venerdì 8 dicembre 2023

LE BUFALE DEL "PADRONE" 1 - L'AUTO ELETTRICA

Per comprendere questa nuova rubrica e i suoi post, e più in genere le posizioni espresse su questo blog, capendo tra l'altro che le incoerenze sono solo apparenti essendo la linea di coerenza attestata a un livello più profondo, occorre rammentare sempre una premessa generale, che non è un pregiudizio in quanto invece è una posizione raggiunta negli anni anche dialetticamente, e solo negli ultimi 10 anni circa ha raggiunto lo status di presupposto consolidato: l'UE non è una istituzione democratica che mira a emendare il continente da una tradizione millenaria di conflitti anche tendendo a integrare le economie e le società col fine di preservare il modello socioeconomico europeo occidentale del dopoguerra dalle conseguenze della globalizzazione; è una istituzione non democratica (il nostro voto non può niente sulla sua linea politica) a guida finanziaria quindi globale che mira a demolire quel modello socioeconomico proprio anche tenendo buoni i cittadini con la menzogna opposta, costituendo tra l'altro una continuazione dei suddetti conflitti con altri mezzi fino a risolverli a favore di una parte d'Europa e a danno del resto. Insomma, un Trojan-horse che permette a una parte del vostro PC di impossessarsi del resto, allo scopo di consegnarlo all'hacker che lo ha implementato.

Solo se si tiene presente quanto sopra, infatti, si può comprendere perché mai abbiano deciso di mandarci tutti a piedi (al massimo in monopattino) tranne i ricchi, e di prendere le case di proprietà a tutti tranne che ai ricchi. Senza farlo, vince l'incredulità ("non possono essere così cattivi, e perché mai dovrebbero esserlo?"), primo passo per l'accusa di "complottismo" a chi vede la verità e osa dire cosa vede, da una parte, e per l'adesione di massa alla narrazione necessaria all'accettazione del piano da parte delle vittime. Ecco, in questa rubrica faccio alcuni esempi concreti.

Il primo è l'auto elettrica. Finalmente qualche giorno fa una trasmissione mainstream ha ospitato l'altra campana, incrinando un fronte compatto e monocorde che ha rimpiazzato il coro pandemico. E ovviamente è stata subito bersagliata da un coro unanime come retrograda e complottista.

In realtà queste macchine, trattandosi di aggeggi cari ammazzati e a rilevante difficoltà d'uso, sono un mezzo flop nonostante l'enorme battage, perché la gente è manipolabile solo fino a un certo punto e quando c'è di mezzo pesantemente la tasca quel punto è bello e superato. Tuttavia, solo un ingenuo può credere che indurre gli automobilisti in possesso di un mezzo perfettamente funzionante divenuto obsoleto solo per via di normative sedicenti ecologiste a disfarsene (non a distruggerlo: il mezzo continuerà a girare per il pianeta finché funziona, magari in provincia o all'estero, quindi nessun vantaggio ambientale lordo per la Terra) in favore di altre 2 o 3 (molte sono SUV enormi, ingiustificatamente dal momento che in teoria il loro unico vantaggio è di non emettere gas di scarico quindi è davvero tale solo in città) tonnellate di metallo plastica e vetro tra cui alcuni quintali di batterie zeppe di metalli talmente rari che probabilmente finiranno prima del petrolio (estratti in modo ecologico? qualcuno ci crede?), a formare un fighissimo giocattolo nuovo che costa un occhio (alcuni, quanto una casa) e si ricarica comodamente solo se hai come farlo di notte sotto casa, sia un'operazione che costituisce un vantaggio ambientale netto per l'ambiente.


L'operazione, invece, è smaccatamente mirante a imporre un nuovo modello di mobilità, quello per cui a muoversi autonomamente saranno in pochi privilegiati. Se l'intenzione fosse davvero ambientalista, invece, tutto dovrebbe avere un segno diametralmente opposto: le città dovrebbero essere dotate, tutte, di mezzi pubblici sovrabbondanti e gratuiti, poi magari anche elettrici ma a sto punto non importerebbe, e ai privilegiati residenti dei centri storici più grandi dovrebbe essere vietato possedere un'automobile, al massimo un quadriciclo elettrico. In quelli piccoli, tutti a piedi (salvo esigenze di salute, s'intende). E chi si muove fuori dal centro dovrebbe essere incentivato, anzichenò, a tenersi la propria macchina a combustione interna (meglio se diesel: dura di più e rende di più) quanto più a lungo possibile, riparandola finché si può perché la scelta più ecologica è l'utilizzo di lungo termine, di qualsiasi oggetto.

Ma immaginiamo che esista uno schieramento politico che si faccia portavoce di questa corretta linea d'azione. E immaginiamo che gli italiani capiscano e lo votino in massa. Ebbene, neanche una solida maggioranza potrebbe far nulla in tal senso: per l'ineffabile Europa i servizi (ancora) pubblici vanno privatizzati e comunque nessuna spesa a deficit è possibile fuori dal tracciato imposto dal combinato disposto di trattati capestro di stabilità e piani di ripresa e resilienza, che in parole povere sta a significare che non decidiamo noi, decidono loro. E ora se volete potete rileggere l'inizio, si capisce meglio.

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