MA E' CIOCCOLATA O...?

Non siamo dalle parti di Piero Manzoni (lo scultore di "Merda
d'artista"), ma da quelle di un ristorante "à la page" di Taipei..
C'è un dilemma antico quanto le situazioni che può bene rappresentare, quelle in cui l'apparenza delle cose è tale che la sostanza delle stesse può essere facilmente equivocata, e tra interpretazioni spesso opposte che più non si può.
Un esempio attualissimo è l'ultimo film di Clint Eastwood: da una parte critiche di segno opposto e polarizzate tra i due estremi "boiata nazionalpatriottistica dell'ormai rincoglionito regista repubblicano de L'ispettore Callaghan" e "ennesimo capolavoro dell'intramontabile maestro di Million dollar baby e Gran Torino", dall'altra un successo di pubblico talmente grande da soffiare sul fuoco del dubbio (perché un film visto così tanto non può essere senza pregi, ma non può nemmeno sfuggire facilmente all'etichetta di "roba facile dal messaggio scontato che quindi piace alle masse").
In queste situazioni, non c'è altra soluzione che avvicinarsi se non ad assaggiare, almeno ad odorare il conquibus, per dirimere la questione. E quindi toccava (tocca, se non l'avete ancora fatto) andare a vederlo.
Ora, che non fosse un capolavoro del livello di quelli succitati o - per dire - di Mystic river, era scontato a priori anche solo statisticamente. Oppure bastava aver letto (ad esempio da Leonardo) che il film nasce da un progetto altrui ed è stato solo completato, dal vecchio Clint. A cui quindi è logicamente ascrivibile, con buona approssimazione, tutta la distanza che c'è tra American sniper com'è venuto e il polpettone retorico che sarebbe venuto fuori dalle mani di quasi qualsiasi altro. Ci sono almeno un paio di dettagli che marcano questa distanza, che può notare solo chi ha guardato il film (e quindi da qui in poi chi non lo ha fatto e intende farlo smetta di leggere):
  • è vero che non è una novità, ma il confronto in parallelo tra i due cecchini qui è fatto da uno capace di raccontare la battaglia di Iwo Jima da due punti di vista con due film entrambi epici, e sai che magari non lo farà ma potrebbe essere solo lui capace di farci vedere la guerra di oggi vista dalla prospettiva di quelli che ci piace chiamare terroristi;
  • tra tutte le milioni di ore di trasmissioni televisive che Eastwood poteva scegliere per prendere quei dieci secondi in cui il Nostro vede in TV l'attentato alle Torri gemelle, ha scelto quelli in cui il commentatore ha detto che sembrano venire giù come in una demolizione controllata. Non so in quanti ve ne siete accorti, e a me pare abbastanza per dirimere la questione se il punto di vista registico sia o meno quello del protagonista: no che non lo è. Non è neanche l'opposto, ma non è cerchiobottismo: per accollarsi e portare a termine questo film occorreva camminare sul filo di un rasoio affilato, e secondo me "il Buono" ci riesce.
In realtà il film l'ho visto un po' di tempo fa, ed era un po' che volevo commentarlo ma non trovavo la chiave giusta. Me l'ha data un'amica comune segnalandomi che Sandro Curatolo è uscito con un'instant song sui fatti di Charlie Hebdo. Il pezzo, che fa molto divertire e assieme riflettere come tutti i suoi, sia da solista che coi Pura Utopia, usa la metafora che mi ha dato la chiave di cui sopra, in una declinazione tutta sua che non voglio rovinarvi: ascoltatela.

L'ALBA DELLA DEMOCRAZIA?

I distintivi sono così: si tolgono, si buttano, poi
magari si raccolgono e si rimettono...
I commenti di oggi alla vittoria di Tsipras in Grecia, sia sul mainstream che sui social network, si dividono in due famiglie: esultanti per l'affermazione finalmente di una Sinistra Vera che può far cambiar rotta all'Europa o perlomeno mostrare la Strada, o allarmati per le conseguenze disastrose sulla già precaria situazione economica di questo scarto dei pigri e indisciplinati ellenici dal sempre necessario rigore alla base della costruzione europea.
Sgombriamo subito il campo da un paio di equivoci:
  1. se l'esempio greco vale, per vedere (e forse...) anche da noi un partito di sinistra-sinistra con quelle percentuali bisogna attendere che taglino drasticamente il pubblico impiego per personale e retribuzioni, il sistema produttivo si azzeri, e la gente faccia fatica a mangiare e debba bruciare i mobili per riscaldare le case;
  2. l'economia greca sull'Europa pesa meno di quella della Lombardia.
Fate girare le rotelle, e non sarà impossibile dedurre che sia le speranze che gli allarmi sono decisamente frutto di esagerazione, o magari di whishful thinking.
