LO SANNO, LO SANNO...

Ho sentito stamattina un commentatore al GR2 (non ditemi chi, stavo guidando, ma chi non si fida può scomodarsi ad ascoltare il podcast) che, a proposito delle condizioni di vita sempre più difficili dei cittadini comuni, sosteneva che forse l'unica via per indurre i politici a cambiare rotta sarebbe costringerli a vivere in quelle condizioni, almeno fino a quando non capiscano (o si ricordino) com'è.
Ho subito avvertito quel fastidio fisico che si prova in presenza di qualcuno che sciorina luoghi comuni, ma a differenza che in altre (tante, troppe) occasioni simili sono rimasto a pensarci, a cos'era (per dirla con Montalbano) che "non mi quatrava".
Il fatto è che, secondo me, non solo anche quelli che non hanno mai vissuto una vita comune sono perfettamente in grado (magari guardandosi attorno) a immaginarsi com'è, ma soprattutto quelli invece che ci sono passati, e sono riusciti ad affrancarsene "abbracciando la carriera politica" o quelle ad essa parallele (amministrativa e mediatica, in primis), se lo ricordano benissimo, eccome. Ed è esattamente per questa ragione che fanno quello che fanno: potete dimostrarvelo facilmente da soli.
Immaginate, infatti, che dall'oggi al domani la Fata Smemorina (si capisce che ho una figlia piccola?) sia in grado di donarvi una vita senza nessuno dei (pochi o tanti: a ciascuno sembrano troppi i propri) affanni che affliggono la vostra vita attuale. Così, con un colpo di bacchetta magica, e senza nemmeno che sia certo che "a mezzanotte" tutto torni come prima (forse lo farà, ma solo se vi pizzica quel poco che resta della giustizia terrena - a quella divina non ci crede nessuno, soprattutto quelli che dicono di crederci...- e non è un evento molto probabile). Che fareste? No, non rispondete a me, non ho mai puntato (e si vede) ad avere molti commenti ai post e nemmeno molti lettori, e soprattutto non è un sondaggio (lì siamo bravissimi a dire "le cose giuste" che poi non facciamo, è per quello che i sondaggi in Italia ci pigliano poco): siete voi, davanti allo specchio, e nessuno saprà mai quello che rispondete. Io sono pronto a scommettere che una eventuale rilevazione con microcamere nascoste in tutti gli specchi d'Italia registrerebbe un 99,9% periodico di ammissioni.
Cambia la vita, ammesso che sia vero...
Ecco perchè tutti ci lamentiamo ma poi nessuno fa niente davvero per combattere "la casta", cioè quel sottobosco di politici mafiosi amministratori opinion maker che fa da cuscinetto tra l'1% di chi controlla il malloppo e il 99% che si divide le briciole, assicurando (in cambio di una vita relativamente agiata) la riproduzione dello statu quo tramite un mix di strumenti quali oboli, paura, favori al posto di diritti, e diffusione di falsa coscienza. Perchè li capiamo. E al posto loro faremmo la stessa cosa: non ci siamo solo perchè non ne siamo stati capaci, o ci è mancata l'occasione, ma magari arrivasse. Adesso. Bibidi bobidi bu: apri (ed ecco spiegato anche il successo di un gioco assurdo come Affari tuoi...) il tuo pacco!
L'anomalia è semmai quel 20/25 per cento di elettori che in questi anni stanno (stiamo) sostenendo un progetto politico che ha tra i suoi scopi costituenti proprio la demolizione del concetto stesso di "carriera politica" (massimo dieci anni di durata, divieto di arricchirsi - ma è tutto il progetto ad attaccare sia l'1% che la casta/cuscinetto in tutte le sue declinazioni), tanto che non è poi nemmeno così sicuro che tutto quell'elettorato abbia ben compreso questo aspetto dell'offerta politica grillina: magari votano il moVimento per altre ragioni, e quando queste troveranno altra strada di sfogo cambieranno bandiera...

IL FUTURO DELLE STELLE

No, non è un refuso de "il futuro nelle stelle", anche perché sono così ferocemente oroscoposcettico che tronco da sempre e con chicchessia ogni dialogo in cui a un certo punto c'entri un segno zodiacale. Le costellazioni non sono che proiezioni, sul piano bidimensionale rappresentato dal firmamento visibile dalla Terra, di luci che arrivano da stelle distanti tra loro e da noi fantastiliardi di chilometri, credere nella loro influenza è molto peggio che credere in un qualunque Dio (che per definizione è roba inconoscibile dal nostro piano dell'esistenza, per cui nessuno può dimostrare che esista come che non esista, e se ci credi o meno sono sostanzialmente cacchi tuoi), è credere che l'ombra di un cane proiettata su un muro acconciando le mani davanti all'abat-jour possa davvero morderti o anche solo abbaiare, roba da deficienti e pazienza se perdo qualche altro amico.
