domenica 29 agosto 2010

MORTO CHE PARLA

Il blog è vivo, i lettori quotidiani, oramai a decine (basta accontentarsi), sicuramente allarmati da oltre una settimana senza post, benchè forse ad agosto da un lato possa ritenersi probabile dall'altro possano essere qualcuno di meno, possono stare tranquilli: ero in un'isola del sud Italia, quindi niente wi-fi gratuito, poca e incerta linea nella pennetta, e nessuna voglia di andare all'Internet point.
Ho come il sospetto che se fossi stato in un qualsiasi altro Paese sedicente avanzato e democratico non avrei avuto nessun problema ad acchiappare col mio netbook una connessione veloce e gratuita, ma oggi non voglio parlare di politica. Oggi è il mio quarantasettesimo compleanno.
Ho già superato da un po' quella che era l'aspettativa di vita media fino a un centinaio o poco più di anni fa, e so bene che c'è chi contesta questo discorso perchè era la mortalità neonatale e infantile ad abbassare la media ma superata quella fase critica era normale già allora raggiungere la settantina, e d'altronde oggi superarla non è che sia sempre un buon affare. Ma anche gli antimodernisti più sfegatati non possono non convenire che avere la mia età oggi non è la stessa cosa che avercela avuta 50 o 100 anni fa. Joao Mau-Tempo di Alentejo, una vita nei campi, aveva un aspetto molto meno giovanile, quando 44enne fu preso dalla guardia e torturato. Anche se, a dirla tutta, aveva una tempra che gli ha consentito di sopravvivere per mesi ad un trattamento cui io non sopravviverei per pochi minuti. Eppoi, e questo viene sia a me che contro di me, modo dialettale di dire che mi da torto e ragione allo stesso tempo, a dire il vero io bambino con asma bronchiale cronica a fine 800 non sarei arrivato a 7, di anni, altro che 47, se è vero come è vero che d'altronde se avessi avuto ai miei tempi i betabloccanti non avrei trascorso la mia infanzia con una bombola d'ossigeno accanto al letto e tanta precoce familiarità col concetto di fragilità della vita. Arrivato all'adolescenza con 'na cascetta larga un diu, un torace mingherlino (Faber mi perdoni), a causa  diretta (muscoli intercostali ipotrofici) e indiretta (nessun gioco di strada con gli altri bambini, a formarmi il fisico) dell'asma, nella società pre-welfare o ero nato nobile o borghese oppure qualsiasi lavoro mi avrebbe ucciso, salvo forse appunto la pittima. Insomma l'evoluzione darwiniana avrebbe spedito il sottoscritto in un ramo secco, e con ottime ragioni - e allora forse è vero che i conti tornano...
Se anche poi le stesse energie dell'anima che mi hanno spinto dopo i 15 anni a iniziare palestra tennis basket e mille altre attività, cosa che mi ha dato un aspetto normale e fa di me l'iperattivo che sono ancora a dispetto appunto dell'età, fossero riuscite in epoca antica nello stesso risultato per altre vie, chè lo sport è cosa da società opulente, resta da valutare l'aspetto mentale: con questa testa, non avrei fatto strada. Oggi, forse, con un po' di fortuna, se magari non sei di Scampìa o dello Zen, tanto per restare nell'occidente sviluppato, avere un carattere che non te ne tieni una e fare discorsi come quelli politici che leggete su queste pagine senza avere un'arma tanti amici e un fisico alla Tyson, ci arrivi intero alla mezza età; ieri, la stessa configurazione comportava in trent'anni tante occasioni di aver detto una parola di troppo alla persona sbagliata che la probabilità di avere suscitato una reazione potenzialmente letale è praticamente pari a uno: Impastato o Antenòr, un Cugino d'altri tempi non sarebbe vivo ad affliggervi oggi con queste menate.
Inoltre, se davvero il mondo della decrescita è imminente, come io credo che sia, e si imporrà tramite shock perchè l'umanità è palesemente troppo lontana dall'aver capito che si tratta di un processo che va guidato per non doverlo subire tanto è inevitabile, non solo ricorderemo i tempi in cui ciascuno aveva un lavoro una casa una pensione e cure mediche più o meno gratuite come una breve fortunata parentesi della storia dell'umanità, e quelli da me in poi si troveranno da vecchi senza i mezzi materiali per sopravvivere, ma probabilmente assisteremo a un rimodellamento delle aspettative di vita salute e tempo di lavoro che per ragioni sistemiche non si assesteranno fino a che non saranno livellate su tutto il pianeta o quasi, e somiglieranno più a quelle di 150 anni fa che a quelle di 20.
Ragion per cui, si può tranquillamente affermare che un tipo come me può esistere solo in una finestra spaziotemporale ben limitata che peraltro sta chiudendosi, e in qualsiasi altra era del passato e del futuro, come in molti altrove del mondo attuale, io oggi sarei morto, e forse da tempo.
Ecco perchè il fatto che io stia qui a parlarvi dei 47 anni che compio, anche se mia nonna direbbe che trasìa 'nte quarantottu, sono "entrato" nei 48, perchè giustamente una volta gli anni si contavano mentre li vivevi e non quando li compivi, mi fanno pensare a un noto versetto della smorfia che fu tra l'altro utilizzato per titolare uno di quei filmetti che solo Totò riusciva ad elevare a esilaranti. E di cui posto un estratto, con tanti auguri a me.

Nessun commento:

In evidenza

DEFICIENZA, NATURALE

Dell'argomento AI ne abbiamo già parlato come di uno di quei pericoli gravissimi verso i quali sarebbe opportuno porre argini non appen...

I più cliccati dell'anno