Oggi è una di quelle date in cui il destino si diverte a creare coincidenze significative. Come oggi, infatti, 25 anni veniva ucciso Pippo Fava, e 62 anni fa nasceva Peppino Impastato, due siciliani che hanno pagato con la vita le loro scelte di campo. Due eroi, se vogliamo riappropriarci di un termine da altri svalutato fino a rappresentare la virtù dell'omertà in un mafioso conclamato tale con sentenza definitiva (Mangano, da Dell'Utri e Berlusconi), che hanno tentato il riscatto della loro terra e sono stati fermati rispettivamente da pallottole e da tritolo, non da souvenir. Dopo essere stati sparati alla nuca, o legati a dei binari coll'esplosivo sotto la pancia, non si può contravvenire agli ordini di nessuna scorta e alzarsi su nessun predellino a mostrare sangue miracolosamente già coagulato su cui imbastire una campagna di odio chiamandolo amore.
Mi piace accomunare ai due, anche se nessuna data mi aiuta a inventare coincidenze, anche Mauro Rostagno, che ha fatto la stessa fine, perchè sto parlando di sicilianità e lui amava dire di se di essere più trapanese dei trapanesi di nascita, perchè aveva "scelto, di esserlo".
E mentre quelli del Partito dell'Amore fanno di tutto per consentire ai mafiosi di riappropriarsi dei beni loro confiscati, dopo avergli consentito di far rientrare in patria i loro soldi sporchi con lo Scudo Fiscale e aver dato un'accelerata alla madre di tutte le regalìe di soldi pubblici alla criminalità, il Ponte sullo Stretto, gli eredi (in tutti i sensi) di Fava stanno tentando disperatamente di recuperare i fondi necessari ad evitare il pignoramento delle loro abitazioni, conseguente alla cocciuta determinazione a proseguire la missione informativa di Pippo nell'era in cui la ggente preferisce abbeverarsi a fonti più facili e spendere i soldi per il calcio in tv. Sosteniamoli.
Di Impastato si sa un po' di più, per via dello splendido film di Giordana che titola con la metafora pedonale della contiguità con la mafia di ogni siciliano, anche di quelli che da giovani non erano in società con mafiosi e da grandi non diventano Presidente del Senato. Peppino lottava dai microfoni di una radio, anzichè dalle pagine di un giornale o dalle fila di una comunità, che proprio oggi si riaccende sul web. Seguiamola e sosteniamola.
Dalla colonna sonora di quel film, posto il bellissimo video dei Modena City Ramblers, mentre chiudo rivendicando il diritto ai miei sentimenti, il diritto LIBERALE ai miei sentimenti. Non incito nessuno a nessuna violenza, sono obiettore di coscienza da quando la cosa si pagava, e non torcerei mai un capello vero o finto a nessuno, ma ho il diritto di amare o odiare chi voglio. Amo da calabrese i veri eroi siciliani: gli Impastato, i Fava, i Rostagno, i Falcone e i Borsellino. Odio quelli che li hanno ammazzati e ancora di più i loro mandanti. Quelli che pensano di avere il diritto di sottrarsi ai processi anche quando le accuse sono di questo livello. Quelli che chiamano eroi i boss. Non fatevi fregare dal buonismo tornato in voga per interposto presunto attentato,odiateli anche voi.
martedì 5 gennaio 2010
CINQUE GENNAIO, CENTO PASSI
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domenica 3 gennaio 2010
ZIBALDONCINO DI INIZIO ANNO DA BANANA REPUBLIC
Sono giorni difficili: si dorme poco, si prende peso e si sta lontani dalla Rete. Buttare un occhio ogni tanto ai telegiornali oramai è inutile: bollettini medici fasulli, non-notizie sui regali il cenone i concerti eccetera, le condizioni meteo sempre eccezionali, e basta.Tentiamo allora una rapida rassegna stampa a beneficio dei momentaneamente assenti come me:
- Bomba artigianale al tribunale di Reggio Calabria - ai distratti rammento che quando certa gente vuole colpire davvero le bombe sono professionali e fanno vittime, per cui o il mittente non è quella gente o lo è ma non voleva far male, magari solo avvertire chi a questo punto avrà già capito.
