sabato 19 settembre 2026

BUFALE O PECORE?

Non inoltro mai messaggi "inoltrati molte volte", ma ieri ho ritenuto di fare una eccezione, non prima di aver verificato la veridicità delle affermazioni andando a controllare nei gruppi WhatsApp di cui sono amministratore che effettivamente ci fosse al punto descritto il check sulla privacy avanzata e che fosse di default disattivato, quindi attivandolo.

L'ho girata solo alle persone a me care, perché facessero lo stesso, e ai quei pochi gruppi amministrati da altri di cui faccio parte per lasciare agli amministratori il compito di valutare se seguire o meno le istruzioni.

Sono perfettamente consapevole di vivere in un mondo dove la cosa che conta di più è acchiappare click, diventare virali, eccetera. Ma quando il "cui prodest" non si riesce proprio a vederlo, non resta che l'analisi con la buona vecchia intelligenza naturale. Si, quel quadratino c'è, e non selezionato. Perché ce l'hanno messo e perché semmai allora di default non lo si mette a selezionato?

La cosa ha avuto addirittura la sua eco nel mainstream, dove grandi testate si affannano a denunciare la bufala. Ad esempio, il Tgcom24 qui, di cui vi riporto in immagine la chiosa finale:

Ma anche volendo credergli, anche perché se non fosse così l'unica sarebbe proprio abbandonare il servizio di messaggistica, resta il fatto che da qualche tempo un'assistente di AI "galleggia" sull'elenco delle nostre chat, in una posizione tale che è facilissimo chiamarlo in causa per sbaglio, quindi cosa ci sarebbe di strano se fosse assimilato a un utente, rendendo ragionevole l'allarme limitato alle chat di gruppo (il check button c'è anche nelle chat individuali, ma quelle sono "end to end" in tutto e per tutto)? E cosa c'è di strano ad essere allarmisti se proprio in questi giorni popolano il web e anche il mainstream dichiarazioni di soggetti diversamente autorevoli (tra cui il Presidente della Repubblica e l'ineffabile fondatore di Microsoft, per dire) che mettono in guardia sui pericoli dell'AI fino ad evocare Skynet e l'estinzione dell'umanità manco fossero l'ultimo dei blogger come il sottoscritto? Come già per la pandemia, infatti, i vaticini di Gates sono agghiaccianti come le minacce del racket ("non vorrai mica che succeda qualcosa di brutto ai tuoi figli?") e ne hanno la sintassi, visto che il benefattore che ti avvisa si trova esattamente nella posizione del malfattore in grado di farti del male.

In tutto questo, la cosa che fa più tenerezza sono le risposte ai tuoi allarmi nei gruppi di cui sopra. Ne riporto uno stralcio, giusto per capirci:

...tanto se vogliono farsi i fatti tuoi e quelli di tutti noi non avrebbero problemi tecnici a farlo... non è certo cambiando le impostazioni che ci si protegge...

Della serie, le pecore ormai sono scappate tutte, cosa ti metti a rinchiudere meglio quelle poche che ti restano o peggio a cercare di recuperare qualcuna delle fuggitive, non ti resta che rinunciare a fare il pastore e semmai visto che ce n'è cominciare a brucare tu l'erba... La colonna sonora dei Pink ve la rimetto ogni volta, ma Sheep è così bella che ascoltarla non è mai abbastanza.

sabato 12 settembre 2026

UN QUARTINO (DI SECOLO)

Dell'11 settembre su questo blog ho parlato fin troppo, a questo tag trovate tutto. Ma è difficile resistere al richiamo della cifra tonda, e tra queste il venticinquennale ci rientra a pieno titolo.

25 anni fa ieri ero anch'io ipnotizzato davanti alla TV per le stesse immagini che guardavate tutti, escluso solo chi non era ancora nato. Non avevo ancora gli elementi per i ragionamenti che farò nei mesi e negli anni a seguire, ma il tarlo del Dubbio, che se dovessi per forza dare un nome al mio Dio sarebbe lui, mi aveva subito acceso una lampadina nel culo. Qualcosa non quadrava, e qualcosa mi diceva che le vittime saremmo stati tutti, e non solo quei poveracci non avvisati di stare a casa dai servizi segreti israeliani. E infatti se c'è una cosa incontrovertibile è che quel giorno è stato il fischio di inizio del mondo come lo conosciamo, o se preferite il triplice fischio finale del mondo precedente.

