B-SIDE

Lo sapevate che questa meraviglia immortale pop, splendida in
tutte le sue mille versioni, era in origine un lato B? Sapevatelo!
Un lettore giovane non può saperlo, che il termine del titolo nasce dall'industria discografica, in particolare da quando fu tecnologicamente possibile incidere i dischi in gommalacca da tutte e due le facciata, e poi si affermò definitivamente nell'era dei dischi in vinile. Nei 45 giri, infatti, si usava mettere quello che oggi si chiama "singolo" nel lato A, e un'altra canzone che si voleva spingere ma un po' meno nel lato B; da ciò deriva il significato metaforico di B-side o Lato B come cosa di secondaria importanza, spesso connessa indissolubilmente a un'altra di modo che se volevi questa ti dovevi portare appresso pure quella, come la cosiddetta "altra faccia della medaglia". Significato che non si perse quando, con l'affermarsi degli LP o 33 giri, il lato B non fu più destinato a canzoni di minore importanza, anzi, l'ascolto continuativo di molte opere del periodo d'oro della musica cosiddetta leggera portava spesso a una seconda parte in crescendo, ma niente: oramai latoB significava quello, e ce lo siamo tenuto. Il fatto, poi, che in inglese si pronunciasse come "beside", che significa "accanto", aggiunse all'alone semantico del termine un gioco di parole presto usatissimo, perché pronunciare un termine che a seconda di come lo scrivi significa cose diverse è davvero cosa allettante per chiunque ami giocare col linguaggio e la logica. Dovrà arrivare un Presidente del Consiglio un po' troppo avvezzo ad attività non riferibili fuor di metafora, a indurre i media compiacenti ad estendere il significato fino a comprendere le rotondità posteriori delle giovani donne di cui Egli amava circondarsi nei rari momenti che il suo primo e il suo secondo lavoro (premier e imprenditore, non necessariamente nell'ordine) gli lasciavano per rilassarsi.
Seconda scelta (1), rovescio della medaglia (2), accanto (3) o culo (4) che sia, il lato B ci azzecca comunque con la cronaca politica, rispettivamente:
  1. perché sarebbe stato molto meglio per il m5s governare da solo o magari con gli scampoli di sinistra (col PD no, meglio sparire, e poi tanto a quello avrebbe portato) piuttosto che con la Lega, ma non tanto per le colorite espressioni di Salvini, che quello folklore è, e peraltro in quanto tale fortemente rappresentativo di quello popolare, quanto perché alcune componenti native, in quanto tali inamovibili dal resto, di quel partito, sono intimamente berlusconiane: quelle adiacenti alla gestione del potere e tangenti (appunto) alla corruzione, quelle si totalmente incompatibili coi principi fondativi e con le stesse ragioni d'essere del grillismo (e quindi censurabili da chiunque tranne che dai piddini, che ci sguazzerebbero da dio);
  2. perché perdere consensi per il fatto di governare è fisiologico, e anzi è notevole quando si verifica in misura tutto sommato limitata come adesso per i cinquestelle, il che evidentemente anzi dimostra che l'apertura di credito nei loro confronti da parte della maggioranza dell'elettorato è solida e ha dato per scontato preventivamente che doveva per forza di cose esserci uno sfrido tra le promesse e le realizzazioni, vuoi per via dell'alleato obbligatorio, vuoi per via della sedimentazione dei problemi dovuta all'azione politica degli ultimi 30 anni, vuoi per via della permanenza di quella parte politica in tutti i centri di potere nazionali ed internazionali media compresi, e vuoi per i vincoli internazionali da altri accettati e difficili da rimuovere in modo indolore;
  3. perché mentre si percorre una strada c'è sempre una strada che ti corre accanto e tu devi essere sempre in grado di saltarci sopra se un qualche problema intralcia la tua, e questo ci porta per vie laterali al famigerato "piano B" (manco a dirlo, B) di Savona: non puoi ottenere nulla da nessuno se non hai in tasca un'alternativa al continuare a chiederglielo, neanche da tua moglie, neanche dal tuo papìno, figuraci da banchieri con mezzo metro di pelo sullo stomaco - e però, a proposito di blocco massmediologico, avete saputo che il Ministro degli Affari Europei ha già presentato all'Europa il suo piano A, quello che prevede di restare nell'UE e rafforzarla però proprio perché trasformata in senso democratico e sovranista, con la BCE prestatrice di ultima istanza per tutti gli stati membri e quindi azzeramento ipsofacto di ogni spread? E sapete cosa ciò significhi?
