DA CHE PARTE?

Da Romolo in giù, tante volte la Storia ha tracciato un solco,
lasciando agli uomini solo la scelta della parte da cui stare...
Mia madre, 83 anni, agricoltrice per passione in zone dove sarebbe dura per un uomo giovane, oggi se n'è uscita con una domanda disarmante: "ma pirchì 'u governu non stampa un pocu 'i sordi?", che credo senza bisogno di traduzione si capisca come centri il problema. Sono cose di cui parlo da un po' sul blog, ma con mia madre devo spiegargliele a voce, e in dialetto: è tutta un'altra roba... Mamma non lo fa perché non può più farlo, la nostra moneta è l'Euro e la stampano in Europa: è per questo che ti dico che la prossima volta devi votare Grillo, perché sono tutti gli altri che ci hanno portato a questa situazione e lui l'unico che dice cose che possono tirarci fuori. "Eh ma chiddu è n'autru fanfaruni!". Mamma intanto certe cose le dice, gli altri dicono e fanno il contrario, e tra un po' ci taglieranno pensioni e stipendi...
Ecco intanto spiegato cosa significa disporre per intero della potenza di fuoco dei mass-media nella politica di oggi: la gente semplice non deve sapere nulla di qual'è l'unico vero discrimine della politica possibile oggi, la sovranità monetaria, e deve invece subire un martellamento di messaggi sulla natura antidemocratica conflittuale e poco concreta del Movimento 5 Stelle. Se questo sarà sufficiente all'oligarchia per mantenere il potere lo vedremo presto: dipende in sostanza dall'andamento della crisi nei prossimi mesi. In parole povere, se Renzi o chiunque altro al suo posto sarà costretto a onorare il Fiscal Compact, a fine anno dovrebbero arrivare anche da noi provvedimenti "di stampo greco" che dovrebbero aprire gli occhi anche ai ciechi (già qualche antigrillino feroce comincia a svegliarsi...) e portare il M5S davvero al 51%; se invece un qualunque miracolo facesse davvero partire la ripresa, avremmo il definitivo sgonfiamento del moVimento. E' chiaro che anche da pagine come queste, da oltre un anno col suo simbolo in home, non possiamo che sperare in quest'ultimo scenario, mentre però ci teniamo pronti al primo e molto più probabile.
In tutto questo la questione dell'ostracismo ai dissidenti è, come altre prima, solo materia di sguazzo per miopi commentatori da social network, che guardano al dito delle contraddizioni interne e della presunta antidemocraticità destrorsa dei grillini senza vedere la luna della impressionante catena logica di misfatti colposi e dolosi in seno alla classe politica e anzi direi dirigente italiana che negli ultimi decenni ci ha portato a questo punto. Una successione di eventi e scelte deleterie tale da giustificare ampiamente chi ha una percezione di questo momento storico come sovrapponibile per analogia al periodo tra verso la fine e subito dopo l'ultima guerra: il fascismo ne aveva combinante tante che per un po' il quadro politico si è trovato diviso non tra destra e sinistra ma tra chi voleva ricostruire il Paese attorno a un sistema di valori antitetico a quello che lo aveva distrutto e chi no. In casi del genere, chi pensava che "però con Mussolini i treni arrivavano in orario!", per usare un luogo comune diffuso, non aveva posto in Assemblea Costituente, giusto? Ebbene, chi filosofeggia su Grillo autoritario ed epurazioni, grillini di destra o sinistra, dialoghi con Bersani e magari Renzi, e altre minchiate del genere, dimentica che il moVimento nasce e cresce sulla base di una domanda prepotente nell'Italia di oggi: rompere definitivamente con il modo di fare e pensare che ci ha portati a questo punto. E' una cosa non negoziabile, o sei dentro o sei fuori.
