TRA 25/4 E 1/5, PIIGS

In questo periodo dell'anno i cuori dei "veri progressisti" sono tradizionalmente scaldati da un uno-due di ricorrenze che quasi costringe al post, sul web chi ha più voglia di perdere tempo e sonno, sui social network tutti gli altri. Questo blog non è stata una eccezione, basta cercare col motore in alto a sinistra per verificare; per i più pigri linko questo e questo, ad esempio di quando ero anch'io obnubilato dal senso di appartenenza, che mi impediva di vedere come e perché i politici del centrosinistra non erano altro che sicari della democrazia e del welfare a libro paga del Capitalismo. Ma un esempio migliore di cantonata viene dalle elezioni francesi: leggete le minchiate che dicevo a proposito di Hollande, leggete... A mia parziale discolpa, c'è che di li a poco (eravamo a metà 2012 mi sarebbe accaduto qualche mese dopo, folgorato dalla dichiarazione di Bersani che qualunque fosse stato l'esito delle elezioni sarebbe stato "con Monti senza se e senza ma") avrei mangiato la foglia e sposato la causa grillina (pur con tutte le diffidenze del caso), e che a proposito del neoeletto monsieur le président avvisavo letteralmente che "deve dimostrare di voler mantenere le promesse", ma resta il fatto che ancora mi muovevo all'interno dell'ipotesi che fosse possibile anzi auspicabile salvare capra e cavoli col "più Europa", poiché era per colpa dell'attuazione monca che il progetto UE si dimostrava fallimentare - ipotesi che si è dimostrata più che erronea: illusoria.
Ora, ai francesi stanno tentando di fregarli con l'emersione in extremis di soggetti apparentemente nuovi in grado di alimentare con qualche credibilità tale illusione, ma se leggete bene le percentuali raggiunte dai candidati al primo turno scoprite che in totale gli euroscettici vanno verso la metà, quindi nonostante i trionfalismi di tattica per il ballottaggio niente è ancora detto (non vi sono bastate le sberle in GB e USA, sondaggisti del ciufolo?), e soprattutto che i socialisti, che appunto l'altra volta avevano portato il loro candidato all'Eliseo, sono ridotti a un misero 6 per cento. Ecco cosa succede in Francia a chi non mantiene le promesse, magari fosse così da noi. Un vantaggio noi però lo abbiamo: lì gli euroscettici vanno verso la metà, e sono polarizzati tra la Le Pen e un sinistro che grazie appunto all'euroscetticismo ha svuotato il PSF, e ciò rende più difficile l'affermazione antisistema al ballottaggio, qui gli euroscettici sono ormai maggioranza netta, al cui interno la stragrande maggioranza vota cinque stelle, quindi la vittoria dell'alternativa al progetto reazionario e plutocratico chiamato UE è possibile, qualunque schifezza tentino di escogitare a proposito di legge elettorale. E quindi, chiunque abbia a cuore il futuro del Paese deve fare tutto il possibile per far fare al m5s l'ultimo balzettino che gli manca.
Ad esempio, andare a vedere, e fare passaparola per mandare a vedere, al cinema il documentario PIIGS, che spiega come e perché grazie all'Euro ci hanno imbrogliati e rapinati e se non ne usciamo al più presto ci finiscono di fottere. Sono tematiche complesse, e questo blog, lo ammetto, non le ha mai affrontate per semplificazioni, sempre per approfondimenti e arrovogliamenti, e d'altronde per scelta editoriale non faccio divulgazione e non ci guadagno nulla di nulla da un click in più, ma il film sicuramente potrà far capire qualcosa anche ai più pigri, quindi ve lo raccomando. PIIGS esce in questo weekend, a metà tra l'anniversario di una liberazione da un alleato che si è rivelata essere la lunghissima occupazione da parte del nuovo alleato (con la beffa finale di una disfatta in una guerra commerciale dissimulata, proprio ad opera dell'alleato di prima), e la celebrazione di un diritto che non c'è più, da parte di chi ha contribuito nel ruolo di cavallo di Troia del Capitale alla sua sparizione (rispettivamente il lavoro e i sindacati che organizzano il concertone, bah!...).
In fondo il trailer (qui invece i primi 15 minuti integrali); ma prima, due o tre inviti alla lettura e al ragionamento, per quei quattro "perversi del pensiero" che ancora mi seguono:
  • Raimondi, ovvero la separazione tra banche d'affari e istituti di credito e risparmio, che c'era e la cui abrogazione da parte di Clinton è alla radice della crisi che viviamo da dieci anni (indovinate qual'è l'unico partito che la propugna in Italia? esatto! - peraltro, assieme al ripristino della piena sovranità monetaria in capo a una Banca d'Italia nuovamente pubblica);
  • Grazzini, ovvero la moneta fiscale come proposta ponte o piano B per recuperare sovranità monetaria, proposta ai 5stelle per il loro programma;
  • Tarquini, ovvero la Repubblica Ceca ha mangiato la foglia, e ha sganciato la propria moneta dalla parità con l'Euro (primo passo per l'entrata nella cd. moneta unica, quindi per ora rimandata sine die).