  4. perché alla fin fine la Storia è piena, ma piena piena, di possibilità immense risoltesi in nulla e magari dimenticate, come di increspature insignificanti che sono diventate correnti impetuose in grado di cambiarne il corso: alla fine, la componente fortuna può essere determinante, a farti diventare il Cristo dell'Amiata o quello di Nazareth, un tipo strambo protagonista di un'avventura con dei seguaci vattelapesca dove e quando piuttosto che un profeta da cui nasce una religione con miliardi di adepti e migliaia di anni di storia anche secolare e di potere.
Ripeto, e lo ripeterò finché la cronaca non mi avrà dato ragione o torto: il governo gialloverde ha un sacco di problemi, ma è il migliore da decenni, forse ora magari una informazione un po' più obiettiva gliene darà atto ma ciò nel medio/lungo termine è irrilevante, quello che conta essendo se ha il coraggio o meno di fare quello che si deve fare per raddrizzare il corso della Storia, deviando sul suo ramo cieco quell'ordoliberismo a trazione finanziaria che ha spadroneggiato per trent'anni, ridando priorità all'economia reale. Se non lo fa, ad una ad una le sue promesse si depotenzieranno, dando ragione ai detrattori. Se lo fa, e lo fa bene, anche i conti andranno a posto.
Gireremo il disco sul piatto, e sarà tutta un'altra musica. "At first I was afraid, I was petrified..."

LA SCELTA (COLUI CHE ODIA, COLUI CHE AMA)

No, non l'ho letto in tedesco, è che la copertina di
questa edizione è davvero molto ma molto figa...
Continuo imperterrito nella pubblicazione dei miei testi di canzoni, nonostante la speranza che qualcuno di voi me li chieda per musicarli (a piacimento, l'indicazione che questa nasce con strofa quasi rap e ritornello quasi melodico - anticipando i tempi, visto che ha almeno 25 anni e la cosa è di moda adesso - è puramente e tautologicamente indicativa) sia in continuo calo, anche perché così ho l'occasione di riparlare con voi di argomenti a me cari.
Una delle cose che mi ha allontanato dalla religione fin dall'adolescenza è la riflessione attorno alle categorie tutte cattoliche di confessione, perdono, assoluzione, vita eterna. Non mi aveva convinto, infatti, l'impostazione catechistica che voleva il bene come opzione preferibile in funzione di una ricompensa. Prima di me non aveva convinto Lutero, lo sapevo grazie al mitico professor Stilo, ma sarà solo all'università che avrei studiato Max Weber, il cui contributo maggiore al pensiero umano è aver indagato sulla correlazione tra etica religiosa e scelte economiche; quando lo studiai, peraltro, mi convinse relativamente la sua notoria estrapolazione che il capitalismo moderno poteva nascere solo presso popoli che praticavano l'etica protestante (secondo cui il nostro destino nell'aldilà è prefissato da Dio, e il nostro agire lo rivela non lo determina), perché dimenticava il fatto che invece era nato proprio nell'Italia del Rinascimento, di più la correlazione tra le pratiche cattoliche e la carenza del senso di responsabilità personale nei popoli latini, e tra quelle ebraiche (estrema chiusura della comunità nel tempo e rinuncia ad ogni ostentazione di ricchezza) e la tendenza ad esercitare con successo l'arte finanziaria (vera ragione storica profonda, peraltro, di tutti gli antisemitismi di ogni tempo, compreso quello di Hitler che senza l'accordo di Versailles e lo strozzamento della Germania da parte dei banchieri non avrebbe mai raccolto il consenso che gli diede il potere - lezione storica questa che, come spesso capita, evidentemente non abbiamo imparato), laddove per i mussulmani, come per i primi cristiani peraltro, il prestito di denaro a interesse è invece peccato capitale. Pensavo invece, e penso ancora, che la scelta di compiere il Bene piuttosto che il Male sia molto ma molto più apprezzabile in persone che non credono che per ciò saranno in qualche modo ricompensate. In qualunque mondo, reale o immaginario che sia.
