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domenica 19 aprile 2026

IL VALORE DEI VALORI

Il titolo si può leggere in due modi diversi, ma legati: "il più importante tra i valori" (1) e "quanto valgono i valori" (2). La cosa mi sembra una utile sintesi per riparlare di una tematica suggerita, e credo non solo a me, dal tira e molla sulle trattative USA/Iran e relativo apri e chiudi dello stretto di Hormuz, con connesse e già velatamente apparse minacce di lockdown energetici di vario tipo. Quando ci si trova in una situazione di permanente surplus tra le risorse a propria disposizione e quelle indispensabili per vivere, infatti, ci si dimentica facilmente della stretta connessione tra le cose cui attribuiamo un valore etico e filosofico e la banale contabilità sul se ce lo possiamo permettere economicamente.

Ad esempio, a Roma, per gloriarsi della propria coscienza ecologica nell'usare esclusivamente la bike-mobility usando le tante ciclabili disponibili e future, e auspicarne la proliferazione, devi esserti potuta permettere, o averla ereditata, una casa in centro o in semicentro; se invece stai in periferia o peggio ancora in uno dei tanti aggregati satellite proliferati negli ultimi decenni, o ti muovi con la tua vecchia auto passandoci sopra più o meno comodamente tot tempo o manco quella hai e allora ti muovi coi mezzi passandoci sopra scomodissimamente due o tre volte tot.

Proviamo allora ad abbozzare un elenco di voci, alcune delle quali peraltro fanno tanto valori di sinistra, e per ciascuna di esse pensiamo però quanto sia intrinsecamente legata alla disponibilità di cose e/o denaro. Il matrimonio ci si arriva che è un bagno di sangue, ma una separazione/divorzio è molto peggio: se c'è di mezzo un mutuo o figli che magari vivono con la madre in altra città, o guadagni davvero bene o vivi in un garage e i figli non li vedi. A proposito di figli, se devi ricorrere alla procreazione assistita è un salasso anche quella passata dal SSN figurarsi quella privata magari all'estero. Logico chiudere il cerchio così, allora: più che consentire alle coppie non eterosessuali di sposarsi e avere figli o adottarli, e poi magari separarsi, la vera conquista delle civiltà sarebbe consentire le cose suddette allo stesso modo a tutti, a prescindere dell'identità sessuale si ma anche delle capacità economiche. E invece, beati i Tizianiferri.

Il paradigma vale purtroppo per tutti gli altri diritti e valori fondamentali. La salute. Lo studio e l'accesso alle professioni superiori. La mobilità intranazionale e intraeuropea. La casa, magari antisismica e a buon bilancio energetico. Eccetera eccetera. Diritti e valori enunciati, che però li hanno solo quelli che possono permetterseli. Allora vi faccio fare un esercizio logico: voi pensate che se il grande Reset arriva a meta, e nessuno di noi potrà più permettersi di vivere dove gli pare e andare dove gli pare, tutto sarà a noleggio e solo per gli abbienti e obbedienti e finché lo restano, e magari torneremo a vivere in campagna isolati se non per la falsa vicinanza del web, i più fortunati vivendo dei frutti della propria terra, una cosa di cui cui è di moda riempirsi la bocca come le pari opportunità avrebbe vita facile? In un mondo senza lavoro, grazie anche all'AI, dove se va bene una famiglia avrà di nuovo un solo reddito?

Senza indipendenza economica non c'è libertà, e più diritti sulla carta ci concedono senza che siano effettivamente raggiungibili da tutti più ci stanno, letteralmente e senza mezzi termini, pigliando per il culo. Sapevàtelo. I nostri padri costituenti lo sapevano, non lasciamo l'esegesi del loro lascito a un comico imbolsito. Non è che l'articolo uno viene prima del tre a caso: col primo si stabilisce che la Repubblica è fondata sul lavoro, e gli enunciati di principio dell'altro sono subito precisati nel secondo comma, in cui è suo compito "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." Di fatto: accettando il futuro che stanno apparecchiando per noi e i nostri figli, dimostriamo di essercelo dimenticato.

sabato 7 dicembre 2024

STECCO DI LEGNO NELL'ONDA

Il titolo di questo post è un verso di una canzone che ho già recensito con tutto l'album di cui fa parte, il meraviglioso Automobili di Lucio Dalla, uno dei dischi più importanti del Novecento, il terzo dei tre coi testi scritti dal poeta Roberto Roversi, anche se prima dell'uscita i due litigarono (sull'opportunità di far uscire o meno nel disco alcune canzoni politicissime, che io infatti nella recensione vi inclusi) e il poeta ritirò la firma.

La canzone è Intervista con l'Avvocato, e nel 1976 diceva "da tutti è ormai confermato che l'auto è in crisi profonda, l'auto non ha futuro: stecco di legno nell'onda; dopo l'assestamento, le auto saranno più rare, e finiranno per scomparire come zanzare sul mare". Beh, che dobbiamo aggiungere?

Più avanti nel disco c'è però Il motore del 2000, che sembra tanto più ottimistico che la FIAT lo adottò per uno spot del motore FIRE (stava per Fully Integrated Robotized Engine, l'inglese faceva futuro), che attaccava così: "Il motore del 2000 sarà bello e lucente, sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato, avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina: lo potrà respirare un bambino o una bambina". Sembra una premonizione, più che delle auto elettriche, di quelle ad idrogeno, di cui ancora si legge come futuribili, anche se Beppe Grillo negli anni 90 sul palco portava un modello targato e ci si faceva i suffumigi spalmando il vaporub sullo scappamento.

Ma l'album è pieno zeppo non solo di profezie e squarci sociopolitici, ma anche di quell'afflato eroico e passionale legato all'automobile fin dai suoi albori, che sta dietro da un lato al successo commerciale così clamoroso da divenire l'architrave del capitalismo occidentale, dall'altro al tifo negli sport motoristici, e in mezzo al rapporto che ciascuno di noi ha con la sua auto. Un afflato tale che deve avere una spiegazione "altra" rispetto al mero consumismo.

Gli esperimenti sui topi (rileggetevi questo post, please, e andatevi a guardare il film che cita e linka) dimostrano che la felicità o infelicità, o forse sarebbe meglio dire benessere o malessere, almeno di tutti i mammiferi umani compresi, dipendono essenzialmente dal grado di libertà percepito. Anche di questo abbiamo già parlato, qui (lo so, parlo sempre delle stesse cose, ma perché voi no? e comunque sto invecchiando, e vi invito a rileggere proprio per non ripetere), partiamo dalla fine: quello che mi rende felice (mi fa stare bene) non sono i soldi, la salute, l'amore o qualunque altro concetto astratto su cui possiamo disquisire o poetare (è lo stesso), ma il fattore che lega questi concetti, la libertà. Se ho più soldi, posso fare più cose che se ne ho meno, posso decidere liberamente quale strada imboccare a qualsiasi bivio, e se non è vero questo, come nel caso in cui per fare i soldi mi costringo in situazioni che la libertà me la diminuiscono, non sarò felice anche se ricchissimo. Anche la salute, se ci pensate bene funziona allo stesso modo: nella misura in cui manca, le cose che puoi fare si riducono. Idem l'amore: prima di vagheggiare un ritorno alla vita agreste, considerate che in quel mondo capitava raramente ci si scegliesse o almeno si pensasse di averlo fatto. Quando i limiti economici, fisici e relazionali sono invalicabili, è più felice chi riesce a farsene una ragione e a calcolare la sua libertà all'interno di quei limiti. Non potere volare, o vivere per sempre, è un limite che riguarda tutti, ma sono infiniti i valori possibili su quell'asse cartesiano, dalla coscienza di essere piccoli a quella di stare invecchiando, dagli handicap fisici alla semplice accettazione di avere un aspetto fisico non corrispondente agli standard di bellezza in corso.

Andiamo dall'individuale al sociale. Il capitalismo è fondato su una serie di meccanismi tendenzialmente autodistruttivi, lo diceva Marx e non ha mai smesso di essere vero: i soldi chiamano soldi, e a furia di concentrarsi nelle mani di pochi su scala sempre maggiore il sistema non può che smettere di funzionare. Il socialismo, e i sensi di colpa per la guerra mondiale, però, gli hanno dato una mano ad allungarsi la vita, inducendolo ad invertire per un po' la freccia della distribuzione delle risorse. Già prima, Ford era diventato Ford trovando il modo di costruire automobili che costavano così poco che i suoi operai se le potevano comprare, con paghe adeguatamente maggiori, e godere, nel tempo libero che derivava da orari di lavoro minori. I cinquant'anni circa dopo il 1945, di fatto, sono stati gli unici di tutta la storia dell'umanità in cui questa logica ha fatto premio. Tutte le nostre libertà, se ci pensate, derivano da questo: quella di far studiare i nostri figli anziché costringerli a lavorare fin da piccoli, quella di studiare, quella di giocare, quella di scegliersi chi amare (poi anche dello stesso sesso), quella di spostarsi per divertimento, quella di fare sport e divertirsi, eccetera. Il grado complessivo di queste libertà considerate (erroneamente) per acquisite nell'occidente contemporaneo è tale da fare invidia, se potesse osservarle con una macchina del tempo, a qualsiasi sovrano del passato, e comunque solo una ristretta cerchia di persone nella storia fino alla seconda guerra mondiale si poteva permettere un complesso di libertà lontanamente simili alle nostre standard.