Aggiungiamo una considerazione discriminante, già presente a priori in chi non ragiona per appartenenza o stereotipi di altra natura: Tsipras non ha mai messo in discussione l'Euro, ma dice di credere che anche con l'Euro sia possibile una Crescita (che includa anche le mirabolanti promesse elettorali che ha fatto), invece chiede la rinegoziazione del debito, posizione che anche da noi viene accreditata di un certo fascino. Purtroppo basta una conoscenza minima, e non sporcata da sovrastrutture ideologiche, dell'economia per rilevare che:
  • non è assolutamente possibile nessuna politica realmente espansiva all'interno dell'attuale area Euro (forse, se ci fossero - e non ci sono - le condizioni per un'uscita dall'Euro dei Paesi forti, cioè Germania e satelliti, o - il che è uguale - se si creasse un'Euro2 per i PIIGS+Francia, ma allora non si capisce chi dovrebbe coordinare e come questi Paesi e perchè non sarebbe più semplice e augurabile tornare alle monete nazionali...), quindi chi la ventila - come Tsipras - o è ignorante, o mente, o bluffa - quest'ultima ipotesi, l'unica che salverebbe Tsipras dall'incarnare l'ennesimo utile idiota della sinistra al servizio del Capitale, la verificheremo presto: la Troika ha concepito il QE (peraltro una vera sòla, e come dovrebbe essere uno vero ce lo deve dire un giornalista di destra...) su misura per escludere chi voglia sottrarsi al cappio dell'austerità, il che costringerà a breve il nuovo governo greco a rimangiarsi le promesse elettorali o a uscire dall'Euro per tentare di mantenerle;
  • non è assolutamente possibile la rinegoziazione del debito senza uscire dall'Euro anzi dall'Unione europea, o meglio senza avere dimensioni tali che il solo ultimatum "rinegoziamo o usciamo" sia una minaccia sufficiente a far si che l'Unione europea cambi o muoia - l'Italia, magari con Spagna e Francia ma anche senza, le avrebbe, ecco perchè cari amici di sinistra gli utili idioti siete voi che avete ostacolato in tutti i modi possibili e immaginabili il progetto Grillo anche quando rischiava di realizzarsi e non noi che ci abbiamo creduto (e ora, a prescindere se sia da archiviare nella Storia o abbia ancora speranze di attuazione, abbiamo la coscienza a posto).
Ad oggi quindi lo scenario più probabile per la povera Grecia è che le palle, ben strette nel pugno di chi l'ha ridotta scientemente (e non perchè gliene importasse granchè, ma per terrorizzare chi volesse imitarla) in queste condizioni grazie a una serie di misure a spirale, di cui il Quantitative Easing condizionato è solo l'ultima, le vengano stritolate. Questo sia se anche la sinistra-sinistra svelerà il suo collaborazionismo agli occhi degli ultimi, e allora la prossima alba greca sarà meno democratica e più dorata, sia se Tsipras dovesse ammettere il bluff e chiedere l'uscita dall'Euro (visti gli alleati che si è scelto, sembrerebbe, ma come la mettiamo amici di sinistra con la purezza delle alleanze con cui avete scassato i cosiddetti a Grillo?), che la Grecia non ha strutturalmente le condizioni di affrontare senza andare a picco.
Quelle condizioni che noi avremmo, ovviamente se e solo se - però - accompagnate da una ineditamente seria e senza quartiere lotta a illegalità corruzione e malaffare, senza la quale anche riuscire a ridotarsi di una moneta sovrana sarebbe solo un clamoroso autogol. Ancora una volta, questo aspetto lo ha colto solo la proposta politica grillina. Ma forse è davvero troppo sperare che gli italiani lo capiscano...

LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA

Chissà se la cosa è frutto di una strategia di comunicazione oppure è un accidente semantico fortuito, fattostà che l'appuntamento del 24 gennaio a Piazza del Popolo organizzato dal moVimento 5 stelle si chiama "notte dell'onestà", espressione che assieme al significato primario di "manifestazione in cui si celebra l'onestà" se ne trascina uno secondario di segno opposto, se è vero che per "notte della Repubblica" si intendeva per senso comune (al punto di titolare così uno storico programma Rai) una lunga fase in cui sulla Repubblica italiana era sceso il buio.
Ora, se l'onestà, che non è mai stata particolarmente popolare nel Belpaese, è decisamente ormai sotto l'orizzonte, e con essa anche ormai quasi anche la voglia anche solo di nominare ancora invano il nome della democrazia, forse è il caso di andare a dare un'occhiata, per vedere se i grillini hanno ancora qualche speranza di uscire dal pantano in cui sono finiti anche (ma non solo...) per colpa loro, anche se dopo il nulla di fatto prodotto da riunioni oceaniche come i 3 milioni per Cofferati contro il duce2 viene difficile credere che contro il duce3 serva a qualcosa riempire una piazza.
