GRAZIE AL KAISER

La Germania fu massacrata dagli accordi di pace alla fine della 1^
guerra mondiale, e questa fu una delle cause del sorgere del nazismo.
Anche per questa ragione, ai tedeschi fu riservato tutt'altro trattamento
alla fine della 2^, dall'abbuono di debito del 53 alla enorme liquidità monetaria
concessagli in occasione della riunificazione. Oggi toccherebbe a loro "rimettere
a noi i nostri debiti", ma ovviamente se ne fregano e votano chi promette loro
di guardarsene bene... Noi sapremo rispondere votando chi vuole contrastarli
e nello stesso tempo evitarci di restare il Paese di Bengodi della corruzione?
Come avrete sicuramente saputo, ché i telegiornali non parlavano d'altro, la Merkel ha "stravinto" le elezioni tedesche e governerà la Germania, quindi l'Europa, per altri 4 anni. Le virgolette sono perché è vero che ha vinto con un margine inaspettato alla vigilia, ma è vero anche che da sola non può governare e quindi dovrà fare anche lei "le larghe intese": forse questo aspetto, più ancora della proroga alle politiche di rigore monetarista, è quello che ha reso più gradita al governissimo de noantri la notizia in questione, come se desse un alibi in più alla prosecuzione dell'esperimento di distruzione sociale che è l'esecutivo Letta.
D'altronde, sull'altro aspetto non gli conviene più di tanto insistere: il fatto che ai tedeschi piaccia l'Euro, cioè una moneta per loro debole che ha loro regalato un vantaggio competitivo permanente superiore a quanto potevano le nostre svalutazioncine di prima e senza le loro controindicazioni, e chi sta reggendo a meraviglia il giogo da lui rappresentato per noialtri, per chi la sa leggere non è una notizia. Di qui la battutaccia del titolo...
Che non basta. Graziealcazzo che i tedeschi hanno rivotato la Merkel, loro se li sanno fare i loro interessi, sono mica deficienti come gli italiani che credono alle balle di un vecchio miliardario bavoso e di tutti quelli che hanno costruito la loro carriera fingendo di combatterlo (anche ora che hanno gettato la maschera), avendo perso davanti alla tv la capacità di guardarsi in tasca e capire che qualcuno ci ha messo le mani dentro, e chi. Se gli italiani fossero tedeschi, avrebbero dato il 75% non il 25% dei voti all'unico che se governasse farebbe i loro interessi: mettere in discussione la politica monetaria, in un modo o nell'altro, e inaugurare una nuova stagione di moralità pubblica, che le due cose funzionano solo accoppiate. Ancora può succedere, almeno in teoria, ed è dovere di qualunque cittadino di buona volontà spendere ogni goccia di saliva e inchiostro perché succeda.
La minaccia di ritiro dei parlamentari PdL casomai il Parlamento decidesse inopinatamente di applicare la Legge, peraltro una legge varata proprio da chi adesso la sconfessa, dichiarando decaduto il Caimano, è solo una delle prove che la campagna elettorale è già iniziata. E visto il bivio che abbiamo davanti è forse la più importante dal dopoguerra...

IL MIO NEMICO

Abbandona anche tu il PD! Anche se Grillo ti sta antipatico
(io mica condivido tutto quello che dice e come lo dice!), è lui

