La grafica qui accanto, infatti, è basata sulla proposta inglese alla conferenza di Teheran (si, avete letto bene) nel 1943, subito dopo lo sbarco alleato e relativa rapida conquista del sud Italia quindi quando Churchill cominciava a intravvedere la possibilità di vincerla, la guerra, ma ancora non era mica detto. Gli inglesi evidentemente si erano pentiti di avere cent'anni prima finanziato e tramato per l'Unità d'Italia, e proponevano di farne uno spezzatino molto peggiore della divisione in due della Germania, che alla fin fine poi durerà 45 anni, anche perché l'Armata Rossa non sarebbe mai arrivata fin giù da noi a semplificare le cose invadendo da nord mezzo Paese. L'ipotesi però, o perciò, non piacque a russi e americani, che tempo dopo e a scenario degli esiti bellici più definito, a Yalta, si accordarono per dividersi l'Europa in un piano che prevedeva che noi fossimo al di qua della Cortina di ferro e da noi i comunisti non avrebbero mai governato neanche stravincendo le elezioni. Costi quel che costi: anche centinaia di morti in attentati che compattassero il gregge sotto il buon pastore dallo scudo crociato.
Se questo cambio di prospettiva fu possibile, fu proprio perché nel lasso di tempo tra le due Conferenze la situazione in Italia cambiò, tra l'altro con l'emersione e l'azione, all'interno del centro-nord ancora a lungo controllato dai nazifascisti, di un gruppo sempre più grande di perlopiù ragazzi che misero in gioco la pelle per ridare dignità alla Nazione, contribuendo alla sua liberazione dall'interno in maniera da risultare, se pur mai maggioritaria, a tratti decisiva. Ecco perché gli epigoni del fascio, che dopo un largo giro sono legittimamente arrivati al governo del Paese, devono ringraziarli, i Partigiani, oggi, altro che cazzi.
Tra le altre cose, questa esperienza di governo è transitoria, e non solo perché qualsiasi in democrazia lo è, anche perché essa sta tradendo quello tra i mandati elettorali che maggiormente ha contribuito all'ascesa: l'antieuropeismo di fondo di una buona fetta di italiani. Era successa esattamente la stessa cosa con i cinquestelle, passati dallo zero al trenta per cento promettendo il referendum sull'Euro e dal trenta al dieci, e prossimamente allo zero, agendo da collaborazionisti dell'UE a cominciare dalla truffa pandemica e a finire con l'abbraccio mortale col PD. E una cosa simile può dirsi anche della lunga parabola berlusconiana, avviata dalla sorda percezione degli italiani della eterodirezione della demolizione della Prima repubblica a partire da Mani pulite, e minata dall'interno dalla prevalenza degli interessi personali (di ogni tipo) del soggetto su qualunque interesse superiore anche vigorosamente sbandierato, persino nel triste e tristo epilogo del 2011.
Così, l'ineffabile e dittatoriale Unione Europea continua a stringere il cerchio al collo della libertà dei cittadini. L'ultima trovata è azzerare definitivamente la libertà in Rete nascondendosi dietro la difesa dei minori, che si sa i figli so piezz'e core e i pedofili brutti e cattivi sono sempre in agguato così noi accettiamo nel nome del neosbandierato Diritto alla Sicurezza qualcosa di peggio di quello che quando ci provava Silvio lo chiamavamo Bavaglio e scendevamo in piazza saltando al ritmo di chi non salta Berlusconi è. Esattamente come quando accettavamo di essere chiusi in casa in zone rosse calcolate con equazioni i cui termini erano stati causati proprio dal neoliberistico attacco alla sanità pubblica con relativa chiusura diffusa di presidi ospedalieri. O quando accettiamo come vera l'affermazione discutibile della determinanza dell'azione antropica sul cambiamento climatico, come suo corollario l'assurda deduzione che esiste una possibilità di modificare quella azione in modo sufficiente (e non magari controproducente) da invertire o almeno arrestare quel cambiamento, e come side dish scontato a tutto ciò continuare a rifiutare di fare l'unica cosa che invece servirebbe (ma l'Europa non vuole): spendere a deficit in tutte quelle misure di risanamento del territorio o di armonizzazione con esso (in cui è compresa in Italia l'antisismicità delle costruzioni) che ridurrebbero al massimo le conseguenze di quel cambiamento climatico qualunque ne fosse la causa (la prossima, potrebbe essere un vulcano, come già molte volte nella storia umana, e sarebbe di segno brutalmente opposto al riscaldamento globale lamentato).
Oggi è il 25 aprile, però, e voglio chiudere con un cenno di speranza. Niente è eterno, nemmeno quello che lo sembra. Durante il Ventennio, ai fascisti lo sembrava la loro parentesi, tanto che la chiamavano Era e la numeravano da zero e coi numeri romani. Che però erano uno dei talloni d'Achille, prestandosi poco al calcolo, dei loro inventori, che nonostante questo dominarono il mondo per molto più che due miseri decenni, e nonostante questo non furono eterni manco loro. Non lo sarà nemmeno l'Impero Americano, così come non lo fu quello Britannico. E anche se credete ancora in quel sogno di pace continentale di un pugno di intellettuali che viene usato ingannevolmente come Mito delle origini, non lo sarà nemmeno l'Unione Europea. Probabilmente, avendo una certa età, non ne vedrò la fine. Ma sento lo stesso come un dovere dichiarare, per quello che vale, che è l'UE, adesso, il Nemico a cui Resistere. Un giorno ci potrebbe essere una data che sarà festeggiata come Liberazione da essa, e allora si potrà forse mettere da parte il 25 aprile. Oggi no.




