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Visualizzazione dei post da Novembre, 2012

TUONI E LAMPI

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Avete presente quelle giornate in cui sembra tutto tranquillo, l'aria mite il cielo quasi terso, e voi sentite un rumore che sembra proprio un tuono, sulle prime pensate che non può essere e gli date una qualsiasi altra spiegazione dimenticandolo, e poi arriva un diluvio incredibile e allora ve ne ricordate e vi dite che si, era proprio un tuono?
Perché Mario Monti è così: un uomo tranquillo mite e dall'aria un po' svagata, sembra proprio Stanlio prima di combinare un guaio, e guardate che Stan Laurel era una vera carogna, uno che calcolava al nanosecondo i tempi comici e teneva sotto tutta la compagnia, tanto che Charlie Chaplin arrivò in America per scappare da lui, volle il caso che poi ebbe successo per primo come Charlot. Insomma, se Monti ha detto che la sanità italiana potrebbe trovarsi nei guai, è perché è ferocemente determinato a mettercela, potete scommetterci: per ora ha solo lanciato una metonimia, così quando il film arriva a quel punto nessuno troverà nient…

NON MI PERSUADE

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Il Maestro Andrea Camilleri mi perdonerà, magari anche considerando che credo di non aver perso nessuno dei suoi libri, ma leggendo notizie come questa o questa l'unico modo per mantenere la calma è ricorrere alla satira. 
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Sbam!
La porta sbatté contro il muro interno con un frastuono tale che fece sobbalzare il commissario, che così frantumò il cannolo alla ricotta che con una mano stava portando alla bocca, lasciandolo con un po' di crema penzoloni dalle labbra, un po' di briciole in mano, e la maggior parte dell'opera d'arte confezionata da Adelina che lui si era portata in ufficio in caso gli smorcasse il pititto ingloriosamente spalmata sulle carte che Fazio gli aveva portato da firmare.
Catarè sul mio onore si trasi n'atra vota accussì ti sparo!Mi scusasse signor Commissario, mi scappò. E' che c'è il signori e guistori che vuole parlare con vossignoria, tutto agitato è!Ho capito, non me lo potivi passari?Nonsi, signor commissario, non potiva.Ih…

I VERI ANTISEMITI

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Voglio scrivere un post breve, magari pieno di link da seguire perché chi voglia possa approfondire la questione e perché mi piace pensare di avere lettori magari pochi ma attivi, perché in queste ore per quello che succede in Palestina prevale la rabbia e per come ne parlano i nostri mass-media specie televisivi lo schifo e la nausea, e perché troppe volte sono stato analitico (qui citando De Andrè, qui e qui tentando di riportare la cronistoria vera approfittando del cosiddetto giorno della memoria, qui anticipando quattro anni fa quello che potrei dire parola per parola anche oggi) e oggi voglio essere sintetico:
i bombardamenti israeliani su Gaza sono un crimine contro l'umanità ingiustificato da qualsiasi punto di vista, di tale portata che se fossimo davvero un mondo civile e democratico col diritto di andare a imporre la pace e la democrazia per via militare come tante (troppe) volte abbiamo fatto ingiustificatamente oggi dovremmo farlo per una volta giustificatamente occup…

SETTANTA MI DA TANTA...

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Negli anni 70 tutto era politica, e forse era esagerato. Iniziavo così uno dei paragrafi del post scorso, che prima e dopo seguiva una sua strada, ma l'accenno lasciava dei fili appesi che vanno ripresi, anche vista la cronaca di questi giorni e alcuni commenti in cui mi sono imbattuto. Li prendo uno per uno, sembrano lontanissimi, e invece forse la trama può essere ricostruita, vediamo un po'...

I cantautori dal processo a De Gregori a Battiato assessore
Sono oramai gli unici o quasi in Italia a campare coi dischi, perché quelli che li hanno scoperti da adolescenti ora sono tra i pochi che ancora hanno un lavoro fisso e i soldi per un CD. La miopia dei discografici impedisce loro di vedere che il boom di quegli anni fu dovuto proprio alla libera circolazione del prodotto (lo so, c'ero: per un LP che compravo ce n'erano dieci che mi facevo la cassetta, e così tutti i miei amici, ma il risultato è che tutti sapevano tutto delle novità, grazie a ciò e alle radio allora ve…

LA MORTE (DELLA POLITICA)

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Confesso: non ho mai visto un talk-show, al massimo ci sono passato facendo zapping ma la mia resistenza media è di pochi secondi, la massima di 5 minuti. Proprio mai: non dico Porta a Porta o quelli Mediaset che manco so come si sono via via chiamati, dico nemmeno Ballarò, e soprattutto dico nemmeno Costanzo Lerner o Santoro, nemmeno ai loro primi enormi successi. Anzi, quando a sinistra era un coro di lodi per Samarcanda, io non riuscivo a vincere invece il disagio verso un format che dava troppo spazio agli urli della gggente e troppo poco al ragionamento, ne avvertivo insomma la pericolosità diretta e indiretta, attraverso gli indubbi seguaci che il suo successo avrebbe creato (previsione poi puntualmente avveratasi).
Scoprire oggi di non essere stato solo in questo sentimento non può che far piacere, ma è un piacere dolceamaro, perché invece sappiamo dove volano le mosche e nel frattempo l'intera informazione politica televisiva ha preso quel taglio, che evidentemente piace …

FOUR MORE YEARS?

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Era un po' di tempo che avevo chiesto a un vecchio amico di contribuire ogni tanto a questo blog, è quindi una singolare coincidenza che questo post, uno sguardo da dentro il mondo degli arbitri di calcio titolato facendo l'occhiolino alla cronaca politica internazionale, mi arriva proprio il giorno dopo che ho pubblicato un raro pezzo sul calcio con dentro un aneddoto sull'arbitro cornuto a prescindere. La cosa aumenta il piacere di ospitare su questo spazio web Polifemo, uno che ci vede da un occhio solo. Che in un mondo di ciechi....
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Il prossimo 10 novembre l’Associazione Italiana Arbitri eleggerà – o rieleggerà – il proprio Presidente. Il processo, che ricorda molto nel meccanismo elettivo quello americano, si compirà in un grande albergo romano secondo principi di evidente fair-play ma che nella realtà ha visto il ricorso a molti colpi bassi tra i due contendenti. Per chi non lo sapesse, tutto il mondo dello sport rinnova i propri vertici al termine del quad…

NESSUNO ALLO STADIO

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I 70 anni di Sandro Mazzola mi danno l'occasione di riparlare di uno sport che non seguo dall'81, con la coda del mundial dell'82. Non vedo più neanche la nazionale, ho visto perché costretto dagli amici la finale vinta contro la Francia ma non sono andato con loro ai caroselli (nell'82 con la combriccola di allora ci buttammo di corsa in mare tenendoci per mano, vestiti, eravamo giovani...) e il giorno dopo con tutta Roma al Circo Massimo io e pochi appassionati gongolavamo a villa Ada per i virtuosismi di Keith Emerson, e non ho visto le quattro pappine che ci ha rifilato la Spagna agli ultimi europei...
Ma da bambino ci andavo allo stadio, eccome: mio padre seguiva la Reggina da sempre, e come è facile intuire io ero un maschietto di meno di dieci anni gongolante quando si incamminava a braccetto con papà verso i tornelli, passando gli sguardi bonari degli addetti al controllo biglietti che ad occhio lo stimavano meno di quel tot di altezza oltre la quale dovevi pa…