l'unico che può portare per la prima volta istanze di sinistra
al governo di questo Paese, convinciti e convinci il tuo prossimo.
SEL non supererà il 4% manco se Vendola strappa a Vespa
Porta a Porta, e se la gara restasse tra PD e Berlusconi,
guarda, quasi quasi, se sei un poveraccio, ti conviene che
vinca quest'ultimo. Per fortuna c'è un'alternativa:
vota e fai votare il moVimento 5 stelle!
C'è un verso del brano di Silvestri da cui ho preso il titolo di questo post, che siccome è bello vi embeddo in fondo, che recita "il mio nemico non ha divisa", intendendo che spesso il Nemico vero preferisce non indossare insegne che ti aiutino a identificarlo come tale, e così magari ti si nasconde in casa. Ignorando l'elementare dettato di questo sentimento popolare (cito non a caso Moretti dirigente PCI in Palombella rossa), milioni di persone hanno votato per gente che ha sfruttato l'onda lunga dell'eredità di un partito nato e cresciuto vicino al popolo mantenendone (via via adeguato ai tempi, fino a unificarsi con la tradizione di un altro partito che Popolare addirittura ci si chiamava, prima e dopo la parte centrale della sua storia, in cui però a modo suo ha continuato a fare anche gli interessi dei poveri cristiani) il contenitore, per usare il consenso politico che ne lucrava al fine di arricchirsi personalmente intanto che cedeva ai Padroni il bene pubblico e la sovranità nazionale. Ed ecco che, siccome Zingarelli alla mano divisa significa anche moneta, il mio nemico ha una divisa, e si chiama Euro.
Di questi milioni di ingenui, alcuni tra cui il sottoscritto si sono recentemente sganciati, svegliati come da una secchiata di acqua gelida in faccia dall'esplodere del fenomeno Grillo, ma altri, a sentire i sondaggi, sembrerebbero ancora disposti a dare credito a questo centrosinistra, specie se a guidarlo venisse chiamato un nuovo cicciobello (evidentemente, non gli è bastato il primo). Il fenomeno è altrettanto inspiegabile di quello analogo che fa si che un delinquente abituale, finalmente condannato a pagare per una piccola parte dei suoi crimini, dopo avere dominato la scena politica per venti anni a forza di balle sempre (a volte evidentemente a volte meno ma sempre) dimostratesi tali, e in questo dominio contribuire pesantemente allo sfacelo dei conti pubblici e al degrado economico civile e morale del Paese, possa ancora presentarsi in televisione a proclamare che resta in politica anche se cacciato dal Parlamento, e anzi fonda un nuovo/vecchio partito, con la possibilità concreta che abbia ancora tanto consenso da poter rivincere davvero le elezioni. Ma di questa inspiegabilità la spiegazione c'è: ai meno pigri consiglio l'attenta lettura di questo articolo in due parti (una e due) del SignorSpok di Mentecritica, e magari la rilettura di questo mio vecchio post che prende le mosse dalla stessa curva di distribuzione statistica, ai più pigri la riassumo come segue.
C'è al massimo un 5, a voler esagerare 10, per cento di persone che decide della propria vita, figurarsi delle proprie scelte politiche, secondo logica. Viceversa, ciascuno percependo se stesso come essere pensante quindi logico, c'è un 90 e passa per cento di persone che crede di farlo. Quindi è probabile che moltissimi si trovino nella posizione di credere di farlo e invece non farlo. Non mi accodo a Spok nel parlare di QI, perché esso misura solo un certo tipo di intelligenza, quella logica appunto, e non c'è troppo da vantarsi ad avercelo alto: magari, è a scapito dell'intelligenza intuitiva o di quella pratica, che servono taanto di più... Mi ci accodo invece nel guardarvi in faccia e rassicurarvi, se proprio ci tenete: se leggete questo blog, e magari ne tenete uno vostro, o comunque vi documentate in rete, insomma se siete arrivati a questo punto di questo usualmente ostico testo, avete un QI decisamente più alto della media. E, arriva subito il contrappasso, siete statisticamente poco rilevanti, e NON siete il target della propaganda politica. Non avete visto Berlusconi in TV? Nemmeno io, quantosiamobravi!, ma tanto non è a noi che parlava...