In poche parole, tutto lo schifo che da allora abbiamo vissuto e stiamo vivendo, guerre sparse per il mondo comprese, pandemia compresa, terrorismo climatico compreso, hanno avuto in quella maldestra recita il prologo indispensabile. L'elenco delle menzogne è troppo lungo per mettersi a recitarlo ancora una volta (i più pazienti e curiosi seguano il link iniziale), l'elenco dei misfatti perpetrati con la scusa di quelle menzogne ripetute a manetta come verità intoccabili è altrettanto lungo e purtroppo non è chiuso. Tutte le volte che vorranno, faranno valere ancora il principio affermato quel giorno che le libertà individuali possono essere sospese, accanto a quello eterno che il diritto internazionale è un panetto di plastilina nelle mani di chi detiene il Potere.

La colpa, però, non è loro. Senza il consenso generale, senza la complicità di una schiacciante maggioranza che si beve qualsiasi palla, non avrebbero potuto fare niente, non potrebbero fare più niente. Un quartino al tavolo 11, prego...

sabato 5 settembre 2026

HA STATO IL CAMBIAMENTOCLIMATICO

I dati sono del CNR, fatevi due conti, e se non vi basta leggete
questo report di Unical o consultate questa mappa interattiva...
No, non c'è scampo, è inutile cambiare canale, dappertutto spunta a un certo punto il Klimatologo Di Grido che ripete la canzoncina: i ghiacciai si ritirano, ma l'avete visto che caldo o no, è tutta colpa nostra dobbiamo fare qualcosa. Loro almeno li pagano bene, insomma ci campano con il meteo, nessuno oramai esce di casa senza consultare l'app (ce ne sono a iosa, assieme alla cucina è il business che ha soppiantato il porno), il problema è che la propaganda funziona come Goebbels sapeva, era lui che diceva ripeti migliaia di volte una menzogna e diventerà una verità mi pare, per cui capita ormai di continuo che incroci un amico e la canzoncina te la ripete anche lui a gratis, e magari se sa come la pensi ti percula: hai visto che caldo e quanto dura, sei ancora convinto che il cambiamento climatico è una bufala?

E allora repetita juvant, visto che il Nemico ripete i suoi concetti con ridondanza estrema noi non ci sottraiamo al gioco. No, amico mio, non nego l'evidenza, le immagini dei ghiacciai non lasciano spazio a teorie del complotto come quelle dell'allunaggio, un certo cambiamento climatico c'è. Ma non sappiamo, nessuno sa nemmeno i soloni che dicono di saperlo, se si tratta davvero di un fenomeno innescato dalla rivoluzione industriale, con conseguente aumento della CO2 quindi dell'effetto serra e quindi delle temperature medie globali. Durante la vita del pianeta, qualsiasi studioso serio non può che confermarlo, si sono susseguite grandi glaciazioni e grandi periodi caldi, e al loro interno piccole glaciazioni e piccoli periodi caldi, e al loro interno stagioni fredde e stagioni calde, con periodi rispettivamente di ere secoli e decenni, senza alcuna correlazione con l'attività degli uomini, che sono tanti e tanto attivi da poter influire appunto solo da qualche decennio o al massimo un paio di secoli. Una grossa eruzione o un meteorite possono innescare decenni di inverni gelidi (quando non estinzioni di massa). Ma anche se fosse dimostrato al limone che quei due gradi in più di cui si parla sono tutta colpa dell'azione antropica e siano responsabili del clima impazzito di cui si parla, e anche ammesso che si consegni al Mercalli di turno una bacchetta magica che gli conferisca il potere di portare istantaneamente il livello di CO2 dove vuole lui e abbassare le temperature esattamente di quei gradi che ha calcolato siano di troppo, se pensiamo che questo risolva i problemi e non magari ne crei di altri ben maggiori vuol dire solo che non capiamo un accidente di come funziona un sistema complesso. Se c'è una regola aurea che si può estrapolare, anzi, è proprio questa: chiunque proponga un rimedio semplice a un problema complesso si definisce automaticamente come ciarlatano, può avere tutti i titoli accademici che vuole.

Il vero problema è che i ciarlatani oggigiorno sono al potere, o al suo servizio. Partendo dai tappini fissati alle bottiglie per finire agli specchi orbitanti per riflettere la luce solare, passando per la spinta alla riconversione del parco auto all'elettrico e per le sostanze sparate tra le nuvole, stiamo parlando di gente meno assimilabile a scienziati degli alchimisti con la loro pietra filosofale, e non di poco. Eppure stanno disegnando il nostro futuro, e grazie alla propaganda col consenso dei più. Una distopia degna di Orwell e Huxley, scritta però non sulle pagine di capolavori della letteratura ma sulla nostra pelle. Vi lascio con un esempio. Immaginate che l'Intelligenza Artificiale si convinca, ed essendo uno strumento statistico non è difficile basta che si continui ad alimentarla con una narrazione perché sempre di più la presenti come vera, anzi come lapalissiana, dell'origine antropica del cambiamento climatico, e in parallelo che le si affidino con sempre maggiore autonomia poteri decisionali (vista la velocità esponenziale con cui prende piede non dovremo attendere tanto, mi sa): cosa succede se l'algoritmo deduce che il modo migliore per salvare il pianeta è decimare la specie umana, e ha il potere per farlo? Perché non dovrebbe farlo? è più simile a Skynet di Cameron che ai robot di Asimov.... Ai posteri l'ardua conseguenza.

