venerdì 28 dicembre 2012

APPUNTI PARTIGIANI

Il titolo non è originale, io l'ho preso da un bellissimo album dei Modena City Ramblers con tanti ospiti illustri ma chissà quanto è stato usato e da dove viene (Calvino?), ma occorreva qualcosa che avesse a che fare con la metafora che secondo me descrive meglio la situazione attuale: è in corso una guerra di liberazione nazionale che farà da spartiacque al nostro prossimo futuro.
Tra parentesi, mi accorgo di essere pesante e di rischiare di perdere i già scarsi lettori, ma non ho altri strumenti per fare la mia parte in questa guerra: non ho l'età, la statura morale, le risorse fisiche e mentali, il carattere per un impegno in prima linea. Ma ho il pensiero, libero anche di contraddirsi, la capacità di tradurlo in parole, e uno spazio dove qualcuno le legge, e quello che ho da ora a febbraio sarà a servizio di una Causa: fare tutto il possibile perché il Movimento 5 Stelle vinca le prossime elezioni politiche contro ogni pronostico. Il PD è dato sicuro alla Camera, ma non al Senato. Monti sale in campo per presentarsi come unica soluzione. L'unico scenario alternativo è che inopinatamente, mobilitando via Internet e con passaparola più tradizionali milioni di persone che non votano più schifati dalla politica, il M5S compia la sua rivoluzione. Il fatto che sia una possibilità concreta, molto più di quanto i commentatori e i sondaggisti (quanto liberi, loro, non lo so) ammettano, è dimostrato proprio dalla bassezza e virulenza degli attacchi concentrici di tutto il mainstream, e dalle contromisure che prendono per tentare di impedire la partecipazione dei grillini alle politiche (le elezioni sono state anticipate esclusivamente con questo scopo: il M5S è il solo grosso partito a dover raccogliere le firme e con questi tempi potrebbe non farcela) o per limitare il suo recupero di consensi (la ridiscesa in campo di Berlusconi è motivata esclusivamente da questo intento, non avendo nessuna possibilità di essere vincente in assoluto). Dunque da qui a febbraio qui si farà campagna elettorale per Grillo, almeno in gran parte: voglio dormire la notte, e che mia figlia un giorno possa vivere in un'Italia migliore, o almeno pensare che suo padre ha fatto qualcosa per impedirgli di vivere nel Paese di merda in cui sarà costretta a sguazzare.
Oggi sul blog di Beppe c'è un post che estrapola dal programma del Movimento un elenco sintetico di punti, a fare il verso alla famosa Agenda Monti. Segno di sfuggita che ho sentito e letto i commentatori di cui sopra stigmatizzare la cosa come una caduta di stile e un segno di debolezza. Figurarsi se entrano nel merito. Poco democratico, populista, ragazzini inesperti che cadranno in tentazione, eccetera: un fuoco di fila concentrato sugli aspetti formali per evitare quelli di sostanza (dove Grillo ha ragione su quasi tutti i fronti, e tutti gli altri torto, anche perché dicono tutti o quasi le stesse cose). Entriamoci noi. Qui c'è l'Agenda Monti, la sintesi e il link all'integrale, per i più pigri qui una sapida summa di Lameduck: l'Agenda del PD (il programma ancora non si trova, salvo qua e la generiche dichiarazioni d'intenti uguali a quelle disattese le altre volte) se ne distingue per aspetti secondari, su Europa moneta lavoro crescita eccetera o la sottoscrive o la richiama - Fiscal compact, flessibilità, grandi opere, e laddove Vendola dice qualcosa di sinistra lo fa per recitare il suo ruolo all'interno di uno schieramento in cui le decisioni importanti sono già prese da altri. Fate un confronto nel merito, fatelo. Vi aiuto io, partendo dall'elenco sintetico di cui sopra:
  1. Legge anticorruzione - Con Grillo ne avremo una vera, non la buffonata pro-corrotti che hanno appena approvato questi: nel M5S la fedina immacolata è un prerequisito, negli altri partiti quasi un difetto;
  2. Reddito di cittadinanza - Ce l'hanno tutti i Paesi democratici, non manda in bancarotta nessuno, ma da noi è tabù nominarlo;
  3. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni) - Un referendum li aveva aboliti, e questi tutti d'accordo si sono inventati i "rimborsi elettorali", che solo il M5S restituisce e promette di abrogare tout-court;
