepara le dita.

Noi invece la colletta da 18 mesi per
questo losco figuro e i suoi sodali la
facciamo già: si chiama canone Rai.
Non c'è speranza perché la narrazione falsa e liberticida è stata imposta con tale sapienza che l'hanno accolta quasi tutti, ognuno di noi sempre più pochi resistenti (dopo la vile reprimenda di Draghi, che in un mondo normale doveva avere come unica conseguenza le sue dimissioni e la cacciata con onta dalla vita pubblica, un altro fiotto di resistenti si è accalcato per la punturina - vile e illogica: se i vaccini funzionano, i non vaccinati possono contagiarsi solo tra di loro, e se non è così i vaccini non funzionano) è letteralmente circondato di amici e parenti che reputa(va) intelligenti e colti che invece, come zombi, ripetono la canzoncina e danno il loro consenso convinto al regime in costruzione. Uno di questi, ad esempio, era tutto fiero della battuta postata su faccialibro "Che poi gli va anche bene, che chiedano di esibire solo un QR. Che se gli chiedessero anche il QI…", senza nemmeno accorgersi che tacciare chi non la pensa come te di scarsa intelligenza è non solo infame, è anche segno di scarsa intelligenza. Un altro invece si è inventato, o ha solo riportato vallo a sapere, un pistolotto in cui si paragona chi non vuole vaccinarsi a chi non vuole i semafori, senza nemmeno accorgersi che così dà valore di verità elementare a qualcosa che chi l'ha prodotto non se la sente di dargliela, al punto che ha preteso dagli Stati la liberatoria di responsabilità sennò non gli vendeva niente, e gli Stati la pretendono dai cittadini come per un intervento chirurgico, con in più i mezzucci per farti operare per forza senza nemmeno avere il coraggio di obbligarti assumendosene la responsabilità. Amici miei, vi vju e vi chiangiu (letteralmente "vi vedo e vi piango": come nella famosa scena del Poseidon i pochi che seguono il prete verso l'unica strada logica per la salvezza ai tanti che scelgono di restare con gli ottusi responsabili della nave che affonda).

"... e poi la pandemia è rallentata grazie ai vaccini,
e comunque coi vaccini i sintomi sono meno gravi"
Tra di essi, i peggiori sono quelli di sinistra, che per continuare a sentirsi tali mentre plaudono alle retate in fieri si lasciano sedurre da finte battaglie ideologiche come quella sulla libertà di identità sessuale, che in pieno stile di regime col DDL Zan si trasformerebbe da libertà di essere come si vuole a divieto di pensarla se non come vogliono loro, con tanto di sanzioni penali e propaganda nelle scuole (e morte dello sport femminile, se passa questa assurda linea nonostante sia giustamente stigmatizzata da una fiera pioniera delle lesbiche come Martina Navratilova). E non trovano nemmeno un po' strano essere orgogliosi di un governo guidato da un tecnocrate monetarista, da anni impegnato nella costruzione di un sistema oligarchico e liberticida, che sta usando e userà sempre di più e con minori remore il grimaldello dei fondi europei al solo scopo di ultimare la distruzione degli ultimi scampoli di quella società libera e inclusiva per cui essi stessi sfilavano fino a qualche anno fa ("chi non salta Berlusconi è") e per cui i loro avi hanno lottato per decenni. Se ne accorgeranno, forse, quando l'ineffabile UE presenterà il conto da pagare e gli toglieranno il lavoro, la casa e i risparmi. Dico forse non perché speri in una recrudescenza di intelligenza e consapevolezza, ma perché non è detto che ci arriveranno vivi: i vaccini di certo (per loro stessa ammissione) non contengono niente in grado di combattere il covid, ma forse invece contengono qualcosa in grado di rendere più vulnerabili a qualcos'altro, che poi chiameranno variante e una lettera greca qualsiasi, e diranno che l'hanno messa in giro i non vaccinati. Anche se rimaniamo in quattro gatti...


lunedì 19 luglio 2021

RADIOCIXD 43 - DISCANTO

In questo album è contenuta la mia canzone preferita di tutto il repertorio di Ivano Fossati (pieno zeppo di capolavori, dunque e già è tanto averne una così decisamente), che peraltro è diventata di sinistra attualità. Per questa ragione, diversamente dal solito, non seguirò il canovaccio "cappello e commenti traccia per traccia" nel recensire il disco, ma inizio parlando di un brano, appunto questo Lunario di settembre

Ho cominciato a frequentare il trentino perché in quell'Italia degli anni 80 anche un ragazzo neolaureato, coi genitori separati e comunque non danarosi, che si campava facendo il dattilografo, poteva permettersi la settimana bianca. Quando nel 1997 per un concorso vinto dovetti scegliere la regione di destinazione tra quelle del Nord, di vacanze sulla neve ne avevo fatte una dozzina, e mi ero già innamorato del Trentino, così la decisione non fu difficile. In particolare, quando nel 1990 uscì questo disco, io ero già stato molte volte a Nogaredo, e in particolare a mangiare e (soprattutto) bere in un locale nella piazza centrale che si chiamava Le Strie, e ho scoperto che c'è ancora, dove ti raccontavano - affascinandoti - la storia delle donne per cui il paese era anche noto come "Nogaredo delle strie", delle streghe per chi non l'avesse ancora capito. Ragion per cui l'ascolto di questo brano mi colpì non dico come fossi un autoctono, ma giù di li.

