NOSTRA SIGNORA DELLE DISTRAZIONI

"Riforme. Io comincio dall'ossatura"
Un blog non deve necessariamente seguire la cronaca, non essendo né un sito di informazione né una pagina di social network, tuttavia la sua natura di "diario" pubblico giustifica talvolta lo "stare sul pezzo": quando la cronaca ti colpisce, per raccontare come dove e perché.
Mentre stavo come tutti voi davanti alla TV ipnotizzato dalle immagini di Notre-Dame in fiamme, non ho potuto fare a meno di ripensare a quell'altra volta che mi era capitato di trovarmi nella stessa situazione, l'undici settembre di oramai quasi diciotto anni fa, in uno di quei giorni della vita che ti ricorderai per sempre dov'eri e cosa stavi facendo in quel preciso momento. L'accostamento finisce qui, anche perché stavolta le dichiarazioni ufficiali si affrettano a precisare che si tratta di un banale quanto deprecabile incidente sul cantiere di ristrutturazione. Insomma, stavolta non si tratta di un attentato, mi dico.
Ma perché, l'altra volta si? mi sorprendo a chiedermi. Per rispondermi che le analogie non si fermano qui, e siamo di fronte a due esemplari di "arma di distrazione di massa" di cui si fa prima a elencare le differenze: essenzialmente relative a cosa di preciso facevano comodo a chi o le ha commissionate o ne ha approfittato, e per fortuna al numero di vittime Xmila a zero. Stop. Ma sia allora che ieri, chi fosse dotato di qualcosa tra le orecchie non poteva credere alla casualità, e alla versione ufficiale così frettolosa. E mi fermo qua, è presto per gli approfondimenti.
Ma di due altre cose, mi sorprendo al punto di volerlo ammettere pubblicamente. La prima, di avere sentito la necessità di accompagnare questo post con una vignetta di Charlie-Hebdo, giornale satirico che non mi è mai piaciuto troppo e qualche anno fa è stato vittima di un attacco con troppe caratteristiche della false-flag (di cui, certo, resta dalla parte delle vittime, ma l'esercizio con la satira dovrebbe aiutare a capire chi sono davvero i carnefici), anche se invece so perché non mi sono trattenuto: per il piacere di vedere come la prendono i tanti difensori d'ufficio della libertà di espressione di quando i terroristi islamici cattivi attaccano il baluardo della libertà di sberleffo sacrilego, ora che il baluardo si esprime sul loro cocco turbocapitalista preso tra i due fuochi di una furente opposizione interna da affrontare e una nuova aggressione colonialista da pilotare. La seconda, di trovarmi d'accordo nientemeno che con Sua Antipatia Vittorio Sgarbi, tra i più decisi, anche se non il solo, a rimarcare quanto esagerate e pelose siano le espressioni di tregenda fiorite a grappolo: sarebbe stato meglio che non bruciasse, ma la rifaranno, costerà un po' e ci vorrà un po' di tempo, ma verrà uguale, a meno che non la vogliano rifare diversa (e allora magari faremo due più due e avremo il movente, se non il killer), perché questa è una icona moderna il cui autentico pregio storico/artistico è piuttosto relativo, e diventa minimo se la paragoniamo a gioielli come la cattedrale di Noto o quella di Norcia.
A proposito, non ho ancora sentito nessuno dire una cosa che sono dieci anni che aspetto di sentire: che quando il suo patrimonio culturale collettivo è colpito dalla fatalità uno Stato sovrano dovrebbe poter emettere subito e senza battere ciglio tutta la base monetaria necessaria a ricostituirlo. Fuori da ogni vincolo di bilancio. Oggi riavremmo già L'Aquila in piedi, invece di piangere ancora sulle sue macerie magari guardando una serie TV sull'argomento... Ma qui rischio di ri(s)parlare di Unione Europea, meglio rimandare ad un prossimo post apposito.

ASSANGE CHE NON SEI ALTRO

Alla fine non è che se restasse libero potrebbe fare più danni di quanti ne ha fatti. E anche lì, di che danni parliamo? Conoscete qualcuno che si è stupito di apprendere che i soldati americani sul fronte fanno un po' come cazzo gli pare? Tutti noi da piccoli abbiamo avuto in famiglia dei vecchi che ci hanno raccontato ste cose, nessuna novità, business as usual. E comunque, saperlo o averlo scoperto da Wikileaks, conoscete qualcuno che per questo abbia almeno deciso di non votare mai più per chi non prenda le distanze dall'imperialismo e dalle operazioni di peacekeeping ed esportazione forzata della democrazia? Non sto parlando di un drastico aumento dei rivoluzionari, solo di un accenno di movimento popolare per il ritiro da tutti gli scenari di guerra delle proprie forze armate: lo avete visto?
No.
Quindi, perché dovrebbe fregarvi qualcosa di Julian Assange? In fondo, ha reso pubbliche cose che chi è scetato già si immaginava (tipo le risate di Hillary alla notizia delle brutalità nell'uccisione di Gheddafi) e chi non lo è continua a dormire, e a credere che la  Clinton sia una paladina del progressismo, come pure Macron, Soros, Obama, o qualunque fantoccio si erga a segretario del PD. Così, probabilmente non assisteremo a un altro concerto a Wembley, come Bertani ironizza. Neanche se il Movimento 5 Stelle, fugando i timori di Diba, si schiera apertamente a suo sostegno: non bastano cose del genere a recuperare il consenso perduto, bisogna ricordarsi anche ogni tanto del patto coi propri elettori non solo del contratto con la Lega...
Invece dovrebbe. Lo capite solo se tenete appicciato il ciriveddo, e fate due più due. E' vero che se non fosse stato in qualche modo adiacente al potere che ha deciso di sputtanare non sarebbe riuscito a farlo, quindi è legittimo pensare da sempre che non ce la conta giusta né tutta. Ed è vero che ciò è dimostrato al limone dall'assenza dalle tematiche sputtanate di quelle realmente pericolose per il Vero Potere, 11 settembre in testa. Ma bene o male, in sette anni di clausura in ambasciata, col suo affine Snowden che nel frattempo è riuscito a rifugiarsi in Russia (sancendone il definitivo capovolgimento di ruoli con gli USA in quanto a Patria della Libertà) e a essere protagonista di un filmone ok di Stone ma pur sempre mainstream, Assange è diventato un simbolo. Ed è quello, che vale la pena perseguitare.
Perché tutti devono capire che "non si scherza coi santi" non è un proverbio. E "parlare a nuora perché suocera intenda" non è solo un modo di dire. E nemmeno "punirne uno per educarne cento". Assange non poteva farla franca. Il boss del racket deve, ammazzare il moroso o quantomeno incendiargli il locale, anche se gli è simpatico, anche se il debito è piccolo in assoluto e ridicolo in confronto ai suoi introiti. Deve, perché se per una volta desiste magari altre vittime pensano che si può, sfuggirgli, e altri boss pensano che si è rammollito e magari vale la pena di tentare di rimpiazzarlo. E l'analogia non è esagerata: la filosofia della politica insegna che la formula del Potere è sempre la stessa, e se applicate questo paradigma a qualunque scala, dal vostro nucleo familiare al Pianeta, male non vi fa.
E allora il concerto facciamocelo noi. Ma gli U2 sono da tempo passati al Nemico, Sting se la spassa con Shaggy, e comunque mi sa che di quelli del Mandela Day i tre quarti sono morti o si sono ritirati a vita privata. Si, vale anche per i Pink Floyd, Roger Waters a parte: lui si sa è Dio, quindi è immortale, e sa sempre da che parte è la verità... Noi non abbiamo bisogno che ci controllino il Pensiero.