  4. Abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali - Si può anche non condividere questo punto se dovesse essere attuato senza i dovuti distinguo, ma non si può non inorridire di fronte alla marea di soldi pubblici che tengono in vita organi di partito senza partito e comunque senza lettori;
  5. Introduzione del referendum propositivo e senza quorum - Anche questa è da articolare bene, per evitare che un uso scriteriato sia controproducente per lo strumento stesso, ma è un fatto che gli altri schieramenti della democrazia diretta se ne catafottono e basta;
  6. Referendum sulla permanenza nell'euro - Magari un evento del genere costringesse a una pubblica eviscerazione del problema, con la par condicio tra sostenitori di paradigmi diversi di politica monetaria, anziché il pensiero unico attuale contrastato solo dalle buffonate di Berlusconi e quindi rafforzato;
  7. Obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese - La legge elettorale hanno fatto tutti finta di volerla cambiare, e infatti poi è rimasta lì, mentre Grillo aveva raccolto milioni di firme e depositato una proposta di riforma mai discussa dalle Camere;
  8. Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti - E magari una sola rete per ciascun soggetto privato sul mercato, che ne dicono i figliocci di quel D'Alema che si preoccupò più volte di salvare Mediaset, mentre il suo proprietario gli pubblicava libri su libri? E sanno niente dell'occupazione politica del servizio pubblico, mai partecipato o subìta?
  9. Elezione diretta dei candidati alla Camera o al Senato - Altro che voto di preferenza: maggioritario uninominale, a uno o due turni che sia. Trovate altrove la stessa chiarezza?
  10. Istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent'anni - Vuoi entrare in politica? Un auditor analizza e rende pubblico i tuoi redditi e patrimoni, poi vieni retribuito il giusto (perché fare politica costa, e sennò la potrebbe fare solo chi è già ricco di suo), e alla fine lo stesso auditor ripete l'analisi: di ogni arricchimento devi dimostrare l'origine: basterebbe solo questo per fare la rivoluzione di cui sopra, in Italia;
  11. Massimo di due mandati elettivi - Vuoi entrare in politica? Sappi che ci potrai stare massimo 10 anni. E che visto il punto 10 non ti ci arricchirai. Ti interessa ancora? Notate che queste regole sono già in vigore per i grillini, altro che chiacchiere sulla politica pulita delle agende altrui;
  12. Legge sul conflitto di interesse - Perché non ci sia mai più un Berlusconi a rovinare la cosa pubblica per vent'anni, e mai più un partito avversario che ogni volta che va al potere promette di fare una legge sul conflitto di interesse e ogni volta se lo dimentica;
  13. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese - Si, andrebbe chiarito come e bisogna vedere se ci si riesce, ma con la linea politica attuale, che il Pd ha promesso di perpetuare, la piccola e media impresa è stata strozzata;
  14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav - Il settore pubblico va fatto risorgere, e solo epurando la corruzione ciò può essere tentato: le grandi opere servono solo per creare tangenti, creano poco lavoro e hanno poco effetto moltiplicatore; una miriade di piccole opere utili (territorio, energia, beni comuni, ecc.) e il rilancio dei settori pubblici tradizionali possono essere volano di crescita; al PD sono per la TAV gli inceneritori i rigassificatori l'Ilva la Fiat le autostrade le privatizzazioni eccetera, non dimenticatelo;
  15. Informatizzazione e semplificazione dello Stato - Queste sono cose che tutti dichiarano di volere (come dimenticare le tre I del Berlusconi prima maniera? chi le ha viste poi?) e se qualcosa si è fatto è stato malgrado le follie dei politici (come dimenticare il costosissimo e inutile portale plis uisit itali di Rutelli?) e soprattutto in termini di leggi spesso disattese nella prassi; scommettiamo che se vince Grillo uno dei primi provvedimenti sarà l'adozione obbligatoria nella PA dei software open source? 