La canzone ha una struttura complessa: in una ritmica cadenzata e incalzante, introdotta da un incipit abbastanza ad effetto (che non vi dico per non rovinare la sorpresa a chi non la conoscesse), il cui testo è in pratica la lettura (appena adattata per ragioni di metrica) degli atti del processo alle streghe di Nogaredo del 1647, si incastona a un certo punto una poesia (peraltro contemporanea e scritta da una donna) che sembra non entrarci niente, mentre la ritmica si ferma e una nuova linea melodica sottolinea il cambiamento, alludendo forse all'amore impossibile e negato tra uno degli inquisitori e una delle processate (ma certo anche a ogni tragedia implicata dal "non amore"). Finito l'inserto, un effetto analogo all'incipit ma ancora più inatteso ci precipita alla fine della lettura degli atti. Il risultato complessivo è una meraviglia di tale fulgore che oscura gli altri brani dell'album, nonostante alcuni siano di quell'altissimo livello che ha caratterizzato tutta la produzione fossatiana di quel periodo. Ve li elenco, coi link e qualche commento, e poi vi lascio al video di lunario:

  1. Lusitania - Un attacco micidiale, e un brano che dovrebbe essere adottato, ammesso che non lo sia stato, dall'Ente turismo del Portogallo, tanto ti fa venire voglia di andarci, in quella terra poi non così lontana (in tutti i sensi) a prendere il vento dell'oceano in faccia;
  2. Discanto - Che non è il contrario del canto, o un parente del disincanto. E' quello di cui "si vive, e di tant'altro ancora che inseguiamo come i cani, respirando dal naso, per finire invece ancora sorridenti, ancora abbaianti di un dolore a caso";
  3. Piumetta;
  4. Lunario di settembre (il processo di Nogaredo) - vedi sopra e sotto;
  5. Italiani d'Argentina - che con Argentina di Guccini compone un gioco di punti di vista a darci una immagine tridimensionale di un posto che per noi è a volte come una specie di macchina del tempo;
  6. Passalento;
  7. Confessione di Alonso Chisciano - Che poi sarebbe Don Chisciotte, cui dà voce, poeticamente, la stessa Lamberti Bocconi di lunario;
  8. Unica rosa;
  9. Albertina.- "perché a vivere so come si fa", e non ho abbastanza orecchio ma scommetterei che "si fa" le canta su un si e un fa.

Ma torniamo alle streghe, e alla loro attualità. Se fate un rapido sondaggio al volo per strada, troverete confermato il luogo comune che associa la "caccia alle streghe" al medioevo, i cosiddetti secoli bui, che forse è anche vostro. Niente di più sbagliato: per quanto il concetto di "strega" come personificazione del male cui addossare le colpe dei guai della società sia vecchio quanto l'umanità e presente in ogni civiltà e ogni tempo, il fenomeno di massa che prende questo nome è eminentemente moderno. E' dal 1450 al 1750, infatti, che si concentrano la maggior parte delle oltre 100mila vittime di questa assurda persecuzione, che aveva come oggetto persone variamente non allineate, spesso donne (ma non solo donne). Guaritrici, levatrici, artigiane, insomma donne che pretendevano di mantenere una certa autonomia, magari vedove con figli sulle cui proprietà avevano messo gli occhi vicini invidiosi o avidi, in questo il processo di Nogaredo è esemplare e non a caso la canzone si chiude col verso "i beni delle donne, confiscati", con un tasto basso di piano a fare da punto.

Gli è che con la globalizzazione seguente alla scoperta dell'America e all'invenzione della stampa da un lato, e con le guerre di religione esplose a seguito di Riforma e Controriforma dall'altro, la società rispetto ai secoli precedenti era cambiata profondamente quanto repentinamente, e in questi casi la paura domina, e in essa la delazione e la persecuzione degli innocenti proliferano. Vi ricorda qualcosa? A me, purtroppo, si. 

lunedì 12 luglio 2021

CAPPONI PUNTURATI E NON - VERSETTI COVIDICI 85-89

Ma chi ha la mascherina è più coglione o più furbo?
La domenica londinese dell'Italia vincente - si, anche chi ha perso "con onore" -  ha già troppi cantori, mi perdonerete se mi tiro fuori (sono fatto così: avessimo avuto meno culo, forse avrei scritto un post di elogio degli sconfitti tutti). Ma siccome al TG scorrono le immagini delle feste per strada, e siccome già i virologi e gli immunologi si affrettano a calcolare le conseguenze degli assembramenti sulla curva dei contagi, non dribblo l'occasione di parlare della cosa.

