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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

E' ARRIVATA UN'AQUILA VIOLA

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Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi, a questi laghi bianchi come la neve sotto i tuoi passi,  a questo amore, a questa distrazione, a questo carnevale  dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male, a questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole. Benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare  e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano,  un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano. Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno,  a tutti i clackson della mattina, a questo mondo già troppo pieno, a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare: ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare,  a questa luna tranquilla che si siede dolcemente, in mezzo al mare c'è qualche nuvola ma non fa niente, perché lontano passa una nave, tutte le luci accese,  benvenuto figlio di nessuno in questo paese. ....
E i sogni, i sogni, i sogni vengono dal mare,  per tutti quelli che han sempre sc…

NO TAV SI WEB

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Oggi al Tg2 l'articolo sulle proteste dei No-TAV è stato strutturato come segue: i lavori sono ricominciati tra il plauso dei tanti favorevoli, i contrari si preparano a ribloccare i cantieri, in Francia guardate qua quanto sono più avanti nei lavori e si c'è qualche protesta ma civile e ordinata, d'altronde lì l'alta velocità collega Parigi e Lione in un paio d'ore presto si arriverà a Barcellona in cinque ma per Milano ce ne vogliono ancora sette.
Sfido a trovare nell'informazione televisiva un servizio che viola questa sintassi. Se volete sentire qualcosa di più, ad esempio che l'opera ha un costo esagerato in rapporto ai benefici, impatto ambientale a parte, che l'alta velocità in Francia ha ben altro senso trattandosi di territori in gran parte pianeggianti, che la stessa in Italia, anche dove ha senso cioè nei collegamenti passeggeri tra le metropoli, ha avuto un costo decine di volte superiore che altrove per via sia dell'orografia che del no…

NESSUNO TOCCHI LA BANDA

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Strano posto la mia città d'origine, uno dei pochi dove la settimana scorsa non si è raggiunti il quorum ai referendum, e poco prima uno dei pochi dove è stata confermata una maggioranza di centrodestra, che pure aveva dato pessima prova di se, specie negli ultimi tempi. Il lungomare, ad esempio, uno dei siti più belli del mondo per vista e clima, sistemato dopo trent'anni di lavori dal sindaco della primavera reggina Italo Falcomatà e ad egli stesso intitolato, detronizzando Matteotti, dai suoi successori destrorsi ha avuto prima l'intitolazione della splendida Arena dello Stretto, un odeon affacciato verso la Sicilia, al senatore missino Ciccio Franco, poi il litorale dato in concessione a numerosi lidi che per carità lo hanno reso più fruibile di prima ma per il lucro privato (e di soggetti non sempre forse raccomandabilissimi, a giudicare dai sigilli dell'autorità giudiziaria che periodicamente appaiono all'ingresso di alcuni di essi), infine ne hanno concesso …

IL PD E IL CORAGGIO MANZONIANO

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Abbiamo esultato abbastanza. Al Colle non c'è Pertini e nemmeno Cossiga, dunque non c'è da sperare che il tirannucolo venga defenestrato a breve. Ci potrebbero pensare i suoi, visto che pare che proprio la base leghista abbia fatto raggiungere il quorum ai referendum, e che questo preluda a una resa dei conti tra Bossi e Maroni e dunque alla fine del sodalizio tra Lega e PdL, ma come si dice ciascuno deve preoccuparsi dell'unica cosa su cui può veramente agire, cioè se stesso, e quindi lasciamo Berlusconi alla sua più o meno lenta caduta e volgiamo lo sguardo chez nous.
Una prima misura dello scenario ce la dà Flores d'Arcais, che liquida, definitivamente speriamo, l'equivoco enorme che sta alla base della scelta stessa di creare il PD: l'idea che le elezioni si vincano rincorrendo il voto moderato. Come tutti gli assiomi, questo infatti vale solo se vale la premessa su cui si regge, che è l'esistenza di un sistema elettorale maggioritario più o meno puro -…