Il titolo è invece assieme un manifesto di ottuso ottimismo, di chi ancora crede ci sia una via d'uscita per questo nostro sciagurato Paese e sa che (piaccia o non piaccia, sia praticabile o non lo sia) essa è rappresentata dall'affidarsi mani e piedi per almeno vent'anni al progetto politico grillino, e un'etichetta per un'analisi se possibile obiettiva delle prove a cui è chiamato il movimento 5 stelle nei prossimi tempi.
Avantieri si è chiusa, infatti, la "convention" 2015 del moVimento (qui i resoconti e i video, per chi vuole approfondire), ovviamente coperta dal mainstream quasi esclusivamente a scopo di dileggio: molto peggio che "quando c'era lui", ormai, non è possibile ascoltare un telegiornale che non magnifichi i (peraltro inesistenti) risultati di Renzi e invece non parli di Grillo e dei suoi in modo da evidenziarne o inventarne difetti, eppure i sondaggi danno il m5s in crescita, a Roma addirittura abbondantemente primo partito, figurarsi cosa accadrebbe con una informazione obiettiva... Ebbene, se è davvero giunta l'ora di "diventare adulti", quali sono le cautele e i punti d'attenzione che chi guida il moVimento dovrebbe tenere in considerazione? e facendo leva su cosa potrebbe recuperare il consenso che ancora gli manca per poter finalmente guidare il Paese? Volendo riassumere i ragionamenti in poche questioni, avremmo:
  1. deve il moVimento approfittare della congiuntura astrale estremamente favorevole e andare a governare Roma, così dimostrando di saperlo fare e divenendo credibile come forza di governo nazionale?
  2. deve il moVimento consolidare la sua struttura partitica, riducendo il ruolo dei leader storici con un rafforzamento complementare di quello degli ormai noti e stimati "quadri intermedi"?
  3. deve il moVimento rivedere la sua strategia di comunicazione, affiancando il nativo approccio web-oriented con una ridondanza sui media più tradizionali, magari acquisendo il controllo di una rete televisiva generalista o almeno di un quotidiano di carta?
Per rispondere a queste domande, bisogna sempre tenere ben presente qual'è la cifra politica specifica del m5s, quella per cui è nato e grazie a cui ha avuto l'exploit del 2013 (vanificato dalla stupidità, o peggio dal bieco calcolo politico, di SEL, che ha consegnato il potere in mano al secondo partito entrandoci in coalizione e ricevendo in cambio seggi e poltrone, non dimentichiamolo mai...) e si è consolidato in questi due anni: cambiamento della sintassi intima del concetto di "carriera politica" (con l'onestà come strumento e assieme come risultato sistemico) e recupero della sovranità monetaria con obiettivo il sostentamento minimo di tutta la popolazione (anche tramite una potente virata sul piano energetico e del recupero del territorio). Questi due pilastri, che si sostengono a vicenda come due carte di un castello, non possono essere minimamente messi in discussione, pena il completo tracollo di tutto il progetto. Ecco allora che:
  1. Roma è una trappola. Preferire a una vittoria schiacciante una sconfitta onorevole non sarebbe una deplorevole scelta tattica, ma semplice buonsenso. L'onestà, infatti, può essere portata a sistema solo da una riforma (della Politica, ma anche giuridica e di sostegno fattivo alla magistratura) compiuta a livello di governo nazionale, e portata avanti per abbastanza tempo da entrare nel senso comune (l'altra sera, una concorrente di un telequiz giovane e carina, appena laureata col massimo dei voti in Scienze politiche, dichiarava di voler "intraprendere la carriera politica": ecco, se le regole interne al m5s diventano Legge dello Stato, e sono applicate con rigore per decenni, a nessuno verrà più in mente un'idea del genere - un po' come a nessuno oggi viene più in mente di cercarsi un posto fisso, dopo decenni di precarizzazione, tanto per zittire chi dovesse pensare che è impossibile...). Cercare di imporla governando Suburra, mentre chi è al governo continua a praticare (e teorizzare) corruzione e spoliazione della cosa pubblica elevate a sistema, è impossibile: non poteva Marino (che non ne aveva neanche la statura morale nè intellettuale, come purtroppo si è visto) e non potrà Di Battista (che entrambe le stature le avrebbe), e i media ancora asserviti al Partito avranno buon gioco a dire "avete visto che anche i grillini messi alla prova falliscono?" a reti unificate. Inoltre, i buchi di bilancio sono talmente grandi che è impossibile sanarli senza poter agire sulla leva monetaria (quindi, ancora, è impossibile con questo governo, o con qualunque altro non miri a riprendersela ripudiando l'Euro), la qual cosa di nuovo è deleteria senza la parallela elevazione a sistema dell'onestà di cui sopra. Quindi, prima andare al governo dell'Italia, poi, anche subito dopo, di Roma, e non viceversa;