LA SCELTA (COLUI CHE ODIA, COLUI CHE AMA) 
Sono colui che parla, sono colui che adora, sono colui che bacia con la lingua,
sono colui che gode, sono colui che pensa, sono colui che scrive, sono colui che ammazza, sono colui che odia,
io sono anche quello che ha scoperto che il cielo non è il cielo ma è l’immensità
che il buio della notte non è un dono divino ma è un certo girare in tondo che ce lo dà,
e in fondo non ho fatto che cambiare idea sull'oltretomba e sulla divinità
e sono come un vecchio bambino che ha saputo sempre di non sapere e sempre lo scoprirà…
Sono colui che mente, sono colui che inventa, sono colui che cammina a testa alta,
sono colui che crede, sono colui che cerca, sono colui che spara, sono colui che fa guerra, sono colui che fa pace.
E in fondo è proprio questo il bello del combattere, il bello dell’uccidere, il bello dell’odiare:
nessuno capirebbe di aver fatto bene se nessuno di noi sapesse fare male,
il bello è nella scelta e il paradiso non esiste, non si regge nulla senza concetto contrario,
e che felicità darebbe amare se fosse una cosa di tutti per ereditarietà?
Sono colui che sceglie, sono colui che ama…

DRAGHI SPUTAFUOCO

Il governatore della BCE interviene con la consueta pacatezza
per indurre all'obbedienza i vassalli che osano anche solo dire
di voler intraprendere politiche in favore dei loro sudditi che
non rispettino la linea dettata dall'Imperatore nei suoi interessi
Quando una persona che ti vuole bene ti provoca, velatamente alludendo al diradarsi dei post di argomento politico come conseguenza di un qualche grado di imbarazzo in merito all'azione di governo, cosa che peraltro sarebbe naturale in quanto un sito dichiaratamente di controinformazione si trova di suo un tantinello scomodo in posizione filogovernativa, se anche tu gliene vuoi recepisci il pungolo e gli rispondi, prima direttamente poi dimostrandolo, che statisticamente ogni anno nel periodo agostano i post tutti si diradano naturalmente e quelli politici di più, e che non rientri certo nel novero di quelli che sono passati ai cinquestelle per mancanza di alcunché di votabile a sinistra e però Salvini proprio non lo digeriscono.
Cioè, Salvini è in effetti a tratti istintivamente vomitevole, se sei di sinistra, ma se sei anche abbastanza razionale da andare oltre la prima reazione istintiva, puoi tranquillamente riuscire, magari non su tutto, e magari continuando a prendere le distanze dalle sue modalità espressive, se non a dargli ragione, almeno a comprendere quante e quali ragioni sociali ed economiche lo sostengono - e infatti ne aumentano il consenso ad ogni boutade, magari anche a danno dei cinquestelle stessi, e sicuramente fino a renderlo egemone del centrodestra in Italia per chissà quanto tempo.
Riguardo l'azione di governo, però, fermo restando quanto ho detto e ridetto più volte, e cioè che se non hanno il coraggio di avviare un confronto serrato con l'UE che miri (piano A) a una riscrittura radicale dei trattati in senso democratico e keynesiano oppure (piano B) all'uscita dell'Italia almeno dall'Eurozona (chi sa leggere i grafici veda qui cosa ha comportato) se non dall'Unione, non potranno mantenere le promesse in misura significativa, il giudizio resta complessivamente positivo per quanto articolato. E allora lo articolo in punti, certo non esaustivi, tra cui il primo aiuta a capire molti degli altri:
  1. è la prima volta a mia memoria che un governo della Repubblica si trova quasi tutta l'informazione televisiva contro (ai tempi della, poi scopertosi in gran parte recitata, contrapposizione tra pro e anti berlusconiani, avevi almeno 50 e 50, e anche con Silvio al governo avevi sempre Rai 3): se mai un qualunque giornalista avesse trattato un qualunque politico come ad esempio la Berlinguer ha trattato Di Maio, incalzandolo fino a fargli dichiarare che se salta il reddito di cittadinanza "il governo ha un grave problema", l'Italia oggi sarebbe un Paese diverso, molto più libero e ricco, e Grillo non avrebbe fondato alcun movimento politico (magari sarebbe segretario del PD...);