Quello che è successo invece negli ultimi trent'anni, ed ha accelerato negli ultimi cinque minacciando di farlo ulteriormente nel futuro, è esattamente questo: che partendo dalla constatazione che il modello di sviluppo che consente tutto ciò è insostenibile per il pianeta (o se preferite costruendo artatamente il luogo comune di questa constatazione: all'atto pratico è lo stesso) si è invertita la freccia. E per evitare ribellioni o proteste che potrebbero inceppare il meccanismo, la velocità a cui si muove il fenomeno è complessivamente minore del fenomeno opposto: lo sboom è più lento del boom, spesso più lento delle vite di ciascuno di noi, e così più efficace. I nostri figli non avranno nessuno dei nostri diritti. Nemmeno quello di disporre di una estensione di se che occupa del terreno e vi si sposta sopra in autonomia. Questo è deciso e senza comprendere ciò (errore di certa sinistra convinta ancora di potere conciliare i suoi temi con l'ambientalismo in voga) non si può capire la logica assurda di certe decisioni, peraltro non democratiche, che stanno demolendo il settore trainante dell'economia.

Ammettendo il teorema del cambiamento climatico e della finitezza delle risorse che ci dovrebbe indurre ad accettare ogni diminuzione di libertà finalizzata alla salvezza del pianeta (o meglio della vita umana sul pianeta che il pianeta se ne fregherebbe di diventare come Venere o Marte), però, se la guerra fredda l'avesse vinta l'URSS e fossimo tutti nel Patto di Varsavia oggi saremmo immersi in una propaganda pervasiva e minacciosa che ci avrebbe costretto a girare tutti su una Trabant elettrica scaldare meno le nostre case eccetera: tutti uguale (tranne un pochino la ristretta cerchia del Partito). Siccome invece domina il capitalismo, questa erosione di diritti e di libertà avviene con le sue logiche: gipponi elettrici per i ricconi che hanno la casa in centro e manco gli servirebbero, tanto hanno pure le ciclabili (sempre vuote, come mai?), e chi vive in periferia lentamente indotto all'immobilità. Tanto le prove generali le abbiamo già fatte con la cosiddetta pandemia e lo smartworking e i delivery sono pronti alla bisogna. E senza auto sarà un problema anche tornare al paesello...

domenica 1 settembre 2024

IN UN GIORNO E UNA NOTTE

Della serie "non condivido appieno quello che dici ma ti rispetto e ti pubblico lo stesso", che poi è una versione complicata di uno dei principi base della democrazia (che passa per essere di Voltaire), pubblico di seguito una serie di considerazioni di Pasbas, che sarebbe meglio accompagnare alla visione di questo video.

Si parla ancora di Palestina, ora che Israele ha gettato l'ennesima maschera attaccando anche la Cisgiordania, e se già prima si poteva parlare di genocidio e "soluzione finale" figuriamoci ora. La tesi è che a guardare bene questa escalation sta danneggiando anche l'economia israeliana, e a chi osservasse che si tratta purtroppo di qualcosa di troppo solido e foraggiato da fuori per poter sperare che crolli Pasquale risponde che tanti regimi sono crollati nella Storia, "improvvisamente" solo per chi non aveva saputo leggere i segni.

A me viene in mente Atlantide, e la meravigliosa canzone di Battiato che ne racconta in due minuti o poco più la parabola, da cui estrapolo il titolo di questo post (e di cui vi mostro il video in fondo). Ma non posso esimermi dal ribadire che a me tutto questo sembra un wishful thinking, e uso l'espressione anglofona solo perché la sua traduzione italiana "pio desiderio" ha una sfumatura negativa di significato che non mi piace e non si addice agli argomenti di Pasquale.

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Riflessioni sulla economia di guerra sionista.

di Pasbas

  1. 350 mila riservisti non possono lavorare e le ditte sono in crisi.
  2. 100 mila lavoratori palestinesi non hanno più ingresso in Israele. 
  3. 40 mila piccole attività hanno chiuso.
  4. I lavoratori dall'estero non arrivano più in massa a causa della guerra.
  5. La El Al continua a cancellare voli.
  6. 1 milione e più di israeliani col doppio passaporto sono tornati ai paesi d'origine.
  7. Il settore Hi-tech perde continuamente finanziatori anche israeliani.
  8. La Elbit, industria bellica multinazionale, ha perso gli investimenti della città di Bristol (sede di molte industrie belliche britanniche).
  9. Lo stato sociale si sta riducendo sensibilmente. 
  10. Israele, stato razzista, lo è pure nei confronti dei suoi cittadini non benestanti. I non abbienti stanno subendo pesantemente la crisi. 250 mila coloni sono stati spostati e non lavorano da ottobre.
  11. La presunzione e l'arroganza stanno subendo colpi pesantissimi internamente e a livello internazionale.

P.S. Anche altri regimi coloniali sono improvvisamente collassati (anche chi aveva il potere dei diamanti). Io osservo e studio, secondo una analisi marxista (secondo le mie poche conoscenze), quella economia imperiale-capitalistica che è ora piena di dirompenti contraddizioni. La sua esistenza non è più così garantita.


lunedì 6 maggio 2024

SOLE, CIELO E TERRA

Non è possibile visitare il museo egizio di Torino senza restare impressionati, e non solo perché per trovarne uno più grande e fornito (anche con la sala più importante chiusa, che sfiga!) bisogna andare al Cairo. A chi fanno effetto le mummie, a chi l'incredibile bellezza degli abiti giunti fino a noi attraverso migliaia di anni a potenzialmente dettare moda ogni volta che uno stilista li prendesse a modello, a chi (sia pur solo raccontata, chissà cosa sarebbe dal vivo - peccato che io non ami questo genere di turismo) la genialità delle piramidi, la loro enormità e complessità (tale da "giustificare" la nascita delle teorie "alieniste" anche a non crederci) e la loro resistenza fino a oggi (se pensiamo che c'é chi ha giustificato il crollo del ponte Morandi con l'età della struttura, e che il famigerato Ponte sullo Stretto viene mirabolato per essere capace di reggere addirittura duecento anni - come se fossero tanti). A me è venuta fuori una riflessione "ambientalista" e religiosa.

Un video spiegava la concezione della natura umana con la triade Sole, Cielo e Terra, che oltre a venire perciò raffigurati tramite divinità costituivano le tre parti di cui è fatto ciascuno di noi e si riuniscono con la morte. Chiedo perdono agli autentici appassionati della materia, e so che sono tanti, per l'eccessiva semplificazione e i possibili strafalcioni, ma a me la cosa interessa per l'incredibile consonanza, che la dice lunghissima sulla capacità di comprensione della realtà di questo antichissimo popolo, con quello che oggi sappiamo grazie alla scienza.

Noi, infatti, esistiamo, come frutto di una incredibile serie di coincidenze (e si: sono sempre solo a posteriori che si vedono) che chiamiamo evoluzione, solo grazie al fatto che un pianeta si è trovato alla distanza giusta dalla sua stella perché sviluppasse un'atmosfera respirabile. Il Sole da solo non basta: l'energia, che produce e spara in tutte le direzioni, nel vuoto va perduta. Invece sulla Terra quell'energia si trasforma, grazie anche a quel Cielo che ha contribuito a creare, e che ora la imprigiona assieme ai gas che ci fanno respirare e permettono ogni combustione. Lo so, sto di nuovo semplificando, ma non trovo un modo migliore di dirlo: siamo immersi in un sistema complesso che "si tiene", e non si terrebbe altrimenti. Se non è Dio, gli somiglia moltissimo. Ma resto sull'empirico: ogni forma di energia che troviamo sulla Terra è "solare". E senza atmosfera e campo magnetico non avrebbe avuto il tempo di produrre l'evoluzione di cui siamo figli, basta guardare Marte o Venere per capirlo. Non ha alcun senso, se non pratico, parlare di energia eolica (i venti sono aria che si muove perché si scalda in modo diverso sulla superficie del pianeta), fossile (il petrolio sono cadaveri di microorganismi trasformati in milioni di anni di stoccaggio), o nucleare (il patetico e pericolosissimo tentativo di imitare i processi delle stelle, o invertirli). E no, nemmeno quella proveniente dalle viscere della Terra fa eccezione, visto che il pianeta è un pezzo di Sole forgiato nel tempo dalle leggi newtoniane (che è come dire forgiato dalle leggi relativistiche). E ovviamente anche il cibo non è altro che il mezzo che gli animali usano per sfruttare l'energia solare, che invece sanno sfruttare più direttamente quelle piante di cui si cibano, o si cibano quegli altri animali di cui si cibano.

Con lo stesso procedimento, si può dedurre che tutto ciò che abbiamo è "terra", ogni ricchezza possibile è porzione del pianeta, a maggiore o minore distanza che sia dal mero possesso di un appezzamento da coltivare per alimentarsi o di un giacimento da sfruttare. Gli umani nella loro storia hanno escogitato uno stratagemma dietro l'altro per moltiplicare quella ricchezza al punto da perdere di vista la Terra, madre di tutte le ricchezze; le crisi economiche di tutta la Storia non sono altro che bruschi strattoni che la realtà dà agli stratagemmi troppo audaci (come la finanza, appunto). Se davvero saremo troppi per mantenerci con la Terra, ci penseranno questi meccanismi a riportarci ad un numero compatibile, o magari molto al di sotto. Se siamo arrivati dove siamo, è per esserci adattati e aver imparato a "moltiplicare" le risorse e gestire la realtà. Se oggi pensiamo di risolvere il problema modificando la realtà, come nell'essenza della ideologia imperante del "cambiamento climatico", faremo una pessima fine, perché la nostra capacità di gestire le infinite variabili del problema è molto ma molto lontana, direi irreparabilmente lontana, dall'essere quella che crede di essere e che servirebbe alla bisogna.

