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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

JAMBES COURTES

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Tradurre un'espressione idiomatica è sempre difficile, per cui se voglio far capire a un francese che le bugie hanno le gambe corte devo dirgli che "non vanno lontano" (ne vont pas loin). Ma siccome non credo proprio di avere lettori francesi, titolo proprio "gambe corte" questo pezzo sulla sacrosanta batosta rimediata dai socialisti in Francia.
Non avendo remore a rimarcare quando prendo cantonate, posso tranquillamente ricordare quando invece un po' ci piglio: in questo pezzo su Hollande, infatti, c'era si tanta speranza che si trattasse di una svolta vera capace quindi di propagarsi all'intera Unione, ma anche molto scetticismo sul fatto che potesse, e anzi che volesse, mantenere le promesse. Oggi conta poco stabilire se non voleva o non poteva, conta tanto invece registrare che se uno vince clamorosamente al grido di attaccherò i potentati finanziari sottintendendo denuncerò il Fiscal compact, e poi non fa nulla per deviare il corso della polit…

...E CHI SI RICI, PEPPI?

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Noi lo sapevamo già, che il Nuovo Centrodestra era uguale a quello vecchio. Peggio, noi sapevamo già che il buon Peppe era colpevole anche quando era innocente. Perché un conto è la responsabilità penale e un conto è quella politica, e per quest'ultima non c'è bisogno di nessun tribunale esterno, basta quello interno di ciascuno di noi. Chi ce l'ha...
E' facile titolare oggi contro Scopelliti, bisognava farlo in diretta, mentre forte di maggioranze bulgare demoliva la primavera reggina e dirottava l'immensa mole di liquidità in fin dei conti da essa originata in quel sottobosco al confine (e talvolta oltre, con un piede o due) con l'illegalità che costituisce purtroppo parte fondamentale di quell'anima reggina che sta all'anima italica come il succo d'arancia concentrato alle aranciate in bibita. Bisognava studiarselo, il fenomeno per cui una popolazione avvezza da millenni a ogni sorta di vessazione, riesce a stretto giro prima a coagularsi attorn…

ERA SOLO ABBRONZATO...

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Quando ho iniziato a fare il dj in radio, eoni fa, la prima raccomandazione che gli amici più esperti hanno tenuto a farmi è stata più o meno questa: quando fai una cavolata, anche solo un "buco" (in gergo, non so nemmeno se ancora attuale, "silenzio in onda per più di un secondo o due"), dopo fai qualunque cosa tranne scusarti o tornare in altro modo sull'accaduto: l'unico effetto sarebbe aumentare, ed esponenzialmente, il numero di chi si è accorto della cosa.
Questo precetto base della comunicazione di massa, in realtà, non è l'unico che vìolo sistematicamente su questo blog, forse proprio perché l'audience è la cosa cui bado meno nel tenerlo. Quindi questa non è la prima volta che ammetto di aver preso cantonate, se ne segnalano almeno un paio di altrettanto clamorose: quando facevo il tifo perché la Fiat comprasse anche l'Opel, ancora convinto che Marchionne fosse li per fabbricare e vendere auto, o quando pensavo che a certi patti "p…

COSA VUOI DA ME?

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Chi di noi, sommersi in questo periodo come non mai da contatti commerciali invadenti su qualsiasi telefono a qualsiasi ora, dopo essersi giustamente abbandonato allo sfogo della rabbia si sia soffermato un istante a chiedersi come mai, e come mai proprio adesso, si è probabilmente già dato da se l'unica risposta sensata: è proprio per via della crisi, che è pieno di disperati che tentano di grattare il fondo del barile.
Io oggi, dopo aver ascoltato gentilmente l'interessante proposta di una venditrice del mio operatore mobile che tentava di diventare anche il mio fisso fino a che non è diventata troppo insistente a "chiudere" qui e ora, e dopo aver invece mandato quasi a quel paese il commerciale della compagnia elettrica che si fa aprire il portone chiedendo del contatore (ma su quali testi ha studiato chi gli fa i corsi di marketing? se mi imbrogli subito io non ti credo più, quale che sia l'effettiva favolosità dell'offerta, cretino!), tento di dirvela i…

NON SERVE PENSARE A MALE

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La verità è che è una faticaccia sospettare di tutto e di tutti, la vita diventa un inferno, come diceva il professor Bellavista al camorrista che chiedeva il pizzo "ma vi siete fatti bene i conti, vi conviene?". Per cui, a parte appunto alcuni che ci sono tagliati, tendiamo tutti in prima battuta a fidarci, e solo quando la malafede di qualcuno ci pare dimostrata ci arrendiamo all'ipotesi, ma solo nei suoi confronti, mentre solo quando tutti i personaggi di un certo tipo (tutti gli uomini o le donne, o tutti i politici) la estendiamo alla categoria (e poi si che è dura rimuovere, questo pregiudizio, nei confronti del singolo che non lo merita, e sempre per economia, perché coltivare un pregiudizio nei confronti di una categoria è meno oneroso che formarsi giudizi a posteriori nei confronti di ciascuno dei componenti).
Quando allora si presenta un tipo con la faccia pulita, da cicciobello bamboccione, e magari ci dice pure che rottama tutti, riscrive le regole, ci ripor…