- Brunetta vuole cambiare la prima parte della Costituzione - il bell'uomo (ho sentito con queste orecchie una bella ragazza sostenere seriamente che ha del fascino, a questo punto credo pure alle foto del Ministro tascabile con la fidanzata stangona...) svolge nel teatrino berlusconiano il ruolo che fu di Bossi, oramai ridotto da madre natura a vecchio brontolone saggio: creare boutade da parzialmente smentire, lasciar commentare, e insomma preparare il terreno ad attacchi seri dopo aver anestetizzato la zona, come il batuffolo di cotone picchietta il culo prima che l'ago della siringa infierisca. Vedremo se davvero si limiteranno a togliere i riferimenti al lavoro, che logicamente Brunetta ritiene antiquati avendo contribuito alla demolizione del concetto stesso di diritto al lavoro operata dal resto della combriccola bipartisan negli ultimi 15 anni, o se toglieranno la maschera e attaccheranno direttamente la democrazia e i diritti umani, e poi magari se e come gli italiani reagiranno all'attacco.
- Finalmente un salvacondotto giusto per Berlusconi, è il lodo DeMagistris - se lascia l'Italia per sempre lo lasciamo impunito a godersi i miliardi da qualche parte con donnine e aiutini per potersele godere. Altro che lodo Alfano, qui si che si ragiona: andatelo a leggere e commentare direttamente sul blog dell'ex-magistrato, che altrove passa per una battutaccia e presto non si troverà più.
- Dalla e DeGregori tornano assieme - più di ogni altra notizia è questa quella che scalda i cuori di noi 40-50enni: a me ricorda un adolescente arrampicato sul muro di cinta dello stadio stracolmo. I due anziani cantautori hanno sempre bisogno di soldi: DeGregori è il recordman mondiale di raccolte con inedito, live, vecchi brani riarrangiati e album di inediti brevi quanto lisci come l'acqua (l'ultimo brano memorabile lo ha scritto nell'87), Dalla gira con un Cayenne modificato e fa opere liriche show televisivi comparsate varie con parrucchino imbarazzante e rari album di inediti altrettanto inutili di quelli del suo amico. Ma a chi suona dal vivo e suda i soldi io li dò sempre volentieri, e ammesso che la tournèe parta davvero e la scaletta sia quella giusta, sarò li. A cantare in coro "ma come fanno i marinai...."
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giovedì 31 dicembre 2009
TEMPO
Ricordo come fosse oggi la chiacchierata fatta trent'anni fa con Alessio, di cui da oltre vent'anni ho solo rade notizie di seconda mano (e nemmeno Facebook è onnipotente). Si parlava, perchè ai tempi si usava e non c'erano Amici e Il grande fratello, di robetta come la vita la morte e il tempo che passa, perchè ai tempi si usava perfino parlare di filosofia e di politica, tra adolescenti. Venne fuori che io avevo semplicemente il terrore del passare del tempo, e non è che fosse giustificatissimo vista l'età.
Passano gli anni, velocemente come sembra sempre guardando dietro, e le scelte fatte e i fatti accaduti dimostrano che su certe cose avevi torto marcio e su altre ragione da vendere, specie riguardo te stesso e come sei fatto.
Poi arriva qualcuno e ti regala una poesia. Non è bellissima in senso assoluto, ma con te ci azzecca alla grande. L'autrice si chiama Elli Michler, e (nemmeno Google è onnipotente) sul web sono riuscito a trovare solo la foto, il sito tedesco non funzionante e la voce wiki sempre in tedesco. Ma il testo di questa poesia l'ho ritrovato in mille altri blog. Com'era? l'amore più lo dividi più si moltiplica: questo è insieme il mio augurio di buon 2010 a tutti voi e il mio grazie a chi ha dimostrato di sapermi guardare dentro.
