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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

LA DECIMA VITA DI MARGHERITA

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La morte di una persona di 91 anni non può stupirci, semmai di Margherita Hack stupiva l'estrema vitalità e la presenza fisica e mentale, a quella veneranda età. Pochi anni fa ancora macinava chilometri in bici (nel video in fondo al post è stata chiamata a impersonare una pioniera del ciclismo e in qualche modo del femminismo, quindi chi se non lei...), e girava l'Italia in concerto con Ginevra Di Marco, per non parlare di ogni intervento pubblico, tagliente ed esatto come un bisturi affilato.
Non stupisce, per una persona del genere, scoprire che aveva recentemente rifiutato un intervento al cuore giudicandolo accanimento terapeutico (pare abbia detto qualcosa come "avendo avuto 80 anni, forse valeva la pena..."): mia nonna, che non era un'astrofisica ma a saggezza se la giocava, fece più o meno la stessa cosa, e sono sicuro che ciascuno di voi può trovare nella propria cerchia l'esempio di un/a vecchio/a lucido/a fino a tardissima età che a un certo punto…

DI AEREI E DI TRENI

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Della strage di Ustica e della lunga fila di morti "strane" ad essa seguite ho già scritto più volte, e oggi che è il trentatreesimo anniversario si dipana su tutta la stampa di ogni media il solito rosario di pezzi commemorativi,  peraltro troppo spesso ipocriti, per cui non c'è certo bisogno che questo blog si aggiunga alla lista.
La memoria storica è però forse la precondizione dell'esistenza stessa della democrazia, e un paio di news in cronaca suggeriscono ancora una volta la necessità di aggiornare il Bignami in questo capitolo oscuro della nostra storia ad uso specie di chi non c'era o era troppo piccolo (forse anche per sapere cos'è un Bignami, o si usano ancora?). Le news sono in realtà due interviste:
quella dell'Huffington post al Maresciallo Linguanti, che conferma quella che ai tempi fu una sensazione precisa da parte di tutti quelli con una testa pensante, e cioè che il Mig libico rinvenuto in Calabria tre settimane dopo il disastro aereo de…

DUE BUONE NOTIZIE

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Non pare vero, di sti tempi, di poter commentare non una ma ben due ottime notizie nello stesso giorno: la condanna di Berlusconi per il cd. rubygate e l'inaspettata elezione a Sindaco di Messina di Renato Accorinti, leader fondatore dei NoPonte. Parto da quest'ultima, perché è talmente epocale da meritare la copertina, e perché l'altra mi consente di lasciarvi con un video musicale.
L'area dello Stretto di Messina è forse la culla della civiltà italiana, ed è come condannata a rappresentarne per sempre la quintessenza, nel bene e nel male: reggini e messinesi hanno gli stessi pregi e difetti degli italiani, ma portati all'estremo. Sono dunque capaci di efferatezze inaudite come di colpi d'ala maestosi, di sguazzare nel fango mimetizzati come perioptalmi per decenni senza dare segni di insofferenza allo schifo che li circonda, ma anche di librarvisi sopra per intere stagioni senza essere raggiunti dagli schizzi. Dall'altra sponda successe qualche tempo fa c…

THE BLOGGER'S DREAM

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Ora vi racconto una storia, bimbi miei, che come tutte le storie ha qualcosa di vero e qualcosa di inventato, e come tutte le storie avvincenti quel qualcosa di inventato che ha è più verosimile del vero, con cui in ogni caso è perfettamente coerente.
C'è una casa di riposo dove vecchi tiranni, non importa se morti o ancora vivi, non importa se ancora potenti o di potenza antica e decaduta/decadente o invece emergente, passano le loro giornate su una specie di gioco di società, la cui posta è i destini del mondo. Se volete farvi un'idea della cosa  in 3D (che è taaanto di moda) vi posto un video da The final cut di Roger Waters (no, non è un disco dei Pink Floyd, loro ci suonano solo dentro...): The Fletcher memorial home (il titolo di questo pezzo invece è una parafrasi di un altro bellissimo brano dallo stesso album: The gunner's dream). Le fasi del gioco si susseguono in modo avvincente e dagli esiti alterni, a un certo punto ad esempio due concorrenti sono nettamente …