Ora, googlate pure un po' alla ricerca di queste tematiche nella cultura degli antichi Egizi, e ditemi se non pare anche a voi che questi cinquemila anni fa avevano già capito tutto.

martedì 28 giugno 2022

MANCO 10 ANNI

Non mi sono mai iscritto a un partito o a un sindacato, e non solo per il noto aforisma di Woody Allen che poi citava Groucho Marx che poi citava qualcun altro, ma principalmente per quell'allergia tipicamente meridionale al venire schedati, irreggimentati, ditelo come volete. De Andrè diceva più o meno che non voleva morire per delle idee per magari scoprire solo un attimo prima che erano quelle sbagliate. Per questa ragione, la persistenza ultraquinquennale del banner del Movimento 5 Stelle in home di questo blog, dalla sua nascita al suo abbraccio mortale col PD, è stato per me un record personale di "appartenenza". Chi non mi vuole (più) bene, e/o chi è superficiale, ne approfitta per tacciarmi di incoerenza, ma anche chi mi vuole bene non rinuncia a rammentarmi di essermi fidato delle persone sbagliate. Ma le cose non sono andate esattamente così: semplicemente, io credevo fermamente nella indispensabilità per il nostro Paese di una serie di cose che guarda caso miracolosamente erano scritte nero su bianco sul programma di Grillo Casaleggio e soci, e ci credo ancora, sono loro che le hanno abbandonate, che ci posso fare? Ma non mi fidavo del tutto: infatti non mi sono iscritto al moVimento. E da subito (chi vuole controlli pure, è tutto qui, non cancello mai niente), assieme all'endorsement, ho espresso alcune perplessità rispetto ad alcune ingenuità costitutive: se metto un limite di due mandati (di qualsiasi tipo, peraltro) all'attività politica, cosa avrebbe impedito ai singoli, carneadi miracolati strappati all'anonimato e agli stenti da un'inattesa nuova modalità di selezione della classe politica, di lasciare il partito prima della scadenza, magari abbastanza prima da assicurarsi un proseguimento della carriera sotto altre insegne?

Certo, nemmeno Nostradamus poteva prevedere una parabola così rapida: dallo zero ad un terzo dei voti validi nel giro di un paio d'anni, un plateau di cinque durante i quali tradire uno a uno tutti i punti del programma iniziale, e un altro paio d'anni per sparire. Si perché di fatto lo scisma Di Maio sancisce la sparizione dei cinquestelle, ne chiude di fatto l'esperienza, senza mezzi termini. Non serve nemmeno andare a contare quelli che restando con l'ineffabile faccia tosta napoletano sperano di seguirlo anche nella durata della bella vita che si fa a guadagnare (e tanto) senza lavorare in cambio dell'approvazione disciplinata dei diktat della dittatura planetaria in fieri: alle prossime elezioni, la sparizione sarà sancita, perché a parte chi ha la vocazione all'appartenenza e casualmente la sua l'ha legata alle cinque stelle come una volta usavano alla falce e martello anche i figli di papà senza alcuna reale adesione al comunismo, nessuna testa pensante voterà per il m5s o per i dimaiani se ci saranno e comunque si chiameranno. D'altronde, perché sostenere gli imitatori, quando sono ancora li vivi e floridi gli originali, traditori della Patria, quei piddini che proprio Grillo si era ripromesso di cancellare quando fu respinta la sua candidatura alla segreteria?

Quello che serviva all'Italia, e che servirebbe ancora adesso, e allora era scritto nero su bianco nel suddetto programma grillino causando l'entusiasmo del sottoscritto assieme ad altri milioni di elettori, ed oggi se qualcuno lo proponesse sarebbe votato da me e da molti altri, era ed è semplice: recupero della sovranità monetaria, e suo utilizzo per una miriade di medie e piccole opere pubbliche (scartando a priori quelle grandi, forieri solo di grandi tangenti) utili a risanare il territorio e il tessuto socioeconomico italiano, unitamente ad un ridisegno della classe politica finalizzato alla riduzione a livelli fisiologici della corruzione, capace assieme all'evasione di impedire che la spesa in deficit si ripaghi da se a stretto giro grazie al maggior gettito. Traduciamolo in pratica, nella storia recente: i grillini al governo, secondo il loro programma, avrebbero dovuto immediatamente attivarsi per invertire la decennale rotta (fatta di chiusure nel pubblico e deviazioni del flusso economico verso il privato) di paternità eminentemente piddina in tema di sanità, chiedendo alla UE immediatamente tutti i fondi necessari ad attivare terapie intensive ovunque necessarie, e in caso di risposta negativa, attuando un altro punto del loro stesso programma, portare l'Italia trionfalmente fuori dalla UE con tanto di oceanico consenso popolare motivato dalle ragioni di salute pubblica. Invece, hanno lasciato la sanità al disastro in cui si trovava, aderendo alla narrativa imposta dalle multinazionali farmaceutiche e dai miliardari finti filantropi che ci stanno dietro, per calcolare improbabili parametri per le chiusure mettendola al denominatore così com'era ridotta. Mettendo in ginocchio l'economia e distruggendo la società.

Andando in cronaca, tra le battaglie grilline c'è stata quella per l'acqua pubblica (referendum stravinto, ricordate? carta morta, lo sapevate?), e nel loro programma c'erano una miriade di interventi sugli acquedotti colabrodo, sul territorio ormai incapace di tenere l'acqua e in genere di reggere gli estremi climatici, sui fiumi e gli invasi, sulla diffusione capillare delle energie alternative, eccetera. Avessero mantenuto il dieci per cento di quanto promesso, oggi non ci sarebbe crisi idrica, e non avremmo avuto alcun contraccolpo dalle sciagurate sanzioni boomerang alla Russia: un Paese in grado di autosostenersi dal punto di vista energetico, questo dichiarava di volere costruire Grillo, e Di Maio gli faceva eco. Cosa ne è stato di quelle promesse, lo vedete nel portafoglio e in casa vostra. Ah, e non sto menzionando l'uscita dalla Nato ("te la do io l'America!") e il ripudio della guerra eccetera eccetera, altri cavalli di battaglia oggi usati come pretesto per lo scisma in cronaca, chissà, forse finalizzato proprio a frenare l'emorragia trattenendo quegli elettori cinquestelle che già non digerivano Di Maio prima, figurarsi dopo che è diventato europeista (cosa gli avranno detto, dato o promesso colà dove si puote?) e guerrafondaio (se l'occidente non avesse mandato armi all'Ucraina, la guerra si sarebbe conclusa in due settimane come una baruffa di cortile, ma già: senza l'azione occidentale l'Ucraina avrebbe ancora il governo che aveva democraticamente eletto nel 2013 e non ci sarebbe stata alcuna guerra - e lo dico e ridico ben sapendo di non ritrovarmi nella lista nera solo per la mia irrilevanza).

Spero che il vecchio amico che mi ha pungolato per commentare la scissione grillina sia soddisfatto, e con lui tutti quelli tra voi che proprio non digeriscono quando mi metto a parlare di musica (ma ero in ferie, ho lasciato i CSI a farvi compagnia...). Tolte queste piccole magre soddisfazioni, tra l'altro, non è che ci sia molto altro in giro per cui gioire. L'anno scorso di sti tempi zero contagiati al giorno o quasi, quest'anno cinquantamila con nel frattempo quasi tutti vaccinati con tre dosi, eppure non è che constato in giro, del fatto che questi vaccini siano stati come minimo una truffa ad alto rendimento e non solo per i produttori, una presa di coscienza abbastanza diffusa da impedire che ai primi freddi si rimetta in piedi il baraccone, ammesso che nel frattempo non siano riusciti a mettere su quello della guerra dichiarata con tutto ciò che comporta, anche solo in termini di decrescita, ancora più efficace della pandemia.

Che poi se vogliamo proprio andare a cercare una coerenza in Grillo, perché a fare scemo l'avversario non è che ci si guadagni meglio forse immaginarselo furbo, è proprio nella decrescita: ai primi anni del blog aveva sposato quella "felice" di Latouche, poi pian piano si è convinto della maggiore efficacia di quella "infelice" dell'Euro, di Big Pharma e dei signori della guerra. A pensarci bene, già ai tempi in cui girava l'Italia inalando dallo scarico di una Fiat a idrogeno sui palcoscenici o spaccando computer, ci si poteva arrivare, in qualche modo: a me ad esempio capitò di vederlo a Catonateatro, pagando un biglietto piuttosto salato, e già doveva insospettirmi la presenza in prima fila dei politici cittadini (molti dei quali poi finiti nei guai con la giustizia) ben contenti di essere smerdeggiati e satireggiati dal comico (ma i satirici veri di solito vengono trattati diversamente, vedi Luttazzi), poi però si mise a piovere, forte, e il buon Beppe, trincerandosi dichiaratamente dietro la sua genovesità, rimase sul palco urlando che col cavolo ci avrebbe rimborsato, potevamo restare lì a bagnarci con lui se volevamo. Ma ovviamente la gente scappò, e lui si tenne il maltolto. Qualche anno prima sempre a Reggio a Jannacci gli organizzatori riferirono che avevano rubato l'incasso, e lui uscì a cantare lo stesso, gratis, e anzi siccome era incazzato il concerto gli venne meglio, e non lo finiva più. Per dire.

domenica 25 luglio 2021

DAL VOSTRO INVIATO

Ma dimmi tu se a un anziano comunista doveva toccare di sperare che sia un voltagabbana acchiappaconsensi (è per questo che fa il razzista quando lo fa, come per tutti gli altri ruoli che indossa) come Salvini a moderare gli aspetti peggiori del Green Pass o del DDL Zan! Eppure, con le proprie istanze oramai escluse da ogni rappresentanza parlamentare, dopo anni che era sembrato che addirittura tornassero in auge grazie al m5s (quei traditori!), davvero non c'è altro da sperare - o credete davvero che raccogliere 50mila firme con una petizione online o raccogliersi in poche migliaia in piazza possa servire a qualcosa?