THAN(AT)OS NON BASTA...

Come che c'entrano le ninfee? Si che c'entrano, lo scoprirete
leggendo tutto il post... Il problema è soltanto: ma quante?
Sta per uscire l'ultimo film degli Avengers, attesissimo anche perché il penultimo è finito... che non è finito. La qual cosa può risultare gravissima, per chi (come me, ma ditemi che non sono rimasto il solo, vi prego!...) non guarda le serie TV proprio perché hanno gli episodi "aperti", come i vecchi "sceneggiati", con eccezione appunto solo per quelle (tipo Montalbano, per capirci) per cui ogni episodio sottotracce a parte è autoconclusivo, come i vecchi "telefilm". Vero è che il complesso dei film dei supereroi Marvel usciti dal 2008 ad oggi ha tante di quelle interconnessioni da andare a costituire una vera e propria saga, e tutto ciò per una precisa scelta produttiva iniziale, tanto che se ne parla come di un universo parallelo a se stante e coerente. Ma la struttura narrativa di ciascun altro film era tale da non impedirne una fruizione accettabile essendosi perso qualcuno degli altri, se non addirittura tutti. Con Infinity war, invece, questa cautela è stata abbandonata, forse perché nelle intenzioni degli autori i due film conclusivi della saga in pratica consistevano in due parti di un unico lungo film. E dunque chi come me ne è uscito scontento e incavolato non aveva che da calmarsi e attendere l'uscita di Endgame (oramai a giorni).
Anche perché il cattivone in fabula, dal nome fin troppo ispirato al termine greco che significa Morte, ha in pratica vinto in modo schiacciante, violando la regola non scritta di questo tipo di letteratura fumettaro-cinematografica che vuole che il trionfo del villain stia al massimo nel sottofinale, mentre il finale sia tutto per la riscossa dell'eroe, magari resa credibile da un paio di metonimie sapientemente disseminate nella trama in modo che lo spettatore le memorizzi subliminalmente. Qui invece l'unica speranza viene rilasciata nel consueto (risaputo al punto da poter distinguere inquadrando le poltrone a fine film, se gli spettatori ne hanno appena visto uno della Marvel o meno) minispezzone seguente i lunghissimi titoli di coda , che vede Nick Fury, in pratica il boss senza superpoteri dei Vendicatori (continuo a preferire il nome italiano, abbandonato temo più per fregola politically correct che per ordinaria esterofilia), azionare un aggeggio prima di sparire (morire?), aggeggio che verrà spiegato trattarsi di una specie di cercapersone intergalattico solo a chi avrà avuto cura di non perdersi Capitan Marvel il mese scorso (oltre che a voi adesso).
Prima che pensiate che mi sia messo a fare recensioni cinematografiche gratis, per giunta a chi non ne ha certo bisogno, arrivo al punto. Con l'approssimarsi del prossimo Avengers, mi si rinnova la domanda che mi ero fatto alla fine del precedente: e ora che si inventano per poter proseguire? Ok, una specie di Superman in gonnella con dentro di sé i poteri di una delle gemme dell'infinito (il Tesseract di Thor, che nei fumetti di Capitan America dei miei ricordi di ragazzo si chiamava Cubo cosmico), gemma che però adesso è in possesso del cattivone, e assieme a tutte le altre! Escludendo, perché credo che in Marvel si possano permettere sceneggiatori capaci di non cadere in errori così elementari, l'ipotesi di conferire a Capitan Marvel un ruolo di Deus ex machina ancora più decisivo (o - peggio ancora, è un espediente così abusato da non poterne più - di trovare un modo per mandare indietro la linea temporale resuscitando tutti), non resta che lasciar svolgere la trama del gioco finale all'interno, dell'universo disegnato dalla vittoria di Thanos. Vedremo se mi sbaglio. Ma qui arriva la secchiata d'acqua in testa, insomma la sveglia!
L'omone violaceo, infatti, non è il Galactus dei Fantastici 4, non divora mondi per sfamarsi incurante del destino dei loro abitanti, ma in pratica si è autoassegnato (della serie "è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo") il ruolo di "salvatore malthusiano" dell'universo: interviene in mondi enormemente sovraffollati come il nostro e ne dimezza la popolazione. Così, senza goderne e senza rimorsi: perché è necessario. Come non averci pensato prima! Perché poi la Grande Narrazione, quella che deve farci accettare l'impoverimento generalizzato e la rinuncia a tutti i diritti materiali conquistati in decenni di lotte, dovrebbe tenere fuori il primo dei mass media? D'altronde, merdacce che non siete altro, se vi siete sollevati così in tanti, per la prima volta nella storia dell'umanità, al di sopra dello status di gregge, è solo perché il capitalismo ci ha investito sopra in funzione anticomunismo: lo faceva per la salvezza di se stesso, che vi credevate? Certo, non era semplice, una volta che avete studiato e fatto studiare i vostri figli, convincervi a riabbassare la testa ruminare l'erba e farvi indirizzare dai cani. Ma con la paura, si può. Il debito pubblico. L'ambiente. Gli immigrati. Le epidemie. L'integralismo islamico. L'ideologia gender. Tutto è parte di una messa in scena finalizzata a farvi riaccettare il ruolo di sudditi, e fa niente per quelli che non si piegano: mentre loro invecchiano e muoiono, facciamo che i loro figli crescano reputando normale quello che loro avrebbero ritenuto inaccettabile. Direttamente, perché di alcuni diritti come quello al lavoro non sapranno che l'enunciato e non conosceranno il significato, mentre li disinneschiamo concedendogliene altri non sostanziali e magari funzionali al progetto, come quelli relativi all'identità sessuale. E intanto, perché ogni buona campagna è altamente ridondante, li facciamo vivere immersi in messaggi che subliminalmente li indurranno a riconoscere come normale il destino di annichilimento a cui li abbiamo destinati. E si, anche coi fumettoni al cinema...
Ma c'è un problema. Che scoprirò presto se gli sceneggiatori Marvel hanno identificato o meno, e sarà uno dei criteri di giudizio del film. Immagino che conosciate l'indovinello delle ninfee, quello che recita che "in uno stagno le ninfee raddoppiano la superficie occupata ogni giorno, se impiegano dieci giorni a coprirlo tutto, quanti ne impiegano a coprirne metà?" Non è cinque, prendetevi qualche secondo....
...Esatto, nove. E ora una domanda, facile per chi ha più o meno l'età mia: se oggi siamo quasi 8 miliardi, quand'è che eravamo la metà, quasi 4? Io andavo alle elementari: meno di 50 anni fa. Thanos non ha risolto una ceppa. Forse, una decimazione potrebbe dare ai superstiti qualche chance, di guadagnare abbastanza tempo all'umanità da consentirle di trovare un nuovo moltiplicatore tecnologico prima di tornare in overbooking. Ma per attuarla ci vuole un cattivo molto più cattivo...
L'unica alternativa che riesco a vedere io, ma forse perché a un certo punto come aveva previsto un mio cugino filosofo sono diventato comunista, è l'abbandono del turbocapitalismo imperante in favore di un nuovo socialismo, tendenzialmente mondiale e intanto da applicare "in un solo Paese" alla volta, che tramite il governo politico dell'economia faccia introiettare democraticamente, a dei cittadini resi e mantenuti consapevoli, il modello di sviluppo compatibile con le risorse complessive e il modello demografico necessario a mantenerne la compatibilità. Ma se voi restate tra quelli che, come da condizionamento mentale imposto da decenni, vedono i mostri non appena sentono i termini "comunismo" "socialismo" e "Stato", non lamentatevi del modello (una decrescita infelice anziché una felice, dal momento che la crescita ormai è incompatibile con le leggi della fisica) che vi stanno imponendo progressivamente e surrettiziamente, senza che voi possiate controllarne la portata e le modalità, e comunque comportante per il 99% un livellamento così in basso da mantenere (magari! la quota invece è in aumento, da decenni) metà della ricchezza mondiale nelle mani del restante 1%. Se qualcuno si lamenta, superando i sensi di colpa anch'essi sapientemente insufflati, è meglio si ricordi che oramai siamo tutti perennemente localizzati (bello il nuovo modello di smartphone, eh?!, beh, presto non servirà più manco quello, dalla vaccinazione al microchip per tutti il passo è brevissimo...), se anche ci teniamo in tasca almeno i contanti per il pane...
E visto che siamo arrivati ai vaccini, l'appendice è tutta dedicata ad approfondimenti sul tema, che resta un esempio mirabile di come si possa usare un tema caro a tutti (la salute) per veicolare i peggiori incubi per la democrazia (non è esagerato parlare di "vaccinazismo", no...), arricchendosi smisuratamente alle spalle e sulla pelle di sudditi a cui sono stati tolti persino i diritti più elementari, e costituzionalmente sanciti, sul loro proprio stesso corpo:
  • Il fatto, ovvero da Modena la cronaca del TAR che condanna il Ministero della Salute a mezzo milione di risarcimento danni: ma non era sicuro, l'esavalente?
  • Movimento Roosevelt, ovvero una serie di considerazioni e dati a partire da un caso di autismo post-esavalente;
  • Lameduck, ovvero come e perché ci impongono vaccini a pacchetti anche se sono disponibili quelli singoli con cui sarebbe possibile modulare eventuali obblighi temporanei in maniera duttile e scientifica;
  • Pamio, ovvero lo sciacallaggio sugli immunodepressi (i cui rischi non diminuirebbero sensibilmente neanche con tutta la popolazione che ha fatto tutti i vaccini obbligatori);
  • Blondet, ovvero l'abominio del farmaco blocca pubertà, che non è un vaccino ma aiuta a capire la sintassi del comportamento di tutto l'apparato (il medico che ve lo consiglia per vostra figlia ci sono molte probabilità che abbia preso dei soldi, se no non si spiegherebbe quanto stia diventando di moda il test, peggio di quelli sulla celiachia o le intolleranze alimentari), nonché la correlazione tra questa tematica e il malthusianesimo di cui sopra;
  • Re, ovvero come tutto infatti si riconduca ad una questione di Sovranità (del corpo, della famiglia, dello Stato);
  • Della Luna, ovvero una descrizione plausibile del suddetto disegno complessivo.