MILLE BOLLE BARBABLU'

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Come Barbablù che scrive un pamphlet contro il femminicidio.
Come Hitler che gira Schindler's list, no come Hitler che molla il regime e si dedica a salvare gli ebrei dallo sterminio.
Come Alonso che guida col cappello la sua NSU Prinz verde a due all'ora.
Come Superman che illustra a un convegno medico i benefici della kryptonite verde.
Come Topolino che rapina la banca di Gambadilegno con Pippo a fargli da palo.
Come la Navratilova che magnifica le doti del maschio italico.
Come Paola e Chiara che vincono il premio Tenco.
Come una squadra di Zeman chiusa a difendere lo zero a zero dal primo minuto. E Zeman non fuma.
Come la Juve che perde uno scudetto a causa di un errore arbitrale.
Come Rocco Siffredi che dichiara di essere ancora vergine.
Come Berlusconi onesto.
Come Toto Riina che telefona a Falcone consigliandogli di fare un'altra strada.
Come Dante che scrive in latino che quelli che scrivono in volgare dovrebbero essere giustiziati e andare all'inferno.
Come E…

ASTENERSI PERDITEMPO

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Il tag "democrazia" è uno dei più cicciotti nella cloud a destra, quindi in queste pagine se ne parla spesso, magari criticamente, distinguendo tra concetto teorico e sua declinazione pratica, ma spesso. Eppure non trovate nei quasi sei anni di questo blog nessuna eco a nessuna delle innumerevoli situazioni in cui invece il mainstream vi ha rintronato le orecchie di questo termine dunque tanto sacro quanto bestemmiato. Mai, dall'Iraq alla Cina, dal Venezuela a tutte le primavere arabe, dalle pussy riot a Striscia o Le iene, da Bono alle lezioni di democrazia a Grillo e grillini, dall'Iran all'Argentina, per finire all'Ucraina e a tutte le altre occasioni che sicuramente ho omesso dall'elenco, trovate qui un post che si accoda alle proteste "per la democrazia" come invece accade in profusione su Facebook.
Già, Facebook. Primissimi tempi a parte, lo uso quasi solo per pubblicizzare le pubblicazioni di questi post. E non ho un account Twitter. Sti…

C'È FICTION E FICTION

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Poi uno dice che vai a fare al cinema, adesso in TV ci sono delle fiction di livello cinematografico, stasera poi ce n'è una che parla della tua terra, e lo so che odi le cose a puntate ma queste sono solo due!...
Avendo visto e rivisto tutti i Montalbano televisivi, che effettivamente sembrano film e spesso risultano migliori dei non sempre perfetti gialli di Camilleri (che peraltro televisivo ci nasce e si vede), ed essendo Zingaretti il "giudice meschino" protagonista di questa miniserie, dico vabbè. E poi lo guardo fino alla fine (nonostante una infinita serie di nefandezze e stereotipi, in testa "il boss della 'ndrangheta buona di una volta") solo per due ragioni: scoprire se era vero che avevo indovinato il colpevole alla prima inquadratura (purtroppo si, e ho detto tutto), e evitare la tentazione di partecipare al trionfo di share di Canale 5 risorbendomi il polpettone neooscarizzato di Sorrentino.
Poi di quest'ultimo leggo questa stroncatura pi…

HOME PAGE CINEMA OGGI

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Del film da Oscar di Paolo Sorrentino, di come sia il meno bello della sua peraltro non lunga filmografia e di come sia però così paraculo da aver reso facile prevederne la premiazione americana, ho già detto a suo tempo. Oggi è tempo di adottare a posteriori il profilo che per sua fortuna Leonardo ha calzato a priori, e gioire per l'affermazione del cinema italiano, anzi della sua anima "colta all'italiana", per quanto estemporanea rischi di restare anche stavolta.
La notizia della vittoria agli Oscar ha però oscurato, almeno nella stampa italiana, un'altra notizia dal mondo del cinema altrimenti di primissimo piano: decisamente al tempo suo, ci ha lasciati il grande regista francese Alain Resnais, non so se il migliore dell'anima "colta alla francese" del cinema ma certo quello che secondo me ha raggiunto i momenti maggiori nel rapporto tra i contenuti e la capacità di renderli fruibili a tutti con poca fatica, sempre secondo me invece il grande …