GULP! (INSETTI IN TIVU')

Prima di ieri sera, giuro, non avevo mai visto più di un minuto consecutivo di Porta a Porta: fare zapping ossessivo non solo è oggettivamente divertente, ma spesso è l'unico modo possibile, salvo che non ti imbatti in qualche film decente, di vedere la tele, e qualunque programma di intrattenimento politico, anche quelli considerati di sinistra, lo salto come una beghina farebbe di uno spot sexy.
Ieri però c'era Grillo in tivù dopo decenni, c'era Grillo secondo alcuni finalmente a caccia di voti anche in tivù, c'era Grillo addirittura dall'odiato Vespa: non potevo perdermi l'evento entomologico, dovevo superare il ribrezzo causato da Mr. Neo manco fosse Ragno o Blatta. E si, lo so che può sembrare contraddittorio guardarselo solo stavolta, ma solo con la stessa superficialità di giudizio che ha chi giudica contraddittorio per Grillo andare in tivù adesso lui dopo averlo impedito o comunque molto limitato ai suoi finora. Si perché intanto lui non è candidato, poi perché una cosa sono i talk show un'altra è un intervista concessa peraltro con l'intenzione dichiarata di trasformarla in comizio, ma soprattutto perché sono cambiate le condizioni fino a fare assurgere le europee di domenica prossima allo status di referendum costituzionale.
Siamo infatti di fronte a un bivio, e chi non entra nell'urna con questa consapevolezza, mi dispiace me si sarà meritato le sciagure che sicuramente arriveranno se imbocchiamo la strada sbagliata. Che è quella su cui ci ha portato il serpentone mutaforme PCI-PDS-DS-PD o se preferite l'intera classe politica della cosiddetta seconda repubblica, e su cui Renzi ci manterrà dirigendoci allo sprofondo sia mai il suo partito dovesse risultare primo alle urne alle europee. Grillo sa solo criticare, sbraitare, non è democratico, non ha proposte? Non è vero, ma anche se fosse così la strada che imboccheremmo facendo vincere il suo moVimento alle europee potrà forse essere piena di insidie e sicuramente dagli esiti incerti, ma questo è già molto ma molto meglio della sicura rovina in cui finiremmo sull'altra. Di fronte a uno scenario del genere, non si può fare gli schizzinosi: ben venga sottoporsi alle furberie e rischiare di incassare qualche gol dalla vecchia volpe Bruna (che dopo vent'anni che fa lo zerbino, per una sera ha fatto il giornalista, e questo è un altro motivo in più per votare Grillo, bravo Marcello), se questo mi sveglia fino a domenica qualche pensionato dal rincoglionimento o mi rende qualche impiegato consapevole che l'elemosina che gli stanno dando sono già pronti a riprendersela con gli interessi assieme al futuro suo e dei suoi figli.
Oggi sono breve, votate 5 stelle o non lamentatevi di ciò che vi succederà, solo un moVimento primo partito italiano lunedì prossimo può salvare l'Italia e persino l'Europa, non sto esagerando. Se invece avete voglia di leggere, era da un po' che non vi davo i consigli per gli acquisti; stavolta prendo spunto proprio dagli argomenti dell'incontro tra i due insetti:
  • reddito di cittadinanza - Amendola sul come e perché si tratti di una battaglia di democrazia, se Vespa fosse riuscito a incalzare Grillo al punto di non lasciargli il modo di convincervi sulla sua praticabilità;
  • selezione della classe politica - leggetevi la critica di Viola su Il fatto e pensateci un attimo su: l'anonimato e l'inesperienza dei cosiddetti grillini sono la migliore garanzia di serietà del progetto, perché senza un rinnovamento vero della classe politica e dei suoi meccanismi di selezione nulla potrà salvarci;
  • sinistra di nome e sinistra di fatto - per quanto votare Tsipras sia meglio che PD, farlo in Italia può servire solo a mantenere il PD primo partito, una vera e propria sciagura, per cui votate bene e come me non risparmiate nemmeno l'ultima goccia di saliva fino alla chiusura delle urne per convincere i vostri amici "de sinistra" per una volta a votare con la ragione, e il cuore lasciarlo ad altre faccende - tanto più che come nota Lameduck (che addirittura dubita dell'antieurismo di Grillo e stavolta vota Lega) la posizione di Tsipras sull'Euro è talmente ingenua da far preferire l'ipotesi che sia sospetta (in certi campi è meglio uno stronzo che un coglione);
  • Euro si Euro no - sempre se Vespa fosse riuscito a impedire che Grillo vi chiarisse la sua posizione, leggetevi qui cosa dice il programma a 5 stelle, e poi ditemi se non è una posizione saggia ed equilibrata: da primo partito della terza economia europea, in accordo con gli altri Paesi del Mediterraneo, si tratta con l'UE perché accetti di trasformarsi in una Comunità vera oppure perisca - qui Stugi vi spiega perché ci salva solo dare una solenne bastonatura al PD, ma anche leggere contributi di segno opposto come questo in cui si sciorinano le ragioni del "più Europa" (dimenticando che per averla devono essere d'accordo gli altri, e voi li vedete i tedeschi che accettano di pagare i debiti nostri?) o questo in cui si argomenta che aderire al fiscal compact è buono perché costringe alla crescita, che convince a contrario: se per qualunque ragione non riesci ad avere crescita (e ce n'è una ottima: i limiti fisici del sistema-Terra) il fiscal compact è una sciagura. Viceversa, le paventate sciagure in caso di uscita dall'Euro (che vi propinano in tutti i modi terroristici possibili) forse non sono così sicure, forse avere finalmente un governo che combatte la corruzione e la mafia alla radice convincerà gli speculatori anche se tornassimo alla Lira, mentre invece avere al comando una cricca di ladri inveterati li convincerà che siamo irredimibili anche nell'Euro (come dimostra l'impennata dello spread fatale al berlusconismo, complotti a parte). E qui devo autocitarmi. Insomma, il progetto Euro è fallimentare e presto o tardi crollerà da se (qui Gawronski), e la cosa tra l'altro - quando ancora l'economia era una scienza che si studiava e non una religione (il monetarismo) i cui dogmi si mandano a memoria - era pacifica a tutti, anche a chi oggi è il principale artefice della trappola in cui siamo imprigionati.

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