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BEING JOHN LEWIS

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Restiamo in argomento democrazia.John Lewis, leader dei diritti civili delle minoranze oppresse e compagno di lotta di Martin Luther King jr., è morto lo scorso 17 luglio. Poco prima ha scritto questo saggio perché fosse pubblicato durante il suo funerale.Pubblico il testo tradotto da Pasbas, con l'invito a saper leggere oltre le situazioni. Ad esempio, già cinquant'anni fa John Lennon, uno che ha vissuto sempre un passo avanti, cantava che "le donne sono i negri del mondo". Ora, non che una interpretazione letterale non sia ancora purtroppo più che valida, come dimostra la cronaca anche degli ultimissimi mesi, ma se ci limitiamo ad essa rischiamo di non accorgerci che c'è chi la usa come foglia di fico per nascondere il proprio tradimento, come ad esempio l'ineffabile Barack Obama, spesso ritratto a braccetto proprio con Lewis e che è stato tra i cannibali della sua dipartita, la cui elezione alla Casa Bianca ebbe si un valore simbolico a cui però purtroppo …

LA PAURA FA 40

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Chi mi segue sa che non amo unirmi ai cori, quindi quest'anno che fa cifra tonda e tutti ne scrivono, volevo lisciare di parlarvi della strage delle stragi, quella del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Ma poi un amico vero, di quelli che quando ti parlano devi tenerne conto, si è trovato nel mezzo di una discussione polemica spicciola ad accusarmi di essere manicheo (quelli che vedono tutto o bianco o nero, a me che è una vita che predico che il mondo è semmai solo una scala di grigi), non disposto a cambiare idea (e alla mia obiezione che ad esempio avevo cambiato idea sui cinquestelle ha ribattuto che era perché non avevo cambiato idea sull'Euro, e a nulla è valso ricordare che qualche anno prima avevo cambiato idea anche sull'Euro), insomma di essere presuntuoso e tendente a pensare dichiaratamente che chi non è sulle mie posizioni o è in malafede oppure è ignorante.Ho tentato di difendermi restando sull'esempio della moneta: esistono almeno due teorie opposte…

STATO DI NORMALE EMERGENZA

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Non se ne può più. La sensazione, non suffragata né suffragabile dalle statistiche, strumento costoso in mano a chi ha il Potere, è che ci sia in giro sempre più gente con le palle piene. Solo che ciascuno di loro, di noi, si sente isolato, e sarebbe così anche se fossimo la maggioranza, perché viviamo tutti immersi in una melassa mediatica da cui è difficile districarsi. Sono ormai quasi due mesi che siamo usciti dagli arresti domiciliari, eppure ci presentano quei pochi casi che ogni giorno riescono a scovare nonostante un'attenzione morbosa, nonostante continui la scorrettezza originaria di contare come morti di Covid quasi tutti i morti (facile, se ha girato un virus ha preso quasi tutti, quindi trovi positivo pure uno segato in due da un incidente stradale, volendo), e dove ce n'è tre vicini come fossero focolai di peste bubbonica, una pandemia vera che infatti ha dimezzato la popolazione quando e dove ha colpito.Invece questa presunta tale, nonostante sei mesi di contabi…

CANCELLI MALTHUSIANI

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Per sgombrare il campo da equivoci, prendo i dati da un sito di sinistra, di quelli prima critici e ora convinti dall'affabulazione a reti unificate di Conte. Sono stralci, ma per chi avesse dubbi costituiscano una manipolazione questo è il link all'articolo completo, che straparla di politica fiscale europea senza nemmeno accorgersi di contraddirsi: [...] i leader europei hanno trovato martedì 21 luglio un accordo sul pacchetto di misure per il rilancio dell’economia dopo la pandemia, che ha finora provocato oltre 200 mila vittime in Europa [...] è il programma che segna la nuova politica fiscale europea, con 750 miliardi di fondi, ma con una riduzione dei sussidi a fondo perduto: saranno 390 i miliardi anziché 500, il resto in prestiti [...] al nostro Paese spetterà un ammontare di fondi superiore a quello previsto a fine maggio: 209 miliardi di euro, circa 82 di sussidi a fondo perduto (a fronte di 40-50 miliardi di contributo previsto dell’Italia al bilancio comunitario) …

RADIOCIXD 23: US

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Vi avviso: siamo a livelli altissimi. Se non conoscete questo disco dovete rimediare assolutamente, tanto è talmente fatto bene che non dimostra gli anni che ha e non suonerà mai fuori moda. Stiamo parlando di Peter Gabriel, e di quello che può definirsi il suo capolavoro nonostante ci siano una manata di altri album che si trovano a tanto così dal soffiargli il titolo (rimando a Ondarock per un efficacissimo rendiconto complessivo). D'altronde, questa è la mia "radio" e queste sono le mie opinioni: sono certo che tra i tanti devoti fan gabrielliani ci sono preferenze diverse, come fra i cultori dei Genesis ci sono mille sfumature tra quelli per cui gli stessi praticamente non esistono andato via Peter e quelli che continuano a seguirli ancora adesso, passando per quelli (come il sottoscritto, ma già lo sapete) che apprezzano fino a quando c'era ancora Hackett e anzi anche un po' il primo da che erano rimasti in tre. In particolare, scegliere tra Us e il precedent…

50 ANNI FA

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Questo breve post è uno dei primi di questo blog, che aveva aperto da pochi giorni quando scoccò il 38° anniversario dalla Rivolta di Reggio. Oggi siamo al 50°, e la cifra tonda richiede più spazio. Ho sentito al tg5, con mia grande sorpresa, una lettura dei fatti non lontana dalla realtà, quindi molto lontana da quella riportata a pappagallo per decenni da tutto il mainstream. Sarà proprio  il tempo trascorso, a consentire la cosa, ma è la prima volta che sento in TV qualcuno dire che l'etichetta di rivolta fascista fu posticcia, essendo i moti scoppiati all'inizio con una forte componente anarchica di sinistra e condivisi poi da tutta la popolazione o quasi, che aveva intuito che il capoluogo sarebbe stato probabilmente l'ultimo treno per una qualche forma di sviluppo occupazionale, perso il quale la città sarebbe stata al palo per decenni, come infatti è stato. Il servizio, visto nella rubrica "La storia" qualche giorno fa, ma poi ripassato in sintesi direttame…

TI CONOSCO MASCHERINA

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Visto in TV un famoso regista che quando si vanta del fatto che ha iniziato con Sergio Leone (ed Ennio Moricone: RIP, non ne scrivo finché non tace il coro dei coccodrilli, ma mi viene da dire che a quel livello si è immortali, e ieri mi sono rivisto per l'ennesima volta C'era una volta in America) non si rende nemmeno conto che senza i buoni uffizi di suo papà non avrebbe mai fatto nemmeno i suoi primi esilaranti film (che però erano collage dei suoi esilaranti sketch televisivi ma se parliamo di film con una storia propria esclusi un paio belli poi niente di nemmeno decente), dicevo un regista che giocando sulla sua fama di ipocondriaco è uscito dagli studi mettendosi la fatidica mascherina, dopo esserci stato venti minuti senza, a sputacchiarsi con Carlo Conti: si vede che gli piacciono proprio, gli autogol comunicativi. Poco prima, infatti, ne aveva fatto un altro, enorme: dopo aver simpaticamente rimbrottato "quei fresconi che all'inizio dicevano che era solo un&…