giovedì 10 ottobre 2019

VOX - LIBERIAMO L'ITALIA

Immagine presa da questo post di Diego Fusaro
La notizia in cronaca è l'approvazione a larghissima maggioranza (non, però, sufficiente a scansare del tutto l'eventualità di un referendum confermativo: a questo riuscì soltanto, nella storia d'Italia, l'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, col voto anche della Lega prima che si scoprisse sovranista) della legge costituzionale di taglio dei parlamentari a circa due terzi degli attuali.La cosa è pompata dai media di regime come fosse uno dei pilastri del sistema di valori grillilno, finalmente giunto alle leve del potere in un governo che a differenza del precedente fa le cose, quando in sostanza sta al progetto originario dei cinquestelle come il classico topolino alla montagna, la sproporzione rendendo patetico il tentativo di presentarla come l'inizio della realizzazione della famosa rigenerazione della politica come ce l'avevano fatta sognare.
In soldoni, si tratta di un risparmio ridicolo in valore assoluto e percentuale, e meno importante sul piano simbolico delle parziali rinunce alle prebende di cui si erano resi protagonisti i grillini all'ingresso nel Palazzo (però allora messe in ridicolo dai media, vedi come cambiano i tempi...). Fin qui poco male, si potrebbe rispondere che anche una maratona si corre un passo alla volta (anche se sarebbe facile rispondere che come metafora sarebbe più adatta quella dello svuotare il mare col cucchiaio...). Il problema è che a questo sassolino sull'altro piatto della bilancia corrispondono due macigni: uno, gravissimo sul piano simbolico, è che la misura era prevista quasi identica nei piani della P2 di Gelli (e Berlusconi); l'altro, più grave sul piano pratico, è che la stessa si traduce di fatto in un consistente surrettizio aumento della soglia di esclusione dalla rappresentanza parlamentare, anche in permanenza di un proporzionale puro, figurarci (fino al 20%) con gli inguacchi che sicuramente stanno preparando e infatti hanno promesso in tema di legge elettorale.
Qualcuno potrebbe dirmi, a questo punto: ma come, sono anni che rompi i cabbasisi col movimento 5 stelle e ora ne prendi le distanze così evidentemente? La risposta è facile: non sono io che prendo le distanze, sono gli altri che si spostano. Sembra la barzelletta del vecchio rinco contromano in autostrada, ma purtroppo non lo è: la coerenza non si misura con l'appartenenza a questa o quella bandiera, ma rispetto a un dato sistema di valori, almeno nelle grandi linee. E da questo punto di vista, essere un uomo di sinistra-sinistra con i principi costituzionali come stella polare e un certo pragmatismo a farlo optare per una pratica keynesiana (pur restando convinto comunista in teoria) e a fargli scartare le formazioni irrilevanti (perché la politica è arte del possibile e non serve a niente votare per chi non può incidere sulla realtà), e restare fermo in queste convinzioni, significa che negli anni ti è toccato votare PCI, poi PDS, poi PD, poi M5S, e ora chissà.
Già, perché se è vero che in realtà parrebbe stia emergendo un soggetto politico in grado di rappresentare abbastanza bene quel sistema di valori, è altrettanto vero che fino a che questo non prometterà piuttosto seriamente di non essere che l'ennesimo partitino ha senso al massimo guardarlo con simpatia, e con la riduzione dei parlamentari, anche senza una nuova legge elettorale, questo si traduce in una massa critica di oltre il 5% almeno. Da subito. Il soggetto si chiama VOX ITALIA (qui potete scaricare il manifesto politico), diamogli un'occhiata.
Volendo azzardare una estrema sintesi definitoria (qui le impressioni più estese di Mazzucco, qui quelle di Carraro), si tratta di un movimento "sovranista di sinistra". Il suo primo promotore, Diego Fusaro, filosofo il cui blog da qualche tempo è tra quelli che seguo costantemente e cito ricorrentemente, si è distinto nel sostegno dell'azione di governo gialloverde come adesso nella critica all'azione di governo giallorossa, o come dice lui giallofucsia, con felice intuizione rimarcando la mancanza di alcun titolo da parte del PD e affini a colorarsi di una tinta con quel significato storico, laddove invece gli si addice maggiormente una associabile a uno dei tanti diritti civili difesi per imbonire le masse di cui non si difendono più quelli materiali sociali ed economici.
