AMICI MIEI

Eh si, noi italiani siamo proprio un popolo che per capire qualcosa dobbiamo prendere
gli schiaffi... Io conosco un fiorentino che ridendo e scherzando tra un po' ci abboffa...
Come capita a molti timidi, fin dall'infanzia ho imparato a vestire una maschera da estroverso, con l'obiettivo di piacere a tutti. Più in là, a compensarne eventuali effetti indesiderati, me ne sono confezionata una da burbero, a imitazione di quella di mio nonno, che piano piano specie con l'età ha preso il sopravvento. L'effetto è stato quello di una sorta di "procedura di selezione degli amici", un ostacolo artificioso appositamente messo lì per allontanare tutti quelli che non avevano voglia o possibilità di andare oltre la prima impressione con uno come me, e ottenere così alla fine magari un minor numero di "amici" ma una maggiore qualità media. Pochi ma buoni, insomma: ammesso che abbia funzionato, non è detto che sia una regola aurea, nel senso che può andar bene ma può essere benissimo il contrario.
In comunicazione si dice che l'abito fa o non fa il monaco a seconda del fattore tempo, e quindi forse questo sistema è adatto per selezionare le amicizie non certo i contatti commerciali. O gli elettori. Meglio: va bene per costruirsi e mantenere lo zoccolo duro del proprio elettorato, non per convincere gli indecisi o smuovere i tendenti all'astensione. Se è vero che la comunicazione politica, come quella pubblicitaria, usa a piene mani la manipolazione, volersi distinguere non significa però rinunciare ad un legittimo influenzamento, laddove quella si distingue da questo per l'uso del falso e l'occultamento del vero (come dimostra ampiamente l'enorme numero di menzogne e omissioni di cui fa uso Renzi), non certo per l'obiettivo: spingere qualcuno che non voterebbe o voterebbe per qualcun altro a votare per te.
Stiamo parlando, per dirla in altri termini, dell'eterna dicotomia tra Forma e Sostanza: se l'amicizia è il regno principe della prevalenza della seconda (se non posso tralasciare i formalismi con gli amici, che amici sono, e con chi potrei?), e il marketing anche politico il regno della prima ("bianco che più bianco non si può", "il Governo del Fare"), allora come se anche vuoi fare marketing etico non devi scordarti che o vendi i tuoi prodotti o chiudi bottega, così se vuoi vincere le elezioni scegliendo di badare alla sostanza però della forma non te ne puoi fregare.
Se tengono conto di principi come questo, Grillo e soci possono lavorare a partire dallo zoccolo duro che hanno dimostrato di avere per essere pronti se e quando il progetto Renzi mostrerà la corda, come ogni maquillage la sera mostra la vera faccia. E potrebbe essere già pomeriggio: se i padroni del vapore non avendo capito la lezione non allentano il giogo, il Fiscal Compact entra in vigore a gennaio e i provvedimenti per rispettarlo vanno presi massimo a novembre, e (anche se finora hanno accuratamente evitato di parlarne e quando lo hanno fatto è stato per minimizzare) sarà una legnata memorabile. Stiamo parlando, a seconda se ascoltiamo i più ottimisti o i più pessimisti, di una manovra da 7 a 57 miliardi di euro (la prima di un ciclo ventennale, peraltro): io fossi in voi mi leggerei con attenzione resoconti come questo, anche se lunghi e faticosi; quando ne va della vita vale la pena...
Ma io sono, dicevamo, uno che predilige la sostanza, e da questo blog - si vede anche dalla forma che scelgo di praticare - parlo solo ai miei simili. L'elettore "marginale", quello che alla fine ti fa vincere o perdere, è guidato dalla paura o da altri sentimenti, come quelli che hanno scelto l'ennesimo partitino di sinistra ininfluente degli ultimi venti anni piuttosto che dare il voto a chi poteva davvero portare avanti in sostanza le loro stesse istanze, passando il tempo ad attaccarne su facebook gli aspetti formali chissà forse per il dispetto che qualcuno senza la loro etichetta poteva riuscire a realizzarle. E ora sono magari pure contenti che, se non loro, nessuno possa arginare il feroce piano capitalista di cui il partito erede della tradizione comunista si è fatto paradossalmente il principale esecutore. A loro, basta trovare il modo per addossarne la responsabilità agli altri, anche quando sono essi stessi le vittime. Sono quasi contento del distacco rimediato: così mi fanno solo pena, fosse stato decisivo il loro 4virgolaqualcosina mi avrebbero fatto rabbia. E ci ho tanti amici, lì mezzo...