Passano gli anni, velocemente come sembra sempre guardando dietro, e le scelte fatte e i fatti accaduti dimostrano che su certe cose avevi torto marcio e su altre ragione da vendere, specie riguardo te stesso e come sei fatto.
Poi arriva qualcuno e ti regala una poesia. Non è bellissima in senso assoluto, ma con te ci azzecca alla grande. L'autrice si chiama Elli Michler, e (nemmeno Google è onnipotente) sul web sono riuscito a trovare solo la foto, il sito tedesco non funzionante e la voce wiki sempre in tedesco. Ma il testo di questa poesia l'ho ritrovato in mille altri blog. Com'era? l'amore più lo dividi più si moltiplica: questo è insieme il mio augurio di buon 2010 a tutti voi e il mio grazie a chi ha dimostrato di sapermi guardare dentro.
Ti auguro Tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere:
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti,
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
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sabato 26 dicembre 2009
DAL VOSTRO INVIATO ALL'INFERNO
Come promesso, eccovi il resoconto dal vostro inviato sulla Salerno / Reggio Calabria.
Vale la pena rammentare, infatti, che i lavori furono fortemente voluti da Bettino nel suo canto del cigno politico, e per questo previsti nella maniera così assurda in cui vengono realizzati: anzichè - come sarebbe stato logico - costruire una nuova arteria magari lontana da Sila e Pollino, e utilizzare la vecchia fino a completamento della nuova per poi declassarla a strada per la mobilità locale, si è scelto di rifarla tutta sopra il vecchio tracciato, con l'aggravio di costi e di disagi per gli automobilisti che si può immaginare. Tra l'altro, già il vecchio tracciato era assurdo: rispetto al naturale andamento costiero della SS 18, si scelse di passare per Cosenza e soprattutto per Altomonte, restando costretti poi a valicare oltre i mille metri per scollinare a Lagonegro, per la ferma e potente volontà politica di un altro socialista, Giacomo Mancini, il cui figlioletto oggi è tra i maggiori fautori del Ponte - si sa, le tradizioni di famiglia...
Avviati nel 1997 dall'allora Ministro Di Pietro (ecco uno che morto politicamente Berlusconi finalmente ritroverà la sua collocazione naturale, a destra), si disse che i lavori sarebbero stati ultimati nel 2003. Oggi, a fine 2009 cioè dodici anni dopo l'avvio, come abbiamo appena verificato sono ad un terzo, e i due terzi che mancano riguardano i tratti più difficili, quasi tutti in viadotto o galleria, dunque se estrapoliamo che per il completamento mancano altri 24 anni forse ci stiamo tenendo bassi. Oggi ci vengono a dire che i lavori del Ponte sullo Stretto dureranno dal 2010 al 2016: chi sa fare due più due, proceda. C'è di più, per l'A3 molti subappalti sono finiti sotto inchiesta per mafia, e dei tratti completati alcuni sono stati sequestrati per anni perchè dalle intercettazioni era emerso l'utilizzo di materiali scadenti (si sa, per pagare le tangenti bisogna pur fare la cresta da qualche parte...). Oggi ci vengono a dire che il Ponte sarà al riparo da influenze mafiose, quando il General Contractor, cioè la figura che dovrà subappaltare i lavori senza esserne responsabile, vero colpo di genio legislativo berlusconiano applicato per la prima volta proprio per la A3, è proprio la Impregilo. Un nome, una garanzia che le cose per il Ponte saranno fatte proprio come per la Salerno/Reggio.
Tutto questo, a prescindere dalle considerazioni sulla inutilità, non redditività, non ben valutata antisismicità, antieconomicità, che oggi non mi va di ripetere. Oggi vi ho raccontato di una strada che ho fatto ieri e devo rifare domani: fossi credente, almeno, avrei chi pregare o bestemmiare. Invece devo solo prepararmi a soffrire laicamente...