Qual'è il messaggio "forte" del grillismo, quello su cui si fonda il successo avuto fin qui e quello che potrà avere in futuro? Non si può fare politica per più di dieci anni, non ci si può arricchire facendo politica, non si può combattere la corruzione cedendo la sovranità monetaria, anzi si deve recuperare quest'ultima e usarla per un piano di lavoro e se no reddito minimo per tutti. E il resto del programma declinato a valle di questi principi. Irrinunciabili. Chi parla di crescita mentre mette Ministro dell'Economia un ortodosso convinto delle attuali politiche monetarie restrittive, parla di scuola mettendo all'Istruzione una che come prima cosa intende sbloccare gli incostituzionali finanziamenti alle scuole private, alla Semplificazione la nuora di Napolitano (semplice fare carriera così, no?), lo capite o no che è un bugiardo truffatore? No? Cavoli vostri. Mi spiace solo che quando taglieranno i vostri stipendi avranno già tagliato anche il mio, che sto dalla parte giusta della Storia e non me lo merito. E che se e quando riusciremo a raddrizzare la baracca vi salverete anche voi, che ciechi e sordi state dalla parte sbagliata e non ve lo meritereste.
Chiudo con due frasi da due pezzi di Lameduck, perché ci azzeccano proprio e non riuscirei a dirle meglio:
  1. Prima o poi sarà inevitabile anche arrivare alle chiappe degli statali, privatizzare le partecipate, decimare sanitari pubblici e insegnanti, postali, smantellare i loro sindacati venduti, mandare a lavorare i dignitari di partito e quelli che campano sul fatto che avevano il nonno partigiano. A quel punto vedremo se l'elettorato democristocomunista di merda si accorgerà di quanto aveva ragione la classe operaia ad aver voltato le spalle per prima e a schiacciare la testa a questo orrendo serpentone metamorfico che è la sinistra italiana. E' la loro maledizione. Si sono venduti ma prima o poi dovranno urlarlo ai quattro venti. Saranno esposti con tutte le vergogne di fuori. Nudi nella loro infamia di vermi traditori collaborazionisti. Loro sperano che arrivi il deus ex machina, che la Germania magari decida di lasciarci andare o che la Francia di Marine rovesci il tavolo europeo, e sono convinta che, in tale evenienza, tengano pronta la carta Prodi che, come ci ha portato dentro la camera a gas, potrebbe tirarcene fuori, passando paradossalmente dal ruolo di carnefice a quello di salvatore della patria. Sarebbe la beffa più atroce e non me lo auguro proprio perché questi meritano di pagare per ciò che hanno fatto con la scomparsa totale e definitiva dalla politica. Che il PD sparisca per sempre dell'ignominia e le sue rovine morali siano cosparse di sale. (leggi tutto)
  2. Vi rode che a fare l'opposizione in questo paese sia l'ex comico? Non è un problema suo. E' di coloro che preferiscono fognare, recitare supercazzore o restare imprigionati nel dilemma se uscire da destra o da sinistra. Gli italiani, che non concepiscono la critica al potere, tanto meno al regime, e non a caso si sono fatti vent'anni di fascismo e poi quaranta di democristocomunisti più venti di berluperonismo, rabbrividiscono di fronte allo spettacolo dello smutandamento dell'imperatore e si fanno convincere dai suoi servi a scandalizzarsi. Io invece godo e ringrazio Beppe Grillo di essere l'unico a steccare in questa orchestra di filarmonici perfettini, di fronte ad una platea di idioti che accettano di farsi fottere per due euro. Sul GRA questo sarebbe visto come concorrenza sleale. (leggi tutto)

CIAO CICCIO

Anche con la linguetta dentro, non entrava negli scaffali...
Maneggio dischi praticamente dalla nascita, papà essendone stato un piccolo collezionista (qualche decina di 78 giri che conservo gelosamente, con tanto di giradischi Lesa del "53 ancora funzionante), ma non ne ho mai visto uno più "strano" di quello in foto. Avendo intercettato di striscio, in quanto DJ a cavallo tra gli ultimi anni 70 e i primi 80, l'epoca d'oro delle radio libere, mi è addirittura capitato di maneggiarlo, compresa la linguetta per tirar fuori dal salvadanaio le fototessera della band, che nella recente riproduzione celebrativa non c'era più, mi pare. Chi non lo avesse mai ascoltato, se lo cerchi anche nelle ristampe a copertina tradizionale o nei cd, o se vuole anche in mp3 o su tube: l'oggetto vinile è qui più che mai un valore aggiunto, ma non è la cosa più stupefacente di questo lavoro. Quella è l'ascolto, fin dai primi "solchi" che vi posto in fondo (le prime due tracce dell'album: In volo e R.I.P.): da restare a bocca aperta e non scordare mai più.
