domenica 27 dicembre 2020

I TERRAPIATTISTI SIETE VOI - VERSETTI COVIDICI 33-35

Questo screenshot, preso da Fusaro dal sito
dell'AIFA, è la dimostrazione scientifica di
quanto vi pigliano per il kulo in TV quando
vi agitano davanti al muso la carota vaccini.
Il bugiardino, già uscito in rete ma di certo
non al TG, dice esplicitamente che non sono
state fatte verifiche di interazione con farmaci
o altri vaccini. Quindi, anche senza considerare
il problema delle nuove varianti di covid uscite
dopo la sua realizzazione, questo vaccino come
minimo è una sòla, e comunque è sperimentato
direttamente sugli uomini e pertanto renderlo
obbligatorio sarebbe un crimine
. Intanto, tutte
le possibili cure empiriche ai per fortuna rari
casi in cui questo virus dà sintomi importanti
sono rimaste patrimonio di quelle strutture e
quei medici e che hanno avuto il coraggio di
praticarle anche senza il placet delle autorità.
Allora, chi è il terrapiattista, covidioti?
Come in ogni dittatura, in questo regime covidiota non è ammesso il dissenso. L'ipotesi che tu sia una persona razionale, che si è documentata come meglio può, e ti sia formata una opinione diversa da quella imposta da una narrazione dominante e pervasiva come non mai, non passa nemmeno per l'anticamera del cervello neanche al migliore dei "convinti". Se non ti allinei, devi avere qualche problema. Se chi ti accusa è di indole autoritaria, tu sei un negazionista da vaccinare a forza. Se invece si sente desinistra e razionale, pensa che sei fuorviato dalle bugie del web e ti invita a redimerti (ascoltando solo il vangelo dei tigì, immagino - ah, erano gli stessi che osannavano l'informazione libera contro il bavaglio berlusconiano e il suo dominio televisivo) sennò ti dà del terrapiattista. I fascisti ti dicevano disfattista e poi se ti andava bene ti incarceravano, come fece capitare l'immenso Massimo Troisi al suo Camillo, reo di inventare lozioni contro la caduta dei capelli e antidolorifiche sotto un regime guidato da un calvo che predicava un Impero forgiato col dolore e preparava una guerra disastrosa.

Ma il terrapiattista è l'opposto di chi si fa domande sulla realtà, per dedurne una spiegazione razionale. A chi abusa del termine per sminuire gli altri, gioverebbe ricordare che i terrapiattisti hanno dominato il pianeta per secoli, forti del fatto che i poteri dominanti non ammettevano che la loro dottrina potesse essere messa in discussione, e quando dovettero arrendersi alla rotondità del pianeta si arroccarono comunque sul geocentrismo, ugualmente dottrinale, al punto di perseguitare torturare uccidere tutti coloro che, non riuscendo a fare a meno di pensare liberamente, hanno consentito a certe idee di giungere dalla Grecia antica a noi conservandole ben nascoste anche quando era pericolosissimo tenerle in vita. O almeno quasi, a tutte, se crediamo al destino che Umberto Eco suppose per il libro di Aristotele sulla commedia.

Dunque non è la prima volta nella storia dell'umanità che abbiamo da una parte una sedicente scienza ufficiale, o comunque un credo ortodosso, che piega la realtà ai suoi dogmi, e convince quasi tutti, con le buone o con le cattive, con la propaganda o con la forza, con le litanie delle sue falsità o con la paura, e dall'altra una serie di sparuti individui che coltivano il dubbio e cercano con pazienza la realtà attraverso la nebbia dei dogmi, e certo che molti di loro sbagliano, ma loro non cercherebbero di imporre i propri errori come verità assoluta neanche se ne avessero il potere, e comunque è attraverso loro che alla fine in qualche modo l'oscurità si squarcia e possono venire alla luce i frammenti sepolti di verità che loro sono riusciti a preservare dall'oblio, attraverso i quali chi verrà potrà ricostruire una verità diversa alla luce della quale apparirà in tutta la sua mostruosità il castello di menzogne a cui fino a un attimo prima tutti avevano creduto. Succede sempre così, succederà anche stavolta. E sarà altrettanto difficile trovare un covidiota quanto lo era trovare un fascista nel 45, giù da noi nel 43, quando fino al giorno prima lo erano tutti.

Questo sono i pensieri covidici che sto raccogliendo in questa rubrica: squarci di possibile verità alternativa. Alcuni giusti, alcuni sbagliati. Ma tutti sacrosanti nella loro funzione, perché senza confronto non c'è democrazia. Per questo dovreste leggerli tutti, perché Internet è un mare di cazzate, si, ma il mare è pieno di tesori, a saperli cercare. Questo filtro è la funzione di cui si arroga fin dall'inizio questo blog, e certo che è il filtro arbitrario di chi vi scrive, ma l'unica alternativa degna al rifiutarsi almeno di leggere i tesori che vi seleziono io è andare anche voi nel mare a cercare i vostri. Restare ad abbeverarsi all'ortodossia, invece, è indegno di esseri pensanti e invece degno di un gregge. Infatti loro vi trattano così, e ve lo dicono pure in faccia.