IL MEZZO, E IL MESSAGGIO?

...è che a un certo punto impugnano il rubinetto...
Una delle caratteristiche originarie che Internet in quanto canale di comunicazione a se stante sta perdendo, e quindi distingue i navigatori della prima o della seconda ora come il sottoscritto da quelli attuali, è l'essere quello che McLuhan chiamava un media "freddo", richiedendo una elevata partecipazione del fruitore con tutti i suoi canali percettivi. Da notare che, come ricordano i testi, lo studioso al tempo ascrisse, con questi criteri, la televisione ai media freddi, in contrapposizione alla radio che invece considerava un media "caldo". La distinzione teorica è sempre valida, ma col tempo, sotto l'azione degli interessi che ne condizionano lo sviluppo, i media però possono cambiare la loro posizione nel continuum caldo/freddo, anzi: è proprio perché la distinzione teorica ha ancora il suo valore che i cambiamenti nei media costringono a una loro valutazione diversa da quella primigenia. E la cosa non può non valere a maggior ragione per quei media che ai tempi non esistevano affatto, come Internet appunto.
Parlando della radio, ad esempio, che conosco molto bene avendola fatta ai tempi d'oro delle radio libere, mi pare si possa affermare che in quella fortunata e breve stagione fu un media decisamente più freddo di quanto non fosse prima e non sarà mai più dopo. L'intervento continuo e pesante degli ascoltatori, infatti, era decisamente un elemento fondante e caratterizzante di quella esperienza, durante la quale l'espressione "la trasmissione la fate voi" non era affatto un semplice modo di dire come poi è diventato. Non appena fu chiaro, però, che le praterie che si erano aperte grazie ai primi pionieri, che avevano approfittato del fatto che gli strumenti necessari erano diventati accessibili per sfidare le autorità rischiando la galera oltre che il sequestro degli stessi e la vanificazione del sacrificio economico che erano costati, erano pascoli da marketing ben più promettenti delle misere raccolte pubblicitarie nel quartiere che si facevano per aiutare a tirare avanti la baracca, si attivarono quelle tendenze naturali del capitalismo in ogni sua estrinsecazione, che conducono invariabilmente all'accentramento in poche ricchissime mani, e di conseguenza alla massificazione dei contenuti. Alla fine di questo processo, in un decennio circa le radio sono tornate ad essere il più caldo dei media, ascoltabilissime da distratti anzi meglio se così, e infatti quelli come me hanno smesso prima di farla e poi anche di sentirla. Trovo francamente insopportabile il concetto stesso di "singolo", per cui se anche giri la manopola di continuo senti sempre le solite dieci canzoni fino a che loro non decidono che si passa ad altre dieci, chiave di volta di una strategia commerciale che (come chi ne capiva sapeva sarebbe successo, il che dimostra una volta di più che il capitalismo non è vero un cacchio che seleziona al comando i competenti) ha finito per strozzare il proprio stesso mercato. Amen.
Per Internet il processo ha avuto la medesima sintassi: luogo di massima libertà agli albori, quando per fruirne l'utente doveva necessariamente essere attivissimo (non a caso nickname scelto da uno dei primi paladini dell'antibufala, la cui parabola personale non è però sfuggita all'andazzo tanto che oggi lo ritroviamo tra gli araldi del mainstream più efficaci, proprio perché spende la fama di indipendenza di giudizio acquisita prima), resta ancora per molti di noi un media dove se ti dai da fare puoi ottenere gli strumenti per alla fine farti un'idea delle cose molto più ponderata e alla fin fine quindi migliore che non seguendo il gregge nel pascolo televisivo. Ma è solo perché il contenitore è così immenso che c'è spazio per tutti, perché se invece lo si valuta nel complesso si scopre che il flusso delle informazioni è oramai anche li massimamente calato dall'alto, anche grazie a quei social network che hanno prima soppiantato i millanta forum e poi hanno essi stessi seguito la stessa parabola, da nuovi spazi di libertà a nuovi strumenti di omologazione inconsapevole, di tutta la Rete, agendo da amplificatori e acceleratori del processo generale.
Tutto ciò è ancora più evidente restringendo il campo di osservazione alla Rete veicolata attraverso i device portatili, che ormai per comodità possiamo ascrivere tutti alla categoria degli smartphone (la distinzione tra telefonini e tablet si è nel tempo ridotta a questione di pochi pollici). E' vero, in fondo l'accesso è sempre a Internet, ma una volta di più qui si dimostra che "il mezzo è il messaggio", perché lo strumento cambia profondamente il modo di fruizione dello stesso bacino, e non solo per via del proliferare di app che la Rete la usano solo come infrastruttura. La peculiarità è che quando la tecnologia ha iniziato a essere in grado di produrre minicomputer da tasca (ché di fatto questi sono gli aggeggi di cui non riusciamo più a fare a meno) la sintassi di cui sopra era già consolidata e collaudata, per cui ha guidato e indirizzato l'architettura logica del nuovo strumento, anziché intervenire ex post come per i media precedenti. In altri termini, la pubblicità è passata dall'essere l'Anima, del commercio della stampa della radio della TV di Internet, direttamente al ruolo di Fattore: è il dio che plasma il suo adamo dal fango, non quello che vi soffia dentro l'anima. Il risultato è che se, volendo ed essendo estremamente attivi e consapevoli, si può essere ancora fruitori pensanti degli altri mezzi, con questo l'unico scampo è nella fuga: pretende utente stupidi, è concepito per attrarre subito gli stupidi e subito dopo istupidire tutti gli altri che attrae. Perché oramai la democrazia formalmente è percepita come dato acquisito, e non c'è modo migliore per vanificarla sostanzialmente che rendere tutti stupidi. Chi non è stupido e non intende diventarlo non ha scelta: dovendo possedere uno smartphone perché se no oramai si è fuori dal mondo, lo deve usare solo per le funzioni indispensabili.
Tutte queste riflessioni, una volta tanto con pochi link di approfondimento, perché uno dei siti che ormai consulto più di frequente, quello di Blondet, l'altro giorno ha pubblicato questo interessantissimo post, che vi invito a leggere per pensarci su. A me, ha rammentato la traccia di un tema che mi hanno dato come compito in classe alle scuole medie, e quasi del tutto lo svolgimento che feci, profeta delle cose di cui mi sarei occupato da grande. Così, mi è venuta voglia di scriverne la versione 2.0, oltre 40 anni dopo. Spero che mi diate un buon voto, sono tanto intelligente anche se non mi applico...

CHE ORA UE?