Certo, firmiamo l'appello di milleavvocati.it, e vediamoci in piazza del Popolo il 24 luglio alle 17.30 con gli "stopdittatura" (vedi in fondo - niente versetti covidici stavolta - il videoreportage originale girato di persona personalmente) o il 28 luglio alle 20 all'evento organizzato dal Comitato Libera Scelta di Armando Siri (altro leghista, peraltro convinto sostenitore della flat tax: nelle guerre civili davvero non sai chi ti trovi come alleato...), ma intanto prepariamoci privatamente al peggio: è ormai talmente evidente quali erano gli obiettivi dell'oligarchia mondialista ben prima che si risolvesse a usare il virus del raffreddore come arma finale, e la loro feroce determinazione e enorme sapienza nell'utilizzo degli strumenti della propaganda, che è illusorio pensare che si fermino da soli o davanti ad ostacoli come questi. No, in questi casi l'unica strategia possibile è l'ancestrale, e ben noto a noi terroni, "calati juncu ca passa la china": a piena passata, se grazie a questa strategia saremo ancora vivi, ci guarderemo attorno e vedremo chi c'è ancora. Non certo i milioni di plurivaccinati, che non hanno capito che quello che gli iniettano è esattamente ciò che li renderà più vulnerabili allo "snap di Thanos", e non avranno il tempo di capirlo mentre lui prepara le dita.

Noi invece la colletta da 18 mesi per
questo losco figuro e i suoi sodali la
facciamo già: si chiama canone Rai.
Non c'è speranza perché la narrazione falsa e liberticida è stata imposta con tale sapienza che l'hanno accolta quasi tutti, ognuno di noi sempre più pochi resistenti (dopo la vile reprimenda di Draghi, che in un mondo normale doveva avere come unica conseguenza le sue dimissioni e la cacciata con onta dalla vita pubblica, un altro fiotto di resistenti si è accalcato per la punturina - vile e illogica: se i vaccini funzionano, i non vaccinati possono contagiarsi solo tra di loro, e se non è così i vaccini non funzionano) è letteralmente circondato di amici e parenti che reputa(va) intelligenti e colti che invece, come zombi, ripetono la canzoncina e danno il loro consenso convinto al regime in costruzione. Uno di questi, ad esempio, era tutto fiero della battuta postata su faccialibro "Che poi gli va anche bene, che chiedano di esibire solo un QR. Che se gli chiedessero anche il QI…", senza nemmeno accorgersi che tacciare chi non la pensa come te di scarsa intelligenza è non solo infame, è anche segno di scarsa intelligenza. Un altro invece si è inventato, o ha solo riportato vallo a sapere, un pistolotto in cui si paragona chi non vuole vaccinarsi a chi non vuole i semafori, senza nemmeno accorgersi che così dà valore di verità elementare a qualcosa che chi l'ha prodotto non se la sente di dargliela, al punto che ha preteso dagli Stati la liberatoria di responsabilità sennò non gli vendeva niente, e gli Stati la pretendono dai cittadini come per un intervento chirurgico, con in più i mezzucci per farti operare per forza senza nemmeno avere il coraggio di obbligarti assumendosene la responsabilità. Amici miei, vi vju e vi chiangiu (letteralmente "vi vedo e vi piango": come nella famosa scena del Poseidon i pochi che seguono il prete verso l'unica strada logica per la salvezza ai tanti che scelgono di restare con gli ottusi responsabili della nave che affonda).

"... e poi la pandemia è rallentata grazie ai vaccini,
e comunque coi vaccini i sintomi sono meno gravi"
Tra di essi, i peggiori sono quelli di sinistra, che per continuare a sentirsi tali mentre plaudono alle retate in fieri si lasciano sedurre da finte battaglie ideologiche come quella sulla libertà di identità sessuale, che in pieno stile di regime col DDL Zan si trasformerebbe da libertà di essere come si vuole a divieto di pensarla se non come vogliono loro, con tanto di sanzioni penali e propaganda nelle scuole (e morte dello sport femminile, se passa questa assurda linea nonostante sia giustamente stigmatizzata da una fiera pioniera delle lesbiche come Martina Navratilova). E non trovano nemmeno un po' strano essere orgogliosi di un governo guidato da un tecnocrate monetarista, da anni impegnato nella costruzione di un sistema oligarchico e liberticida, che sta usando e userà sempre di più e con minori remore il grimaldello dei fondi europei al solo scopo di ultimare la distruzione degli ultimi scampoli di quella società libera e inclusiva per cui essi stessi sfilavano fino a qualche anno fa ("chi non salta Berlusconi è") e per cui i loro avi hanno lottato per decenni. Se ne accorgeranno, forse, quando l'ineffabile UE presenterà il conto da pagare e gli toglieranno il lavoro, la casa e i risparmi. Dico forse non perché speri in una recrudescenza di intelligenza e consapevolezza, ma perché non è detto che ci arriveranno vivi: i vaccini di certo (per loro stessa ammissione) non contengono niente in grado di combattere il covid, ma forse invece contengono qualcosa in grado di rendere più vulnerabili a qualcos'altro, che poi chiameranno variante e una lettera greca qualsiasi, e diranno che l'hanno messa in giro i non vaccinati. Anche se rimaniamo in quattro gatti...


mercoledì 26 agosto 2020

TAGLIATEVI DI MEZZO

Questa grafica tratta dal sito di Diego Fusaro
spiega meglio di mille parole perché il taglio
dei parlamentari ci porterebbe in coda a tutte
le democrazie per soglia di rappresentanza...
Tra poco, sempre che non arrivi un nuovo lockdown (a meno di una nuova proroga dello stato di emergenza, dovrebbe arrivare entro il 15 ottobre, e allora gli italiani o fanno le barricate o si saranno meritati l'estinzione), dovremmo votare per il referendum confermativo alla riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari.
Come chi mi segue (anche se siete sempre meno, ma devo andare a guardarmi lo storico degli accessi agostani, prima di deprimermi) sa bene, ho sostenuto i cinquestelle da quando il segretario PD dichiarò "con Monti senza se e senza ma" (fine 2012) a quando (fine 2019) hanno deciso pur di restare al governo di imbarcare, salvandolo dall'estinzione, proprio quel PD avversando il quale erano arrivati dallo zero al 33 per cento in pochi mesi, restandoci per anni. Avevo anche un banner in home, linkato al programma del moVimento, che riassumeva il mio sostegno con l'argomento che quel programma era al momento l'unico in grado di supportare il binomio  "sovranità e legalità", senza il quale il nostro Paese sarebbe stato perduto. Di quel programma non resta più niente, dal momento che nemmeno un disastro economico innescato da assurde misure contro un virus influenzale ha costituito una leva sufficiente a scardinare il dominio eurocentrico, anzi rafforzato dall'adesione a uno (e presto due) strumento di prestiti condizionati peraltro insufficienti sia per dimensione che per tempi di intervento a tappare il buco creato. L'ultimo tradimento è di pochi giorni fa: senza più il vincolo dei due mandati (dire tre è ridicolo: significa una vita da politico, anche senza le eccezioni che potete giurarci riguarderanno i maggiorenti, il che metterà la ceralacca sulla completa omologazione dei grillini ai politicanti che dicevano di voler sloggiare), resta solo l'autoriduzione dei compensi, ridicola anche senza pensare che sono al governo da abbastanza tempo da averla potuta e dovuta imporre a tutti per legge, semmai.
Dal blog di Francesco Amodeo, ora in spalla sinistra
Dico semmai perché in realtà, però, di tutte le battaglie grilline, e meno male che scrivo su un blog così lo posso dimostrare, quelle che mi avevano sempre perplesso sono proprio quelle, che mi sono sempre apparse poco più che demagogiche, sulla retribuzione dei parlamentari e il loro numero. Ho sempre ritenuto, infatti, che se non la remuneri abbastanza l'attività politica diviene appannaggio di chi ha già i soldi di suo, e che il numero dei parlamentari si riflette sui meccanismi elettorali, quindi deve risultare da ponderazione almeno pari a quella avuta dai Padri Costituenti. Ridurli di oltre un terzo a fare cifra tonda, appunto con fare demagogico, serve solo a introdurre una soglia di sbarramento fittizia a prescindere dalla legge elettorale adottata, e ad amplificare quella prevista da quest'ultima. 
Si tratta dunque di una riforma non solo inutile se non a buttare fumo negli occhi, ma anche dannosa. Non resta quindi che mobilitarsi per andare a votare NO al referendum e respingerla al mittente, come peraltro il popolo sovrano ha fatto con tutte le altre riforme costituzionali del cavolo, berlusconiane e renziane comprese, eccezion fatta per quando non ha potuto: il pareggio di bilancio in Costituzione, infatti, è l'unica modifica alla nostra Carta approvata con quella maggioranza qualificata necessaria a evitare il referendum confermativo. Col voto anche di quella Lega che oggi quindi non è credibile come paladina del sovranismo, in quanto complice del fatto che il nostro Paese non possa decidere la propria politica economica, e intervenire tempestivamente in caso di terremoti, virus e altre sciagure varie, con quegli investimenti in deficit che sono l'unico strumento in questi casi a servire, peraltro non costituendo neanche nel medio periodo un aggravio di debito, per via dell'aumento di reddito e quindi di entrate fiscali almeno pari al deficit iniziale che innescano.
Non approvare la riforma, peraltro, avrebbe anche l'effetto politico di rovinare la festa a tutta la classe politica che l'ha votata, e completare la disintegrazione del movimento 5 stelle (che l'ha promossa), oramai purtroppo indispensabile per dirsi "abbiamo scherzato, voltiamo pagina". Non dimenticando che non è colpa nostra avere creduto in loro, è colpa loro averci deluso. Tagliamo loro dal Parlamento, non i parlamentari.