giovedì 27 agosto 2026

SE FAMO DU SPAGHI

Vorrei tanto non ripetere sempre le stesse cose, perché la cosa mi ricorda l’anzianitudine che avanza, ma è la cronaca che mi induce. In questi giorni, numerosi reportage da Amatrice (per esempio sulle sagre) e zone limitrofe, infatti, ci hanno raccontato una realtà così dura da sembrare incredibile: la ricostruzione nella cittadina a dieci anni dal sisma è ferma al 40 per cento circa, e nel centro storico nessun cantiere è al momento aperto. Un paio di anni fa vi avevo raccontato di una sconvolgente gita a Castelluccio di Norcia, rasa al suolo qualche mese dopo nello stesso 2016 e mai più ricostruita. Ora, non sappiamo per quale città o paese racconteremo la stessa storia, e non sappiamo tra quanto tempo, ma sappiamo con certezza che succederà, per la concomitanza di due fattori: essere quasi interamente l’Italia zona sismica, e disporre di un patrimonio abitativo ampiamente inadeguato.

Nella maggior parte dei casi, cioè salvo per eventi per fortuna molto rari come sismi così forti da aprire la terra e inghiottire persone e cose o capaci di originare tsunami disastrosi, non è il terremoto a uccidere, ma le case. Il terremoto di Amatrice (magnitudo 6.0, per altri 6.2) o anche quello di L’Aquila (5.9) o del Friuli (6.5) o persino quello più forte di tutti dell’Irpinia (6.9), sono regolarmente e ampiamente superati per magnitudo da terremoti in Giappone dove però (vedi la serie storica) da ormai decenni causano una piccola frazione delle conseguenze patite da noi. Il punto non è quanto presto e a che costo ricostruire, il punto è fare in modo che le case non crollino.

Per questa ragione, un governo degno di questo nome dovrebbe avere come primo punto del suo programma un piano di recupero dell’edilizia pubblica e privata in senso antisismico, costi quel che costi, e a deficit: tanto per loro natura i microinvestimenti a deficit sul territorio procurano un incremento di reddito da moltiplicatore keynesiano che a stretto giro genera maggiori entrate fiscali almeno pari al deficit innescante. E che ci troviamo, con lo stesso paradigma, come secondo punto un piano di recupero del territorio (argini, alvei, coste, alberi, eccetera) e come terzo il rifacimento della rete idrica con riduzione a livello fisiologico delle perdite. Invece, i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni, spesso mancando a specifiche promesse elettorali, non hanno fatto altro che obbedire ai diktat di una istituzione non eletta che risponde solo agli interessi dei suoi mandanti nella finanza globalizzata, chiamata per ragioni pubblicitarie Unione Europea, che per le case impone standard ecologici nordici pure alle case mediterranee al solo scopo di espropriarne buona parte ai legittimi proprietari, e per gli investimenti in genere impone le sue scelte ideologiche a prescindere della reale utilità negli Stati membri. Insomma, quello che serve da noi magari non serve in Germania o Francia, su noi dobbiamo decidere noi, e se proprio dobbiamo restare nella moneta unica dobbiamo pretendere di poter emettere certificati di credito fiscale cedibili, quindi in pratica altra moneta, per finanziare i singoli proprietari di case da rendere antisismiche (innanzitutto, e solo dopo ecologiche), e di poter usare i fondi europei per gli altri due succitati megaimpegni di salvaguardia del territorio e delle sue risorse, e non per obiettivi calati dall'alto.

Recuperare almeno un po' di sovranità monetaria ed economico/finanziaria, insomma, si può e si deve fare subito anche se non si ha il peso politico di imporne un recupero totale e improvviso. Sennò non andiamo con la esterna RAI ad Amatrice per la sagra degli spaghetti, ma in tutte le altre sagre degli ennemila comuni italiani in cui mandiamo un inviato raccomandiamogli di dire "bello sto borgo, eh?! guardatevelo bene, magari prossimamente un terremoto lo spazzerà via..."

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