martedì 30 agosto 2016

BASTA CHIACCHIERE!


E' da tempo che chi ha voluto capire ha capito che è inutile piangere sul latte versato, come lo è parimenti tentare uno "sciacallaggio positivo" per mobilitare l'opinione pubblica nel verso giusto. Il paradigma è sempre lo stesso: prima lacrime di coccodrillo col sottofondo di risate da sciacallo, poi l'affare ricostruzione d'emergenza, poi semmai (dove si dove no, quando si quando no) la ricostruzione definitiva, e poi l'oblio fino al prossimo evento, che riavvia il ciclo. A mia memoria, è dal Belice 1968 che funziona così. Se facciamo la somma, abbiamo speso una cifra enorme, e morti e traumi fanno conto a parte: 136 miliardi di euro, 270mila miliardi delle vecchie lire. E però, a guardarla bene, non è poi così grande: sommando le manovre lacrime e sangue a partire dal 1992, ci si arriva presto. Con questo che voglio dire?
Voglio dire che il circolo vizioso su illustrato, che si nutre del sangue e del sudore degli italiani, si spezza solo in un modo. Costringendo il capo del governo a, o meglio ancora portando al governo chi abbia intenzione di, andare a Bruxelles e dire, più o meno, così:
signori belli, noi siamo l'Italia, l'unico Paese al mondo in cui quasi tutti i centri abitati hanno radici dal medioevo indietro fino all'antica Grecia, al punto che nel nostro minuscolo territorio sussistono più borghi antichi che nel resto del pianeta; ci servono 100 (o quelli che sono) miliardi di euro per preservare cotanto patrimonio dell'umanità, ce li stampate please? no? ok, usciamo dall'area euro, e se non ce lo consentite dall'UE, e ci stampiamo da soli 200mila (o quelli che sono) miliardi di lire, grazie lo stesso ce ne ricorderemo.
Niente di più, ma niente di meno.
Dite che è una cifra enorme? Ma la spenderemo comunque, non lo avete capito? Solo, prevenendo le tragedie: a Norcia, ricostruita antisismica da poco, le scosse del 24 agosto hanno fatto il solletico. E impedendo ai tangentari di approfittarne, sostituendo ai mega stanziamenti a posteriori governati da commissari variamente intrallazzisti microfinanziamenti a priori direttamente nelle mani dei singoli. Si, perché io non sto parlando di un'unica grande opera da appaltare, e neanche di tante medie o medio/grandi. Parlo di un fondo strutturale a cui ogni piccolo proprietario di case ha diritto ad accedere per far fare i lavori che crede servano a rendere antisismica, riqualificare o magari rendere autonoma dal punto di vista energetico, ristrutturare, la sua abitazione (prima seconda o terza casa che sia), col solo vincolo di non alterarne l'aspetto storico. E non parlo di sconti fiscali parziali (per quanto significativi) rateizzati in anni, parlo di rimborso totale, e per chi non li ha di anticipo, dei lavori fatturati. Una roba, per chi capisce di economia (ma quella vera, non il monetarismo diventato incredibilmente il credo di questa sciagurata sedicente sinistra), capace di rilanciare enormemente l'economia e alla fine di pagarsi da sola con l'aumento di gettito fiscale risultante alla fine del giro.
Qual'è l'unico schieramento politico che si pone obiettivi del genere e forse potrebbe, col sostegno di tutti, persino attuarli, non ve lo dico perché già lo sapete. Lo sapete anche voi che ancora non vi siete arresi all'idea di votarli, e ancora cercate smarriti qualcosa a sinistra che purtroppo non c'è più.