Wimbledon 2020 non si è giocato: gli organizzatori avevano previdentemente stipulato una polizza che li ha risarciti abbondantemente. Wimbledon 2021 si, e il pubblico si è assiepato sugli spalti, senza mascherine (come a Wembley, ma a Tokyo per le Olimpiadi non ci sarà pubblico: bah...), e... in Gran Bretagna ci sono 25mila nuovi casi al giorno di "variante Delta", e tanti morti, quasi tutti già vaccinati con due dosi. Stessa cosa, anzi peggio, succede in Israele. Eppure, non una voce si leva nel mainstream a dire "fermate la campagna vaccinale, oltre che potenzialmente pericolosa si è ormai dimostrata francamente inutile", come sarebbe semplicemente logico (e come è implicitamente ammesso nelle direttive ufficiali, che vengono diramate acriticamente persino da chi dovrebbe per ragione sociale difendere i cittadini). No, invece è tutto un affannarsi a teorizzare, senza alcuna possibilità di dimostrazione, che sarebbero proprio i vaccini a limitare i danni, sia dei contagi (già arbitrario) che della gravità (autentica supercazzola carpiata con doppio avvitamento: un vaccino che ti ammali lo stesso ma ti fa meno male, della serie ormai vi bevete tutto...), quindi via con la terza dose eccetera. Inoltre, attenzione!, già si dice in giro che sono i non vaccinati a causare la diffusione della variante che colpisce i vaccinati, una cosa talmente assurda che non fa ridere nemmeno come battuta, eppure ripeto c'è già chi la dice sul serio, e potete stare certi che sarà usata per la caccia all'ultimo degli imboscati (con tanto di sorveglianza di massa e se non basta invito alla delazione) che si scatenerà nell'autunno, quando i contagi naturalmente (con l'autunno, come oggi in Brasile e in Australia) riaumenteranno.

Screenshot dal sito di Diego Fusaro
Goebbels diceva più o meno "ripeti abbastanza a lungo e senza contraddittorio una menzogna ed essa diventerà la verità", ed eccoci già ben oltre questo assioma della propaganda: la gente per strada (o al bar, con la museruola indossata all'ingresso e abbassata due passi dopo al bancone) chiacchiera di quale vaccino ha fatto, e quali inconvenienti ha riportato, o farà. Sono convinti, pooracci, che col vaccino e il relativo green pass potranno riprendere la vita di prima, viaggi compresi (anche se Di Caprio ogni sera in TV li avverte del contrario, mentre li invita a dare fondo ai risparmi per comprare una macchina più piccola più cara e che fa molta meno strada del loro vecchio diesel). Ma i cosiddetti vaccini (l'appellativo - non mi stanco di ripeterlo - è utilizzato impropriamente, al solo scopo di saltare la sperimentazione precoce, di un siero genetico dalle conseguenze incalcolabili, e farla diretta su cavie consenzienti) invece non solo hanno una serie di conseguenze gravi e letali nettamente superiori ai benefici dimostrati, ma stanno impedendo a questo coronavirus di diventare rapidamente endemico (e sostanzialmente innocuo, per chi non ha altri problemi) come hanno fatto tutti i suoi predecessori anche gravi, spagnola compresa. Ora, so che i vaccinati non mi leggono e se iniziano a leggermi a sto punto mi hanno già mollato in quanto "negazionista" e antisociale, ma mi piacerebbe invece che ce ne fossero e tanti, per chiedergli muso a muso: quando ci saranno i primi morti da variante nonostante due dosi, e magari saranno vostri cari, vi consolerà molto poter attribuire la colpa, aderendo alla menzogna ufficiale, ai pochi resistenti di oggi? O finalmente anche voi prenderete atto della vostra (covid)iozia e maledirete voi stessi per aver creduto a dei criminali che vi hanno indotto a fare del vostro sistema immunitario un OGM per poter meglio attuare i loro progetti eugenetici, rivolgendo finalmente la vostra rabbia contro di loro?

Intanto è accaduta un'altra cosa che, se ve l'avessero raccontata, avrebbe aiutato a capire con chi abbiamo a che fare. La gestione della pandemia è stata criminale in tutto il mondo, ma come sempre in Italia ci segnaliamo in peggio. Mentre varava il green pass, il marchio di pura razza ariana a cui subordinano la libertà individuale (non solo di circolazione), di fatto sopprimendola in quanto diritto inalienabile, l'Europa giustamente si preoccupava di mantenerla almeno di diritto, come dicono a Oxford per pararsi il culo. Ebbene, siccome i politici nostrani come quello ci hanno la faccia, si sono dimenticati di tradurre il capoverso in cui si vieta esplicitamente di discriminare in alcun modo le persone che scelgono di non vaccinarsi, che quindi mancava nella versione italiana. Nello screenshot qui sotto la pagina della Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea su cui sono stati costretti, dopo meritorie segnalazioni, a rettificare il misfatto.

85. Lisbona: solo 152 morti Covid accertate su 17.000 dichiarate. E se si decidesse di fare bene i conti, la proporzione sarebbe questa in tutto il mondo. E si potrebbe processare in una nuova Norimberga tutti i burattinai della pandemia e i troppi loro collaborazionisti. Intanto, la magistratura italiana ha sancito l'illegittimità dell'emergenza sanitaria...

86. Il "virus" e il "vaccino" - Le fosse comuni delle notizie. Avrete sentito anche voi delle fosse comuni scoperte in Canada, con dentro migliaia di piccoli pellerossa non sopravvissuti alla cristianizzazione forzata? Si, cent'anni dopo la dicono la verità (ammesso che sia quella), tanto ormai il pubblico è incapace del semplice collegamento logico che basterebbe a chiedersi: cosa sta finendo nelle fosse comuni oggi, e sarà rivelato tra cent'anni? Ebbene, Grimaldi ce lo dice, finché c'è. Infatti Assange, ad esempio, non c'è. E a leggere che i "vaccini" erano pronti prima che si sapesse in giro del covid19 siamo i soliti quattro gatti...

