lunedì 11 maggio 2015

TTIP, SENTITO NOMINARE?

Nella scala di priorità che spuntiamo a rovescio rinunciando a qualcosa per colpa della crisi, l'ultimo rigo è necessariamente mangiare e bere. Ecco un'altra ragione per cui, dovendo trovare un argomento per una grossa fiera strapaesana organizzare la quale li avrebbe fatto arricchire (legalmente e soprattutto meno) un altro po', si sono buttati sul cibo: stringi stringi, all'Italia non è rimasto quasi altro che il settore alimentare, con i piccoli e i medi che si industriano a grattare il fondo del barile puntando sulla qualità e il territorio, mentre l'industria è ormai quasi tutta in mano alle multinazionali (resiste Ferrero, forse Barilla, e pochi altri marchi tra quelli che tutti crediamo italiani).
Ma ce n'è un'altra ancora, più grossa e incombente, che chi non scava nella controinformazione via Internet non ha nemmeno sentito nominare, tanta è l'omertà del mainstream - d'altra parte, giornali e TV sono nelle mani o sotto dipendenza economica più o meno diretta delle stesse multinazionali, stupirebbe il contrario... Mentre da una parte (grazie all'arma letale Euro, ormai l'ha capito chiunque voleva capirlo avendo il QI sufficiente per farlo) la strategia è impoverire la classe media anche facendosi pian piano restituire ogni conquista economica e sociale dei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, dall'altra siccome i "di nuovo sudditi" devono pur ancora mangiare e bere si punta a controllare in esclusiva quel mercato. Della serie: non era scritto da nessuna parte che tu avessi diritto per sempre a qualcosa di più che la sussistenza, e per quella inoltre le cose te le vendiamo noi. Il tuo Paese ha votato democraticamente per l'acqua pubblica e contro gli OGM? chissenefrega, la democrazia è roba superata, una favola buona a tenere buoni i bambini: riusciranno a farti bere la loro acqua pagandola cara, e farti mangiare le loro schifezze anche geneticamente modificate, con ogni mezzo.
Il mezzo di cui parlo, il cavallo di Troia di cui appunto è enormemente probabile che non ne avete sentito parlare, si chiama TTIP: sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership, e Greenpeace lo definisce "l’accordo transatlantico su commercio, investimenti e servizi che rischia di mandare all’aria qualche decennio di conquiste di cittadini e consumatori, italiani ed europei", con eccesso di diplomazia essendo il trattato concepito come arma finale esattamente per quello scopo.
Tra l'altro, infatti, il trattato prevede che a risolvere le controversie tra gli Stati e le multinazionali siano non ben definiti "tribunali" internazionali in cui il peso politico di queste ultime è preponderante: in pratica, anche ammesso che nel tuo Paese sia rimasto un briciolo di democrazia sostanziale, e in base ad esso tu sia riuscito coi tuoi concittadini a imporre per legge uno standard in materia di salute pubblica o diritti dei lavoratori o umani tout-court, come per il referendum per l'acqua pubblica insomma, è sufficiente che la Monsanto, per dire, se ne ritenga danneggiata perchè il trattato le dia il diritto di adire a questi mostri giuridici per vanificare quel brandello di democrazia.
La cosa è così grave che persino l'ONU ha ritenuto prendere una posizione contraria. Chiunque abbia a cuore il futuro proprio e dei propri figli non esiterebbe a opporsi. Ma in Italia ne avete sentito parlare solo se in qualche modo avete la pazienza di ascoltare quei savonarola qualunquisti del movimento 5 stelle...
Ora io non pretendo che tutti abbiate la pazienza di seguire link come questo per leggervi una analisi dettagliata dei rischi a cui porta l'approvazione prossima ventura del TTIP. Ma una visita al sito stop-ttip-italia, e una firma sulla apposita petizione on-line vi sciacquetta la coscienza aggratis. Per ribellarsi sul serio bisogna prenderle, le sveglie sui denti, capisco. Ma per iniziare a prendere coscienza non è mai troppo tardi...