- 443 chilometri in totale, di cui:
- 134 chilometri a una sola corsia per senso di marcia (con lavori in corso di una certa entità, quindi)
- 152 chilometri sul vecchio tracciato (con i lavori non ancora avviati, e chissà in qualche lotto nemmeno appaltati)
- 157 chilometri con lavori ultimati o quasi (di cui solo una quarantina, da Salerno a Campagna, in tre corsie).
Vale la pena rammentare, infatti, che i lavori furono fortemente voluti da Bettino nel suo canto del cigno politico, e per questo previsti nella maniera così assurda in cui vengono realizzati: anzichè - come sarebbe stato logico - costruire una nuova arteria magari lontana da Sila e Pollino, e utilizzare la vecchia fino a completamento della nuova per poi declassarla a strada per la mobilità locale, si è scelto di rifarla tutta sopra il vecchio tracciato, con l'aggravio di costi e di disagi per gli automobilisti che si può immaginare. Tra l'altro, già il vecchio tracciato era assurdo: rispetto al naturale andamento costiero della SS 18, si scelse di passare per Cosenza e soprattutto per Altomonte, restando costretti poi a valicare oltre i mille metri per scollinare a Lagonegro, per la ferma e potente volontà politica di un altro socialista, Giacomo Mancini, il cui figlioletto oggi è tra i maggiori fautori del Ponte - si sa, le tradizioni di famiglia...
Avviati nel 1997 dall'allora Ministro Di Pietro (ecco uno che morto politicamente Berlusconi finalmente ritroverà la sua collocazione naturale, a destra), si disse che i lavori sarebbero stati ultimati nel 2003. Oggi, a fine 2009 cioè dodici anni dopo l'avvio, come abbiamo appena verificato sono ad un terzo, e i due terzi che mancano riguardano i tratti più difficili, quasi tutti in viadotto o galleria, dunque se estrapoliamo che per il completamento mancano altri 24 anni forse ci stiamo tenendo bassi. Oggi ci vengono a dire che i lavori del Ponte sullo Stretto dureranno dal 2010 al 2016: chi sa fare due più due, proceda. C'è di più, per l'A3 molti subappalti sono finiti sotto inchiesta per mafia, e dei tratti completati alcuni sono stati sequestrati per anni perchè dalle intercettazioni era emerso l'utilizzo di materiali scadenti (si sa, per pagare le tangenti bisogna pur fare la cresta da qualche parte...). Oggi ci vengono a dire che il Ponte sarà al riparo da influenze mafiose, quando il General Contractor, cioè la figura che dovrà subappaltare i lavori senza esserne responsabile, vero colpo di genio legislativo berlusconiano applicato per la prima volta proprio per la A3, è proprio la Impregilo. Un nome, una garanzia che le cose per il Ponte saranno fatte proprio come per la Salerno/Reggio.
Tutto questo, a prescindere dalle considerazioni sulla inutilità, non redditività, non ben valutata antisismicità, antieconomicità, che oggi non mi va di ripetere. Oggi vi ho raccontato di una strada che ho fatto ieri e devo rifare domani: fossi credente, almeno, avrei chi pregare o bestemmiare. Invece devo solo prepararmi a soffrire laicamente...
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giovedì 24 dicembre 2009
PRIME PIETRE E PRIMO MORTO
E alla fine c'è scappato pure il morto. Franco Nisticò da Badolato, responsabile del Comitato per la Statale 106 - che sarebbe sì un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio calabrese, è rimasto vittima di un infarto e pare di una presenza delle istituzioni sbilanciata molto più verso le forze dell'ordine che i mezzi di soccorso. Eppure non c'era nessuno a cui tirare modellini di ponte in faccia.
