martedì 9 maggio 2017

NON VALE LE PEN

Questo chiarissimo grafico sui flussi elettorali tra
primo e secondo turno è preso da questo ottimo
approfondimento sulle presidenziali francesi...
Questo non è un pezzo sulle elezioni francesi, anche se farà di tutto per sembrarlo. La molla che mi ci ha spinto, infatti, è tutta nostrana: è il deliquio di squittìi, post sui social, articolesse sul mainstream e servizi sui telegiornali con cui è stato accolto il presunto trionfo del parvenu Macron alle elezioni francesi. Una roba da voltastomaco, che fa letteralmente "prudere le dita" al punto da doversele grattare sulla tastiera.
Cercherò di definire per una volta in maniera schematica le premesse logiche del mio ragionamento, vediamo se ne sono capace.
  1. L'Euro è uno strumento di oppressione, l'arma incorporata nella versione degenere del sogno di una Europa unita e senza più guerre, quella UE che aveva come obiettivo non dichiarato la distruzione di alcune economie europee a vantaggio di altre. Questa è la premessa maggiore a cui mi sono dovuto negli anni arrendere, e ora mi sembra autoevidente (anche se ci torno spesso su, a spiegarla e dimostrarla, ma non oggi). Se non ci credi, le ipotesi sono due: o sei in qualche modo legato agli interessi della classe dominante che sta sfruttando quest'arma per stravincere la lotta di classe a danno di tutti gli altri, e allora la tua posizione è legittima cioè sei stronzo ma ti capisco, o non lo sei, e allora sei un fesso (o come dice Fusaro, euroinomane) che si fa ancora abbindolare dalle chiacchiere e sinceramente non ti capisco neanche più.
  2. Stante la totale obsolescenza, direi peraltro programmata e attuata non semplicemente casuale, della distinzione tra destra e sinistra, l'unico discrimine che ha senso nella lotta politica in questo momento storico è essere a favore o contro l'UE a trazione Euro. Se sei a favore, sei a favore dei padroni e dei loro lacchè, se sei contro, sei a favore del popolo. Se eri comunista/socialista, e sei a favore della UE e dell'Euro, allora sei cretino, informati (cit.).
  3. Se in un Paese la guida del movimento anti-Euro, o sovranista che dir si voglia, è in mano a un soggetto sputtanato fin dal cognome, che poi pooraccia ci prova pure a distinguersi dall'eredità paterna ma a nascondere quello che sei nelle viscere bisogna essere davvero bravi e i confronti televisivi la fregano, in quel Paese quel movimento perderà. Anche perché stiamo parlando di un Paese che non è stato (come invece il nostro) rovinato del tutto dall'Euro, ma solo molto danneggiato, quindi ci può stare che la maggioranza voti ancora per uno che il giorno dopo l'elezione va dal suo Capo a Berlino a prendere ordini.
  4. Se invece vivi in un Paese dove le posizioni critiche dell'Euro eccetera sono raccolte da movimenti xenofobi e fascistoidi solo in minima parte, perché per fortuna (o merito di una parte di suoi cittadini) esiste un Movimento che maggioritariamente le instrada in una proposta politica moderata che comprende, tra l'altro, misure strutturali di lotta a quella corruzione diffusa che è il pretesto storico servito a consegnare in mani esteri la sovranità nazionale nei primi anni 90, ecco (ripeto): se non ne approfitti e lo porti al governo o sei cointeressato con la Casta o sei sciagurato.