  2. Grillo è ancora indispensabile. Si potrà defilare, affiancandosi a Casaleggio in una posizione di influenza seminascosta, dopo la vittoria alle politiche, prima serve qualunque cosa faccia recuperare consensi e la presenza mediatica di Grillo è tale da essere francamente irrinunciabile. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che i vari Morra, Di Battista, Taverna, eccetera, per statuto potranno al massimo fare un altro mandato e poi dovranno tornare a fare altro, pena il tradimento del patto e quindi il tracollo. Certo, sono un'ottimo gruppo dirigente, e saranno i pilastri di un eccellente governo della Repubblica. Ma da un lato bisogna cominciare a guardare a chi li rimpiazzerà nel moVimento tra otto anni, e dall'altro non bisogna più commettere l'errore di rinunciare ad affiancarsi, a livello di cariche di governo e di altre di quel livello, a personalità di alto calibro e riconoscibilità che simpatizzano o comunque vogliano dare il loro contributo all'azione politica del moVimento, anche eventualmente non aderendovi, tipo Rodotà for president per intenderci (e magari più giovani di Dario Fo...);
  3. Si, senza dubbio. Non so quanto senso abbia oggi farsi un giornale di carta, che non li legge più nessuno, ma magari si potrebbe fare una roba gratuita tipo Metro e distribuirla con volontari. E sul canale tivù, poi, che errore denunciare il sistema consociativo prima di essere in grado di impedire che esso venisse soppiantato dal controllo totale di ogni canale da parte del partito di governo: con quel sistema, RaiTre sarebbe da due anni sotto controllo del m5s che oggi, avendo potuto passare la sua "versione dei fatti" in alternativa alla narrazione ufficiale piddina anche a pensionati e casalinghe, sarebbe già maggioranza relativa... E occhio che è proprio grazie alla legge elettorale concepita da questi geni della politica, che raggiungere la maggioranza relativa potrebbe bastare....
Si, perché, cari amici che ancora votate il PD o uno dei suoi fiancheggiatori, Sel in testa, quello che non avete ancora capito è che non solo l'Italicum, ma tutto l'impianto della riforma costituzionale che sui media che controllate continuano ogni momento a strombazzare come una grande conquista del vostro ducetto del cavolo, non solo è assurdo e antidemocratico, molto peggio del prototipo che abbiamo fatto abortire a Berlusconi qualche anno fa, ma è anche potenzialmente pericolosissimo, tanto che anche a voi, che sono anni che vi attaccate alla qualunque per demonizzare Grillo e i suoi, conviene che sia proprio lui che ne approfitti, perché sennò potrebbe essere anche il peggiore degli incubi vostri e di tutti noi. Avete messo sul tavolo un arma atomica carica, un complesso di norme che farà si che qualcuno col 30 per cento dei voti validi, che potrebbe anche essere cioè anche solo il 15% appena degli aventi diritto o anche meno, controlli il parlamento, elegga il Presidente, nomini la Corte costituzionale e il CSM, in una parola comandi incontrastato il simulacro vuoto di democrazia che avete creato. Pazzi e coglioni che non siete altro.

NON TI MUOVERE

Ecco la soluzione, molto meno costosa e molto più sicura dell'installazione di
qualsiasi rete di diabolici dispositivi per il controllo a posteriori della velocità:
omologare solo auto che non vanno a più di 130, come la mia vecchia Fiat 500 L
Uno degli aspetti più sgradevoli, e per molti versi (che vedremo) significativi, della decrescita infelice che ci hanno apparecchiato, è il tramonto tra gli altri diritti di quello alla mobilità personale. Certo, come avviene per gli altri, anche questo diritto (addirittura in qualche modo connesso all'habeas corpus) non viene certo negato giuridicamente, cosa che solleverebbe proteste tali da imporre un dietrofront, no: viene semplicemente vanificato, come quello al lavoro con l'attacco ventennale culminato col jobs act, per capirci, e come per il jobs act, anzi più facilmente vista la natura delle tematiche (più emozionali e implicanti bisogni meno primari), la spoliazione viene coperta da una sapiente narrazione falsa ripetuta fino a sembrare vera fino alla scontatezza.