87. Per Bassetti finanziamenti e viaggi da Big Pharma. Ad esempio, la deduzione logica che tutti questi personaggi che hanno partecipato e partecipano all'organizzazione di questo complotto contro l'umanità per mezzo di oggetti comuni e ricorrenti come i virus influenzali se non sono imbecilli sono ben remunerati, che per anni se la fate è meglio che ve la tenete per voi se no vi marchiano "complottista", poi pian piano comincia a trovare le sue dimostrazioni. Come i crimini del nazifascismo, esatto: quando saranno svelati tutti si diranno "da sempre anti", e per voi sarà solo una magra consolazione da coltivare nel vostro intimo.

88. Resistere o fuggire? A chi mi chiede perché continuo a sputare le mie verità controvento, rispondo consigliando la lettura di questo breve post, che illustra con un esempio pescato nella dittatura argentina degli anni 70 l'eterna alternativa che si dipana davanti agli oppositori di ogni regime, specie se isolati. E risponde al quesito su quale sia la più utile, nel modo più ovvio ma non per questo più scontato: entrambe.

89. Nausea terminale, di fronte all’Impero della Menzogna. Di questo post che vi cito da ultimo per invitarvi a leggerlo tutto con attenzione, non essendo facile da sintetizzare riporto un passo: "prima di inventarsi qualsiasi incresciosa Green Card, bisognerebbe innanzitutto preoccuparsi di assicurare alla popolazione la certezza di cure domiciliari, attraverso un normale protocollo terapeutico nazionale, evidentemente proibitivo perché proibitissimo, visto che distruggerebbe la statura semi-divina del 'vaccino genico' come unica soluzione possibile."

venerdì 9 luglio 2021

YOSS 6: THE LONG AND WINDING ROAD

Massimo avrebbe detto “ci sono ricordi e Ricordi…
Sono fiero di iniziare la quattordicesima annata di questo blog con il contributo narrativo di un amico lontano, di quelli però che ti sono sempre vicini a prescindere dai chilometri. Questa maledetta pandemia (direi per avere l'accordo di tutti, e invece dico questa maledetta decisione di cambiare il mondo usando il coronavirus come pretesto) ci ha tra le altre cose consentito di distinguere il grano dal loglio, ricordandoci innanzitutto che il primo è molto più raro rispetto al secondo di quanto spesso ci illudiamo.

Il post va di diritto nella rubrica Your Own Short Stories, perché come apprezzerete leggendola questa è proprio una storia sua, ma sua sua, anche se come spesso capita quando un libro o un racconto è scritto bene leggendola la sentiamo anche un po', anche molto, nostra. Grazie, Giusè, e buona lettura a tutti. Ah, e se avete roba vostra nel cassetto mandatemela, che a cercare di pubblicarla diversamente perdete solo tempo quando non soldi...

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The long and winding road

di Pinodimare

Man mano che vado indietro nel tempo mi imbatto sempre più spesso in quelli che sono fatti raccontati… veri o verosimili ma che non mi appartengono. Sono depositati in luoghi precisi della memoria e mi hanno accompagnato fedelmente, condizionandomi la vita.

E poi ci sono quelli con la maiuscola, quelli miei.

Avevo quasi sei anni, 50 anni fa. Lui si sentì male una mattina di marzo, ma più realisticamente di febbraio. Aveva 14 anni. Mia madre insegnava e lo lasciò a casa con me pensando ad una indigestione..: il senso del dovere dell’impiegato pubblico, anche nel 1971.

Lui non aveva alcuna voglia di giocare, mi chiese di mettere un po' di musica, in particolare Ricordo un 45 giri dei Beatles... quella mela bianca da un lato e verde dall’altra.

Se lo portarono via nel pomeriggio ma qui la mia mente si nutre di parole altrui.

Quanto tempo passò? Non ne ho idea..

Chiese di vedermi e mi portarono in ospedale, poco prima che se ne andasse. Non riuscivo a riconoscere il suo volto trasformato dalla malattia... Almeno, nel mio Ricordo.

Cosa pensasti in quel momento? Tu, ragazzo a me sconosciuto eppure ancora così presente dopo 50 anni, cosa facesti quando fui lì davanti a te? Non ho mai avuto il coraggio di chiedere, forse dovrei farlo… ma a chi?

Tua madre non c’è più, ti riposa affianco… finalmente per lei… pacificata dal ritrovarti…

Tuo padre ha atteso, come sempre, a distanza di sicurezza e si è avvicinato solo quando lei è arrivata da te. Le distanze hanno il loro senso anche nella dimensione del dopo.

Lo chiederò a tua sorella, la maggiore, ma non so se fosse presente… e se non c’era, la possibilità di sapere diventerà impossibile. Ma anche se lei ricordasse, quanto sarà ricostruzione di un ricordo?

Cosa sto cercando?

Il giorno dei tuoi funerali, Ricordo una agitazione che sembrava quasi una festa per me, che non comprendevo l'enormità della tragedia che si era abbattuta su quelle mura così protettive.

Andammo via da quella casa dove mia madre non voleva più stare.

