Ma in reggino u sceccu, l'asino, entra pure in detti più complessi. Di una moglie o fidanzata riottosa, ad esempio (ma vale in tutti i casi simili, e indipendentemente dal sesso), si dice "quandu 'u sceccu non voli mbiviri...", quando l'asino non vuole bere, sottinteso non c'è niente da fare (se non ti ama più). E la lettura positiva di questo presunto difetto è anch'essa inscritta nel sentimento popolare, che ha trasformato l'antica ingiuria di essere testardi come muli in un moto d'orgoglio, ad esempio dei calabresi o dei sardi.
Ho comprato un'auto diesel nel 2025. Euro 6d, cioè al momento lo standard ecologico più avanzato. Ma diesel, perché faccio tanti chilometri e non ce n'è come il diesel per un compito del genere: consuma poco, dura tanto, è affidabile e robusto, e quindi mi consentirebbe di tenere l'auto a lungo prima di doverla sostituire. Tutti parametri che andrebbero considerati adeguatamente, nel valutarne l'impatto ecologico. Invece, la moda di considerare solo le emissioni per istante, divulgata peraltro pervasivamente, trascurando tutti gli altri fattori, emissioni in fase di produzione e materie prime e trasformate necessarie in primis, che ad occhi scafati tradisce immediatamente nient'altro che una scelta politica arbitraria adottata a monte e per rispondere ad interessi precisi, ha imposto il luogo comune che diesel è cattivo e antiambiente.
Non mi hanno convinto. Il mulo (cui peraltro la motorizzazione diesel è affine: alta coppia ai bassi regimi, potente ma non veloce) resiste. Bisogna bastonarlo. Ad esempio, rimodulando le accise, che per il gasolio erano più basse per la semplice considerazione che riguardava una platea di lavoratori o comunque contribuenti "di quantità". Non basta, il diesel consuma meno e dura di più: è conveniente anche a parità di prezzo con la benzina. Bisogna farlo costare di più, tanto di più; ma come fare? Ci vorrebbe un'occasione.
E siamo alla cronaca. C'è una guerra dissennata e scriteriata, l'ennesima in un'area cruciale per il petrolio, e guardando bene anche per tutta una serie di altre cosette che interessano anche la e-mobility e addirittura l'agricoltura. Perché non approfittarne? La dinamica è collaudata (solo il 1973 ne è fuori, e allora infatti i governi tentarono di calmierare i prezzi e in parallelo di convincere i cittadini a comportamenti parchi, io c'ero e me lo ricordo, quelle domeniche a piedi erano feste, e le réclame della DC per consumare meno e meglio, che allora suscitavano fastidio, ora suscitano nostalgia, dei tempi in cui i governi al massimo ti volevano convincere ma mai costringere), e la liberalizzazione dei prezzi ha aggiunto funzionalità al meccanismo: quando il petrolio rincara, il prezzo alla pompa dei carburanti si impenna immediatamente e in maniera già più che proporzionale al rincaro del greggio, figurarsi considerando che questo pesa solo in parte, e minoritaria, nel prezzo totale, che include accise raffinazione distribuzione e guadagni; ma quando la crisi finisce e il petrolio scende, il riflesso sul prezzo alla pompa avviene in maniera calcolata correttamente (essendo solo una parte del totale) e tenuto conto adeguatamente degli sfridi temporali (che una volta erano le scorte, ora ad esse si aggiungono i complessi meccanismi finanziari di determinazione del prezzo). Semplificandola: i prezzi calano? si ma io ho comprato a un prezzo maggiore, quando quello che compro oggi a un prezzo minore arriva alla pompa io applicherò gli sconti, non prima; i prezzi aumentano? applico subito gli aumenti e incamero maggiori guadagni avendo comprato a un prezzo inferiore. In italiano si chiama speculazione.
A questa, si aggiunge l'occasione di cui sopra: siccome gli iraniani brutti e cattivi intralciano lo stretto di Hormuz, la benzina aumenta di un tot, subito. Ma il gasolio, il gasolio aumenta di tre volte tot, arrivando a costare il 20 per cento in più della benzina. Una vigliaccata ai danni dei muli che si ostinano a usarlo, e non sarà l'ultima della serie. Perché siamo nel mondo del "chi non si vaccina niente cure mediche nemmeno al pronto soccorso e nemmeno per una ragione diversa dal morbo per cui non si è vaccinato, che so un incidente" - non me lo sto inventando, era la tesi di un noto figlio di papà che sennò col cazzo che faceva l'attore e ha pure un figlio cantante che se non era suo figlio eccetera eccetera.
Il tutto va inserito in un contesto in cui l'auto a gasolio è solo una delle tante variabili. Esiste un progetto preciso e codificato (il "grande Reset") di riduzione dell'umanità a schiavitù, almeno tale si può definire secondo le categorie di pensiero in cui siamo cresciuti un paio di generazioni. L'eterodossia non è contemplata, va disincentivata in ogni modo, disinnescata, estirpata. Il mulo che non vuole bere prima o poi morirà di sete, peggio per lui. La "famiglia nel bosco" non può essere lasciata in pace, anzi la sua parabola deve essere esibita a mo' di esempio. Non possederai niente, casa auto lavoro figli, e sarai felice; se ti metti in testa di disobbedire, anche infilandoti nel buco del culo del mondo, noi ti raggiungeremo e mostreremo la tua testa mozzata al nemico. Lasciate perdere chi sta approfittando della vicenda per motivare il SI al referendum come se avere le carriere separate avesse impedito a quei giudici di togliere i bambini alla coppia: non si accorge nemmeno che se ciò fosse stato vero sarebbe stato un buon esempio di quell'assoggettamento della magistratura all'esecutivo che resta la migliore ragione di votare NO. Ma di questo ne riparleremo tra qualche giorno. Ora vado a cercare, se la trovo, una pompa dove il gasolio stia a meno di due euro al litro. Da buona testa 'i sceccu....

2 commenti:
Hai dimenticato: ttacca u sceccu aundi voli u patruni.
giusto
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