Siamo in piena era progressive, fertilissima stagione della musica italiana con ricadute su ogni altro genere (Mauro Pagani, direttore artistico degli ultimi Sanremo, viene da li, essendo stato frontman della P.F.M. prima che "inventore" della world music con l'album Creusa de ma scritto con De Andrè), e Banco del Mutuo Soccorso ne è una pietra miliare.
Arrivo sull'argomento a qualche giorno dalla scomparsa di Francesco Di Giacomo, storica voce e iconografico frontman del Banco, perchè ero indeciso se popolare queste pagine con l'ennesimo coccodrillo musicale (l'anagrafe non perdona, incidenti o malattie sono solo cause appunto accidentali...) a fare con le rare recensioni di spettacoli o libri da momentanea tregua dalla traccia politica in cui il dovere di sottrarsi alla connivenza mi costringe. Poi ho letto questo di Foglia, davvero troppo bello per poter pensare di scriverne uno migliore, e allora ho pensato che si poteva parlare di musica:
  • della straordinaria carriera di una delle band più significative della storia musicale italiana, guarnita di meritati successi anche all'estero;
  • di album come questo del salvadanaio o come Darwin che vanno ascoltati d'un fiato, come l'opera unica che sono, anche per capire meglio che disastro è l'era dei singoli;
  • di un gruppo di ragazzi, come tanti in un'epoca in cui sognare era ancora lecito e infatti diffusissimo, solo con molto più talento della media, chi a suonare e comporre chi a scrivere testi e cantarli, che in fondo non hanno mai smesso di essere quelli che provavano in una stalla e poi giravano per il quartiere, e quando li andavi a sentire a Roma te ne accorgevi: attorno a te gli sguardi erano di amici che guardavano i loro amici più bravi esibirsi, come tu il Gruppo 104 a Fondo Versace anni prima (questa non la spiego, è solo per chi la capisce).
Gli ultimi tempi Francesco non aveva più la voce potente di quando era pischello, è fisiologico, ma carisma e tecnica suoi e affetto del pubblico sopperivano con avanzo. Requiescat In Pace, Ciccio.

DALLA NOTTE AL SOLE

Capita in questi giorni di percepire in troppe persone, non molte in assoluto per carità ma sempre troppe, e tra loro anche qualche amico, una specie di inconfessato ottimismo. E' molto triste vedere persone a cui magari vuoi pure bene illudersi quando sei certo che saranno deluse, sei certo perché chi ha anche solo un po' studiato lo sa, lo sanno anche loro che dicono il contrario per ingannarci, che col Fiscal compact non potrà esserci nessuna ripresa, e che Matteo Renzi è lì col mandato preciso di completare la liquidazione definitiva di questo Paese, perché in un mondo con risorse sempre più insufficienti e tanti popoli nuovi che chiedono di avere un livello di vita accettabile non c'è posto per un'enclave di diritti evoluti benessere e malaffare come l'Italia.
Così capita di svegliarsi ricordando troppo vividamente un incubo appena avuto: c'è il corpo in putrefazione di un magnifico enorme elefante ucciso nel fiore degli anni, e ci sono i  parassiti naturali del suo pelo che continuano a bisbocciare del tutto ignari che la fonte della loro esistenza, che loro credono stia esattamente come prima, in realtà è già è morta. Anche se in verità a qualcuno di loro è venuto in mente, chissà dalla temperatura o da un vaghissimo odoraccio. e ha provato pure a dirlo agli altri, ma quelli sono troppo impegnati a nutrirsi sgomitando per ascoltarlo, magari lo lasciano parlare fingendo di farlo, quando non lo zittiscono proprio. La metafora è fin troppo chiara, i parassiti siamo noi italiani e l'elefante il fu belpaese, oppure rispettivamente tutti gli uomini e nostra madre terra.
Altre volte abbiamo rimarcato che senza un nuovo "moltiplicatore" siamo condannati alla decrescita, che potrebbe essere "felice" se fosse governata da tutti i terrestri con saggezza ed equanimità, ma ciò in fondo specie in tempo di crisi non è umano quindi ce l'avremo infelice, anzi è esattamente ciò che è già iniziato, il progetto globale della cui costola italiana il Cicciobello fiorentino è l'ultimo esecutore.