Ricordo... nitida l'immagine di tuo padre e tua madre che piangevano la tua assenza… a letto… come due bambini inconsolabili. Li "sorprendemmo" così… era la mezzanotte del Capodanno successivo, mentre fuori esplodeva la festa più rumorosa, che io e tua sorella minore guardavamo da soli, attraverso i vetri. Loro chiusi in camera da letto... tua sorella “più grande” era uscita per provare a vivere.

Hai segnato la vita di ognuno di noi in maniera diversa.

Tua madre è sopravvissuta ubriacandosi di lavoro, probabilmente per assolversi dall’esserci andata anche quella mattina. Quando ha smesso di insegnare, ha iniziato a spegnersi… tutto il dolore che ha serbato le risuonava dentro lasciandola tremante e, pian piano, senza più quelle parole che erano state il suo mestiere e la sua salvezza.

Tuo padre… innocenti evasioni… altro modo di sopravvivere.

Tua sorella grande ha lavorato per salvare vite, quella piccola ha vissuto la sua al servizio dei tuoi genitori, iniziando la sua quando loro ti hanno raggiunto.

Io…

Io ho vissuto rincorrendoti, fratello mio, per moltissimi anni… rincorrendo un fantasma e la perfezione che rappresentava. Troppo piccolo per vivere quel lutto e abbastanza da diventare il centro delle attenzioni di tua madre, iperprotettiva come conseguenza dell’errore di quella mattina…

Poi, sfinito dai tentativi di raggiungerti, me ne sono andato lontano. Ma gli effetti della tua assenza persistevano dentro di me, e uniti allo sforzo di apparire perfetto hanno creato una miscela altamente esplosiva.

Ho iniziato a rincorrere l’amore che mi avevi sottratto morendo, il tuo e, ovviamente, quello di tua madre. Avevo ben oltre i 40 anni quando sono riuscito, finalmente, a vivere quel lutto, lasciando uscire un dolore impossibile da frenare. Vivevo un’altra separazione…

Quanto “lunga e tortuosa è la strada” della consapevolezza…

Tutto torna. Quel 45 giri era “the long and winding road”…

Ricordo che andai a cercare la tua musica fra quegli abiti riposti al sicuro dagli sguardi… una valigia come di cartone pesante… Tutta mia la città, Whole lotta love, Alone again (naturally), qualcosa dei Dik Dik e poi i Beatles…

Sono cresciuto con questa musica che in parte ho fatta mia… ma so bene che per anni ho cercato di vivere anche per te.

Il cerchio si è chiuso un pomeriggio di pochi anni fa, nel preciso istante in cui mia sorella ha deposto le ceneri di nostra madre di fianco a te... finalmente.

Mi sono congedato da entrambi, da quella vita fatta “di discese ardite e di risalite”, soprattutto di rincorse inconsapevoli… Fino a comprendere, forse, la differenza tra fantasmi e Ricordi.

Vorrei riavvolgere la pellicola di questo film con la consapevolezza che mi pare di aver raggiunto… vorrei abbracciare il ragazzo che sono stato e dire ai mie genitori le parole taciute, quelle dure e quelle di gratitudine… vorrei sapere come sarebbe stato se tu fossi rimasto con noi, se avessi potuto crescere seguendo le orme lasciate dal tuo passaggio di fratello maggiore senza cercare di ricalcarle.

Vorrei che la luce dei sorrisi che vive un bambino non naufragasse nello spettacolo di un legame non curato.

E vorrei che quella luce tornasse sui volti dei miei bambini, ormai cresciuti ma tutti alle prese con le fatiche dell’amore non vissuto e, quindi, non appreso.

Sentirsi amati… amarsi… La strada tortuosa e lunga è comprendere cosa venga prima.

domenica 4 luglio 2021

CIxD, INIZIA LA STAGIONE 14

Non crediate che non mi chieda di continuo chi me lo fa fare. E nemmeno che non mi dia una risposta sincera: la vanità. Non so nemmeno quanto malriposta. Ma mi è sempre piaciuto scrivere, sempre piaciuto come scrivo, sempre rileggermi, e si: per esibizionismo, e fino a che non salta fuori uno strumento migliore di questo a questa bisogna, il blog vivrà. In questi giorni compie 13 anni ed entra quindi nel suo quattordicesimo anno di pubblicazioni. Visite medie sotto le cento al giorno, e forse questa è la sua salvezza, dato che a volte ho scritto cose che se avessero avuto eco maggiore mi avrebbero messo nei guai. "A volte", fino a un anno e mezzo fa: da allora quasi ogni giorno.

E qui arriva la seconda "mezza messa": confessati i veri motivi profondi per cui scrivo, e spiegato molte volte altrove che scrivo qui e non tanto sui libri per via delle caratteristiche oramai inveterate dell'editoria specie italiana (ma il mio terzo in vent'anni e ultimo libro Sushi marina è ancora in vendita, assicura l'editore: accattatevello!, ad esempio su ibs, lafeltrinelli, libreriauniversitaria, libraccio o unilibro), restano validi anche i motivi da sempre dichiarati. Internet è un mare magno con dentro di tutto, navigarci con una qualche speranza di ricavarci qualcosa non dico di assolutamente valido (che la verità non esiste e chi vi dice il contrario mente) ma almeno di utilizzabile per formarsi una opinione propria magari diversa da quella che vogliono inculcarvi quelli che vi manipolano di professione (spesso con enorme successo, come la vicenda covid dimostra ampiamente), è difficile, al di sopra delle capacità anche di chi trovi il tempo e abbia i mezzi culturali per tentare l'impresa, figurarci per chi va in Rete occasionalmente e distrattamente perché magari ha (di meglio) da fare. Ragion per cui il gratuito lavoro di mediazione (ecco perché si parla di "media") che tento di fare qui da 13 anni, credo davvero e fermamente che possa essere utile a qualcuno. Poi, per alleggerire la faccenda, intermezzo la controinformazione con articoli che parlano di musica (in particolare con la rubrica Radiocontroinformoperdiletto, da qualche tempo), cinema e letteratura, fino a pubblicare (nella rubrica YourOwnShortStories) racconti vostri, quelle rare volte che me li mandate (a proposito, è in arrivo una new entry di livello...).