Per comprendere la portata del fenomeno occorre un rapido tratteggio storico. L'uomo, per quasi tutta la sua storia millenaria, è rimasto legato indissolubilmente alla (quasi "prigioniero della") terra dove era nato. Quando, e ciò capita da sempre, è stato costretto a spostarsi, era uno sradicarsi, e per ragioni profonde e a costo di sofferenze immani per il singolo e la specie, sempre: dalla diffusione dell'homo sapiens dall'Africa al resto del globo fino ai migranti di oggi, travasi enormi e lenti, per compensare squilibri economici e ambientali difficilissimi da gestire altrimenti, o al massimo spedizioni pioneristiche e/o marginali, che comunque coinvolgevano l'intera vita degli interessati. Per viaggiare per piacere, e voler tornare a casa e raccontarlo, ci vuole un margine economico individuale e/o sociale, e infatti i primi a farlo furono i romantici dell'ottocento, e i primi del ceto medio nelle prime società di massa degli anni 20 del novecento, ma era il ceto medio/alto: i miei bisnonni e probabilmente quelli di ciascuno di voi lettori se lo sognavano, di andare in vacanza, i nonni praticamente pure (il maggiore, forse l'unico, viaggio dei miei nonni fu a Roma per cercare di avere ragioni al ministero del mancato ricongiumento pensionistico di lui - non l'ebbero: per le pensioni la finestra dei "privilegiati" è ancora più piccola), e solo i padri con molta moderazione cominciarono. Insomma, non avendo la combinazione minima necessaria di accesso ai mezzi di trasporto e tempo libero, il proletario non può viaggiare, solo eventualmente migrare.
Dunque, visto il destino di generale neoproletarizzazione cui sono stati destinati, ai nostri figli non resterà (non resta, perché il fenomeno è già significativo) che partire per l'estero per cercarvi un lavoro qualunque. In concorrenza con gente che si accontenta di sempre meno, peraltro.
Ma siccome qualcuno ancora si ostina a non voler rinunciare a quello che gli hanno insegnato era un suo diritto, ecco una serie di provvedimenti ad accerchiarlo fino a fargliene perdere la voglia. Ad esempio, l'auto, se proprio insisti a volerne una, con autovelox, tutor e vergilius, varchi elettronici, puntatori laser, app sparamulte per smartphone, presto droni, ti conviene rinunciare a usarla. Da altre parti si è raggiunto lo stesso risultato rendendo via via il servizio pubblico talmente più concorrenziale da rendere logico non usarla: dilettanti! in Italia, e a Roma in particolare, ti costringono a prendere mezzi pubblici che continuano a peggiorare. Magari con provvedimenti raffazzonati e miopi (adesso persino postumi) che danneggiano tutti tranne quegli eletti che ancora possono mantenersi una casa al centro (o quei rampanti che rubando o meno se la sono fatta o si permettono di farsela ora, o quei pochi fortunati che l'hanno ereditata).
Che questi siano i veri scopi di tutto il complesso normativo/filosofico imperante, e non invece quelli dichiarati di salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza delle persone (fino a mostri giuridici inutili e dannosi), è facile da dimostrare logicamente: se gli scopi dichiarati fossero reali, basterebbe rammentare che guidare un'auto è un'attività oggettivamente rischiosa, più ancora se vogliamo che pilotare un aereo, e quindi va lasciata solo a chi superi un percorso formativo serio e degli esami discriminanti (com'era agli inizi, ed è stato fino ai primissimi anni 80, peraltro), per limitare il parco auto (coi criteri in vigore ancora nel 1981, quando ho preso la patente io, oggi l'avrebbe un quinto di chi la "compra" alle autoscuole, ma io sarei ancora più restrittivo) al punto di rendere superfluo tutto il corpus di provvedimenti e attività repressive tanto di moda. Compresi gli assurdi limiti di velocità generali. I quali, però, se anche volessimo continuare a considerarli essenziali, basterebbe NON omologare vetture che li superino significativamente (lasciando un 10% di margine per i sorpassi). Come dite? danni all'industria? e non era la sicurezza la vostra preoccupazione? e poi perché? date i limiti all'industria (nessuna auto che superi diciamo i 150 all'ora può essere omologata per la circolazione sulle strade) e lei si industrierà a cercare altri fattori di appeal per vendere i suoi prodotti: scommettiamo che non avrebbe difficoltà? D'altronde, non è quello che hanno già fatto con gli accessori per la sicurezza (quasi tutti inutili quanto costosi) e i limiti di inquinamento (unico scopo: costringerti a cambiare macchina - abbiamo visto quanto interessa davvero l'obiettivo dichiarato)? Non è quello che stanno finalmente facendo con l'automotive infotainment?
E già ma poi come farebbe il politico o il calciatore a comprarsi il SUV coupè da 100mila euro e 250 all'ora (tanto le multe non le paga o non sono un problema, e i punti patente pure quelli si comprano)? E la casa automobilistica a vendere gli alti di gamma che fanno tanto margine (abbastanza anche per creare lo sfrido per le unzioni - o credete che solo la VW giochi sporco?), come farebbe?
