SEI UNO SEI ZERO

Oggi ho vinto un bel set a tennis contro un giocatore più forte di me, per carità giocando bene anche se a dire il vero come sempre capita in questi casi lui era leggermente sottotono, ma la bottiglia di spumante che stappava il gestore del circolo appena uscivo dal campo mi è sembrata esagerata. Per un attimo, perché l'attimo dopo ho realizzato che (meno male) era per festeggiare non già una presunta impresa ma una vera batosta, che in termini tennistici non descrivo con un doppio seizero solo grazie agli sciagurati riggitani, cui non è bastato che gli abbiano portato il comune oltre l'orlo della bancarotta per mandare a casa i Peppe boys.
Domani sarà il tempo delle analisi, delle previsioni, della Lega che ormai ce l'ha al massimo barzotto, della resa dei conti parlamentare, della costruzione di un vero partito di sinistra a partire dal Frankenstein-PD, anche per evitare che si finisca per l'ennesima volta al governo quando c'è da imporre lacrime e sangue e così lasciare magari alla delfina Marina il ruolo della buona che toglie la mano dalle tasche degli italiani...
Domani: oggi se permettete ce lo godiamo, questo quasi-cappotto nel caldo di fine maggio. E sperando nella Cassazione ci apprestiamo ad infliggere il colpo di grazia a questo governo senza pudore, raggiungendo il quorum ai referendum del 12 e 13 giugno, e seppellendo il cadavere politico del Nano di Arcore (a proposito, ha perso pure lì: per celebrare l'evento ricordiamone la fedina penale con Marco Travaglio) sotto una valanga di SI.
Chiudo con una domanda: De Magistris a Napoli ha preso il 65%, secondo voi Grillo ha perso un'occasione di tacere quando attaccò il vecchio compagno di battaglia anziché sostenerne la candidatura, oppure il mancato appoggio dei grillini è una delle cause di un successo di questa portata?