lunedì 4 maggio 2015

300...3MILA...3MILIONI

E' Milano dopo il passaggio dei black bloc o Roma dopo il derby?
Ogni volta ci sono trecento deficienti mascherati che danno l'occasione a chi ha torto marcio di prendersi la ragione, sarà un caso? Non lo so, ma per una volta non voglio credere all'ipotesi peggiore, che siano gente prezzolata appositamente per creare pretesti per prendersela con gli altri. Non ci voglio credere, ancora una volta in ossequio al rasoio di Occam: non ricorrere mai a tutto quello che non è strettamente necessario, per spiegare una cosa. Quindi diciamo che è vero: ci sono trecento deficienti che credono davvero che mascherarsi e spaccare le macchine al centro della città sia un modo efficace di protestare contro una megapagliacciata che si svolge in periferia. A ciascuna delle anime belle che si indignano, guardandola negli occhi, vorrei chiedere: ti stupisce?
Mi spiego meglio.
Ogni domenica o quasi ci sono ben più di trecento deficienti più o meno mascherati che vandalizzano una qualche città col pretesto di una partita di calcio. Anche qui le anime belle alzano i metaforici scudi e condannano giustamente i reprobi, ma subito dopo o anche contemporaneamente ci tengono a distinguere, a precisare che questi non sono i veri tifosi anzi magari a sospettare che non lo siano affatto, e certamente se è il caso di condannare fermamente i singoli idioti non è certo quello di prendersela con tutto il calcio in generale magari fermando i campionati. Come ad esempio chi vi scrive ebbe, tra i pochissimi, il coraggio di chiedere pubblicamente proprio mentre l'Italia vinceva i mondiali del 2006, rammaricandosi del fatto che quel successo sportivo avrebbe sicuramente fatto perdere l'occasione per un repulisti generale, di un ex sport rovinato dagli ultrà dalle scommesse dai politici e dalle mafie. Quando invece la cosa succede fuori dal calcio, i pochi deficienti, tramite la qui ritenuta sacrosanta estensione a tutti gli antagonisti, diventano il pretesto per giustificare ognuna delle schifezze contro cui questi hanno scelto il modo sbagliato di combattere.
Quindi, schematizzando: gli ultras sono da esecrare ma il calcio è un'altra cosa, invece i black bloc sono da esecrare e con essi tutti i no-global no-TAV e oggi no-Expo. Giusto, amici miei del "si-expo perchè no-black-bloc", è questa la vostra logica?
Ma questa dei due pesi e due misure della logica delle anime belle è solo la mezza messa, ed è l'altra mezza la meglio.
Il concetto stesso di "esposizione universale" nasce con la rivoluzione industriale, e ogni edizione è stata assieme la vetrina dello stato dell'arte del capitalismo in una delle sue frontiere più avanzate e un'occasione di lancio o rilancio per quella frontiera; questa di Milano è la prima expo della storia organizzata da un Paese in palese e forte deindustrializzazione con nessuna possibilità di ripresa. L'unica ragione per cui è stata voluta è che costituiva l'ennesima occasione per creare margini per guadagni non esattamente legali, come si vede sia nella cronaca giudiziaria che sapendo leggere tra le righe del coro mediatico della cronaca dell'evento stesso: il claim "nutrire il pianeta" segue la regola d'oro pubblicitaria del cavalcare il difetto per nasconderlo, come per quell'acqua durissima che si vende per leggera giocando (con una simpatica particella) sul fatto che ha poco sodio. Infatti, qui abbiamo schierati tutti i big dell'industria alimentare mondiale, dalle multinazionali responsabili primarie dell'affamamento di interi continenti (e quindi alla fin fine delle migrazioni) al boss italiano del "ti vendo la qualità a poco sfruttando i dipendenti", peraltro amico del premier quindi intoccabile, passando per i giganti dell'acqua che non hanno ancora digerito il referendum di un paio d'anni fa e non avranno pace finchè non ne bypasseranno gli esiti accaparrandosi la gestione dell'acqua pubblica. Il tutto in uno scenario di cartapesta raffazzonato e carissimo (17 miliardi, ci si potrebbe pagare un anno di reddito di cittadinanza...) anche senza tangenti, figuriamoci con, indovinate a spese di chi.
Ora io posso anche capire che una persona di mezza età, col culo al caldo di un lavoro fisso e ben retribuito grazie al fatto che i suoi padri e i suoi nonni hanno sputato sangue per fargli trovare il mondo come lo ha trovato, trovi persino simpatico Renzi o comunque creda davvero che una ripresa economica in queste condizioni di sudditanza monetaria sia possibile per l'Italia e anzi potrebbe avvenire grazie all'Expo. Ma non posso capire che i suoi figli, a cui la sua generazione sta lasciando un mondo dove trovare un lavoro che ti dia un orizzonte minimo per programmarti un qualche futuro è quasi impossibile, la pensino allo stesso modo, a meno che appunto lui sia tra i pochi così messi bene da consentire loro di costituire la rara eccezione che conferma la regola.
Per cui io adesso ripeto: vi stupisce? Vi stupisce che in un'intera generazione, milioni di individui, a cui abbiamo rubato il futuro, ci siano alcune centinaia di persone incapaci di incanalare la propria frustrazione in un modo diverso dal vandalismo? Ebbene, a me non stupisce. Anzi, il contrario: sono molto stupito che gli incazzati al punto da agire sconsideratamente non siano milioni veri, la maggioranza assoluta dei venti/trentenni, altro che centinaia presunti.