  2. è la prima volta a mia memoria che durante funerali di Stato i presenti fischiano l'opposizione e non il governo; la cosa fa il paio coi sondaggi complessivamente crescenti (della Lega, tanto) nonostante non passi giorno che l'azione di governo venga denigrata attaccata derisa sminuita dal mainstream: la cosa dovrebbe suggerire a chi continua a spadroneggiare in quest'ultimo, approfittando del fatto che questi a differenza di tutti gli altri prima tardano ad impadronirsene cacciando via tutti, che la cosa ha utilità decrescente man mano che la verità dei fatti si impone sulle chiacchiere, e a chi esita di fare tabula rasa che deve invece sbrigarsi perché comunque l'intreccio di interessi tra politica e giornalismo quando lo si spezza per sempre è sempre tardi;
  3. espressioni colorite pro elettorato becero a parte, è innegabile che delle due l'una: o l'Europa esiste e allora chi sbarca in Italia sbarca in Europa e poi ha diritto ad andare al suo interno dove vuole (problema migranti finito: quasi nessuno viene per restare in Italia), o chi fa entrare un clandestino se lo deve tenere e allora l'Europa non esiste e quindi manco i suoi trattati (sull'immigrazione, ma anche sulla moneta eccetera) - si tratta di un concetto talmente lampante che le pervasive e francamente oscene campagne mediatiche che insistono sull'aspetto umanitario della faccenda (che esiste, ma per rimuoverlo bisogna andare a monte, alle cause prime e seconde, e non a valle, a titillare i sensi di colpa della gente comune propagandando l'accoglienza indiscriminata) sono sempre meno efficaci nel loro palese tentativo di manipolare le coscienze, e anche se non tutti siamo filosofi marxiani, capaci di comprendere che Soros e compagni tirano le fila di un fenomeno finalizzato alla schiavizzazione progressiva di tutti gli umani tranne la ristrettissima élite di cui fanno parte, tutti possiamo capire che di tratta degli schiavi si tratta, e che bisogna disincentivarla in ogni modo e penalizzare in ogni modo schiavisti e padroni del cotone (e se arrivano con la cavalleria, lo capiremo meglio e in più numerosi);
  4. sia l'indennità di disoccupazione e reinserimento impropriamente chiamata reddito di cittadinanza (e molto molto lontana dalla versa soluzione che si chiama reddito di base, qualunque base gli si voglia dare) che la riduzione ragionata e progressiva delle aliquote impropriamente chiamata flat tax, come pure la almeno parziale neutralizzazione della riforma Fornero sulle pensioni, si possono fare AUMENTANDO IL DEFICIT, perché uno Stato sovrano ha tutto il diritto di aumentare il deficit quando vuole e quando serve, e i trattati che lo limitano a parametri arbitrari sono illegittimi e ingiusti (e tutti i parlamentari che hanno approvato la riforma costituzionale dell'articolo 81, introducendo nottetempo il pareggio di bilancio in Costituzione, nonché il PdR che ha promulgato la legge, andrebbero processati per alto tradimento, in quanto di fatto hanno limitato, precludendo l'adozione di qualsivoglia politica economica espansiva a qualunque governo futuro, l'esercizio pratico della democrazia nel Paese: non si potrebbe fare nemmeno se votassimo in massa un partito che ha questa come unica voce del programma - tra questi anche molti leghisti, Salvini se lo ricordi e se ne vergogni pubblicamente; in ogni caso è una battaglia di sinistra, quella vera contro quella finta), e perché 1000 euro di spesa in deficit orientata convenientemente genera in un paio d'anni 5000 euro di reddito e 1000 euro di maggiori entrate fiscali, azzerando il deficit: basta prevedere che le spese per investimenti vadano in un bilancio pluriennale parallelo (un Piano Quinquennale? oh, yes...), gli investimenti siano del tipo che genera reddito sul territorio (quindi le Grandi Opere sono tassativamente escluse), le tasse specialmente se abbassate vadano fatte pagare con ferocia, e si arresti con pari determinazione ogni altra maniera di fare uscire il danaro da questo circolo virtuoso (esternalizzazioni, tangenti, sommerso, eccetera) - a latere, l'idea è così "balzana" che ora la copia pari pari Macron, rampollo dell'establishment "antipopulista", voglio vedere se anche a lui lo sfottono perché è senza copertura e perché favorisce i fannulloni;