Quando c'erano la DC e il PCI il QI medio, l'intelligenza logica, l'alfabetizzazione degli italiani erano sensibilmente inferiori, ed era a quegli elettori che quei partiti parlavano, facendosi capire benissimo, anche perché gli italiani non erano mica scemi, mica come oggi insomma. E se uno decideva di votare per l'uno o per l'altro, era perché era chiaro, al di là delle chiacchiere, gli interessi di chi avrebbe portato avanti, magari solo strumentalmente ma cavolo se lo avrebbe fatto, il SUO partito. Oggi siamo talmente scemi che votiamo o per un partito che parla di liberalismo mentre fa solo gli interessi del suo signore e padrone, o per uno che parla di antiberlusconismo rigore e crescita mentre fa solo gli interessi dei suoi padroni della finanza (prossimi padroni nostri in tutto e per tutto), mentre di federalismo per toglierlo a chi aveva dimostrato di farlo fruttare ne parlano tutti ma nessuno ha mai voluto farlo davvero. Se non nella misura in cui aumentava la spesa verso settori "tangentabili", anche perché sotto c'è l'obiettivo di fondo di chiunque abbia intrapreso la carriera politica nell'Italia democratica, sbarcare il lunario, svoltare, o come si dice dalle vostre parti.
Dunque, occorre schematizzare. Ci sono due questioni fondamentali, da cui derivano tutte le altre ma proprio tutte quelle che costituiscono il polverone sollevato apposta nel quadro politico:
  1. la politica monetaria;
  2. il fattore etico nella politica e nella società, e le sue ricadute economiche.
Con la politica monetaria imposta dalla costruzione/Euro così com'è non c'è nessuna speranza di uscita dalla crisi. Per cui occorre o mettere in atto forze capaci di cambiare sostanzialmente la costruzione/Euro oppure cominciare a studiare una strategia di uscita. Se non siete d'accordo con questa affermazione, o siete ricchi o i ricchi vi hanno abbindolato con discorsi che non capite convincendovi ad andare contro i vostri stessi interessi.
Con il grado di corruzione imperante nel nostro Paese, però, nessuna politica monetaria può funzionare: tra tangenti, mafie, costi della politica, evasione/elusione fiscale ed economia sommersa, è come se ci fosse una tassa oscura del 50% su ogni attività economica in chiaro: una cosa intollerabile per qualsiasi sistema. Per cui occorre un'offensiva giudiziaria incisiva e continuativa di almeno due decenni, in grado di convincere chiunque che se sgarra sarà con ogni probabilità punito. Se non siete d'accordo con questa affermazione, o siete tra i tanti al confine della legalità se non oltre, o quelli che ci stanno vi hanno abbindolato con frottole mentre in pratica vi mettevano le mani in tasca.
Ora i due principali schieramenti rispetto a queste due questioni si trovano nelle seguenti posizioni:
  • il PD è fautore e irrimediabilmente portatore di una politica monetaria di estrema destra, mentre almeno a parole (si ok talvolta anche nei fatti, ma purtroppo sempre meno spesso) combatte sul fronte etico dal lato giusto (anche per rispettare, diciamo così, l'antiberlusconismo originario);
  • il PdL, o meglio da poco di nuovo Forza Italia, è decisamente e dichiaratamente portatore di un'etica profondamente radicata in un certo modo di intendere l'italianità, una sorta di individualismo originario per cui ogni volta che contrastano l'interesse pubblico e quello privato è intimamente giusto perseguire il secondo a danno del primo e pazienza se talvolta è illegale, mentre almeno a parole (perché nei fatti ha dimostrato troppe volte di essere succube agli stessi "poteri forti" che denuncia) si dichiara contro l'Euro e le politiche di rigore ad esso connesse.