venerdì 21 agosto 2020

UN INCUBO TOTALITARIO

Neanche un visionario distopico come Waters era arrivato a immaginare i
banchi distanziati, solo le maschere e il conformismo da mattoni nel muro
Voglio essere estremamente chiaro: se anche ci fosse stata una vera epidemia di un morbo potenzialmente letale per tutti, sarebbe stato sbagliato imporre la chiusura indiscriminata di tutto per mesi. Sbagliato, antidemocratico e controproducente. Distruggere il tessuto economico di un Paese, infatti, lo rende incapace di fronteggiare futuri colpi del destino, che magari potrebbero essere davvero duri. Figurarsi averlo fatto, e prepararsi a rifarlo, per un qualcosa che, come tutti gli anni, contagia si la maggior parte della popolazione, ma fa stare davvero male una percentuale minima di coloro che contagia, e uccide una percentuale piccola di quelli che stanno davvero male. O meglio, non come tutti gli anni, perché il lockdown ha avuto l'effetto perverso di appiattire la curva dei contagi, allungandola nel tempo. I coronavirus precedenti, infatti, dopo qualche mese avevano infettato tutti quelli che potevano infettare: se questo non lo ha ancora fatto, da un lato è colpa di chi ha rallentato la sua dinamica, anziché concentrare tutte le risorse del Paese (le risorse lasciate intatte di un Paese rimasto produttivo, intendo...) sulla cura e l'assistenza ai soli casi gravi, dall'altro è "merito" dell'attenzione maniacale (finalizzata al mantenimento dello stato emergenziale) con relativo aumento dello screening (tamponi e test sierologici) che fa emergere i positivi, quasi tutti però sanissimi (e chi ci dice che avendolo fatto ogni anno non sarebbero venuti fuori sempre?).

A questo danno, si aggiunge la beffa di sbandierare come un successo il clamoroso fiasco di avere, anziché finalmente abbandonato al suo destino l'Unione Europea (come promesso per anni) per provvedere immediatamente al risarcimento dei danneggiati dal fermo delle attività, ottenuto dai nostri padroni nuovi prestiti condizionati a ulteriori riforme sistemiche (pensioni, pubblico impiego, financo ulteriori tagli alla sanità, vedrete...) e nemmeno erogati in tempo per evitare il disastro economico generalizzato che ci attende in autunno (e se tarda, un nuovo lockdown lo imporrà, vedrete).

Infine, l'intollerabile. Quello che se avessimo ancora un briciolo di identità di popolo e di persone dovremmo respingere con ogni forma, dalla disobbedienza civile di massa alla rivolta. Sempre che ancora non optino per tutto l'anno scolastico in videoconferenza, i nostri figli a settembre torneranno in classe su banchi singoli e distanziati e indossando l'inutile e nociva mascherina. In più, pare che se in una classe ci fosse un positivo, tutti gli altri dovrebbero andare in quarantena, e magari pure i loro familiari. E tutto questo, pare (ma io non ci voglio credere), nel plauso collettivo di una popolazione ridotta all'imbecillità da mesi di terrorismo mediatico. Pensare a mia figlia ridotta a respirare la propria anidride carbonica per 5 ore, senza compagna di banco (che poi, o impediscono ogni contatto fisico tra i bambini anche durante la ricreazione, e anche prima dell'ingresso e dopo l'uscita, e non so come possano fare, oppure il distanziamento tra i banchi è perfettamente inutile, almeno allo scopo dichiarato), vi giuro mi fa venire gli incubi. Il mio compagno di banco è ancora il mio migliore amico dopo 45 anni, la scuola è anche un fondamentale momento di socialità. E mia figlia quest'anno fa la quarta: pensate a quei bambini che inizieranno la prima elementare quest'anno, e inorridite. Sarebbe da impedire anche se stessimo parlando di qualcosa di più aggressivo e letale, anche per i bambini stessi, figurarsi così. E' un vero e proprio sopruso subumano privo di ogni ragione logica, lo dico senza mezzi termini.

E allora perché lo fanno? Ragioniamoci un attimo, che come diceva quello a pensare male si commette peccato ma spesso si indovina. Ma per farlo serve un passo indietro, a inquadrare tutto il contesto. Ci finiscono dentro anche la movida e i locali da ballo o con la musica dal vivo, così. Gli è che la gente non deve più socializzare se non attraverso gli stramaledetti smartphone. Per carità, come tutti gli strumenti anche questo può essere utile, purché sia tu ad usare lui e non viceversa. Quando salivi su un treno fino a quindici anni fa scendevi dopo aver chiacchierato magari per ore con sconosciuti nel tuo scompartimento, e talvolta facevi persino amicizia, o almeno incameravi episodi e discorsi che arricchivano il tuo bagaglio personale. E se non ti andava ti leggevi un libro. Oggigiorno siamo tutti seduti dietro la nuca di un altro, o comunque a guardare uno schermo davanti al naso. Adesso, anche un posto si e uno no. Ma chi è cresciuto con la socialità di una volta, anche quando si è intrippato coi social network, ogni tanto si lascia prendere dalla nostalgia e li usa come strumento a supporto della stessa. Diverso è se li impari da piccoli. E infatti.

Non vi basta il ragionamento? Guardiamo un po' di numeri. Mentre voi vi impoverivate, indovinate chi si stava arricchendo? Esatto. Quelli stessi che per hobby, e per pagare meno tasse, finanziano fondazioni che vendono vaccini. Quelli che vi hanno regalato i like come gli spacciatori le prime dosi, e ora posseggono il vostro profilo di consumatori. Quelli che vi fanno arrivare a casa a metà prezzo le cose che prima compravate al negozio, e pazienza se il negozio che ha chiuso era il vostro e ora non avete più soldi per comprare niente nemmeno a metà prezzo, e vostro figlio dopo la laurea lavora per loro correndo in bici avanti e indietro per quattro soldi e nessuna garanzia. Quelli che vi hanno disabituato a leggere oltre la terza riga di alcunché, ragion per cui è inutile che io mi affanni tanto quelli che siete arrivati fin qui (e nessuno di voi ha seguito un link, e vi farebbe tanto ma tanto bene leggerli tutti - dài, almeno questo sbobinamento di Naomi Klein, ve la ricordate quella di No logo, no?) non ne avete bisogno.