Il tutto, rispettando tra le altre anche una tradizione autoimpostami in obbedienza ad uno degli assiomi della comunicazione via web ("ciò che non si rinnova periodicamente è vecchio", più o meno): ogni anno a luglio cambio grafica. Qui sotto alcune delle più recenti, ma i più curiosi scavando in archivio nel mese di luglio di ogni anno troveranno un pezzo come questo con gli screenshot del passato.








venerdì 2 luglio 2021

YOSS 5: DA IMPROBABILE BASSISTA A GIUSTIZIERE DELLA NOTTE

Un piccolo passo per me, un grande passo per l’Umanità!
Ricevo e volentieri pubblico questo racconto che forse non è un racconto ma tre, o forse mezzo, chissà. Forse continuerà, forse finisce qui, e in ogni caso non si capisce come finisce. Sono solo alcune delle conseguenze dell'enorme fallout della logica, delle coscienze e della società che costituisce il vero unicum di una pandemia che se non avessero avuto questo obiettivo poteva essere gestita con mezzi e metodi ordinari, come ad esempio quella del 1970 nient'affatto dissimile per proporzioni. Forse davvero l'unica salvezza è identificarsi in Neil Armstrong mentre scende dal LEM adottandone il celebre motto come sottotitolo, o meglio ancora nell'indimenticabile villain dei fumetti di Alan Ford, che chi non li ha mai letti peggio per lui (specie i primi, quelli disegnati da Magnus). Un grazie a Pasbas, e buona lettura a tutti gli altri.

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Da improbabile bassista a giustiziere della notte

di Pasbas

"Era una notte buia e tempestosa..." questo potrebbe essere l’incipit della mia storia, mutuato dall’impareggiabile Snoopy. Ed è stata per me davvero una notte buia durata più di 45 giorni, una notte covidiana. A scegliere il mio inedito modus vivendi mi ha ispirato (oltre al covid) il mio eroe di sempre, l'integerrimo Superciuk. Guarito per DPCM ma non per tampone, mi aggiro guardingo uscendo da casa al primo “levar di pipistrelli”; la mia arma segreta? Il mio 5 corde col quale terrorizzo malfattori, passerotti caduti dal nido, zanzare, vecchiette claudicanti, cani minuscoli rompipalle con padroni rompipalle e odiose rumorose famiglie di umani ancora in giro nel mio parco. Avvistato il sospetto, apro al massimo il volume del mio ampli e sparo a sorpresa la mia celeberrima composizione “un quarto nacqui pippa, tre quarti sfigato” ispirato alla famosissima “Aria sulla quarta corda”. Lo suonammo varie volte con la mia band I Percossi, riuscendo a svuotare ogni pub già colle prime 3 note: Mi.Fa (cagx) Re. Bei tempi: ero giovane e pieno di speranza, giravo senza mascherina e non avevo contratto il letale covid-70 e neanche avevo contratto, nel senso della musica. Ora invece fino all’alba pattuglio il mio  parco, volando da una panchina all’altra con basso, ampli e zaino pieno di Peroni che stappo coi denti. Ma la solitudine, caro lettore credimi, non mi pesa: la nobiltà della mia missione e la birra (soprattutto) mi fanno sopportare la fatica di questa logorante attività; del resto il lavoro sporco qualcuno lo deve pur fare! E all’alba un senso di appagamento pervade il mio stanco e usurato spirito, un’altra notte è trascorsa ed il parco si risveglia lentamente, sicuro e pacifico come sempre dall’inizio della Pandemia. Sento le persiane sollevarsi, odore di caffè e di pannolini ben farciti, donne indaffarate, bambini che piangono e mariti ancora imbalsamati a letto. Ora posso tornare al mio giaciglio mentre l’ultimo pipistrello volteggiando stancamente torna al suo.