Stavolta inizio con un esempio, neanche molto originale. Hai un problema di salute e risolverlo costa una cifra che non hai (e non hai più i genitori, o li hai ma non hanno soldi a pizzo manco loro): facciamo 10mila euro. Se lo passasse tutto la mutua, sarebbero 10mila euro in più di debito pubblico. Siccome non lo passa, li devi chiedere in prestito (in banca o da Totonno 'o zozzuso poco cambia, se non che quest'ultimo è un filino più umano...), e sono 10mila euro in più di debito privato. Cosa è peggio? Quale scenario è più "civile" e dimostra che il Paese in cui vivo è socialmente avanzato e sostanzialmente democratico? Esatto. Anche a non voler fare debiti per investire, i guai accadono, e in tal caso una società giusta è quella che si divide il carico, una ingiusta è quella che lasci che pesi sugli sfortunati. Che poi, la sfiga è cieca come la fortuna, e magari prima o poi tocca pure i fanatici della UE che continuano a bersi la favoletta del debito pubblico e a votare PD.
Generalizzando, nel mondo occidentale sedicente avanzato non ci sono Paesi senza debito, ci sono Paesi con alto debito pubblico e Paesi con alto debito privato, e i secondi sono quelli che starebbero messi peggio e farebbero stare peggio i propri cittadini, se non fosse che hanno i mezzi, e li usano, per combattere da trent'anni una guerra commerciale occulta contro i primi, grazie anche ai tanti collaborazionisti consapevoli o meno, che scarica su di loro e i loro cittadini la maggior parte del peso delle crisi causate invece dalla propria dissennata gestione economica. Leggete con questo filtro tutta la costruzione UE/Euro e tutta l'infinita crisi innescata dalla bolla immobiliare americana del 2008, e vi sarà tutto chiaro, se volete. I meno pigri e più desiderosi di approfondire, invece, possono continuare la lettura.
Quello che vi hanno sempre detto negli ultimi decenni, e che continuano a dirvi i cosiddetti esperti in televisione, è che il debito pubblico si è creato per avere vissuto sopra i nostri mezzi, e quindi bisogna ripagarlo per avere il diritto di sedere ad armi pari in un consesso pacifico e foriero di sviluppo come l'UE. Falso, falso come una banconota da 23 euro. Il debito pubblico da noi è impennato per due fattori: l'aver sottratto la Banca d'Italia dal suo ruolo di prestatore di ultima istanza, proprio mentre una classe politica intera convinta di essere inattaccabile portava la corruzione a livelli fuori scala rispetto alla normale accettabilità in democrazia. La spesa pubblica fuori controllo dei craxiani e affini non avrebbe potuto da sola senza il divorzio Stato/BdI innescare la spirale, e comunque questa non solo non si è arrestata ma ha continuato ad alimentarsi quando quella stagione è finita ed è iniziata l'austerity, ormai 27 anni fa. E' infatti da allora che l'Italia è in avanzo primario, cioè al netto degli interessi sul debito pregresso il flusso di ricchezza che va dallo Stato ai cittadini è inferiore a quello opposto. Siamo i più virtuosi del mondo, ma il debito pubblico cresce. Come mai? Ma grazie alla trappola in cui ci hanno cacciati, incaprettandoci alla lobby dei banchieri come un povero bottegaio con gli usurai! Il loro obiettivo? Costringerci a trasformare il debito pubblico in privato, perché se riduco i servizi, privatizzo il privatizzabile, blocco il turnover nel pubblico impiego, faccio chiudere le PMI, eccetera eccetera, in una parola impoverisco la classe media, questa fino a che può tenta di mantenere almeno in parte il livello di vita precedente svendendo i beni eventualmente accumulati con sacrificio dalle generazioni precedenti e indebitandosi. Una guerra (lo si comincia ad ammettere esplicitamente anche negli ambienti della finanza..), con tanto di vittime, e non è una metafora.
Un esempio di che affare sia l'UE viene dalla cronaca spiccia: è di oggi il provvedimento che stabilisce l'abolizione dell'ora legale, l'anno prossimo dovremo decidere in pratica in quale fuso orario restare per sempre. Cioè, se restare per sempre in un fuso che d'estate fa giorno mentre dormiamo e fa buio relativamente presto, o in uno che d'inverno lasciamo si le luci spente un'ora in più nel pomeriggio ma dobbiamo accenderle a lungo la mattina quando ci alziamo. Il doppio cambio d'orario, per chi non lo sa o non se lo ricorda, è stato uno dei volani della trasformazione dell'Italia in potenza industriale, causando enormi risparmi nella bolletta energetica. Ma al nord Europa serve poco, perché a quelle latitudini comunque l'escursione è enorme e un'ora in più o in meno non sposta. Quindi si abolisce. Ma non solo a loro che non gli serve, anche a noi che ci servirebbe, con patetiche giustificazioni di allineamento commerciale o di ricadute circadiane sulla salute. Questa si che è una metafora: di a vantaggio di chi e a svantaggio di chi sia concepita l'Unione Europea. Non che ce ne fosse bisogno (lo confessano), ma magari questa la vedono anche i sordociechi volontari dell'europeismo ad ogni costo.
Altro esempio alquanto significativo: quante battaglie, anche su questo blog, negli anni ci hanno fatto combattere sotto le insegne della sinistra progressista contro il bavaglio alla libera informazione che tentava di imporci il "cattivone" Berlusconi? Ora che un provvedimento dai probabili effetti analoghi (basta caricare il video sbagliato o mettere il link sbagliato, e un blog come questo deve chiudere, perché incapace di sostenere anche le sole spese di un giudizio che fosse sicuramente vincente, e anzi intanto viene chiuso dagli algoritmi che ci potete scommettere i big della Rete metteranno su in tempo reale, per salvarsi il culo loro) viene imposto dai signori dell'UE, non fanno neanche un plissè (come il palo di Jannacci), anzi fanno a gara a chi la intorta meglio ("è contro i giganti del web" - si, li ammazza di solletico...) a persone che intanto vengono progressivamente rese sempre più stupide.