Servirebbe invece forse comprarsi un canale tv, e magari metterci le donne nude tra un bollettino politico e l'altro se non ti puoi permettere di comprarti direttamente nakednews, qualunque cosa pur di raggiungere un'audience sufficiente a fare sentire a tutti un'altra campana, che i telegiornali ormai sono talmente monocorde che si rimpiangono (haivoglia!...) i bei tempi della lottizzazione, che almeno con una triangolazione tra prospettive diverse un'idea in 3d di quello che succedeva te la potevi fare, mentre ora è tutto appiattito sul verbo renzusconiano e la religione euromonetarista.
Faccio alcuni esempi, di visioni delle cose che sicuramente NON avete sentito in TV, perchè non le ha dette nessun telegiornale e se sono state espresse da qualche raro ospite eterodosso di un talkshow et similia è stato in un contesto in cui sono state sommerse dalla caciara:
  • il Quantitative Easing della BCE - avete sicuramente sentito che si tratta di una montagna di soldi, che faranno finalmente riparte la crescita, che il prode Draghi ha mantenuto quanto promesso e finalmente ha cambiato rotta all'Europa incanalandola il politiche espansive. E' falso: i soldi anche stavolta non saranno immessi direttamente nel circuito ma attraverso le banche, senza alcun vincolo di destinazione per cui le stesse anche stavolta li useranno per gli affaracci propri (rimandare il fallimento, fare gonfiare un'altra bolla speculativa), che saranno erogati non a favore dei Paesi che ne hanno più bisogno ma in quote prefissate (per cui la fetta maggiore l'avrà la Germania, sic!), anzi che i Paesi più a rischio rischiano di averli solo a patto di ulteriori cessioni di sovranità (in pratica, stanno puntando la pistola alla tempia di Tsipras...), e che a sopportare l'onere non sarà se non in minima parte l'Europa ma le singole banche centrali. Per cui per la crescita costerebbe molto meno, e renderebbe molto di più, l'adozione del reddito di cittadinanza (che invece vi dicono che è insostenibile, è solo una proposta populista grillina...). Per sapere queste cose, se non seguite il blog di Grillo, e non vi fidate del Fatto quotidiano, basta spulciare persino nel Corriere della Sera: le trovate dopo un titolo rassicurante (ma falsamente: l'Euro debole avvantaggia solo le esportazioni extraUE, quindi di nuovo soprattutto la Germania, noi esportavamo soprattutto dentro la UE anche grazie alla Liretta);
  • la riforma delle Banche Popolari - avete sicuramente sentito che si tratta di una misura che attraverso l'accorpamento e la trasformazione in SpA consentirà un più facile accesso al credito da parte dei cittadini. E' falso: consente solo da un lato di sottrarre al controllo dei piccoli azionisti gli ultimi istituti che in qualche modo vi erano sottoposti, e dall'altro di far confluire le magagne dei piccoli in un accrocco grosso, l'ennesimo "too big to fail" che poi quando le magagne sommate emergono non si potrà lasciare fallire, modello Montepaschi insomma. Ah, e scordatevi che ciò (esattamente come per il q.e.) sposterà di un millimetro la disponibilità del sistema bancario a concedere credito: quella, semmai, segue un sistema che cresce grazie al deficit spending, non lo precede mai, perché "le banche non sono istituti di beneficenza" e i soldi li mettono dove fruttano di più, cascasse il mondo;
  • la nuova legge elettorale, detta Italicum forse in omaggio a quella strategia della tensione che avviò la Restaurazione antidemocratica - avrete sicuramente sentito che si tratta di un accordo bipartisan che accoglie in sostanza le eccezioni di incostuzionalità con cui la Consulta ha emendato il porcellum creando in pratica il cosiddetto consultellum, consentendo di contemperare proporzionalità, reintroduzione delle preferenze, e certezza di governabilità. E' falso: il meccanismo a studiarlo bene si scopre che per chi vince le elezioni prevalentemente, e per chi le perde quasi esclusivamente, elegge i capilista indicati dai partiti, e per passare il premio di maggioranza dalla coalizione al partito vincente, cioè da una situazione potenzialmente vantaggiosa per il centrodestra a una vincente per il centrosinistra (ammesso che alla fine non agevoli qualcun altro, ci sarebbe da ridere...), si paga a Berlusconi il prezzo giusto del Presidente di suo gradimento e della cancellazione delle condanne;
  • le mitiche primarie, così sacre che hanno rischiato pure di finire dentro la legge elettorale - avrete sicuramente sentito che si tratta di uno straordinario esercizio di democrazia, con cui il centrosinistra marca la sua differenza genetica dagli altri schieramenti dominati da miliardari autocrati dediti alle epurazioni dei dissidenti. E' falso: senza attendere le prove lampanti del loro consistere in un mercato delle vacche, venute fuori non a caso dopo il giubilamento di Cofferati (ancora lui), tali che si può senz'altro affermare che con Renzi il centrodestra ha "scalato" il centrosinistra come con un OPA ostile mascherata, bastavano logica e istinto per capire che nulla impediva che a votare fossero quelli dell'altra parte o semplicemente gente prezzolata e che quindi l'unico effetto certo dell'introduzione delle primarie sarebbe stato lo stesso del televoto a Sanremo, vincitori che non sanno cantare con canzoni orrende votati tantissimo da gente che non capisce di musica.