Morire, dormire. Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo...” e che ostacolo! Amleto rappresenta perfettamente il mio stato d’animo quando sul mio povero giaciglio, tentando di prender sonno dopo la notte insonne, sono intento a contare le birre stappate nell’ultimo turno da Giustiziere. “Una Peroni, due Peroni, tre Peroni,....nove Peroni, dieci Peroni, undici Peroni” ma nulla accade, i miei pensieri si accavallano e si rincorrono, una nebbia che mi ottunde i sensi mi impedisce il sonno ristoratore. E allora eccoli che arrivano, i temibili pipistrelli a ferro di cavallo, guidati da un orribile chirottero dalle fauci spalancate; ecco l’incubo covidiano riaffacciarsi minaccioso alla mia esausta coscienza; ecco lo spettro riaffacciarsi ancora, più minaccioso che mai; ecco la Signora con la Falce che, impossibilitata a vedere perché in attesa dell’operazione di cataratta (il CUP l’ha messa in lista d’attesa da due anni), mena terribili colpi a destra e a manca, distruggendo tutto quello che trova a portata di lama; rifletto allora sullo stato della sanità italiota e mi dico “allora non tutta la malasanità vien per nuocere!”. Eppure Superciuk, mio sommo esempio e impareggiabile maestro di vita, da sempre sostiene che con due soli sorsi di scadentissimo Barbera puoi sempre realizzare tutti i tuoi sogni; allora perché, mi chiedo, dopo undici dico undici non peroncini ma Peroni formato comunità di tossicodipendenti io non riesco a realizzare il mio sogno di sognare? Cosa c’è dunque di sbagliato in me, o sommo Superciuk? L’intuito volpino (per il quale vado famoso nell’intero isolato) mi spinge a rileggere la famosa e mai abbastanza celebrata biografia “Vita e opere di un Principe della Notte, Superciuk”. Scorrendo l’indice coll’ansia del discepolo voglioso di apprendere dal Maestro, trovo il capitolo che fa al caso mio: “Il Peggio non è mai morto!” Ed ecco che come per magia la frase chiave si materializza davanti ai miei increduli occhi: “Se siete in gravi difficoltà e non trovate via d’uscita per i vostri crucci ricordate che si può vivere e bene senza Speranza!” Illuminante, il Magister sa sempre trovare le parole giuste che riportano i concetti giusti per le persone giuste (nella fattispecie io me medesimo).

Le sagge parole del maestro, complici anche le altre quattro Peroni ghiacciate che ho ingollato tutte d’un fiato (e che fiato, raga!) come per magia mi trasportano dolcemente tra le amorevoli braccia di Morfeo. E sogno, sogno un mondo senza differenze, dove l’imbecille ed il cretino siano orgogliosi di esserlo, dove finalmente il delinquente arricchitosi succhiando (come un pipistrello a ferro di cavallo) il sangue dei poveri cristi, possa alla fine assurgere a salvatore del sacro suolo patrio, arrivando a condurre giustamente la nazione dagli scranni più alti del potere. Ecco, questo è il mondo che popola i miei sogni, la realtà onirica dalla quale è così duro staccarmi; maledettissima sveglia fermati, dove sei finita infame, proprio ora che avevo coronato il sogno di una vita, il mondo ripulito da ogni ingiustizia e discriminazione (i nani Dragolo, Trampolo, Berluscolo, Dalemolo, Salvinolo e Speranzolo me ne sono testimoni)! Ahhh, eccoti infine, nascosta tra le coltri ancora calde del mio stanco corpicciuolo, adesso ti scamazzo maledetto strumento infernale!! Vabbè in effetti sono le sedici, il tempo di una veloce sciacquatina a questo sfatto viso, le solite tre Peroni poi il cappuccino colle orrende fette biscottate dietetiche e integrali e sono pronto ad affrontare un altro giorno ed un’altra notte di eroica lotta al crimine. Come ben insegna l’altro fondamentale tomo del Magister “Manuale pratico del Notturno Giustiziere”, devo prima di tutto verificare l’efficienza delle armi in mia dotazione. Ampli a tutto volume che spara un devastante pezzo dei Metallica, e direi che ci siamo, la potenza c’è, l’impatto è buono: ecco infatti il solito vicino che urla, è il panettiere che deve riposare perché lui lavora di notte! E io allora di notte che faccio, mi giro i pollici? Per evitare di innervosirmi ulteriormente mi sparo al volo un paio di peroncini e continuo con la mia check list. Accordatura del 5 corde DO SOL RE LA MI direi quasi a posto, ma il MI sembra un po’ calante, tirò un po’ ed ecco: perfetto! Il costume da Giustiziere è elemento altrettanto importante e per questo rileggo dal “Manuale pratico del Notturno Giustiziere” il paragrafo "Vestizione: non è l’abito che fa il Giustiziere"; controllo quindi la piega dei pantacollant comprati al mercatino fingendo un regalo alla moglie, tolgo le macchie di birra dalla felpa nera come la notte, odoro la sciarpa nera per verificare la persistenza del maschio odore di alcool ed infine calzo le mie fide trekking military style. Tutto in perfetto ordine, come sempre. Adesso ripasso la piantina del mio parco segnando in rosso i punti critici da sorvegliare; ad ogni punto associo i nomi dei sospetti colà individuati e delle loro deiezioni, sia canine che umane. Ci siamo, finita la check list rimane solo l’ultimo passo preparatorio, l’incattivimento standard (nottate tranquille); questo è il punto più facile del rituale di preparazione e quindi, come insegna Fantozzi: partita della nazionale italiana del ‘70, Italia- Germania 4 a 3, con peroncino e rutto libero!

