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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2009

VULESSE ADDIVENTARE NU BRIGANTE

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La didattica dovrebbe tener conto, e lo fa troppo poco spesso, dei meccanismi dell'attenzione delle menti adolescenziali: dei cinque anni di liceo spesso si ricordano, e risultano decisivi per la nostra formazione adulta, più dei flash folgoranti che delle dotte spiegazioni documentate. Cinque minuti possono valere più di ore, se un professore di Storia e filosofia si mette davanti alla lavagna a mimare Mussolini quando si preparava la gestualità da esibire in piazza prima dell'entrata in guerra (spezzeremo le reni alla Grecia!) o ti racconta l'unità d'Italia così: Garibaldi partì da Quarto con mille smorbillati, conquistò tutto il Sud, poi il Re gli disse "dammelo subito!", lui rispose "obbedisco!", e ci ha rovinati! Diventi antifascista e meridionalista senza accorgertene, perchè non c'è niente di così potente che esporre la parte ridicola delle cose. E il fascismo ieri come il berlusconismo oggi, come la cialtroneria dei Savoia o delle nostre…

NO NUKE

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Adesso è chiaro a cosa serviva la messa in scena sui rifiuti in Campania, un'emergenza creata apposta e nascosta più che risolta: ad introdurre una norma che autorizzasse a presidiare manu militari insediamenti strategici come le discariche per evitare che la protesta popolare ne blocchi l'utilizzo o addirittura la costruzione. Come le discariche, o come le centrali nucleari.
La notizia, come al solito riportata acriticamente da tutto il sistema mediatico di regime, è che finalmente l'Italia torna al nucleare, con quattro centrali di terza generazione, quindi sicure, la cui tecnologia ci viene fornita gentilmente dagli amici francesi grazie ai buoni rapporti tra Berlusconi e Sarkozy (hanno pure entrambi lasciato la prima moglie per una più bella e giovane proveniente dal jetset), che saranno pronte nel 2020 e soddisferanno il 25% del bilancio energetico italiano, strozzato dalla retrograda decisione di bloccare il nucleare sancita dai comunisti negli anni 80.
Sono ovviamente…

PERCHE' SANREMO E' SANREMO

Non guardo la Tv, e meno che meno il festivalone, da molti anni. Si, lo so che simili affermazioni forniscono la patente di snobismo intellettuale, ma che posso farci se è vero? ho sempre qualcosa di meglio da fare, per fortuna, magari tra qualche anno cambierò idea, ma per ora rientro apposta a casa solo per Il commissario Montalbano: in tutti gli altri casi in cui accendo l'elettrodomestico è per caso e per poco.
E' curioso che mi sia capitato, quindi, quest'anno, di sentire quasi tutte le canzoni di Sanremo, avendo tenuto acceso Rai uno per un paio d'ore sia martedì che giovedì. E devo confessare di avere persino pensato non troppo male di Bonolis, sia per l'ectoplasma di Mina (vabbè, ormai lo sappiamo che è in freezer dal 1978 e quella che canta è ricostruita al computer dal paraculissimo figlio) e il di nuovo brillante Benigni, che per essere riuscito a portare sul palco giovani decenti con canzoni decenti accompagnati da grandi della musica: Bacharach ha perfi…

PD: FINE DI UNA BREVE PARABOLA POLITICA?

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C'era chi lo aveva detto subito, ad esempio il solito Gino Nobili su Contrappunti - cercatevi le sue note politiche dal 2006 in poi e vedrete: il Partito Democratico è nato male e non poteva che finire peggio.
Il vecchio e sempre inascoltato Sartori lo dice da sempre: la forma partito è condizionata dal sistema elettorale. Se davvero si voleva accelerare sulla creazione di un partito unico del centrosinistra, si doveva prima riuscire, con Prodi al governo, a riportare al maggioritario la legge elettorale, magari un maggioritario più spinto del Mattarellum: se in ogni seggio passa un candidato, e il centrosinistra si presenta unito sotto un'insegna, la partita te la giochi così seggio per seggio, e puoi vincere o perdere. Ma con il proporzionale, e a maggior ragione con un proporzionale così spinto come quello voluto per puro e intelligente calcolo da Berlusconi, senza nemmeno voto di preferenza, unire in un partito unico due rami ideologicamente così eterogenei può solo raccogl…

RETELIBERA

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Nell'universo di Salvo Montalbano, pur trovandoci di fronte ogni volta ad assassini e criminali di ogni genere, ci sono alcuni elementi rassicuranti che fra l'altro spiegano l'enorme successo dei libri di Camilleri e dei relativi molto ben fatti tv-movies. Non solo il personaggio interpretato da Zingaretti è un poliziotto perbene come dovrebbero esserlo tutti (ad esempio di fronte ai fatti di Genova si è schifato tanto che voleva dimettersi) che ha tuttavia molti dei nostri vizi come l'amore per la buona cucina e una certa pigrizia, non solo i colpevoli vengono sempre presi, magari collaborando con la magistratura e lottando contro la burocrazia, ma pensate nel microcosmo vigatese abbiamo un panorama mediatico pluralista: ci sono due televisioni, Televigàta e Retelibera, e solo una delle due è asservita al potere.
Infatti il nostro eroe spesso si serve dell'altra per piegare, magari in maniera poco ortodossa, le esigenze dell'informazione a quelle delle indagini…

