venerdì 7 luglio 2023

A VOLTE RITORNANO

Siamo alle solite, oramai non fa più notizia: ogni anno di questi tempi, specie nel Sud ma non esclusivamente, molte compagini sportive o spariscono o almeno rischiano seriamente di farlo. Con tutti i problemi "seri" che ci sono, non è nemmeno il caso di soffermarsi troppo su questi, si potrebbe dire, ma la cosa varrebbe anche per i problemi di cuore (al primo inarrivabile posto per spiegare la faccenda c'è la battuta di Troisi, a chi gli diceva che quando c'è l'amore c'è tutto: "chella è a salute", e detta da uno che già sapeva di avere un cuore che non l'avrebbe fatto invecchiare vale ancora di più), ai quali quelli di un tifoso di sport somigliano molto. Insomma, se è la "tua" squadra a rischiare di sparire, ti senti fisicamente male come quando a vent'anni ti lascia la morosa, hai voglia che ti ricordano che hai tutta la vita davanti e chissà quante altre ne avrai.

In questa specialità vera e propria, che potremmo battezzare "sparisci o rischia di sparire", a Reggio Calabria siamo fortissimi: da decenni, ormai, col vertice ai tempi della Nausicaa volley femminile cui venne rapinato persino uno scudetto conquistato sul campo, è raro che non ci sia un anno in cui il calcio viene azzerato, o il basket annichilito. Talvolta, come l'anno scorso e quest'anno, capita persino in entrambi gli sport "maggiori" contemporaneamente. La Reggina calcio al momento è esclusa da quella serie B che fino a metà campionato scorso sembrava in grado di dominare, e anche se la proprietà uscente ha "saldato" (leggere qui per capire le virgolette) i debiti e firmato il preliminare con un nuovo proprietario, questo è subordinato all'accoglimento di un estremo ricorso avverso l'esclusione suddetta, e insomma ad oggi non sappiamo se sarà ancora serie B con chi forse è in grado di investire per un rilancio o ancora sparizione completa (lo scenario intermedio, serie C col vecchio proprietario, sembra il meno probabile). La Viola basket invece ha visto il remake di un film già visto troppe volte, così tante che stufa persino riraccontarselo: sedicente nuovo proprietario sborone a spiattellare a mezzo stampa proclami di rilancio ai massimi livelli che competono a una compagine di cotanta tradizione, contratti firmati, bonifici partiti... e mai arrivati, fino allo sgonfiamento precoce della bolla - peraltro previsto dai tanti tifosi memori dei troppi predecessori analoghi, da Barbaro al Montenegro.

La vicenda si conclude oggi con l'iscrizione al campionato di competenza, la categoria inferiore rispetto all'anno scorso, da parte della vecchia proprietà, che magari proprio per i minori costi riuscirà stavolta ad allestire una squadra decente in tempi accettabili (l'anno scorso si partì davvero fuori tempo massimo, complice una assassina riforma dei gironi che avrebbe costretto la squadra a migliaia di chilometri di costosissime trasferte), e tanto si sa che ai tifosi veri non importa la categoria, importa vedere i propri colori sul campo magari a vincere partite, no? Ma la ragione per cui ve ne parlo è che proprio in questi giorni è tornato in Italia, e passato da Reggio a ritirare una benemerenza cittadina, il più grande tra i tanti grandi campioni ad avere vestito la casacca neroarancio, Emanuel Ginobili, partito dalla punta dello Stivale per vincere tutto in Italia in Europa e in America (4 "anelli" NBA - noi diremmo "scudetti") fino all'oro olimpico (in una squadra che per metà aveva giocato nella Viola). E siccome Reggioacanestro ha pubblicato un video su questo evento, ve lo ripropongo integralmente. Mentre il governo si da da fare per finire di affossare lo sport amatoriale, un bel "forza Viola, qui non si muore mai" non guasta.

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