sabato 27 agosto 2016

FACIOLI

Arriva, il pezzo sul terremoto, arriva... É che devo smaltire la rabbia, e avere sotto le dita una tastiera tradizionale. Vi tengo tuned con un'altra ricetta di mia nonna, una che sotto il terremoto ci é nata, e ha vissuto nelle baracche 22 anni, fino a che col matrimonio non ha avuto la casa popolare. Altri tempi, nel bene e nel male...
Fagioli
La sera metti i fagioli a mollo con sola acqua.
Al mattino, sciacquali bene e metti ½ cipolla (se borlotti) oppure uno spicchio d’aglio (se cannellini) ed acqua abbondante, e lasciali bollire fino al consumo dell’acqua, stando attento a non farli bruciare.
Aggiungi altra acqua 2 dita sopra il livello dei fagioli, un pomodoro, ½ cucchiaio di sale, sedano (se fagioli bianchi), lasciali bollire fino alla densità voluta.
Se vuoi la pasta, il brodo deve essere 3 dita sopra il livello dei fagioli, altrimenti allungalo con acqua fino a quel livello, e quando bolle cuocila dentro, eventualmente aggiustando di sale.
Quando è cotta aggiungi un cucchiaio d’olio a crudo per commensale, ed eventualmente, se gradito, peperoncino fresco nei borlotti e pepe nero nei cannellini.

Ingredienti:
  • fagioli borlotti (o cannellini)
  • ½ cipolla (o uno spicchio d’aglio)
  • 1 pomodoro pelato
  • sedano
  • olio extravergine d’oliva
  • sale

Menti i facioli d’a sira prima nti na cassarola china r’acqua e nent’autru.
Appressu matina, lavili bbonu, inchi n’atra vota ‘a cassarola r’acqua, e mentili supra cu menza cipuddha (si su facioli ianchi, ambeci r’a cipuddha mentici un agghiu); falli bbùgghiri nzin’all’acqua mi si struri, ma attentu non mi si ‘mpigghianu!
Poi ggiungi autra iacqua ddu iirita supra r’iddhi, na pelata, ‘u sali, e si su facioli janchi na stampa r’accia: quandu si cunsuma su fatti.
S’i voi c’a pasta, ‘ggiungi tri gghirita r’acqua e quando bugghi cala jiritali, ‘ggiustala i sali e ‘a fini mentici na cucchiara r’ogghiu an cruru ll’unu. A ccu ‘nci piaci i facioli rrussi su bbelli c’u pipi ‘i rasta, nt’e janchi ambeci ci vai ‘u spezzi.

martedì 23 agosto 2016

BBROCCULI E CAULUSCIURI

Broccoli
Dopo averli lavati con cura, metti a lessare in acqua e sale i soli boccioli dei broccoli siciliani, con solo qualche foglia tra le più tenere.
Quando sono teneri, li puoi mangiare così, aggiungendo al piatto un cucchiaio d’olio oliva e qualche goccia di succo di limone, oppure cuocerci dentro le penne lisce. In quest’ultimo caso, l’olio crudo ci va, il limone no.

Ingredienti:
  • broccoli siciliani
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • un limone
Pigghia i bbrocculi, caccici i fogghi e i trussa cchiù rossi, lava i ggiumbi belli puliti non mi nci sù papuzzi, e mentili mi bbugghiunu cu na stampa ‘i sali.
Quandu i trussiceddha si ndi venunu suli suli quandu ‘i tocchi c’a forchetta, su ffatti. Calaci ddhà intra ‘a pasta rossa, e quandu ‘a cacci nci menti na cucchiara r’ogghiu all’unu. S’i voi a ssuli, mentinci puru na ‘uccia ‘i limuni.
Ho scritto "broccoli siciliani" ma non sono sicuro che in italiano si chiamino così. Sono simili alle cime di rapa, ma il loro verde è scuro, quasi petrolio, e non hanno affatto quel retrogusto amarognolo. Per i reggini sono semplicemente "i brocculi", chi vuole specificare aggiunge "nustrani", da qualche parte in Sicilia li chiamano sparacelli, forse. Non li ho mai trovati a nord della Calabria. Li pubblico assieme al cavolfiore bianco, oltre che per l'affinità di genere, perché mia nonna quando li faceva in padella usava la stessa ricetta (la terza in fondo: ffuàti), e anzi talvolta li cuoceva assieme.

