CARA VECCHIA LOTTA DI CLASSE

Ad esempio, ti dicono che le cose vanno male perché c'è la crisi, non per colpa
dell'Euro. Ma se così fosse andrebbero ugualmente male in tutti i Paesi dell'eurozona.
Invece, come dimostra il grafico (tratto da questo pezzo di Bagnai su Il fatto), le nostre
condizioni in rapporto agli altri Paesi dell'Euro sono drammaticamente peggiorate, e fin
da quando si agganciò la Lira con cambio fisso all'Ecu per permettere l'adozione della
nuova moneta. E questa è solo una delle palle che vi raccontano.
In teoria della comunicazione uno dei discrimini più difficili da individuare praticamente è quello tra influenzamento e manipolazione, il primo essendo un concetto intrinsecamente legato al significato stesso del termine: ogni comunicazione è un processo tramite cui si influenza qualcuno, intenzionalmente o meno; diventa manipolazione quando chi ha il fine di modificare il comportamento altrui lo raggiunge con falsità e menzogne, o anche solo con omissioni magari piccole. La manipolazione è tipica della comunicazione commerciale e politica, e in entrambi i casi gli strumenti di tutela nei confronti dei destinatari sono deboli e parziali: c'è un codice di autoregolamentazione pubblicitaria, ci sono le norme per la protezione dell'infanzia, così come ci sono le leggi penali e le norme di regolamentazione dell'attività politica, ma molto più rapide e potenti sono le organizzazioni messe in piedi per aggirare questi argini. L'unica difesa per il cittadino è la propria stessa cultura, a dar man forte quando c'è alla propria stessa intelligenza, anche questa ovviamente eventuale. Non a caso nei piani della P2, mirabilmente messi in pratica da Berlusconi per vent'anni (prima di passare il testimone a Renzi, perché da sinistra certe cose vengono meglio), l'istupidimento progressivo delle masse per via televisiva era un punto cruciale, e l'induzione a disinteressarsi della politica sia tramite sistemi elettorali studiati apposta per aumentare l'astensionismo che tramite l'ostentazione dell'equivalenza (nello schifo che suscitano prima ancora che nei programmi) dei contendenti.
Grillo e il suo movimento arrivano a fare da sabbia a questo ingranaggio, e quindi sono oggetto di attacchi concentrici da parte di tutti gli altri (anche avere reddito zero prima di entrare in politica sarebbe una colpa, secondo alcuni, non il merito che è) in proporzione alla loro effettiva pericolosità per lo statu quo: il core della proposta, per chi la vuole vedere senza i paraocchi, è infatti lo scardinamento dei perversi meccanismi di selezione della classe politica e del concetto stesso di carriera politica tout court, reset senza il quale purtroppo non abbiamo futuro. Il messaggio però è semplice e decisamente non manipolativo (le cosiddette "epurazioni" sono indispensabili al mantenimento di questa credibilità), diversamente non sarebbe spiegabile l'andamento iperbolico della loro affermazione recente e prossima (vedrete, se non saranno il primo partito alle europee ci andranno molto ma molto più vicino di quanto oggi vi dicono): solo cambiando la politica si può liberare il Paese dalla palla al piede della corruzione diffusa (riducendola al braccialettone che hanno tutte le democrazie) e magari pensare di riacquistare la sovranità monetaria e quindi la possibilità che il popolo decida votando che politica economica venga adottata (e si, magari una di sinistra). Attraverso questa strategia, per quanto la si possa giudicare aggressiva rozza populista e antidemocratica, Grillo e i suoi sono riusciti ad aprire gli occhi a una grossa fetta di italiani che votavano a sinistra come a destra o che non votavano più, ed altri si apprestano a "svegliare" specie in quest'ultimo bacino, man mano che si palesa a chi non vuole fare come le famose tre scimmiette la crucialità del momento storico e la necessità di mobilitarsi per dare una svolta drastica prima che sia troppo tardi.
Per impedire tutto questo, visto che le vecchie facce non ce l'avrebbero mai fatta, ed essendo in fase calante persino l'appeal di un comunicatore naturale come Re Silvio, l'estrema ratio dell'establishment è un giovanotto rubizzo e sparapalle, quindi naturalmente simpatico a una buona fetta di popolo che ci si identifica. Gli "scetati" e i disperati non li convincerà mai, infatti intelligentemente li trascura per dedicarsi alla massa di chi ancora ha qualcosa da perdere anche se sta sempre peggio: è a loro, cioè a voi, a noi, che sono indirizzate le sue manipolazioni, ed è quindi rivolgersi alla stessa platea per mostrarle come tali il compito che il vostro affezionatissimo blogger può e deve ritagliarsi in questa guerra civile.
Caro amico ancora piddino, tentato a cedere all'infatuazione per Renzi, a meno che tu non sia tra quelli che ci guadagnano direttamente anche solo con un incarico di terzo ordine, vorrei che tu aprissi gli occhi e ti accorgessi che:
  • in vigenza di Fiscal compact e pareggio di bilancio obbligatorio, chiunque ti dia 80 euro te ne deve togliere 100, quindi se le prime le impone come notizia per mesi e le seconde non te le dice allora è evidente che razza di bugiardo mistificatore sia;
  • alla stessa dimostrazione si arriva anche quando lo stesso abolisce le province elettive e con lo stesso decreto aumenta le cariche dei comuni di un multiplo delle abolite, o quando vende strombazzando su ebay alcune vecchie auto blu per comprarne di nascosto molte altre nuove;
  • lo stesso ti continua a dire, come i suoi predecessori, che c'è la crisi e bisogna bloccare anzi poi tagliare gli stipendi, privatizzare ancora, flessibilizzare il lavoro che così aumenta anche se quello poi ogni volta si intestardisce lo stesso a diminuire, razionalizzare la sanità, e insomma contrarre ogni forma di spesa pubblica, salvo quella (però) che riguarda grandi opere inutili se non a finanziare le solite imprese direttamente e i soliti tangentari indirettamente, le spese militari specie se in commesse internazionali, o le banche che non possono fallire e quindi per quelle i soldi si trovano sempre;
  • anche quando fa qualcosa di sinistra, come le quote rosa o la presunta scoperchiatura dei segreti di Stato, la fa solo per buttarti fumo negli occhi, e senza effetti pratici.
La lista sarebbe lunghissima, ma il senso è sempre questo: quand'è che ti accorgi che ti stanno prendendo in giro, che lo fanno "da sinistra" perché così tu li appoggi anziché combatterli come guardandoti in tasca dovresti, e che lo fanno perché sono pagati per farlo? con una postilla che riguarda gli amici non più o mai piddini, ma che ancora si ostinano a dare il proprio inutile sostegno a liste più a sinistra: quand'è che ti accorgi che quelle liste sono messe li apposta per impedire che tu voti chi davvero può sconfiggere l'attuale blocco di potere?
La dimostrazione grafica della lotta di classe: la linea coi pallini neri
è il rendimento del capitale, quella coi pallini bianchi la crescita: la prima
precipita grazie al socialismo e riprende a crescere con le guerre e dopo le
stesse trascinandosi la seconda, poi contrattacca - l'incrocio corrisponde
all'avvento della reaganomics, la crisi in corso ha aperto la forbice che ci
condurrà a un nuovo Ottocento. Solo una presa di coscienza che porti
a una nuova diffusa coscienza di classe può salvarci.  Sapevatelo. 
Il grafico
(preso da qui) è di un economista non ortodosso, si chiama Piketty.
Eppure basterebbe dare una spolveratina a quelle vecchie teorie che una volta ti erano care, compagno: c'è una lotta di classe, e la stanno vincendo loro. Per farlo, hanno comprato pian piano tutti quelli che ricoprono i ruoli di chi una volta ti difendeva: hanno scoperto che gli costa molto meno che tentare di disinnescare la tua rabbia elevando le tue condizioni materiali e culturali (la qual cosa anzi li ha messi davvero in pericolo, salvi per un pelo...) e poi rendendoti complice col consumismo. Basta, finito tutto, riportiamo tutto all'ottocento su scala mondiale e logaritmica: poche migliaia in prima classe a campare da dio, una piccola classe cuscinetto a reggere il gioco ben pagata, e tutti gli altri se campano a stento bene se no ci pensi Malthus. Il piano è questo, aprite gli occhi, se possibile prima di trovarvi senza lavoro, senza possibilità di fare studiare i vostri figli, e costretti a subaffittare in nero per pagare il mutuo o se l'avete estinto a vendere la nuda proprietà per campare visto che la pensione non basta a campare o non l'avete affatto. O fate saltare il piano, e per ora solo votando Grillo c'è qualche speranza, o è il futuro che toccherà anche a voi: quando la verità verrà a farvi pagare il conto aver votato Renzi o Tsipras non servirà ad avere sconti, ma semmai solo a aumentare la rabbia verso voi stessi, ammesso che vi sia ancora rimasta un minimo di dignità per fare autocritica.