IDEOLOGIA E POST-IDEOLOGIA

Il titolo è esattamente quello della sua nota su Facebook, che l'amico Michele Diodati mi ha concesso di pubblicare su questo blog, e che segue integralmente. Di Beppe Grillo io penso da tempo dica troppe cose, per cui tra le tante giuste non può non scappargliene ogni tanto una sbagliata. Tipo le dichiarazioni su Pisapia che hanno ispirato questo attacco di Claudio Fava, peraltro figlio di uno dei "santi laici" vittime della mafia celebrati dallo stesso comico genovese in uno dei suoi scaricatissimi calendari. Io non concordo con i tratti più estremi di questa presa di posizione, Grillo non è un gattopardo e le sue analogie con Berlusconi sono poche e superficiali, semmai mi trova più concorde la critica più ragionata di Scanzi sul Fatto: specie quando ricorda tutti i peccati del centrosinistra che hanno creato lo spazio dove prospera il Movimento a 5 stelle, e quando lamenta il mancato scioglimento del nodo sul ruolo di Grillo stesso. Comico o politico? Quando la sua discesa in campo era ancora al di là da venire, ma non il suo impegno politico che data moltissimi anni addietro (quando fu cacciato "da tutte le televisioni del regno" per una battuta sui socialisti...), lo vidi in un teatro all'aperto: pagai una bella cifra, piovve e lo spettacolo durò mezz'ora o poco più, ma si guardarono bene dal ridarci anche solo parte dei soldi del biglietto (poi dice che uno fa le battute sui genovesi...). Oggi che rilasci comunicati politici a ripetizione, mi spiace Beppe ma io non ti pago più: vieni in piazza, fai un comizio, e chi vuole ti sente gratis. Oppure torni a fare politica in senso lato, e se vogliamo ancora più nobile, come facevi una volta (che scassavi luddisticamente i computer sul palco: la coerenza non è una virtù, siamo d'accordo, ma ciò vale sempre), e allora puoi ancora farti pagare come un Paolo Rossi qualsiasi.
A proposito di comunicati politici, proprio dal commento al numero 43, di pochi giorni fa, parte la nota di Michele, cui passo la parola...
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Scrive Beppe Grillo:
(...) I partiti non sono tutti uguali, ma sono tutti partiti. Intermediazioni tra il cittadino e la cosa pubblica. Sovrastrutture senza valore aggiunto, se non per sé stesse. I politici sono immuni a qualunque crisi. I partiti sono il passato, saranno cancellati dalla Storia, lo percepiscono e reagiscono negando la realtà. (...) Non hanno capito nulla del cambiamento, ne sono esclusi. Lo spirito dei tempi lascia dietro di sé la politica fatta con i soldi. Il futuro è post ideologico e una nuova generazione sta prendendo coscienza di sé e del precipizio finanziario, sociale, economico creato dall'attuale sistema. Cambiare il sistema e emarginare chi l'ha creato e consentito è l'unica scelta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Secondo me Grillo dice una cosa giusta e una sbagliata. Quella giusta è che bisogna eliminare, o almeno cambiare radicalmente, l'attuale sistema partitico. Il sistema vigente consente infatti ai gestori dei partiti di essere un'oligarchia quasi onnipotente, in grado di fare leggi a proprio uso e consumo, di usare a proprio piacimento immense risorse economiche stornate all'utilità pubblica, di tenere sotto scacco i media e le autorità di controllo, in modo da perpetuare all'infinito il proprio potere, senza alcun beneficio - anzi con gran danno - per la collettività.
La cosa sbagliata è invece quella di credere in un futuro "post-ideologico", senza partiti, in cui la gente si aggrega solo in base a valutazioni utilitaristiche e a circostanze occasionali. Fino a un certo punto, questa idea può anche essere sensata, almeno dal punto di vista del cittadino elettore: mi piace il tuo programma politico, ti voto; non mi piace, voto un altro.
Ma chiunque presenti un programma politico è solo apparentemente "post-ideologico", per usare l'espressione di Grillo. C'è sempre una visione del mondo, sia pure implicita, dietro un programma, non solo calcoli di utilità economica e pratica. Essere contro il nucleare e a favore dell'acqua pubblica, per esempio, non è solo una conseguenza dell'incidente di Fukushima e dei guai in cui sono incorsi i comuni e i paesi che hanno privatizzato in passato la gestione dell'acqua (la Bolivia, per esempio). È piuttosto la scelta di chi pensa che il mondo non debba essere un'arena di interessi privati in conflitto, da regolare per mezzo di compromessi tra oligarchie capitalistiche, ma un luogo che appartiene a tutti e che nessuno ha il diritto di gestire come una proprietà privata, e magari di distruggere, perché grazie ai soldi è diventato azionista di maggioranza dell'energia o dell'acqua.
In breve, io penso che l'ideologia, intesa in senso buono (cioè non come paravento per fare i propri comodi), sia un bene e non un male. Il vero grande limite della politica contemporanea è proprio l'ostentata mancanza di ideologia, in cui destra e sinistra sembrano pienamente concordi. Le concessioni della politica al Vaticano, per esempio, i no al testamento biologico e ai Dico, appaiono puramente strumentali: mezzi per avere il sostegno dei cattolici e soprattutto delle gerarchie ecclesiastiche. Poi nel privato, soprattutto a destra, orge, doppie e triple famiglie violano qualsiasi principio cristiano. Lo stesso vale a sinistra, dove la paura di perdere consensi fa fare concessioni sulla giustizia sociale, la laicità e i diritti individuali che disgustano semplicemente chi crede ancora nei valori ideologici della sinistra.
Perciò credo che Beppe Grillo su questo punto sbagli e che i politici dovrebbero anzi avere il coraggio di presentare programmi che spieghino chiaramente agli elettori quale è la visione del mondo e l'idea di futuro che c'è dietro ogni proposta politica. A furia di voler cancellare le ideologie, ritenendole rimasugli del passato, si rischia di creare solo una grande confusione e le condizioni ideali per far vincere la corruzione e l'interesse privato. Senza un ideale da proporre e senza una visione del futuro, la politica è svuotata della sua stessa essenza.
Michele Diodati