giovedì 30 luglio 2020

STATO DI NORMALE EMERGENZA

Prima di giungere ai più miti consigli di una ritrattazione
si era permesso di chiedersi come mai uno come lui che
conosce migliaia di persone non sa di nessuno di loro
in terapia intensiva. Apriti cielo!!! Invece la risposta è
semplice, basta saper leggere le statistiche...
Non se ne può più. La sensazione, non suffragata né suffragabile dalle statistiche, strumento costoso in mano a chi ha il Potere, è che ci sia in giro sempre più gente con le palle piene. Solo che ciascuno di loro, di noi, si sente isolato, e sarebbe così anche se fossimo la maggioranza, perché viviamo tutti immersi in una melassa mediatica da cui è difficile districarsi. Sono ormai quasi due mesi che siamo usciti dagli arresti domiciliari, eppure ci presentano quei pochi casi che ogni giorno riescono a scovare nonostante un'attenzione morbosa, nonostante continui la scorrettezza originaria di contare come morti di Covid quasi tutti i morti (facile, se ha girato un virus ha preso quasi tutti, quindi trovi positivo pure uno segato in due da un incidente stradale, volendo), e dove ce n'è tre vicini come fossero focolai di peste bubbonica, una pandemia vera che infatti ha dimezzato la popolazione quando e dove ha colpito.
Invece questa presunta tale, nonostante sei mesi di contabilità attenta e scrupolosa, ancora ha colpito nel mondo, dati loro, 17 milioni di persone, su 8 miliardi sarebbe il 2 per mille. Di questi, uccidendone meno di 700mila, cioè meno di 5 su 100. In questo totale, di cui ovviamente recitano i valori assoluti perché fanno impressione e tralasciano le percentuali perché sono tranquillizzanti (un morbo che uccide - capito, Bocelli? - meno di 1 su 10mila, senza contare gli asintomatici che vengono citati per spaventarci senza rendersi conto che con essi scenderemmo a 1 su ics centinaia di migliaia, terrorizza ancora? lo sapete che probabilità avete di morire se usate sempre la bicicletta? meglio che non lo sapete...). Ah, e questi dati comprendono Paesi che hanno fatto il lockdown e Paesi che no, Paesi dove ora è estate e il virus gira meno e altri dove è inverno o la stagione dei monsoni e gira più, Paesi governati da cazzoni e Paesi governati da traditori (indovinate dove siete voi...).
A proposito, i nostri governanti (direi mannaggiammé, ma visti gli altri tanto era uguale, almeno i cinquestelle predicavano bene e non c'erano precedenti del loro razzolare male), dopo aver presentato come un successo il fiasco clamoroso del Recovery Fund, ora prorogano lo stato di emergenza fino a metà ottobre. Prima parlavano di farlo arrivare a dicembre, ma l'accorciamento non è una buona notizia: vuol dire solo che hanno intenzione di dare all'Italia il colpo del KO a breve, prima che facciamo la bocca a quel poco di libertà che abbiamo assaporato. Quei pochi che hanno ancora due spicci in tasca per andare in vacanza, almeno. Perché il bilancio del disastro economico è tragico oltre ogni immaginazione, e il fatto che dall'Europa arriveranno le briciole (e se pigliano pure il MES anche le briciole delle briciole, e in cambio della fine definitiva di ogni residua libertà di autodeterminazione della politica economica), e nemmeno a breve, rende praticamente certo questo scenario catastrofico, ve ne accorgerete, e se vi fidavate e eravate ottimisti sarà peggio per voi. Se anche non tornasse questo virus, ma vi pare che coi primi freddi non arriva un'altra influenza? Una volta che è in moto, l'apparato della fabbricazione delle pandemie, ben oliato com'è, non può fallire. Siete abituati ad andare in ufficio, o ad aprire il vostro banco al mercato, anche col raffreddore? scordatevelo. Se vi volete bene, prendete ferie o fingete un lutto familiare e chiudetevi a casa, ma non ditelo a nessuno: potreste avere la vita sconvolta. Lo Stato di Polizia Sanitaria ha ormai soppiantato quello che aveva come compito curare i malati e lasciare prosperare i sani.
Chiudo come ho iniziato: i segnali positivi sono dalle chiacchiere per strada, a lavoro, al circolo sportivo, nelle rare interviste televisive a passanti non abbastanza manipolate. Un ragazzo dice uso la mascherina nei locali perché anche se per me prendere il virus sarebbe come una specie di raffreddore potrei attaccarlo al nonno (fa il bravo, ma intanto butta la frecciata, non colta, e nemmeno sa quanti nonni sono morti negli anni scorsi per aver preso l'influenza dai nipotini: almeno quanto quelli di quest'anno, ma visto il diverso livello di attenzione è lecito pensare anche molti di più). Un collega dà con arguzia e moderazione segno di aver capito, a differenza della stragrande maggioranza degli altri, abbagliati dalla comodità del momento, che razza di cavallo di Troia sia lo smartworking (segnatevi la profezia: se non cade il governo, e vista la destra forse anche se cade, il prossimo passo è una riforma del pubblico impiego tale da farlo diventare un pallido ricordo, gettando sul lastrico altri milioni di persone). Una chiacchierata tra vicini ascoltata per caso, da cui emerge che uno dei due ha un brutto male e si ritiene fortunato di non essere morto in ospedale, dove sarebbe stato cremato e contato tra i morti di covid. Un signore che si rifiuta di indossare quella specie di guanti scomodi (hanno le dita solo disegnate) e comunque schifosi all'ingresso del supermercato. Segni, purtroppo molto labili, di resistenza civile, insomma. Meglio che niente, facciamoceli bastare. Addà passà 'a nuttata...

giovedì 23 luglio 2020

CANCELLI MALTHUSIANI

Foto tratta da questo illuminante post su Il simplicissimus
Per sgombrare il campo da equivoci, prendo i dati da un sito di sinistra, di quelli prima critici e ora convinti dall'affabulazione a reti unificate di Conte. Sono stralci, ma per chi avesse dubbi costituiscano una manipolazione questo è il link all'articolo completo, che straparla di politica fiscale europea senza nemmeno accorgersi di contraddirsi:
[...] i leader europei hanno trovato martedì 21 luglio un accordo sul pacchetto di misure per il rilancio dell’economia dopo la pandemia, che ha finora provocato oltre 200 mila vittime in Europa [...] è il programma che segna la nuova politica fiscale europea, con 750 miliardi di fondi, ma con una riduzione dei sussidi a fondo perduto: saranno 390 i miliardi anziché 500, il resto in prestiti [...] al nostro Paese spetterà un ammontare di fondi superiore a quello previsto a fine maggio: 209 miliardi di euro, circa 82 di sussidi a fondo perduto (a fronte di 40-50 miliardi di contributo previsto dell’Italia al bilancio comunitario) e 127 di prestiti (rispetto ai circa 90 inizialmente previsti). Il piano di spesa prevede l’impegno del 70% delle risorse nel biennio 2021-2022 e il restante 30% entro la fine del 2023.
Sapete fare di conto? Bene, 82 miliardi a fondo perduto, meno 40-50 che sono i nostri, fa una trentina, massimo una quarantina di miliardi di contributo netto del sovrano ai guai che questa epidemia (ma sarebbe meglio dire la risposta politica che le si è dato) ha provocato ai sudditi. Altri 127 ce li danno, ma glieli dobbiamo ridare, il che significa aumento del debito, quindi incremento del rischio di trovarsi con aumenti di spread quindi ulteriori debiti da interessi, da qui alla sua (impossibile) restituzione, col risultato di tradursi (anche senza MES, che a sto punto diventa irrilevante, avendo questo cosiddetto Recovery Fund la stessa sintassi con dimensioni maggiori) in una ulteriore e forse definitiva cessione di sovranità (peraltro perpetrata con la collaborazione decisiva di un movimento che era arrivato al 33% promettendo di restaurarla, uscendo dall'Euro come si può e si dovrebbe - e se è vero come è vero che di Salvini e Meloni non ci si può fidare, cosa cavolo votiamo ora? Non resta che Paragone?).
Tra l'altro, dell'elemosina prevista niente arriva oggi, ma solo tra l'anno prossimo e il 2023 (se va bene). Peccato che i danni siano stati fatti oggi. E' oggi che le piccole imprese stanno chiudendo, e da qui a fine anno se non ci sarà una mostruosa iniezione di liquidità, e l'accordo significa che sono tramontate le residue ipotesi di rovesciamento dell'Unione Europea e restituzione di sovranità agli Stati cui erano affidate le restanti speranze che ci fosse, chiuderanno a frotte. Il danno complessivo, se mai qualcuno potrà calcolarlo appieno, ammonterà solo per l'Italia ad alcune centinaia di miliardi, quindi stiamo esultando, povere pecore idiote, per una trattativa che ci rifonde per un decimo o forse addirittura un quinto, e nemmeno in tempo per salvare qualcuno (figurarsi per programmare un minimo per il futuro, ad esempio investendo sulla sanità rendendola in grado di affrontare le emergenze senza misure autolesioniste). Il moltiplicatore keynesiano, infatti, anche se ormai è passato di moda, esiste lo stesso, funziona in due direzioni, e non perdona: niente turisti, altre chiusure, metà persone nei ristoranti, altre chiusure (e uscite improvvide ma significative di ministri sul cambiare mestiere), più disoccupati e meno soldi che girano, altre chiusure, e ancora non è iniziato (ma vedrete che inizierà, lo smart-working è la preparazione del terreno) l'attacco al pubblico impiego, che innescherà una ulteriore contrazione della domanda interna, e stiamo ragionando a bocce ferme di una emergenza finita, ma vedrete che se serve ricomincerà coi primi freddi. Quello che ci frega? Non riuscire a credere che siano così stronzi da volere tutto questo. E' umano: i buoni non riescono mai ad immedesimarsi nei cattivi, ed è questo che li frega. Ma può essere utile l'intelligenza, qualora si decida di usarla, magari per capire qual'è l'obiettivo, dei malamente: la decrescita, infelice perché non sono riusciti a convincerci di quella felice. Il bello è che lo dicono apertamente, sia tra loro che in occasioni pubbliche. Siamo troppi. E consumiamo troppe risorse non rinnovabili. E non siamo in grado di autoridurre volontariamente il nostro impatto in maniera sufficiente o anche solo significativa. Devono, sterminarci. Il coronavirus è solo una occasione preliminare: bastava leggere i dati di ogni influenza stagionale per capire che potevano essere usati, se manipolati sapientemente, per fermare l'economia mondiale. Questi numeri se li avessero contati allo stesso modo uscivano anche l'anno scorso, e l'anno prima, eccetera.
Ora, le belle anime specie sinistrorse che fioccano sui social hanno un bel dire, per sentirsi migliori, che chi ha sostenuto e sostiene questa ipotesi è un coglione, sciorinando numeri fuori contesto e citando magari Trump Johnson e Bolsonaro. Ma se uno si trova ad avere, sulla scialuppa della Ragione, compagni che non gli piacciono, non significa certo che sarebbe meglio buttarsi e annegare assieme a tutti gli altri, quelli si veri coglioni e pappagalli. Ad esempio, gira sui social un post che parla dei circa 80mila morti brasiliani paragandoli ai soli 58mila morti americani del Vietnam, per dire quanto è sciagurato il presidente anti-lockdown. Ma, a parte l'assurdità di certi paragoni, che se uno si mette a farli allora potrebbe scoprire che uccidono più le infezioni contratte in ospedale che qualsiasi virus influenzale o para-tale (è così, che ci crediate o meno, e se a marzo vi tagliavate affettando il pane vi conveniva valutare bene se perdere il dito, piuttosto che andare al pronto soccorso cioè nel posto dove era più probabile finire contati tra i morti di covid e cremati senza autopsia), lo stesso post ammette che i contagiati sempre in Brasile sono 2 milioni: non rendendosi conto che così riconosce che il virus uccide nello 0,4% dei contagiati acclarati, quindi figurarsi contando gli asintomatici. Inoltre, il Brasile supera i 200 milioni di abitanti, praticamente mezza Europa, e se pensiamo che in Europa i morti da covid (sempre secondo le loro statistiche) superano i 200mila, se ne dedurrebbe che senza lockdown si muore di meno, quindi perlomeno che sia stata una misura inutile. Agli scopi dichiarati, non a quelli reali: alla lotta al virus, non alla decrescita e alla soppressione della libertà. E rieccoci al punto.
L'ineffabile Gates ("cancelli", come dire che aveva già nel nome il destino di volere rinchiuderci tutti) sono anni che predica in giro teorie malthusiane. Che, per carità, possono anche essere prese sul serio, se si intende favorire una strategia che spinga i popoli a maturare e assumere comportamenti responsabili, diverso se se ne deduce la necessarietà di interventi draconiani, variamente motivati e articolati  ma tutti implicanti una sintassi antidemocratica ed elitaria. Chi ritiene se stesso (magari per avere avuto fortuna negli affari finendo nel gotha dei miliardari anziché nella platea milioni di volte più vasta di chi la cosa se la sognava ed è rimasto tra gli sfigati) talmente al di sopra degli altri da avere il diritto di pontificare sul loro destino, e magari fare tutto quello che è nei suoi potenti mezzi per fare avverare i propri vaticini, deve essere fermato. Senza mezzi termini. Prima che diventi troppo pericoloso. Il paragone con Hitler non è azzardato: anch'egli fu a lungo sottovalutato. E quando si interviene tardi in genere il prezzo da pagare aumenta, e purtroppo non solo in termini economici. E non è nemmeno una cosa personale: ci sono altri con lui e come lui, in una ristretta cerchia che si ritiene al di sopra della democrazia e della sovranità dei popoli. Un altro, Bezos, è uscito su tutti i TG per quanto aveva guadagnato in un giorno, 13 miliardi pare. E' colui che guida il più grosso dei gruppi del commercio online, che hanno ricevuto una spinta decisiva dal fermo di quella tradizionale e prospereranno sulla sua definitiva rovina prossima ventura. E si, pure io ogni tanto compro cose sul web, ma prima di esagerare ricordatevi che dalla rovina altrui sarete danneggiati anche voi: una città senza negozi, con gli impiegati che restano a casa in mutande comodi comodi al punto che quanto prima pur di non tornare in ufficio accetteranno metà stipendio, coi ristoratori che hanno cambiato mestiere o più probabilmente campano di sussidi, e i musicisti che non possono nemmeno più suonare nella metro o per strada, è un incubo. Che sarà stato costituito sulla vostra acquiescenza, se non vi ribellate (i serbi serbono, direbbe Totò, almeno a dare l'esempio).
Nei prossimi giorni il premier tornerà a chiedere la proroga dello stato di emergenza. Se gliela daranno, com'è probabile, state certi che ne riabuserà. E un altro lockdown, di cui pure daranno la colpa a voi per le movide estive senza mascherina, porterà a completamento il crimine. Premeditato. E, credetemi, NON andrà tutto bene.

