giovedì 23 giugno 2022

RADIOCIXD 59 - TABULA RASA ELETTRIFICATA

Sarà per essere il più rock dei dischi dell'intero continuum CCCP-CSI-PGR, sarà perché lo zoccolo duro costruitosi attorno ai primi due album si manteneva mentre altri strati di ascoltatori più giovani gli si avvolgevano attorno, questo album rappresenta al tempo stesso il vertice e la fine dell'iperbole (a questo punto, pescando nei ricordi liceali, depongo il termine parabola) artistica del gruppo di Giovanni Lindo Ferretti e soci. Quasi tutti i brani sono talmente carichi di energia da non potersi ascoltare "in quiete", ma invece richiedere di saltare, urlare, e datemi un'arma che voglio anch'io partecipare alla rivoluzione. Esagero? Chiedete a chi c'era. Io a quei tempi vivevo a Trento, e dopo aver visto i nostri dal vivo al palasport di Rovereto (un punkabbestia di qua, un magistrato incravattato di là, entrambi a dimenarsi), sono andato a Padova a rivedermeli, giuro, due volte lo stesso concerto nel giro di pochi giorni, non l'avevo mai fatto prima e non lo avrei più fatto dopo. E ne sono uscito sempre sfinito come dopo un tre set su cinque, e in più senza voce.

Sta di fatto che inaspettatamente i Nostri si ritrovano in cima alla Hit parade, e ho sentito da molti di loro, intervistati negli anni, che quasi contestualmente decisero di chiudere quell'esperienza alla fine della lunga tournée di cui vi parlavo. Tre album in studio tre, di cui l'ultimo in acronimo è T.R.E. e non può essere un caso. 

  1. Unità di produzione - Negli anni 80 chi se lo sarebbe immaginato che negli anni 90 un pubblico quanto mai vario ma mediamente giovane si sarebbe messo a urlare assieme a Lindo "Sogno Tecnologico Bolscevico, Atea Mistica Meccanica, Macchina Automatica - no anima: Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione, ridotta imbelle sterile igienica Unità di Produzione"? Ma il comunismo non era morto? Oppure, visto quello che sarebbe successo dopo, ma quelli che cantavano assieme a me capivano quello che dicevano, o facevano solo il pugno quando arrivavano a "rivoluzione" perché ci stava bene?
  2. Brace - Altro pezzo che caricava a molla la folla, a cantare come un sol uomo "Appare la bellezza mai assillante né oziosa, languida quando è ora e forte e lieve e austera, l'aria serena e di sostanza sferzante",,,
  3. Forma e sostanza - Mi autocito: "un trattato di filosofia in forma di canzone ("conosco le abitudini, so i prezzi, e non voglio comperare né essere comprato"), con tanto di catarsi incorporata ("vooglio ciòooo che mi spetta, lo voglio perché è mio, mi spettaaaa!") a cantarla in coro)".
  4. Vicini - Vi basti questo passaggio: "Vicini per chilometri, vicini per stagioni, traversando frontiere che preparano le guerre di domani" (!!!)
  5. Ongii - Se per registrare il primo album studio se ne erano andati alla fine del mondo d'occidente, per concepire l'ultimo se ne sono andati alla fine del mondo d'oriente, nel deserto della Mongolia. Ongii è un fiume che sta sparendo, un rivolo con un passato glorioso, una metafora perfetta.
  6. Gobi - Ed è proprio il deserto del Gobi a dare il titolo al brano successivo, quasi del tutto strumentale e col poco testo quasi del tutto consistente in una preghiera buddista.
  7. Bolormaa - La protagonista di quest'altra metafora è una contorsionista, descritta che pare di condividerne le sensazioni. E l'entrata di Ginevra ha la sua bella parte nella magia.
  8. Accade  - Ecco un altro di quegli slogan apparentemente tautologici, a chiudere dove "chi c'è c'è e chi non c'è non c'è" aveva aperto il discorso.
  9. Matrilineare - Chi ha studiato nei libri giusti lo sa, che l'umanità è stata matrilineare praticamente fino a ieri, ed è diventata patrilineare solo quando le risorse hanno cominciato a non bastare più per tutti costringendola a diventare stanziale e coltivatrice/allevatrice da cacciatrice e raccoglitrice che era. Adamo ed Eva sono stati cacciati dall'Eden, poi Caino ha ucciso Abele, no? Il brano nel disco dura poco, dal vivo si prestava a pogare per dieci minuti...
  10. Mimporta 'nasega - ...ma non come questo, che dava persino il titolo al tour. Non si poteva star fermi. E Lindo non poteva non vederci, deficienti che sembravamo a dimenarci senza capire quello che cantavamo, in questa tarantella rock tutto sommato leggera come e più che nei brani più carichi di significati. Chissà, forse avrà capito allora che aveva ragione il Vecchioni di Pani e pesci, e deciso di chiudere quella fase (quando forse chiunque altro ne avrebbe approfittato per arricchirsi finché durava). Anche per questo ho continuato a stimare e seguire lui e tutti gli altri ex Csi, anche quando non ne condividevo le scelte e le posizioni.

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