FUTURETICA

Per i non romani, o per i romani che sciaguratamente non ci sono mai stati, l'ex mattatoio di Testaccio è un posto da raccontare. Magica l'aria che vi si respira, gli edifici sono un esempio mirabile di modernariato architettonico e hanno conservato parecchi elementi che ricordano il loro uso originario anche dopo gli interventi di recupero che si sono susseguiti negli anni. Alcuni discutibili e discussi (stiamo parlando infatti di un quartiere popolare, dov'è letteralmente nata la cucina romana, fatta eminentemente appunto di scarti di macelleria, e sinceramente vi stonano le robe fighette per gente fighetta), altri molto più "leggeri" sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale.
Uno di questi ultimi, anche se a prezzo di lotte tuttaltro che concluse, di cui si può avere conto visitandone il sito ufficiale, è la Città dell'Altra Economia, uno spazio che ospita tutta una serie di iniziative coerenti con la propria etichetta: agricoltura biologica, finanza etica, commercio equo e solidale, energie rinnovabili, turismo responsabile e così via.
Dal 27 al 29 maggio prossimi vi si svolgerà appunto Futuretica - primo Festival del Progresso Sostenibile, un evento promosso dall’Associazione Culturale DiScienza, dal Centro Mondiale di Studi Umanisti di Roma Salvatore Puledda e dal Consorzio della Città dell’Altra Economia stessa.
"Progresso sostenibile" è già di per se un'etichetta difficile, quasi un ossimoro se non ci si intende sul significato dei due termini. Il primo dei quali, specialmente, screditato dal suo secolare utilizzo come sinonimo di "aumento del prodotto interno lordo", lasciando fuori tutta una serie di beni che non sono merci ma sono ugualmente e spesso più delle merci importanti per definire il benessere individuale e sociale.
Se ai concetti di sviluppo e di crescita si dà il significato corretto, ecco che la crisi può essere benefica, facendo essa emergere le innumerevoli contraddizioni accumulate dal sistema sociale attuale nel campo economico, educativo, sanitario, ambientale, climatico, insomma umano: l’essere umano evolve passando da una crisi alla successiva, evolve per necessità.
Futuretica punta a una cultura planetaria nuova ed emergente, basata sul paradigma che “il progresso o è di tutti o è di nessuno”, che riorienti la ricerca, le scienze, le tecnologie, la conoscenza.
Numerosi gli incontri previsti nelle tre giornate: questo il programma, che prevede anche laboratori sulle energie rinnovabili, iniziative per i più piccoli, e momenti di musica e spettacolo, oltre che uno spazio grastronomico (ovviamente piatti biologici) e uno per promuovere il si ai referendum del 12 e 13 giugno.
L’ingresso è gratuito, passate parola.