Poi capita che ti invitino su Facebook alla presentazione di un libro che analizza il fenomeno del boom dell'energia fotovoltaica in Italia negli ultimi anni. E' vicino Siena, sabato 22 febbraio nel pomeriggio, se siete da quelle parti è anche una bella passeggiata. E che non potendoci andare ti riprometti di cercare il libro e di fargli quel minimo di pubblicità che puoi, perché hai la sensazione che se la meriti. Lo chiamavano il paese del sole, si chiama, su IBS è scontato.
Forse c'è una speranza, magari per chi viene dopo di te, che l'elefante torni a respirare. Bisogna almeno cercare di capirlo...

MA CHE BELLA GIORNATA!


da "chi è Tatiana?"...
... a "Renzi chi?"
Dopo un inizio anno tra i più piovosi da decenni, che povera la tua linea se ti affidi a sport che si fanno all'area aperta, finalmente da ieri c'è il sole. In tempi in cui gli uomini, non avendo ancora perso il contatto con la Madre Terra, attribuivano significato agli eventi naturali dandogli personificazione divina immediata (ciascuna in un dio) e non mediata come poi le triste religioni monoteiste "organizzate", ciò sarebbe stato letto in correlazione con l'altra magnifica notizia, quella proveniente dal normalmente grigio fronte politico.
Come tutti sapete, Matteo Renzi ha finalmente coronato la sua ambizione diventando Sindaco d'Italia, ché si vedeva da tempo che esserlo soltanto della sua capitale seconda per storia e prima per cultura gli stava stretto. Con questo passo, ha ottenuto contemporaneamente una serie di dimostrazioni strabilianti, parallele o alternative che siano, che provo a schematizzare:
  1. è un mentitore senza scrupoli, visto che fino a due giorni fa twittava a Letta di stare sereno che lui premier voleva diventarlo solo dopo aver regolarmente vinto le elezioni;
  2. delle due l'una, o i suoi mandanti nell'establishment finanziario europeo gli hanno garantito che l'UE sta per cambiare radicalmente abolendo il Fiscal Compact e stampando tutti gli Euro che servono a garantire la piena occupazione (o il reddito minimo garantito) in tutta l'Unione, quindi lui voleva essere al governo al momento in cui arrivava la Ripresa, o non ci sarà nessuna ripresa e anzi l'approssimarsi dell'entrata in vigore del patto scellerato di cui sopra approfondirà la crisi e chiunque si trovi al governo al momento ne verrà travolto, e quindi ha sbagliato tutto, per ambizione o imbecillità poco cambia;
  3. ha letto i sondaggi veri e sa che il PD anche con lui al vertice le prossime elezioni non le vince nemmeno se cambia la legge elettorale a suo favore a urne aperte, quindi lui premier o così o niente.
In ogni caso, gli osservatori coincidono quasi unanimemente che con questa mossa Cicciobello 2 si è definitivamente bruciato, e ciò non può che essere una gioia per chi ancora pochi giorni fa temeva che la legge elettorale confezionata su misura per portare in carrozza a palazzo Chigi lui o alla peggio (e forse più probabilmente) di nuovo il Caimano sarebbe riuscita nel suo intento, anche se già era chiaro che non gli sarebbe stato semplice farla approvare a un Parlamento tutto sommato nemico (con cui ora vedremo come riuscirà a governare).
Pochi mesi di Renzi premier, invece, ed ecco che anche gli ottimismi "de sinistra" più patetici saranno serviti: sondaggi o no ci ritroveremo, con qualunque legge elettorale, con il moVimento come unica alternativa al baratro, e altri milioni di elettori a capirlo. Perché per essere cinici, devi averci la mimica di Walter Matthau, non di Gabriele Cirilli (senza offesa per Cirilli, che peraltro ha lo sguardo intelligente).
Insomma, essendo di fronte al suicidio politico di uno che ha preso il consulente agli esteri a Reagan e il braccio destro dell'economia a Morgan Stanley, non possiamo che esultare. E' proprio una bella giornata...