  16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza - L'Italia è nel gruppo di coda tra i Paesi cosiddetti avanzati per sviluppo della banda larga, e la rete Wi-Fi gratuita dove c'è è grazie a privati mossi da interessi commerciali o amministrazioni locali in competizione tra loro (come a Roma Comune e Provincia, che follia...) a chi si mette il fiore all'occhiello, eppure oggi le informazioni corrette si trovano (daccordo, a fatica, ma altrove non si trovano e basta) solo su Internet, ragion per cui l'accesso è da equiparare a un diritto civile fondamentale sancito dalla Costituzione: chi altri lo dice?
Insomma, non sono solo chiacchiere questi grillini. Sono invece forse davvero l'ultima speranza perché il nostro Paese cambi davvero. Io continuo a credere nel sogno di un'Europa unita di pace, ma credo che questo possa avverarsi solo se nei vari Stati che la compongono prevalgono forze politiche basate su sistemi di valori diversi e teorie economiche alternative rispetto a quelle attualmente imperanti. Continuo a credere che sia meglio un'Europa che miri alla piena occupazione dei suoi cittadini anche usando un'Euro diverso dall'attuale, che un'Italia fuori dall'Euro a curarsi da sola i suoi mali incurabili. Ma sono sempre più convinto che solo un netto successo del Movimento 5 Stelle alle prossime politiche possa farci avere una speranza di ottenere tutto ciò, mentre una vittoria del PD o il probabilissimo pareggio con tanto di continuazione dell'esperienza Monti non faranno che consegnarci mani e piedi a un futuro già scritto di povertà emarginazione e svuotamento della democrazia. Monti non ha finito di pronunciare la sua formula di impegno diretto che ha ricevuto la benedizione dalle alte sfere vaticane; chi pensa che sia per aver magistralmente cincischiato sulla questione IMU alla Chiesa cattolica è un malpensante o uno che 2+2=4?
Fatevi i conti, prendete appunti, e preparatevi alla guerra: da qui a febbraio c'è da conquistare i voti per Grillo uno a uno. Fate girare sto pezzo, scrivetene di vostri dove vi pare, intasate le mail, spaccate i cosiddetti al prossimo, e così via: dobbiamo cambiare l'Italia. Ora.

giovedì 27 dicembre 2012

L'INUTILE VOTO UTILE

La prima e ultima volta che ho ceduto all'argomento "voto utile"
ho votato questo soggettino in quanto candidato del centrosinistra
contro Alemanno (che ovviamente stravinse, e da allora governa;

come, chiedetelo a un romano qualunque): Muzio Scevola si è bruciato
la mano destra per un errore molto più perdonabile...

Ricapitoliamo assieme la linea politica di questo blog, prima del commento del giorno: obiettivo di lungo termine un parlamento di sorteggiati, di medio termine un rinnovamento radicale della classe politica con estirpazione del professionismo, di breve termine la vittoria del Movimento 5 Stelle alle prossime politiche, in una linea temporale in cui il raggiungimento di un obiettivo è propedeutico alla mira a quello seguente.
...
La "salita" in campo di Monti, che non si accorge che proprio la scelta di termine antitetico accomuna il suo gesto per eversività alla famosa discesa del 1993 del suo finto avversario di oggi, ammesso che resti tale (cambia idea ogni giorno: non può che essere una strategia mediatica, quindi non porci attenzione è il solo modo di farla fallire), comporta un rimescolio di carte non indifferente nel quadro politico: per un mistero sociologico, spiegabile solo ricorrendo a categorie della psicologia come il masochismo e l'attaccamento al padre severo ma giusto di un popolo rimasto bambino (o rimbambito per via televisiva, cambia poco), il suo nome su uno schieramento di centro porta quest'ultimo attorno al 20%, dal 10% scarso cui i suoi componenti separati (UdC finiani e montezemolini) possono sperare di assommare altrimenti.
