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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2017

IL DESERTO DEL TARTARO

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Volevo parlare del nuovo osceno tentativo di bavaglio al web, magari con la stessa identica sintassi che ho usato per la legge elettorale (è peggio di quella che voleva imporci Berlusconi, ma allora con me sulle barricate c'erano tanti, troppi amici che oggi, da bravi piddini e sennò è pure peggio, invece tacciono o approvano), ma mi sembrava di averlo già fatto troppe volte.
Poi volevo parlare anche del coro di "anch'io, anch'io!" con la manina alzata che si è levato all'esplodere del caso Weinstein, il famosissimo e fino a ieri considerato universalmente bravissimo produttore hollywoodiano attorno a cui oggi si è fatto il vuoto, ma non mi veniva niente di meglio che canticchiare Fantoni Cesira: a sintetizzare il  pensiero spesso basta e avanza una canzone (di uno bravo, però).
Entrambi gli argomenti rischiavano di cristallizzarsi nella parte sommersa dell'iceberg degli spunti da cui vengono fuori i pochi post mensili di questo blog, quando, per fortuna…

DOPO DI LUI

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Canzoni come questa, mi pare di poter affermare, possono venire fuori solo a chi da ragazzo abbia letto cose come Il mestiere di vivere di Cesare Pavese, roba che usava negli anni 70 insomma, magari dopo essere cresciuto a pane e Buscaglione, e qui siamo negli anni 50. Oggi però tutto ciò è vintage, e quindi il testo magari può piacere (è depositato in SIAE tra gli inediti, ma basta contattarmi, non è questione di soldi) a chi abbia per le mani una rock ballad senza ancora le parole (nel ritornello i versi sbandierati a sinistra e a destra potrebbero essere due voci che quasi si sovrappongono).
DOPO DI LUI La prima volta fu quando lei lo lasciò:
si senti stringere un nodo allo stomaco
gli venne da vomitare fuori tutto quanto
e comincio a pensare che, dopo di lui…
dopo di lui
sua madre avrebbe pianto per tre mesi dopo di lui
lei avrebbe detto che lo amava dopo di lui
cinquantamila morti al funerale dopo di lui
lei non si sposerà più… e la seconda volta fu per l’amarezza
di non riusci…

ANCHE SOLO PER DISPETTO

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Il partito-bestemmia ha compiuto dieci anni, e uno dei miei pochi vanti è di avere, in mezzo alle tante cantonate che ho preso, indovinato subito (ai tempi del web queste affermazioni si possono anche dimostrare) che la sua nascita sarebbe stata un'autentica sciagura per gli italiani, doppia se di sinistra.
Quando ancora il PD non c'era, ed io ero con gli altri sul carro eurista di Prodi a cantare saltando per non essere Berlusconi, quest'ultimo, a legislatura agli sgoccioli, siccome i sondaggi gli dicevano che col Mattarellum il centrosinistra avrebbe sbancato, ebbe la faccia tosta di varare in fretta e furia una legge elettorale raffazzonata (da Calderoli, in un modo che egli stesso ebbe a chiamarla Porcellum) che potesse se non sovvertire l'esito del voto, cosa impossibile dato il distacco (che poi peraltro ridusse, grazie al suo monopolio mediatico e a boutade come quella sull'abolizione dell'ICI), almeno consegnare al vincitore una maggioranza molto più r…

6 - MIA NONNA GALINA

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In attesa di Sushi Marina, continua la pubblicazione dei racconti di Chi c'è c'è, raccolti da un "geestre" direttamente dalle menti di 21 terrestri in animazione sospesa su un astronave perduta nel cosmo, forse ultima testimonianza del nostro pianeta ormai distrutto. Qualcuno ricorderà che alcuni dei racconti li ho "ricavati" partendo da testi di mie canzoni quando ho dovuto abbandonare il sogno di cantarle: questo si capisce benissimo da quale, anche perchè l'ho già pubblicato. A sognare è una giovane fisica ucraina, per capire perchè di questa scelta traspositiva bisogna aver vissuto ai tempi di Chernobyl.

6 - MIA NONNA GALINA

La primavera è bella, nella campagna ucraina. Ma in certe mie passeggiate nei dintorni “bonificati” di Chernobyl mi ci voleva tutta la mia fantasia per cercare di immaginare quegli stessi luoghi com’erano tanti decenni prima: le prime volte fu il mio lavoro di fisico nucleare a portarmi da quelle parti, ma poi ci tornai ricor…

TUTTA UN'ALTRA STORIA

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Sicuramente l'ho già detto, che amo la musica dal vivo e quindi spesso mi trovo a frequentare quei locali, tanti a Roma per fortuna, dove si susseguono giorno dopo giorno cover e tributeband di artisti famosi, che ne propongono il miglior repertorio, rispettivamente riproducendolo nel modo più fedele possibile o dando la loro interpretazione a mo' di omaggio. Sempre più spesso, purtroppo, si tratta di cantanti deceduti o di band sciolte, e in tal caso l'ascolto degli emuli è l'unico live possibile, ma anche quando si tratta di nomi ancora in attività capita sovente di sentire l'anima dell'artista più nella sudata e affettuosa esecuzione di quattro o cinque ragazzi (sono tali anche quelli di sessant'anni, su quel palco, guardare per credere) che nella stanca pantomima con cui certi ricchi signori ripetono se stessi negli ormai ingiustificati dischi o nei carissimi concerti. Della parabola artistica di Pino Danieleho scritto a suo tempo nel coccodrillo, così…

E BRAVO CATALANO!

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Ci sarebbero molte più ragioni per non dire nulla della questione catalana che non per dire qualcosa. Ma se nasci a Reggio Calabria il termine Catalano ti diventa familiare molto prima di apprendere che il cognome di tanti tuoi conoscenti, magari qualche amico o parente, deriva da una regione della Spagna. In Sicilia la sua diffusione è ancora maggiore, ma è significativa un po' ovunque nel Regno di Napoli, e ovviamente poi anche nel nord-ovest industriale destinazione di fin troppi terroni. In Sardegna invece no, e stranamente, se pensiamo che la lingua sarda in genere ha molte assonanze con quella catalana, e che addirittura in certe zone vi si parla un dialetto da essa direttamente discendente. Per non parlare di un tipo di cicoria che a Roma chiamiamo "puntarelle", ma in molte altre regioni chiamano proprio "catalogna" (Elio e le storie tese l'hanno pure cantata), e magari non è un caso.
Insomma, se intendiamo guardare la Storia delle Nazioni preferend…

MOLTI MITI MODERNI

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Questo brano (i miei testi di canzone sono depositati in SIAE tra gli inediti: a chi ne piacesse qualcuno, basta contattarmi, non è questione di soldi) si presta a un continuo aggiornamento. La musica che avevo in testa ai tempi era una specie di rap melodico su base funky (ogni tanto ne faceva Raf, per capirci), e l'ultimo ritornello è ad libitum con la doppia voce, ma come ho già detto mi va bene quella che gli viene a chi adottasse il testo.
MOLTI MITI MODERNI
Molti miti moderni se ne vanno via
presi stretti tra la strada del mare e quella di casa mia,
molti miti moderni se ne vanno via,
non c’è più niente da fare, non si può farne una malattia. All’inizio del terzo millennio, si può dire cosa c’è?
Il lavoro è sparito da un pezzo, la democrazia cos’è?
La vita scala le forme della sostanza e non si fa il bidet,
e non è vero che sei il migliore, che non c’è nessuno come te.
Vorrei poter riemergere dalla fantastica apnea
che mi ha portato fin su in Germania, fino giù in Nuova Gui…