A VOLTE RISORGONO

Fossi credente, il vizio di raffigurare un palestinese di duemila
anni fa alto e biondo come un vichingo lo direi una blasfemia...
Se siete credenti, un paio di giorni fa è risorto il figlio di Dio, che poi secondo uno dei concetti più incasinati mai elaborati sarebbe anche Dio stesso in una delle sue tre personificazioni, una di quelle robe che o ci credi o se tenti di sbrogliarla con la logica ti va in fumo il ciriveddo. Come molti atei/agnostici, è un argomento che mi affascina da tempo (al punto che al liceo a religione avevo ottimo pur dichiarandomi non credente, perché padre Gernaldo apprezzava molto le disquisizioni teologiche tra amici che intrattenevamo nella sua ora), per cui non è la prima volta che ne parlo manco qui. Ci torno su perché a Roma, e più precisamente al Teatro Sistina, fino al 31 maggio c'è Jesus Christ Superstar, che in Italia vuol dire da decenni Massimo Romeo Piparo, stavolta addirittura con una rock band di fama come i Negrita a suonare e il Gesù Cristo "originale" del film del 1972 a dominare le scene, primo piatto d'eccellenza con Shel Shapiro e Simona Molinari tra i contorni, e a raccontare nelle interviste il gradimento dell'opera a suo tempo direttamente di Sua Eminenza Paolo VI. Se non avete mai visto o sentito il capolavoro della premiata ditta Rice/Lloyd-Webber (e chi ve lo dice non solo ha visto il film e ascoltato più volte l'OST ma la sua versione preferita è quella arrangiata prog che ha girato a lungo per il circuito live romano) dovete assolutamente rimediare a questo buco nel curriculum.
Il fatto che la rivelazione a decenni di distanza di una sorta di placet ufficioso al musical da parte del vertice della Chiesa cattolica romana riesca a fare notizia, è spiegabile più che dagli aspetti superficiali (il taglio "hippie" e giovanilistico, la musica non certo rispondente ai canoni dell'epoca - il cui sdoganamento anzi aprì il sentiero ad innumerevoli band parrocchiali da lì ad oggi) ad alcune meno spettacolari questioni "profonde"; "Superstar" infatti tra le altre cose pesca alcune tematiche dai vangeli apocrifi (certo con moderazione, Rice non è De André, se volete un vero capolavoro dovete (ri)ascoltarvi La buona novella), in particolare per quanto riguarda Giuda, che infatti è il personaggio meglio riuscito del musical.
E qui faccio un triplo tuffo carpiato, e cito un Vecchioni giovanile, ancora melodico, di prima ancora dei Barbapapà (non lo sapevate? sapevatelo, era sua):
È bello avere i tuoi trentatré anni
e accarezzare il capo di Giovanni
e dire a Pietro: "Queste son le chiavi
e ti perdono il monte degli Ulivi".
Manca soltanto lui
e ben gli sta
come ci insegnano
si impiccherà.
Ma il primo a uccidersi
per farti re
è stato quello che
non salverai
e ti serviva un uomo
da usare e gettar via
appeso ai nostri buoni "Così sia".
Per dire che la tematica è diffusa, in quei primi anni 70 in cui mettere in discussione i valori era un valore (e siccome questa è la precondizione di qualsiasi progresso ci furono una serie di innegabili progressi sul piano sociale con cui le generazioni appresso hanno campato di rendita): se Dio sa tutto, allora Giuda non è il Colpevole ma è la vera Vittima (pre)designata del "progetto morte e resurrezione del Figlio". Logico, no?
Si, ma eretico. Quindi, o Paolo VI era distratto dalle accattivanti melodie e dai balletti, o ha dato il placet a un'eresia secolare, forse pensando che lasciandola circolare dentro le canzonette (che quasi mai nessuno ascolta col cervello acceso) la si depotenziava anzichenò.
In ogni caso, a questo punto o vi siete rotti le scatole o siete dei perversi come me che si intrippano per queste faccende; in quest'ultimo caso vi fornisco come sempre un po' di consigli per gli acquisti. Iniziate da Odiffredi, ma è giusto un antipasto leggero: l'obiettivo è arrivare a Saramago, ma siccome non è per tutti (è solo una vecchia tattica per invogliarvi, permalosi!) prima passate da questo Mazzucco sulla figura di Cristo storico. Sono tutti atei conclamati, tranne forse quest'ultimo, ma forse non è un caso, se pensiamo che forse e senza forse la migliore trasposizione cinematografica di un Vangelo, anche a detta dei vertici della chiesa cattolica stessa, resta quella di un intellettuale ateo visionario (nel senso letterale del termine: lui sapeva che fine avremmo fatto) come Pier Paolo Pasolini. Persino Comencini (che peccato, oggi ero quasi riuscito a non parlare di Grillo...) su questo terreno ha toppato...

