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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2009

TEMPO

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Ricordo come fosse oggi la chiacchierata fatta trent'anni fa con Alessio, di cui da oltre vent'anni ho solo rade notizie di seconda mano (e nemmeno Facebook è onnipotente). Si parlava, perchè ai tempi si usava e non c'erano Amici e Il grande fratello, di robetta come la vita la morte e il tempo che passa, perchè ai tempi si usava perfino parlare di filosofia e di politica, tra adolescenti. Venne fuori che io avevo semplicemente il terrore del passare del tempo, e non è che fosse giustificatissimo vista l'età.
Passano gli anni, velocemente come sembra sempre guardando dietro, e le scelte fatte e i fatti accaduti dimostrano che su certe cose avevi torto marcio e su altre ragione da vendere, specie riguardo te stesso e come sei fatto.
Poi arriva qualcuno e ti regala una poesia. Non è bellissima in senso assoluto, ma con te ci azzecca alla grande. L'autrice si chiama Elli Michler, e (nemmeno Google è onnipotente) sul web sono riuscito a trovare solo la foto, il sito te…

DAL VOSTRO INVIATO ALL'INFERNO

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Come promesso, eccovi il resoconto dal vostro inviato sulla Salerno / Reggio Calabria.
443 chilometri in totale, di cui:
134 chilometri a una sola corsia per senso di marcia (con lavori in corso di una certa entità, quindi)152 chilometri sul vecchio tracciato (con i lavori non ancora avviati, e chissà in qualche lotto nemmeno appaltati)157 chilometri con lavori ultimati o quasi (di cui solo una quarantina, da Salerno a Campagna, in tre corsie).In termini di percentuali, siamo rispettivamente a 35,4 % completati, 30,3 % in corso e 34,3 % nemmeno avviati. Non siamo al 33 33 e 33 di Leonardo da Vinci a Massimo Troisi e Roberto Benigni, insomma, ma l'impresa del Ponte sullo Stretto appare alla luce di questi dati ancora più velleitaria dell'introduzione della ferrovia secoli prima da parte dell'ineffabile terzetto comico.
Vale la pena rammentare, infatti, che i lavori furono fortemente voluti da Bettino nel suo canto del cigno politico, e per questo previsti nella maniera così a…

PRIME PIETRE E PRIMO MORTO

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E alla fine c'è scappato pure il morto.Franco Nisticò da Badolato, responsabile del Comitato per la Statale 106 - che sarebbe sì un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio calabrese, è rimasto vittima di un infarto e pare di una presenza delle istituzioni sbilanciata molto più verso le forze dell'ordine che i mezzi di soccorso. Eppure non c'era nessuno a cui tirare modellini di ponte in faccia.
Così si sono svolti in contemporanea la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto e il funerale di uno dei suoi più fieri oppositori. Oddio, in realtà si sono avviati (si sono avviati?) lavori preliminari alla costruzione del Ponte, una variante ferroviaria che anzi dicono prevista e utile a prescindere, ma tant'è: un governo che campa di annunci e bufale con cui nutrire i suoi appassionati e numerosi (ma sarà ancora così?) elettori vuole il 23 dicembre 2009 da mettere sui libri di storia, e poi quello che conta è che si possa continuare a "ciuc…

FERMIAMO I CANTIERI DEL PONTE

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Domani ci sarà una grande manifestazione popolare nell'Area dello Stretto. Ci conteremo e vedremo quanti siamo, a lottare contro lo scempio del territorio, i regali alla mafia, la logica delle opere grandi e inutili, e per le opere davvero utili, in armonia col territorio, in totale trasparenza. Ma siccome molti siamo lontani, siccome tra Reggio Villa Messina e zone limitrofe se contiamo gli emigrati anche solo di prima generazione facciamo una metropoli vera, altro che una città metropolitana posticcia, ci sembra doveroso, disponendo di un blog, approfittare della possibilità, offerta da retenoponte.it, di offrire la diretta in streaming dell'evento: la platea va allargata, da ciascuno per quel che può.
Intanto chi volesse documentarsi potrebbe procurarsi l'ultimo numero di Left in edicola, o impostare la ricerca in contrappunti su "ponte sullo stretto" (tutte le parole) per avere tutti gli articoli postati negli anni da Gino Nobili sull'argomento. Ma intant…