Così si sono svolti in contemporanea la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto e il funerale di uno dei suoi più fieri oppositori. Oddio, in realtà si sono avviati (si sono avviati?) lavori preliminari alla costruzione del Ponte, una variante ferroviaria che anzi dicono prevista e utile a prescindere, ma tant'è: un governo che campa di annunci e bufale con cui nutrire i suoi appassionati e numerosi (ma sarà ancora così?) elettori vuole il 23 dicembre 2009 da mettere sui libri di storia, e poi quello che conta è che si possa continuare a "ciucciare" soldi pubblici (solo ieri il commissario Ciucci ha ottenuto un aumento di capitale di 900 milioni, chissà se mai si riuscirà a capire quanto è costato a Pantalone il Buco Nero che si chiama Società Stretto di Messina...).
Ma c'è pure il risvolto comico. Esiste un Comitato Ponte Subito, che pur non avendo portato mai in piazza nessuno, a fronte delle migliaia e migliaia mobilitate ad ogni occasione dai No Ponte, riceve da un po' di tempo lo stesso spazio sugli organi di stampa locale, in nome forse di una equidistanza malintesa quanto sproporzionata è la "potenza di fuoco" dei pochi che il ponte lo vogliono a fronte di quella dei tanti che vorrebbero che quei soldi fossero spesi meglio. Ebbene, in uno di questi articoli, i Ponte Subito realizzano un autogolllonzo da fare impallidire quelli di Riccardo Ferri (o per noi attempati di Comunardo Niccolai): le argomentazioni scientifiche portate da un soggetto peraltro di parte crollano anche all'esame di uno studente delle medie. Leggete bene: l'ingegnier Fiamminghi si vanta che il progetto (ma quale progetto, che ancora non c'è?!) prevede che il ponte resista a un sisma di magnitudo 7,1 - pari a quello "del 1908, il più grave mai avvenuto". Notevole asserzione, davvero scientifica, considerato che la scala Richter è stata inventata nel 1935 e quindi non solo non c'è alcun modo di confrontare il terremoto del 1908 ad altri del passato nella stessa zona, ma nemmeno ad altri successivi nel mondo. Ma anche quando fosse corretta, è da folli progettare il ponte sospeso più lungo del mondo in modo che resista a una magnitudo così bassa. I cinesi, che hanno messo la prima pietra proprio ieri su un ponte lunghissimo ma con tanti piloni, lo hanno progettato per resistere a una magnitudo 8! Se avete seguito il link di prima sulla scala Richter, sapete che è logaritmica su base 10: un grado in più significa che il sisma è 10 volte più forte, uno zero virgola uno in più significa che è forte IL DOPPIO, quindi se il prossimo terremoto sarà 7,2 il Ponte, ammesso che nel frattempo sia stato terminato, crollerà certamente! Più avanti nella stessa intervista, l'ingegniere sostiene che il Ponte resisterebbe a raffiche di vento pari a 218 km/h, dimenticando però di dire COME può una struttura sospesa di tre chilometri farlo: ve lo dico io, oscillando per metri e metri. Analogamente ai grattacieli, ma ovviamente molto di più. Proposta: costringere Fiamminghi e tutti quelli di Ponte Subito a transitare avanti e dietro o anche solo a stazionare su un monovolume al centro del ponte durante una delle decine di sfuriate di scirocco che imperversano sullo Stretto ogni anno. Con l'ingegner Cane seduto accanto che gli vomita nel colletto.
Altro che manifestazioni sporadiche: se la gente di Reggio Villa e Messina ha ancora un briciolo di amor proprio e intelligenza, deve sdraiarsi davanti alle ruspe, anzi metterci i propri vecchi e i propri bambini. La montagna di soldi pubblici che sta per essere regalata a mafia e 'ndrangheta, producendo in cambio non un ponte ma cantieri infiniti e forse pure macerie eterne, deve essere dirottata altrove. Scuole, ospedali, ferrovie locali, forze dell'ordine in funzione antimafia, tribunali (altro che riforme, soldi ci vogliono, per rendere efficiente la macchina della giustizia!), incentivi all'imprenditoria giovanile, strade e autostrade.