martedì 7 luglio 2020

TI CONOSCO MASCHERINA

Ma sarà un metro?...
Visto in TV un famoso regista che quando si vanta del fatto che ha iniziato con Sergio Leone (ed Ennio Moricone: RIP, non ne scrivo finché non tace il coro dei coccodrilli, ma mi viene da dire che a quel livello si è immortali, e ieri mi sono rivisto per l'ennesima volta C'era una volta in America) non si rende nemmeno conto che senza i buoni uffizi di suo papà non avrebbe mai fatto nemmeno i suoi primi esilaranti film (che però erano collage dei suoi esilaranti sketch televisivi ma se parliamo di film con una storia propria esclusi un paio belli poi niente di nemmeno decente), dicevo un regista che giocando sulla sua fama di ipocondriaco è uscito dagli studi mettendosi la fatidica mascherina, dopo esserci stato venti minuti senza, a sputacchiarsi con Carlo Conti: si vede che gli piacciono proprio, gli autogol comunicativi. Poco prima, infatti, ne aveva fatto un altro, enorme: dopo aver simpaticamente rimbrottato "quei fresconi che all'inizio dicevano che era solo un'influenza un po' più forte", ha raccontato che il lockdown è arrivato proprio alla vigilia dell'uscita nelle sale del suo ultimo capolavoro, per il lancio del quale avevano peraltro scelto proprio il lombardo-veneto, le zone che sarebbero diventate di lì a poco le più colpite (e forse a conti fatti, se mai saranno fatti bene, si scoprirà siano state le sole, davvero colpite, e chissà da cosa), dove quindi decine di persone dello staff hanno trascorso decine di giorni sempre tra eventi teatri e ristoranti, senza che nessuno si beccasse niente. E ha avuto pure la faccia tosta di dire che era stata "fortuna", tra le risate del pubblico. Chissà se a qualcun altro, oltre che al sottoscritto, è venuta a mente la semplice deduzione che l'episodio, che in quanto tale non dimostra niente, se proprio gli si vuol dare un valore ce l'ha esattamente nel senso opposto dall'obiettivo di chi ce lo ha raccontato, dando ragione ai fresconi: una normale influenza li avrebbe contagiati in tanti. E magari lo ha fatto - o hanno fatto tutti il tampone, o almeno quelli che hanno avuto qualche linea di febbre o fatto qualche starnuto?
No, non mi arrenderò mai: stiamo parlando di un virus che non si è comportato in maniera molto diversa dai suoi predecessori, salvo che per il modo tragicamente sbagliato con cui si sono curati i malati nei primi tempi e soprattutto in alcune zone, modo che in quei tempi e in quelle zone ha sballato le statistiche, che però depurate di quei tempi e di quelle zone sono inferiori, altroché, a una normale influenza. Non insisto solo perché questi hanno fermato un Paese, e hanno buon gioco a prendersi meriti impropriamente: se fermi completamente il traffico, è ovvio che non ci sono più morti per incidenti stradali, salvo quei coglioni che già sfrecciano coi monopattini elettrici (impedendo il tranquillo struscio sul Corso). Ma resto convinto che il sistema sanitario di un Paese democratico moderno deve, ripeto DEVE, poter affrontare un'epidemia di queste proporzioni, e anche una dieci volte più contagiosa e letale, senza costringere incostituzionalmente tutti i cittadini, il 99% dei quali sanissimi, a restare chiusi in casa per mesi, e quindi moltissimi di loro a finire in rovina. Un modo per sapere chi ha ragione ci sarebbe, ma potete scommetterci che non lo faranno mai, perché se poi vengono sbugiardati devono come minimo andare a processo: sessanta milioni di sierologici, e se danno anche solo 6 milioni di positivi, come più o meno tutte le influenze, è bello e dimostrato che hanno fatto una cazzata enorme, anche ammettendone la buona fede. Ma devono essere a tappeto, e con garanzia di anonimato, altro che la insulsa app che ha già rovinato la vita ad alcuni dei cazzoni che si sono affrettati a installarsela senza riflettere sulle conseguenze (passi vicino a un altro cazzone che era pure positivo, e sei sequestrato in casa tu e i tuoi familiari anche senza avere niente, e magari avevi appena riaperto il bar e allora ti sta bene che se lo pigli il cravattaro).
Ma anche volendo ammettere la buona fede o persino l'efficacia (ho detto "anche volendo": trattasi di espediente retorico), il problema arriva dopo. Ora, e domani. Tu Signore vuoi fermare il motore del Paese? Sei padrone - se non tu chi? - ma poi hai l'onere di riavviarlo. Sono, per usare un eufemismo, cazzi tuoi. NON puoi venirci a dire che l'Imperatore ti lega le mani. Sennò noi abbiamo diritto ad assaltare il castello e prenderti il tesoro. E se poi arrivano le truppe dell'Imperatore a pretenderlo indietro (ma non era il tuo?), ce la vedremo con loro, magari soccomberemo davanti a forze soverchianti, ma venderemo cara la pelle. Capita la metafora medievale? Chi è Sovrano ne ha onori e oneri. Trump sta cacciando i soldi, e l'economia USA sta ripartendo anche ad epidemia più attiva che da noi. Conte non può, quindi non è sovrano... quindi - udite udite - non poteva nemmeno fermarci. Chi è il nostro sovrano, la UE? dovevano fermarci loro, eventualmente, e comunque ora devono risarcirci loro. Sull'unghia, la BCE stampando Euro. Ogni altro scenario, Mes, recovery fund, o altra etichetta anglofona ad occultare prestiti, quindi ulteriore indebitamento quindi schiavizzamento dell'Italia, è da respingere al mittente con ignominia, e senza mezzi termini. E chi dice il contrario o è prezzolato, e allora è un traditore da processare e arrestare, o non lo è, e allora è un deficiente pericoloso da emarginare.
Mi rendo conto dei toni forti, ma se non la pensate così, perdonatemi ma vi sarete meritati la rovina che arriverà. Se non arrivano i soldi europei prima di subito, e a titolo totalmente gratuito, infatti, anche quelli che sono riusciti a riaprire la loro attività, tra buffi da fare per onorare i pagamenti nel periodo di chiusura forzata e minori introiti successivi per via delle cervellotiche e spesso contraddittorie misure delle fasi 2 e 3 e per via della paura instillata nella gente da una campagna di stampa criminale (e lungi dal terminare), la dovranno chiudere. Ma non pensate, anime belle, "chissenefrega io compro su Amazon". Meno soldi girano, meno ce n'è per tutti. Un tracollo del 20% dell'attività economica, che fino ad oggi si era visto solo in seguito ad eventi bellici, senza misure da cavallo si traduce presto in un crollo di entità multipla. Le entrate fiscali sono già calate: crolleranno. E presto vi diranno che non ci sono più soldi per pagare gli impiegati pubblici, che peraltro grazie allo smart working avranno dimostrato che ne basta la metà, a voler essere generosi. E voi magari applaudirete pure, "gli sta bene, sti fannulloni!" Ma così la domanda interna scenderà ancora, esponenzialmente. Eccetera eccetera. Quando arriveranno le elemosine della UE, se mai arriveranno, sarà troppo tardi. Pretendete risarcimenti subito, o siete morti. Pretendete di rientrare in ufficio, o siete scemi, e poi morti. Pretendete un governo che sia disposto davvero (quindi non l'attuale centrodestra, niente illusioni) a sbattere la porta in faccia all'Europa se non sgancia immediatamente, o siete morti.
I sopravvissuti, li vaccineranno di un vaccino inutile al Covid19 che chissà cos'altro contiene, e li camperanno con sussidi di povertà. Il disegno è questo: Guglielmino si è fatto già scappare un vaticinio sugli attacchi chimici, non dovesse bastare la ripresa dell'epidemia, data per certa dagli evidentemente bene informati. Come dite? esagero nel catastrofismo? IO? ma non era meglio esagerare in un senso a novembre, attrezzandosi per spegnere sul nascere i focolai e comunque prepararsi a curare i malati lasciando campare gli altri, piuttosto che farlo in un senso molto più deleterio da marzo? Sentite a me, se ci tenete ancora a quel po' di libertà che vi è rimasta, preparatevi a lottare e resistere per essa. Cominciando dallo spegnere la TV e impiegare il tempo di un TG a leggere le cose giuste, ad esempio seguendo i link nel testo del post e quelli belli carichi che ho lasciato per dessert:
  • Bagnai, ovvero i dati nudi che dimostrano che gli italiani sono di gran lunga gli europei più virtuosi, quelli che negli ultimi trent'anni più di tutti hanno dato ricchezza allo Stato di quanta ne abbiano avuta da lui - mi spiace non avere alcuna fiducia nel fatto che una volta al governo la Lega lasci dettare la linea politicoeconomica a gente come lui, piuttosto che a qualche berlusconiano a caso;
  • Piccioni e Dal Corno, ovvero dati alla mano come e quanto le privatizzazioni in Italia siano state un disastro, e non c'è salvezza se non in una forte ripresa del ruolo dello Stato in economia (certo, facendo tesoro dei lati negativi, specie inefficienza e corruzione, che però hanno caratterizzato ancora di più il privato mentre la narrazione era che sarebbero sparite ipso facto);
  • Bizzi, ovvero quello che penso io detto ancora più direttamente, letto dopo aver completato questo post e aggiunto alla fine per completezza. Conte non è Churchill, è Cromwell, sapevatelo.