SE QUESTO E' UN BLOG

L'avete visto (no? rimediate!) il film di Emmerich di un paio d'anni fa,
quello in cui il mondo "finiva" ma i potenti si salvavano su delle arche?
Ecco, quando scegliete chi votare ricordatevi che voi siete tra quelli
che restano a terra. E non dite che nessuno ve l'aveva detto...
Correrò il rischio di essere tacciato anch'io di antisemitismo, ma mi occorre che fin dal titolo si capisca che qui si parla ancora del famoso post di Grillo che utilizzava la Shoah e Primo Levi come metafora. Ci torno solo perché mi rendo conto che, innamorato dell'analisi approfondita va bene, ma stavolta sono stato così lungo da far perdere il sugo del mio argomentare anche al più paziente e attento dei lettori, senza contare il link di approfondimento postato in commento che anch'esso aggiunge qualcosa alla comprensione ma dubito che sia stato notato e tantomeno letto.
Allora la dico semplice, almeno ci provo.
L'equazione che usa Grillo (citando Primo Levi non a caso, perché l'equazione l'aveva impostata lui) è questa:
una tragedia di portata storica come il nazismo con le sue conseguenze drammatiche è stata possibile solo grazie al fatto che c'erano tantissime persone che, per pigrizia, indifferenza, cattiva valutazione dei propri stessi interessi, gli hanno assicurato il consenso, non sapendo e non curandosi di sapere quello che comportava quel regime per milioni di persone meno fortunate di loro, e non immaginando che presto le conseguenze le avrebbero pagate anche loro stessi. 
Questo è esattamente quello che sta succedendo sotto i nostri occhi anche oggi. Certo, il massacro ha proporzioni meno spettacolari e dimensioni più variegate, ma esattamente come nel nazismo siamo di fronte a un progetto intrinsecamente antidemocratico che sta colpendo milioni e milioni di persone e che può sussistere perché altri milioni di persone non capiscono, o fingono di non capire perché credono di essere dalla parte giusta del coltello, la natura del progetto. Capiranno, forse, quando sarà troppo tardi anche per loro, che il manico lo impugnano altri, nemici o peggio falsi amici. Grillo ha il torto di dirglielo in faccia, e la follia di credere ancora di poter fermare il massacro per tempo, se solo "sveglia" un numero sufficiente di dormienti. Non so se usa i modi giusti, o se ha concrete speranze di riuscirci. So che, e non per colpa sua, è rimasto l'ultimo argine contro l'olocausto della democrazia in preparazione da decenni e in esponenziale attuazione da anni.
E' questo il senso anche di questo mio vano dannarmi quotidiano o quasi: se sarò travolto anch'io dalla piena, voglio esserlo con la coscienza a posto, e guardare mentre annego gli occhi di quelli che fino a un attimo prima avevano appoggiato il regime (direttamente o incanalando la loro opposizione in vicoli sterili) finalmente seppur tardivamente consapevoli della loro sciaguratezza.
...
E per oggi avrei finito. Ma ho letto tanto, come sempre, e vorrei che anche voi ricordasse che se nei lager era proibito leggere o svolgere qualunque altra attività di dignità culturale era perché è così che si uccidono le persone, innanzitutto privandoli della loro identità di persone, per cui se uno è fuori dai lager ha il dovere con se stesso di leggere eccetera, e se dice a se stesso che non ha tempo di leggere e al massimo si informa con la tivù è già internato in un lager e non se ne rende conto. Quindi come al solito posto una serie di link di approfondimento, se anche solo uno sarà letto anche da una sola persona non sarà stato invano. Sei uguale a uno che negli anni 30 appoggiava il nazismo se:
  • non sai cos'è il Fiscal Compact, non sai che se non ne usciamo il nostro Paese sarà costretto a una politica recessiva per decenni, non sai che ce lo hanno imposto praticamente tutti i partiti di regime (si, anche Berlusconi, anche la Lega che ora si smarca, ma soprattutto ne sono fermi sostenitori quelli del PD e colpevoli complici quelli in teoria alla sua sinistra che gli hanno fatto vincere le elezioni in cambio di un pugno di poltrone) e che se sei contro e non sei di estrema destra se non voti Grillo sei cretino - se scrivi condensati di malafede come questo (che vuol dire che riguarda la percentuale? che se si cresce servono meno sacrifici di quelli enormi paventati da Grillo, vero, ma se si decresce ne servono ancora di più, e qui o si cambia politica monetaria - e con l'Euro non si può - o si continua a decrescere) non sei un semplice fan del nazismo, sei proprio un kapò;
  • alla notizia che i parlamentari grillini da civili dichiaravano redditi nulli o comunque mediamente bassi, anziché pensare "finalmente in politica ci sono persone normali, che peraltro rinunciano a buona parte delle prebende e preventivamente a fare una lunga carriera politica col solo scopo di arricchirsi", pensi a stigmatizzare la cosa come sospetta, dimenticando di vedere come Nostra signora dei rifugiati, ad esempio, non sia altro che una dei tanti furbi che hanno trovato il modo legale di non pagare le tasse, e ora si stia arricchendo in un Parlamento nel quale peraltro senza l'accordo-truffa col PD nè lei nè nessun altro Sellino sarebbero entrati;
  • voti (ancora) per un qualunque partito che ha il barbaro coraggio di candidare anche uno solo dei personaggi impresentabili che in qualunque altra democrazia del mondo sarebbero in galera o comunque sarebbero stati esiliati con ignominia dalla scena politica - attenzione: non se voti per loro, ma se alla notizia che il tuo partito ne ha candidato uno non hai vomitato il tuo schifo decidendo di abbandonarlo, anche se alla fine ti resta solo da votare Grillo o non votare;
  • non sai o fingi di non sapere che il partito per cui voti ha appena approvato una norma che diminuisce le pene per il voto di scambio, con la sola opposizione dei grillini;
  • non sai o pensi che non ti riguardi sapere che il jobs act di Renzi di fatto annulla lo Statuto dei lavoratori e cancella in pratica il lavoro a tempo indeterminato dall'orizzonte dei nostri ragazzi, atto finale di un processo di flessibilizzazione e precarizzazione quasi sempre portato avanti "da sinistra" e ogni volta con la promessa che questo avrebbe risollevato l'occupazione e ogni volta rivelandosi inutile anzi controproducente a tale (falso) scopo (quello vero essendo esattamente quello ottenuto: precarizzare, impoverire, e far crescere la prossima generazione nell'ignoranza assoluta che una volta c'era qualcosa che si chiamava diritto al lavoro);
  • non sai o non t'importa sapere che quelli che lavorano per i mass media devono rispondere al loro datore di lavoro, per cui prima di ascoltare qualunque telegiornale o approfondimento dovresti approntare un filtro che sottragga o aggiunga quello che attiene agli interessi del datore di lavoro stesso - la cosa quando c'era Berlusconi e il suo conflitto d'interessi era compresa da quelli che si riconoscevano nel centrosinistra confinato a Raitre, ma oggi che quasi tutto il mainstream riporta il verbo piddino eurocentrico deformando sistematicamente la realtà sembrano essersene dimenticati, non riconoscendo neanche esempi magnifici di falsa coscienza come la Gruber o la Bignardi.
La lista può allungarsi all'infinito, ma la sintassi non cambia. E' in atto un progetto di demolizione della democrazia e dei diritti conquistati nei decenni scorsi da lavoratori e cittadini. Il progetto è guidato da quelli che una volta chiamavamo "capitalisti" con modalità analoghe, propaganda in testa, di quelle usate dai nazisti qualche tempo fa: si tratta di un gruppo ristretto di criminali che ha capito che il mondo non ha abbastanza risorse per tutti e però ha trovato il modo di continuare ad arricchirsi durante (e anzi grazie) alla crisi e magari sopravvivere al tracollo. Il progetto si avvale della complicità prezzolata di una serie di seconde linee, manager politici e giornalisti, ma non potrebbe lo stesso compiersi senza la distrazione, o la complicità gratuita, di molte altre persone. Di queste, molte, anzi troppe, sostengono quelle parti politiche che stanno rubando il loro futuro. Ma moltissime altre si tengono ormai a debita distanza da questo schifo, ignari del fatto che il loro allontanamento è stato deliberatamente programmato da quelli che sapevano che non avevano comunque modo di farseli complici, e allora hanno fatto in modo di fargli venire voglia di autoescludersi dal gioco. A questi, ancora siamo a tempo di fargli capire, uno a uno, che c'è ancora una possibilità. Grillo l'anno scorso alle politiche grazie a questo meccanismo passò dal 13% dei sondaggi al 26% dei risultati elettorali. Quest'anno il sondaggi lo danno al 24%. La partita c'è. Se sei di quelli che preferiscono morire combattendo, sai cosa devi fare, in ufficio al bar negli spogliatoi della palestra. Se preferisci credere ai carnefici, o anche solo pensare che non ti riguarda, è a te che scrivevano Grillo ieri e Primo Levi avant'ieri: pensa ancora se questo è un Paese, e tu sei un uomo. 
E alla fine sono stato lungo lo stesso, mannaggiammè...