A proposito, oggi mi tocca farmi l'A3: tra qualche giorno vi dico come sta messa. Intanto vado in meditazione zen, mi sa che mi serve.
Così si sono svolti in contemporanea la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto e il funerale di uno dei suoi più fieri oppositori. Oddio, in realtà si sono avviati (si sono avviati?) lavori preliminari alla costruzione del Ponte, una variante ferroviaria che anzi dicono prevista e utile a prescindere, ma tant'è: un governo che campa di annunci e bufale con cui nutrire i suoi appassionati e numerosi (ma sarà ancora così?) elettori vuole il 23 dicembre 2009 da mettere sui libri di storia, e poi quello che conta è che si possa continuare a "ciucciare" soldi pubblici (solo ieri il commissario Ciucci ha ottenuto un aumento di capitale di 900 milioni, chissà se mai si riuscirà a capire quanto è costato a Pantalone il Buco Nero che si chiama Società Stretto di Messina...).
Ma c'è pure il risvolto comico. Esiste un Comitato Ponte Subito, che pur non avendo portato mai in piazza nessuno, a fronte delle migliaia e migliaia mobilitate ad ogni occasione dai No Ponte, riceve da un po' di tempo lo stesso spazio sugli organi di stampa locale, in nome forse di una equidistanza malintesa quanto sproporzionata è la "potenza di fuoco" dei pochi che il ponte lo vogliono a fronte di quella dei tanti che vorrebbero che quei soldi fossero spesi meglio. Ebbene, in uno di questi articoli, i Ponte Subito realizzano un autogolllonzo da fare impallidire quelli di Riccardo Ferri (o per noi attempati di Comunardo Niccolai): le argomentazioni scientifiche portate da un soggetto peraltro di parte crollano anche all'esame di uno studente delle medie. Leggete bene: l'ingegnier Fiamminghi si vanta che il progetto (ma quale progetto, che ancora non c'è?!) prevede che il ponte resista a un sisma di magnitudo 7,1 - pari a quello "del 1908, il più grave mai avvenuto". Notevole asserzione, davvero scientifica, considerato che la scala Richter è stata inventata nel 1935 e quindi non solo non c'è alcun modo di confrontare il terremoto del 1908 ad altri del passato nella stessa zona, ma nemmeno ad altri successivi nel mondo. Ma anche quando fosse corretta, è da folli progettare il ponte sospeso più lungo del mondo in modo che resista a una magnitudo così bassa. I cinesi, che hanno messo la prima pietra proprio ieri su un ponte lunghissimo ma con tanti piloni, lo hanno progettato per resistere a una magnitudo 8! Se avete seguito il link di prima sulla scala Richter, sapete che è logaritmica su base 10: un grado in più significa che il sisma è 10 volte più forte, uno zero virgola uno in più significa che è forte IL DOPPIO, quindi se il prossimo terremoto sarà 7,2 il Ponte, ammesso che nel frattempo sia stato terminato, crollerà certamente! Più avanti nella stessa intervista, l'ingegniere sostiene che il Ponte resisterebbe a raffiche di vento pari a 218 km/h, dimenticando però di dire COME può una struttura sospesa di tre chilometri farlo: ve lo dico io, oscillando per metri e metri. Analogamente ai grattacieli, ma ovviamente molto di più. Proposta: costringere Fiamminghi e tutti quelli di Ponte Subito a transitare avanti e dietro o anche solo a stazionare su un monovolume al centro del ponte durante una delle decine di sfuriate di scirocco che imperversano sullo Stretto ogni anno. Con l'ingegner Cane seduto accanto che gli vomita nel colletto.