PURPETTI

Il giorno che ho preso servizio a Trento, ormai quasi vent'anni fa, era lì per la stessa ragione un ragazzo che appena aprì bocca riconobbi come conterraneo, e viceversa, perché tali ci sentiamo reggini e messinesi a oltre mille chilometri di distanza dallo Stretto, e tali siamo in effetti (quasi la stessa lingua, quasi lo stesso cibo, quasi la stessa testa) anche se quando stiamo laggiù preferiamo alimentare una rivalità atavica fatta di sfottò reciproci e derby calcistici. Finito con le scartoffie e con le presentazioni (ah, quella cosa "piacere piacere"...), Massimo, avendo appreso che io ero pratico della città mentre lui era assolutamente nuovo, mi chiede, rigorosamente in dialetto, di portarlo a mangiare qualcosa di tipico del posto. Opto per un noto ristorantino del centro, e come primo gli consiglio i canederli in brodo, ma lui visto che c'erano anche al sugo li preferisce così. Senonché al primo boccone lo sento esclamare "ma su purpetti!", e quindi chiedere al cameriere (sconvolgendolo alquanto) un po' di pane per accompagnare quello che per lui era un secondo. Con Massimo siamo ancora amici, anzi proprio oggi l'ho chiamato per il compleanno: posso permettermi di sciorinare questo episodio, che per introdurre le polpette di nonna Carmela ci stava proprio bene...
Polpette di carne
Metti il pane raffermo in una scodella ad ammollarsi in acqua fredda per qualche ora (per impedire che venga a galla coprilo con un piattino e mettici un peso sopra); quando è intriso a tal punto da non sentirsi toccandolo più parti dure, scolalo, e strizzalo con le mani fino a farne uscire tutta l’acqua che si può.
In un'altra scodella impasta la carne con le uova, l’aglio e il prezzemolo tritati, il sale, il parmigiano, e parte del pane ammollato.
Quando l’impasto è omogeneo, prova ad appallottolarne una piccola porzione tra le palme delle mani: se l’impasto è molle ed appiccicoso, aggiungi del pangrattato, se è troppo duro, aggiungi del pane ammollato (in ogni caso, se tende ad incollarsi alle mani, aggiungi dell’olio di oliva), e continua ad impastare fino ad ottenere la consistenza voluta. Quindi crea delle palline di un paio di centimetri di diametro, e quando sono consistenti schiacciale leggermente a mo’ di dischetto alto un centimetro o poco più: la frittura (in olio d’oliva) verrà più omogenea che se le lasci sferiche.
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Ingredienti
  • 500 gr. di macinato misto (o solo manzo)
  • uno spicchio d’aglio
  • due uova
  • prezzemolo
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • parmigiano grattugiato
  • due panini raffermi
  • pangrattato
Purpetti ‘i carni
Menti ‘u pani a moddhu ntall’acqua fridda, cu nu pisu ‘i supra non mi veni a ‘ngalla.
Quandu è tuttu moddhu moddhu, sculalu, spremulu forti mi nesci tutta l’acqua, e mentilu ‘i latu.
Nta na nzalatera mpasta ‘a carni cu ddu ova, un pocu i putrusinu tagghiatu finu finu, n’agghiu fattu pitinghi pitinghi, ‘nu bellu pocu ‘i parmigianu, ‘na pizzicata ‘i sali, e ‘nu pocu ‘i pani bagnatu sprimutu fittu fittu.
Manu manu chi ‘mpasti, ti rreguli si nci voli cchiù pani mi si rimoddha, o puramenti ‘na stampa ‘i muddhica si è troppu moddhu.
Quandu è ggiustu fai ch’i mani tanti paddhiceddhi, scacciali nu pocu mi si frìunu megghiu r’intra, e frìili.
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Polpette di melanzane
Lessa le melanzane senza pelarle, poi lasciale freddare e spremile fino a farne uscire più acqua possibile.
In una scodella, impastale a mano con le uova, l’aglio e il prezzemolo tritati, abbondante parmigiano grattugiato, sale, un goccio d’olio, e il pangrattato, prima in quantità minore, poi aggiungendone un po’ e continuando ad impastare fino a che la consistenza dell’impasto non è ottimale: lo è quando si riesce senza problemi ad appallottolare senza problemi una piccola quantità di impasto.
Le palline dovranno avere il diametro di un paio di centimetri, e poi essere schiacciate leggermente in modo da costituire dei dischetti alti un cm circa, e dal diametro di circa tre cm, in modo da favorire una frittura uniforme. Nel farle può essere utile continuare a intingere le mani nel pangrattato.
...
Ingredienti
  • due melanzane grandi
  • uno spicchio d’aglio
  • due uova
  • prezzemolo
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • parmigiano grattugiato
  • pangrattato
Purpetti ‘i mulingiani
Bugghi ‘i mulingiani cu tutta ‘a scorcia, poi falli rifriddhari, e spremili nta nu sculapasta forti forti, mi nesci tutta l’acqua.
‘Mpastali c’a muddhica, ddu ova, n’agghiu e un pocu ‘i putrusinu fatti fini fini, na pizzicata ‘i sali e na ‘uccia r’ogghiu; manu manu chi ‘mpasti ‘u senti, si ha ggiungiri muddhica o puramenti no.
Quandu ‘u ‘mpastu è fattu, bbagnati i mani nt’a muddhica e fai i purpetti, e frìili amprestu amprestu chi i purpetti ‘i mulingiani si bbruciunu facili.