Era il giugno 1985, c'era Gorbaciov e stava
per finire un'era. Questa foto, giustamente
premiata in quanto tale, era il calcio d'inizio
di quella paccottiglia ideologica che servirà
a farci accettare la terza guerra mondiale
Detto questo, squirtami un'altra volta col volto giovane (cougar-munito che fa trendy - e che ci troviamo sul porno leggetevi pure il gang-bank di Paragone) che ha salvato la Francia dal fascismo e il Fogno europeo dai populisti brutti e cattivi, e sappi che da parte mia il vaffanculo è automatico, non spreco neanche più il tempo a leggerti, figurati a risponderti. D'altronde, siete gli stessi che ora postano i video della "rivolta democratica" in Venezuela, e ieri sbavavano per le rivoluzioni colorate in Ucraina, Medio Oriente e Africa del nord: tutte operazioni di ingegneria politica mirata a cavalcare il malcontento per destabilizzare governi se non legittimi in assoluto certo molto di più di quelli che hanno contribuito a instaurare. Quello che oggi accade con Assad e Maduro ieri accadeva con Saddam, Mubarak, Gheddafi, e così via. E ogni volta, dico ogni volta, che abbiamo lasciato che i signori della globalizzazione e della guerra mettessero il naso, col nostro consenso gravido di ideologia sedicente democratica, nelle questioni altrui, queste si sono risolte in un peggioramento drammatico delle condizioni di quei popoli. Io c'ero quando tutto questo cominciò, con una bellissima foto di una bellissima ragazza afgana con bellissimi occhi chiari, che potessero venire velati non lo potevamo accettare: al prezzo di milioni di morti loro e anche qualche migliaio nostri (che vuoi che sia, tanto prima o poi quei brutti palazzacci bisognava buttarli giù, l'esplosivo era già nei pilastri...).
Macron è Attali e Rotschild, e la Le Pen anche se impresentabile, anche se fascista, anche se ha toppato i confronti TV, era molto meglio di lui, per il popolo francese (che infatti l'ha votata in misura crescente tanto più si scende di reddito e si va verso la periferia). Ma sono cavoli dei francesi. Noi abbiamo una carta migliore, che ha di certo i suoi difetti ma a confronto delle prospettive digeribilissimi, per rovesciare il tavolo europeo. E tante ma tante più ragioni di volerlo fare. Se non le vedete peggio per voi, ma provate a guardarvi il portafoglio, e soprattutto le prospettive per i vostri figli. Il progetto politico imperante li vuole schiavi, e sta importando altri schiavi a milioni per riuscirci meglio. Ciascuno di voi può anche pensare che a lui basta riuscire a farla franca per se e i propri figli, ma sappia che ha possibilità statistiche minime di riuscirci. Coi grillini alle soglie del governo, è più facile riuscirci contribuendo a salvare l'Italia.