Altro che manifestazioni sporadiche: se la gente di Reggio Villa e Messina ha ancora un briciolo di amor proprio e intelligenza, deve sdraiarsi davanti alle ruspe, anzi metterci i propri vecchi e i propri bambini. La montagna di soldi pubblici che sta per essere regalata a mafia e 'ndrangheta, producendo in cambio non un ponte ma cantieri infiniti e forse pure macerie eterne, deve essere dirottata altrove. Scuole, ospedali, ferrovie locali, forze dell'ordine in funzione antimafia, tribunali (altro che riforme, soldi ci vogliono, per rendere efficiente la macchina della giustizia!), incentivi all'imprenditoria giovanile, strade e autostrade.
A proposito, oggi mi tocca farmi l'A3: tra qualche giorno vi dico come sta messa. Intanto vado in meditazione zen, mi sa che mi serve.
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venerdì 18 dicembre 2009
FERMIAMO I CANTIERI DEL PONTE
Domani ci sarà una grande manifestazione popolare nell'Area dello Stretto. Ci conteremo e vedremo quanti siamo, a lottare contro lo scempio del territorio, i regali alla mafia, la logica delle opere grandi e inutili, e per le opere davvero utili, in armonia col territorio, in totale trasparenza. Ma siccome molti siamo lontani, siccome tra Reggio Villa Messina e zone limitrofe se contiamo gli emigrati anche solo di prima generazione facciamo una metropoli vera, altro che una città metropolitana posticcia, ci sembra doveroso, disponendo di un blog, approfittare della possibilità, offerta da retenoponte.it, di offrire la diretta in streaming dell'evento: la platea va allargata, da ciascuno per quel che può.
Intanto chi volesse documentarsi potrebbe procurarsi l'ultimo numero di Left in edicola, o impostare la ricerca in contrappunti su "ponte sullo stretto" (tutte le parole) per avere tutti gli articoli postati negli anni da Gino Nobili sull'argomento. Ma intanto MOBILITATEVI: questi il 23 dicembre mettono mano ai lavori preliminari, il CIPE ha cominciato ad accordare aumenti agli stanziamenti (e il progetto ancora non c'è, si si avete letto bene: non c'è! - e indovinate chi è il presidente del CIPE? Cosentino, quello accusato di camorra a cui hanno appena salvato il culo....), e questo significa che inizierà in quelle meravigliose zone un calvario di lavori eterni. Eterni, mezzo secolo minimo: se ancora credete alle favole, tipo cappuccetto rosso o ministri che giurano che il Ponte sarà finito nel 2013, fatevi tutta la A3 e chiedete quando hanno appaltato progettato avviato i lavori, quando sarebbero dovuti finire e soprattutto se finiranno mai, e quanto giocano le varie mafie nei subbappalti, che vi trovate.
Tra i pochi segnali positivi, l'adesione di parte del PD alla manifestazione di domani, e il ritiro della morente giunta regionale calabrese da quel pozzo senza fondo di denaro pubblico che è la Società Stretto di Messina. Buona manifestazione a tutti!
Intanto chi volesse documentarsi potrebbe procurarsi l'ultimo numero di Left in edicola, o impostare la ricerca in contrappunti su "ponte sullo stretto" (tutte le parole) per avere tutti gli articoli postati negli anni da Gino Nobili sull'argomento. Ma intanto MOBILITATEVI: questi il 23 dicembre mettono mano ai lavori preliminari, il CIPE ha cominciato ad accordare aumenti agli stanziamenti (e il progetto ancora non c'è, si si avete letto bene: non c'è! - e indovinate chi è il presidente del CIPE? Cosentino, quello accusato di camorra a cui hanno appena salvato il culo....), e questo significa che inizierà in quelle meravigliose zone un calvario di lavori eterni. Eterni, mezzo secolo minimo: se ancora credete alle favole, tipo cappuccetto rosso o ministri che giurano che il Ponte sarà finito nel 2013, fatevi tutta la A3 e chiedete quando hanno appaltato progettato avviato i lavori, quando sarebbero dovuti finire e soprattutto se finiranno mai, e quanto giocano le varie mafie nei subbappalti, che vi trovate.
