Ma se questa è una legge di natura, significa però anche che ciascuno deve svolgere il suo ruolo, in questa commedia, perché se non lo facesse si romperebbe un equilibrio tutto sommato necessario. Lasciatemi dunque vestire, che mi tocca, i panni del Vecchio Brontolone, che tra le altre cose i miei coetanei o giù di lì che invece scelgono quelli del Giovane Entusiasta, loro si che sono ridicoli e non sanno nemmeno quanto fanno del male ai giovani veri.
Da ventenne ad esempio, io ero giustamente entusiasta delle possibilità che si aprivano al mondo grazie ai progressi dell'informatica, su Parallelo 38 scrissi un articolo dal titolo "Tante tavolette di terracotta" che accostava la rivoluzione del silicio nel nostro mondo a quella della scrittura nell'antica Grecia, che fu presupposto dell'alfabetizzazione e quindi della democrazia (se non sapevi farlo, non potevi scrivere il nome di chi volevi fosse colpito da ostracismo). E davvero l'informatizzazione di tutto, che mio padre (capace di farne a mano e gestire i turni dei macchinisti dotato di tabellone cartaceo matita gomma e penna senza mai sbagliare e mandando a memoria tutto) vedeva come la peste, io la vedevo come una potenzialità enorme di democratizzazione.
E lo era: per la prima volta nella storia dell'umanità ciascuno aveva un accrocco dove conservare ed elaborare una mole di dati che una generazione prima solo i governi, forse, e prima ancora nessuno. E la condivisione in rete, anche della potenza di calcolo (tra l'altro sempre crescente) oltre che dei dati, in una espressione il "peer to peer", schiudeva un altro universo di possibilità. Che ingenui a pensare che fosse una tendenza irreversibile... L'accentramento del Potere in poche mani, invece, si che lo è, e Occam ci insegna che non occorre nemmeno postulare un Grande Vecchio o dei Mammasantissima: è una casella in una formula, e si trova a occuparla chi capita, per qualche tempo, tutta una vita, o tutta una dinastia che sia.
Così, col metodo della rana bollita (una piccola "novità" alla volta, presentata in modo che ci sia sempre un qualche sepensante giovane entusiasta a rintuzzare i vecchi brontoloni) si è giunti a questa situazione: il cloud ha rimpiazzato l'archiviazione privata e quella condivisa, l'AI ha reso obsoleti i wiki e i motori di ricerca oltre che le capacità concettuali umane, e i primi ascari di questa restaurazione (che questa è, mica la "rivoluzione" che dicono loro) sono in quelle entità pubbliche che in teoria dovrebbero essere a guardia della democrazia oltre che avere la massa critica per almeno tentare di fare da argine. Detta in piano: le amministrazioni pubbliche stanno togliendo i PC agli impiegati, dandogli in cambio terminali stupidi capaci di funzionare, oltre che di accedere ai dati, solo via cloud, di proprietà delle solite multinazionali. Che potranno spegnere con un click qualsiasi apparato anche vitale, moneta compresa, senza dare spiegazioni (o prendendosela col solito hacker russo...). Ma a regime i PC spariranno anche dalle case (per i nostri figli è già roba vintage di scarsa utilità), soppiantati dagli smartphone, ma - potete giurarci - solo temporaneamente, perché quando qualunque cosa si collegherà direttamente (funzionando solo così) non serviranno più nemmeno questi oggetti che ancora te li puoi scordare da qualche parte. E l'accesso a questo megamostro centralizzato senza il quale sarà impossibile vivere sarà, cheteodicoaffà, subordinato in modo sempre più esplicito alla "buona condotta" (la pandemia è stata un esperimento), definita da chi e giudicata da chi immaginatelo voi, ma toglietevi dalla testa che sarà un governo politico da voi legittimamente eletto (che già quello sarebbe grave). Potranno vivere solo i bravi sudditi, di un re che non si sa nemmeno chi sia.
Ho brontolato abbastanza, vi lascio con un filo di speranza: questa tendenza sistemica, come tutte quelle connaturate al capitalismo, contiene delle contraddizioni, quindi cloud e AI potrebbero implodere come una qualsiasi bolla immobiliare. Sarà una catastrofe, da cui uscirà vivo solo chi ha mantenuto in qualche modo la capacità di farne a meno. Un mare di merda da cui, come diceva il poeta, nasceranno fiori. Speriamo non tulipani...

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