I RISULTATI? BEEEH!

Si, forse è meglio prendersi una pausa dai commenti politici...
Per ora hanno vinto loro. Hanno votato tutte per il lupo.
Chiedo scusa per il titolo, ma "moriremo democristiani" come era prevedibile se lo sono accaparrati subito, eppoi non è nemmeno tanto vero: il PD di Renzi forse deve il suo successo allo stesso elettorato della Balena bianca (da cui lombi il cicciobello fiorentino pure proviene), quella "maggioranza silenziosa" che Leonardo qui evoca spero per lui vergognandosi un po', ma magari avesse della DC l'interclassismo e la fedeltà alla Costituzione, specie per quanto l'attenzione (sia pure con accento paternalistico) al lavoro!
Mentre scrivo Grillo non ha ancora parlato, è possibile addirittura lasci come aveva a tratti ventilato, ma a parte che questo non sarebbe una buona cosa per l'Italia (visto cosa è successo dove un Grillo non ce l'hanno...), non penso possa sfuggire a chi sia dotato di un minimo di intelligenza che i proclami di trionfo, anzi la stessa ammissione che il sorpasso sul PD fosse probabile, non erano che un espediente retorico (di cui la serata da Vespa era assieme parte e affiancamento) per tentare in extremis di bucare con un colpo ad effetto la cortina mediatica nucleare globale messa in campo dal monoblocco di potere (comprendente Berlusconi, almeno fino ad oggi, mo' vediamo...). Cortina mediatica di cui hanno fatto parte, oltre alla demonizzazione continua di Grillo a colpi di antidemocraticità e capacità solo di distruggere e non di costruire (che Grillo ha tentato tardivamente di parare appunto acconsentendo ad andare in TV), altri due strumenti decisivi (e non individuati come tali dai "guru" del moVimento) per quanto intrinsecamente scorretti: la retorica comunitaria spalmata ovunque, anche in spot mandati in onda anche in regime di silenzio elettorale, e i sondaggi orientati a far emergere il pericolo grillino nella sua concretezza e mobilitare il gregge (mandria è un complimento). Il tutto mantenendo attentamente la totale disinformazione in merito ai temi economici, Fiscal compact imminente in testa, di un pubblico peraltro già di suo mediamente ignorante della materia.
Questi fattori hanno fatto si che, in un quadro di astensionismo permanente se non crescente, si spostasse su Renzi esattamente quel "parco buoi" cui si deve la cancellazione di Mani pulite col berlusconismo: ggente, tanta gente, con ancora qualcosa da perdere e nessuna voglia di cambiare pelle sul versante della legalità (vero, Imposimato?), per dire. Gente che può essere ridotta alla ragione solo da una tragedia vera, non ancora dalla minaccia incombente della stessa anche se non fosse occultata dalla propaganda. Non resta che sperare, quindi, che in qualche modo riescano a risparmiarcela, si anche coi soliti trucchi di bilancio (mettiamo nel PIL droga prostituzione, davvero! e allora perché non tutta la mafia? diamo la patente di profeta a Degregori e diventiamo all'istante i più virtuosi d'Europa in termini di debito/PIL...), e tenere duro che se non ci riescono allora si che "vinciamo noi", primo premio un Paese ridotto in macerie...
Si perché questo risultato è davvero il peggiore possibile, come dicevo quando lo agitavo davanti agli indecisi e agli irrecuperabili idealisti che stavolta avevano scelto di disperdere il loro voto con Tsipras: ora che Renzi si sente legittimato dal consenso niente lo fermerà dall'attuare il suo piano. Che, belletti a parte, è di completare il furto di beni pubblici dai suoi predecessori battezzato "privatizzazioni" e portare a compimento il processo di precarizzazione del lavoro per conto del capitale, magari tedesco. Solo che non pensavo fosse fiato sprecato, e per il motivo peggiore: lo scarto è talmente ampio che anche convincendoli tutti sarebbe stato oltre le aspettative. Spero, nemmeno troppo convinto, che almeno adesso la smettano di pensare al moVimento, ammesso che sopravviva, come al Nemico: il Nemico è lì, un pachiderma con le € tatuate sui fianchi pronto a schiacciarci tutti, anche loro mosche cocchiere e strabiche che vedono la destra dove non c'è e non la vedono dove c'è.
...
P.S. Nel frattempo Grillo ha postato un messaggio sul blog, carico di autoironia. Il moVimento non molla: è proprio quando fiorisce un regime che c'è più bisogno di opposizione. Vinciamopoi, in ogni caso: se fanno quello che serve a toglierci le nostre ragioni, perché staremo tutti meglio, se non lo fanno, perché quelle ragioni allora le capiranno pure i pecoroni. Harmlessing passing their time in the grassland awaaaaaayyy....