La destra italiana ha però storicamente anche un'anima populista, e con questa crisi e la sua identificabilissima paternità non c'è modo di farli scomodare per andare a votare se non tramite il vecchio collaudato copione del buffone di corte: ecco qual'è il ruolo di Berlusconi nel gioco delle parti, recitato col suo rientro plateale. Attenzione che se non tornava Silvio un certo numero di eurodelusi di destra rischiavano di alzare le chiappe e andare a votare Grillo, anche se evidentemente comunista, per non lasciare il Paese nelle mani del complotto giudoplutocratico europeo.
A sinistra, non sono bastati 5 anni, e temo non ne basteranno nemmeno 50, per partorire un qualunque progetto unitario, per cui tra sigle storiche e nuove realtà, Alternativa e Arancioni Ingroia compresi, nessuna arriverà al quorum e chi le dovesse votare avrà sprecato il proprio voto.
Il PD fino a pochi giorni va veniva accreditato di percentuali superiori al 35%, ed è da mesi che si comporta come chi le elezioni le ha già vinte, ma ora è proprio l'ingresso di Monti nell'agone a rimettere in discussione tutto: non si vede perché i montiani del PD, partito che nasce proprio per unire due anime per molti versi incompatibili, dovrebbero votare la copia quando ora è disponibile l'originale.
Tutto questo per dire quanto infondati sono gli appelli al "voto utile" che oggi fioccano dalla sinistra del PD ai "compagni che sbagliano": se vince Monti, non è per quelli che votano Grillo o Berlusconi, persone che comunque mai e poi mai avrebbero votato PD o che semmai lo hanno fatto hanno cambiato idea proprio dal momento in cui si sono resi conto che votare PD o votare Monti è esattamente la stessa cosa e quindi non torneranno sui loro passi se non quando il PD comincerà a dire cose di sinistra, che è come dire quando il PD si sarà sciolto o avrà perso uno a uno tutti i pezzi della sua anima centrista.
Ieri intanto è andato via Ichino, pace all'anima sua. Amici del PD, non so se sapete chi è costui: un giuslavorista che la Thatcher avrebbe giudicato un filino reazionario, e voi lo avevate a bordo fino a ieri, e non è che lo avete cacciato, no, se ne è andato non appena ha giustamente constatato che le sue idee erano molto più intonate (e ci credo: uno scoop simile a quello che svelò che era Giorgio "Mediaset" Gori a scrivere il programma a Renzi ha rivelato che è proprio Ichino a scrivere l'Agenda Monti!) all'interno del nascente schieramento montiano. Quanti elettori del PD seguiranno lui e gli altri pezzi che vi perderete da qui a febbraio? Sarete capaci di recuperare i voti persi andandoli a cercare dove ci sono: tra i milioni di elettori che oggi voterebbero per una sinistra frammentata o non voterebbero affatto convinti sia inutile, tanto avremmo comunque un governo Monti o uno montiano? No, rassegnatevi: tra questo e il recupero dal bacino dell'astensionismo che faranno Berlusconi e Grillo, a febbraio prendete si e no il 25, non il 35, per cento.
A questo punto abbiamo 4 schieramenti grosso modo analoghi: PD, centro montiano, grillini, e asse berlusconi/lega. Con l'attuale legge elettorale lo schieramento che prende la maggioranza relativa prende alla Camera il 55% dei seggi: se tutti e quattro veleggiano attorno al 25% si rischia che chi vince di un pelo prenda un premio di maggioranza del 30%, mentre al Senato i calcoli sono così complessi che ogni previsione è inutile ma come elemento di ragionamento si può notare che sono avvantaggiate le realtà più polarizzate sul territorio, quindi la Lega e di nuovo Grillo, rispetto a quelle meglio distribuite.
In questo quadro, con che coraggio si può usare oggi l'argomento "voto utile" a favore del PD? Semmai, esso può essere usato proprio a favore del M5S. Compagni del PD, si proprio voi che ne costituite l'anima di sinistra, se volete che il vostro voto non vada sprecato, non finisca cioè per sostenere un nuovo governo Monti o qualcosa di simile, dal momento che in ogni caso il vostro partito NON ha più speranze di altri di vincere talmente bene le elezioni da poter governare da solo, votate per chi invece può ancora schiodare milioni di persone e fare un exploit finale inaspettato: il Movimento 5 Stelle. Se poi una nuova sconfitta porterà alla dissoluzione finale il Partito Democratico, tanto meglio: si potrà rifondare un grande partito di sinistra in grado di vincere da solo la prossima volta.