MORTO SARA' LEI!

A giudicare dalla sua attualità, si direbbe che il 15 aprile 1967
Totò abbia solo fatto finta, di morire, come appunto in Napoli
milionaria
, o semmai, come in Totò e i re di Roma (l'unico film,
peraltro, in cui appare assieme a lui Sordi), lo abbia fatto per
scelta, per venirci in sogno e darci i numeri, dato il bisogno...
Cinquant'anni fa giusti giusti lasciava il mondo dei vivi, nonostante una sfilza di titoli nobiliari lunga così a cui peraltro teneva tantissimo, uno che però ci fa comprendere qual'è l'unico significato incontrovertibile del termine "immortalità". Se è vero, cioè, che si è vivi finché qualcuno si ricorda di te, ed è forse proprio questo il nocciolo della sacralità universale dei bambini in genere e dei figli in particolare, allora Antonio De Curtis in arte Totò è vivissimo, molto più vivo non solo di tanti suoi colleghi scomparsi da meno tempo, ma anche direi di tanti anziani ma ancora tecnicamente sopravviventi, e forse anche di tutti quelli vivi e ancora sulla cosiddetta cresta dell'onda.
Io sono tra quelli, scommetto tanti anche tra i pochi lettori di questo blog, che se mentre faccio zapping incoccio un film di Totò, magari visto cento volte, è più forte di me mi devo fermare e guardarne almeno un pezzetto. Ho un amico con cui facciamo a gara, ogni volta che la vita quotidiana ce ne dà occasione, a citare Totò e sfidare l'altro a indovinare da quale film viene la citazione. E sono in grado di recitare a memoria, con neanche troppi errori, alcuni spezzoni anche non celeberrimi. E questo solo di Totò (e Massimo Troisi, vabbè), non ce ne voglia chi gli preferisce altri giganti del pantheon cinematografico italiano: non c'è gara. A prescindere.
Perché Totò non è solo il più grande comico di tutti i tempi (ho omesso "italiano", non è una dimenticanza), ma anche: una maschera inserita a pieno titolo tra quelle della Commedia dell'Arte, un geniale inventore di parole ed espressioni spesso entrate nell'uso comune, un poeta e paroliere capace di toccare vette altissime della letteratura, un pioniere (spesso insuperato) della satira sociale e politica, e ho detto tutto (potevo continuare a lungo, ma ho chiesto aiuto a Peppino, ci stava bene).
Ovviamente, in questi giorni trovate non solo su tutti i siti e la stampa in genere approfondimenti migliori del mio, ma anche manifestazioni ed eventi in occasione della rotondissima ricorrenza, tra cui uno speciale televisivo che speriamo mantenga le promesse. Ragion per cui io mollo l'osso, e vi lascio a una serie di spezzoni ragionata. Buon divertimento e buona Pasqua, anche a chi non si chiama Pasquale....