Questa distanza crescente di quello che vi raccontano dalla verità, che la Pravda (in russo, appunto, verità) al confronto impallidisce, è tutto meno che un caso: leggetevi il decalogo di Chomsky (e pazienza se è apocrifo) riportato da Odifreddi, e aprite gli occhi, poi spegnete la tivù, e - anche se poi magari non serve a niente - andate in piazza a vedere che si dice. Che poi è la traduzione migliore (di De Crescenzo) del greco antico agorazein, uno dei fondamenti della democrazia.

FRANZ THE DUMPER

Ve l'avevo già detto: "la scimmia del quarto Reich ballava la polka
sopra il muro, e mentre si arrampicava le abbiamo visto tutti il culo"
 - Fabrizio De Andrè, poeta e profeta, La domenica delle salme, 1991
Il dumping è nella teoria economica la prassi di vendere qualcosa all'estero a prezzi inferiori a quelli praticati nel Paese di produzione, o addirittura a quelli di costo. Per estensione, il concetto si può applicare a qualsiasi strategia aggressiva che mira a strappare quote di mercato a un concorrente anche a patto di andare momentaneamente e parzialmente in perdita, quindi non sto parlando del negozio cinese o del centro commerciale che per motivi diversi possono permettersi di praticare prezzi migliori ancora guadagnando, ma ad esempio della palestra che ruba soci a quella accanto studiando formule di abbonamento con cui con loro ci rimette (agli altri fa prezzi normali, e li alzerà a tutti non appena sarà riuscita a far chiudere l'altra palestra), o per usare un esempio di cui tutti voi avete certamente avuto esperienza delle offerte delle compagnie telefoniche sempre più convenienti per chi cambia operatore.
La rivoluzione industriale, strappando i contadini al contado per necessità di operai vicini alle fabbriche e un minimo acculturati, ha causato la loro presa di coscienza di classe e innescato la dialettica tra capitalismo e socialismo. Questa è sfociata nella rivoluzione russa, che dimostrava tutta la sua potenzialità di sviluppo e di elevazione delle condizioni materiali dei sudditi, ora cittadini e compagni, proprio mentre il capitalismo mostrava la corda causando milioni di poveri e/o i regimi fascisti. Sconfitti i quali con una guerra molto calda, bisognava ingaggiarne una fredda per attaccare il vero nemico. Ma siccome molti dei sudditi dei regimi capitalisti erano ancora convinti che quelli comunisti erano meglio, bisognava intanto aprire un fronte interno per convincerli del contrario.
Ed ecco la spiegazione storica del perchè e il percome nei tre decenni dopo la guerra mondiale il capitalismo appare ciò che non è: compatibile con la democrazia, col benessere dei popoli, coi diritti umani, con la stessa vita sul pianeta. Non lo è, per sua natura intrinseca. E' una follia, una teoria economica realizzabile solo in un sistema a risorse illimitate, perchè segue leggi iperboliche in un mondo le cui risorse seguono leggi paraboliche, e però riesce a fingere di essere realizzabile all'interno di sottosistemi a patto di sfruttare anche violentemente e drammaticamente altri sottosistemi, e i suoi sudditi gli credono perchè in fondo gli fa comodo credergli. E allora "Franz è il mio nome", concessioni sul welfare da un lato, leva monetaria e consumismo dall'altro, eccoci agli anni 80, col sistema già in crisi che pompa parossisticamente il suo dumping per mostrare la differenza. E vince. E appena vince, si mettono in moto le sue leggi inesorabili: mercato dei capitali unico, mercato delle merci unico, quindi mercato del lavoro unico. Non si fermeranno finchè tutti quelli che non hanno capitali e devono campare del loro lavoro non avranno più o meno lo stesso tenore di vita, e se questo è sotto la sussistenza vorrà dire che in un modo o nell'altro molti dovranno soccombere. E, dall'altro verso, finchè quelli che i capitali li hanno siano i più pochi possibile e sempre più ricchi.