Non prendo in esame la posizione dei partiti "minori" perché sono irrilevanti: la Lega è destinata a sparire presto, per Casini e Monti l'unico orizzonte politico decente è la creazione di un soggetto politico di centro che inglobi mezzo PD una volta che si sia sciolto (oh che salto in avanti di chiarezza che sarebbe!), SEL è capace di parlare solo a quei 10 su cento iperrazionali di cui sopra, e ne convince 3 (forse, ché bisogna vedere quanti non perdonano a Vendola l'alleanza strumentale, con chi ha consegnato il Paese in mano ai Padroni, in cambio della presidenza della Camera, come dimostra come viene condotta) perché degli altri 7 uno è di destra e 6 sono nauseati da questo modo di fare politica di sinistra e tornerebbero a votare solo se rinascesse Berlinguer.
Chi resta? Qual'è l'unico movimento politico italiano che presidia le posizioni giuste nelle due dimensioni? L'unico che se governasse metterebbe in discussione le scelte europee di politica monetaria, e sennò la scelta di restare o meno in quelle istituzioni/capestro, senza che questo nello stesso tempo comporti il "tana libera tutti" per i comportamenti più retrivi del nostro costume? L'unico che incarna con coerenza (si, estrema e costosa) l'idea che la politica non deve essere un mestiere e tantomeno un modo di arricchirsi, bensì un servizio limitato nel tempo e monitorato negli effetti patrimoniali? Pensate ai vostri interessi, e pensateci: vi converrebbe vivere in un Paese in cui tutti possono e anzi devono fare politica, ma chi la fa è massimo per dieci anni e all'inizio e alla fine gli vengono contati i peli del culo, o preferite continuare a pagare di tasca per l'arricchimento indebito e osceno di gente fra l'altro sempre meno capace e presentabile? Vi converrebbe vivere in un Paese in cui la politica monetaria ed economica ha un unico obiettivo, "devono avere tutti di che lavorare e campare", come costante attorno a cui tutti gli altri fattori facciano da variabili (come nel sogno del dopoguerra che abbiamo tradito), o preferite restare in uno in cui il deficit deve essere quello deciso altrove non si sa perché e se qualcuno muore di fame pazienza? Insomma volete vivere in un Paese che cambia approccio contro il malaffare e si riprenda in mano le leve dell'economia o preferite uno in cui il rigore continui (il Fiscal compact ci strozzerà per vent'anni, e abbiamo ancora ben pochi ori di famiglia nel cassetto, questo il TG non ve lo dice) ma solo per voi, perché i soldi per salvare le banche finanziare la TAV comprare gli F35 e mantenere tutto il baraccone politico/tangentizio li trovano sempre? Questo è il referendum che saranno le prossime elezioni politiche, il moVimento da una parte e gli altri dall'altra, lasciate stare i sondaggi che oggi danno Grillo al 20%, perché prima che avesse il 26 gli davano il 13, e perché ci sono 16 milioni di italiani che potrebbero decidere solo all'ultimo istante di tornare a votare. C'è un'Italia da spazzare via, per convincerli uno a uno serve uno che parla facile, e noialtri a passare parola per farlo stravincere; dopo se vogliamo ci ridivideremo sulle questioni di dettaglio. Se da qui al voto non commetterà troppi errori e azzeccherà certe mosse, Grillo ha l'opportunità di salvare l'Italia, e noi abbiamo il dovere di sostenerlo unendoci (mettendo da parte le divergenze, come i nostri padri nel 45) contro i nostri veri nemici, che sono soprattutto i nostri falsi amici, facendo passaparola ovunque di questo semplice messaggio: c'è solo una scelta che consente di liberarsi dal rigore di questo Euro (il debito pubblico non è un problema, il Giappone ce l'ha tre volte il nostro...) senza consegnarsi mani e piedi alla mafia e al malaffare. Una scelta a cinque stelle.
Amici di sinistra, il M5S non è il Nemico, come vogliono farvi credere, il Nemico è alle vostre spalle, dentro i vostri stessi schieramenti politici.