Insomma, l'avrete capito, sono uno che gli piace guidare. E detesta doverlo fare con l'occhio strabico all'autovelox o rischiando il colpo di sonno per rispettare limiti assurdi. Ma non mi sono mai più divertito come quando guidavo una Fiat 500 L blu (battezzata Luchinella in onore al campione mondiale classe 500 delle moto), e il mio massimo sogno (irrealizzato) sarebbe stato possedere una DS (il geniale "ferro da stiro"): non due fulmini, ma una vera "city car" e una vera "dea". Ma costruite per durare una vita, e dovevi saperle guidare. E il tutor eri tu.

IL QUADRATO DI INCUBO?

"Oggi c'è un signore che non si è nemmeno presentato per le elezioni in Parlamento, che è alla testa di un governo che viene da quelle elezioni col trucco del febbraio 2013 e che oggi appoggia la sua maggioranza su 130 deputati alla Camera che non dovrebbero stare li, ma peggio ancora al Senato questo governo conta su 32 senatori che hanno tradito il voto degli elettori di centrodestra. [...] Con questa maggioranza cambia la legge elettorale e cambia la Costituzione che è la Carta fondamentale dei nostri diritti e della nostra convivenza civile."
Se volete scoprire chi ha detto queste parole, da me trascritte testualmente, andate al minuto 11.51 di questo notiziario: fino al minuto 12.50, fa un minuto giusto giusto, sentirete pronunciarle proprio colui che le elezioni col trucco le ha vinte e rivinte anche cambiando trucco in corsa, cioè inserendo questa legge elettorale illegittima praticamente a campagna elettorale avviata per sabotare quella vittoria del suo avversario che con la legge di prima sarebbe stata schiacciante, e che poi siccome non è bastato il sabotaggio ha favorito la caduta di quel governo comprandosi dei senatori, traditori a pagamento e a suo favore, e quando era al governo lui invece non solo ha cambiato appunto la legge elettorale ma ha tentato a sua volta, respinto solo da un referendum, di stravolgere piegandola a suo favore la stessa Costituzione che ora difende.
Eppure, nonostante questo, le parole di cui sopra sono sacrosante e sottoscrivibili, e io devo citarne l'autore.
Ci sono tanti misfatti che chi vede bene riconosce da subito come tali e ascrive da tempo a Renzi, sicario della democrazia non si sa nemmeno quanto consapevole (il che eventualmente è un'aggravante sia per lui che per chi lo vota). Ma questo, costringere chi ha vissuto il berlusconismo come un incubo lungo vent'anni a citare virgolettando una frase di Berlusconi, questo forse è il peggiore. E' come in quegli horror in cui il protagonista si sveglia dall'incubo ed è sollevato di averlo fatto, per scoprire subito dopo di essere dentro un altro incubo peggiore....

ECCO

"Marino [direbbe un Vecchioni d'annata], ecco uno che tutto sommato ha la faccia..."
Non so se c'è andato, ad una delle tre Sagre dell'uva occorse durante il suo mandato, e in caso se da chi gli vendeva il vino sopraffino si è fatto dare gli scontrini per farlo pagare a noi. So che da subito, commentando la sua elezione, gli avevo predetto vita difficile, anche solo per il fatto che aveva vinto per il PD ma contro il PD stesso, o se preferite nonostante il PD (e dichiaratamente, altrimenti in molti non l'avremmo votato), e che non glielo avrebbero perdonato si poteva indovinare anche prima dell'avvento del ducetto fiorentino, figurarsi dopo.
Anche per questa ragione, l'unica speranza di sfangarla Ignazio Marino (anche non essendo Pisapia, cioè dovendo la sua elezione al Partito più di quest'ultimo) l'aveva nell'improntare la sua azione politica al rispetto del mandato dei suoi elettori, cioè di quelli che aveva portato lui con la sua storia personale i suoi valori la sua faccia pulita, fregandosene di quelli che avrebbero votato PD con qualsiasi altro candidato per qualsiasi ragione (dall'interesse personale immediato a quello mediato, dall'ottusa e ormai ridicolmente infondata appartenenza ideologica all'altrettanto tardivo e assurdo antiberlusconismo). Se lo avesse fatto, non solo avrebbe rivelato subito, e non minacciato di farlo solo adesso, i nomi di chi gli voleva imporre i Coratti e gli Odevaine, ma avrebbe ad esempio:
  • denunciato subito con la massima pubblicità possibile il dissesto e la corruzione che ha trovato, prima che ci arrivassero i magistrati;
  • bloccato ogni progetto di prolungamento della metro C e destinate tutte le risorse a completare prima possibile il tratto sciaguratamente iniziato e ancora lungi dall'essere completato;
  • razionalizzato e rimordenato la rete di bus e metro esistente per invogliare la gente ai mezzi pubblici anzichè chiuso d'emblée al traffico alcuni tratti simbolici per farsi bello incurante delle ripercussioni sul traffico delle zone limitrofe;
  • rifiutato con sdegno la candidatura olimpica;
  • risposto al Papa "se fai il Giubileo straordinario ti presento il conto di tutti i soldi che costa all'amministrazione pubblica italiana" anzichè pronarsi ai suoi piedi e poi addirittura inseguirlo in America a baciarglieli (per ricevere puntualmente dei calci in bocca, peraltro, ma a prescindere).