UOMINI E DONNE

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No, non sono impazzito, non sto citando la De Filippi, di cui peraltro non sono mai riuscito a vedere più di 30 secondi consecutivi di trasmissione... Anzi, dal giorno dello switch verso il digitale terrestre, o meglio da quando 15 giorni dopo mi sono deciso a dotarmi di un decoder, l'ennesima tassa mascherata di una maggioranza che da 15 anni le tasse le diminuisce a parole e le aumenta nei fatti, la TV generalista ho smesso del tutto di seguirla, preferendo le poche volte che l'accendo i vecchi incontri di tennis o i vecchi sceneggiati televisivi...
E' che mi sono imbattuto in un botta-e-risposta davvero molto interessante, sul tema del rapporto tra i sessi, che fa riflettere parecchio anche su una che dovrebbe essere tra le questioni in cantiere più importanti di un presunto nuovo fronte riformista, dovesse mai sorgere. Leggetevi il pungente intervento di Paolo Barnard poi la replica di Nicoletta Forcheri, infine la controreplica del primo, a partire dalla quale, riport…

TARTAGLIA, DAL TRIANGOLO ALLA QUADRATURA DEL CERCHIO BERLUSCONIANO

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Non so quanti con me abbiano trasalito, vittime delle proprie rimembranze del liceo scientifico, alla pronunzia del nome dell'attentatore di Silvio Berlusconi. Tartaglia! Ecco che il povero Niccolò Fontana, geniale matematico di alterne fortune, detto Tartaglia per la balbuzie e con questo nome passato alla storia, sarà soppiantato nei motori di ricerca prima e nella memoria collettiva poi da un povero psicopatico dalla buona mira.
Il genio matematico di cui sopra, invece, addirittura legò il suo soprannome ad un famosissimo schema, il triangolo di Tartaglia appunto, utilissimo in pratica per tutte le equazioni e bellissimo da vedere come solo i miracoli della natura sanno fare, in tutte le sue incredibili implicazioni.
Che strano! Penso alle equazioni e mi viene in mente qualcosa rispetto ai "gradi di libertà", che poi hanno appicazioni in statistica, in meccanica classica, e per via metaforica piuttosto intuitiva nelle scienze umane.
Poi leggo che alcuni gruppi di Face…

IL COLORE VIOLA

Chi è attento a queste cose avrà notato che il blog da oggi ha una piccolissima novità grafica, adottata anche se non troppo stilisticamente corretta: i link passano da due gradazioni (visitato e non) di arancio a due gradazioni di viola. Tutto questo per ragioni politiche: il gruppo di Facebook che ha avviato la manifestazione dello scorso 5 dicembre si è clonato in un nuovo soggetto che intende emanciparsi dalla stretta cronaca, dandosi per nome "il popolo viola".
Guardando la classifica degli argomenti trattati sulla barra di destra, già si capisce perchè non potevo non aderire immediatamente. Ma se aggiungete che il nero e arancio originario del blog erano un tributo ad una squadra reggina di basket che si chiamava proprio Viola, ecco che tutto torna.
(Tra parentesi, l'imperfetto è per via del fatto che, dopo due anni di buio, la squadra neroarancio è tornata sulle scene, di un campionato minore, senza nessuna trasparenza societaria: fino a che c'è il dubbio che …