ULTIMO APPELLO

Definitiva splendida sintesi: metti da parte le tue perplessità nei confronti del movimento 5 stelle. questa volta, e alle prossime politiche, bisogna votare per loro. poi, quando avranno azzerato questa classe politica, torneremo a dividerci sulle questioni ideologiche. Oggi è un voto importante, bisogna spenderlo bene.
L'Italia, e direi anche l'Europa, si salvano solo se il PD prende una batosta ancora più netta dell'ultima volta, e Grillo è il solo che gliela può dare.
Votate giusto, che a dicembre arriva il conto. Il progetto reazionario capitalista portato avanti da PD e soci getterà la maschera, e saranno uccelli per diabetici. Nel senso più letterale di quello che dice Cetto...

GULP! (INSETTI IN TIVU')

Prima di ieri sera, giuro, non avevo mai visto più di un minuto consecutivo di Porta a Porta: fare zapping ossessivo non solo è oggettivamente divertente, ma spesso è l'unico modo possibile, salvo che non ti imbatti in qualche film decente, di vedere la tele, e qualunque programma di intrattenimento politico, anche quelli considerati di sinistra, lo salto come una beghina farebbe di uno spot sexy.
Ieri però c'era Grillo in tivù dopo decenni, c'era Grillo secondo alcuni finalmente a caccia di voti anche in tivù, c'era Grillo addirittura dall'odiato Vespa: non potevo perdermi l'evento entomologico, dovevo superare il ribrezzo causato da Mr. Neo manco fosse Ragno o Blatta. E si, lo so che può sembrare contraddittorio guardarselo solo stavolta, ma solo con la stessa superficialità di giudizio che ha chi giudica contraddittorio per Grillo andare in tivù adesso lui dopo averlo impedito o comunque molto limitato ai suoi finora. Si perché intanto lui non è candidato, poi perché una cosa sono i talk show un'altra è un intervista concessa peraltro con l'intenzione dichiarata di trasformarla in comizio, ma soprattutto perché sono cambiate le condizioni fino a fare assurgere le europee di domenica prossima allo status di referendum costituzionale.
Siamo infatti di fronte a un bivio, e chi non entra nell'urna con questa consapevolezza, mi dispiace me si sarà meritato le sciagure che sicuramente arriveranno se imbocchiamo la strada sbagliata. Che è quella su cui ci ha portato il serpentone mutaforme PCI-PDS-DS-PD o se preferite l'intera classe politica della cosiddetta seconda repubblica, e su cui Renzi ci manterrà dirigendoci allo sprofondo sia mai il suo partito dovesse risultare primo alle urne alle europee. Grillo sa solo criticare, sbraitare, non è democratico, non ha proposte? Non è vero, ma anche se fosse così la strada che imboccheremmo facendo vincere il suo moVimento alle europee potrà forse essere piena di insidie e sicuramente dagli esiti incerti, ma questo è già molto ma molto meglio della sicura rovina in cui finiremmo sull'altra. Di fronte a uno scenario del genere, non si può fare gli schizzinosi: ben venga sottoporsi alle furberie e rischiare di incassare qualche gol dalla vecchia volpe Bruna (che dopo vent'anni che fa lo zerbino, per una sera ha fatto il giornalista, e questo è un altro motivo in più per votare Grillo, bravo Marcello), se questo mi sveglia fino a domenica qualche pensionato dal rincoglionimento o mi rende qualche impiegato consapevole che l'elemosina che gli stanno dando sono già pronti a riprendersela con gli interessi assieme al futuro suo e dei suoi figli.