VERO DURO FUTURO

Ho quasi quarantott'anni e da qualche mese un'angoscia nuova: quando ti arriva un figlio improvvisamente si sposta in avanti di parecchi decenni la finestra di tempo "interessante". Pensare che a vent'anni nemmeno credevo di arrivarci, al 2011, almeno così dicevano un paio di amiche da cui mi ero fatto leggere la mano a scopo rimorchioide: Maggie la deejay di TRM, sarebbe una bella coincidenza se oggi mi leggessi, ho ancora la musicassetta in cui mi registrasti La pianta del te di Fossati, uno dei più begli album della storia della musica italiana, con una margherita a mo' di firma/dedica tua...
Sapete qual'è il segreto del successo di robe senza senso come la fantascienza o il campionato di calcio? Ti consentono di proiettarti col pensiero oltre la durata della tua vita. La coscienza della cui limitatezza temporale è il solo vero unico specifico umano, da cui tutti gli altri derivano. Sappiamo di dover morire, ecco perché ci identifichiamo in una squadra che c'è dal 1900 e ci sarà dopo di noi, o ci piacciono i viaggi interstellari del capitano Kirk, o stiamo a sentire i sacerdoti di qualsiasi religione. O ci illudiamo che quella metà di patrimonio genetico che mandiamo avanti nel tempo in qualche modo ci farà vivere oltre il nostro tempo, almeno nel duplice senso che fino alla fine faremo piani per un tempo in cui noi non ci saremo più ma i nostri figli si, e che almeno loro sicuramente porteranno finché vivranno un ricordo di noi che ci terrà in qualche modo in vita.
Per tutta la storia dell'umanità, tutto ciò ha significato tentare di lasciare ai figli in eredità la nostra posizione sociale, l'arte la casa il campo o quello che era. Dalla rivoluzione industriale, all'inizio drammatico brutale arretramento delle condizioni materiali della plebe che allora divenne proletariato, e fino a 20 anni fa, almeno qui in occidente, grazie alla dialettica capitalismo/socialismo, e salvo gli strappi dovuti agli eventi bellici, ha significato perlomeno sperare fondatamente di vedere i propri figli in una posizione sociale migliore della propria, lo studio i soldi la città o quello che era. Oggi viviamo con la quasi certezza che i nostri figli saranno fortunati se il loro destino individuale si discosterà un tantino da quello di tutti i figli altrui, che è di certo e pesante arretramento delle condizioni materiali rispetto alle nostre.
I manuali dicono e io mi ripeto che non devo pensare così lontano, che tanto anche a limitare il proprio sguardo ai problemi materiali quotidiani prossimi venturi i neogenitori hanno un bel daffare. Ed è vero, anche la maratona si corre un passo per volta. Ma anche a non pensarla la situazione resta quella che è, e adesso chi vuole si legga dei contributi duramente chiarificatori:
  • Massimo Fini in questa intervista a beppegrillo.it, ovvero la democrazia è un inganno, il modello di sviluppo che la sottintende è in via di crollo definitivo, e alle porte ci sono un nuovo feudalesimo e un bagno di sangue;
  • Giulietto Chiesa ovvero Il declino dei partiti, ovvero il nostro modello di società, socialismo compreso, è stato possibile solo rapinando il resto del mondo, che ora giustamente non ci sta più e lo dimostra in modi disparati, dalle nuove tigri economiche al terrorismo;
  • a proposito di terrorismo, Lameduck come al solito si segnala per il commento più graffiante in merito all'ennesima dimostrazione di supinità dei due Angela, ovvero come ti riracconto la favoletta delle torri che si accartocciano su se stesse a velocità di caduta libera;
  • Mentecritica a proposito delle rivolte spagnole, ovvero il modo anarchico di dire quello che Odifreddi ha detto benissimo in modo matematico (la teoria dei sistemi ci dice che il processo di livellamento delle condizioni di vita è tendenzialmente inarrestabile salvo che per poche e ristrette élite con moltissimi mezzi e pochissimi scrupoli): "chi avrà la ventura di vivere abbastanza morirà cinese".
E rieccomi ai discorsi con cui avevo iniziato: l'angoscia per mia figlia e la più bella canzone di Fossati, che ci ricorda che leggere il futuro dalle foglie di te è tanto difficile quanto piccoli sono i frammenti dei fondi che si interrogano. E forse è il caso di dire "meno male"...

VOLERE VOLARE

Ma un buen retiro alle Cayman, no?
Da qualche giorno nella colonna destra è apparso un nuovo link: L'olandese volante. Si tratta di uno scatto in avanti nell'informazione in rete compiuto da Carlo Bertani, che lascia il proprio vecchio blog al suo compito elettivo, quello di diario web per quanto poco frivolo, assieme a un gruppo di colleghi e amici per tentare di assolvere meglio il dovere di informare correttamente nell'Italia di oggi. Dovere tanto più urgente quanto più l'informazione ufficiale ha abdicato ormai a questo compito, che le sarebbe naturale, in favore della funzione di megafono monocorde del potentato.
Non ho i mezzi nè la competenza per seguirlo su questa strada, ma gli faccio i miei auguri e appunto lo inserisco tra i siti che consiglio permanentemente ai miei (pochi) lettori, perché ognuno fa quel che può e io questo posso.
Un esempio della qualità dei contributi che l'olandese ospita è questo articolo sulla questione nucleare, davvero una parola definitiva sull'argomento, che rende ragione poi di scelte popolari come quella sarda del weekend scorso (con buona pace di Margherita Hack, nei cui confronti ho spesso manifestato adorazione ma che su questa questione ha toppato) e rende ottimisti rispetto ai referendum prossimi venturi: quando la logica è così definitiva, bypassa qualsiasi strategia di disinformazione e rincoglionimento mediatico. Il nucleare è finito per sempre, pace all'anima sua, concentriamoci su altro, risparmio energetico e microproduzione eolica e solare, in attesa della fusione fredda...
Nel frattempo ci sono state le elezioni amministrative, e Berlusconi ha preso una scoppola che se la ricorda fino a che campa. Il centrosinistra sbaglierebbe a pensare di avere vinto esclusivamente per meriti propri: i demeriti altrui hanno un peso talmente elevato da essere riusciti a compensare anche i demeriti propri, ad esempio tutte le situazioni in cui si presentava diviso (come a Reggio Calabria, dove nemmeno i disastri combinati da un centrodestra allo sbando, con tanto di morti eccellenti e voragini in bilancio, sono riusciti ad evitarne l'affermazione al primo turno, complici i miraggi di dobloni a pioggia evocati da Peppe il Re della Regione) e/o e con candidati sbagliati (come a Napoli, dove il centrodestra non ha trionfato solo grazie alla discesa in campo di De Magistris, tanto criticata persino dai grillini che lo avevano portato in Europa). Adesso forse solo la bontà della legge elettorale a doppio turno, che disgiunge la volontà popolare dagli apparentamenti dei partiti, consentirà agli italiani stufi del regime berlusconiano - che sono sempre rimasti maggioranza, con margine e grado di disorganizzazione più o meno ampi ma maggioranza - di assestargli la batosta definitiva ai ballottaggi, prescindendo dalle esitazioni di PD e compagnia bella.
Il caimano non è morto e c'è da temere i suoi colpi di coda, possiamo giurarci, ma intanto godiamoci il suo rodimento di culo, di questi tempi è già qualcosa....