Guardate le statistiche di oggi confrontate a quelle di prima della Crisi, solo sette anni fa: è una realtà crudissima, nel mondo poche centinaia di persone detengono una ricchezza pari a svariati miliardi di altre (queste le statistiche italiane). Tra le due classi, quella media si impoverisce e assottiglia sempre di più, e resta a fare da cuscinetto un piccolo ceto di privilegiati incaricato di gettare il fumo negli occhi ai nuovi schiavi, quello dei politici di carriera e degli araldi dell'infotainement.
Questa è la tendenza di fondo, se ci volete credere basta badare a come funzioni bene come chiave di lettura di tutti gli elementi in storia recente e in cronaca, dalla trappola-Euro al jobs act, passando per le privatizzazioni selvagge e lo smantellamento dello stato sociale.

BAMBINI TUTTI A TAVOLA!

La democrazia è ormai definitivamente passata di moda, ora bisogna
solo convincere a dismetterla chi si ostina a vestirla ancora. Dal risultato
del sondaggio Sky si deve purtroppo dedurre che ci saranno altri attentati.
Partiamo da queste statistiche: solo uno su cento tra chi legge un giornale o un blog (e già stiamo parlando di una minoranza degli italiani - e qui non arrivate peraltro quasi mai a cento) arriva alla fine di un pezzo, una decina al massimo andrà oltre il titolo per qualche riga. Trenta o quarant'anni fa non era così, ma che l'analfabetismo di ritorno fosse una strategia del capitalismo per disinnescare la democrazia, di cui non aveva quasi più bisogno se non come scenario di cartapesta, pochi se ne accorsero prima (Pasolini su tutti), alcuni ce ne accorgevamo durante, ed ora è cosa fatta, per cui la statistica di cui sopra include anche persone stimabilissime con valori condivisibilissimi e ottimi sentimenti. E' stata una strategia precisa, Berlusconi solo uno dei suoi strumenti più efficaci, ed ora siete pronti, bimbi belli. Ad ingoiare la pappa nei tempi e nei modi previsti.
Un esempio? La questione vigili urbani assenteisti a Roma. Solo chi ha voglia di capire sul serio scopre, con molta fatica, che la questione ha radici vecchie e una recrudescenza recente che ha portato ad una situazione di protesta dalle conseguenze prevedibili, che infatti sono state colpevolmente favorite per poi potervi raccontare la storiella che tutti avete sentito e creduto vera (i numeri veri sono qui per chi vuole) e cavalcare i vostri scontati cori di protesta contro gli assenteisti e gli statali fannulloni per sfondare sull'ultimo fortino della legittimità nel lavoro in Italia. E quando smantellando il pubblico impiego avranno completato l'opera, i vostri figli potranno aspirare al massimo a lavori transitori con paghe da fame e beati loro se avete casa da passargli.
Questo è il paradigma, e funziona in ogni campo: quello che serve a loro che voi pensiate e diciate, viene confezionato, c'è tutta un'industria a farlo, e se serve qualche evento a convincervi, viene creato o facilitato pure quello, c'è tutta un'altra macchina dietro, con ingranaggi spesso inconsapevoli.
E veniamo alla cronaca degli attentati islamici in Francia. Adesso siete tutti a ripetere salmi sulla libertà di stampa, la democrazia da difendere dall'integralismo, eccetera, perchè nel mainstream non c'è posto per il ragionamento critico, meno che meno in quei programmi che sembrano fatti apposta per ospitarlo. La realtà è che è dal 1991 che è iniziata la terza guerra mondiale, che finora è costata milioni di morti innocenti dall'altra parte contro poche migliaia da noi (poche centinaia togliendo le Torri gemelle), e che è da allora che tentano in ogni modo di convincervi che tocca combatterla. Che eravamo dalla parte dei cattivi, lo scoprirà - chi campa - decenni e decenni dopo, come dimostra ad esempio il tempo che è intercorso tra la retorica della frontiera e la comparsa dei primi film western a dire la verità sugli indiani, che però peccato nel frattempo erano quasi tutti morti. E anche Internet è stata intenzionalmente depotenziata, proprio con la creazione dei social network: avere a portata di mano piattaforme dove sparare cazzate di poche righe perchè rimbalzino insieme a quelle degli altri a ipervelocità non fa che allontanare altri potenziali "pericolosi sovversivi" dal contagio del pericoloso virus dell'approfondimento ragionato. Per cui si, se volete, a Parigi un commando di fanatici musulmani ha commesso una strage in un giornale satirico eccetera eccetera, il che dimostra che siamo in guerra e dobbiamo combattere, e pazienza se ciò vi costerà la rinuncia a un altro po' di libertà democratiche e di conquiste sociali dei vostri padri. Se però avete ancora voglia di tenere il cervello acceso, eccovi una bella serie di spunti di ragionamento da seguire. Si lo so che è faticoso, noioso e inutile perchè intanto gli altri sparano. Ma è l'unico tratto umano che rimane a disposizione di chi voglia coltivarlo, lasciando gli altri a ingrossare il gregge.