LETTERA MOLTO APERTA

No, non penso che Grillo abbia bisogno di avvocati difensori, specie della mia insignificante portata. Credo anzi che il creare casi di stampa sia esattamente il ruolo che si è ritagliato nel M5S, che senza la sua notorietà sarebbe stato solo un altro degli inutili (soglie o non soglie) partitini di sinistra di cui francamente non se ne può più, e invece eccolo assorto da un anno e mezzo a unica vera minaccia all'establishment.
Penso invece che la vicenda innescata da questo post sul suo blog, con tutte le levate di scudi che ha causato, e tutti i relativi echi sui social network, sia estremamente istruttiva su come vadano le cose oggi in Italia, in politica e nel mondo dell'informazione. Gli interessati devono però preliminarmente prendersi il disturbo di leggerselo tutto con attenzione, o altrimenti di accettarne questa mia sintesi: la foto è forse la più famosa sui lager, con la famosa scritta sul lavoro che rende liberi fotoshoppata in "p2 macht frei", il pezzo e il titolo parafrasano un meraviglioso e celeberrimo testo di Primo Levi, elencando una serie di argomenti che chiunque si sia detto o dica di sinistra in Italia conosce a memoria (p2 e politica, diritti civili, lavoro, casa, mafia, Costituzione, eccetera).
Altra piccola fatica, prima di procedere, è ripassarci cos'è una metafora: l'accostamento di due termini con l'intento di causare un corto circuito mentale nell'interlocutore, aiutandolo nella comprensione. Se dico che il traffico di Roma è un inferno mi capite subito tutti e cercate di evitarlo, se mi metto a sciorinarvi quantificandoli i dati del traffico sono molto meno efficace. Per cui se devo dire che ci sono una serie di cose a cui siamo ormai purtroppo assuefatti che però costituiscono per il nostro Paese un male assoluto, cosa faccio, da bravo comunicatore? li affianco con maestria sia in un testo che in una immagine a un concetto che universalmente è percepito come il male assoluto: in questo caso, il cosiddetto Olocausto. Dov'è il problema? Se avessi detto ad esempio "figa macht frei", anche se magari scherzando, si poteva forse dire che stavo dissacrando qualcosa per sminuirlo o anche solo fare una battuta volgare. L'accostamento fatto da Grillo, invece, nel suo servire a rendere l'idea di drammaticità dei problemi che elenca, dall'altro lato conferma eccome la sacralità del concetto che utilizza, altro che offenderlo. Come ha dichiarato Grillo stesso, lui nutre enorme rispetto per Levi e le letture del post uscite dappertutto non sono che superficiali e strumentali attacchi di chi ormai ogni giorno non fa che tentare di rubare anche un solo elettore all'unico vero schieramento antagonista che ha la potenzialità di sconfiggerlo.
Ora, finché questi attacchi provengono direttamente dalla parte politica rivale, il fronte unico che va dal PD a Forza Italia, o dalla stampa a suo libro paga, fa schifo ma è comprensibile. Quelli che capisco meno sono gli amici o comunque tutti quelli che, non avendo ancora capito che Grillo e il suo movimento sono l'ultimo argine tra loro e la schiavitù, passano il tempo a dare eco a questi attacchi o a confezionarne di simili su Twitter Facebook eccetera. A loro scrivo questa lettera (molto) aperta.
...
Amico mio,
sicuramente tu attaccando Grillo quasi a ogni tuo intervento su FB credi di svolgere il tuo dovere civico nella difesa della democrazia contro il qualunquismo e la nuova destra.
Quando ti ritrovi a fare il coro all'indignazione strumentale di chi vede Grillo come l'unico nemico e quindi non perde occasione per attaccarlo, però, fermati un attimo e considera, con quel vecchio espediente logico che una volta insegnavano a scuola, cui prodest, a chi conviene che Grillo esca di scena. Grillo attacca, forse a volte maldestramente, sicuramente con uno stile che non è il "nostro", fondamentalmente due nostri nemici di sempre: una classe politica selezionata perversamente, corrotta e intrinsecamente antidemocratica, e l'impossibilità conclamata di scegliere di condurre politiche monetarie espansive per risolvere una crisi essenzialmente di domanda interna. Due battaglie che doveva svolgere la sinistra, ma che la sinistra ha in parte scelto di abbandonare, in parte si è talmente allontanata dalla sua gente che non è più in grado di raggiungere qualunque massa critica (questi ad esempio sono meglio di Tsipras, ma hanno ancora meno speranza di incidere) per poterle ancora combattere. Sconfitto lui, avranno campo libero a precarizzare il lavoro fino a cinesizzarci, e completare il progetto autoritario