BEN ARRIVATA SARDEGNA

Oggi lasciamo le piccolezze della politica agli indigesti sandwich multistrato dei TG, quelli pieni di ingredienti scaduti e tossici e però se hai mal di pancia la colpa è tutta di quel pizzico di sale evidentemente di troppo che è il Movimento 5 Stelle, perché c'è da celebrare una grandezza dello sport: Sassari ha vinto la Coppa Italia di Pallacanestro.
Stiamo parlando di una cittadina di una regione "meridionale" piena di problemi, e quindi in quanto reggino ventenne ai tempi della storica promozione in serie A della Cestistica Piero Viola (era il 1983, la "rosa" titolò a nove colonne "benvenuta Calabria!"), posso perfettamente capire cosa prova un ragazzo sassarese oggi: orgoglio, senso di rivincita, speranze (forse indebitamente, ma a volta anche le speranze infondate hanno effetti concreti) di riscatto per tutta una realtà economico-sociale altrimenti depressa.
La Dinamo Sassari si è affacciata sul palcoscenico del "basket che conta" dopo che la mia Viola lo aveva lasciato dopo 24 anni di presenza consecutiva, durante i quali ha sfiorato ma mai raggiunto (per demeriti, sfortuna, ma anche diciamo cosi per scarso peso politico) obiettivi importanti, eppure ha già rischiato anch'essa il fallimento: sono anni duri per gli sport "minori", che in Italia poi sono tutti dal secondo in poi, che hanno visto vittime illustri da Pesaro a Bologna 1 e 2 per arrivare alla stessa Treviso. E forse non è un caso che i sardi ne siano venuti fuori grazie anch'essi a una banca, battendo in finale proprio quella Montepaschi Siena che deve proprio alle finanze allegre del colosso cittadino un ciclo di vittorie forse non ripetibile e che già si è prolungato oltre la "scadenza naturale" costituita dai noti problemi della "casa madre".
Ma appunto questo non diminuisce i meriti dei ragazzi del Banco Sardegna, tra l'altro guidati da uno che di palla a spicchi ne capisce da quando faceva l'allenatore pure quando giocava, il campione europeo e argento olimpico Meo Sacchetti. Non siamo ancora al Cagliari di Giggirriva, ma la Dinamo Sassari ha scritto una pagina importante della storia della Sardegna e dello sport. In attesa dello scudetto degli stessi sardi o della più quotata Enel Brindisi, e magari di un ritorno della Viola in A, oggi gioiamo. Magari con un inno sacro del più laico dei poeti della musica, un inno alla sua Sardegna...

LA VERITA'

La Pravda: della serie "...forse non tutti sanno che...", la testata
ufficiale del comunismo sovietico si chiamava testualmente "verità"
Essendo pericoloso addentrarsi, come ad esempio in questo pezzo peraltro godibile, in uno dei concetti filosofici più ardui, facciamo un patto preliminare: sul concetto di "verità" restiamo sullo spicciolo.
Ripetere una bugia credendoci, attraverso i canali giusti, alla lunga la fa diventare una verità: questo assioma della comunicazione di massa è la componente del berlusconismo che lo ha reso vincente, al punto di trasformare a sua immagine anche gli avversari politici e quindi tutta la (prima solo "gran parte della") Informazione Ufficiale. La comunicazione deriva la gran parte delle sue categorie scientifiche dal marketing, insomma è roba ammericana, come la TV commerciale peraltro, e quindi è ovvio chi ne capisca di più tra i politici in Italia (altro che guru del web...). Ora, a pagina due dei manuali c'è scritto che ogni comunicazione è per definizione un tentativo di influenzamento del comportamento altrui, ogni comunicazione: anche un gesto in lontananza tra due che si scorgono in un deserto, chi lo fa (o anche chi evita di farlo) vuole che l'altro scappi lo aspetti o si avvicini. E però a pagina tre c'è scritto che il confine tra influenzare e manipolare è sottilissimo, e sta qui: se in quello che dico e/o faccio per indurti a comportarti come voglio sono falso e/o reticente anche in un minimo dettaglio, è manipolazione. La pubblicità, e da un ventennio anche la politica (si, si, anche prima, ma da un ventennio "professionalmente"), sono il regno della manipolazione. Ora rileggete da capo. Poi andiamo con una serie di esempi.