FUOCHI NELLA NOTTE

Seguo ancora Leonardo, quando non parla di politica, dove (come molti, troppi, miei amici) ha individuato male il Nemico. Qui ha fatto un bel pezzullo in occasione del sessantesimo (eh beh si, se ho cinquant'anni io può bene averne sessanta lui...) compleanno di Giovanni Lindo Ferretti, che mi da occasione di ripescare dagli spunti sempre in attesa di approfondimento un articolo che non poteva non colpire l'immaginario di chi essendo agnostico è sempre in cerca di spiegazioni razionali a concetti che pur essendo irrazionali sono talmente diffusi da non poter essere senza fondamento.
Si d'accordo, l'invenzione dell'aldilà e di qualunque dio è una diretta conseguenza dell'acquisizione da parte dell'animale/uomo della consapevolezza  di dover morire, tradotta in metafora con la cacciata dal paradiso "per avere mangiato il frutto dell'albero della conoscenza". Ma troppi racconti, troppe testimonianze di esperienze post mortem arricchiscono la letteratura (scientifica e non) e la cronaca da poter restare senza spiegazione, specie se hai sperimentato situazioni di pericolo estremo che hanno moltiplicato le tue abilità e dilatato la tua percezione modificando la registrazione e quindi la riproduzione dei ricordi. Allora per deduzione arrivi ad ammettere che, se il tempo può essere scandito solo da vivi e quindi prima e dopo può essere assunto come infinito (almeno, dal punto di vista dei vivi), può esistere un territorio di confine in cui esso si dilata, al limite tendendovi, e se ciò comporta che l'ultimo pensiero o stato d'animo di cui siamo capaci ci può sembrare duri per sempre ecco spiegati il senso e l'origine di robe come la confessione cristiana o l'illuminazione buddista. E non può non restarti impressa la notizia della scoperta sperimentale che il cervello resta attivo per 30 secondi dopo la morte, anzi iperattivo.
Pochi istanti, e uno dei corti circuiti della mente profonda volgarmente detti "associazioni di idee" ti fa saltare alla memoria una bellissima canzone dei CSI, che fa toccare con mano le vicende di quella prova generale di guerra mondiale che fu la dilaniazione della Jugoslavia facendole raccontare in soggettiva da una testa tagliata, mentre uno dei giri di basso più belli della storia del rock (di Maroccolo, chetoodicoaffà?) accompagna un ritmo che parte lento per rallentare ancora e dilatarsi fin quasi a fermarsi. Il brano si chiama Memorie di una testa tagliata, se volete ve lo ascoltate alla fine del post, e dimostra che anche fuori della politica Leonardo ormai scrive più brillante che vero: si, a Lindo forse "lo ha rovinato la malattia" (cit.), sicuro ha un percorso quantomeno ambiguo se pensiamo che parte filosovietico per finire ospite d'onore dei fascisti passando per un incredibile miscuglio di filoebraismo/filocattolicesimo in salsa adesione acritica al teorema "terroristi mussulmani dell'11 settembre". Ma la storia di ogni arte è piena di artisti con biografie non all'altezza delle loro opere, e quindi il giudizio su queste ultime non deve essere influenzato dal sarcasmo o dalla pena che ormai ti ispira il loro autore, per quanto giustificatamente. Ferretti per quanto mi riguarda può anche diventare prete magari anche pedofilo, ma i CSI (se i CCCP prima e i PGR dopo sono progetti imperfetti pieni di perle) hanno una parabola breve quanto perfetta, come i Dire Straits o i Police: pochi dischi uno più bello dell'altro, difficile scartare anche solo qualche brano. E infatti, come è dimostrato dalla recente tournée di reunion (visti a Frascati, una meraviglia) ma anche da progetti meno ambiziosi come il precedente Zamboni/Baraldi, anche senza la voce ipnotica e la presenza scenica affatante di "San" Giovanni reggono benissimo, stagliandosi nel buio della musica contemporanea come Fuochi nella notte...

UNO DEI TANTI UNDICI SETTEMBRI

L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria
e di sua moglie a Sarajevo, il 28 giugno l'11 settembre del 1914
Nei corsi di comunicazione, per fare capire bene i filtri della percezione, cioè quella roba che fa si che la quasi totalità di quello che ci arriva dai cinque sensi momento per momento noi non lo registriamo altrimenti impazziremmo, si usa fare un esempio "a contrario", spingendo la classe a ricordare un'occasione in cui l'allarme e/o l'emozione erano tali che i filtri si sono momentaneamente abbassati, e noi ricordiamo ogni particolare insignificante. Ciascuno di noi ha alcune di queste occasioni, chessò la "prima volta" o un "incidente mortale", ma se vuoi azzeccarci con un gruppo eterogeneo basta che usi l'11 settembre del 2001: tutti ricordano cosa facevano quel giorno quando la TV passò quelle immagini, nessuno ricorda cosa faceva l'11 settembre dell'anno prima.
No, non sto ribadendo ancora che di undici settembri ce n'è almeno un altro altrettanto significativo, quello in cui un colpo di Stato preparato con l'aiuto degli USA rovesciò il governo democratico cileno inaugurando uno dei regimi più tristi della storia recente. Né rimpolpando senza necessità il relativo tag: presto (come già per Kennedy, Marylin, Nerone, i Pellerossa, eccetera) diverrà luogo comune che la versione ufficiale dei fatti di quel giorno è una menzogna, e quindi è sufficiente alla propria coscienza aver preso posizione sin dall'inizio per la verità.
Sto affermando che quando saremo (saranno: ahimè chi ha passato la boa dei 50 è meglio che il futuro remoto impari a declinarlo in terza persona) abbastanza lontani da studiare gli inizi di questo secolo come Storia, accomuneremo l'11 settembre 2001 all'invasione della Polonia, all'attentato di Sarajevo, e a tutte le "caggiuni" (in riggitano: cause apparenti) con cui si suole convenzionalmente indicare l'inizio delle grandi guerre, perché ciò serve nei libri di scuola ben sapendo che l'inizio vero sta nelle cause economiche di fondo. E quindi sapremo, quando sarà finita da un po', che l'11 settembre 2001 è iniziata la Terza Guerra Mondiale, di cui al momento non ci accorgiamo sia perché le conseguenze materiali più drammatiche nel nostro quotidiano di occidentali non sono ancora arrivate (ma potrebbe accadere eccome, se serve) sia perché questa guerra è più frammentata e dissimulata delle precedenti (ma i frammenti sono sotto i nostri occhi, si chiamano Afghanistan, Iraq, Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Sudan, Mali, eccetera) e le cause economiche meglio nascoste grazie all'affinamento della propaganda (ma la crisi iniziata nel 2008 è solo l'ultima puntata dell'attacco finale nella lotta di classe lanciato dai "padroni" col monetarismo negli anni 70).
Insomma siamo in guerra, da dodici anni, è il nemico è chi ce lo nasconde.