APERICENA DELLA NONNA

Questo post è un repost. Avevo scritto e pubblicato un articolo con questo titolo, poi lo avevo collegato al gruppo Facebook di questo blog, quindi ad un richiamo pubblicato su Net1News. Stamattina era sparito, e Blogger non era accessibile. Vattelapesca. Non mi va di riscriverlo, era solo un appuntamento a cui però tengo molto chiunque possa partecipi. Posto qui il richiamo di Net1News, e vi aspetto numerosi.

Lunedì 16 maggio alle 20.00, presso il Bart's Ristopub di piazza Avanzini a Roma, avrà luogo un "evento" grossomodo così articolato:
  • assaggini di ricette reggine preparate da zio Pino, "il sarto in cucina";
  • ricette di cui sopra recitate in riggitano stretto con sottotitoli per i non capenti;
  • spettacolino musical-teatral-cabarettistico con Serena, Marco e Pasquale;
  • concertino del Maestro Sergio Coldagelli alla chitarra classica;
  • balletti più o meno preparati della scuola Salsajazz;
  • discorsetti con cui l'associazione La svolta umanista illustrerà le proprie attività in Guinea Conakry e racconterà della ormai quinquennale partnership con Salsajazz;
  • siparietti a sorpresa di ospiti più o meno illustri.
La serata è assolutamente gratuita, salvo contribuzione volontaria alle spese vive. Durante la stessa sarà possibile acquistare o prenotare il libro Le ricette di nonna Carmela (edizioni Paideia, Firenze 2011, euro 18). I guadagni dell'operazione vanno tutte ai bimbi africani sostenuti a distanza tramite La svolta umanista, che a Kolomà gestisce una scuola. E questa è una cosa così grossa da annullare tutti i diminuitivi di cui sopra. Non mancate.

SERIAMENTE

Più si fa chiaro il quadro di menzogne in cui siamo immersi più mi passa la voglia di scherzarci su. La messa in scena di Bin Laden può voler dire solo due cose: o c'è un cambio di scenario per cui è stato semplicemente dismesso un personaggio, oppure - peggio, e viste le ultime notizie più probabilmente - c'è alle viste una nuova serie di autoattentati da attribuire ad Al Qaeda per cui serviva innestare nella narrazione il desiderio di vendetta di questa fantomatica organizzazione.
Inutile stare ad arrovellarsi: lo vedremo presto.
Intanto possiamo riflettere su alcune cose:
  • le modalità incivili che fanno parte della narrazione, a prescindere dalla sua verità e anzi a maggior ragione dato che si tratta di un falso, ci dicono che gli americani vogliono far sapere al mondo che loro entrano quando cavolo gli pare in uno Stato sovrano e ammazzano a bruciapelo chi cavolo gli pare senza dichiarare guerra e senza processare nessuno;
  • d'altra parte le stesse cose capitano in Libia: avete sentito qualche commentatore esprimere orrore e raccapriccio per i nipotini di Gheddafi uccisi nel raid di qualche giorno fa? non erano bambini innocenti? come cavolo si fa a mantenere due pesi e due misure, peraltro sistemati a piacere?
  • la guerra alla Libia non è che per caso è una guerra all'Italia, e in particolar modo alle sue modalità storiche di accaparramento delle sue risorse naturali, con offerte ad eccesso di ribasso che avevano il doppio effetto di sbaragliare la concorrenza e creare uno sfrido per abbondante nero dagli usi italici consueti?
  • di quale scacchiera sono pedine gli accadimenti in nord Africa? quali sono gli scenari prossimi venturi della IIIa guerra mondiale oramai palesemente in corso?
In principio era il Verbo, inizia la nostra Bibbia con una inadeguata traduzione dal greco Logos. Usate la logica, anche se vi ostinate a informarvi dai telegiornali. Usate la Logica, non abbiamo altra risorsa quando le cose si fanno davvero serie.