Intanto l'ultimo argine al ritorno al governo dei Nemici della Patria, il M5S, continua a scendere nei sondaggi e a perdere elezioni locali. L'ho già detto: non vale dire che "sono solo sondaggi" perché erano tali anche quelli in cui tenevi o crescevi, né che "sono elezioni diverse con leggi elettorali che premiano le coalizioni e noi da soli restiamo il primo partito" perché di fatto una quota di quelli che avevano creduto in loro proprio in quanto ultima speranza sono delusi dalla loro irresolutezza nel realizzare i loro obiettivi primigeni, specie in confronto a una Lega che invece proprio su quel terreno si continua a distinguere. Perché il moVimento riprenda quota, occorre che cambi rotta subito e che questo governo  duri abbastanza da consentirglielo. Entrambe cose che non è detto che succedano. Ma vista la sua natura e la sua genesi, è opportuno ricordargli "dal basso" quale dovrebbe essere questa rotta:
  • Rai - Spoil sistem spietato (come fatto da tutti gli altri fino ad ora: il fairplay bisogna poterselo permettere, e quando sei attaccato di continuo con le stesse armi con cui di solito sono i governi a deformare le posizioni delle opposizioni e non viceversa, e tu perdi consensi a vista d'occhio, non puoi permettertelo. Fabio Fazio non può impunemente continuare a spargere il verbo ultraliberista monetarista e turbomondialista come fosse il Vangelo quando ormai esso rispecchia opinioni e interessi di una parte sempre minore di italiani, non a spese (salatissime) di tutti questi ultimi: si trovasse un editore privato, e si facesse pagare uguale se ci riesce. E lui è solo l'esempio più macroscopico;
  • TG - Magari avessero dato spazio alle opposizioni così tanto, nei decenni scorsi! Il modello è quello classico del "panino": "farcire" la posizione che vuoi nascondere tra due "fette di pane" di quella che vuoi evidenziare. Ripeto, fino a ieri si faceva a favore dei governi, oggi si fa il contrario. Ad esempio, sugli accordi con la Cina (nonostante Mattarella per una volta si sia comportato a dovere, figurarsi se avesse remato contro come su altri temi...) i tanti pro (che la Cina incarni proprio quel "capitalismo sociale" che noi abbiamo inventato e perduto, che adesso stia pure all'avanguardia sui temi dell'ambiente, che l'accordo possa portare tanti soldi che viste le vacche magre imposte (ma non a tutti...) da Bruxelles hai visto mai aiutino, che il multipolarismo possa essere un fattore di miglioramento di un mondo guardacaso in guerra ed in crisi da quando è rimasto con una sola superpotenza, eccetera) sono infilati in mezzo ai pur giusti contro (che non vi ripeto per par condicio) che così sono i soli che si ricordano;
  • Moneta - Basta trattare con gli aguzzini per uno zero virgola in più! Se non si ha la forza politica per chiedere alla UE la liquidità necessaria al Paese per riassorbire la disoccupazione e rilanciare il ciclo economico, e se non te la danno uscire dall'Euro, crearsela in casa con i non pochi strumenti di sovranità monetaria rimasti: conio di monete metalliche, mini-Bot, Certificati di credito fiscale, eccetera. Quando si scoprirà che già nel medio termine il loro utilizzo il rapporto deficit/PIL lo abbassa, altro che alzarlo, si sarà strappata la maschera al Sistema, che ci tiene sotto lo scacco dell'austerity perché intende impoverirci non perché i suoi dogmi economici abbiano fondamento scientifico o empirico (sono anni che nella realtà dispiegano effetti contrari alle loro intenzioni dichiarate, facendo aumentare il suddetto rapporto anzichenò). E il governo che avrà avuto il coraggio di farlo passerà alla Storia, poi vediamo quanto valevano i sondaggi e le batoste alle amministrative...;
  • Onestà - Legge costituzionale che modifichi l'elettorato passivo: è eleggibile solo chi abbia compiuto tot anni e non abbia già ricoperto cariche elettive nazionali per tot anni. Legge ordinaria che imponga per legge la sospensione da ogni incarico agli indagati fino alla eventuale archiviazione, ai condannati fino alla conclusione dell'ultimo grado di giudizio, ai condannati in via definitiva per sempre, e stabilisca la sospensione di ogni tutela di privacy patrimoniale per chiunque svolga un incarico politico o di alta amministrazione, che deve dare ragione politicamente e pubblicamente di ogni significativo arricchimento durante la carriera elettiva.
Mentre scrivo non so ancora come si concluderà la telenovela Brexit, il ping pong è al momento sul si, rinviato a maggio, ma senza accordo con la UE nonostante la May avesse offerto in cambio della sua ratifica le proprie dimissioni. Ma anche se i nostri media ci si buttano a pesce, infarcendo ogni servizio di retorica europeista, non è lì che si decidono i destini dell'Unione Europea. Che essa sia un cadavere ambulante, infatti, lo dimostra a contrario il novissimo Asse Parigi/Berlino, accordi che infatti non vengono affatto approfonditi dagli stessi media, altrimenti dovrebbero dire che sottintendono una nuova visione geopolitica in cui la periferia dell'Unione, dopo averla massacrata per 30 anni distruggendone il tessuto industriale, viene finalmente esplicitamente tagliata fuori. Resta solo una questione da porsi: dal momento che la UE sarà comunque chiusa da chi l'ha concepita per trarne profitto, evidentemente perché non gliene rimane molto altro da trarne, conviene attivarsi (e servono giuristi, più che economisti) per lasciarla prima, perché come in amore è meglio prendere sul tempo un partner stufo di noi, o conviene aspettarne la dissoluzione, perché tanto avverrà a breve e ogni proattività è fatica sprecata? Di sicuro, farsi trovare pronti potrebbe essere un merito decisivo per qualunque governo ci riuscisse, un credito da spendere per generazioni.
E ora un po' di link, finché ce li lasceranno mettere li metto, poi scriverò senza riferimenti, tanto chi vuole se li sa cercare da sé... (ma non mi stanco di raccomandarvelo: seguiteli tutti, questi in fondo e quelli nel corpo del post, ne va della vostra "cittadinanza adulta"):
  • Fusaro, ovvero come e quanto sia oggi necessaria una nuova Internazionale socialista, e come questa possa esistere solo se si riesumano gli Stati/Nazione, vera culla e unico terreno di coltura della democrazia.
  • Blondet, ovvero un po' di numeri (di fonte europeista, si badi) su quanto abbia fruttato ad ogni tedesco e costato ad ogni italiano un ventennio di Euro.
  • Salerno Aletta, ovvero Savona - quello del piano B, si - avrebbe anche un piano per una banca europea d'investimenti pubblici a tasso agevolato. Voi ne avete sentito parlare?...
  • Becchi, ovvero chi è ripartito è grazie a deficit e debito pubblico.
  • Grazzini, ovvero il QE della BCE è fallito (ma bisogna vedere qual'era il suo vero obiettivo...), bisogna pensare all'economia reale.

