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1 - DICIOTT’ANNI

Un'astronave raccoglirifiuti, perciò con equipaggio risicatissimo e poca tecnologia eccedente quella necessaria alla sua funzione, viene mandata a recuperare il rottame di un'altra astronave. Il capitano, temendo guai, manda il suo secondo (e ultimo) a bordo del rottame, e quest'ultimo scopre che dentro ci sono 21 sarcofagi con dentro altrettanti personaggi in animazione sospesa (tipo Alien, si). Per ragioni ignote, non riesce più a contattare il capitano, e non potendo senza far ciò neanche tornare indietro, per trascorrere il tempo che gli rimane (fino a che il capitano in assenza di comunicazioni non accorra a recuperarlo, o forse, se questi invece impaurito lo abbandonasse, fino alla morte) si decide a utilizzare una tecnica di telepatia che la sua razza possiede e usa solo in casi di emergenza (è difficile e dolorosa), sperando di ottenere dai dormienti, se non un modo per cavarsi dai guai, almeno delle belle storie. Ecco la prima, tratta dal sogno di una ragazza del…
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CULU CHINU

Per comprendere come funziona l'inconsapevole propagazione della narrazione che ha svuotato di senso la democrazia, basta un giro su qualunque social network. E' pieno di persone degne, alcune addirittura amici fidati, che però senza pensarci troppo "condividono", cioè contribuiscono a far rimbalzare talvolta iperbolicamente, quello che ai padroni del vapore conviene faccia eco. Si fanno, così, untori inconsapevoli di falsa coscienza, correi colposi del delitto di civilticidio. Devono saperlo, è doveroso dirglielo, tentare almeno di fargli capire che sbagliano, poi continuassero pure se gli pare, tu almeno il tuo dovere l'hai fatto.
Occorre un esempio - che poi è stato proprio lo spunto di questo post. Ma prima, occorre un cappello apparentemente personale.
Avete presenti quelle frasi che vi dicono da bambini e vi restano dentro tutta la vita? Una di queste, a noi nipotini, la diceva nonno Luigi, quando facevamo capricci col cibo o non avevamo voglia di qualcosa…

LA NOTTE IN ARRIVO

Oggi è un anniversario piuttosto noto. Di cosa, a domanda qualcuno risponderebbe di Nizza 2016, qualcuno di Parigi 1789, molti meno di Reggio 1970. Sicuro, un'ottima occasione per parlare di popolo e di libertà.
Lo spunto me lo da un come al solito stimolante e assieme delirante Barnard, con un post iperbolico e visionario che però ha proprio grazie a ciò il merito di farci vedere squarci di verità: esattamente, si, la funzione che dovrebbe avere l'arte e pare purtroppo non avere più. Nella consapevolezza che solo qualcuno raccoglierà il mio invito a leggerlo tutto, e per la necessità di partire da quello per arrivare altrove, riassumo il ragionamento, o almeno quello che ho capito io: la crisi che stiamo vivendo non è il compimento naturale del capitalismo una volta sconfitto il comunismo, ma è il superamento del capitalismo in favore di una sorta di neoschiavismo globale, perché la struttura sociale cui tende non è più piramidale ma tendenzialmente orizzontale, perdendo al …

INTRO 2 - INTERLUDIO 1

Come qualcuno saprà, ho iniziato a pubblicare a puntate su questo blog il mio romanzo Chi c'è c'è, pubblicato sul finire del secolo scorso. Prima di ogni puntata, come nella migliore tradizione degli sceneggiati Rai, un cappello spiegherà cosa sta per leggere chi fosse capitato per caso in un capitolo diverso dal primo. Per quanto forse non sarebbe necessario, vista la natura estremamente eterogenea dei racconti, che nascono appunto tali per essere accorpati in un unicum che quindi un vero e proprio romanzo non è. Era proprio questo, la genesi del libro, che spiegavo nella prima puntata prima di iniziare con la intro1, in cui incontravamo il pilota di un'astronave raccoglirifiuti che si accorgeva che il relitto che lo avevano mandato a recuperare molto probabilmente conteneva morti freschi di chissà quale morbo, e non avendo a bordo attrezzature per una diagnosi remota mandava, ad esplorare il relitto e riferire, il suo secondo. Che noi quindi incontriamo adesso...
...
INT…

IL DECIMO ANNO

Quello che è certo è che non lo immaginavo neanche, che questo blog potesse arrivare a compiere nove anni, e quindi, come diceva mia nonna, entrare nel decimo anno di vita. Invece succederà tra una settimana esatta, il 13 luglio. E come ogni anno ai primi di luglio, ecco che rispettando una delle prime leggi della comunicazione via Internet si rifà il trucco, questa volta adottando una veste grafica diversa non solo in colori font e temi, ma anche nella struttura della home: adesso mostra solo l'inizio degli ultimi articoli, con l'ultimo in evidenza, e il resto è tutto compattato (e decompattabile dall'utente) in colonna destra. Della sua tradizione, mantiene la storica testata, e il bouquet che in un modo o nell'altro deve sempre ruotare attorno al neroarancio, per le note ragioni cestistiche.
Spero che piaccia.
Anche se come tutti coloro che hanno radici culturali negli anni 70 continuo a sperare che se continuate a seguirmi sia piuttosto per la sostanza di quello c…

TOCCA A LEI, VENGHI!

Essendo certo che le mille sfaccettature ed aneddoti sulla vita di Paolo Villaggio saranno a quest'ora già state ampiamente sviscerate da tutto il mainstream e da mezza informazione alternativa, e ad esempio ora tutti sapete che ha iniziato sulle navi da crociera assieme a Berlusconi e De Andrè, rinuncio in partenza. Ma a un saluto al grande attore genovese non posso rinunciare, per un motivo preciso, che poi è il mio piccolissimo contributo alla comprensione, del perché e percome mi e vi dispiace così tanto.
Il professor Kranz intubato e infracchettato che parla tetesco ti cermania correndo giù per le scale di uno studio Rai e tentando giochi di prestigio che non gli riuscivano mai, è uno dei miei primi ricordi di spettatore televisivo. Poco dopo, se non mi confondo, c'era Giandomenico Fracchia che al cospetto di un immenso Gianni Agus rotolava miseramente su una poltrona alla moda, in una scena che era il simbolo perfetto dell'impossibilità di adattamento alla modernità …

CHI C’È, C’È

Come ho raccontato nella pagina apposita, sono un lettore vorace e solo molto dopo uno scrittore stitico: finora (ma - Camilleri docet - non è detto che da domani...) ho pubblicato solo una raccolta di racconti brevi, oltre che il libro di ricette di nonna Carmela. Adesso, finito di pubblicare quest'ultimo a pezzi su questo blog, e per la stessa ragione (esaurimento della tiratura e introvabilità assoluta) aggravata dal fattore tempo (il libro uscì nel 1999, diciott'anni fa, minchia!), ho deciso per la vostra gioia (non vedevate l'ora, ammettetelo...) di propinarvi anche Chi c'è c'è a puntate. Con una piccola spiega iniziale necessaria a mettere le mani avanti.
Come tanti, forse troppi, a un certo punto avevo una serie di racconti nel cassetto. Alcuni di essi, peraltro, nascevano dalla voglia di non abbandonare al loro destino dei testi di canzoni che non avrei più cantato, perché il sogno di una band, anche questo peraltro non esattamente originale, era tramontat…