martedì 28 aprile 2015

DI QUA DELLA LINEA

La marcia virtuale per il reddito di cittadinanza del M5S:
praticamente un tour dei capoluoghi dell'italico latrocinio

"Occorre essere attenti, per essere padroni di se stessi occorre essere attenti, e scegliersi una parte dietro la linea gotica. Mai come ora."
Giovanni Lindo Ferretti - da Linea Gotica, 1996, tratto dall'album omonimo (all'ottavo posto tra i dischi italiani più belli di sempre, secondo Rollingstone...)
Settant'anni fa, i nazisti, per rallentare il più possibile l'avanzata degli Alleati, si attestarono lungo una linea fortificata che tagliava in due l'Appennino, lo sfondamento della quale, dopo un paio d'anni di sangue, portò rapidamente a quella Liberazione di cui festeggiamo l'anniversario in questi giorni. La lacerazione inflitta all'Italia in quegli anni, di cui la Linea Gotica è solo il simbolo e le cui cause vanno cercate lontano, non ha ancora dopo tutto questo tempo spento i suoi echi, ma se vogliamo averne un'idea "da vicino" non ci resta che attingere alla letteratura o al cinema: c'è davvero l'imbarazzo della scelta, ma io consiglierei la battaglia in mezzo al grano tra compaesani di fronti opposti ne La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani, perchè rappresenta con straordinaria efficacia il senso di straniamento dei protagonisti che sono costretti a scontrarsi gli uni con gli altri da qualcosa di oggettivo di cui mentre si ammazzano non riescono ancora a cogliere il senso.
Tutto ciò è di estrema importanza per leggere il presente, e il futuro dietro l'angolo. Noi, infatti, siamo da tempo in un conflitto di pari entità, che se non è ancora esploso del tutto è solo in parte per via della minore drammaticità delle condizioni materiali oggettive, l'altra parte risiedendo nella maggiore capacità di mascheramento della realtà delle cosiddette democrazie specie se solo sedicenti tali come la nostra. Ecco allora che il conflitto, che come spesso capita ha le sue radici in una scarsità di risorse e in interessi contrapposti nel distribuirle, vede troppi protagonisti incapaci di riconoscersi in esso, e quindi combattere il nemico sbagliato. Su una barricata dovrebbe esserci solo chi ha interesse a concentrare le risorse in poche mani sempre più ricche, e lo fa con ogni mezzo dalla legittima azione legislativa alla criminalità organizzata passando per la corruzione sistemica, mentre sull'altra andrebbe chi ha interesse a distribuirle il più possibile equamente, garantendo un lavoro o almeno un reddito minimo a ogni cittadino, penalizzando gli arricchimenti eccessivi "legali" e punendo severamente quelli illegali. Ma quanto spesso tocca stranirsi nel vedere troppa gente sulla barricata sbagliata!...
Oggi la linea gotica, o se preferite quella del Piave, è: sovranità monetaria per poter assicurare un minimo di reddito e di diritti a ogni cittadino (e sto lasciando da parte la questione "mondo" solo per semplicità espositiva, ma ci sono stato e ci tornerò su), e lotta senza quartiere a corruzione e criminalità anche attraverso una radicale riforma delle regole di selezione e competizione politica. Se siete al di qua di questa linea, prima prendete atto che dalla vostra parte per ora c'è solo il Movimento 5 Stelle, e