I pezzi secondo me dovreste leggerli tutti, ma siccome "vi conosco" accanto al link metto uno o più passi cruciali:
  • Odifreddi: "finiamola di crederci diversi e superiori agli islamici, perché siamo solo l’altra faccia della loro stessa medaglia: quella del monoteismo mediorientale";
  • Lameduck: "Il nostro futuro sarà un mix tra Elysium e Minority report. Cittadelle iperprotette, zone rosse all'insegna del segregazionismo al contrario per i ricchi, che saranno sempre più ricchi, bianchi e meno numerosi, ed enormi circondari in preda alla micro e macro criminalità, sovrappopolati da un meticciato forzoso di cittadini terrorizzati, dove se vorrai essere difeso dovrai pagare...";
  • Mazzucco: qui: "fare il poliziotto oggi è diventato facile: basta saper leggere un indirizzo su una carta di identità", ritrovamento della quale accomuna i fatti in cronaca con gli attentati di Londra 2005 e New York 2001 (lì col risvolto tragicomico del ritrovamento immediato in mezzo a milioni di tonnellate di macerie di un pezzo di carta piccolo così sopravvissuto intonso a un incendio in grado secondo loro di fondere travi di acciaio larghe così); e qui: "evidentemente il principio del cui prodest, per i media che stanno trasmettendo le notizie in tutto il mondo, non ha più alcun valore";
  • Megachip: qui "Di fronte a un'Europa in sfacelo, con disoccupazione giovanile a due cifre, come meravigliarsi se alcuni invece di sfogarsi andando a far casino in curva Sud, lo vanno a fare in Medioriente dove saranno sfruttati da ben addestrati "organizzatori del caos", e qui "Non è detto che chi ha acceso il falò sia in grado di gestire tutte le scintille. Ma la prima cosa da fare sarebbe chiedersi chi ha acceso il falò, non vi pare? Invece tutti parlano delle scintille";
  • Ferrari: "l’attacco terroristico di mercoledì mi appare come somigliante alla strage di Piazza Fontana";
  • Saker: "ciò che è capitato era inevitabile e che non ha nulla a che fare con l’Islam come religione. Offendete qualsiasi gruppo grande come 1.6 miliardi e prima o poi troverete 1-5 personaggi desiderosi di usare la violenza per farvela pagare. E’ statisticamente inevitabile", e anche "Il fatto è che gli AngloSionisti hanno organizzato, armato, finanziato, addestrato, equipaggiato e pure diretto questi pazzi Takfiri per anni, accuratamente e curandoli con amore. Questi assassini psicopatici sono stati la fanteria dell’Impero AngloSionista da decenni, dalla guerra in Afghanistan alla Siria oggi. Apparentemente però a nessuno interessano le loro vittime in Afghanistan, in Bosnia, in Cecenia, in Kosovo, in Libia, in Kurdistan, in Iraq o altrove. Laggiù questi mangiatori di fegati assassini sono considerati “Combattenti per la Libertà” e hanno ampio supporto. Inclusi gli stessi media che oggi piangono Charlie Hebdo. Apparentemente per l’ethos occidentale alcune vittime sono più uguali di altre";
  • Gastaldi: questi attentati mirano a "arrivare alla guerra guerreggiata, allo scontro di civiltà vero e proprio combattuto dagli eserciti" attraverso gli obiettivi intermedi "fine del multiculturalismo, vittoria dei partiti xenofobi e maccartismo culturale", per cui attaccano la "crema di intellettuali laici, anarchici e di sinistra, in modo da suscitare anche in quella fetta di opinione pubblica laica, anarchica e di sinistra, di solito refrattaria alle tentazioni militariste, l’istinto di scendere su un piano da occhio per occhio";
  • Grimaldi: "L’attentato parigino, preceduto dagli altri tre grandi episodi della campagna per il Nuovo Ordine Mondiale, Torri Gemelle-Pentagono, metrò di Londra, ferrovia di Madrid (ma noi siamo stati gli antesignani: Piazza, Fontana, Italicus, Brescia, Moro, le bombe del mafia-regime), si inserisce alla perfezione nella storia del terrorismo false flag";
  • Leonardo: "Oggi finisce forse una certa idea di Europa come ponte tra il mondo ricco e il povero; chi voleva minarlo ha avuto tutto il tempo, mentre noi forse eravamo distratti. Finisce magari l'esiguo spazio rimasto per una critica da sinistra alla società in cui viviamo: se si va verso lo scontro una certa polarizzazione è inevitabile. Ci diranno - lo stanno già dicendo: o sei con le vignette o sei coi terroristi. Poi: o sei con le misure che prenderemo per difendere le vignette, o sei coi terroristi. O ti fai leggere le mail, o sei coi terroristi. O accetti di vivere in un determinato Occidente blindato, in cui incidentalmente le disparità sociali si vanno accentuando, o sei coi terroristi (dall'altra parte del tavolo i terroristi annuiscono, sono perfettamente d'accordo). È inteso che, dovendo difenderti, questo Occidente blindato non ti garantirà il benessere che garantiva ai tuoi genitori (era un'offerta lancio, un dumping colossale). D'altro canto la guerra creerà qualche posto di lavoro, e nel tempo libero potrai consolarti con le vignette satiriche su Maometto o Kim Jong-un";
  • Celestini: "La storia ci ricorda che gli avvenimenti sono soltanto la punta visibile di un iceberg che si scopre solo col tempo e con lo studio. Dunque: qual’è l’iceberg che sta sotto ad un attentato come questo? Cerchiamo di scoprirlo iniziando col porci un’altra domanda: a chi serve questa guerra?". 