Tra i pochi segnali positivi, l'adesione di parte del PD alla manifestazione di domani, e il ritiro della morente giunta regionale calabrese da quel pozzo senza fondo di denaro pubblico che è la Società Stretto di Messina. Buona manifestazione a tutti!
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martedì 15 dicembre 2009
UOMINI E DONNE
No, non sono impazzito, non sto citando la De Filippi, di cui peraltro non sono mai riuscito a vedere più di 30 secondi consecutivi di trasmissione... Anzi, dal giorno dello switch verso il digitale terrestre, o meglio da quando 15 giorni dopo mi sono deciso a dotarmi di un decoder, l'ennesima tassa mascherata di una maggioranza che da 15 anni le tasse le diminuisce a parole e le aumenta nei fatti, la TV generalista ho smesso del tutto di seguirla, preferendo le poche volte che l'accendo i vecchi incontri di tennis o i vecchi sceneggiati televisivi...
E' che mi sono imbattuto in un botta-e-risposta davvero molto interessante, sul tema del rapporto tra i sessi, che fa riflettere parecchio anche su una che dovrebbe essere tra le questioni in cantiere più importanti di un presunto nuovo fronte riformista, dovesse mai sorgere. Leggetevi il pungente intervento di Paolo Barnard poi la replica di Nicoletta Forcheri, infine la controreplica del primo, a partire dalla quale, riportata su comedonchisciotte, sono invece andato a ritroso io. Concludendo, forse un po' troppo ecumenicamente, che secondo me la loro polemica è sovrastrutturale; in sostanza invece hanno ragione entrambi, anzi forse sottintendono la stessa tesi: che la rivoluzione sessuale degli anni 60 e 70, come tutte le rivoluzioni, è rimasta in se incompiuta e anzi ha solo spostato il potere da una mano a un'altra, impedendo però per sempre al mondo di essere lo stesso di prima. E che è dalla sua rilettura che bisogna partire per una soluzione progressiva, e non regressiva sul piano dei valori come appunto tutte le raccapriccianti (per quanto false) discussioni in certe trasmissioni televisive e nei social network.
Insomma, non importa chi debba cominciare, ma il punto di arrivo dovrebbe essere più sesso per tutti, facile e ludico, e soprattutto gratuito. Solo così si sgonfierebbero i fatturati di prostituzione, pornografia, eccetera...
Forse sono il Cetto la qualunque di sinistra....
E' che mi sono imbattuto in un botta-e-risposta davvero molto interessante, sul tema del rapporto tra i sessi, che fa riflettere parecchio anche su una che dovrebbe essere tra le questioni in cantiere più importanti di un presunto nuovo fronte riformista, dovesse mai sorgere. Leggetevi il pungente intervento di Paolo Barnard poi la replica di Nicoletta Forcheri, infine la controreplica del primo, a partire dalla quale, riportata su comedonchisciotte, sono invece andato a ritroso io. Concludendo, forse un po' troppo ecumenicamente, che secondo me la loro polemica è sovrastrutturale; in sostanza invece hanno ragione entrambi, anzi forse sottintendono la stessa tesi: che la rivoluzione sessuale degli anni 60 e 70, come tutte le rivoluzioni, è rimasta in se incompiuta e anzi ha solo spostato il potere da una mano a un'altra, impedendo però per sempre al mondo di essere lo stesso di prima. E che è dalla sua rilettura che bisogna partire per una soluzione progressiva, e non regressiva sul piano dei valori come appunto tutte le raccapriccianti (per quanto false) discussioni in certe trasmissioni televisive e nei social network.
Insomma, non importa chi debba cominciare, ma il punto di arrivo dovrebbe essere più sesso per tutti, facile e ludico, e soprattutto gratuito. Solo così si sgonfierebbero i fatturati di prostituzione, pornografia, eccetera...
Forse sono il Cetto la qualunque di sinistra....
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