AISSUVOGGHIA A MULINGIANI!

Al ristorante, è molto difficile che io scelga un piatto a base di melanzane, a meno che non siano tagliate sottilissime e fatte arrosto o messe a crudo sulla pizza e cotte con essa. Fritte, da mangiare così o mettere sulla pizza, o anche come base per un primo o un secondo, non le prendo: al 99%, non le sanno fare. Il frutto, infatti, anche se buono di qualità è piuttosto acquoso e amarognolo, e la cosa non si risolve se non attraverso una lunga pre-preparazione come quella che faceva nonna Carmela. E certi vizi è molto difficile toglierseli...
Oggi la prima ricetta comporta che sia opportuno pubblicarne altre due, ad essa connesse, e ricordarne una quarta già pubblicata, perché per nonna era quasi doveroso guarnire la semplice "pasta c'a sarsa" con "ddù mulingiani 'i supra", che poi anziché due erano quasi sempre quattro, e le altre due te le metteva in un piattino con un po' di salsa di pomodoro e una bella spolverata di parmigiano sopra, ed era una specie di "parmigiana fast" non dico meglio di quella "slow" ma altrettanto gradita. Per questo rido con gusto all'ascolto di Fiore calabro di Lillo e Greg, perché ci sono passato...
Melanzane fritte
Sbuccia le melanzane, tagliale a fette longitudinalmente (larghe mezzo cm circa), e mettile in un colapasta cospargendole di sale e sistemandole a strati.
Sotto le melanzane metti un piattino da caffè capovolto, e sopra uno che regge un peso (un recipiente pieno d’acqua, ad esempio). Lasciale così per 1 ora e ½ - 2 ore, poi sciacquale e strizzale bene; eventualmente, tagliale a bastoncini.
Metti un dito d’olio in padella e friggile attento a non bruciarle.
Asciugale con carta assorbente.

Ingredienti
  • melanzane
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
Mulingiani fritti
Munda i mulingiani, tagghiali a fetti pi’ longu, larghi menzu iiritu, e mentili nta nu sculapasta ogni giru cu na maniata ‘i sali. Sutta r’i mulingiani menti un piattinu suttasupra, e n’atru piattinu cciu menti i supra, e supra ancora nci menti un pisu, p’amuri mi si sculanu boni.
Lassili cusì na para r’uri. Apoi sciacquali e spremili ch’i mani mi nesci tutta l’acqua mara, e s’i voi p’a parmigiana, o puramenti m’i menti supra r’a pasta c’a salsa, friili cusì.
Ambeci s’i voi p’a peperonata o t’i voi mangiari a gianfuttiri ll’ha’ ttagghiari a ffungia, larghi menu ‘i nu iiritu, e poi i frii....
...
Parmigiana di melanzane
Friggi le melanzane come sopra.
Ungi una padella, metti uno strato di salsa di pomodoro, uno di pangrattato, uno di melanzane fritte, spicchi di uova sode, provola tagliata a cubetti piccoli, parmigiano e ripeti fino all'ultimo di pangrattato sopra.
Smuovi la padella sulla fiamma bassa, aggiungendo un po’ d’olio che vada sotto la parmigiana e attorno, spostala sul fornello, e dall'odore dopo pochi minuti ti accorgi che è cotta (il tempo che si sciolga la provola).
Allora la giri tipo frittata, aggiungi un filo d’olio e sempre a fiamma bassa ripeti la cottura dall'altro lato.
In alternativa, è possibile preparare il tutto in teglia e cuocere al forno.