magari non fosse così ma finchè è così è così, meglio è per tutti. Se votate ancora per qualcun altro perchè siete al di là della linea (cioè siete nel club degli straricchi, oppure fate politica, o vi trovate a vostro agio nei maneggi o altro reato, o almeno vi pagano per mentire tramite un qualsiasi media), niente da dire. Il problema è solo se lo fate (e siete in tanti, troppi) perchè non avete capito che quelli per cui votate vi stanno prendendo per il culo da decenni, parlano solo per fare fumo mentre rubano, e non si fermeranno mai, nemmeno quando vi avranno scorticati vivi, anche se uccidendovi moriranno anche loro come lo scorpione nella favola con la rana.
Non a caso il m5s per promuovere il suo reddito di cittadinanza, che io personalmente ritengo ancora insufficiente ma insomma è un buon inizio, sta facendo un tour nei luoghi simbolo dell'italico latrocinio, per dimostrare in maniera lampante come le risorse ci sarebbero eccome, se non se le magnassero. Il 4 maggio sono a Roma, taggata "mafia capitale" ma ci sarebbe una lista lunga così di ruberie, in primis il pozzo senza fondo metro C, serpente oltretutto inutile e dannoso che furbata dietro furbata si allunga letteralmente senza più emergere... Prima, il 1° maggio, festa diciamo del jobsact così siamo uptodate, sono a Milano, e lì non è che l'elenco sarebbe più corto ma per ragioni di attualità il tag è più facile: parte l'Expo, megapagliacciata avviata a crisi già iniziata perchè i soldi per mangiarseli li trovano sempre, è per noi che dice che non ci sono, che non sarà ultimata nemmeno in tempo per la chiusura (ma chissenefrega, lo scopo era magnare, come dice anche il leitmotiv), e intanto magari si riesce pure a lucrare sui ritardi stessi (in Giappone si sarebbero suicidati, se non è genio italico questo!)...
A chi proprio con Grillo non riesce a starci, e magari pensa di risolvere la faccenda andando appresso a Salvini o rivalutando Berlusconi o addirittura suo compare Craxi, risponderei intanto col rasoio di Occam: non è necessario. E se pensiamo a una qualsiasi delle ruberie dei socialisti, dei berlusconiani (le cartolarizzazioni di Tremonti sono ancora lungi dall'essere comprese come fenomeno e quantificate per danno inflitto alla collettività, senza contare il lucro cessante rappresentato dall'occasione mancata che sono state per essere state concepite per come sono state concepite: favorire i soliti amici degli amici anzichè chi aveva bisogno di una casa e lo Stato che aveva bisogno di soldi), o degli stessi leghisti (arrivati alla ribalta al grido di "Roma ladrona" per poi rubare come gli altri), è decisamente di troppo. E di questo passo si ritorna a "aridatece er puzzone".
No, a me basterebbe riavere uno Stato sovrano con una moneta sovrana in mano, retto da una classe politica selezionata secondo regole nuove che comportino l'automatica uscita di scena, temporanea o definitiva a seconda dei casi, di chi è implicato in faccende da chiarire, che la usi per garantire ai suoi sudditi la sussistenza (e il di più vada a chi se lo sappia guadagnare ma senza mettere in discussione questa garanzia), e se per avere questo dobbiamo rifare l'IRI rifacciamola. Hic sunt leones, questo è il confine, voi da che parte state?