SIRIA, CI RISIAMO

Chi vuole preservare l'integrità dei propri ultimi neuroni e gli ultimi barlumi della propria dignità nei tempi della Comunicazione Globale non ha che da seguire una semplice regoletta: rilassarsi quando c'è forte discordanza delle posizioni su un dato argomento, e se ha tempo e gli interessa approfondirlo per farsi un'opinione propria, ma invece stare all'erta, e farselo interessare anche se in teoria non gli interessa, se su un argomento il mainstream ha praticamente solo voci concordi.
Il caso Siria di questi giorni è da manuale: quasi tutti ti raccontano che c'è un dittatore feroce che opprime il suo popolo e schiaccia come mosche quelli che in esso hanno trovato la forza di ribellarsi, e ora che abbiamo le prove che usa persino armi chimiche contro i ribelli abbiamo il dovere di attaccare per sostenerli. Dunque, anche se di chi comanda in Siria potrebbe non fregarti nulla, come già in Egitto o in Tunisia, in Iraq o in Afghanistan, l'imperativo è stare in campana e approfondire perché in un modo o nell'altro è in arrivo un padulo proprio per noi, sudditi oggetto di questa campagna di disinformazione monocorde.
Quello che succede in Siria forse si potrebbe saperlo in qualche modo solo andandoci, e portandosi appresso un background di conoscenze specifiche sennò è inutile, quello che è garantito al limone è che NON sta succedendo quello che ti raccontano. Assad è un dittatore non più di tanti altri che consideriamo amici e democratici, i "ribelli" non sono quello che sembrano e forse addirittura sono prezzolati dall'esterno (come in Libia, si), le armi chimiche forse non ci sono forse sono altro forse gliele abbiamo vendute noi sicuro non si può dire chi le ha vendute a chi e chi le sta usando. Esattamente le stesse cose che si potevano dire di Saddam Hussein alla vigilia dell'attacco all'Iraq e che poi si sono dimostrate, come volevasi. E allora che succede?
Succede:
  1. che gli USA sono da sempre un'economia a traino dell'industria bellica (ed è con questa leva che hanno vinto la Guerra Fredda, grazie alla corsa degli armamenti missilistici degli anni 80 che ha sfiancato l'economia sovietica mentre ringalluzziva quella americana);
  2. che Obama oramai lo ammette anche da se (mentre la signistra itagliana si arrampica sugli specchi per salvarne l'operato) che non meritava il Nobel per la pace ma essendo al secondo e ultimo mandato non ha più nessuna faccia da salvare e quindi ha gettato la maschera da progressista;
  3. che pare che al fondo ci sia una questione di oleodotti (come in Afghanistan, attaccato perché dava rifugio a uno sceicco arabo di una famiglia piena di petrodollari, presunto capo di un commando di arabi presunti autori di quello che quando saranno trascorsi un po' più dei 12 anni attuali passerà alla Storia come l'autoattentato più clamoroso di sempre, vedrete) ed è per questo che russi e americani si trovano su due fronti opposti, almeno per ora.
Se avete voglia di approfondire, vi segnalo dove e perché:
  • Massimo Fini, che parla di rischio guerra mondiale e legge la campagna di Siria come un'aggressione illegittima in funzione anti-Iran;
  • Piero Cammerinesi, che satireggia sul paradigma dell'attacco preventivo che potrebbe essere applicato alla vita quotidiana ammazzando impunemente i vicini molesti, con un corollario logico nella vicenda Berlusconi e il tana-libera-tutti che potrebbe costituire il suo "salvataggio" oggi;
  • Voltairenet, che a partire dalla scelta di campo inglese delinea invece un'azione possibile in seno all'ONU per evitare la guerra;
  • Odifreddi, che inquadra correttamente come mera propaganda le parole di Papa Francesco quantosonobuono Bergoglio e i digiunetti eccellenti a corredo.
Si tratta di spunti di riflessione di lettura utile, che però diventa indispensabile per questo pezzo di Sergio Di Cori Modigliani, che parla di moneta ed energia, ovvero di cose che ci entrano in tasca e ci servono per vivere: se ricordiamo la lezione marxiana per cui ogni guerra da sempre ha questi fattori a causa, capiamo anche perché ci deve interessare la questione siriana, e non dobbiamo berci quello che ci raccontano. Tanto per cambiare, in ogni caso, le vittime siamo noi, speriamo ancora stavolta solo indirette, ma non può andarci bene sempre...