Perché oramai è sparire, l'unica cosa buona che può fare il PD.

lunedì 24 dicembre 2012

DUE CONTI E UN MARCHESE

Questo non è un post aristocratico, anche se così può sembrare dal titolo e dalla difficoltà dell'argomento, sotto Natale poi... E' che ho sempre creduto che la democrazia, quella vera, passasse per una crescita dei cittadini in quanto tali, una crescita generalizzata proprio di studio nella materia "cittadinanza democratica" specifica che portasse a una partecipazione politica consapevole diffusa, e che il processo inverso, abbassare al volgo, dunque "volgarizzare", la disputa politica per renderla disponibile ad una massa di" votanti non cittadini" avrebbe finito per azzerarla di fatto, la democrazia. Ste cose le scrivevo giovanissimo negli anni 80, molto prima che succedessero: a chi non basta la parola ho le prove, i miei vecchi articoli su Parallelo38.
In questo momento pare che Monti non parteciperà alla disputa elettorale prossima ventura, convinto da sondaggi non proprio esaltanti più che per reale ritrosia, e invece starà alla finestra per un nuovo incarico tecnico se il probabile pareggio lo rendesse necessario altrimenti per il Quirinale. Ma il fatto stesso che abbia potuto pensare di prendere consensi alle urne uno che è da un anno che massacra il grosso dell'elettorato, il fatto stesso che sia in testa nel sondaggio "chi vorresti premier" a prescindere dai partiti, la dice lunga sul grado di consapevolezza degli italiani sulle vere cause di questa crisi.
Per tutte le ragioni sopraddette torno ad avventurarmi in una semplificazione di cose così complesse che si capisce che non si abbia voglia di studiarle, ma "loro" lo sanno e ne approfittano per darvi il risultato che a loro conviene come se fosse l'unico possibile.
....
La crisi attuale nasce monetaria, e diventa economica come solo chi ci sapeva vedere aveva detto subito che sarebbe diventata presto tale se non si cambiava paradigma di politica monetaria. Quello attualmente in vigore in (quasi) tutto il mondo non è l'unico possibile, sembra così perché appunto così lo trattano, ma non è così. La moneta non è una cosa che si prende in prestito si mette in circolo e si ritira, e se uno Stato ne usa più di quanto ne ritira è in deficit e questo aumenta il debito e i creditori vogliono interessi più alti (lo spread) e allora aumenta la spesa per interessi e quindi il deficit eccetera: c'è (stato) un mondo in cui la moneta è una cosa che uno Stato sovrano stampa a piacere con l'unico limite che se ne stampa troppa perde di valore e parte l'inflazione e con l'obiettivo di assicurare a tutti i cittadini di avere un lavoro e una vita dignitosa. Questo dice in soldoni la MMT, questo dice anche la nostra Costituzione anche se la maschera di se stesso che oramai è Benigni non ve l'ha detto. Repubblica democratica fondata sul lavoro significa proprio questo: che non può esserci democrazia se non lavora chiunque voglia, e gli altri articoli fondamentali non sono che il corollario di ciò, ché solo chi è libero dal bisogno può diventare un cittadino pienamente democratico.