  5. se anche non si vogliono toccare i "sacri vincoli europei" (mettendo a tacere le intoccabili istituzioni mai elette da nessuno che di fatto governano questo mostro antidemocratico chiamato UE, mostrando i denti a chiunque in Europa tenti di rispettare il mandato dei propri elettori facendone l'interesse), basta emettere tutta la Moneta Fiscale che serve, cosa ancora perfettamente lecita: si tratterebbe di titoli di credito fiscale rimborsabili a tot anni (anche solo due) ma spendibili subito, che in pratica costituendo moneta positiva statale sovrana a circuito interno, consentirebbero che il giochino di cui al punto precedente si svolgesse senza alzare il deficit: quando si presentano allo Stato per essere incassati, hanno già generato maggiori entrate fiscali di pari importo - pensate, si può fare, oggi, per il ponte di Genova, i terremotati di Amatrice e quelli di L'Aquila, l'edilizia scolastica tutta, eccetera eccetera, e facendolo oggi si renderebbe evidente al popolo italiano che si poteva fare anche ieri, e chi non lo ha fatto - lasciandolo in sistemazioni precarie per anni - è da considerare senza mezzi termini un criminale;
  6. tornare a regolamentare l'apertura domenicale dei negozi, cosa ci potrebbe essere di più simbolicamente di sinistra in tema di commercio? eppure da sinistra arrivano sfottò al retrogradismo di Di Maio, calcoli sul calo occupazionale del provvedimento (che tradiscono la concezione ultracapitalista del lavoro oramai adottata innanzitutto proprio a sinistra, dove prima gli schiavi sottopagati non erano contemplabili) o peggio barricate in nome del diritto dei consumatori a quel rito (che in certi quartieri, voluti così proprio dai palazzinari amici di tutti i passati governi, è l'unico passatempo possibile, ché d'estate almeno c'è l'aria condizionata) osceno che è lo struscio nei centri commerciali.
In definitiva, per quanto non il migliore auspicabile alla vigilia (e raggiungibile solo se la maggioranza assoluta dei miei connazionali si convince a votare m5s consegnandogli un governo monocolore che non lo costringa a compromessi con nessuno), e per quanto migliorabile esso possa essere nel prossimo futuro, questo governo sta facendo discretamente bene, o perlomeno non ne ricordo di migliori, e mi fa molto piacere leggere che in questo giudizio sono in ottima compagnia, anche se temo che se non avrà il coraggio di andare fino in fondo contro l'UE - come premesso - probabilmente lo ricorderemo come un'occasione mancata, e forse l'ultima per salvare l'Italia.

LA BOMBA - L'EQUILIBRIO

Non hai visto il Dr. Stranamore di Kubrick? male, molto male...
Forse l'ho già detto: chi non ha vissuto gli anni 80 a sentirselo raccontare stenta a crederci, ma c'è stato un tempo in cui i ragazzi vivevano un quotidiano relativamente spensierato (in quanto tali, è difficile non sia così, anche in tempo di guerra i bambini trovano sempre il modo di giocare, i ragazzi di divertirsi, raccontano...) nonostante l'incombenza, anzi forse proprio a causa dell'incombenza, di un disastro nucleare globale capace di azzerare la vita nel pianeta. Visto alla distanza, successe questo: in Occidente si capì che per vincere la Guerra fredda si doveva indurre l'URSS a dirottare sempre più risorse verso le spese militari, la cui crescita esponenziale è assieme funzionalissima all'economia di mercato a traino finanziario e deleteria all'economia pianificata, così iniziammo a installare i cosiddetti Euromissili puntati oltrecortina, costringendo loro a fare altrettanto con noi. Tutto potevamo immaginare, però, tranne che avremmo rimpianto quel periodo come l'ultimo di relativa pace e prosperità. Ci riuscì solo qualche visionario, ne ho parlato qui, in mezzo a una produzione artistica - di tutte le arti - complessivamente improntata al tema apocalittico in maniera pervasiva e ingenua.
Non fanno eccezione i miei testi di canzoni, che da un po' pubblico nella speranza che qualcuno di voi me li chieda per musicarli: la prima ha il ritornello orecchiabile e intuibile nella melodia, e la strofa tendente a quel pop rappeggiante che ancora è di moda, la seconda più cantautorale (dalla traccia poi evoluta in questo capitolo di Chi c'è c'è). In entrambi pesa l'ossessione allora di moda, ma tutt'ora utilizzabilissima come metafora della precarietà dell'esistenza, sia del singolo che della specie. Il pezzo sul governo gialloverde è in arrivo, ma pure questa se vogliamo è politica. Buon ascolto, pardon buona lettura.
