UOMINI E DONNE


No, non sono impazzito, non sto citando la De Filippi, di cui peraltro non sono mai riuscito a vedere più di 30 secondi consecutivi di trasmissione... Anzi, dal giorno dello switch verso il digitale terrestre, o meglio da quando 15 giorni dopo mi sono deciso a dotarmi di un decoder, l'ennesima tassa mascherata di una maggioranza che da 15 anni le tasse le diminuisce a parole e le aumenta nei fatti, la TV generalista ho smesso del tutto di seguirla, preferendo le poche volte che l'accendo i vecchi incontri di tennis o i vecchi sceneggiati televisivi...
E' che mi sono imbattuto in un botta-e-risposta davvero molto interessante, sul tema del rapporto tra i sessi, che fa riflettere parecchio anche su una che dovrebbe essere tra le questioni in cantiere più importanti di un presunto nuovo fronte riformista, dovesse mai sorgere. Leggetevi il pungente intervento di Paolo Barnard poi la replica di Nicoletta Forcheri, infine la controreplica del primo, a partire dalla quale, riportata su comedonchisciotte, sono invece andato a ritroso io. Concludendo, forse un po' troppo ecumenicamente, che secondo me la loro polemica è sovrastrutturale; in sostanza invece hanno ragione entrambi, anzi forse sottintendono la stessa tesi: che la rivoluzione sessuale degli anni 60 e 70, come tutte le rivoluzioni, è rimasta in se incompiuta e anzi ha solo spostato il potere da una mano a un'altra, impedendo però per sempre al mondo di essere lo stesso di prima. E che è dalla sua rilettura che bisogna partire per una soluzione progressiva, e non regressiva sul piano dei valori come appunto tutte le raccapriccianti (per quanto false) discussioni in certe trasmissioni televisive e nei social network.
Insomma, non importa chi debba cominciare, ma il punto di arrivo dovrebbe essere più sesso per tutti, facile e ludico, e soprattutto gratuito. Solo così si sgonfierebbero i fatturati di prostituzione, pornografia, eccetera...
Forse sono il Cetto la qualunque di sinistra....

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