Oggi sono breve, votate 5 stelle o non lamentatevi di ciò che vi succederà, solo un moVimento primo partito italiano lunedì prossimo può salvare l'Italia e persino l'Europa, non sto esagerando. Se invece avete voglia di leggere, era da un po' che non vi davo i consigli per gli acquisti; stavolta prendo spunto proprio dagli argomenti dell'incontro tra i due insetti:
  • reddito di cittadinanza - Amendola sul come e perché si tratti di una battaglia di democrazia, se Vespa fosse riuscito a incalzare Grillo al punto di non lasciargli il modo di convincervi sulla sua praticabilità;
  • selezione della classe politica - leggetevi la critica di Viola su Il fatto e pensateci un attimo su: l'anonimato e l'inesperienza dei cosiddetti grillini sono la migliore garanzia di serietà del progetto, perché senza un rinnovamento vero della classe politica e dei suoi meccanismi di selezione nulla potrà salvarci;
  • sinistra di nome e sinistra di fatto - per quanto votare Tsipras sia meglio che PD, farlo in Italia può servire solo a mantenere il PD primo partito, una vera e propria sciagura, per cui votate bene e come me non risparmiate nemmeno l'ultima goccia di saliva fino alla chiusura delle urne per convincere i vostri amici "de sinistra" per una volta a votare con la ragione, e il cuore lasciarlo ad altre faccende - tanto più che come nota Lameduck (che addirittura dubita dell'antieurismo di Grillo e stavolta vota Lega) la posizione di Tsipras sull'Euro è talmente ingenua da far preferire l'ipotesi che sia sospetta (in certi campi è meglio uno stronzo che un coglione);
  • Euro si Euro no - sempre se Vespa fosse riuscito a impedire che Grillo vi chiarisse la sua posizione, leggetevi qui cosa dice il programma a 5 stelle, e poi ditemi se non è una posizione saggia ed equilibrata: da primo partito della terza economia europea, in accordo con gli altri Paesi del Mediterraneo, si tratta con l'UE perché accetti di trasformarsi in una Comunità vera oppure perisca - qui Stugi vi spiega perché ci salva solo dare una solenne bastonatura al PD, ma anche leggere contributi di segno opposto come questo in cui si sciorinano le ragioni del "più Europa" (dimenticando che per averla devono essere d'accordo gli altri, e voi li vedete i tedeschi che accettano di pagare i debiti nostri?) o questo in cui si argomenta che aderire al fiscal compact è buono perché costringe alla crescita, che convince a contrario: se per qualunque ragione non riesci ad avere crescita (e ce n'è una ottima: i limiti fisici del sistema-Terra) il fiscal compact è una sciagura. Viceversa, le paventate sciagure in caso di uscita dall'Euro (che vi propinano in tutti i modi terroristici possibili) forse non sono così sicure, forse avere finalmente un governo che combatte la corruzione e la mafia alla radice convincerà gli speculatori anche se tornassimo alla Lira, mentre invece avere al comando una cricca di ladri inveterati li convincerà che siamo irredimibili anche nell'Euro (come dimostra l'impennata dello spread fatale al berlusconismo, complotti a parte). E qui devo autocitarmi. Insomma, il progetto Euro è fallimentare e presto o tardi crollerà da se (qui Gawronski), e la cosa tra l'altro - quando ancora l'economia era una scienza che si studiava e non una religione (il monetarismo) i cui dogmi si mandano a memoria - era pacifica a tutti, anche a chi oggi è il principale artefice della trappola in cui siamo imprigionati.