Se non vi basta anche solo una scorsa superficiale a questo elenco a farvi venire qualche dubbio (che vi stanno fregando, si si proprio a voi), accomodatevi a tavola che è pronto.
Se invece qualche dubbio vi è venuto, vi dico come la penso io e poi ne parliamo. L'Islam moderato esiste, fino a pochi decenni fa anzi era nettamente predominante. Ma a chi serve una scusa per presidiare l'area del pianeta che fornisce la maggior parte dell'energia fossile, ciò non andava bene, ecco perchè l'Occidente cristiano e democratico ha prima piazzato in medio oriente un avamposto capitalistico sotto forma di Stato confessionale e segregazionista, poi attaccato e deposto ogni regime islamico avesse tratti di laicità e attenzione al benessere dei propri sudditi: da Mossadeq in Iran, sostituito col fantoccio detto Scià fino a causare la rivoluzione islamica, all'Isis di oggi creata e addestrata da noi  in funzione antisiriana, passando per l'Iraq di Saddam prima e seconda botta, la Libia di Gheddafi e le varie cosiddette primavere arabe. Una strategia precisa, portata avanti con criminale determinazione.
Amico mio, se sei in un locale con amici tra cui uno ubriaco molesta una ragazza del posto, e quelli ve menano, io sono certo che tu partecipi alla scazzottata dalla parte della tua comitiva la buccia la vuoi salvare anche tu, ma una volta fuori, se hai un poco di etica e di cervello, te la prendi con chi ha causato tutto, o no? I terroristi, quelli grossi, sono ai vertici della classe dirigente economica e politica del capitalismo occidentale. Col nostro consenso o almeno acquiescenza.

JE SO' PINO

Per molti artisti la curva della vena è una parabola, solo pochi fanno le cose migliori invecchiando, e quasi nessuno nella musica cosiddetta leggera. Quella di Pino Daniele ha il vertice subito, resta sul picco per sette/otto anni e poi va a picco, gli ultimi trent'anni di carriera hanno visto lampi, come la colonna sonora del Calesse di Troisi, tanta tecnica, alcuni eventi live, ma niente di lontanamente paragonabile ai primi album, il cui livello però è così alto che si può senz'altro parlare di capolavori assoluti dall'impatto epocale, e ben al di là del campo musicale.
Pino ha preso Napoli, ci ha detto cosa "è", e l'ha fatta diventare qualcos'altro. E lo stesso succedeva a tutti noi che siamo cresciuti grazie a lui neri a metà. Come si dice, scusate se è poco.
Gita del quinto liceo, dodici ore sul treno da Reggio a Firenze, quasi tutte passate nei corridoi a cantare le canzoni di Pino Daniele con Sergio alla chitarra: oggi so cosa gira in testa a un po' di amici lontani. Ciao guaglio'.

CRINALE

Immaginatevi di camminare su un crinale di una vetta alpina, come in quelle immagini che i quotidiani on-line pubblicano spesso e volentieri perché fanno un sacco di click (anzi, mò ne metto una anch'io...). E' questa la metafora più adatta a rappresentare visivamente la reale situazione delle cosiddette democrazie occidentali oggi, quindi anche la vostra personale. Non ve lo dicono perché gli serve tenervi tranquilli, e forse hanno persino ragione, visto che un allarme che si propaga del tutto privo di controllo potrebbe solo peggiorare la situazione. Ma una pacata presa di coscienza invece si che servirebbe, solo che vi potrebbe indurre a cambiare davvero le cose prima che sia troppo tardi, magari usando quegli stessi strumenti che vi hanno messo in mano con concessioni progressive per disinnescare la rabbia dei vostri padri e nonni, strumenti che si raggruppano nei concetti di democrazia rappresentativa e stato sociale, che non a caso stanno provvedendo pian piano a neutralizzare o se no a smantellare prima che vi venga in mente di usarli per davvero.
