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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2008

RASSEGNA STAMPA SULLA CRISI CAPITALISTA

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L'abbiamo già detto: siccome sui circuiti dell'informazione ufficiale certe cose non si dicono, è compito di ciascuno di noi passare parola, fare cassa da risonanza, nel proprio piccolo, su cosa succede veramente e quali potrebbero essere gli scenari che ci attendono.
Non si tratta di fare i corvacci. Eugenio Benettazzo, ad esempio, è da anni che viene additato quasi come fosse uno jettatore per le sue lucidissime analisi (famosissime solo in Rete, visto che in tivvù le poche volte che lo chiamano non lo fanno parlare...). In questo pezzo, rivendica la giustezza delle sue previsioni, denuncia l'errore madornale che si sta facendo in questi giorni (riempire di soldi sottratti alla collettività proprio quei soggetti, banche in testa, che hanno provocato lo sfacelo in atto), e prevede che continuando così la cosa migliore che ci si possa augurare è che la crisi si approfondisca così rapidamente da rendere inevitabile un default, un azzeramento del sistema monetario e creditizi…

CARA DEMOCRAZIA

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Sentito stamattina al GR2 un esponente forzitaliota dichiarare che la riforma elettorale in vista di approvazione per le elezioni europee soddisfa due esigenze: la semplificazione del quadro politico e la riduzione dei costi della politica.
Detta così non si può non essere daccordo. Magari si potrebbe pretendere che l'intervistatore chiedesse anche qualcosa di scomodo all'intervsitato, oltre che fargli da zerbino come sempre ormai nelle note politiche di tutti i tg e i gr, ma questo è un altro discorso. Volendo però, per antico vizio imparato a scuola (non sarà per quello che vogliono distruggerla?....), entrare un po' più in dettaglio nell'analisi, scopriamo che la riforma consiste nell'introduzione di una soglia di sbarramento al 5% e nell'abolizione del voto di preferenza. Insomma, si vuole riprodurre a livello di elezioni europee il modello usato dal 2006 nelle elezioni politiche.
Ci sono alcune cose che vengono omesse, e che il giornalismo sdraiato evita di …

UNIVERSITA', LA LOTTA CONTINUA!

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Il Presidente del Consiglio ha preso formale posizione contro gli studenti che occupano le università, invocando l'utilizzo della forza pubblica per liberarle, allo scopo dichiarato di garantire il diritto allo studio di chi anzichè occupare vuole studiare.
Non stiamo qui a sindacare sull'utilità delle occupazioni a impedire lo sfacelo dell'istruzione pubblica appena avviato e inarrestabile, perchè gli studenti erano minoranza quando erano tanti e davvero incazzati, figurarsi oggi, e il governo più populista della storia patria cresce di continuo nei sondaggi di gradimento presso quella che una volta si chiamava Maggioranza Silenziosa.
Occupare, o come si diceva una volta "okkupare", lo hanno fatto tutte le generazioni di studenti dal 68 in poi, ognuna con la sua cifra stilistica (il fondo fu toccato dai ragazzi dell'85, tutti fighetti e col Bomber, che mi pare si facessero chiamare Pantera o non so quale altro felino). Questi almeno lottano davvero per un buon…

PUBBLICA ISTRUZIONE

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Il Ministero adesso si chiama "dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca", ma è talmente inveterato l'uso del vecchio nome che esso rimane nel nome e nella testata del sito ufficiale del dicastero: Pubblica.istruzione.it.
Il motivo è presto detto: l'istruzione pubblica uguale per tutti è una conquista della civiltà, un diritto sancito a livello costituzionale, nonchè uno dei motori di una mobilità verticale senza la quale ogni società è destinata a riavvolgersi su se stessa e spegnersi. Queste tre affermazioni, che oggi possono addirittura sembrare forti, sono patrimonio della nostra cultura nazionale da non più che qualche decennio. La scuola che ritroviamo in Collodi, ad esempio, o in De Amicis, è ancora fortemente classista, strumento di una riproduzione sociale il più possibile impermeabile: il figlio del medico farà il medico, chi ha genitori laureati o diplomati in casa andrà avanti, gli altri se va bene imparano "a leggere scrivere e far di c…

MA CHE SIGNIFICA "TERRORISMO"?