E si, poi avrebbe direttamente usato la sua carta di credito personale per portare a cena la moglie, e prima ancora comprarsi un permesso ztl da esibire sulla panda rossa, anzichè farsi tanare e promettere rimborsi tardivi - solo poi, per dire che queste questioni, che sembrano quelle decisive per la sua caduta, sono di gran lunga le meno significative, gravissime soprattutto per l'ingenuità (ma si può andare a fare il sindaco a Roma senza mettere in conto che quelli a cui pesti i piedi stanno in campana? se temi ti infilino bustine in tasca, devi andare in giro con le tasche cucite o belle aperte a braccia larghe? Ignà! e nnamo....).
Insomma, è vero che non è che da oggi le buche si riparano da sole la spazzatura evapora e Roma diventa un modello di civiltà (per parafrasare le meglio battute che girano "a sinistra"...), ma è vero anche che l'esperienza Marino è un'occasione persa per la sinistra e in definitiva per Roma. Vediamo se ora ("ora": magari! quando ce lo faranno fare: vedrete che il commissario ce lo teniamo per tutto il giubileo, tanto ormai la democrazia è un optional a ogni livello...) i romani aprono gli occhi e votano un cinque stelle, magari uno scelto da questi ultimi in modo meno miope che in passato, tra personaggi in grado di sostenere la forza d'urto degli interessi che si troverà a dover calpestare... Non succede che non succede, ma se succede s'annamo a divertìììììì....

MA FIA MIA...

Puzo docet: c'è un sogno di rispettabilità in ogni progetto mafioso.
E forse un progetto mafioso dietro ogni storia di successo rispettabile...
Qualcuno potrebbe dirmi: ma dove la prendi la benzina da gettare continuamente sul fuoco dei tuoi continui gridi d'allarme? va bene che a fare il menagramo non ci si rimette niente, perché se avevi ragione puoi sempre toglierti la soddisfazione di dirlo, ammesso che non sei tra le prime vittime (cosa peraltro probabile), e se avevi torto meglio per tutti quindi anche per te, ma perché insisti tanto?
Beh, intanto perché bastian contrario ci si nasce, e quando l'informazione ufficiale è un coro di TVBMLF (tutto va bene madama la francesa), e con Renzi le cose da questo punto di vista sono molto peggio di quando c'era Berlusconi (e dire che pensavamo fosse impossibile!), fare da eco alle voci contrastanti, ragionandoci su ed esponendo i risultati di questo ragionamento, ecco, uno lo sente come un dovere civico, per quanto consapevole della assoluta marginalità della propria voce e quindi della quasi inutilità della cosa. E poi c'è il fatto che finché uno non ha discendenti può anche pensare "beh, ho 52 anni, un posto di lavoro stabile per cui posso pagare un mutuo la rata della macchina e con molta fatica fare una vita agiata, relativamente se è vero che arrivo a fatica a fine mese ma hobbies compresi" e fregarsene se tutto questo sta per finire perché sta per finire anche la sua parabola di vita e forse farà a tempo a chiuderla senza vedere il dopo; ma quando hai una figlia piccola il dolore di stargli consegnando un mondo peggiore di quello che hanno consegnato a te, sia dal punto di vista concreto che ancora di più da quello delle speranze, quel dolore non ti abbandona mai, e può benissimo spingerti, a seconda di come sei fatto, o ad accaparrare senza scrupolo di commettere ogni tipo di irregolarità e reato tutte le risorse possibili di modo che lei possa essere tra i pochi che scamperanno al destino di impoverimento generale che hai capito ci stanno preparando, o a urlare quest'ultima rivelazione ai sordi e agli ottusi che ancora credono alla narrazione ufficiale e sguazzano contenti nell'acqua sempre più calda inconsapevoli di stare per fare la fine della rana bollita. E se leggete un blog sapete già di queste due strade quale abbia dovuto imboccare, perché alla propria natura non si comanda e per delinquere bisogna esserci tagliati se no ti beccano subito, il suo estensore.