A SILVIO

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Anche adesso che stanno verificando come in realtà siano bravissimi a distruggersi da soli, i piddini e affini continuano a prendersela coi "grullini", e nessun argomento logico è capace di smuoverli dalla loro convinzione: è stato Grillo, con due settimane di resistenza alle avances timide e incomplete di un vecchio volpone, a rilanciare Silvio, non chi lo ha dichiarato eleggibile nel 1994 e poi altre cinque volte di cui tre con la maggioranza in mano, non chi si è sempre guardato bene dal varare una legge sul conflitto di interessi, non chi si faceva pubblicare i libri dalla casa editrice che lui aveva ottenuto di controllare con corruzione di giudice provata processualmente, non chi lo ha promosso statista in Bicamerale, non chi ha dichiarato prima e praticato poi l'intoccabilità delle sue aziende in quanto patrimonio nazionale nonostante le molte prove e i troppi indizi di quanto quelle e ogni altra sua ricchezza siano frutto di vari tipi di reati e scorrettezze, no…

SETTANTA

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Quando ero piccolo in TV imperavano due dualismi che a noi sembravano almeno del livello del Coppi/Bartali che ci raccontavano i padri: uno era il tutto canoro Morandi/Ranieri, l'altro era il soubrettistico Carrà/Goggi. La prima evidenza della importanza dei dualismi è proprio nella inadeguatezza degli attributi: come sia Gianni che Massimo presto si sarebbero rivelati ben più che cantanti, così sia Loretta che Raffaella erano già ben più che la bella star dello show. Confesso che allora preferivo la Goggi, che era oggettivamente più brava a cantare, e resta forse la più grande imitatrice italiana di tutti i tempi (memorabile un suo show con l'inarrivabile Alighiero Noschese, altamente consigliata una full immersion nei video d'epoca). Anche perché Raffaella Carrà si imbarcò presto, ben prima di passare al Nemico, nella (dis)avventura commerciale, tanto che si può quasi dire che sia responsabile della invenzione di una certa televisione per famiglie minorate mentali che da…

UNA VITTORIA COCENTE

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Il cappotto alle amministrative con annessa batosta a PdL, Lega e M5S ha visto nascere un coro spontaneo, di politici e giornalisti, a cantare vittoria. Alcuni addirittura arrivano a dedurre un sostegno degli italiani alla scelta del PD di creare il governo di larghe intese con Berlusconi e soci. Io fossi in loro sarei molto più cauto: ogni volta in cui il cosiddetto centrosinistra ha cantato vittoria, l'ultima di tante appresso ai sondaggi prima del voto di febbraio, ha poi preso delle scoppole memorabili, e vista l'entità reale (non percentuale, perché i non votanti possono sempre tornare a votare...) dei consensi rimasti la prossima potrebbe essere fatale.
Anche perché da Vendola in poi, fino a Marino passando per Genova e almeno un'altra decina di test elettorali importanti, il PD ha vinto solo dopo aver "perso le primarie", sintesi per dire dopo che alle primarie aveva prevalso un candidato diverso da quello indicato dal partito. Marino addirittura si è gua…

LA VITA E LE FAVOLE

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La morale cattolica (che permea purtroppo tutti noi cresciuti in Italia anche chi con l'età adulta ha acquisito la consapevolezza di doversi costruire un proprio sistema etico originale, perché le religioni amano permeare delle proprie paure e soluzioni i bambini prima che comincino a ragionare autonomamente) presenta tra le altre assurdità quella per cui l'unica cosa di cui davvero possiamo disporre, la nostra stessa vita, in realtà non è nostra, ma del presunto creatore.
Chi non vuole piegarsi al fascino delle soluzioni precostituite, certo, avrà da fare molta più fatica ogni volta che nella propria vita avrà a che fare con questioni complesse che magari hanno impatto diverso sulle varie facce di uno stesso problema. Ma chi vuole vivere al riparo da questa fatica, mi spiace, ma visto dal di fuori è come se rinunciasse a vivere, senza nemmeno rendersene conto se non, talvolta, sordamente.
Nasciamo, prendiamo coscienza di essere vivi (così perdendo l'innocenza originaria,…

BIGLIETTO DI SOLA ANDATA

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In una delle mie esperienze lavorative del passato, avevo una collega così gustosa ed efficace nel mandare "a quel paese" qualcuno, con quella agilità schiettezza e leggerezza tutta romanesca che non pareva nemmeno volgare, che a un certo punto si era guadagnata sul campo la nomina a sfanculatrice ufficiale dell'ufficio: chi aveva qualcuno cui fornire un "biglietto di sola andata" fatto bene, scherzosamente lo mandava da lei a "ritirarselo".
In questi giorni di "governissimo ladro", che non a caso da quando è in carica ha piovuto che manco fosse novembre, le occasioni per utilizzare una tale professionista sarebbero state tantissime, dai tantissimi amici piddini (o peggio ancora di Sel) che continuano a incolpare Grillo del fatto che il loro partito si ritrova al governo col "nemico", al destino cinico e baro che continua a portarsi via i vecchi migliori (che meraviglia il saluto di Jacopo a mamma Franca) lasciandoci tra le palle …