mercoledì 3 maggio 2017

PUMARORA E PIPI CHINI

Attenzione! Se è sempre vero che per la riuscita di una ricetta gli ingredienti sono la prima cosa, in questo caso lo è particolarmente. Infatti, i pomodori devono essere relativamente piccoli, ma i pomodorini non vanno bene, di qualunque tipo siano; insomma è difficile. E per i peperoni lo è ancora di più: fuori dalla Calabria è difficile trovare quelli verdi e/o rossi tondi dolci, insomma non vanno bene quelli piccoli e lunghi un po' piccanti né il classico "peperonone" giallo rosso o verde. Una volta trovati gli ortaggi da riempire (ma vanno bene anche piccole melanzane, patate, solo la taglia è essenziale, per il giusto bilanciamento di gusto col ripieno, e perché questo non fuoriesca in cottura), e aver preparato (o avere sempre pronta, da buoni "calabresi") 'a muddhica cunzata, c'è solo da darsi da fare. Non ci vuole troppo tempo in assoluto, ma moltissimo in rapporto a quanto ci vuole perché finiscano, un boccone tira l'altro...
Ecco i peperoni giusti, hanno 4
o 5 cm. di diametro. Pomodori e
altri eventuali ortaggi avranno la
stessa dimensione, più o meno...
Pomodori e peperoni ripieni
Taglia circolarmente intorno al peduncolo i pomodori e i peperoni: il foro dovrà essere appena sufficiente a farvi entrare un cucchiaino da caffè.
Aiutandoti col cucchiaino, svuota i pomodori da polpa e semi, ma non gettarli; per i peperoni invece occorrerà aiutarsi con un coltello appuntito, e i semi si gettano via.
Metti un pizzico di sale in ciascun pomodoro, un po’ meno in ciascun peperone, e sistemali tutti su un piano col foro in giù a sgocciolare.
Impasta il pangrattato con un altro po’ d’olio d’oliva e il sughetto tolto dai pomodori, e con l’impasto farcisci in maniera compatta pomodori e peperoni. Sistemali a foro in giù in un tegame per friggerli in olio d’oliva, e quando il pangrattato dell’apertura è croccante, e quindi il contenuto non ne uscirà più, proseguire la frittura rigirandoli da tutte le parti.
In alternativa, è possibile cuocerli in forno.
...
Ingredienti:
  • pangrattato condito
  • pomodori tondi medi
  • peperoni tondi piccoli
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
...ed ecco come si presenta il
pepe correttamente riempito.
Tagghia i pumarora e i pipi tornu tornu vicinu ‘o piricuzzulu.
Sbacàntili bbelli puliti, ma non gghittàri ‘u zzuchiceddhu r’i pumarora, chi ll’ha’ mbrischiari c’a muddhica cunzata cu na stampa r’ogghiu ‘i cchiù.
Mèntici r’intra na pizzicata ‘i sali chi nci sciuga l’acqua, e mèntili a ttesta sutta mi scùlunu.
Apoi jinchili fitti fitti c’a muddhica, e mèntili a ttesta sutta nta na cassarola mbascia c’un pocu r’ogghiu mi frìunu, accussì a muddhica si faci e stuppa i purtusa, e ttu poi continuari m’i frìi votanduli i tutt’i parti.
Si ti siddhìi, falli ‘o furnu.