Il capoverso precedente potrebbe bastare a rendere ragione di quello che ci succede attorno in questi anni, dalla crisi economica alla questione Euro (e seguìteli, i link: questo pezzo ad esempio è illuminante) passando per il clamoroso tradimento del proprio elettorato di riferimento da parte dei principali partiti della cosiddetta sinistra. Ma per avere piena contezza della situazione occorre inoltre capire in cosa consistono i due crinali che ci scorrono accanto ai fianchi, lungo i quali ad ogni passo rischiamo di precipitare. E per capirlo dobbiamo necessariamente attenerci ai fatti, numerandoli per poi citarli meglio nel ragionamento:
  1. esiste un'oggettiva carenza di risorse nel pianeta, tale che è impossibile materialmente estendere il sistema di vita che ha operato in Occidente negli ultimi decenni senza causare sciagure di proporzioni bibliche;
  2. esiste un'oggettiva tendenza sistemica al livellamento in tutti i fattori socioeconomici che passano a far parte dello stesso sistema, e non c'è nessuna garanzia oggettiva che il livello raggiunto sia sufficiente a sostenere in vita sia il sistema che ciascuno degli individui, essendo anzi quasi certo che se lo è per l'uno non lo sarà per molti degli altri, e se lo fosse per tutti non lo sarebbe per il sistema quindi per nessuno;
  3. esiste in parallelo un'altrettanto oggettiva tendenza all'accumulo sempre più ingente presso sempre meno numerosi soggetti del Potere in tutte le sue svariate forme (ricchezza materiale in primis), con mezzi più o meno legali poco importa.
Ecco allora che chi non si limita a seguire la cordata guardandosi i piedi per non precipitare, ma ha il coraggio la voglia e la capacità di guardarsi accanto, prima o poi si accorge che ci sono due derive che può imboccare questa presa di coscienza:
  • auspicare di riprendersi in mano totalmente il modello di sviluppo ereditato dai padri, per cui ciascuno di noi aveva diritto a un lavoro che gli desse "elevazione dal bisogno", tempo libero e risorse per goderne, a costo di erigere steccati sufficienti a precluderlo alla maggior parte degli abitanti del pianeta, anzi magari a rioccultarglielo alla vista;
  • auspicare di estendere a tutti gli essere umani, e stavolta in modo fattivo, il massimo possibile di quel modello di sviluppo, a costo di accettare per noi la perdita definitiva di molte di quelle che consideriamo "conquiste della civiltà".
Il primo scivolone consiste nel combattere 2 e 3 perdendo di vista 1, è tipico di una certa destra ma ormai comune a molta sinistra, e lo potete riconoscere in tutti quelli che continuano a parlare di "crescita" alcuni sapendo altri nemmeno che è a vanvera. Il secondo consiste nell'accettare più o meno passivamente come ineluttabili sia 1 che 2 perdendo di vista 3, cioè quanto della retorica dei sacrifici, dell'"è ora di fare le formiche che abbiamo fatto troppo le cicale", dell'ineluttabilità tutto sommato positiva della globalizzazione, sia più frutto di una ben orchestrata campagna di manipolazione orchestrata da chi si trova in posizioni di potere con la collaborazione di diversi livelli di vassalli a diversi livelli di consapevolezza.
Ricordi di scuola...: avete fatto tutti l'esperimento dei vasi comunicanti?
e quello dei vasi capillari? ricordate come quest'ultimo apparentemente
contraddiceva il primo? e come la contraddizione era spiegata dalle dimensioni?
Si può, mantenere specificità senza ricorrere alla difesa armata del privilegio: basta
badare bene a forma e dimensione dei contenitori e dei condotti che li collegano
Restare sul crinale senza seguire la mandria, se ne deduce, è operazione di estrema difficoltà. Che comporta la ricerca e il mantenimento di un difficile e precario equilibrio tra le esigenze oggettive di decrescita, una nuova coscienza di classe anticapitalista internazionale, e l'erosione del villaggio globale a vantaggio di un nuovo localismo (quest'ultimo concetto lo spiegherei con un esempio: vedi foto e didascalia). E' questa, la sfida che i nostri giovani devono vincere, se vogliono avere un futuro: trovare, fregandosene degli schemi che gli abbiamo trasmesso e del percorso di schiavitù su cui li hanno avviati, il filo su cui camminare senza precipitare in vecchi errori. Mi sembra un buon augurio, per l'anno appena iniziato.
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P.S. A proposito di giovani, a giorni dovrebbe togliersi dalle scatole il peggior Presidente della Repubblica della storia italiana. Per chi avesse bisogno di una rinfrescatina di memoria, ecco Odifreddi e Travaglio che ne elencano i tanti misfatti...

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...