DI TUTTI I QUANTI

Clicca sull'immagine per ingrandirla e leggere. Che siamo messi peggio del 92...
Il titolo è preso a memoria, perché è uno di quei versi così geniali che ti resta in mente per sempre, da un breve vecchio brano di Daniele Silvestri, Paolo, che potete gustarvi in fondo al post. L'attualità deriva da un altro verso, poco avanti, in cui l'Autore chiede appunto a Paolo lumi sulla "storia di Greganti": a cos'altro serve memorizzare d'istinto i testi delle canzoni, se non a fare bella figura in questi casi?
Primo Greganti fu il primo importante indizio che, a differenza di quanto era sembrato nel ciclone Mani Pulite, anche la corrente politica derivante dal vecchio PCI non era estranea a quella componente dell'italianità che potremmo chiamare "la cultura delle tangenti". Un indizio che però molti di noi, non potendolo ignorare, preferirono archiviare nella categoria "compagni che sbagliano", come dire in ogni regola ci sono eccezioni e da noi la regola è che non si ruba, mentre solo per gli altri è viceversa. Certo, avere per vent'anni un "nemico" professionista del settore come Berlusconi e i suoi amici mafiosi ha aiutato questa operazione identitaria autoassolutoria, per carità. Ma che la sostanza sia ben altra doveva arrivare un altro ciclone a mostrarcelo e raccoglierne, si spera, e si spera stavolta stabilmente, i benefici.
Quando si iniziò a parlare di Expo 2015 tutti pensammo che era solo un'altra scusa per mangiarsi un po' di soldi, come in Italia OGNI GRANDE OPERA pubblica, ma non tutti lo dicemmo. Tra i politici, anzi no perché non era ancora della categoria, lo disse solo Grillo. Che è l'unico oggi che lo predica con coerenza di ogni altro megaappalto, dalla TAV agli F35 passando per la Pedemontana. Come ho ripetuto anche troppo spesso, senza una lotta durissima alla corruzione anche un recupero pieno della sovranità monetaria sarebbe una sciagura anzichè una benedizione, e viceversa senza trasformare radicalmente l'Euro o abbandonarlo nessun investimento per quanto grande e per quanto immune dalla corruzione (e quindi nessuna ripresa) è possibile. Questa tagliola logica rende il moVimento l'unica scelta possibile a chi non sia stupido e/o in malafede, e il PD la scelta peggiore: non solo sono convinti fautori di questa politica monetaria di destra che chiamano europeismo per fregare i fessi, ma continuano a rubare e rubare anche in quel regime di austerity che ci hanno convinto essere l'unica cura possibile all'italianità corrotta. E, ci potete scommettere, continueranno finché ci sarà qualcosa da rubare, se chi pensa sia questo il nodo decisivo finalmente non si conta e fa valere questa sua maggioranza votando compattamente per l'unica proposta credibile con possibilità di successo, accantonando momentaneamente l'identità ideologica.
Invece. Invece quello che ci può ancora fregare è proprio questo stramaledetto vizio dell'identità ideologica, per via del quale molti, ancora troppi, compagni che sbagliano, non avendo capito che siamo a una data spartiacque della Storia, con più analogie col 44 che col 68, non solo non si sono ancora decisi a votare M5S, ma addirittura continuano a guardare il dito della presunta antidemocraticità di Grillo senza vedere la luna dei gravissimi problemi che ha l'Italia in fatto di economia, di legalità, e soprattutto di selezione della classe politica che degli altri è una delle principali cause. Problemi che solo Grillo, forse, può risolvere, ma soprattutto che solo lui si propone di risolvere, con idee concrete che già in casa sua applica, se serve autoritariamente (e forse proprio per questo credibilmente). Mentre gli altri ve la intortano con le primarie per poter meglio portare avanti i furbasti e i ladri di sempre, magari con le facce nuove.
Ora è vero che stiamo per votare per le Europee e non per le Politiche. Ed è vero che è possibile ma non è detto che un'Italia in cui il primo partito risultasse il moVimento riuscirebbe o a far cambiare politica all'Europa costituendo per la stessa la minaccia dell'abbandono italiano un pericolo letale oppure ad attuare quella minaccia ridandoci la sovranità monetaria che in un contesto di lotta senza quartiere alla corruzione, state tranquilli, non avrà nessuna controindicazione in termini di spread e iperinflazione. Ma è certo che se per disgrazia il PD si confermasse il primo partito italiano, gli stessi che oggi negano valore politico alle europee domani glielo darebbero, e Renzi si sentirebbe autorizzato a passare alla fase due del suo progetto politico: la cinesizzazione di massa (peraltro inutile) degli italiani, con la consueta eccezione dell'uno per cento del solito giro s'intende. E vi giuro, amici di sinistra, che se ciò succede per uno scarto uguale o inferiore alla percentuale di voti che avrete dato a Tsipras, io non ve lo perdonerò. E soprattutto non ve lo perdonerete voi, fidatevi.
P.S. La guerra è guerra, Grillo stavolta in TV ci va, tranquillo Mazzucco, addirittura da Vespa.
E ora buon ascolto con Silvestri, un'altro che è stato sempre di sinistra (la prima volta l'ho visto, quasi sconosciuto, a una festa comunista di quartiere), e però stavolta forse "ci avvisa". Se i partigiani si fossero divisi per ideologia politica, non sarebbero riusciti a riscattare l'onore dell'Italia e degli italiani. Di tutti gli italiani, anche di chi non se lo meritava.