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L'era attuale viene comunemente fatta iniziare l'11 settembre 2001, data dell'attentato terroristico alle Torri gemelle. Da li, parte la spirale di guerre, spese militari folli, ulteriore estrema finanziarizzazione dell'economia per creare la base monetaria virtuale per renderle compatibili con un bilancio pur se fortemente deficitario, e poi paura, paura dell'islamico, paura dell'immigrato, paura del terrorista, paura di perdere il proprio lavoro e la propria casa, i propri risparmi. Questo è il mondo di oggi, baby.
Quanti di noi riescono a bucare la muraglia della paura e a vedere cosa c'è dietro? Quanto dell'ideologia democratica di cui ci hanno imbevuto resiste agli attacchi di panico indotto? E soprattutto, cosa è veramente questo terrorismo la guerra al quale è la cifra stilistica di quest'epoca?
A scuola ci hanno insegnato che i carbonari erano degli eroi che tramavano nell'ombra per l'unità d'Italia e contro la tirannia, e oggi ins…

OMAGGIO AL MAESTRO FRANCO BATTIATO

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Visti ieri sera al Geronimo's Pub di Marino, alle porte di Roma, gli Omaggio al Maestro sono un buonissimo esempio di come deve essere una tribute band: fedele più che alla lettera, allo spirito dell'artista che intendono omaggiare.
Per un appassionato di musica girare per localini a sentire la gente che suona davvero è esercizio insostituibile, infinitamente più intrigante e appagante che la fruizione casalinga del "disco" o il concertone del "mostro" di turno o meno che meno la radio (quasi tutte appiattite da decenni, purtroppo). Se lo fai con una certa assiduità da tutta la vita, magari avendo anche sperimentato sia pur fugacemente l'altro lato del palco, oltre ad annoverare con un certo orgoglio di avere ascoltato "da piccoli" gente che poi ha raggiunto il successo e magari averlo pure previsto (come una certa Giorgia, qui a Roma...), acquisisci quella sensibilità che ti fa dire questi sono davvero bravi, e se hai un blog fargli un minimo …

CRISI FINANZIARIA, AVEVA RAGIONE IL GRILLO PARLANTE

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L'informazione generalista sotto il regime berlusconiano, che continua rafforzandosi da almeno 15 anni a prescindere che il suo esponente sia o meno Presidente del Consiglio, è ormai da tempo quasi esclusivamente composta di cronaca politica, cronaca nera e cronaca sportiva. Inoltre, la prima è sempre più mera cassa di risonanza di aria fritta a scopo propandistico, la seconda strumento di controllo sociale tramite la paura, la terza al 99% una cosa che non è da molto tempo più sport - il calcio, non a caso trasformato dallo stesso soggetto a supporto dello stesso progetto di dominio politico e culturale.
Così la cronaca economica, ad esempio, non solo si è via via ridotta di spazio, ma è diventata sempre meno intelleggibile (chi si ricorda i tempi di Everardo Della Noce?); inoltre, un pubblico sempre meno capace di capirla e assorbito da reality e partite, se mai ascolta il tg, quando arriva se ascolta non capisce, ma spesso non ascolta e magari gira canale. Che la cosa sia voluta…

PERCHE' NON SI PARLA PIU' DI MAFIA?

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La domanda è retorica: sappiamo tutti chi è che comanda in Italia. Sappiamo che lo stesso Borsellino poco prima di morire aveva avvertito del cambiamento di strategia della mafia nei rapporti con la politica.
Negli ultimi tempi, però, il silenzio si è fatto assordante. Stridente con la realtà di chi vive in certi territori e si guarda attorno. Piccola eccezione, oggi, un trafiletto su alcuni giornali, relativo al suicidio, a Messina, di un professore universitario, Adolfo Parmaliana, che si era distinto nelle sue denunce antimafia. Poche righe sulla stampa ufficiale, così cerchiamo tra i blog, e ne approfittiamo per segnalare questo messinese, appunto: stostretto.it. Nel deserto informativo italiano, una voce indipendente proveniente da una delle sacche più infognate del sottobosco meridionale, così è ridotta tutta l'Area dello Stretto, è da sostenere e rilanciare, nel nostro piccolo.
Il blogger nel suo commento rievoca Leonardo Sciascia. Ai tempi del Giorno della civetta, in parlam…