L'Italia ha avuto una moneta pienamente sovrana fino al 1981, e il debito pubblico infatti ha cominciato a crescere allora: si legga qui tutta la storia con tanto di dati chi ha voglia di studiare, ai pigri come al solito ci penso io riassumendola. Ma non solo, stavolta aggiungendoci un paio di variabili secondo me decisive. Perché infatti Andreatta e soci decisero che la Banda d'Italia doveva essere indipendente e non più obbligata a comprare tutti i titoli di Stato invenduti alle aste (come sono ancora quelle americana e giapponese, col risultato che quei Paesi hanno debiti molto più alti del nostro e spread bassissimi o negativi)? Malafede indotta dalla plutogiudocrazia che si preparava già a rapinarci con l'Euro, o c'era qualcos'altro? Soccorre avere una certa età, e ricordarsi l'inflazione al 20% e gli stipendi che grazie a sindacati combattivi rincorrevano, ma a stento, quel potere d'acquisto che quella si mangiava anno dopo anno. Come mai c'era? La bolletta petrolifera, si diceva, ma era solo questo? Nemmeno il Giappone di oggi sciala in materie prime, e ha pure spento le centrali nucleari... No, il fatto era che anche la democrazia noi la stavamo reinterpretando... all'italiana, mica tutti s'intende, ma una buona maggioranza: chi ci aveva sconfitto nella guerra ora esportava da noi il suo modello di sviluppo, pagando s'intende, e noi con quei soldi abbiamo vissuto una crescita esplosiva chiamandolo miracolo economico come se fosse tutto merito nostro, e intanto certo la nostra costituzione e tutte le forze sane che ci credevano agivano da una parte ma dall'altra agiva l'inerzia di un popolo dominato da secoli mai autodeterminatosi sempre avvezzo alla furbizia e alla preminenza del particulare al generale. Questa tendenza di fondo, unita al sostanziale blocco politico derivato dagli accordi internazionali USA-URSS che ha creato una classe politica irremovibile quanto irresponsabile, ha in pratica messo il favore al posto del diritto, trasfigurato l'uso del voto, piegato agli interessi di parte anche i più nobili istituti del diritto e della politica economica, insomma vanificato nella sostanza l'instaurazione formale della democrazia. In questo quadro, avere una banca centrale che risponde agli ordini dei politici significa che ogni volta che ho aumentato gli stipendi a piacere, concesso pensioni a quarantenni, invalidità a sani, messo su opere inutili spendendo il doppio del necessario, assunto migliaia di persone per non fare niente, tollerato che nessuno pagasse le tasse, eccetera, sono andato ben oltre alla quantità di moneta necessaria alla piena occupazione e alla vita dignitosa di tutti, e quel ben oltre significa inflazione anche per i seguaci dell'MMT, giusto? Fino a che stiamo per conto nostro, fino a che per portare soldi all'estero ci vogliono spalloni capaci di farla sotto al naso ai doganieri, fino a che non ci interessa nè vendere le nostre merci altrove nè comprare quelle altrui, possiamo cavarcela svalutando la moneta, che anzi agevola le esportazioni anche se peggiora il conto delle materie prime e quindi l'inflazione. Ma se vogliamo stare in un mercato comune, prima o poi un punto andava messo. Ecco la pensata di Andreatta, l'indipendenza della Banca d'Italia.
A quel punto, con un deficit e un debito accettabilissimi, sarebbe stato sufficiente amministrare onestamente la cosa pubblica per instaurare un circolo virtuoso. Ma siamo in Italia, e arrivò il craxismo, e i "fantastici anni 80" della Milano da bere, che intese non solo continuare, ma anche accentuare drammaticamente e senza pudore l'andazzo precedente, per disinnescare il malcontento e anzi creare consenso e così poter incamerare in pace dividendi mostruosi: se la Banca d'Italia fosse stata prestatore di ultima istanza avremmo visto l'inflazione galoppare e le svalutazioni susseguirsi fino ad un tracollo di tipo sudamericano, siccome non lo era più abbiamo visto il rapporto tra debito e PIL triplicare in un decennio.