BELLE BALLE

L'immagine del cadavere di Gheddafi che circola su Facebook
è un fotoritocco un filino più sofisticato di quella di Osama
Oggi durante un raid alla periferia di Islamabad gli americani hanno ucciso con un colpo alla testa Osama Bin Laden, ecco la vera foto del cadavere, poi siccome sono civili gli hanno fatto un funerale ISLAMICO sulla portaerei e infine hanno sepolto il morto in mare, perché la salma hanno chiesto a tutti ma proprio a tutti ma non la voleva nessuno, ma siccome sanno che noi comunisti siamo malfidati prima gli hanno fatto l'esame del Dna che conferma che è lui.
Giuro che ho riportato una notizia ufficiale.
Come quella che l'11 settembre 2001 appunto Osama dalle sue grotte afghane organizzò degli attentati eseguiti da 16 terroristi principalmente arabi di cui 4 avevano seguito dei corsi per guidare ultraleggeri, quindi nessuno in grado di pilotare un jet figurarsi di centrarci un grattacielo con manovre da top gun, che dirottando 4 aerei appena decollati due colpiscono quasi in cima dei palazzoni alti centinaia di metri che dopo poco collassano su se stessi a velocità di caduta libera, uno il pentagono facendo un buco più piccolo della fusoliera e non lasciando niente di se, e uno cade nel nulla grazie all'intervento degli eroici passeggeri.
Anche questa è una notizia ufficiale, ma ammetto che effettivamente è più credibile la prima. Provo con una terza.
In Libia nel tentativo di colpire Gheddafi hanno ammazzato un suo figlio e alcuni suoi nipotini,  i cui cadaveri sono stati riconosciuti addirittura dall'arcivescovo cattolico di Tripoli. I libici inferociti hanno assaltato le ambasciate occidentali tra qui quella italiana, sti incivili che non sono altro, mica come noi! Ma sono solo i seguaci del rais; il vero popolo libico, i buoni, sono quelli che noi siamo andati a liberare bombardando i cattivi. Come dite? la Costituzione ce lo vieterebbe? ma se perfino il Presidente della Repubblica si è affrettato ad avallare l'estensione logica e consequenziale della missione (di pace, come sempre): una volta che intervieni, due bombette non le vuoi buttare? e andiamo...
Questa è credibile, infatti non l'avete sentita così nei TG, dunque è falsa.
Allora, vediamo se ho capito bene: più è credibile più e falsa, più è incredibile più è vera. Allora quasi quasi ne invento una, predichiarando e precisando che è di pura fantasia.
Nel 1992 la mafia orfana della DC pensò di farsi il proprio partito, poi uccise barbaramente i suoi più grandi nemici, quindi fu convinta dopo una trattativa a colpi di stragi e consegne di presunti capi ad adottare un cavallo vincente dal nome pubblicitario come l'anima, quindi noi dopo essere stati governati indirettamente dalla mafia per un quarantennio da quasi un ventennio lo siamo direttamente.
O credevate davvero che il capo mafia era uno che faceva vita da poveraccio e comandava tutti con dei pizzini di carta? Siamo seri, sarebbe come dire che il capo dei terroristi più teribbili del mondo era un vecchio rampollo di una ricchissima famiglia araba, ex sponsor della Williams di Formula 1, che li comandava da un accampamento in Pakistan senza linea telefonica.

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...