Cavolfiore
Dopo avere tagliato a pezzetti e lavato bene il cavolfiore, soffriggi uno spicchio di aglio, aggiungi i pomodori e lascia restringere il sughetto.
A quel punto, togli l’aglio, metti il cavolfiore, aggiungi acqua fino a coprirlo, sale e pepe, e lascia a fuoco lento fino al consumo dell’acqua.
Se non è cotto aggiungi acqua e aggiusta di sale. E’ ottimo con le penne, cotte a parte.

Ingredienti
  • un cavolfiore medio
  • uno spicchio di aglio
  • 3 pomodori pelati
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
Pigghia ‘u caulusciuri, cacciaci i macchi c’u cuteddu, cacciaci ‘u trussu, rrumpilu a pezza, lavalu e sculalu.
‘Nta na cassarola larga e ‘mbascia, suffrìi n’agghiu, menti tri pelati e scacciali c’a forchetta, e fai mi si cunsumanu un pocu, poi caccia l’agghiu e menti ‘u cau-lusciuri, cumbogghhialu cull’acqua, mentici ‘u sali, na stampa ‘i spezzi, e fallu a focu lentu, c’u cumbogghiu. Ogni tantu toccalu, quandu si rumpi sulu sulu è quasi fattu: scumbogghialu e iasa ‘a fiamma mi si cunsuma l’acqua. Si ambeci l’acqua si cunsumàu e iddhu è cruru, ‘ggiungindi iautra (ma poi ‘ggiustulu ‘i sali).
‘A pasta, longa, falla a parti e apoi ‘mbrischiala.
...
Broccoli affogati
Prendi i soli boccioli (eliminando foglie e torsoli grandi) dei broccoli siciliani e lavali in abbondante acqua corrente (se preferisci puoi aggiungere ai broccoli del cavolfiore bianco, o utilizzare solo quest’ultimo).
In una padella, soffriggi uno spicchio d’aglio, quindi con molta attenzione tuffaci dentro i broccoli e una tazza d’acqua, metti il sale e copri subito con un grande coperchio.
Di tanto in tanto, scopri per mescolare e tentare di rompere i broccoli: quando ci riesci, togli l’aglio, e continua a rompere mescolare e ricoprire fino a cottura completata (broccoli teneri): se l’acqua è finita e i broccoli sono ancora duri, aggiungine due dita, eventualmente aggiusta di sale, e così via (alla fine, volendo, aggiungere del peperoncino, pepe nero se sono solo cavolfiori bianchi).
Si tratta di un ottimo contorno che fa quasi pietanza, ma se sono solo broccoli è ottimo anche come condimento per gli spaghetti.

Ingredienti
  • broccoli siciliani (e/o cavolfiore)
  • uno spicchio d’aglio
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • peperoncino (o pepe nero)
Lava i ggiumbi r’i bbrocculi belli puliti non mi nci su papuzzi.
Suffrìi n’agghiu e mentinci a iddhi cu na tazza r’acqua, e cumbogghili subbitu non mi ti bbruci.
Mentinci ‘u sali, e quandu ‘i scumbogghi m’i ggiri, viri si si ‘ndi venunu suli suli quandu i tocchi c’a cucchiara ‘i lignu: quandu su ffatti, caccia l’agghiu, cassarìali un pocu e stutali.
Si non su fatti e l’acqua si cunsumau, ggiungindi un pocu e si è ggiustili ‘i sali. Si ti piaci, mentinci ‘u pipi ‘i rasta.
A’ stessa manera si faci ‘u caulusciuri, però c’u spezzi. O puramenti, si voi, ‘i po’ fari mbrischiati.
Si fai sulu i bbrocculi, però, t’i poi mangiari c’a pasta vermicelli.