Siccome però le istituzioni democratiche erano ancora almeno formalmente in piedi, in particolare la divisione dei poteri e quindi l'indipendenza della magistratura, un'intera classe politica di ladri venne messa sotto processo ed esautorata, con gli italiani che disinvoltamente smisero i panni dei beneficiari e dei questuanti per indossare quelli dei giacobini e dei censori, salvo poi immediatamente ricalzare i panni precedenti non appena intravisto un ladro che prometteva le stesse cose di quelli di prima ma sembrando più furbo e potente, e inoltre di smantellare quell'equilibrio tra poteri che poteva ancora rovinare il giochino. I risanamenti del 1991/94 e del 1996/98, che ci hanno rispettivamente salvato dalla bancarotta con relative file alla Caritas e fatto entrare nell'area Euro, sarebbero stati sicuramente sufficienti, e nessun problema avrebbe giustificato la chiamata dei tecnici nel 2011, se non fossero stati seguiti dal berlusconismo. Che però altro non è che il modo di intendere la democrazia degli italiani, o almeno di una larga fetta di essi, e da questo non si può scappare. In mano a un Berlusconi, cui Barnard lanciò un appello esplicito prima che si dimettesse (e oggi attacca Grillo e Casaleggio, "rei" a parole di poca democrazia ma di fatto di aver ignorato un altro suo appello esplicito, che tristezza...), una politica monetaria keynesiana è un arma letale, e purtroppo dobbiamo ringraziare l'Euro se l'Italia prima di crollare ha avuto dieci anni di relativa stabilità e prosperità, nonostante la spudorata gestione della cosa pubblica. Ecco perché altre volte ho detto che mi sembra molto più realistico puntare a che la BCE diventi una Banca centrale "vera" che emetta moneta con l'obiettivo della piena occupazione negli Stati Uniti d'Europa piuttosto che riavere una Banca d'Italia con lo stesso potere nelle mani di una classe politica espressa dagli italiani.
A meno che...
A meno che non succeda qualcosa di drammatico che cambi gli italiani. E' capitato in passato, ad esempio nel secondo dopoguerra di cui sopra, in cui siamo stati aiutati si ma ci siamo anche aiutati parecchio da noi, può ricapitare. Forse sarò un ingenuo a credere che sia proprio col Movimento 5 stelle che stia succedendo, ma a me pare che selezionare gente che stia a priori all'idea che ciò che sta per andare a fare NON gli frutterà una carriera a vita e NON li arricchirà permanentemente, anche se tale selezione può comportare l'epurazione sommaria di chi sembri non aderire a questo sistema di valori, sia un fattore nuovo capace di cambiare le carte in tavola. A loro si che la darei in mano una politica monetaria keynesiana, perché parlano di piccole opere diffuse volte al recupero e al risanamento del territorio e non più di grandi opere mangiasoldi e creatangenti, parlano di microproduzione energetica da fonti rinnovabili e non più di centrali nucleari o a carbone, parlano di accorciamento della filiera e gestione intelligente dei rifiuti e non più di megadistribuzione e inceneritori, parlano di beni comuni pubblici e non più di privatizzazioni. E purtroppo tutti questi "non più" non sono condivisi dal partito che sarebbe l'erede della tradizione comunista socialdemocratica e cattolico-riformista. Un partito che nasconde dietro una presunta democrazia interna l'adesione supina ad un modello socioeconomico di destra e antidemocratico, quello che ha preso il sogno dell'Europa unita e pacifica e lo ha trasformato in un meccanismo di redistribuzione della ricchezza dai moltissimi ai pochissimi, perché tanto il mondo è unico e il meccanismo che porterà tutti i lavoratori a guadagnare uguale cioè pochissimo, cioè se va bene la sussistenza, è inesorabile. E allora mi salvo io, ricco sempre più ricco, perché io sono io e voi non siete un cazzo.
Fatevi due conti, allora, e vedrete che stavolta conviene votare Beppe, come Grillo, anziché il solito marchese. La prossima volta, forse, allora, ci sarà di nuovo un partito di sinistra e uno di destra tra cui scegliere.