La patente di credibilità della sua proposta politica, però, gliel'hanno data, come spesso succede, i nemici: la pagina Facebook di VOX Italia è stata oscurata (forse ripetutamente, forse anche adesso non è raggiungibile, e comunque non solo quella) con la scusa dei contenuti razzisti o nazisti, ridicola per un movimento che si richiama dichiaratamente a Gramsci e Keynes. Quando ci accorgeremo che tutto il potere che abbiamo dato ai social network di fatto ha reintrodotto il reato d'opinione, sarà sempre troppo tardi.
Ancora non ha subito lo stesso destino un'altro piccolo schieramento politico, questo attivo da anni anche se poco entrando nell'agone elettorale: il Partito Umanista. Esso è tra i promotori di una manifestazione di cui probabilmente non avete sentito parlare, che si svolge a Roma il 12 ottobre NON ammettendo alcuna insegna partitica, al motto di "Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti!" Che disegno eversivo, eh?! Eppure, per il pensiero unico eurista, che da decenni ci fa il lavaggio del cervello mentre ci toglie uno a uno i diritti acquisiti in decenni di lotte, è proprio così. Si può dire tutto, salvo quello che è veramente scomodo rispetto alle decisioni prese ademocraticamente e una volta per tutte. Se lo fai, se sei piccolo ti faccio sparire, con ogni mezzo possibile dalla denigrazione al bando, se sei grosso ti faccio oggetto di un attacco concentrico volto alla tua omogeneizzazione (ed eccovi spiegata la parabola pentastellata...). Leggetevi qui la lista dei promotori: ci sono il suddetto Fusaro, Galloni, la Bifarini, Blondet, eccetera. Se com'è probabile falliranno, saranno dimenticati o emarginati, ma sia mai si riuscisse a salvare l'Italia, saranno ricordati tra i salvatori della Patria.
Detto questo, la mia concezione realistica della politica mi induce a non considerarli come votabili fino a quando non solo riusciranno a portare il loro schieramento alle elezioni, ma lo faranno in modo da darmi l'impressione di poter raggiungere una massa critica capace di esercitare una influenza. Ma in parallelo il mio inguaribile idealismo mi impone di seguirne lo sviluppo con attenzione, come a suo tempo feci con Grillo e i suoi. Spero di convincervi a fare altrettanto.
L'Unione Europea è (diventata, almeno) un progetto criminale di asservimento di una parte d'Europa da parte di un'altra: il quarto Reich con altri mezzi. L'Euro non è una moneta, è un sistema di cambi fissi finalizzato ad una migliore attuazione del suddetto progetto. Se ci si vuole salvare, bisogna uscirne, dall'uno e dall'altra. Basta credere alle favole e alle promesse (tra l'altro, questa di Draghi dimostra che le cose giuste le sanno, quindi hanno evitato scientemente di farle, ed ora ce le agitano davanti al naso per recuperare consensi ma ben sapendo che i padroni del vapore - leggi Germania e Paesi satelliti - non lasceranno mai che si facciano, ne va dei loro interessi), bisogna aumentare la retribuzione del fattore lavoro e incrementare l'occupazione. Chi si rifà alla Thatcher tradisce che il suo antieuropeismo è solo funzionale al consenso, dato che condivide con gli aguzzini che dice di voler combattere l'ideologia di fondo: il neoliberismo. Come ben spiega Cavalleri, sovranità, libertà e democrazia sono tre concetti inscindibili: le cessioni anche parziali della prima presto o tardi portano a diminuzioni almeno proporzionali delle altre. E la moneta è uno dei cardini che tengono assieme questo trinomio, per questo deve essere sovrana, uno strumento in mano allo Stato con cui esso attua i suoi fini, o come dice Conditi "un bene pubblico che appartiene alla gente".

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