Cucinoperdiletto

Nonna Carmela attorniata da alcuni piatti
preparati da Pino, nella copertina del libro
Come molti terroni, sono andato a lavorare "al nord". Come pochi, ho finito gli studi a tempo e ho cominciato da subito a lavorare, anche se facendo tutt'altra cosa di molto meno qualificante. Come quasi nessuno, sono andato via avendo come alternativa un lavoro pubblico a tempo indeterminato praticamente sotto casa, e anche quando ho avuto la possibilità di tornare in quella invidiabile situazione, e in ben altro status, ho rideciso di andarmene, per "fare il mio mestiere" e in quella che posso dire a ragion veduta essere la mia città adottiva. Insomma, vivendo più o meno da solo dai 26 anni in poi, tra Matera Bologna Roma Trento poi ancora Roma, o imparavo a cucinare o buttavo il fegato nei fastfood. Per fortuna che mia nonna Carmela è arrivata a 95 anni: cuoca provetta come ciascuno di noi ne ha una nel proprio albero genealogico, da dovunque mi trovassi quando avevo bisogno di una ricetta le telefonavo, e poi magari le ritelefonavo per farle fare in diretta un applauso dai commensali contenti. Le faceva così piacere, che anche quando una ricetta la ricordavo oramai perfettamente la chiamavo lo stesso fingendo dimenticanze varie. E nel frattempo sono diventato e rimasto il cuoco ufficiale di casa, a prescindere dall'avere o meno una compagna fissa.
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e il retro di copertina è più leggibile
Quando mia nonna decise di morire - non pensate a male certi vecchi fanno così, mollano l'osso e da che erano in una salute incredibile per la loro età in poco tempo si spengono serenamente - misi subito per iscritto quella tradizione orale ricevuta, per non dimenticarla: così, in dialetto reggino. Quel materiale rischiava di restare il solito progetto nel cassetto, perché per farne un libro di ricette occorreva realizzarle tutte, anche quelle lunghe e difficili, e impiattarle in maniera presentabile, cosa molto meno facile di quanto possa sembrare a dirla così; non è successo solo grazie al cuoco (che bella parola!) professionista Pino Longo, napoletano verace dall'energia vesuviana che si è preso la cosa a cuore al punto di riuscire in un paio di mesi in quello che io lasciavo languire da 8 anni. Il risultato è Le ricette di nonna Carmela, edito da Paideia di Firenze, 18 euro, acquistabile anche presso uno dei tanti eventi che organizziamo appositamente: il guadagno finisce nelle casse de La svolta umanista, l'associazione che si occupa di sostenere a distanza e fare studiare i bambini africani di Kolomà, in Guinea Conakry, che da anni Salsajazz finanzia in totale trasparenza come potete vedere in dettaglio nel suo forum o nell'apposita pagina di questo blog (e la scuola Salsaviva da un paio di anni fa altrettanto).
Seguiteci: organizzeremo eventi per rendervelo disponibile e magari farvi assaggiare qualcosa, oppure scrivetemi per chiedermene copia o qualsiasi chiarimento. Qui la news su cucinacalabrese.


AGGIORNAMENTO 2017 - L'edizione è andata in esaurimento a fine 2011, con oltre 2000 euro di utili, su circa 4000 di incasso, completamente devoluti come già detto. Nel 2017, ho deciso di pubblicare le ricette sul blog, basta selezionare il tag Le ricette di nonna Carmela e potete leggere quella che volete. Buon appetito!

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