martedì 30 giugno 2026

AUGURI

Essere stato un bambino asmatico, e in tempi in cui non erano ancora in commercio i broncodilatatori tascabili, in qualche modo mi aiuta, in frangenti come questo. Mio padre, infatti, che aveva lo stesso problema seppure in forma minore (la cosa deve avere una certa componente di familiarità, visto che da mia nonna a mia figlia passando per cugini e nipoti ci accomuna), e non aveva trovato modo migliore, avendo riscontrato una correlazione tra la mia partecipazione ai giochi per strada cui i bambini dell'epoca indulgevano per pomeriggi interi e gli attacchi asmatici notturni, di impedirmeli, accompagnando il mio rituale di reclusione (sempre lo stesso: mi tocca la fronte e o le spalle, riscontra che sono sudato, e mi trascina verso casa) con una ramanzina, talvolta, quando era proprio in buona e/o io anziché sbraitare gli chiedevo ragione del provvedimento restrittivo, sostituita da una edificante parabola.

Se uno può masticare, diceva, è giusto che quando ha fame mangi tutto quello che trova, ma se uno non ha i denti ed è costretto a mangiare liquido si deve far bastare quello, e se non riesce ad aprire la bocca magari col contagocce. Sempre vita è. E, sottinteso, va rispettata e amata. Ci ho ripensato ricorrentemente, ad esempio a proposito di una delle tappe della testimonianza di uno Zanardi. E temo di doverci ripensare sempre più stesso, ora che mi avvio verso l'anzianitudine prima e la vecchiaia poi, e magari arrivarci che l'alternativa è peggio, tutti noi siamo circondati di storie che lo testimoniano.

Ci penso oggi che un maledetto colpo della strega, di quelli veri che ti pieghi a prendere le scarpe e una scossa elettrica ti falcia la schiena lasciandoti piegato in due a urlare, e poi per ore bloccato a letto ad aspettare l'effetto di una puntura, che poi al massimo ti consente di trascinarti alla poltrona davanti al PC, mi ha impedito di essere presente al compleanno di mia figlia, per la prima volta nella sua vita.

Vengo da due settimane di ferie, nelle quali ho appositamente lasciato da perdere il tennis e sostituito la palestra con stretching e passeggiate in spiaggia la mattina, e durante le quali sono addirittura riuscito a non ingrassare neanche un etto nonostante due o tre serate di stravizi alimentari con amici e parenti. Della serie: no, non ho chiesto troppo al mio fisico. Semplicemente, sono cose che succedono, specie dopo una certa età.

A mia figlia gli auguri per una volta li ho fatti solo per telefono, e qui se mai mi leggesse (non lo fa mai, i blog e Facebook sono fuori dall'orizzonte di un adolescente odierno). Ma intanto mi sono passato un po' di tempo, concedendolo all'azione del voltaren+cortisone. E che mi trovo affianco questo utilizzo privato del sito, nel quale non indulgo quasi mai, con la pubblicazione (senza liberatoria, mi perdoneranno) di una foto dei "quattro Luigi", primi cugini tutti con lo stesso nome (anche se uno dei quattro solo come secondo) del nonno, rivisti tutti assieme per una pizza pochi giorni fa, e ciascuno coi suoi acciacchi. Auguri!

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