LA BOMBA
Il soffitto è troppo debole per la mia testa, lo so,
e se voi mi dite che non devo dire basta lo farò,
ma garantitemi di vivere pacificamente
non ne posso più di non guardare in faccia la gente.
E a Natale pranzerò con tutta la famiglia, e si sa
che qualcuno che mi guarderà un po’ meglio in faccia penserà
“questo qui sta già partendo per la tangente
non ne può di certo più di non guardare la gente,
forse lui ce la farà”
Ma la bomba,
ma la bomba
resta là
fissa in cielo
sta puntando
la città
e tranquilli
camminiamo
ma già ognuno
di noi sa
che la bomba
si, la bomba
è ferma la
Certo il nonno sta pensando “mio nipote in fondo è come me:
si ribella, non vuole chinare il capo, beve amaro il caffè”,
lui è un vecchio, e i vecchi delle mie canzoni hanno sempre
una goccia di limone per salvare la mente.
E ritorno col pensiero a quelli che sostengono che
“questi giovani vogliono avere subito tutto perché
non sanno cos'è la guerra e non apprezzano niente”
si d’accordo grazie ma io voglio guardare la gente
e se invece guardi in su
c’è la bomba,
c’è la bomba
e resta là
fissa in cielo
dominando
la realtà
e noi ansiosi
camminiamo
perché già
sappiamo che
quella bomba
resta ferma
chissà perché!
C’è una bomba anche per me e ferma nella mente rimane
ed a piacere chi volesse può chiamarla paura di volare
o ansia di non sciupare il tempo che sta passando,
paura di aver perso quello che è passato cantando
senza mai guardare in su
E la bomba,
si la bomba
resta là
su nel cielo
luminosa
se ne sta,
e capisci
che se non ti
dai una mossa
lei cadrà
e la vita
dalle dita
sfuggirà.
Quella bomba
è innescata
anche per te, (…per te, per tutti gli uomini di buona volontà, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male... - PARLATO IN SOTTOFONDO)
è nel sangue
della terra,
è nel caffè,
è nel cielo,
in quel cielo
che ti chiedi
che cos'è:
e’ la bomba,
si la bomba,
anche per te.
E la bomba,
si la bomba
resta là…
e la bomba,
si la bomba
resta là

L’EQUILIBRIO
Quando Giorgio e Carmelo si videro in faccia
cominciarono a temersi a vicenda,
ma siccome non erano stupidi
dominarono il loro timore
e si sedettero a un tavolo circolare
per trasmettere al mondo la parola “pace”
mentre le armi restavano pronte a colpire
perché alla gente doveva restare
la giusta paura…
“E ci siete riusciti – disse l’uomo – ho paura, ho paura,
ho paura, ho paura….!”
Il giorno in cui la prima bomba partì fu per sbaglio
(o volete fare per colpa di una mente pazza?
è lo stesso) ma colpì nel cuore una grande città
e la cancellò completamente dalla carta geografica.
Io pensavo come tutti di cercare un rifugio
in Aspromonte, scavavano tutti buchi nelle montagne,
ma come potevano pensare di nascondervicisi
più di seicentomila persone?
E poi i più speranzosi restavano fuori,
i politici dicevano “si aggiusterà tutto”,
i giovani partivano per soccorrere le zone già colpite
e l’aria aveva già una puzza strana
dopo la bomba su Comiso…
La Russia colpì tutte le basi degli euromissili
e anche molti obiettivi in America
ma ben presto, e quasi contro ogni previsione,
il suo territorio era quasi annientato.
Io intanto ero tornato definitivamente in città
quando cominciarono a usare i satelliti
e la notte si videro di nuovo le stelle
dietro la cortina di nubi postatomiche.
Cominciarono a muoversi anche le forze di terra
per occupare ciò che restava della Russia:
cooptarono gli adulti e anche i ragazzi della città
e restammo vecchi, donne e bambini
a morire di cancro…
E qualcuno già urlava “perché non ci colpite?
almeno non lasciateci in questa agonia!”;
e fu forse con l’ultimo missile russo
che l’Aspromonte si sciolse come fosse burro
e io vidi la mia carne andare a male
e sentii i polmoni che non tiravano
mentre sgomento pensavo a cosa provava la gente
quando si accasciava a terra disossata.