Uno. Andrebbe bene anche il nordafrica, ma l'Argentina offre un esempio più chiaro, di come sia facile disinformare quando l'oggetto è lontano e non abbiamo alcun modo diretto di acquisire elementi di verità. Ma a volte la lontananza è molto relativa, come a proposito dell'Argentina docet Guccini, e forse ci converrebbe seguire con interesse una vicenda di altri così a noi per molti versi simili che anche la vicenda potrebbe esserlo: vi dice qualcosa, infatti, essere costretti a un cambio fisso con una moneta troppo forte fino a ridurre alla fame il ceto medio? si? allora dovrebbe suggerirvi qualcosa anche che se ne può uscire proprio scegliendosi una guida politica che abbia il coraggio di recidere i legami con quelle istituzioni monetarie eterodirette, avendo come obiettivo interno primario la piena occupazione anziché la spoliazione criminale della cosa pubblica. E però quelle istituzioni monetarie imperano su quasi tutto il resto del mondo, controllandone anche l'informazione, e quindi la narrazione ufficiale è addirittura capovolta, e a noi arriva solo quella, se non siamo in quell'uno virgola che spulcia sul web.
Due. Quando c'era il comunismo, siamo cresciuti con la narrazione che dove si era sustanziato nel "socialismo reale" la gente vivesse molto peggio di noi. Avere tutti un lavoro e una casa, e praticamente un solo modello di auto, era visto dal nostro punto di vista come una diminutio intollerabile (anche perché affiancata da riduzioni di libertà politiche e di pensiero), e condividere la visione profetica di un Bennato d'epoca sull'illusorietà del nostro modello di sviluppo era sempre più difficile mentre questo arrivava al top delle prestazioni. Adesso che questo modello ovviamente si è inceppato, solo i più fortunati di noi hanno ancora un lavoro, e solo i più svegli hanno già capito che l'obiettivo intrinseco di lungo termine del capitalismo (come "di chi?"? sono così pochi al mondo che si potrebbe mandare l'elenco a memoria...) è da sempre redistribuire la retribuzione dei fattori a suo vantaggio (anche oltre il punto di autodistruzione: si tratta di tendenze "naturali", e tutti i progressi attribuiti al capitalismo sono in realtà frutto dell'azione dello Stato a temperarlo), quindi pian piano toglierci le case e rimandarci a piedi, anche se con lo smartphone, comincia ad essere chiaro che i decenni lungo i quali il capitalismo ha rincorso e superato il comunismo nell'offrire benessere ai suoi sudditi è stato proprio solo perché gli serviva per battere il sistema "nemico". E infatti una volta convinti i russi che stavano peggio di noi e vinta la guerra fredda, ha invertito la marcia, e la crisi odierna è solo il primo risultato visibile di questo processo che ci ricondurrà alla schiavitù per avercela fatta rimpiangere. Processo che inizierà a invertirsi solo quando, arrivato ai suoi effetti peggiori, ricominceremo (-ranno: ogni tanto dimentico quanti anni ho...) a sognare e perseguire un progetto politico che miri a dare un lavoro una casa e il massimo di beni materiali compatibili con le risorse del pianeta a ciascuno dei suoi abitanti. Anche magari senza chiamarlo comunismo...
Tre. Quale interesse può avere un mondo dell'informazione quasi totalmente controllato dai partiti, quindi dai beneficiari massimi della corruzione, a passare notizie sulla corruzione brutta e grossa? Pensiamoci un attimo... chi non ha chiesto un piacere o un servigio, anche solo perché pressato dal bisogno? Non sarà per fare leva sui sensi di colpa per fare accettare legnate che altrimenti provocherebbero ben altre reazioni? Intendiamoci, la corruzione c'è ed è diffusa. Ma dire che ammonta a 60 miliardi e cioè al 50% di quella europea totale, come ha riportato "la voce della Confindustria" e praticamente tutti i telegiornali, che senso ha? Solo se ti informi per altre vie, hai la risposta: scopri che la cifra viene da una lettura strumentale dell'Unione Europea di dati proveniente dalla Corte dei Conti italiana con significato praticamente opposto (la classica "citazione a metà"). Strumentale a preparare gli italiani alla seconda ondata di impoverimento che ci hanno approntato (nel silenzio generale di tutti i partiti M5S escluso) per gli anni a venire. Quando invece basterebbe che si smettesse di regalare soldi ai grandi costruttori (con annesse tangenti) raccontando la balla che le grandi opere servono allo sviluppo e creano occupazione, ai partiti con la scusa dei rimborsi elettorali (ancora una volta, c'è solo un partito che non li ha presi), agli evasori mentre si fa finta di fargli la lotta, alle banche mettendo il regalo miliardario dentro il decreto con cui si abolisce la seconda rata 2013 dell'IMU così si può raccontare che quei cattivacci dell'opposizione populista vogliono rifartela pagare.