Tra gli ultimi evidenti segnali di questa strategia di azzeramento della classe media, peraltro in dirittura d'arrivo, ci sono le recentissime disposizioni contro la sanità pubblica. Ovviamente, ve l'hanno messa come al solito: spesa da razionalizzare, sprechi da tagliare, e intanto però c'è la Ripresa in vista (si come no, specialmente al Sud!), l'occupazione grazie al jobs act sta risalendo (ah si? che occupazione?), eccetera tvbmlf. E voi, specialmente se di salute state ancora benino, meglio ancora se avete ancora la possibilità di farvi quella analisi a pagamento o avete ancora quell'amico in grado di farvi saltare la fila all'ASL, come al solito non vi ponete il problema dall'unico punto di vista giusto: quello collettivo, in prospettiva futura. Dal quale quest'ultimo provvedimento non è che l'ennesimo tassello di un progetto per cui chi ha soldi si cura, e se vuole previene, chi non ce li ha si attacca al caz... ehm, resta in balia di una sanità pubblica sempre più abbandonata e limitata ad una precaria gestione delle emergenze senza alcun riguardo alla prevenzione (e il bello è che per anni ci hanno sfracassato le palle col fatto che alla fin fine spendere in prevenzione fa risparmiare, o questo vale solo per farci comprare la macchina nuova perché ha diciotto airbag e digerire gli investimenti in tutor autovelox e compagnia bella?).
Poi, se a difendere la sanità pubblica, come pure la scuola pubblica e in definitiva tutta la classe media e il sistema di Welfare State che l'ha creata e sostenuta è rimasto solo Grillo, se tu passi con lui sei qualunquista...
No, non sono qualunquista. E' solo che:
  1. pretendo che le favole che mi avete raccontato su quella cosa che chiamate Democrazia, che comporta che io tramite il mio voto cerco di mandare al governo chi si occupi di fare le cose che vorrei io, si ritorcano contro di voi;
  2. ho capito che il Vero Potere Mondiale, che poi non è nemmeno un grande vecchio o una cricca di innominabili ma semplicemente un sistema lasciato a funzionare senza più governance, ha deciso che a parte una piccolissima minoranza di fortunati e una piccola cerchia di vassalli tutti gli altri sul pianeta debbano livellarsi attorno, cioè chi se ne frega se anche fosse sotto, alla sussistenza;
  3. ho capito che politici e giornalisti non sono che disperati che si affollano e sgomitano per far parte di quella piccola cerchia, facendo a gara a chi meglio esegue il compito di raccontare palle agli altri;
  4. allora, io finché me ne lasciano la possibilità (e lo fanno solo, e finché, gli serve per sostenere la loro narrazione) voto, e voto per gli unici che si oppongono a questo disegno. Quindi all'Euro, che ne è uno strumento. Voto per chi mi promette una moneta sovrana emessa da uno Stato sovrano nella quantità che serve a garantire una vita dignitosa a tutti i miei concittadini, e speranze ai nostri figli. Non un soldo di meno, ma neanche uno di più: infatti, voto per chi mi promette anche di cambiare completamente il sistema di selezione della classe politica, di modo non solo da minimizzarne i costi ma soprattutto da estirpare dal senso comune la speranza stessa di potercela fare entrando in, o trattando con, quella cricca. Perché...
  5. so che nessuna sovranità monetaria funziona in assenza di meccanismi atti a limitare a un livello organico la corruzione.
Proprio quest'ultimo punto è la falla critica nel pensiero di uno dei pochi che ha capito tutte le cose di cui sopra. Barnard crede che tutto sommato la MMT (Modern Monetary Theory, secondo cui la spesa a deficit è distribuzione, l'avanzo primario drenaggio, di ricchezza, il che vi spiega con enorme semplicità perché e percome dal 1992 ad oggi vi siete mediamente impoveriti) funzioni anche in caso di corruzione galoppante, e non ha torto solo finché ragioni su un sistema chiuso, perché invece in un sistema aperto se in un Paese le falle nel circuito del moltiplicatore keynesiano aumentano a dismisura la moneta rispetto alla ricchezza reale quando si deve spenderla nel circuito internazionale vale di meno, e la svalutazione ha anche i suoi aspetti positivi se non si innesca anche una spirale inflattiva interna (come abbiamo ben visto in Italia). E il limite sistemico del rapporto con la ricchezza reale agisce a livello mondiale: se anche nel mondo domani un governo illuminato mondiale devoto alla MMT stampasse tutti i soldi necessari perché ogni abitante del pianeta abbia tutto quello che noi ancora consideriamo basico (mangiare tre volte al giorno, curarsi, andare a scuola fino a che vuoi tanto ti campano i tuoi, smettere di lavorare quando non ce la fai più o comunque a una certa età perché ti campa il sistema pensionistico, guidare una macchina, vestirsi più o meno alla moda, avere acqua per bere o lavarsi a volontà, andare in vacanza almeno una volta l'anno... - insomma, aggiungete lo smartphone e poi completate l'elenco a piacere), il limite delle risorse disponibili costituirebbe il tetto oltre il quale comunque non si potrebbe andare, e stampare più soldi servirebbe solo a diminuirne il valore e ad aumentare i prezzi. Per cui, in attesa di un moltiplicatore tecnologico in grado di alzare quel limite, che beninteso potrebbe anche non arrivare mai o comunque non a tempo prima che la guerra per le risorse esistenti non risolva le cose a modo suo (cioè riducendo di uno zero l'umanità), è perfettamente verosimile che "il Grande Vecchio e gli Illuminati", conoscendo fin troppo bene la MMT, abbiano scelto scientemente di ostacolarne l'applicazione, e abbiano pianificato il livello verso il basso delle condizioni di vita del 99% degli umani riservando all'1% il compito di preservare la cultura e i valori "superiori", che poi sono quelli che si possono coltivare solo con la pancia ben piena.