Ingredienti
  • melanzane
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • salsa di pomodoro
  • pangrattato condito
  • 2 uova
  • parmigiano grattugiato
  • provola
  • salame
Parmiggiana
Frìi i mulingiani e fai a salsa.
Poi, pigghia n’atra pareddha, cundila, e menti un pocu ‘i salsa e na manata ‘i mu-ddhica cunzata tornu tornu. Apoi menti ‘e mulingiani, autra salsa, l’ova tagghiati a ffetti, e s’i voi un pocu ‘i provola e ‘i salami tagghiati a mmorstriceddhi, poi n’autru giru i tuttucosi, e poi i mulingiani, l’urtima salsa, e ‘a muddhica a cumbigghiari.
Ora smovi a pareddha iddha mi si movi tutta anzemi, ci fai iiri n’atra ‘uccia r’ogghiu i sutta e i latu, e ‘a frìi a focu mbasciu, muvendula i ccà e i ddhà mi si faci i tutt’i parti. Quandu faci ‘u so’ sciauru e si squagghia ‘a provula, è fatta: ‘a voti a tipu frittata, menti n’atra uccia r’ogghiu nta pareddha, e ‘a frii ill’autru latu.
Certuni ‘a fannu ‘o furnu, ma cusì è cchiù bella!
...
Peperonata
Prepara le melanzane come per friggerle a bastoncini; intanto svuota i peperoni dai semi e tagliali a listarelle; sbuccia, lava e asciuga le patate e tagliale a bastoncini spessi max 3 mm e piatti.
A parte prepara la salsa di pomodoro.
Intanto, friggi le patate togliendole man mano che si cuociono. Tolte tutte, aggiungi olio se serve e friggi le melanzane, procedendo come per le patate. Finito con le melanzane, fai lo stesso coi peperoni. Quando questi sono cotti, rimetti dentro patate e melanzane, aggiungi la salsa di pomodoro, e completa la cottura mescolando per amalgamare il tutto.

Ingredienti
  • due melanzane grandi
  • due peperoni grandi
  • quattro patate grandi
  • passata di pomodoro (750 ml)
  • uno spicchio d’aglio
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
Peperonata
Mi veni bbona ‘a peperonata s’hannu a frìiri i cosi a una a’ vota.
Prima i patati, e si mentunu ‘i latu; apoi i mulingiani a ffungia, e si mentunu ‘i latu, all’urtimu i pipi, e quandu su fatti si ggiungiunu i patati e i mulingiani e a sarsa chi ntantu aìvi fattu nti n’atra pareddha, e si miscita beddhu pulitu.

ARIDAJE!

Colin Powell mostra le inoppugnabili prove del possesso di armi
chimiche da parte di Saddam Hussein, poi rivelatosi inesistente.
Vi serve altro, per smetterla di credere a quanto vi raccontano?
Questo post è una costola del precedente, imposta dalla cronaca. Anche se il fatto di cronaca è stato subito tolto dalla prima pagina da altri fatti immediatamente successivi. Sto parlando rispettivamente dell'atto di guerra del nuovo imperatore in Siria, e degli attentati di Stoccolma e Il Cairo.
Una decina d'anni fa, lo sceneggiatore di Traffic, per girare un film che rappresentasse il groviglio inestricabile di cause ed effetti della questione mediorentale, e farlo bene anche grazie al voluto groviglio di sceneggiatura, decise di ambientarlo proprio in Siria. Guardando Syriana, infatti, dopo un po' se cerchi di capirci qualcosa di quello che succede attorno a George Clooney ti viene mal di testa, fino a che capisci che quello che devi capire è che non c'è niente da capire, salvo la sottotraccia di tutto: quel casino c'è perché fa comodo all'Occidente che ci sia, è creato e mantenuto appositamente e non da un gombloddo di un Grande Vecchio qualsiasi ma dalla natura stessa del capitalismo multinazionale petroliocentrico, tendenze sistemiche che stanno sopra le teste degli individui e fanno si che questi pensino in modo ad esse funzionali (o sennò siano in qualche modo tolti dal gioco).