BACK TO WORK

Quando uscì So, Peter Gabriel aveva 38 anni. Pare che tutti noi diamo il meglio
tra i 25 e i 40 anni, ma (a causa di una serie di distorsioni della società che peraltro
si stanno ancora - e notevolmente - ampliando) la cosa si nota meglio nei musicisti
Si lo so che è già milionario e la pubblicità non gli serve, ma se è per questo potrebbe campare senza lavorare e invece è uno dei pochi che tenta, almeno tenta anche se non sempre ci riesce, di inventare sempre qualcosa di nuovo, anche se stavolta parliamo proprio del classico tributo-anniversario.
Sto parlando di Peter Gabriel. Se avete meno di 30 anni, o voi si ma avete figli partner parenti amici sotto quella soglia, e non lo conoscete bene, dovete rimediare: vi darà nuovi parametri per la valutazione della qualità della musica che ascoltate. L'ideale sarebbe in tour, io quello del 93 al palaghiaccio di Marino lo classifico come il migliore spettacolo musicale dal vivo cui abbia mai assistito (guardare per credere), e dico spettacolo e non concerto perché con Gabriel si usano da sempre gli occhi almeno quanto le orecchie. Ma quest'anno in Italia non ci viene, eppoi questo tour la novità sembra essere proprio la mancanza di effetti scenici stupefacenti, perlomeno la loro presenza non nella misura consueta. Ragion per cui vi tocca andare al cinema.
Per pochi giorni, infatti, è in programmazione in alcune sale un docufilm tratto da questa tournée, che per carità può anche non piacere ai nostalgici dell'energia che passava Peter quando era meno anzianotto, ma proprio per il media scelto si rivela particolarmente adatto a quella funzione divulgativa cui vi ho chiamato dianzi. Della serie, si soffre per non poter urlare e saltare mentre la musica e le scene ti avvolgono, ma in compenso si vedono primi piani di dita e si ascoltano cesellature di arrangiamenti fino a comprendere la mole di lavoro che sta dietro a ogni singolo suono quando i musicisti sono gente seria. Roba che dopo averlo visto penserai anche tu, fratellino, che i talent show sono posti dove si incentivano omologazione e sciatteria e si disincentivano creatività e precisione.
Non è solo perché Levin Katche Sancious e Rhodes sono tornati sul palco dopo 25 anni vestendo tute da operai, quindi, che ho storpiato il titolo di questo post.