che, incidentalmente, era scritto per l'Italia proprio nel Piano di Rinascita di un certo Gelli. Sono le cose che sta facendo Renzi in questi giorni, anche in questo momento. Pensi di fermarlo con un'altra lista al 3 per cento? O pensi che quel 25% di proletari, si di proletari, che hanno già capito chi li può difendere davvero, più quegli altri tra l'oltre 30% di indecisi e schifati che alla fine magari decideranno di votarlo (come l'altra volta, decidendo il giorno stesso del voto), puoi spostarli tutti con Tsipras coi tuoi sofismi sulla democraticità del leader e delle sue uscite? Impossibile. Ma il contrario no: magari il vostro voto può fare la differenza tra un M5S dietro al PD di due punti e uno avanti di uno. Per l'Italia, per l'Europa, due scenari drammaticamente diversi, che aprono due futuri alternativi: uno in cui i nostri figli avranno di nuovo diritto a un lavoro e se no a un reddito minimo garantito, l'altro in cui se gli va bene saranno precari tutta la vita, uno in cui la politica diventi un servizio civile temporaneo con cui è impossibile arricchirsi significativamente, l'altro in cui resta l'unico sistema di promozione sociale e arricchimento vitalizio, se sei abbastanza zoccola e/o traffichino.
Pensa a questo, quando ti viene in mente di segnalare la nuova cavolata del "guru a 5 stelle", pensa davvero a che mondo vuoi lasciare ai tuoi figli, pensa al destino che gli hanno preparato e chi è che (purtroppo ormai da solo, ma non per colpa sua) vi si oppone ancora con possibilità di successo. Cerco di aiutarti: ti ricordi di quando la tua mente era così libera da consentirti di incavolarti contro chi usava strumentalmente la Shoah per giustificare le proprie posizioni politiche indifendibili, magari attaccare e uccidere palestinesi inermi nei campi, e in genere ne faceva l'uso distorto di sacralizzarla come fosse davvero il più grave (anzi l'unico) eccidio di massa della Storia (e non, ad esempio, quello degli indios da parte degli spagnoli o quello dei pellerossa da parte degli statunitensi)? Ecco, è triste vederti ora utilizzare le stesse categorie di pensiero ("sacrilegio, ha nominato il nome dell'Olocausto invano") di quelli che ieri avresti liquidato con ironia, solo perché secondo te ti giustifica nel (e dovrebbe indurre altri a) non appoggiare l'unica forza politica rimasta a fare i tuoi interessi.
Se non basta, prendo uno spunto dalla cronaca. Pochi giorni fa è morto Saverio Strati, un calabrese di altri tempi da decenni trapiantato in Toscana, che negli anni 70 e 80 era nella formazione culturale standard di molti studenti specie meridionali. A me rimase impresso specialmente Tibi e Tascia, un suo romanzo giovanile che racconta l'emigrazione attraverso gli occhi e le vicende di due bambini della ionica reggina. A noi adolescenti a cavallo tra i 70 e gli 80 sembrava una cosa del nostro passato purtroppo ancora recente, da non dimenticare perché chi dimentica la storia è condannato a ripeterla; non potevamo sapere, allora, che stavano già preparando un futuro di marginalizzazione e emigrazione anche per i nostri discendenti, grazie ancora a una moneta forte applicata a un'area monetaria non ottimale che di fatto condanna le sottoaree più deboli alla disoccupazione e alla depressione. Quello che fu l'unità d'Italia è questa Unione europea, un progetto di colonizzazione volto a rapinare il tesoro (l'oro dei Borboni fu incamerato dai piemontesi, vedrete tra qualche anno che fine avrà fatto l'Italia, ad oggi terza, nella classifica delle riserve auree - ai privati lo stanno già rastrellando i compro oro, poi passeranno alle case, coi beni pubblici ci hanno pensato le privatizzazioni, che ora Renzi completerà) e salvare il "centro" abbandonando le periferie. Quando eravamo meridionalisti queste erano cose che sapevamo, non ce le dimentichiamo oggi che il Sud siamo tutti noi.
...
I BUONI VINCONO SEMPRE (QUASI MAI)
(di Gino Cugliandro, liberamente ispirato a Tibi e Tascia di Saverio Strati, testo depositato alla SIAE, sia mai vi viene voglia di musicarla...)
Giovani e scalzi in piazza giocano a imitare la vita:
“tu fai la mamma ed io il papà e vado a lavorare,
tu fai il giudice e il carabiniere”
“non voglio, quello l’ho già fatto ieri,
perché la parte del cattivo tocca sempre a me?”
Giovani e scalzi in piazza giocano a tirare nocciole:
“lei vince sempre e non è giusto, toccherà anche a noi?”
“a voi non tocca né toccherà mai
perché c’è anche nella vita, sai,
chi ha vinto quasi sempre tutto e chi non vince mai”.
E i figli come funghi crescono,
e andando a piedi non ingrassano.

