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Visualizzazione dei post da Agosto, 2010

MORTO CHE PARLA

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Il blog è vivo, i lettori quotidiani, oramai a decine (basta accontentarsi), sicuramente allarmati da oltre una settimana senza post, benchè forse ad agosto da un lato possa ritenersi probabile dall'altro possano essere qualcuno di meno, possono stare tranquilli: ero in un'isola del sud Italia, quindi niente wi-fi gratuito, poca e incerta linea nella pennetta, e nessuna voglia di andare all'Internet point.
Ho come il sospetto che se fossi stato in un qualsiasi altro Paese sedicente avanzato e democratico non avrei avuto nessun problema ad acchiappare col mio netbook una connessione veloce e gratuita, ma oggi non voglio parlare di politica. Oggi è il mio quarantasettesimo compleanno.
Ho già superato da un po' quella che era l'aspettativa di vita media fino a un centinaio o poco più di anni fa, e so bene che c'è chi contesta questo discorso perchè era la mortalità neonatale e infantile ad abbassare la media ma superata quella fase critica era normale già allora r…

VEDO GUARDO OSSERVO FACCIO

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Niente è come sembra (F. Battiato)
Addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole (C. Castaneda)
Se puoi vedere, guarda, se puoi guardare, osserva (F. Meirelles)Di queste tre citazioni, la prima nelle intenzioni di Gemma Serena, autrice del pezzo qui sotto, doveva essere il titolo, la seconda la chiosa finale, mentre la terza ce l'ho aggiunta io. Un blog è un diario personale, a meno che non nasca a più voci, e se il suo autore vi ospita qualcuno è perchè bene o male lo considera in linea con i suoi pensieri o perlomeno in sintonia: ci si può attendere dunque che lo commenti in apertura o in chiusura. Il bell'articolo che segue, come gli altri di Gemma, mi trova fondamentalmente daccordo: la dicotomia parola/azione, che già fu del leniniano "che fare?" promosso a testata del loro ciclostile dai contadini di Fontamara, vi viene svolta fino quasi al consiglio spicciolo, che poi è (di nuovo) in sintonia con il tanto toccato tema dell…

BAMBINI E TIRANNI

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Ti riprometti di non pensare alla politica italiana per almeno quei pochi giorni attorno a Ferragosto, quelli che torni a casa per farti quel tuffo di testa in acqua partendo da terra che solo il mare di certa Calabria ti consente e che rappresenta il fischio d'inizio delle Ferie Estive, e quasi ci riesci.
Poi mentre ti rilassi con un bel libro, magari il primo di Teresa De Sio che consiglio a tutti per quanto è magico e nero, vicino a te si piazza una famigliola col bambinotto di quell'età indefinita attorno a un anno, due mesi più due mesi meno, che frigna e strilla e rompe i santissimi a tutta la spiaggia, a te, e anche ai genitori che visibilmente fanno ricorso a tutta la memoria biologica per non pigliarlo a pacchere. E pensi che i bambini sono dei tiranni. Che forse non è un caso che la vita per te abbia riservato altro destino. Che quasi tutti i tuoi amici da quando il primo frugoletto si è introdotto nella loro casa sono divenuti i loro schiavi. Alcuni, per sempre, ben…

GIRO GIIRO TOOOONDO...

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Oggi voglio dimostrare che il superenalotto ci suggerisce che non bisogna permettere la coltivazione di OGM.
L'evidenza matematica di alcune cose fondamentali per la nostra stessa esistenza, a volte, sfugge dal senso comune, e in questi casi, essendo la nostra mente una specie di cipolla in cui solo la buccia e magari il primo strato esterno hanno a che fare con la logica aristotelica mentre tutto il resto funziona secondo un'altra logica, il senso comune stravince. Purtroppo.
Per questa via, ad esempio, gli italiani si affannano a riempire le casse dell'erario con una sorta di Tassa Volontaria, giocando ogni mese milioni di euro per tentare la sorte. I numeri precisi li lascio agli esperti, e sono impressionanti, ma cerco di vulgare in breve alcune verità matematiche evidentemente ignorate dai più:
la probabilità di prendere un sei secco giocando due colonne non è significativamente diversa da quella che hai giocandone duecento: anche se quest'ultima è cento volte magg…

EXTRATERRESTRE PORTAMI VIA

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Nei prossimi giorni, osservando il cielo in cerca di stelle cadenti, provate a chiedervi se siamo soli nell’universo, se fra tutti quegli astri che brillano sulla nostra testa ve ne sia qualcuno abitato. Pensate a un’altra galassia, un pianeta lontano, un luogo pieno di laghi e ruscelli, colline e distese erbose, dove il clima è sempre mite, gli abitanti ascoltano concerti di silenzio e vivono il triplo di noi.
Siete tanto scettici da non riuscire a concepire un posto così? Avete l’immaginario rovinato da anni di Visitors e alieni malintenzionati? Allora Il Pianeta Verde è il film che fa per voi. Non è una novità cinematografica – la pellicola è del 1996 – eppure il messaggio è attualissimo e vale la pena recuperarlo.
Sul Pianeta Verde, infatti, la natura è intatta; gli abitanti, del tutto simili a noi, non hanno bisogno di case e dormono fra l’erba. Le giornate sono scandite da bagni nel lago, da giochi che fortificano, dallo studio: lezioni di telepatia, di intuizione del futuro, …

SE PAR AZIONE

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Non ho il livello nè di preparazione nè di visibilità per entrare nella polemica teorica tra Pallante da un lato e Badiale e Bontempelli dall'altro. Ieri è andato in scena il terzo atto, e da qui potete farvi un'idea dell'intera faccenda, che è davvero molto interessante ed istruttiva, se seguite i link e magari leggete i commenti. Per chi non avesse voglia o tempo, la riassumo così. Esisterebbero due vie alladecrescita:
una che nelle accuse dell'altra passa per la restaurazione di istituzioni sociali oppressive della lilbertà individuale - ma nella propria visione individua nella premodernità tratti ingiustamente e strumentalmente denigrati nella modernità (ad esempio, la famiglia estesa e la vita agricola) togliendo legittimità al "verso della storia" necessariamente orientato dalla prima alla seconda già nei nomi;l'altra che nelle accuse della prima risente del mancato affrancamento dall'idea di progresso tipica delle teorie della crescita sia di de…

O LA BORSA O LA VITA

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Facciamo un puro esercizio di stile, tanto le mie quote le ho già date e le dichiarazioni di oggi già mi danno pericolosamente ragione e non c'è nessuna speranza per questo sciagurato Paese, il cane non molla l'osso neanche a morire, dicevo facciamo un esercizio di stile e poniamo che ci sia davvero in Italia qualcuno che voglia tirarci fuori dai guai una volta che Cesare sia finalmente andato a godersi il maltolto in una delle sue residenze tropicali cui fin'ora ha rinunciato per servire la Patria. Che cosa dovrebbe fare, in pratica, o meglio: c'è qualcosa che possa fare, questo qualcuno?
Badiale e Bontempelli oggi li ha letti Cabras per tirar fuori un pezzo lucidissimo e terribile, che illustra con precisione sintetica la storia degli ultimi quarant'anni dell'occidente capitalista e dell'Italia in particolare. Letto attentamente il pezzo, e smaltito lo shock, occorre rammentare però che la Storia non ha quasi mai, come niente in natura, un percorso linear…