Con questa premessa, appare incredibile che il mainstream possa ancora permettersi di dare una notizia come quella dei bombardamenti chimici di Assad sui bambini, e soprattutto che ci sia ancora qualcuno che ci creda, dopo che ad esempio mostrandoci una fialetta presa dal proprio armadietto delle medicine ci convinsero che Saddam aveva le armi chimiche e bisognava attaccare l'Iraq, per scoprire (solo a Iraq raso al suolo, Saddam impiccato, milioni di morti innocenti e Iraq consegnato al disordine per decenni) che le armi chimiche non c'erano affatto, e che chi ci aveva mentito (anziché essere almeno imprigionato se non impiccato a sua volta) fa magari la bella vita come conferenziere come Tony Blair. E invece c'è: la notizia dei bimbi gasati è rimbalzata su tutti i media, ovviamente social compresi, e molti hanno abboccato alla vulgata imposta dal mainstream sdegnandosi contro il cattivone di turno. Non ho fatto in tempo a scriverlo sul blog, per cui dovete fidarvi sulla parola, ma io invece ho subito pensato e detto che mi ricordava il caso iracheno, e la cosa era montata ad arte per spingere l'opinione pubblica ad appoggiare un attacco militare in Siria. Troppo facile: la mattina dopo ecco i missili di Trump, che pure aveva giurato di voler cambiare linea rispetto al suo sanguinario predecessore, a rischiare di farci precipitare ancora di più in una vera e propria Terza Guerra Mondiale dichiarata (quella strisciante continua dal 1991, e non sono io a dirlo), visto l'alleanza di Assad con Putin.
Se non che, menomale, col passare delle ore e il diradarsi della nebbia mediatica senza che il conflitto russo/americano deflagri, si va affermando come più probabile una diversa versione dei fatti. Io la butto li, poi fate voi se vi quadra o meno:
  1. c'è una guerra in Siria dove i cattivi li hanno armati e finanziati americani e sauditi, prima tentando persino di farli passare per buoni, poi fallito questo tentativo (perché la bufala delle rivoluzioni colorate ormai è conclamata anche agli occhi del più coglione dei piddini) ammettendo che sono terroristi e fingendo di combatterli senza interrompere però il supporto nascosto;
  2. i cattivi hanno le armi chimiche, e purtroppo se cerchi di attaccare le loro roccaforti può capitare che colpisci uno dei loro depositi, facendo delle vittime (ma moltissime di meno di quante sarebbero state se l'attacco fosse stato davvero quello che ci hanno raccontato, con bombe chimiche dal cielo);
  3. in America la lobby della guerra è ancora fortissima, nonostante miracolosamente abbia subito una clamorosa sconfitta alle recenti presidenziali, e tenta e tenterà in ogni modo di costringere Trump a proseguire la disastrosa politica dei suoi predecessori;
  4. Trump, per quanto insopportabilmente antipatico e truzzo sia, è molto meno stupido di quanto si pensi, e finge di abboccare annunciando e subito dopo attuando una rappresaglia, ma non prima di aver avvisato il "suo amico" Putin e di conseguenza Assad - infatti, l'esito dell'operazione USA è di molto inferiore a quanto sarebbe lecito attendersi dalla portata dell'attacco missilistico dichiarato;
  5. ecco perché i falchi sono stati (almeno momentaneamente) gabbati e la guerra con la Russia non è divampata - si può tornare alla narrazione corrente, riprendano pure gli attentati ricorrenti con cui si è deciso di alimentare la strategia della tensione.
Magari sarò smentito dai fatti; per ora, per restare a Clooney, good night and good luck.