IL BIANCO E IL NERO

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Se la realtà è tutta in toni di grigio, per poterla interpretare dobbiamo sempre identificare il bianco e il nero, di cui tutti i grigi sono composti. Nella vicenda di Eluana, conclusasi con la morte dopo appena quattro giorni dallo stacco del sondino, il bianco potrebbe essere, specie per quelli che si ostinavano a volere considerare vita quella cosa in cui era mantenuta quel corpo al punto di ipotizzare una qualche forma di autocoscienza irrilevabile agli strumenti, che la ragazza abbia in qualche modo deciso di togliersi di mezzo per risparmiarsi ulteriore strazio. Il nero allora sarebbe, e se non ci si potesse pensare non ci sarebbe il seguito giudiziario appena avviato, che l'umana pietà sia andata un minimo oltre la semplice interruzione dell'alimentazione forzata.
Se la realtà è tutta in toni di grigio, la verità sarà probabilmente in mezzo a questi due scenari, ad esempio che ci si attendeva quindici giorni perchè non c'erano precedenti di organismi da tanto tempo i…

IL GOLPE DELLA RAGAZZA

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La cosa più sconfortante non è che Berlusconi si arroghi il diritto di imporre la propria volontà sul corpo dei propri sudditi, non che offenda il disgraziato padre di una disgraziata ragazza, non che tenti di violare per Decreto Legge una serie di sentenze che risalgono su fino alla Corte Europea, non che utilizzi una poveretta per scatenare il conflitto con il Presidente della Repubblica e sovvertire la Costituzione, non che arrivi fino all'abiezione di dichiarare che quel corpo potrebbe generare dimostrando quale concezione della donna alberghi in cotanta mente. La cosa più sconfortante è che non c'è non dico una solllevazione popolare, ma nemmeno un venticello di indignazione un po' più forte del marginale refolo che si aggira tra i siti Internet di controinformazione.
Vedremo alla manifestazione di sabato a Piazza Navona (ore 15), ma temiamo si sarà in pochi. Travaglio dice, ma non è una novità, "basta dialogo", ma il PD è pronto a firmare la controriforma de…

TANATHOS

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Amore e morte. I due motori immobili, senza i quali nulla, nemmeno la vita stessa, sarebbe possibile. Ad entrambi possiamo reagire girandoci dall'altra parte, o guardandoli bene in faccia. Nel primo caso, abbiamo buttato le nostre vite. Quasi tutti lo facciamo per molto tempo, qualcuno lo fa per tutto il tempo. Ma anche ad ignorarle, queste forze elementali non smettono di essere ineluttabili, in un modo o nell'altro.
Così a volte ci sparano vicino, a volte ci sfiorano, a volte ci prendono in pieno. E allora ci commuoviamo (muoversi con) o facciamo le nostre condoglianze (dolere con). Altre volte muore qualcuno di famoso, che non conosciamo direttamente, ma che è stato importante per qualche aspetto della nostra personalità o per il perchè e il come è scomparso. Spesso, in questi casi, scattano gli stessi meccanismi: abbiamo bisogno di commuoverci e condolere, come i bimbi di piangere e giocare. Allora è come se usassimo un trucco: piangere altri per piangere noi stessi e i nos…

LE RADICI DEL QUALUNQUISMO

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Può anche essere che nei piani della P2 c'era scritto come fare in modo che la gente si disamorasse della politica, e che Berlusconi li abbia eseguiti alla lettera. Ma senza la collaborazione di chi gli si sarebbe dovuto opporre, fin da quando la giunta elettorale non doveva omologare la sua elezione in parlamento in quanto incompatibile con il suo status di concessionario di pubblico servizio, passando per la Bicamerale e il Predellino, occasioni in cui due ex direttori dell'Unità si sono susseguiti nel fargli da Baywatch mentre stava per annegare, difficile che sarebbe potuto arrivare a questo punto, nella deriva antidemocratica.
Imbarazzante la differenza di preparazione nell'abc della politica: nel 2006, conscio di stare per perdere le prossime elezioni politiche, Silvio fece approvare una legge elettorale proporzionale che consegnasse al probabile vincitore Prodi una maggioranza molto meno forte di quanto avrebbe avuto col maggioritario; neanche due anni dopo, senza al…

SKA-BA-WOW!

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Lo ska nasce in Giamaica negli anni 60, figlio bastardo del calypso e padre del reggae. Ma molti di noi lo conoscono per via della sua rinnovata popolarità europea partita dall'inghilterra nella seconda metà degli anni 70, con gruppi come i Madness. Una qualche specie di ska all'inizio la suonavano i Police, tanto per dire, che chiamarono il loro secondo LP Reggatta de blanc, il reggae dei bianchi.
Lo ska è estremamente ballabile e molto divertente, e in molti allora gli preconizzarono una vita più lunga delle tante mode effimere che ogni anno si affacciano nel panorama musicale. E avevano ragione, se si pensa che gruppi come i torinesi Statuto, formatasi nell'83, ancora suonano in giro.
Ieri sera, al The Place di Roma, hanno deliziato la sala piena gli Ska-ba-wow, quasi una big-band con sei fiati di cui quattro donne, un buon motore ritmico, e una cantante, Elena Okechukwu, strepitosa sia come voce che come presenza scenica (muove con grazia un fisico da ex olimpionica...).…