Non c’era neanche più bisogno degli ospedali!
E chi ci doveva mandare medicine e soccorsi?
E il cibo c’era solo per chi sapeva arrangiarsi
e io, dato che le gambe mi reggevano ancora,
mi incamminai…
tutto quanto vedevo era come se urlasse due parole:
“ho paura, ho paura”…
Quando Giorgio e Carmelo fecero pace
nessuno al mondo ebbe tempo di accorgersene
ma io, che stavo un po’ meglio, seppi qualcosa
e credo sia Giorgio che ha vinto la guerra
e che i vivi hanno gridato “viva la democrazia!”
con nessuno che potesse rispondergli,
ma l’importante era che ormai era finito tutto
e bisognava cercare di riprendersi.
Le nuove potenze si dissero “niente più nucleare
ne abbiamo avuto abbastanza, lo bandiamo dal mondo,
tanto più che per l’equilibrio tra di noi
adesso è stato inventato e costruito
il disintegratore”…

COMUNQUE FORZA VIOLA

Ho il brutto vizio di non credere alle storielle che mi raccontano, l'ultima volta che mi hanno fregato è stato al catechismo, e non è durata tanto se pensate che al liceo ho preso ottimo in religione proprio perché disputavo con un prete intelligente (nell'ora che molti credenti preferivano trascorrere altrimenti, come minimo in cortile) di questioni teologiche da versanti opposti (mi dicevo ateo, crescendo mi è venuto anche pudore verso questa etichetta che è pur sempre di natura fideistica).
Forse anche per questo, la comunicazione l'ho studiata quando ancora non si usava, e dopo ampi giri ho finito per camparci; imitando quel filosofo mi dichiaro ben conscio di essere ben lungi da conoscere la materia a fondo, ma tra quelle due o tre cosette che tengo a mente c'è questa: la comunicazione per quanto ottima alla lunga non può sostituirsi alla sostanza delle cose su cui verte, e se questa è pessima o inconsistente prima o poi si mostrerà per quello che è, e allora la comunicazione ottima sarebbe stato meglio non farla, anzi risulta controproducente mostrando per contrasto la realtà ancora peggiore di quello che è.
E' vero anche l'opposto, però: se fai cattiva comunicazione, puoi compromettere l'andamento di una realtà a prescindere della qualità di quest'ultima.
Sto di nuovo parlando di basket, a un mese dell'ennesima rinascita del mito Viola Reggio Calabria, perché mentre la nuova società pareva convincere tutti, finalmente con una comunicazione svolta in modo altamente professionale (la vecchia era agli antipodi, in materia), una vocina mi diceva che c'era qualcosa di stonato, in sottofondo, e proprio in questi giorni è esplosa la grana del rapporto coi club storici del tifo neroarancio, che si chiamano fuori perché finalmente, in un serrato faccia-a-faccia, avrebbero scoperto che tra i finanziatori, seppur esterni, della nuova compagine c'è nientemeno che il vecchio proprietario. Bene hanno fatto i tifosi a costringere il nuovo patron Coppolino a una seppur parziale svelatura degli altarini, male fanno secondo me a trarne la conclusione di tirarsi fuori, come male hanno fatto a dare addosso al vecchio proprietario Muscolino nella nota vicenda anziché fargli quadrato attorno.
Continuo a pensare, infatti, che entità e modalità della penalizzazione siano stati un monumento all'ingiustizia sportiva italiana, e che un bravo tifoso davanti a un presidente che il primo anno non avendo trovato una fideiussione ha cacciato i soldi di tasca, e il secondo li ha ricacciati a magagna scoperta (ne fosse o meno conscio: non poteva certo dirlo, e l'alternativa era la non ammissione al campionato, ma avendo versato i 100mila prima e dopo viene da chiedersi: perché non lasciarli li, senza rischiare di vanificare i propri investimenti milionari?), ha il dovere di pensare che ha ragione a reclamare di essere stato truffato, e di pretendere che le istituzioni sportive salvaguardino la squadra (semmai punendo lui) anziché di fatto cancellarla.