lunedì 28 giugno 2021

RADIO CIXD 42 - PATÈ D'ANIMO

Questo disco è di 30 anni fa e già questo un po' mi intristisce, perché a me sembra dell'altro ieri e questo può solo essere una ulteriore dimostrazione del fatto che sto invecchiando. Il CD lo noleggiai a seguito della estrema notorietà raggiunta dal singolo, lanciato dall'allora giovane attore Claudio Bisio e spinto dall'allora sua nascente carriera di presentatore televisivo "per noi ggiovani". Il pezzo è esilarante ancora oggi, ma oggi forse non sarebbe potuto uscire: il bacchettonismo imperante, mascherato da lotta al sessismo, glielo impedirebbe. Ma allora ancora si poteva ridere di certe parolacce coniugate esclusivamente al femminile, e quella generazione lo faceva, e di gusto, e specialmente le donne. Ricordo infatti un paio d'anni prima a Budrio, al primo concerto di Elio e le Storie Tese che ho visto, portato li "al buio" da un amico bolognese, che le battute inequivocabilmente sessiste di Cara ti amo, ad esempio, erano cantate in coro, anche anticipandole, principalmente dal pubblico femminile, denotante trabocchi di autoironia quindi intelligenza. E certo che ce n'era anche per noi maschietti, ma sono certo che gli elii non erano costretti a stare li col bilancino.

L'esempio è più che congruo, perché in tutto il disco di Bisio c'è lo zampino della band demenziale, e in particolare del tastierista Rocco Tanica, anche noto al pubblico televisivo come Vano Fossati, personaggio con cui prendeva in giro il grande Ivano, peraltro talmente divertito da essersi esibito in coppia col suo perculatore (a proposito di autoironia). Quindi stiamo parlando di Musicisti con la M maiuscola, capaci di suonare e di inventare di tutto, nel solco del loro primo ispiratore, l'irraggiungibile Frank Zappa. E quindi questo Patè d'animo, se non lo conoscete, preparatevi ad ascoltarlo come per qualcosa che vi farà ammazzare di risate, si, ma mentre vi solletica il velopendulo dell'intelligenza ("aspetta, era una battuta, o una citazione testuale o musicale, e io l'ho capita! ammazza quanto so colto e sagace!", vi direte ogni due e tre), e - anche se non è certo un capolavoro - vi suona come un disco vero, e di quelli buoni, non come vi aspettereste dall'instant record di un comico televisivo di fama (e come è in quasi tutti gli altri casi analoghi, siano dischi o libri).

Seguono, come al solito, le tracce da ascoltare mentre leggete i commenti. Eh si: vi voglio bene.

1. Sapore di pinne (Il figlio di Rapput)
Angela Finocchiaro, attrice allora emergente che aveva appena recitato nuda per Maurizio Nichetti, dialoga con Bisio in questa esilarante intro, che tra le altre cose cita e campiona Eduardo Vianello.
2. Alfonso 2000
Qui la parodia se siete dei veri cinofili la indovinate fin dal titolo. Sarei tentato di chiudere qui, ma siccome spero ancora che tra di voi ci siano dei ragazzi, non posso trattenermi dal consigliarvi la visione, prima o ennesima non importa, di 2001 odissea nello spazio.
3. Guglielma (che vita di melma)
Come spesso capita nell'universo degli EELST, si ride di battute che si facevano alle elementari negli anni 60, al massimo 70. Ma si ride, eccome...
4. La droga fa male
 Rosa Russo Jervolino era ministro dell'Interno e firmò una legge che fissava il concetto di "modica quantità" per distinguere il consumo di droghe leggere dallo spaccio, mentre un altro più noto ministro veniva beccato a rollare cannoni così a Malindi. E si, anche Teddy Reno era stato pizzicato, anni prima. Con queste brevi note storiche, la capite meglio. 
5. Paté d'animo (Introducing Rapput)
Monologo similrap che aiuta a comprendere il contesto di svolgimento del brano guida.
6. La boutique del formaggio
Intermezzo tipicamente eliano, satireggiante su certe pubblicità di supermercati lombardi dell'epoca accostandole con autoironia alla autopromozione del cantante stesso.
7. Rapput (Monte Athos Mix)
Il brano è stato il tormentone di quella estate, e non potrebbe essere quello di questa. Basta questo per capire in che abisso di stupidità siamo finiti, co sta storia del linguaggio di genere e del sessismo. Senza parlare del green pass che adesso ci vuole per andare in Grecia...
8. Think
Mentre Thyl White canta il celebre classico di Aretha Franklin, Bisio la traduce in simultanea, evidenziando peraltro perché molte canzoni è meglio che le cantiamo in inglese...
9. Stachêin Yourself
Breve intermezzo in milanese. Sembra non entrarci niente...
10. Essa, Gace; Eddie, Vertente
...come peraltro quest'altro intermezzo "eliano": i fan riconosceranno questo vezzo stilistico, molto diffuso negli album classici degli Elio e le Storie Tese.
11. Le donne di Tunisi
Altro classico eliano, le parodie. Qui si affronta Le donne di Modena di Baccini, con esito - inutile dirlo - molto divertente.
12. Viva la gente
Rileggere il commento al pezzo 10.
13. Germano, i sellini e sua madre
Elio si spende in prima persona per questa canzone strutturata quasi come un cortometraggio.
14. L'urlo
Il finale che però è un sottofinale.
15. Rapput (live at Zelig)
Il brano finale è una alternate version del singolo, eseguita dal vivo sul palco della nota trasmissione televisiva, quindi è quello che più probabilmente avete già sentito. Ma qui le parole si capiscono meglio.

DAL VOSTRO INVIATO

Ma dimmi tu se a un anziano comunista doveva toccare di sperare che sia un voltagabbana acchiappaconsensi (è per questo che fa il razzista q...