Siamo noi
quelli buoni,
i cattivi
non andranno poi
in paradiso
come tocca a noi.
Mangiano sempre pane e olio, e l’olio quando c’è,
ma non importa, perché il resto sanno solo che c’è;
“ma a Natale e a Capodanno noi
mangiamo pasta con la carne e poi
possiamo stare fino a tardi in piazza tra di noi”.
Ed il palazzo dei baroni sulla piazza centrale
ha sempre avuto per quei quattro un che di irreale:
“se riesco a entrarci cosa vincerò?”
“vengo con te” “anch’io” “io no”
“perché non vieni?” “ci ho paura, ma anch’io verrò”
E le bambine ricche ridono
e sanno tutto e non capiscono

che siamo noi
quelli buoni,
i cattivi
non andranno poi
in paradiso
come tocca a noi.
Prendono Tibi come servo e adesso se ne andrà,
vedrà la notte uguale al giorno nella grande città;
il paradiso lui ora ce l’ha già
e ancora tempo non dovrà aspettare
perché finché resta così qua non si può campare.
E son passati oltre cent’anni ma
qui vince ancora solo chi se ne va.

Siamo noi
quelli buoni…
Siamo noi
quelli buoni…

IL GIUDICE ALLO SPECCHIO

Ebbene si, lo confesso, c'è stato un momento, un lungo momento, in cui stono stato anch'io un fervente europeista. E c'è stato un momento ancora più lungo, praticamente una vita, diciamo dalla preadolescenza a ieri, in cui sono stato anch'io di sinistra. Come dite? Il pugno? Noo, quello mai. ... Forse una volta, ma un pugnettino, piccolo... (cit.,  minuto 2.20 circa). Pensavo, pensate un po', già allora che noi italiani avevamo essenzialmente due ordini di problemi: carenza di sovranità, e deficit diffuso di legalità. Ma la prima credevo che fosse nei confronti di chi ci aveva sconfitto in guerra e poi colonizzato culturalmente ed economicamente (eh si, non ero originale...), per cui una Europa unita e forte era finalmente l'occasione di affrancarsene, la seconda ero convinto che proprio solo diluirci in una entità politico/economica continentale potesse riportare la piaga ad una dimensione non patologica, da soli noi italiani non ce l'avremmo mai fatta ad estirpare la corruzione dai nostri animi oltre che dai nostri politici. Ero poi convinto, e questo è più grave, lo ammetto, che la mia parte politica, detta "sinistra" per una posizione presa per caso secoli fa, specie quella più lontana dal cosiddetto "centro", fosse sinceramente schierata a difesa di entrambi i valori la cui carenza costituiva i problemi di cui sopra.
Ora, ci sono due tipi di reazioni possibili di fronte alla scoperta, sconvolgente come quella della fallibilità del padre che comporta l'inizio dell'adolescenza, che la realtà contraddice inequivocabilmente i propri schemi mentali: abbandonare questi ultimi, o perdere contatto con la prima. In altri termini, è umanissima reazione, spesso quasi questione di sopravvivenza, di fronte a un avvenimento di questa portata, negare i fatti anche contro l'evidenza o perlomeno "aggiustarli" per raccontarseli compatibili coi propri pregiudizi. Non stigmatizziamo gli amici che lo fanno, dunque, ma a maggior ragione però non neghiamo un plauso a chi invece (magari tardivamente, magari solo per una volta o solo per caso, come potrebbe essere capitato a me stavolta) apre gli occhi, osserva la realtà per quella che è, e manda al macero gli schemi mentali usati fino al momento.
La realtà è questa. La sinistra ha tradito. L'Europa dei popoli era solo quello che oggi si vede negli spot (che ovviamente ci stanno cominciando a martellare e povere palle nei prossimi mesi), una favoletta costruita per nascondere il veri obiettivo: un'altra colonizzazione peggio di quella americana, orchestrata dal gotha capitalistico finanziario e quindi anche dagli americani al fine di vincere definitivamente la famosa guerra di classe, con una sorta di controffensiva iniziata dopo le battaglie perse negli anni 60 e 70. E la sinistra è stata determinante per reggere la mistificazione necessaria a fare il colpaccio indisturbati. Gianni Agnelli lo teorizzò pubblicamente, e dopo è puntualmente avvenuto: ci vogliono governi di sinistra per fare politiche di destra. La sinistra estrema e i sindacati in tutto questo hanno fatto il gioco più sporco: tenere buoni quelli che potenzialmente avevano più motivi e capacità di arrabbiarsi. E non si tratta di una ricostruzione ideale: stiamo parlando di uomini e donne, generazioni di politici e sindacalisti che letteralmente hanno preso i soldi, più o meno legalmente, per svolgere la loro parte in questo compito; d'altronde voi, se ciò comportava svoltare, campare senza lavorare e sistemarsi per almeno un paio di generazioni, non l'avreste fatto? io si, magari non riuscirei a scrivere con la stessa verve, ma se qualcuno mi compra a mia insaputa una casa al centro di Roma o anche solo mi estingue il mutuo eccomi.... No, non ce la faccio, e probabilmente si vede e infatti non me lo ha mai proposto nessuno...
Di fronte a questa realtà, reagire a potenziali novità prorompenti cercando di interpretarle con le proprie vecchie etichette è forse il peggior delitto che si possa commettere di fronte a se stessi e ai propri figli. Se sei un traffichino e/o uno con qualche possibilità di sedersi al tavolo di chi mangia o almeno raccogliere le briciole, fai benissimo a stare con Renzi oggi come con Berlusconi ieri. Se no, sei un poveretto che un giorno o l'altro si sputerà in faccia, come un ebreo, che avesse giudicato i nazisti come fautori dell'ordine un po' pittoreschi non scappando finché poteva, il giorno che gli portarono via i figli.
Grillo arriva sulla scena politica con un suo partito dopo aver persino tentato di scalare il PD, chi lo ricorda più oggi? Prima, girava per i teatri riempiendoli tutti nonostante i biglietti carissimi, e i politici facevano a gara a sedersi in prima fila per farsi smerdeggiare: ricordo perfettamente le cose che ha detto pubblicamente in faccia a Scopelliti quando era il sindaco più amato dagli italiani, per la responsabilità politica non c'è bisogno dei giudici. Ora, si può benissimo passare il suo programma e i suoi atteggiamenti al pettine fino, se se ne ha voglia, si troveranno un sacco di minchiate. Ma né più né meno come a chiunque altro, e non solo in quella posizione parlo proprio di ciascuno di noi, si riservi lo stesso trattamento. Sotto la sovrastruttura (remember Marx?) che si riesce a raschiare (è autoritario, è di destra, no è troppo di sinistra, è populista, non ha un programma, la rete non è la democrazia, eccetera eccetera), resta il fatto che ha capito (io direi "anche lui") quali sono i problemi del nostro Paese: carenza di sovranità e deficit di legalità. E la sua proposta politica infatti ruota attorno a due capisaldi: bisogna cambiare il modo di intendere la politica, e bisogna recuperare la possibilità di decidere democraticamente la linea economica. Può anche avere il doppio dei difetti che vi affannate a trovargli, resta sempre l'unico che propone di risolvere i due problemi assieme, e ha qualche speranza di riuscirci.