giovedì 27 aprile 2017

TRA 25/4 E 1/5, PIIGS

In questo periodo dell'anno i cuori dei "veri progressisti" sono tradizionalmente scaldati da un uno-due di ricorrenze che quasi costringe al post, sul web chi ha più voglia di perdere tempo e sonno, sui social network tutti gli altri. Questo blog non è stata una eccezione, basta cercare col motore in alto a sinistra per verificare; per i più pigri linko questo e questo, ad esempio di quando ero anch'io obnubilato dal senso di appartenenza, che mi impediva di vedere come e perché i politici del centrosinistra non erano altro che sicari della democrazia e del welfare a libro paga del Capitalismo. Ma un esempio migliore di cantonata viene dalle elezioni francesi: leggete le minchiate che dicevo a proposito di Hollande, leggete... A mia parziale discolpa, c'è che di li a poco (eravamo a metà 2012 mi sarebbe accaduto qualche mese dopo, folgorato dalla dichiarazione di Bersani che qualunque fosse stato l'esito delle elezioni sarebbe stato "con Monti senza se e senza ma") avrei mangiato la foglia e sposato la causa grillina (pur con tutte le diffidenze del caso), e che a proposito del neoeletto monsieur le président avvisavo letteralmente che "deve dimostrare di voler mantenere le promesse", ma resta il fatto che ancora mi muovevo all'interno dell'ipotesi che fosse possibile anzi auspicabile salvare capra e cavoli col "più Europa", poiché era per colpa dell'attuazione monca che il progetto UE si dimostrava fallimentare - ipotesi che si è dimostrata più che erronea: illusoria.
Ora, ai francesi stanno tentando di fregarli con l'emersione in extremis di soggetti apparentemente nuovi in grado di alimentare con qualche credibilità tale illusione, ma se leggete bene le percentuali raggiunte dai candidati al primo turno scoprite che in totale gli euroscettici vanno verso la metà, quindi nonostante i trionfalismi di tattica per il ballottaggio niente è ancora detto (non vi sono bastate le sberle in GB e USA, sondaggisti del ciufolo?), e soprattutto che i socialisti, che appunto l'altra volta avevano portato il loro candidato all'Eliseo, sono ridotti a un misero 6 per cento. Ecco cosa succede in Francia a chi non mantiene le promesse, magari fosse così da noi. Un vantaggio noi però lo abbiamo: lì gli euroscettici vanno verso la metà, e sono polarizzati tra la Le Pen e un sinistro che grazie appunto all'euroscetticismo ha svuotato il PSF, e ciò rende più difficile l'affermazione antisistema al ballottaggio, qui gli euroscettici sono ormai maggioranza netta, al cui interno la stragrande maggioranza vota cinque stelle, quindi la vittoria dell'alternativa al progetto reazionario e plutocratico chiamato UE è possibile, qualunque schifezza tentino di escogitare a proposito di legge elettorale. E quindi, chiunque abbia a cuore il futuro del Paese deve fare tutto il possibile per far fare al m5s l'ultimo balzettino che gli manca.
Ad esempio, andare a vedere, e fare passaparola per mandare a vedere, al cinema il documentario PIIGS, che spiega come e perché grazie all'Euro ci hanno imbrogliati e rapinati e se non ne usciamo al più presto ci finiscono di fottere. Sono tematiche complesse, e questo blog, lo ammetto, non le ha mai affrontate per semplificazioni, sempre per approfondimenti e arrovogliamenti, e d'altronde per scelta editoriale non faccio divulgazione e non ci guadagno nulla di nulla da un click in più, ma il film sicuramente potrà far capire qualcosa anche ai più pigri, quindi ve lo raccomando. PIIGS esce in questo weekend, a metà tra l'anniversario di una liberazione da un alleato che si è rivelata essere la lunghissima occupazione da parte del nuovo alleato (con la beffa finale di una disfatta in una guerra commerciale dissimulata, proprio ad opera dell'alleato di prima), e la celebrazione di un diritto che non c'è più, da parte di chi ha contribuito nel ruolo di cavallo di Troia del Capitale alla sua sparizione (rispettivamente il lavoro e i sindacati che organizzano il concertone, bah!...).
In fondo il trailer (qui invece i primi 15 minuti integrali); ma prima, due o tre inviti alla lettura e al ragionamento, per quei quattro "perversi del pensiero" che ancora mi seguono:
  • Raimondi, ovvero la separazione tra banche d'affari e istituti di credito e risparmio, che c'era e la cui abrogazione da parte di Clinton è alla radice della crisi che viviamo da dieci anni (indovinate qual'è l'unico partito che la propugna in Italia? esatto! - peraltro, assieme al ripristino della piena sovranità monetaria in capo a una Banca d'Italia nuovamente pubblica);
  • Grazzini, ovvero la moneta fiscale come proposta ponte o piano B per recuperare sovranità monetaria, proposta ai 5stelle per il loro programma;
  • Tarquini, ovvero la Repubblica Ceca ha mangiato la foglia, e ha sganciato la propria moneta dalla parità con l'Euro (primo passo per l'entrata nella cd. moneta unica, quindi per ora rimandata sine die).

