
C'è un aggettivo al femminile che mi tradisce, altrimenti avrei potuto intortarvi che questa cosa l'ho scritta io, tanto corrisponde al mio pensiero. Invece è un brano riportato da pagina 170/171 de "l'eleganza del riccio": come sempre capita in questi casi - non è la prima volta che mi accade, e non credo nemmeno di essere originale - ho sussultato. E ho deciso che amavo quel libro affrontato per caso dopo averlo snobbato come sempre faccio con tutti i bestseller: non ho ancora letto un giallo di Faletti nè la trilogia di Millennium, e Il nome della rosa l'ho letto tipo venti anni dopo, anche se poi ho pagato pegno affrontando di seguito, sulla stessa spiaggia nella stessa estate, Il pendolo di Foucault.
Adesso ho saputo che esce il film, a gennaio, e ho già iniziato ad aspettarlo.
So bene che potrebbe non importarvene nulla, ma un blog è anche questo, no? Ci fosse un altro snob tra i lettori, adesso si andrebbe a procurare il libro in questione, e io gli avrei fatto un regalo...
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