venerdì 24 aprile 2015

CONTRO OGNI FASCISMO

La frase è di Primo Levi, l'immagine è tratta dal sito aforismi.meglio.it
Come diceva Primo Levi (e ci ricorda Padellaro recensendo il nuovo libro di Scanzi), "ogni tempo ha il suo fascismo". Leggiamola bene, la frase intera, la metto in immagine perchè si veda meglio, e poi mi trovate se siete capaci anche solo una piccola differenza tra l'azione di questo governo di sedicente centrosinistra e lo scenario descritto (perchè vissuto sulla propria pelle) dallo scrittore, morto suicida nel 1987 chissà se davvero perchè perseguitato dai fantasmi del passato o perchè aveva preconizzato che gli stessi erano invece nel nostro futuro.
In questa profezia, c'è già l'approvazione forzata, anche a costo di epurazioni interne al partito (così inedite nella loro eclatanza nonostante una consolidata tradizione nel settore), di una legge elettorale incostituzionale ancora di più di quella appena dichiarata tale dalla apposita Corte, legge che consentirà però al prossimo vincitore di quadrare il cerchio attraverso il quasi monopolio nella composizione della stessa Corte. Ci sono i ripetuti tentativi, di cui prima o poi qualcuno andrà in porto vedrete, di mettere il bavaglio alla stampa libera e in particolare a quella non professionale, così poco controllabile, con provvedimenti analoghi a quelli contro cui lo stesso partito si opponeva strenuamente quando a proporli era il presunto avversario politico. C'è, con una capriola dello stesso tipo, la messa in soggezione della magistratura. Ci sono i continui attacchi alla scuola pubblica, conditi di iniezioni di logiche privatistiche, e il continuo ed incostituzionale sostegno a quella privata. C'è il terrore inoculato in varie maniere, anche facendo finta di opporsi a fenomeni di cui poi grazie all'informazione compiacente si cavalca la pericolosità percepita, e l'immigrazione clandestina è solo uno di questi (la gestione dei cosiddetti zingari un'altra, ma la lista è lunga). C'è il prevalere di un modello sociale piramidale in cui i privilegiati continuano ad esserlo e ad esserlo sempre di più, e dominano su una massa che deve tendere e sta tendendo sempre di più ad essere tranquillamente definibile di schiavi (uomini per definizione "non liberi", nemmeno nel pensiero di sè, figurarsi nelle espressioni), grazie anche a una classe cuscinetto di semi-privilegiati che fa tutto il lavoro sporco; col paradosso che è proprio il modello sociale di cui il partito bisnonno di quello che oggi sposa più di tutti questo modello era il più feroce avversario.
Ecco che nel giro di pochi anni siamo incredibilmente passati dalla celebrazione del 25 aprile come diga al berlusconismo rampante, retta soprattutto dal principale partito dell'opposizione erto a paladino della democrazia ed erede della Resistenza, ad una ricorrenza che se volesse essere davvero celebrata degnamente dovrebbe avere quello stesso partito come obiettivo di ogni ammissibile azione politica, dalla più strenua opposizione parlamentare alla pernacchia, passando per il non ascolto dell'incessante narrazione monocorde della realtà che tenta di imporre grazie al controllo dei media, totale anche grazie all'avversario di un tempo, rivelatosi finalmente fasullo come probabilmente era già dall'inizio. In un gioco delle parti in cui la vittima era chi ci credeva, cioè tutti noi.
Ci fosse davvero l'alba dei morti viventi, e gli zombi dei partigiani il 25 mattina sfilassero per Roma capitanati da Sandro Pertini, io fossi uno qualsiasi degli esponenti piddini cercherei di nascondermi...

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