sabato 13 febbraio 2021

DRAGHI E CAVALIERI

Quante città al mondo avranno, fissata nello stemma come la mia Reggio o altrove nella leggenda, la storia di un cavaliere che per salvare una fanciulla uccide un drago? Temo sia incalcolabile, perché l'episodio è forse il più tipico espediente medievale di raccontare il trionfo del Bene nell'eterna lotta col Male. Ebbene, come l'avrebbero presa i villici se, in trepida attesa del ritorno del cavaliere dalla mission impossible con in braccio la fanciulla e alle spalle da qualche parte il cadavere del mostro, lo avessero invece visto tornare a braccetto con quest'ultimo (la pulzella, l'ha stuprata prima lui e poi l'ha lasciata al compagnuccio da mangiare)? Pensateci bene, perché è questo che sta succedendo nella cronaca politica odierna, nel plauso generale quindi anche probabilmente di molti di voi.

"Siamo fregati!", avrebbero pensato con ragione. Esattamente come lo siamo noi adesso. Solo che adesso la gran parte di voi, stragrande direi, è convinta del contrario. Quindi se fino ad ora tentare di raccontare una storia diversa dalla narrazione dominante era un po' patetico, adesso è diventato letteralmente una impresa disperata. Da tentare lo stesso, ma non avendo speranze di riuscita, solo per aver titolo di poter sbattere in faccia carta cantante quando potrò dire "ve l'avevo detto io". Ma andiamo con ordine.

Mario Draghi era sul famigerato Britannia quando si decise che il nostro modello di sviluppo, che aveva portato l'Europa occidentale ad essere il primo durevole esperimento della storia dell'umanità in cui si trasferivano ricchezze e diritti verso la maggior parte dei sudditi e l'Italia ad essere in prima linea in quel processo, era obsoleto. I soldi hanno una tendenza a concentrarsi in poche mani che è quasi una legge della termodinamica, e si sa che ogni attività neg-entropica necessità di energia applicata con costanza e sistematicità per reggersi almeno per un po', come giustamente pensate delle creme e della palestra ogni giorno che passa e vi guardate allo specchio. Morto il comunismo, tentativo supremo in tal senso che come ogni sport estremo alla fine fa più male che bene e prima o poi il cigno nero arriva, perdeva senso di sussistere la socialdemocrazia, che altro non era che il meccanismo omeopatico di disinnesco nelle plebi di qua della voglia di imitare quelle di la della Cortina di Ferro. Quindi, bisognava togliere alla mano pubblica tutto quello che controllava assicurando benessere diffuso da qualche decennio. Il pretesto era già stato innescato in anticipo, quando non avrebbe insospettito nessuno: togliendo il controllo politico alle banche centrali, si impennava il debito pubblico. La stampa avrebbe fatto il suo, con iniezioni potenti di sensi di colpa a giustificare il cosiddetto "vincolo esterno". Draghi scese dal panfilo con il mantra delle privatizzazioni a tracolla.

Chi oggi esulta perché abbiamo finalmente al timone uno che è stato capace, alla guida della BCE, di iniezioni di liquidità a fantastiliardi ("whatever it takes"), dimentica che quelle immense somme non sono andate in tasca ai cittadini (nel qual caso ne bastava un decimo a uscire dalla crisi in un anno o due) o a intaccare il debito degli Stati (ci si poteva accontentare anche così) ma in pancia alle banche, che grazie alla defunta distinzione tra istituti di credito e di investimento hanno, anziché in qualche modo favorito il riversarsi almeno parziale di quei soldi nell'economia reale (teorizzato dalla fallimentare e falsa ideologia monetarista), speculato sullo scarto tra gli interessi negativi pagati e quelli incassati incamerando titoli pubblici tanto più succulenti quanto più alto era il famoso spread. Il deficit corrente è la differenza tra quanto ogni anno il Sovrano dà ai sudditi e quanto ogni anno prende da loro. Ebbene, l'Italia è in surplus corrente (al netto degli interessi sul debito pregresso) praticamente senza interruzioni (solo un anno osò il Cavaliere, appunto) dal 1992. E questo nonostante si sia privatizzato tutto il privatizzabile asserendo (falsamente) che ciò avrebbe ridotto il debito (non poteva, data la curva iperbolica degli interessi, nata dalla trovata di farli pagare al sovrano non più padrone della propria banca) mentre invece aveva solo tolto ricchezza allo Stato (cioè a noi) per regalarla ai privati (assecondando la succitata naturale tendenza alla concentrazione del denaro..).

Tanto lo so che il post intero di Grimaldi, linkato nel
testo, non lo leggete... allora qui un estratto succoso:
il vero programma di governo di Draghi. Sapevatelo!
Ebbene, nonostante trent'anni di salassi, gli italiani ce la stavano facendo lo stesso. La loro rete di piccole imprese, la vocazione turistica, l'innovazione innestata alla tradizione nella ristorazione e nell'accoglienza in un Paese che ospita forse i tre quarti del patrimonio artistico mondiale (guarda caso, proprio i settori più colpiti dalla gestione criminale dell'emergenza sanitaria), i servizi pubblici che tenacemente resistevano ad un attacco dopo l'altro. Intollerabile, questa resistenza al terrore monetarista, questa indifferenza all'ultrambientalismo forse dettata dalla naturale diffidenza verso il Potere specie se camuffato nata da 1500 anni di resilienza alle dominazioni straniere. Questa capacità di rifugiarsi nel privato trasformando in percentuali da record di case di proprietà i propri risparmi da record. Ci voleva il Covid, la paura di morire che paralizza anche quando è statisticamente infondata. Ora lo sappiamo, ci siamo fatti due conti (con la C maiuscola): erano solo mosse preparatorie.

La Morte Nera arriva adesso.
A volte ritornano...
Basta leggere la lista dei ministri, redatta col sempiterno Cencelli a confermare il peggio degli uscenti per guarnirli con delle new entries inequivocabili: austerità, colpo di grazia al pubblico impiego, e per quanto riguarda il debito, beh dovete solo aspettare un pochino. Quando avranno deciso che la dittatura sanitaria ha finito il suo sporco lavoro, e speriamo che le varianti oltre che essere più contagiose non se la piglino anche coi piccoli (non lo faranno solo se capiscono che almeno per quelli il popolo è ancora più capace di incazzarsi che di paralizzarsi), sono già al posto giusto quelli che, avendo preso i soldi del recovery fund e poi magari anche quelli del MES, per usarli per tutto tranne risarcire i danneggiati e ricostruire la sanità pubblica s'intende, un bel giorno diranno: ohibò, il debito pubblico è schizzato verso il 200%! presto, tagliamo, privatizziamo, patrimoniale sugli immobili, lo dice Leuropa! E tutto questo con 4 ministri grillini e 3 leghisti (ma mica Borghi o Bagnai: a proposito, li avete sentiti fiatare? almeno Di Battista ha sfanculato tutti..), quote guadagnate promettendo agli italiani di uscire dall'eurozona se non dalla UE: che schifo, da ultimo baluardo per la sovranità dell'Italia a complici dell'averne fatto l'architrave del progetto di regime assolutista mondiale in costruzione.

1 commento:

Gloria ha detto...

Io non avevo pensato "siamo fregati", ma "siamo fottuti".

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