OHI VITA MIA

Alzi la mano chi non ha intonato 'O surdato nnammurato "a marcetta" una volta, magari dietro a un coro da stadio. Eppure si tratta di una canzone tristissima, come bene viene rappresentato nel film La sciantosa, protagonista una matura e immensa Anna Magnani in lacrime alla fine dello spezzone che riporto in fondo.
Le cose spesso sono esattamente l'opposto di quanto appaiono, e a proposito di vita la cosa viene dimostrata una volta ancora, in cronaca dalla nomina dei quattro senatori a vita da parte di Re Giorgio I "sembrapropriounsavoia" Napolitano. Quattro personalità indiscutibili di cui tre notissime e universalmente quotate a sinistra, una un po' meno data anche la giovanissima età (se campa quanto la Montalcini, come le auguriamo, a 13 mila euro al mese ci costa come una Finanziaria), e quindi che ti  vuoi commentare, blogger da strapazzo che non sei altro?
Il fatto è che il PUPR (Primo e Unico Presidente Rieletto) non è la prima che combina (alla sua età benedittindio - con la voce di Totò - potrebbe starsene pure un po' tranquillo), la nomina allo stesso scranno di Monti per farne con un inedito uno-due il successore dell'Oramai Impresentabile, venendo dopo uno strappo alla prassi costituzionale ancora più grave ma di segno opposto l'anno prima, quando al Cavaliere che un anno dopo avrebbe disarcionato consentì invece di restare in sella abbastanza a lungo da comprarsi i senatori necessari a tenerlo al governo (due domandine facili: remember Fini? quanto pensate che un anno in meno di Berlusconi/Tremonti ci avrebbe risparmiato delle batoste che ci sono toccate dopo?). Ora se uno maligna che i magnifici quattro servano da un lato a dare a Lettino una chance in più in caso di strappo del Caimano, e dall'altro proprio al Caimano una scusa in più per vestire i panni del perseguitato e reclamare l'agibilità (e l'abitabilità no?) politica, è un dietrologo complottista, o solo uno che ancora un pochino ragiona con la testa?
Un giorno, forse, la Storia renderà ragione di questo gioco delle parti in cui da vicino non si può capire bene, solo semmai intuire, come cavolo faccia quest'uomo a tenere tutti per le palle, che traffici ci abbiano fatto per decenni da non potere proprio farlo cadere senza seguirlo a ruota, di questa commedia con risvolti da farsa e conseguenze da tragedia.

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...