martedì 16 agosto 2016

HO ATTRAVERSATO L'ALTO ADIGE

Non ce l'ho fatta a resistere. Per chi non capisce l'inglese, o
almeno 
il mio inglese (che chissà che ho scritto davvero),
la frase in italiano 
sarebbe: "..e avete presto cominciato
a costruire un nuovo 'Reich', con l'Euro come arma:
non imparate mai le lezioni della Storia, vero?
"
Il titolo è questo perché per un totologo è impossibile che non tornino di continuo in mente le immagini di un capolavoro come "Totò e Peppino divisi a Berlino", girando per certe strade. Ich bin ein berliner" l'ha già detto qualcun altro, e sarebbe da stupidi dopo una sola settimana di soggiorno, ma qualche impressione forse è lecito riportarla, dalla capitale (o se preferite capoluogo al di qua dell'oceano) dell'Impero:
  • non c'è una cartaccia a terra che è una, e questo la dice lunga sia sui servizi di pulizia che sulla educazione dei cittadini;
  • la metropolitana arriva ovunque ed è frequentissima pure ad agosto (i romani non possono credermi, lo so), è aperta fino a notte anche nei feriali, e NON CI SONO I TORNELLI e non va fallita;
  • rispetto a ciascuna delle prime cento città italiane per quantità di beni culturali, lì ne hanno un centesimo, e sfruttano quelli che hanno cento volte di più;
  • ad esempio, hanno trasformato il Muro in una miniera d'oro, tra frammenti (tanti che quando vai via per qualche giorno ti resta il riflesso, e ti giri verso qualunque pezzo verticale di cemento armato) veri o ricostruiti, musealizzazioni da gratuite a fin troppo care, e sfruttamento degli spazi vuoti di frontiera per opulente realizzazioni edilizie di archistar di paesi vari e si immagina elevatissimi onorari (non tutte belle, ma molte si, e comunque quasi nessuna qui suona fuori luogo come invece quasi tutte quelle nelle altre capitali storiche);
  • e comunque, quel poco di antico che c'è, a parte il piccolissimo quartiere medioevale, è per la maggior parte ottocentesco, e per il resto sette e novecentesco, e tutto trasuda di insopportabile prosopopea di grandezza, con la retorica imperiale a infarcire un neoclassico pesante e sgraziato.
Questo per dire che Berlino è un bel posto, che se non fosse per il gelo ci si potrebbe anche vivere e bene (la ciclabile è perfetta e arriva ovunque, ma a un mezzo africano come me risulta impensabile usarla al di fuori della brevissima estate, se pensate che nei giorni prima di ferragosto la temperatura ha superato raramente i venti gradi e spesso c'era vento freddo), a patto di dimenticare che questi prima si sono potuti permettere la riunificazione grazie alla flessibilità dell'Europa (hanno potuto usare la sovranità monetaria in un modo che salverebbe i problemi interni di qualunque altro Paese dell'UE se potesse oggi fare altrettanto), poi sono riusciti a imporre un valore della moneta comune che per loro ha rappresentato una svalutazione competitiva e per gli altri rivalutazioni tanto più esiziali quanto più lontane da quella tedesca le rispettive economie - risultato: distruzione della piccola e media impresa nel sud Europa e ancora di salvezza per Germania e satelliti nella crisi iniziata nel 2008 e ancora in corso.
Insomma, un senso continuo e vario di contraddizione è la colonna sonora interiore che si sente, se la sai e la vuoi sentire, girando per Berlino. Fenomeno che diventa stridente quando, spesso, hai a che fare con la questione ebraica: è particolarmente beffardo che il popolo che fu la vittima prediletta (ma non unica, pensiamo a rom disabili e diversi di ogni tipo, e nemmeno maggioritaria, pensiamo ai russi) della politica del governo di Berlino, città meritatamente divisa a metà per 41 anni e da un muro per 28, siano lo stesso che oggi ha eretto un muro ancora più alto e fin troppo simile ("trova le sette piccole differenze" tra le due immagini a sinistra....). Tra le mille tracce messe li a espiare, o almeno mostrare di voler espiare, il senso di colpa, un museo sontuoso e sicuramente costosissimo (con niente di sostanziale dentro, ma ragazzi che "scatola"!...). Lì , non avendo un inglese sufficiente a rendere pensieri complessi, il bigliettino non ce l'ho messo, ma cavoli se ci ho pensato....

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