L'Italia infatti, con il contributo decisivo del centrosinistra e l'appoggio complice della sinistra, ha approvato una serie di cessione della sovranità che rendono matematicamente impossibile per chiunque, oggi, mettere in atto qualora servano politiche economiche espansive e redistributive, cioè fare cose di sinistra (neanche demagogiche: se dai 100 devi riprenderti 110). Non Vendola o Tsipras: neanche se il popolo italiano eleggesse Che Guevara, lui potrebbe fare cose di sinistra senza ripudiare gli accordi europei. Quindi, se non bastassero le leggi elettorali una peggio dell'altra e i premier calati dall'alto uno dopo l'altro, di fatto in Italia votare è inutile e quindi la democrazia ufficialmente non c'è più. Se non si capisce questo non si può capire nient'altro.
Gli illusi che votano Tsipras credono ancora che questa cosa si possa fare su scala europea, ma semplicemente non è vero: anche se il parlamento europeo contasse qualcosa, i popoli che si avvantaggiano della iniqua costruzione Euro votano ovviamente per chi gliela mantiene. Quindi le anime belle che credono di poter riformare l'Europa da sinistra (peraltro, senza mettere in discussione l'Euro) sbatteranno presto il grugno contro il solidissimo principio di realtà: non si può fare. Allora i leader di questa sinistra, delle due l'una: o sono imbecilli che non capiscono minimamente né di politica né di economia, o sono furfanti messi li a evitare che anche quel 3 o 4 per cento di elettori che al massimo raccoglieranno finiscano per confluire nell'opposizione vera, quella che ha capito su quale terreno si gioca la partita (da noi, Grillo, per fortuna, in Francia ad esempio la Le Pen). E' stata questa, ad esempio, la funzione di SEL alle scorse politiche: dire cose di sinistra sapendo che non si potevano fare. Altrimenti, quando il leader del PD ripeteva tutti i giorni che sarebbero stati comunque con Monti anche se avessero avuto la maggioranza per farne a meno, sarebbero usciti dalla coalizione prima delle elezioni, non dopo come hanno fatto; ma già, se lo facevano non entravano in parlamento (restavano sotto soglia di sbarramento) e invece così non solo campano a sbafo a decine ma hanno pure messo una di loro a capo di un ramo del Parlamento... Ah, e se lo avessero fatto Grillo avrebbe preso il premio di maggioranza alla Camera, e la storia d'Italia avrebbe già cambiato verso: perlomeno avremmo Rodotà al Quirinale e Renzi ancora solo Sindaco di Firenze, e forse manco più...
Ma è la seconda architrave della proposta politica grillina la più importante, oltre che essere la più originale, e fornire alla prima una sponda indispensabile. Come questo militante ricorda con orgoglio, chi entra in politica coi 5 stelle sa da prima che sarà al massimo per dieci anni e che non ci si potrà arricchire. Certo, nessuno può impedire che una certa percentuale di queste persone, normali anche economicamente, si penta di questa professione di probità ed esca o si faccia cacciare dal moVimento con l'importante ricaduta, quando non lo scopo precipuo, di "svoltare". Ma finché questo fenomeno resta di proporzioni modeste, o se preferite "naturali", non contraddice il principio che si vuole e anzi si deve, se si vuole salvare il Paese, affermare.
Giuro, penso questa cosa dagli anni 80: a fare la qualità di una classe politica sono essenzialmente le regole di selezione. Se, come ho già troppo detto, sorteggiassimo gli eletti a qualunque livello da un bacino di elettorato passivo composto da tutti i maggiorenni esclusi permanentemente i condannati definitivi e momentaneamente i non definitivi e chi vuole essere escluso fino a quando lo vuole, ogni organo elettivo sarebbe statisticamente rappresentativo della popolazione: ci sarebbero circa tante donne quanti uomini e tanti gay disonesti vecchi zoccole traffichini eccetera quanti tra tutti gli italiani. Invece in politica ci sono quasi solo uomini anziani senza scrupoli e le poche donne sono presenti solo in quanto ragionano come uomini e/o come piace a loro, per usare un eufemismo. E' chiaro o no che c'è qualcosa che non funziona? E non da oggi: non funzionava col proporzionale puro con le preferenze, non col maggioritario uninominale, non col proporzionale corretto senza preferenze e non funzionerà neppure con questo pasticcio antidemocratico concepito da Renzi nientemeno che con Verdini. O meglio, funzionerà per lo scopo che loro si pongono: selezionare la classe politica secondo un imbuto così stretto che funzioni come la cooptazione in un club esclusivo dove ci si arricchisce a volontà e a vita. Con il risultato che i giovani sono uguali ai vecchi, anzi peggio. Solo il sorteggio integrale ci salverebbe da questo, ma ci si può accontentare delle forche caudine imposte da Grillo: se entri in politica sai che ne uscirai al massimo dopo dieci anni, che dovrai rinunciare a tutte le prebende che non siano indispensabili a rendere democraticamente il ruolo praticabile per chiunque (senza niente, potrebbero far politica solo i ricchi di famiglia), e che prima e dopo sarai passato sotto la lente di un "politometro" dovendo rendere conto di ogni minimo arricchimento eventualmente incorrente.
Solo l'assurzione a Legge dello Stato (applicata rigidamente) di queste regole può salvare l'Italia, anche perché costituisce il presupposto perché si possa, una volta recuperatala, usare la sovranità monetaria in modo proprio, per perseguire la piena occupazione e/o il reddito di cittadinanza, anziché in quello improprio che praticherebbe la nostra classe politica, arricchirsi in via diretta e indiretta (alimentando la già immensa economia criminale).
Ora il fatto che sia solo Grillo a proporre queste cose può dispiacere, come quando dispiace che a giocare il miglior calcio sia una squadra diversa da quella per cui tifiamo. Ma ciascun elettore è come un CT: se sceglie i convocati per appartenenza anziché per bravura poi non si lamenti se perde. Oggi in Italia chi voglia che si facciano politiche di sinistra non può che votare Grillo: mi dispiace, ma è pura logica, applicata su un minimo di conoscenza di economia politica. I partiti di centrosinistra ormai sono solo killer armati di politiche economiche di destra, e i partiti di sinistra gli fanno da palo. Questa è la realtà, il resto sono proiezioni dei propri sogni.
L'Italia va rifatta, e visto come girano le cose oggi bisogna cominciare dall'Europa. Se e solo se Grillo e le altre forze euroscettiche trionfano alle prossime elezioni europee (non badate ai sondaggi che passano in TV, è possibilissimo), allora forse succederà qualcosa in tal senso, altrimenti ve lo potete scordare, e se avete votato diversamente sarà colpa di quello/a che vi guarda dallo specchio, schifato perché avevate tutto per capirlo per tempo e non lo avete fatto.
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Siccome il pezzo non era già di suo abbastanza pesante, ci fosse qualche volenteroso gli lancio anche degli approfondimenti:
  • Gawronski, ovvero tutte le colpe della BCE e come stia arrivando al Quantitative Easing in modo tardivo e ancora sbagliato, e come e perché servirebbe una profonda riforma dell'Eurozona, in breve e per i secchioni in un esteso contributo;
  • le riforme per metà finte e per metà schifose di Renzi, nelle parole sia di uno che passa per grillino come Scanzi, sia di uno che a Grillo fa la guerra un giorno si e l'altro pure come Leonardo;
  • Farinetti, ovvero ecco gli amici di Renzi e le loro idee del cavolo, e chissenefrega che a Eataly si mangia bene.

