giovedì 15 dicembre 2022

LO VUOLE LEUROPA

Questa in cronaca non è nemmeno la prima, confessione di Romano Prodi che da buon cattolico evidentemente crede che liberarsi l'anima sia viatico per il paradiso, ora che l'età impone di pensarci. Con quel faccione bonario forse riuscirà a intortargliela pure al padreterno, dopo averlo fatto con tutti gli italiani all'epoca, me compreso, con la complicità sempre valida del Nemico Esterno, magistralmente interpretato nel gioco delle parti da Silvio Berlusconi, per cui saltando saltando per dimostrare di non essere lui senza accorgercene siamo finiti in fondo al baaaratro (senza ironia, meglio dell'Euro è qualunque moneta sovrana, pure la pizza di fango del Camerun...).

Si perché, senza mezzi termini, quasi ogni guaio che abbiamo passato dal 1992 ad oggi, tra prelievi coatti sul conto corrente e manovre lacrime e sangue, tagli su tagli a qualunque settore pubblico sanità in primis (senza i quali si sarebbe potuto, se si fosse voluto, affrontare la pandemia senza mettere in ginocchio l'economia, perché l'indice di affollamento degli ospedali e delle terapie intensive è una frazione e le frazioni cambiano pure agendo sul denominatore) e privatizzazioni selvagge che in italiano si traducono come regali a privati monopolisti o oligopolisti di settori costruiti negli anni con soldi pubblici, fino alla sovvenzione dei nipotini dei nazisti ucraini nella guerra contro i russi sul loro territorio (iniziata nel 2014, la Russia ha iniziato nel 2022 solo la controffensiva) come ultima propaggine di una espansione verso Est tanto aggressiva quanto dolosamente nascosta (con tanto di esplicite rassicurazioni contrarie) al povero Gorbaciov durante le trattative di pace dell'epoca, è da attribuire alla nefasta Unione Europea. Una entità sovranazionale sottratta fondativamente a qualsiasi controllo democratico, e invece soggetta direttamente alle volontà di centri di potere occulto identificabili (peraltro solo in parte) con le istituzioni monetarie, che in quanto tale incarna la versione contemporanea, o se preferite la 2.0, del vero Fascismo, mentre ai sudditi nel nuovo gioco delle parti si agitano davanti al naso la versione 1.0 e successive al preciso scopo di confonderli, perfettamente riuscito.

Dico "quasi" ogni guaio per eccesso di cautela: in realtà qualunque cosa vi venga in mente, anche la più minuta (che so, la strada provinciale unico accesso al vostro borgo franata sedici anni fa e da allora col semaforo per passare alternativamente) o tragica (che so, la rinuncia ad ogni tipo di intervento di salvaguardia del territorio, salvo poi quando succede come a Ischia prendersela col cambiamento climatico che è tanto di moda), gira gira si può fare risalire a quella perdita di sovranità monetaria (e quindi economica e quindi politica) che altro non è la UE in genere e l'Eurozona in particolare. Chi riporta le immagini dei terrazzamenti realizzati a Ischia dal fascismo e poi sempre meno manutenuti fino all'abbandono, proprio nella zona alluvionata oggi, non è che deve essere per forza un nostalgico alla prese con l'esercizio retorico del "quando c'era Lui caro lei" e i treni in orario e le case al popolo eccetera, o perlomeno non crediate sia sufficiente bollarlo così per cavarsela: resta, togliendo tutte le ideologie, la banale constatazione che uno Stato sovrano può, se vuole, programmare e realizzare tutte le opere pubbliche necessarie o almeno indispensabili al vivere civile. Erano nel programma del moVimento 5 stelle, sennò col cavolo che prendeva tutti quei voti. Uno non sovrano non può. Qui Cardini lo spiega meglio di me, ma azzardo una sintesi: per quasi tutti i disastri naturali che hanno provocato danni e vittime in Italia negli ultimi decenni la causa ultima è l'abbandono di ogni governo del territorio per rispettare i famosi parametri europei (e anche quando vengono stanziati fondi europei, il combinato disposto della loro farraginosità e della paura della magistratura spiega in gran parte perché restino inutilizzati), per cui persino un regime cialtrone e corrotto che però non abbia padroni stranieri può fare meglio (e/o darne la percezione permanente) di un regime eterodiretto come il nostro.

Beninteso, e noi italiani lo sappiamo benissimo, non è che ad averla la sovranità comporta automaticamente che la si usi come si deve. Ma almeno in teoria c'è la possibilità che gli elettori dai e dai riescano in qualche modo, se vogliono, a mettere al comando chi poi lo faccia, cacciandolo se non lo fa. Così, invece, votare è perfettamente inutile (parabola grillina docet, meloniana dimostra ulteriormente già). Eppoi, francamente questa storia che gli italiani siano così corrotti inside da essere benedetto un vincolo esterno che li costringe a comportamenti virtuosi, che poi era uno degli argomenti (anche da bar) a fare da sfondo al traghettamento prodiano di cui sopra, ha francamente rotto i cabbasisi, oltre che essersi più e più volte dimostrata superata dai fatti (anche in cronaca: o volete ancora fermarvi alla superficie, e leggere la corruzione finalmente emersa in sede UE guardando al dito della nazionalità dei corrotti, anziché alla luna della banale constatazione che ovunque ci sia potere c'è potenzialmente corruzione?), con tanto di condimento delle mazzette in contanti che fa tanto vintage in questi tempi in cui si parla di soglie obbligatorie di pagamenti elettronici e chiusure a mazzi degli sportelli bancomat. Insomma, il vincolo esterno impedirà la riapertura dell'ospedale di Cariati (e dei troppi altri chiusi perché "lo vuole Leuropa", lo racconta un bel film), ma non impedirà di riprendere la mangiogna senza fondo dell'impossibile e inutile Ponte sullo Stretto, con cui si compie peraltro l'autosmascheramento di Salvini e soci.


Se poi si seguono i fili delle tangenti in cronaca liberandosi dalla narrazione retorica del mainstream che le riduce a un affaire calcistico, si scoprono alcune cosine interessanti, tipo che ci sono di mezzo ONG sedicenti pacifiste che inviano armi all'Ucraina, e che in sede UE è fiorente un'attività lobbistica borderline di tale portata che rende lecito il sospetto che per uno scandalo che scoppia ce ne sono altri cento che restano inesplosi. Per cui quando il consiglio UE spinge per "combattere l'esitazione vaccinale" proprio mentre un milione di italiani è a letto con l'influenza (finalmente curati dai medici di base, però), e tu leggi i numeri che dimostrano inoppugnabilmente che la strategia italiana del biennio passato è stata tra le peggiori (e la svedese tra le migliori) proprio rispetto ai suoi obiettivi dichiarati, se poi vuoi saperne di più sulle miocarditi o sulle morti improvvise ti frega poco che ti bollino come complottista: se arriva Attila che promette di smantellare questa UE è il suo partito il prossimo che voti.

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