LA TUTELA DELL'ABBIENTE

Ammettiamolo, a scegliere la più inquietante è proprio una bella lotta...
Non so con precisione quando si possa dire sia nato l'ambientalismo, ma posso dire con cognizione di causa, perché c'ero, che negli anni 80 "si portava" tantissimo. Ora, io seguo talmente poco le mode da rischiare semmai di risultare snob in tal senso, o comunque sciatto, e da ragazzo ero ancora peggio, ma l'ambientalismo ai tempi mi ha fregato (quando tutto è mercato, chiunque è target, devono solo scoprire di cosa...): ero talmente convinto che cominciai a frequentare una associazione, si chiamava Kronos 1991 (non so se esista ancora, ma basta guardare su Google...) e la sede reggina era negli affascinanti ambienti del Castello Aragonese, in una sala circolare sotto una delle torri superstiti (non al terremoto, a quello avevano resistito tutte e quattro, ai ricostruttori) con torno torno delle porticine alcune delle quali si diceva portassero a camminamenti ormai interrotti verso il mare e altre zone di fuga. Ai tempi c'era la leva obbligatoria, e chi non voleva farsi 12 mesi di naja (18, se in marina) o si faceva raccomandare o faceva l'obiettore di coscienza, cosa che alla generazione precedente costava la galera, a noi per fortuna non più ma costava comunque un servizio civile di 8 mesi più lungo della corrispettiva ferma militare: per dirvi che io, siccome già lavoravo, pagai 20 stipendi anziché 12 per fare il mio dovere presso gli ambientalisti. Poi mi mandarono in un convitto religioso dove non era arrivato manco Cristo, almeno prima che ce lo portassero Pasolini e Mel Gibson, ma questo non c'entra con quanto volevo chiarire con forza: sono un ambientalista della prima ora, uno talmente serio da pagare di tasca.
Per questa ragione, passando alla cronaca dello sciopero mondiale degli studenti per il clima, posso dichiarare, senza timore di passare per trumpiano, che secondo me ha ragione Rita Pavone, che ha detto una cosa (per poi scusarsi, forse dietro consiglio dei suoi agenti, visto che è ancora una che prende soldi per comparire) che senza riuscire a quagliarla avevo percepito sin dal primo sguardo all'immagine inquietante della bambinona scandinava, e l'ha detta perché vivaddio ha l'età in cui uno può dire quello che gli pare. Ora, sarà per via della sindrome di Asperger, che poi pare sia una forma di autismo (non voglio sapere quante e quali vaccinazioni ha fatto, se no vado fuori tema) che causa problemi di interazione sociale quindi qualcosa magari c'entra, ma la "piccola" Greta pare proprio una delle gemelline di Shining oppure la bambina de Il sesto senso, ragion per cui inquieta già a pelle, anche se poi siamo politically correct e ambientalisti e quindi non lo possiamo dire, meno male che appunto c'è chi si può permettere di farlo...
Ma se a primo acchito può essere utile, l'apparenza fisica va accantonata quando c'è tutto il tempo per formarsi un giudizio ponderato. Cos'è che non quadra, allora, in un fenomeno mediatico planetario tale che proprio non si può non essere d'accordo? A cominciare proprio da quest'ultima definizione, direi tanto. E cercando di informarsi meglio, come sempre, si scoprono un paio di cose che nella narrazione del mainstream non dicono: 1) la ragazzina è figlia di una nota cantante che ha fatto appena uscire un libro, una persona quindi che necessita di pubblicità sia in genere che nel momento particolare; 2) lo spin doctor che se sei del mestiere avevi da subito postulato esiste davvero e ha un nome e un cognome. Questo però sarebbe sufficiente se tutta la faccenda fosse da rubricare come "sapiente montatura mediatica volta a dare immeritata ed enorme notorietà ad un personaggio altrimenti irrilevante cavalcando un tema di forte attualità e presa sulle sporche coscienze di tutti, che promette di lavare", avendo come culmine il prossimo conferimento del Nobel per la Pace alla giovincella mentre l'ambiente continua lungo la sua china intanto che i media hanno iniziato a cavalcare un altro tema di moda. Temo però che non sia tutto qui.
La cosa più profondamente inquietante di tutto il "pacco" infatti è un'altra. Dimostrata dal fatto che il tema "ambiente" è stato messo sotto i riflettori con una regia luci tanto sapiente da escludere fino all'invisibilità sia le sue cause dirette che tutta una serie di altri fattori che più o meno direttamente lo influenzano. Provo a dirlo con parole mie, poi vi fornisco un elenco di link a chi è meglio di me. Lo spunto viene dai personaggi con cui la tipa si fa volentieri fotografare, che poi sono tra i principali responsabili dello sfacelo che denuncia. E per mettere ordine ai pensieri mi affido ai vecchi cari punti elenco:
  • il modello di sviluppo statunitense, con un'impronta ecologica pro-capite tale che se ce l'avessero tutti i terrestri occorrerebbero più di 7 volte le risorse non rinnovabili che il pianeta Terra fornisce, non solo non è estendibile ma andrebbe urgentemente dismesso anche negli USA, che però hanno la forza sia militare che finanziaria per tentare di difenderlo;
  • la sua progressiva estensione nei primi decenni del secondo dopoguerra è da imputare esclusivamente alla necessità di affermarne il primato rispetto al modello di sviluppo alternativo, basato sulla pianificazione anziché sulla crescita, quindi sulle progressioni aritmetiche anziché su quelle geometriche, quindi più naturale: il comunismo, o socialismo reale, crollato il quale è cessata la suddetta esigenza di estensione e iniziata quella opposta;
  • il capitalismo senza più avversari, dal 1989 è libero di estrinsecare appieno le sue forze sistemiche, che conducono senza alcuna ombra di dubbio a un mondo dove l'uno per cento di privilegiati detiene oltre il 90% della ricchezza globale, e il restante 99% si spartisce le briciole (e dove l'Overshoot day del pianeta anticipa di anno in anno fino alla sua progressiva distruzione);