IL GOMITO DEL BLOGGER

Dieci giorni senza post! per fortuna che non ci devo campare, e manco tirar su un centesimo, con questo blog! E' che tra il lavoro vero, e l'eccesso di informazioni da mediare (che vi prometto, o vi minaccio, produrranno presto il solito papello da cui alla fine si deduce che l'alternativa è Grillo o morte), non ho trovato il tempo per un pezzo decente.
Poi mi imbatto in uno che ha il mio stesso problema, e come spesso gli capita lo dice meglio di me, ed ecco che mantengo il contatto invitandovi a leggere la "pasqua" di Carlo Bertani, intanto che lui si dedica alle patate, beato lui che può io sto pure a dieta....
Che ci troviamo in zona zibaldone, zibaldiamo, con due segnalazioni positive:
  1. un sindaco messinese che si fa forza di un assessore reggino, entrambi brave persone (il secondo lo conosco personalmente, mi ha dato un 30 e lode all'università in Sociologia economica, ma lui non se lo ricorda...), che rispolverano un progetto di quelli per cui vale la pena sognare, in una terra che oggi più che mai passa da un incubo all'altro;
  2. un tennista sanremese rischia di riportare con le sue imprese il mio sport preferito ai fasti della moda, anche perché con la tennista migliore che abbiamo (e forse di sempre), recentemente tornata al posto che gli compete dopo anni di guai fisici, sembra abbiano intenzione di duplicare i fasti della coppia Agassi/Graf, slam a parte.
Accorinti Perna Fognini Pennetta, un bel doppio molto misto, non c'è che dire...

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...