DOGMI DOGMI BIMBO BELLO

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Fate una prova: chiedete a 10 cattolici praticanti, compreso voi stessi se lo siete, a cosa si riferisce l'"immacolata concezione" che si festeggia oggi, tanto per ribadire che non siamo uno Stato laico... 9 su 10, se non tutti, vi diranno che è il concepimento senza peccato di Gesù da parte di Maria. Errore. E' il concepimento senza peccato di Maria stessa. Per secoli i dottori della Chiesa si sono scannati, con rischi di scisma, intorno a questo dubbio: se la redenzione della Madonna necessitasse o meno che anche lei a sua volta, come suo figlio, fosse concepita o meno senza peccato originale. Un problema logico innestato in questioni di fede, un controsenso cioè, risolto con la procramazione del dogma che oggi festeggiamo in qualche trattoria fuori porta (e forse un uno per cento in chiesa pregando).
Solo dopo, di conseguenza, fu possibile proclamare il dogma dell'Assunzione in cielo di Maria stessa, che tutti festeggiamo dal 1950 a ferragosto (l'ultimo sa…

LA VERTIGINE DELLA SEMPLICITA'

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Non ho figli, non guardo la televisione e non credo in Dio, tutti sentieri che gli uomini calpestano per rendere la loro vita più semplice. I figli aiutano a rimandare l'angoscioso dovere di affrontare sè stessi, compito a cui in seguito provvedono i nipoti. La televisione distrae dalla massacrante necessità di fare progetti a partire dal nulla delle nostre frivole esistenze e, ingannando gli occhi, solleva la mente dalla grande opera del senso. E infine Dio mitiga i nostri timori di mammiferi e l'insopportabile prospettiva che i nostri piaceri un giorno abbiano fine. Quindi io, senza futuro nè prole, senza pixel per stordire la cosmica consapevolezza dell'assurdo, certa, invece, della fine e della previsione del vuoto, credo di poter affermare che non ho scelto la via della semplicità.

C'è un aggettivo al femminile che mi tradisce, altrimenti avrei potuto intortarvi che questa cosa l'ho scritta io, tanto corrisponde al mio pensiero. Invece è un brano riportato da …

FUORI DAI CABBASISI, PALLONARO!

Non credo a quelli che danno a questo evento un valore di "nuovo inizio": se non succede altro, se non emerge qualcosa di nuovo a sinistra, o Fini non trae le conseguenze del suo agire politico recente, o le dichiarazioni di Spatuzza non trovano riscontri, eccetera, questa piazza piena sarà un'altra delle tante riunioni consolatorie del popolo che non ne può più. Gli altri, quelli che ancora pensano sia una buona idea affidare il proprio futuro a un intrallazzista, perchè pensano che meglio uno che tanti specie se è così bravo negli intrallazzi da far cadere qualche mollica dal desco, o peggio quelli che credono ancora alla sue favole, in piazza non ci vanno. Certo, se la confrontiamo al silenzio sociale di questi ultimi anni, è un miracolo, specie se si pensa che è davvero partita da Facebook e davvero sono riusciti a non farsi mettere il cappello sopra da nessun politicante. Ma se confrontiamo il milione (se non erano un milione poco ci mancava, ero lì e c'era piaz…

DIAMO UN SORRISO A CHI NON PUO' PERMETTERSELO

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L'estate scorsa sono stato coinvolto in una bella iniziativa: nell'ambito di una serie di incontri sul tema "nessuno è profeta in patria", dovevo intervistare uno degli ospiti, il chirurgo Domenico Scopelliti, nella "splendida cornice" di una cartiera in ristrutturazione sul lungomare di Cannitello, vicino Villa San Giovanni, più o meno nel punto dove dovrebbe sorgere il pilastro continentale del Ponte sullo Stretto. Di quei posti è originario Domenico Cogliandro, il mio amico organizzatore degli incontri, architetto a Palermo, e a quei posti paga il tributo d'onore che sempre un emigrante che si realizza altrove sente, non solo con iniziative simili, ma anche ad esempio con una casa editrice che prende il nome dall'antica toponomastica locale (la Biblioteca del Cenide), che ha fra l'altro pubblicato il libro Sotto il ponte che non si farà che ho qui recensito preventivamente (poi l'ho letto, ed è davvero interessante), e un'associazione…