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RADIO CIXD 36 - PERCHÈ SANREMO È SANREMO

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Questa è la settimana del festivalone e vista la reclusione serale è difficile evitare di curiosarci. Nel mondo di prima, spesso preferivo cose in quello di oggi impossibili come una serata al cinema, una cover band dal vivo, una pizza con gli amici o andare a ballare salsa, ma ogni tanto un po' di tempo, magari non tanto, davanti al festivalone ci stava sempre: se è vero, infatti, che il festival di Sanremo e la Musica come espressione artistica sono da sempre due universi ben distinti, è anche vero che questi due insiemi ricorrentemente hanno avuto uno  spicchio di sovrapposizione , e dargli un'occhiata nella speranza che ricapiti (magari quasi sempre disillusa) non è una decisione incomprensibile. Piuttosto, ad essere incomprensibili sono gli attacchi a cui è stata sottoposta l'organizzazione per la decisione di svolgere la manifestazione col pubblico, ben distanziato, come già si è visto per altri spettacoli televisivi. Lo sono sia quando provenienti dagli ultrà covidio

SOGGETTIVA DAL BIG RESET

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Primo piano su un pezzo grosso che parla ai suoi pari, in un evento di qualche anno fa che non si capisce bene se sia in presenza o in videoconferenza. "Signori e signore, ho una soluzione per l'allarme epocale che abbiamo tentato invano di affrontare in molti modi negli ultimi decenni. Sapevamo da tempo che se tutti i terrestri avessero assunto l'impronta ecologica di uno statunitense ci sarebbero volute le risorse non rinnovabili di almeno sette pianeti come il nostro per mantenerli tutti, anche ammesso che in qualche modo avessero fermato la curva demografica (assunto impossibile da realizzare, se non appunto per assurdo). Ma avevamo un nemico, e per sconfiggerlo ci serviva che i nostri sudditi avessero un tenore di vita e un livello di diritti migliore di quelli dei suoi, sennò diventavano tutti comunisti pure da noi e anzi a un certo punto sembrava pure ci fossimo quasi. Certo, in luoghi chiave come l'Italia la strategia della tensione e gli anni di piombo hanno

CHIEDI COS'ERA IL FASCISMO - VERSETTI COVIDICI 44-48

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Se la misura di torto o ragione dipendesse dal consenso...   Se avete un/a figlio/a alle elementari a cui per la prima volta le maestre con cautela hanno parlato di fascismo , forse a proposito del giorno della memoria, e avete costruito con lui/lei un rapporto per cui quando non capisce una cosa ve la viene a chiedere, e vi chiede appunto, non avendolo capito e non potendolo capire, " cos'è il fascismo ", in questo periodo siete "fortunati". Ma può darsi che non lo sappiate. Infatti, è probabile (statisticamente parlando, quasi certo, a credere ai sondaggi) che anche voi siate convinti che avere un tecnico del calibro e del riconoscimento internazionale di Draghi come primo ministro sia una benedizione, e ancora (anche se un po' meno) che il governo nell'ultimo anno vi ha protetto contro un virus terribile e pazienza se ciò ha comportato dei costi economici e sociali immensi (" cosa dovevano fare con questi numeri! ", ripetete sciorinando le c

RADIOCIXD 35 - BANDABARDO'

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La frase di addio completa di Erriquez è in questo post del fan club ufficiale, ma vi avverto: si fatica a trattenere le lacrime... Come forse saprete, questa rubrica normalmente recensisce album. Questo è il solo motivo per cui finora non ne ho dedicato un numero alla Bandabardò , che adoro. Gli è che da un lato è difficilissimo scegliere un album o un altro della loro discografia, anche perché non è che stiamo parlando di un cantautore con una poetica che usa gli album come fossero libri della sua bibliografia facendo di ciascuno di essi un'opera con un capo una coda e un messaggio, dall'altro il gruppo per cifra stilistica e scelta filosofica di fondo si è sempre espresso al meglio (gli album costituendo quindi ogni volta nuova legna da ardere per gli scatenati concerti) fondamentalmente dal vivo. Espressione questa particolarmente triste ora che è morto il frontman e fondatore Erriquez . Su un blog come questo non ha senso rincorrere i tanti coccodrilli dei siti profession

DRAGHI E CAVALIERI

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Quante città al mondo avranno, fissata nello stemma come la mia Reggio o altrove nella leggenda, la storia di un cavaliere che per salvare una fanciulla uccide un drago ? Temo sia incalcolabile, perché l'episodio è forse il più tipico espediente medievale di raccontare il trionfo del Bene nell'eterna lotta col Male. Ebbene, come l'avrebbero presa i villici se, in trepida attesa del ritorno del cavaliere dalla mission impossible con in braccio la fanciulla e alle spalle da qualche parte il cadavere del mostro, lo avessero invece visto tornare a braccetto con quest'ultimo (la pulzella, l'ha stuprata prima lui e poi l'ha lasciata al compagnuccio da mangiare)? Pensateci bene, perché è questo che sta succedendo nella cronaca politica odierna, nel plauso generale quindi anche probabilmente di molti di voi. " Siamo fregati! ", avrebbero pensato con ragione. Esattamente come lo siamo noi adesso. Solo che adesso la gran parte di voi, stragrande direi, è conv

IRRETITI E NO - VERSETTI COVIDICI 40-43

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Non parlo di Draghi, non ancora . Penso tutto il male possibile della "maggioranza Ursula", ma mi è capitato di leggere di questo tecnocrate su uno dei siti che segue di più le teorie monetarie eretiche, citato come un reprobo del monetarismo pronto a ritraghettare l'Italia verso la sovranità monetaria. Non ci credo, o per lo meno non credo ai pentimenti a questo livello, ma se fosse stata decisa la dissoluzione della nefasta Eurozona, Draghi sarebbe il perfetto esecutore della missione, voluto colà dove si puote perché il processo avvenga in maniera il meno possibile traumatica per gli scambi economici dentro l'UE (che però ridovrebbe cambiare il nome assieme al progetto, magari tornando CEE o qualcosa di simile). Peccato però che questo significherebbe un'uscita da straccioni e da schiavi, non da Stato sovrano libero e potente, forte ad esempio dei tre quarti di tutto il patrimonio artistico mondiale. Peraltro, inutilizzabile come asset stante la virtuale mo

RADIO CIXD 34 - IL TUFFATORE

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Non tengo questo blog per cercare click, volutamente ho escluso qualsiasi possibilità di lucrarci neanche un centesimo di euro. Così, posso dire e dirmi che quando seleziono nel mare della controinformazione lo faccio per voi, ben sapendo però che è come per la beneficenza: chi la fa davvero, sa che in fondo lo fa per se stesso. Quando scrivo di musica, poi, mi pongo ancora di meno il problema di quanti lettori possa incuriosire, perché da sempre penso che l'unico criterio che distingue la buona musica dalla cattiva, e potremmo anche sostituire musica con arte, è proprio questo: c'è chi parte da un'intenzione artistica, di esprimere se stesso e quello che ha da dire, anche se certo vorrebbe interessare a tanti e talvolta magari ci riesce pure e si arricchisce, e c'è chi parte da un'intenzione commerciale, ponendosi a monte il problema di interessare quanta più gente possibile ed arricchirsi e talvolta nemmeno riuscendoci oppure riuscendoci una volta e poi finire dim