Quattro. A proposito del DL IMU-Bankitalia, come sono andate le cose non lo sentirete mai in tivù, quindi occorre ripeterlo, a me qui e a tutti al bar in ufficio in palestra, che ricapitalizzare enormemente la Banca centrale serve non solo a dare linfa ai privati (fondazioni bancarie con dentro sempre loro, i partiti) che la controllano perché i regali di Draghi per quanto enormi non bastano, ma anche a rendere difficilissimo per un governo domani ri-renderla pubblica in vista di riacquistare la sovranità monetaria. E la cosiddetta "tagliola", rispolverata dalla Boldrini per votare subito vanificando l'ostruzionismo messo in atto dai grillini per impedire il "reato", non solo non era mai stata usata in precedenza, ma non è nemmeno nel regolamento della Camera (solo in quello del Senato): l'ineffabile signora (che poi da Fazio, in un siparietto che ha stabilito il nuovo record mondiale di zerbinaggio, ha dato di matto incontrastata) in pratica si comporta come un arbitro che segna un gol e esulta sotto la curva dei tifosi beffati, poi quando qualcuno di quelli giustamente incazzato gli tira qualcosa prima espelle due o tre avversari, poi sospende la partita e assegna il tre a zero a tavolino (Scanzi preferisce "prendersela col poliziotto burbero che ha detto 'stronzo' al ladro e glorificare il ladro perché ha sorriso alle telecamere quando gli hanno messo le manette"). Ebbene, di fronte a tutto ciò, certo anche per ingenuità di Grillo e soci, questi riescono tramite i loro media (grazie al fatto che il loro uditorio è ancora in larga parte composto di boccaloni che confondono il dito e la luna) a imporre, proprio mentre fanno scempio della democrazia, la narrazione che i grillini sono antidemocratici e sessisti, con il solo Travaglio a ricordare che se proprio bisogna a andare a guardare i modi, gli attacchi volgari e violenti subiti dai grillini restano sempre largamente predominanti rispetto a quelli fatti. Ammesso e non concesso che sia ancora tempo di guardare ai modi, anziché alla sostanza di chi prevarica chi per poi lamentarsi delle reazioni del prevaricato.
Cinque. Tocca tornare un attimo sula legge elettorale: anche qui sul mainstream (Fatto quotidiano escluso) nessuna traccia di quanto sbilenca, incostituzionale, controproducente (ha come unico sicuro effetto di ricompattare il centrodestra sotto Berlusconi ridandogli speranze di vittoria, e qualcuno prevede persino che possa favorire Grillo, ma poi non arriva a dedurre la correttezza che si dovrebbe allora riconoscergli per il fatto che la osteggia) essa sia. Il messaggio che passa è che il moVimento critica per criticare (mentre Renzi arriva e fa, visto?) senza essere capace di costruttività, nessuno che ricordi che Grillo ha raccolto oltre un milione di firme per una proposta di legge elettorale rimasta colpevolmente non discussa per due legislature, e perciò decaduta. E che i grillini sono stati gli unici a votare la mozione di un membro del PD per il ritorno al Mattarellum qualche mese fa, sì, gli unici: il PD ha votato contro se stesso (eh si, è recidivo...). Nessuno lo ricorda perché la parola d'ordine, cui è informato anche l'Italicum stesso, è disinnescare il M5S, la prima forza politica in Italia da decenni che ha non solo le ragioni, ma anche delle speranze concrete di cambiare qualcosa, l'ultima rimasta a difendere la democrazia.
Rammentatevelo, quando non ce l'avrete più e rimpiangerete di avere creduto al teatrino di menzogne che vi hanno apparecchiato, e di non avere votato 5 Stelle...

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...