venerdì 26 giugno 2020

IL BAAARATRO!

Immagine dal sito Ovidio news
Sentito dire a questi facciatosta che non dovremmo lamentarci: la manovra che stanno facendo ammonta a oltre 50 miliardi, la più grande del dopoguerra. Ovviamente, il cronista che riportava la dichiarazione, avendo come tutti i suoi colleghi da tempo abdicato per campare anche al minimo sindacale di etica professionale, non si è sognato nemmeno di obiettare, o chiosare, che la manovra ammonta però a meno di un decimo del danno fatto bloccando indiscriminatamente tutte le attività economiche del Paese per fronteggiare una presunta emergenza di una zona circoscritta (quella in cui si sono riscontrati gran parte dei nuovi contagi anche in fase 2 e 3).
A guardarmi attorno, temo che resterà un sogno, ma almeno i sogni non sono ancora vietati, e io sogno che un giorno questa gente venga chiamata davanti a un tribunale a rispondere delle proprie colpe, che potrebbero andare dall'alto tradimento, ove venisse dimostrata in qualche modo la loro eterodirezione magari dietro compenso (sui piddini in realtà le prove sono abbondanti e annose, sui grillini mai me lo sarei aspettato e ben mi sta, e i presunti fondi chavisti hanno tutta l'aria di una fake news messa li a coprire ben altre provenienze e destinazioni), alla seminfermità mentale, ove si dimostrasse che davvero credevano necessario, per combattere una influenza più tosta del solito, infliggere più danni di un conflitto bellico senza avere la minima intenzione, poi, di fare l'unica cosa che bisognava fare per ripararli: uscire dalla UE (vota Paragone, non mi fido più nemmeno di Di Battista) e stampare soldi. 
Ma intanto che sogno resto sul dettaglio, e vi parlo di alcune cose spicciole (di cui una mi riguarda da vicino), casomai aveste ancora bisogno di convincervi che siete guidati da criminali o da deficienti, e non si sa cosa è peggio delle due cose.
Editoria. Già l'Italia non era un posto dove si leggeva molto. Ma i dati dell'impatto del lockdown sull'industria del libro sono da bombardamento a tappeto: dimezzati persino gli acquisti on-line, che in altri settori sono stati gli unici a resistere, in libreria siamo attorno a un taglio di due terzi. Il fatto che la promozione editoriale del mio Sushi marina si sia svolta nel mese di febbraio (ho preso uno degli ultimi aerei da e per Reggio per presentarlo) è solo una gocciolina nel mare, ma per me, capirete, conta: non che contassi di farne un best seller, ma un "che sfiga!" lasciatemelo dire. E poi magari cercate di procurarvelo da qualche parte, vi giuro che amaro ma si ride, vi volerà tra le mani.
Vaccino. Siamo alle barzellette. Un qualunque farmaco perché venga inserito in prontuario necessità mesi o forse anni di sperimentazioni in doppio cieco: si prendono due gruppi di malati statisticamente simili e a uno si somministra il farmaco all'altro solo eccipienti, senza dire a nessuno cosa gli si è dato, poi si confrontano statisticamente i risultati. L'ho detta semplice, e un po' più complicata ancora è con gli effetti collaterali e le controindicazioni. Questi, tradendo la loro intenzione primigenia, vogliono iniettare ai nostri figli un qualcosa testato in fretta e furia: attenzione, ce n'è abbastanza per un classico "dovranno passare sul mio cadavere". Anche perché: (1) questo virus non è pericoloso per i giovanissimi, (2) quello che girerà l'anno prossimo sarà come minimo quel tanto diverso che il vaccino sarà inutile, e (3) pare che le zone dove c'è stato il livello di contagi e mortalità che ha spostato le medie nazionali siano proprio quelle dove poco prima era stata fatta una massiccia campagna di vaccinazione antiinfluenzale. No pasaran!
Distanziamento. Per le stesse ragioni di cui sopra, costringere i nostri figli a stare a scuola senza toccarsi o abbracciarsi, magari separati da plexiglas, o peggio di peggio per ore con la inutile e anzi perniciosa mascherina, è una follia da combattere in ogni modo. Anche senza condividere il timore che si tratti proprio di manovre volte a cambiarne le attitudini sociali, leggi impecoronirli fin da piccoli, è una impostazione da sperare fino alla fine che non passi, e se no combattere con tutte le forze. . 
Economia. Non ci sono cazzi. Se ci sarà ancora consentito di votare in libere elezioni, dobbiamo sostenere qualunque schieramento che si dichiari apertamente, convintamente, motivatamente e senza equivoci, di ispirazione keynesiana. Non riusciremo a cambiare i trattati UE in modo che ce lo consenta, arrendiamoci e molliamola. E qualunque altro discorso, quindi in primis tutte le fesserie che Conte e sodali strombazzano in tutti i TG ogni giorno, sono bugie patentate, fumo negli occhi che ha come unico obiettivo confonderci e prendere tempo, fino a che, avendo chiesto altri prestiti in qualunque forma sia, non sia troppo tardi. A quel punto ci toglieranno gli ultimi contratti di lavoro garantiti, la casa, e i risparmi privati. Vedrete, e io vi dirò che ve l'avevo detto, senza pietà. Anche prima di questa cosa che ha avuto l'impatto di una guerra mondiale, ma a maggior ragione dopo, serviva una banca centrale vera, che stampi i soldi che servono e li inietti nell'economia reale, non in quella finanziaria come fa la BCE. Anche se siete europeisti, e vorreste che questa banca fosse la BCE stessa, arrendetevi al concetto elementare che non essendo questa cosa utile a tedeschi e sodali non ce la concederanno, e dobbiamo fare da soli, o uniti agli altri Paesi mediterranei. Non c'è alternativa: o questo, o il baratro.

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