E ora i soliti approfondimenti per chi è arrivato fin qui ed ha ancora voglia di leggere anche se è Natale e bisogna per forza essere felici e buoni:
  • Ortona, ovvero come e perché l'economia dovrebbe essere al servizio della politica e non viceversa come nel pensiero unico attuale perfettamente condiviso dal PD;
  • Bertani, ovvero alcuni altri esempi che portano alle stesse conclusioni di questo post;
  • Blondet, ovvero da destra un utile parallelo tra la situazione attuale e Weimar, rischi di nazismo incombente compresi (e Grillo ha ragione da vendere anche quando dice che il suo movimento è ciò che ancora ha impedito in Italia la deriva verso movimenti di destra estrema);
  • Counterpunch, ovvero perché le critiche (peraltro fasulle) di scarsa democrazia rimbalzano su chi è beneficiato da enormi progressi in fatto di democrazia sostanziale, come ad esempio i Venezuelani con Chavez;
  • Evans-Pritchard del Telegraph, ovvero perché i giapponesi possono permettersi quel debito pubblico senza problemi di spread? perché in altre parole possono permettersi una banca centrale che stampa soldi a piacimento? o bella, perché sono giapponesi: se uno viene beccato a rubare sparisce per sempre dalla scena politica se non si suicida in diretta tv - con un'etica del genere e una giustizia tenuta nella considerazione dovuta in un sistema democratico, la politica monetaria keynesiana è praticabile eccome. Votare Grillo è come dire: diventiamo un po' giapponesi. Magari non ci riesce, ma ci avremo provato.

mercoledì 19 dicembre 2012

IN FONDO IN FONDO

Forse ho capito: "città metropolitana per vocazione" significa
che vi si aprono gallerie sotto spontaneamente (purtroppo la foto
è vera, dalla cronaca di pochi giorni fa...)
Se della storia del suicidio dopo aver annunciato verità sconvolgenti, quindi provvidenziale per qualcuno, può essere creduta o meno, pare proprio che invece sulla modalità di gestione contabile di Orsola Fallara in nome e per conto di chi l'ha fortissimamente voluta e mantenuta al suo posto ci siano pochi dubbi: ha operato "in totale spregio delle regole contabili" a 360°, tanto che le autoliquidazioni forse erano il male minore, e manco tutte quelle forse erano a suo stesso vantaggio, sicuro non tutti gli altri impicci.
In ogni caso il risultato del modello Reggio Scopelliti-way, a lungo tanto esaltato mediaticamente, più che dalle cronache di commissariamento, bilanci disastrati, infiltrazioni mafiose eccetera, può essere apprezzato da una semplice visita alla "città metropolitana": cumuli di immondizia alti fino ai primi piani e larghi a intasare le strade, luci di città spesso spente per risparmiare figurarsi se ci si può permettere una sola luminaria natalizia, le solite file alle fonti per l'acqua potabile che dai rubinetti non scende (e anche quella non potabile va a singhiozzo), strade non più semplicemente dissestate ma terribilmente pericolose, non vi dico i pochissimi giardini pubblici, una depressione sociale e individuale che quasi si respira nell'aria.
Insomma, il fondo del fondo che è la situazione del Sud Italia in genere: disoccupazione giovanile ormai quasi totale, servizi oramai quasi totalmente assenti (fatto salvo l'impegno a maggior ragione encomiabile di chi vi è addetto), dalla sanità alle scuole passando per i trasporti. Prendete ad esempio un treno verso Sud che non sia un carissimo frecciaqualcosa: su linee dell'800 transitano carrozze anni 70 a malapena imbellettate che fermano come i vecchi accellerati. Quando non capita, come a me le ultime due volte, un treno senza un solo bagno funzionante la penultima, uno che è partito con un'ora di ritardo e si è subito fermato nella campagna romana per un guasto al locomotore, riparato chissà come dai macchinisti, ed è arrivato con oltre due ore l'ultima. Un giretto su Internet, e scoprirete che questa è la regola, non un'eccezione. Senza andare sui pendolari, a Sud come a Nord.
E' questa l'Italia delle privatizzazioni, fatte da sinistra prima e più che da destra. Per uscire da questo sentiero obbligato, che sarà percorso comunque (chiunque vinca le prossime elezioni, tranne forse se le vince Grillo), e ad esempio tornare alle Ferrovie dello Stato, eccetera, bisogna attendere il prossimo dopoguerra. Chi lo vedrà. Reggio Calabria, intanto, sarà sprofondata in mare, co(n no)i reggini annegati perché dimentichi di salvarsi, troppo impegnati a guardarsi attorno alla ricerca del prossimo padrino politico.

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