  • a queste forze si oppongono sacche di resistenza essenzialmente culturali, di persone che, direttamente o per discendenza, hanno beneficiato nei decenni scorsi dei benefici materiali ed intellettivi di quella estensione, persone che vanno fiaccate e annichilite in ogni modo: creando e alimentando una crisi dietro l'altra, imponendo narrazioni economiche e sociali che possano condividere (il debito pubblico, il neoliberismo come unica teoria economica, la competitività come unica leva di sviluppo, i diritti civili come catalizzatore di interesse per coscienze progressiste che dimentichino così quelli sociali, eccetera), e se non basta facendo leva sui loro sensi di colpa.
Che non è che siano infondati, anzi - e se lo fossero tra l'altro la strategia sarebbe meno efficace. Infatti, la prima obiezione sensata al battage di questa vicenda è: quanti di quelli che plaudono alla torva ragazzina e riempiono di like e commenti entusiastici i social, adottano poi (o magari da prima) comportamenti personali in linea? Che so (e se non credete a me leggete Mercalli): non cambiare un telefonino l'anno, mangiare meno possibile alimenti provenienti da allevamenti di massa, rattoppare gli abiti o almeno tenerli fino ad usura, spostarsi il più possibile a piedi, non comprare acqua minerale in bottiglia, comprare sfuso tutto quello che si può, tenere accese solo le luci indispensabili, limitare il turismo alle vicinanze (e i voli aerei all'indispensabile) e destinare le ferie al giusto riposo, non dare mai più il voto a chi promette ancora di realizzare grandi opere pubbliche costosissime e devastanti per l'ambiente, eccetera? Dico la prima, e non l'unica, perché se anche tutti i "gretini" facessero tutto questo, il problema sarebbe lungi dall'essere risolto. Sarebbe un buon inizio, si, e una patente di coerenza che darebbe loro credibilità, ma purtroppo non basterebbe.
Occorrerebbe invece (vado a braccio, ma non sono il solo): ristrutturare il 90% delle abitazioni in modo da portarle ai gradi più alti di bilancio energetico, rendere gratuito e competitivo il trasporto pubblico in tutte le città grandi e medie, e solo dopo vietare il traffico privato in tutti i centri storici, rendere standard il telelavoro da casa per chiunque lavori prevalentemente via computer, ed eccezione lo spostamento casa/lavoro, incentivare in ogni modo l'elettrico o l'idrogeno per chi continui ad avere bisogno di un'auto, produrre localmente tutto ciò che è possibile in agricoltura e industria, riducendo al minimo indispensabile la circolazione delle merci nel mondo, vietare gli allevamenti intensivi di animali, invertire il verso della cementificazione per rimboscare il rimboscabile di tutto il territorio, cessare immediatamente e incondizionatamente ogni intervento militare in ogni parte del globo (le guerre sono la causa diretta e indiretta di gran parte dell'inquinamento, a guardare bene: basta pensare a quante sono per il petrolio, da decenni...), eccetera eccetera, e soprattutto agire sul piano della produzione energetica, installando su ogni tetto pannelli fotovoltaici e/o microgeneratori eolici e in genere seguendo le indicazioni dei fisici (specie quando ne hai in casa uno così) e non degli economisti.
Per fare tutto ciò, si capisce subito, ci vogliono soldi. Tanti. Dunque sovranità monetaria e vera democrazia. Un esempio? andate a visitare i cantieri della Domus Aurea, 16 euro a capoccia, scoprirete che sono destinati a tenere vivi dei lavori che potrebbero essere ultimati con una trentina di milioni di euro. Che non ci sono. E nessun privato ce li mette, come ad esempio è stato per il Colosseo, perché qui non c'è la visibilità che c'è lì e in qualche modo assicura il ritorno. Ce li mettesse lo Stato, stipendiando restauratori esperti e giovani, il moltiplicatore keynesiano genererebbe nel giro di pochi anni abbastanza reddito da fare rientrare i 30 sotto forma di tasse. Ma una cosa del genere è contraria al monopensiero liberista e non si può fare: la moneta non la stampiamo più noi, la prendiamo a prestito, genera debito, e ti saluto rientro. Un cane che si morde la coda, che dice una sola cosa: è stato deciso che ci dobbiamo impoverire.  Fine dell'esempio, torniamo all'ambiente.
Dal combinato disposto di quanto sopra, si evince che è vero si, ha ragione Greta, che ancora si può fare qualcosa per salvare l'ambiente e che probabilmente la sua è l'ultima generazione che può farlo prima del punto di non ritorno, ma che è altrettanto vero che, ha torto Greta e ancora di più tutti quelli che ipocritamente la cavalcano e la plaudono omettendo quello che forse lei magari ha anche diritto di ignorare, non è possibile se non superando il turbocapitalismo global trionfante e tutto quello che ci ha regalato dal 1990 ad oggi, e introducendo un nuovo socialismo glocal che magari non ripeta gli errori dell'esperienza sovietica ma di sicuro guidi il pianeta a una pianificata transizione ecologica, facendo tutto quello che c'è da fare mentre si garantiscono i diritti innanzitutto economici e materiali, poi sociali e infine anche civili, del 99% della popolazione. Si, esattamente l'opposto di quanto avviene adesso. Solo una mano pubblica forte e saggia, infatti, può, almeno in teoria, realizzare tutto questo. Nell'attuale contesto, invece, in teoria e in pratica, anche l'ambientalismo non è altro che una delle armi nelle mani dei pochi per imporre il progetto sistemico di schiavitù dei molti. Ed eccovi spiegato anche il gioco di parole del titolo.
Era un po' che non svolgevo così diligentemente il servizio che mi ero assegnato aprendo questo blog, farvi da guida nel mare magno del web per aiutarvi ad informarvi e farvi un'idea vostra, una qualunque, che sarà comunque migliore di quella che cercano di inculcarvi. Fatevi un favore, impiegatelo un po' di tempo a seguire i link di cui è disseminato il post, sarà più utile di quello sprecato a sfilare coi ragazzini manipolati dai media a protestare per l'ambiente con in tasca un accrocco pieno di metalli rari per raccogliere i quali si sono schiavizzati un bel po' di africani e asserviti i loro governi, e che per funzionare meglio (non lui, il prossimo modello che bisognerà avere per forza) necessiterà di una rete di tale potenza che ci farà vivere tutti annegati nelle radiazioni ics volte tanto di quanto già non lo facciamo. Accrocco che poi è un anello della catena con cui siamo schiavizzati tutti noi.