ERA DE MAGGIO

Guarda, 80 euro per terra, tutti per me!
Quasi quasi mi chino a raccoglierle...
Chissà quanti di quelli in piazza per il Concertone sanno da dove nasce il 1° maggio come Festa del Lavoro, e cosa ha significato questa celebrazione per la storia d'Italia e del sangue dei lavoratori: me lo chiedevo quando ero tra loro, figurarsi adesso che non ho più l'età, e anche se ce l'avessi non ci troverei più il senso. I suoi organizzatori, infatti, hanno da anni tradito il ruolo cui devono la loro stessa esistenza in quanto ormai istituzioni, e direi proprio per via di questa trasformazione in carrozzoni autoreferenziali col compito, per conto del sistema, di tenere buoni i Cipputi superstiti mentre i padroni impugnano l'ombrello. Ma c'era Berlusconi, e il suo sciagurato ventennio, e dove meglio andare a cantare che chi non salta lo è in mezzo ad altre centinaia di migliaia, illudendosi in qualche modo che il Partito che sembra tradirti è perché per battere il Nemico deve prendere i voti dei famosi Moderati, ma poi è lì in quella folla che ha i suoi valori e i suoi mandanti. Che fregatura, scoprire che ti tradiva veramente, che i mandanti erano proprio quelli con l'ombrello dalla parte del manico, e che il loro peggior killer era proprio chi ti tenevi vicino pensando fosse li per difenderti...
Ed ecco che il 2014, sesto anno di blogging, è anche il primo con voluto silenzio stampa nel coro delle celebrazioni del 25 aprile e del 1° maggio, guidato dagli scranni più alti della Repubblica da chi ormai quasi senza più nemmeno maschera si è incaricato di togliergli il poco significato residuo. Questo pezzo tardivo è solo per un minimo tributo al coraggio di uno che non mi è mai nemmeno piaciuto come cantante, figurati come giurato di talent, ma a cui oggi occorre fare almeno un po' di cappello.
No, non è Pelù che si è trasformato in Che Guevara, amici de sinistra che ora temete che anche lui passi al Nemico (lo sentite il fiato sul collo, eh?...). Siete voi che se proprio volete continuare a esprimervi in questa obsoleta dimensione siete diventati di destra, e se siete ancora di sinistra peggio ancora perché votate per un progetto di estrema destra senza manco accorgervene, oppure dilapidate il vostro voto ancora più a sinistra senza aver capito che questa è una guerra civile e non si può sprecare più un colpo. Guardate, stimo di più chi addirittura passa al Nemico perché gli sembra più fermamente antiEuro di Grillo, che chi ancora si attarda a mantenere in vita il cadavere in putrefazione di questa classe politica sedicente progressista.
Non riesco nemmeno più a capire chi continua a implorare Grillo di accordarsi, oggi con Tsiprasi come ieri con Bersani: per fare cosa? per perdere la metà dei voti? Grillo ha un progetto politico di sinistra, per chi lo vuole capire e se lo è letto senza pregiudizi, ma poiché esso prevede come obiettivo finale poter ripraticare politiche espansive e di redistribuzione del reddito e come obiettivi ad esso strumentali recuperare in un modo o nell'altro la sovranità monetaria e combattere davvero la corruzione sistemica, molti di quelli che hanno deciso di seguirlo prima votavano dall'altra parte. Perché tradirli ora? E francamente, non c'è nessun imbarazzo per chi di sinistra è stato praticamente sempre, trovarsi affianco a persone che ugualmente a lui hanno capito che i partiti a cui loro credevano in realtà li stavano tradendo, esattamente come il mio a me. Vinta la guerra civile, se la vinceremo, riprenderemo a giocare alle ideologie. In questo momento storico conta di più ritrovarsi tra chi ha aperto gli occhi contro chi li ha ancora belli chiusi, e tentare fino alla fine di aprirli a qualcun altro. Da uno standard napoletano a un altro: scetateve guagliune!

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...