33. MMT e il Mito del deficit. Due mesi prima non era possibile sforare i Sacri Parametri di uno 0,2. Due mesi dopo si ferma l'economia producendo una contrazione del denominatore, il reddito (vi bastano 420 miliardi di crollo del fatturato delle PMI italiane?), tale da farli sforare di decine di volte tanto. Con la scusa dei suddetti parametri, per decenni si è tagliato il tagliabile e oltre, ad esempio per decine di miliardi di Euro nella sanità. Arrivata la cosiddetta pandemia, si scopre che la sanità non è attrezzata a farvi fronte. E stiamo parlando di ricoveri e morti superiori al consueto solo contando con meticolosità, il che statisticamente si dice "dello stesso ordine di grandezza" di una influenza stagionale forte. Se non conoscete o ricordate la matematica, direte di nuovo che sto negando il covid, quando invece sto solo ripetendo un concetto elementare: il problema, certo esistente, era di un ordine di grandezza tale che uno Stato moderno doveva essere in grado di affrontarlo col proprio sistema sanitario. Se lo aveva reso incapace di farlo, si doveva immediatamente spendere a deficit tutto quello che sarebbe stato necessario per affrontare una seconda ondata senza lockdown neanche parziali. Invece non solo non lo si è fatto, ma quando finalmente si decidono esborsi comunitari, lo si fa non emettendo moneta a deficit europeo, ma in pratica restituendo parte dei contributi versati dagli Stati e prestando loro altri soldi, e stabilendo che queste somme siano destinate a tutto (ad esempio, si riparla del Ponte sullo Stretto: sic!...) fuorché a risarcire chi si è fermato e soprattutto a rinsaldare la sanità. Cosicché si possa usare la stessa come arma di ricatto per accedere ad altri prestiti vincolati (il MES). Il risultato (di questo vero e proprio strozzinaggio) sarà che quando saremo fuori dalla pandemia, ammesso che lo saremo, i parametri saranno talmente fuori scala da obbligarci alla definitiva cessione di ogni forma di sovranità, quindi di ogni leva di politica economica e finanziaria (in pratica, votare diventa definitivamente inutile). Un piano diabolico per affermare una dittatura tecnocratica, che se non ha creato il covid ne ha approfittato e non so cosa è peggio. Tra tutte le scienze, l'economia è la più umana, cioè la meno deterministica, cioè quella che più di tutte necessita di più di una campana. E invece da decenni ne suona solo una. Continuare a studiarne un'altra non è terrapiattismo, è incarnare Galilei costretto all'abiura e Giordano Bruno al rogo. Vi basta come metafora per andarvi a leggere con attenzione il versetto proposto?

34. Fine del virus o fine del mondo? E' lungo, ma è pieno zeppo di dati. Fulvio Grimaldi va sempre letto, è uno dei vecchi capi della Resistenza. Ma leggetevi pure Lameduck, che anche oggi sui vaccini ha detto la sua meglio di me.

35. Gli artisti si risvegliano? Il segno peggiore che ci si trova in un regime è quando gli intellettuali e gli artisti si uniformano. Col fascio, solo un professore universitario in tutta Italia ebbe il coraggio di non prendere la tessera del partito (mio nonno, vecchio socialista non interventista, perse il posto in ferrovia per questo). E anche i giornali più gloriosi si ridussero a passaveline, proprio come sta constatando oggi chi ha ancora gli occhi per vedere e un cervello per pensare. Per cui, non ridite ancora "com'è possibile che tutti mentano?": non solo è possibile, ma in questi frangenti è sempre stato così. Consigliare oggi a qualcuno di non informarsi sulla Rete è come allora consigliargli di lasciar perdere i volantini sovversivi: un consiglio di impecoronirsi per quieto vivere fatto da uno che ti vuole bene, nel migliore dei casi, altrimenti il primo passo verso la delazione. Fino ad oggi, solo Bob Dylan aveva osato, dall'alto della sua statura, schierarsi contro la propaganda, ma lo aveva fatto a modo suo, sotto metafora (kennediana) e con cripticità, dando modo a chi non voleva capire di non capire. Oggi scopro finalmente un pezzo esplicito: è scritto da un altro vecchio, Van Morrison, e cantato da un altro vecchio, nientemeno che Eric Clapton. Ma ho scovato anche dei giovani che satireggiano, finalmente: quelli che satireggiavano contro Berlusconi oggi sono tutti anziani e allineati...

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