IL CAIMANO ALLE CAYMAN

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Il quorum è raggiunto e finalmente l'Italia dimostra di essere davvero "desta", quando serve: la misura del risultato dimostra che una bella fetta dell'elettorato di centrodestra quando si tratta di risorse primarie e della vita dei propri figli l'incantantore non l'ascolta, e che una bella fetta dell'astensionismo di sinistra, quello provocato dall'esistenza stessa di un aborto come il PD (a proposito: chissà se sarà servita la lezione e privatizzatori e nuclearisti li metteranno alla porta...), quando si tratta di questioni cruciali alza il culo e va a votare, eccome.
Adesso, se anziché il migliorista Napolitano avessimo al Colle non dico il partigiano Pertini ma almeno il picconatore Cossiga, che difetti ne aveva tanti ma non gli è mai mancato il senso di pragmatismo politico, Berlusconi adesso sarebbe già dentro una stanzina del Quirinale, convocato irritualmente ad ascoltare senza fiatare il perché e il percome deve uscire da lì avendo lasciato su…

APRITI QUORUM

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Ultimo appello per la democrazia in Italia: se non riusciamo ad ottenere il quorum ai referendum, il Nano la interpreterà come una vittoria personale, nonostante la doppia batosta alle amministrative rimediata pochi giorni fa. Inoltre, le questioni in campo stavolta non sono tutto sommato marginali per il nostro quotidiano, come nel caso dei tanti, troppi, referendum andati più o meno deserti negli ultimi decenni: la caccia piuttosto che la fecondazione assistita o l'articolo 18, senza togliere nulla alla loro importanza, sono argomenti che non impattano sulla pelle o le tasche di tutti come il nucleare, l'acqua o il principio liberale che la legge è uguale per tutti.
Per questo motivo, è importantissimo non solo che ciascuno di noi vada a votare il 12 o il 13 giugno prossimi, ma anche che trascini se del caso letteralmente al seggio la nonna, il fratellino tonto, l'amica pariolina, papà con tutta l'attrezzatura da pesca, il fidanzatino (se serve, tramite ricatto sessua…

SULO LAVORO

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L'articolo 1 della nostra Costituzione, quello che Berlusconi vorrebbe cambiare in "c'erano un francese un tedesco e un italiano" (letta su danieleluttazzi.it), è invece ancora "l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro". Non può essere che questo il punto da cui ricostruire questo Paese, se ne avremo la possibilità. Certo che con questa classe dirigente del principale partito d'opposizione, e gli emergenti sono peggio delle cariatidi (qui Renzi e Chiamparino sulla privatizzazione dell'acqua!), non è che abbiamo molte speranze: nessuna se pensiamo che la maggior parte delle privatizzazioni, le peggiori, e delle cosiddette riforme del lavoro pubblico e privato (compresa una precarizzazione così massiva che oggi un ragazzo sotto i 35 non sa nemmeno che avrebbe diritto a un lavoro e dei diritti nel lavoro) le abbiamo fatte "noi". Ma se fosse che persino nel PD il vento dei referendum fa cambiare l'aria, è proprio l'articolo uno…

TRENT'ANNI E NON SENTIRLI

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Singolare coincidenza quella che ha voluto che un 2 giugno, il giorno della festa della Repubblica italiana, morisse il cantautore che meglio ha raccontato l'Italia in una canzone, quella Aidache sin dal titolo racchiude il meglio e il peggio dello spirito intimo del nostro Paese. Rileggiamone il breve e folgorante testo:
Lei sfogliava i suoi ricordi, le sue istantanee, i suoi tabù,
le sue madonne, i suoi rosari, e mille mari (eia alalà),
i suoi vestiti di lino e seta, le calze a rete (Marlene e Charlot),
e dopo giugno il gran conflitto, e poi l'Egitto e un'altra età,
marce svastiche e federali, sotto i fanali l'oscurità,
e poi il ritorno in un paese diviso, più nero nel viso, più rosso d'amore.
Aida, come sei bella!
Aida, le tue battaglie, i compromessi, la povertà,
i salari bassi, la fame bussa, il terrore russo (Cristo e Stalin).
Aida, la Costituente, la democrazia (e chi ce l'ha?),
e poi trent'anni di safari fra antilopi e giaguari, sciacalli e lapin.
Ai…