Ora, so bene di stare sostenendo una posizione impopolare e largamente minoritaria, la maggior parte dei tifosi pensando fino a ieri che la vecchia società era pessima e la nuova invece, ma gli ultimi sviluppi mi spingono a fare un ragionamento ulteriore. Non dico che sia vera, anzi affermo che non ho alcun elemento di conoscenza diretta che possa suffragarla nemmeno come ipotesi, ma voglio lo stesso raccontarvi una storia, ragionando "per assurdo".
C'è il proprietario di uno storico club sportivo del meridione che, anche grazie ad alcune stagioni sciagurate e sfortunate, ha accumulato abbastanza debiti da non riuscire a trovare chi gli faccia uno straccio di fideiussione di 100mila euro. Per iscrivere la squadra, caccia i soldi di tasca. Poi qualcuno gliela fa avere, non gli pare vero, si ripiglia i soldi. Ma appena scopre che il documento non era valido, riversa i soldi al governo dello sport. Oppure, lo sapeva, ma piuttosto che fare radiare la società ricorre per il secondo anno al fideiussore farlocco: è meno probabile (perché non cacciare i soldi come l'anno prima, e come qualche mese dopo, allora?) ma non cambia la sostanza delle cose, insiste perché vuole rientrare degli investimenti, ed è convinto che i suoi dirigenti abbiano finalmente imbroccato la strada giusta, e con la promozione in A, o anche solo la valorizzazione dei carneadi che saranno presto campioni, ce la farà. FIP e Lega glielo impediscono. Ricorre tre gradi, gli fissano le date in modo tale che anche vincesse si ritroverebbe senza squadra, lui vorrebbe ripartire dalla B, poi qualcuno gli consiglia di vendere la società, ripartire dalla C con la Scuola Basket, e intanto ricorrere al TAR, giustizia va fatta. Ma in entrambi i casi ci vuole il sostegno della tifoseria, che non c'è. Allora ha una pensata. Può fare finta di venderla, la squadra. E si rivolge a uno bravo, veramente bravo, proprio nel settore fin qui più trascurato. L'idea è semplice: si cede il titolo a una società di una città dove proprio un campionato di basket a questi livelli per un po' di anni non si può fare, perché è vietato dai regolamenti. Così, la scelta di fare la B a Reggio da parte della nuova società arriva dopo che la tifoseria aveva toccato con mano la sparizione, o la ripartenza dalla C con una nuova società dal nome glorioso che però è in ritardo su tutto. La stessa cosa, vista dall'alto è sotto e vista dal basso è sopra. Si pianifica un campionato di vertice, si fanno le cose bene. Magari si fa pure il ricorso al TAR per riavere la A2 (anche se si continua a non trovare chi ti presti uno straccio di fideiussione - in B sono solo 30mila - e quindi si deve versare l'importo alla FIP in denaro). Intanto, per dissimulare chi mette i soldi, oltre alle tattiche dilatorie, si mettono in scena anche il dissidio con la SBV, la querelle per logo e sito, eccetera. Fino alla "tana" del tifo organizzato, e oltre. Ora, ammesso e non concesso che questa storia di fantasia sia proprio la verità, io dico: e allora? Non sarebbe la controprova che quell'imprenditore sta continuando a fare di tutto e di più per la propria impresa, che guardacaso è la nostra squadra del cuore? Io dico di si. E dico che questa squadra merita ora più che mai il sostegno pieno e incondizionato dei propri tifosi. Questo, se fosse vera questa ipotesi estrema, figurarsi se invece ad essere vera è proprio quella dichiarata, di un semplice partner commerciale a livello giovanile (e ci si sbriga magari a dire chi sono i finanziatori).
Ripeto: Cestistica Piero Viola, Nuovo Basket Viola, Scuola Basket Viola, Team Basket Viola, Viola 1966, qualunque sia la società, se c'è una squadra neroarancio che si chiama Viola e gioca a Reggio Calabria, bisogna sostenerla. Anche se il proprietario si fa truffare, anche se ricorre al falso pur di non sparire, anche se a un certo punto non avesse trovato di meglio che una messa in scena, anche se invece è vero che è proprio un altro. La sua storia è come la pagina wikipedia: una. Unica. E può vantare tra le mille altre cose di avere dato al mondo del basket uno dei suoi campioni più grandi, che a 41 anni proprio in questi giorni ha annunciato il suo ritiro sui social, non prima di aver rammentato proprio i suoi primi passi reggini nel basket europeo.
Insomma, comunque Forza Viola. qui non si muore mai.

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

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