venerdì 21 aprile 2017

PURPETTI

Il giorno che ho preso servizio a Trento, ormai quasi vent'anni fa, era lì per la stessa ragione un ragazzo che appena aprì bocca riconobbi come conterraneo, e viceversa, perché tali ci sentiamo reggini e messinesi a oltre mille chilometri di distanza dallo Stretto, e tali siamo in effetti (quasi la stessa lingua, quasi lo stesso cibo, quasi la stessa testa) anche se quando stiamo laggiù preferiamo alimentare una rivalità atavica fatta di sfottò reciproci e derby calcistici. Finito con le scartoffie e con le presentazioni (ah, quella cosa "piacere piacere"...), Massimo, avendo appreso che io ero pratico della città mentre lui era assolutamente nuovo, mi chiede, rigorosamente in dialetto, di portarlo a mangiare qualcosa di tipico del posto. Opto per un noto ristorantino del centro, e come primo gli consiglio i canederli in brodo, ma lui visto che c'erano anche al sugo li preferisce così. Senonché al primo boccone lo sento esclamare "ma su purpetti!", e quindi chiedere al cameriere (sconvolgendolo alquanto) un po' di pane per accompagnare quello che per lui era un secondo. Con Massimo siamo ancora amici, anzi proprio oggi l'ho chiamato per il compleanno: posso permettermi di sciorinare questo episodio, che per introdurre le polpette di nonna Carmela ci stava proprio bene...
Polpette di carne
Metti il pane raffermo in una scodella ad ammollarsi in acqua fredda per qualche ora (per impedire che venga a galla coprilo con un piattino e mettici un peso sopra); quando è intriso a tal punto da non sentirsi toccandolo più parti dure, scolalo, e strizzalo con le mani fino a farne uscire tutta l’acqua che si può.
In un'altra scodella impasta la carne con le uova, l’aglio e il prezzemolo tritati, il sale, il parmigiano, e parte del pane ammollato.
Quando l’impasto è omogeneo, prova ad appallottolarne una piccola porzione tra le palme delle mani: se l’impasto è molle ed appiccicoso, aggiungi del pangrattato, se è troppo duro, aggiungi del pane ammollato (in ogni caso, se tende ad incollarsi alle mani, aggiungi dell’olio di oliva), e continua ad impastare fino ad ottenere la consistenza voluta. Quindi crea delle palline di un paio di centimetri di diametro, e quando sono consistenti schiacciale leggermente a mo’ di dischetto alto un centimetro o poco più: la frittura (in olio d’oliva) verrà più omogenea che se le lasci sferiche.
...
Ingredienti
  • 500 gr. di macinato misto (o solo manzo)
  • uno spicchio d’aglio
  • due uova
  • prezzemolo
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • parmigiano grattugiato
  • due panini raffermi
  • pangrattato
Purpetti ‘i carni
Menti ‘u pani a moddhu ntall’acqua fridda, cu nu pisu ‘i supra non mi veni a ‘ngalla.
Quandu è tuttu moddhu moddhu, sculalu, spremulu forti mi nesci tutta l’acqua, e mentilu ‘i latu.
Nta na nzalatera mpasta ‘a carni cu ddu ova, un pocu i putrusinu tagghiatu finu finu, n’agghiu fattu pitinghi pitinghi, ‘nu bellu pocu ‘i parmigianu, ‘na pizzicata ‘i sali, e ‘nu pocu ‘i pani bagnatu sprimutu fittu fittu.
Manu manu chi ‘mpasti, ti rreguli si nci voli cchiù pani mi si rimoddha, o puramenti ‘na stampa ‘i muddhica si è troppu moddhu.
Quandu è ggiustu fai ch’i mani tanti paddhiceddhi, scacciali nu pocu mi si frìunu megghiu r’intra, e frìili.
---
Polpette di melanzane
Lessa le melanzane senza pelarle, poi lasciale freddare e spremile fino a farne uscire più acqua possibile.
In una scodella, impastale a mano con le uova, l’aglio e il prezzemolo tritati, abbondante parmigiano grattugiato, sale, un goccio d’olio, e il pangrattato, prima in quantità minore, poi aggiungendone un po’ e continuando ad impastare fino a che la consistenza dell’impasto non è ottimale: lo è quando si riesce senza problemi ad appallottolare senza problemi una piccola quantità di impasto.
Le palline dovranno avere il diametro di un paio di centimetri, e poi essere schiacciate leggermente in modo da costituire dei dischetti alti un cm circa, e dal diametro di circa tre cm, in modo da favorire una frittura uniforme. Nel farle può essere utile continuare a intingere le mani nel pangrattato.
...
Ingredienti
  • due melanzane grandi
  • uno spicchio d’aglio
  • due uova
  • prezzemolo
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • parmigiano grattugiato
  • pangrattato
Purpetti ‘i mulingiani
Bugghi ‘i mulingiani cu tutta ‘a scorcia, poi falli rifriddhari, e spremili nta nu sculapasta forti forti, mi nesci tutta l’acqua.
‘Mpastali c’a muddhica, ddu ova, n’agghiu e un pocu ‘i putrusinu fatti fini fini, na pizzicata ‘i sali e na ‘uccia r’ogghiu; manu manu chi ‘mpasti ‘u senti, si ha ggiungiri muddhica o puramenti no.
Quandu ‘u ‘mpastu è fattu, bbagnati i mani nt’a muddhica e fai i purpetti, e frìili amprestu amprestu chi i purpetti ‘i mulingiani si bbruciunu facili.

In evidenza

DEFICIENZA, NATURALE

Dell'argomento AI ne abbiamo già parlato come di uno di quei pericoli gravissimi verso i quali sarebbe opportuno porre argini non appen...

I più cliccati dell'anno