ANCORA DI MURI E STRADE

Questo grafico, che meglio di ogni altra cosa spiega cos'è l'Euro
e a cosa è servito e serve, è nelle mani di una fascistona che ha
buone probabilità di essere il prossimo Presidente della Repubblica
francese. La domanda che vi dovreste fare è: perchè non è nelle
mani di un esponente di un qualsiasi partito sedicente di sinistra?

Era esattamente questo che intendevo nel mio post recente in cui vi ammorbavo con la differenza che c'è, guidando l'auto, tra concentrarsi sempre sul punto successivo del tracciato che si vuole percorrere e distrarsi guardando i pericoli che lo costellano: se guardi la tua strada, non è certo escluso che le insidie non ti fermino (può sempre scoppiare una gomma, rompersi il motore - le malattie, gli incidenti - o arrivarti qualcuno addosso - ci sono sempre gli altri e se l'obiettivo è comune tanto più è esclusivo tanto più saranno i delusi), ma c'è una certa probabilità che tu la possa percorrere con successo, magari godendoti il percorso, invece se guardi il muro o il baratro è matematicamente certo che finirai presto per sbattere o precipitare.
Ora, quando la tua classe dirigente (il tuo governo è un concetto troppo restrittivo) ha come obiettivo di consentire a tutti di poter lottare per il raggiungimento della felicità, qualunque sia la ragione per cui ha questo obiettivo fosse anche la più bieca, si creano quelle condizioni per cui ciascuno possa lavorare per farlo, ma quando chi detiene il Potere ha l'obiettivo opposto non deve sorprendere che accada l'esatto contrario. In altre parole, signori, questi vi vogliono fuori strada e quindi vi mostrano di continuo il muro e il baratro, di modo da fregare sia chi si convince che la strada sia quella (e l'imboccherà con tragica convinzione) sia con la paura tutti gli altri (per i meccanismi di cui sopra).
Il fatto, dimostrato al limone per chi non ha gli occhi chiusi e le orecchie foderate di prosciutto (della serie i bei modi di dire di una volta), è proprio che la classe dirigente europea e italiana negli ultimi 30 anni ha esattamente lo scopo di impoverirci (e quando ve ne accorgerete sarà sempre troppo tardi). Il crollo del blocco sovietico e la globalizzazione hanno tolto i freni ai meccanismi naturali del capitalismo, quelli che ben mostrava Dickens e capiva Marx, i quali tendono a pagare il fattore lavoro il meno possibile, volendo anche niente. Per questo ha ragione Lo Monaco quando titola il suo interessante post "schiavi era meglio (almeno mangiavi e dormivi)": la schiavitù dichiarata aveva dei costi (il padrone ti doveva campare), il capitalismo non l'ha abolita ma solo dissimulata proprio per non pagarli, e ciò era vero anche prima della globalizzazione ma avveniva lontano dai nostri occhi, perché da noi la dialettica col socialismo aveva costretto il capitalismo a concederci di affrancarci ed elevarci (ma ce lo potevamo permettere solo a scapito degli schiavi di fuori, leggi colonialismi e imperialismi di varie generazioni).
Questo ragionamento ha una sola conclusione logica: dobbiamo pretendere che lo spazio per arricchirsi liberamente in tutto il mondo abbia come limite FISICO (cioè fissato in una statuizione legislativa di ordine universale NON emendabile dagli ordinamenti nazionali) il diritto alla sussistenza e alla dignità di ogni essere vivente liquidato in un reddito minimo "di umanità" commisurato a ciascuna realtà monetaria. E come tappa intermedia verso questo obiettivo pretendere che questo limite venga stabilito in ogni Stato sedicente libero e democratico in un reddito "di cittadinanza", rimuovendo ogni fattore che lo ostacoli (innanzitutto, una moneta unica imposta a realtà economiche eterogenee, che impedendo la flessibilità monetaria ha imposto quella reale, letteralmente distruggendo le economie più deboli a favore delle più forti).
Il motivo per cui non tutti ancora (anche se già siamo in tanti, e cresciamo ogni giorno anche coi media contro) arriviamo a questa conclusione nonostante la sua logicità, è che c'è tutto un apparato di gente pagata per velarci gli occhi, o per tornare alla metafora iniziale per mostrarci il muro anziché la strada. Ragion per cui è diritto civico di ogni cittadino "scetato" di fare tutto quello che è nelle sue possibilità per "scetare" quanti più amici e conoscenti possibile.
Segue una tabella ragionata di falsità che vanno per la maggiore, muri che vi mostrano con accanto invece dov'è la strada corrispondente. Fatene buon uso.