GUARDA COME MI DIVERTO

Se non avete provato a guidarla, non potete capire...
Non è vero che di mamma ce n'è una sola, se è vero che c'è chi come me ha sempre pensato di averne avute tre, tutte e tre sempre trattate come tali e da tutte e tre sempre trattato come un figlio. E' dunque solo ora che anche l'ultima delle tre, che poi era la prima in ordine di apparizione (a me) per questioni di natura biologica, ha smesso di respirare, posso dirmi orfano (almeno, tecnicamente parlando, visto che il termine mal si addice a uno della mia età).
Ero in dubbio se pubblicare o meno questo post diciamo così di pubblico saluto a mia madre Luisa, invero, poi ho deciso di si sulla base di un ragionamento non so quanto lineare: tra tante differenze, questi ultimi anni mi hanno fatto riconoscere un tratto caratteriale che credo di aver preso da lei, chiamare vita solo quello che si merita questo appellativo. Tre anni fa, uscita viva da una bruttissima caduta dalle scale, l'avevo detta "miracolata", ma mi sbagliavo, non potendo ancora sapere - ma l'età c'era tutta, ed altri indizi anche eccome, ma sapete come certe volte uno la realtà non la vuole vedere - che non avrebbe mai più potuto fare le cose che faceva, prima tra tutte prendere la sua Lada per andare a occuparsi dei suoi terreni in campagna. Ma lei si che lo sapeva, sordamente anzi sin da prima di quell'incidente, e poi man mano sempre più coscientemente. In effetti, questi tre anni di bonus per lei non sono stati altro che tre anni di prigione, sempre più stretta via via che la spirale negativa tra acciacchi e ridotta mobilità si avvitava su se stessa. Ma se la sua lezione è questa, vita è quando puoi fare le cose che ami e sai fare, io che (forse) so scrivere questo devo fare. Ed eccoci qua.
Curiosamente, poco più di un anno dopo, si è ripetuta la circostanza che vi avevo raccontato a proposito della mia seconda mamma: ho fatto appena a tempo, e forse proprio solo perché entrambe mi hanno aspettato appositamente, a rientrare a Reggio prima che morisse, riuscendo a parlarle all'orecchio e capire dal suo sguardo, e da una variazione nel faticosissimo respiro, che mi aveva sentito.
Per questa ragione, se volete avere un quadro completo di quello che voglio dirvi, dovete seguire i due link di cui sopra e leggervi il tutto dopo aver completato questo. Per la terza mamma, invece, c'è il tag apposito.
Buonanotte, domani è dedicato a spiegare a mia figlia cosa è successo alla nonna (no, i morti non vanno in cielo e non vi vivono per sempre, ma vanno da qualche parte nel tuo cuore e vi vivono finché li ricordi), da dopodomani si torna a giocare a tennis fregandosene delle ginocchia malconce: bisogna seguire o no gli insegnamenti dei genitori? Ciao Mamma...

NOSTRA SIGNORA DELLE DISTRAZIONI

"Riforme. Io comincio dall'ossatura" Un blog non deve necessariamente seguire la cronaca, non essendo né un sito di inform...