Ma allora che vuoi? mi si potrebbe chiedere a questo punto. Niente, è che non ci sto. Ho avuto accesso, come è stato è stato, a quei valori e a quel livello di vita e pretendo di mantenerlo e di poterlo trasmettere ai figli. Non solo, ma credo fermamente che è solo così che si può sperare di estenderlo gradatamente al resto dell'umanità: preservandolo dove lo si è raggiunto. Magari limando gli eccessi: non c'è problema (non ho fatto la guerra, ma ero adolescente all'altra austerity, quella vintage: avevo un paio di jeans per tutto l'anno e con un giaccone ci ho fatto tutto il liceo), basta che me la costruite abbastanza robusta la macchina me la tengo 25 anni, vacanze all'estero ne ho sempre fatte poche (e nei paesi poveri nessuna, mi vergognavo) e rinuncio volentieri, ho sempre odiato seguire la moda e buttare alcunchè di integro e funzionante o riparabile, insomma ok a un po' di decrescita (non direi felice) consapevole e soprattutto condivisa. Ma senza rinunciare al diritto di avere il tempo per curare il corpo e la mente, quindi a un tempo di lavoro che me lo lasci, e a tutto ciò che ne deriva: capacità di coltivare un proprio sistema di valori in primis (che è poi la prima cosa che si perde quando si è schiavi, finendo vittima di chi - religioni in testa - te li vende preconfezionati sfruttando il fatto che si tratta di un bisogno umano incomprimibile). Perché è questo che è in ballo, ragazzi: la libertà, dal bisogno e di pensiero.
All'inizio ho creduto che l'Europa unita fosse un luogo più idoneo, per dimensioni e rettitudine media, dell'Italia, per tentare questo esperimento di salvaguardia valoriale. Mi sono reso conto che invece era un progetto nato appositamente per lo scopo opposto: facilitare la diluizione dei popoli europei nel neoproletariato unico mondiale, indurli a colpi di crisi e di austerity a mollare gradatamente i "privilegi". Va da se che così si comprende benissimo come e perché è stato fatto scoppiare il bubbone immigrazione. Allora non resta che affidarsi al vecchio Stato-Nazione, ma per l'Italia non basta: necessita anche che sia rinnovato al midollo. Occorre ridurre al minimo la corruzione e il malaffare, anche "legalizzando la mafia" se serve (qui Barnard, ma già diceva Marx che ogni accumulazione primaria di capitale è delinquenziale e violenta, ma se i figli e i nipoti ci sanno fare, degli affari puliti che svolgono facendo girare l'economia nessuno ricorderà mai di che sangue sono sporche le fondamenta), e uscendo dall'Euro (ora lo dice anche Gallino su Micromega: che si stia muovendo qualcosa?) stampare tutti i soldi che servono a che tutti abbiano una vita materialmente e spiritualmente dignitosa, usando le bellezze dei luoghi e il patrimonio storico per sopperire dragando risorse altrui alla mancanza di materie prime, giustificando così uno stato di eccezione che costituisca un faro per l'umanità. Non è colpa mia se questo è il programma di Grillo. Non è una coincidenza, è che è l'unica cosa logica che si può tentare di fare, l'unica alternativa alla resa al progetto reazionario del capitalismo delle multinazionali. E pare che pian piano gli italiani lo stiano capendo. Negli altri partiti, in tutti, c'è solo gente cui interessa solo farsi (al) meglio i propri affari (più o meno loschi e/o occulti) o quantomeno "svoltare". Come Vendola, che ha fatto dell'identità ideologica e (omo)sessuale un pass per raggiungere una pensione anticipata e ricca senza aver mai lavorato.
Non la predico perchè decenni di delusioni ti venano necessariamente di scetticismo e perchè no scaramanzia. Ma potrebbe arrivare la resa dei conti, e allora bisogna sapersi schierare dalla parte giusta, per non avere rimorsi coi propri posteri...

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...