Non è affatto vero che... ...invece magari è vero che...
1 ...la libera concorrenza si traduce in risparmio per l'utente, per cui conviene lasciare il mercato tutelato ed anzi è giusto abolirlo...  ...normalmente, con qualche rara eccezione, gli utenti finiscono per pagare di più persino con la "concorrenza" del mercato tutelato ancora vivo, figurarsi quando venisse chiuso per legge...
 2  ...gli attentati dei "cani sciolti" sono frutto del radicalismo islamico e/o dell'immigrazione...  ...gli attentatori solitari sono quasi sempre "occidentali" disadattati, magari marionette nelle mani di chi ha interesse a gestire una "strategia della tensione": avete notato che NON colpiscono mai i burattinai o i loro interessi? e che sono sempre una scusa per intaccare un altro po' le libertà individuali (comprese quella di pensiero e parola)?
 3  ...Assad oggi (come Gheddafi Saddam Mubarak ieri) è un dittatore sanguinario, come non era vero quando passava per essere il baluardo della democrazia...  ...abbiamo sfruttato (e sfruttiamo) a piacimento tutti i regimi che ci fa comodo sfruttare, e poi attaccato scriteriatamente (ce l'aveva le armi chimiche Saddam? e perchè allora dovremmo credere che le abbia usate Assad?) e sanguinosamente quelli che non ci facevano più comodo (in Italia peggio: anche quelli che ci facevano ancora comodo ma non lo facevano più ad altri), facendo vittime innocenti a milioni e creando i presupposti per il terrorismo, e poi alimentandolo - allora: chi è sanguinario?
4 ...uscire dall'Euro è impossibile, e comunque sarebbe una catastrofe con inflazione a due cifre e sfaceli per il bilancio pubblico e le tasche dei cittadini... ...l'Euro è prossimo al collasso, anche perché non più funzionale ai desiderata dell'Impero, che ha cambiato rotta. Discutere del suo smantellamento, qui e ora, è l'unica possibilità che abbiamo per organizzarlo in modo che non ci siano problemi per l'Europa (che non è l'Unione Europea, che è solo un progetto politico reazionario). Se non accettano di discuterne, uscirne è comunque il minore dei mali: grazie all'Euro, la Germania ha distrutto il nostro tessuto industriale (vedi foto). Ma possiamo ancora ricostruirlo...
5 ...l'Euro ci ha dato stabilità, e prima o poi ci darà prosperità - l'ha detto il telegiornale (e scritto Repubblica), il potere d'acquisto è cresciuto e la disoccupazione calata!... ...il mainstream ci racconta ogni giorno mezze verità confezionate in modo da costituire intere menzogne: i redditi nominali non crescono più dall'inizio della crisi, il potere d'acquisto è crollato al livello del 99, e siamo solo all'inizio, se non molliamo l'Euro (leggi qua la lezione Argentina). Ma anche recuperare la sovranità, se la rimettiamo in mano a una classe politica corrotta, sarà del tutto inutile. Anche per questo l'unica speranza, finora, è il m5s, l'unica forza politica rilevante che sia dichiaratamente antiliberista.
6 ...le privatizzazioni erano inevitabili, e sono la premessa a ogni recupero di efficienza ed efficacia nella erogazione dei servizi... ...le privatizzazioni sono state nient'altro che il furto organizzato e pianificato del bene pubblico (che non si ferma: ora tocca alla Cassa Depositi e Prestiti) da parte di una cricca di privati, e in quasi nessun settore si sono tradotte in un qualche miglioramento nei servizi e nel loro costo. Qualunque "ripartenza" dovrà passare per la "ri-statalizzazione" dei servizi e dei beni demaniali per natura e opportunità.
7 ...il PD è un partito di centrosinistra, peraltro ad alto grado di democrazia interna, e il m5s un'accozzaglia destroide a guida autoritaria... ...il PD ha da tempo sposato politiche economiche di stampo ultraliberista, nonostante queste comportino la progressiva erosione della democrazia oltre che del welfare, e in questo quadro le primarie non sono che una ostentazione vuota e inutile, mentre il m5s ha un programma sostanzialmente di sinistra e di salvaguardia della democrazia (e chissenefrega di quella interna, ammesso che ne abbia meno degli altri).
8 ...la Brexit è un autogol pazzesco, come dimostrano ogni giorno articolesse sul mainstream... ...l'Inghilterra ha tanti difetti, ma il pregio di sentire la puzza di nazismo da lontano, e tenersene alla larga. Con la Brexit ha solo abbandonato una nave che affonda, e se non la imitiamo presto ci farà ciao ciao con la manina. Di giornali e TV è inutile parlare: non gli crede più nessuno.
9 ...i poveri immigrati arrivano sfruttati dai cattivoni scafisti e noi dobbiamo accoglierli tutti sennò siamo inumani... ...gli immigrati che arrivano sono in gran parte giovani e forti e sono i soli che in qualche modo possono permettersi il viaggio. arrivano perché c'è domanda di schiavi, ovvero di esercito industriale di riserva, da parte del capitalismo e grazie alla mafia suo braccio armato (e non da oggi). La pietà per ciascun singolo essere umano non deve impedire di comprendere il fenomeno nel suo complesso, il cui obiettivo ultimo è rendere schiavi anche noi e azzerare anche il ricordo del welfare state e dei valori democratici e illuministici.
10 ...il problema è la produttività del lavoro, o il costo del lavoro, per cui aumentando l'una e diminuendo l'altro si ricrea occupazione... ...il jobs act e tutti gli altri provvedimenti analoghi che lo hanno preceduto e lo seguiranno sono perfettamente funzionali al capitalismo multinazionale e invece del tutto inefficaci a combattere la disoccupazione e fornire sostentamento. I pochi che ancora trovano lavoro lo fanno grazie alle conoscenze, e la cosa più grave è che un ministro descriva questo fenomeno, quando dovrebbe combatterlo.

La lista può allungarsi all'infinito, alcuni argomenti li avevo già toccati altri li ho tralasciati per brevità ma ci tornerò. Quello che conta è capire la sintassi. Non cascateci. Guardate la strada: sovranità e onestà. Dunque Movimento 5 Stelle, anche se non vi convince del tutto. Se guardate altrove, dove vi fanno guardare loro, finirete fuori strada. Lo fanno apposta, ripeto: non cascateci.

È IL CAPITALISMO, STUPÌDO!

Visto al cinema il biopic su Stanlio e Ollio , divertente e commovente al tempo stesso, grazie anche alla scelta di inquadrare un piccolo ...