giovedì 18 maggio 2017

IO SONO FRANCESCA

Ma chi beddha faccia i rriggitana!
Ebbene si, nel titolo di questo post cito la famosissima canzone di Tricarico, si proprio quella in cui impreca contro la maestra. Sono ben altri i soggetti contro cui dovrebbero imprecare i ragazzi di oggi, e invece sarà perché sono pochini, sarà perché la malmostosità viene con l'età, loro riescono ancora ad avere facce come questa.
Francesca Musolino è figlia di un mio vecchio amico, quindi questo non è esattamente un post obiettivo. Ma la sua storia è quella di tanti altri suoi coetanei: una laurea che all'estero ha un mercato che noi manco ci immaginiamo, e un progetto che passa per una delle iniziative social più alla moda, esatto il crowdfunding, scelto in questo caso - viste le cifre - più che per bisogno per volontà di autonomia e assieme socialità. Questo non ho avuto bisogno di chiederglielo, ma gli ho fatto altre domande.
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Chi sei e di che ti occupi, Francesca?
Ho 24 anni e sono una studentessa della magistrale in filosofia a Trento. Sono molto appassionata di comunicazione web e digital marketing, campi in cui cerco di tenermi continuamente informata sulle ultime novità e strategie, attraverso articoli di settore e corsi specifici. Ciò mi ha portata sia a lavorare come social media manager, sia ad avviare una startup, con altri quattro ragazzi: una piattaforma web di intrattenimento, roba tipo serie TV per intenderci.
Qual'è il tuo progetto, e come è nato?
Frequentando un corso all'università di Trento, ho saputo di un progetto italiano che ogni anno porta degli studenti selezionati in Silicon Valley, per creare un ponte culturale e imprenditoriale. Si chiama Silicon Valley Study Tour, mi sono iscritta al loro forum e, dopo una discussione sul tema dei big data e del loro ruolo nelle elezioni americane, mi hanno presa! Quindi quest'estate, dal 20 al 26 agosto andrò a visitare le più grandi aziende al mondo di innovazione tecnologica: Cisco, Dropbox, Logitech, Google, Facebook, e tante altre. Anche le università di Stanford e Berkeley. Sono davvero contenta di questa opportunità e non vedo l'ora di partire: partecipare al tour non solo mi consentirà di esplorare le grandi aziende e incontrare di persona chi ci lavora, ma anche di trovare nuovi stimoli per continuare a lavorare alla mia startup e lanciarla nel modo migliore.
Perché hai pensato al crowdfunding, e come funziona?
Semplicemente, ho pensato che sarebbe stato molto bello condividere questa mia avventura coi miei amici italiani; per questo il mio progetto si chiama Francigogo, e ho creato un profilo Instagram e un blog apposta per raccontare ciò che mi accade e accadrà prima, durante e dopo il viaggio in California. Coi finanziamenti mi pagherei le spese del viaggio aereo. La colletta, chiamiamola col suo nome italiano, parte il 17 maggio su Indiegogo, uno dei più grandi siti al mondo, che ne fa di qualsiasi tipo e dimensione. La mia è piccola, ed è "reward-based", cioè ad ognuna delle cifre che si possono donare sulla piattaforma (NdR: è questa, e ovviamente si paga tramite paypal o carta di credito) corrisponde un piccolo "premio" di ringraziamento, chiamato "perk", che va dalla vecchia cartolina di carta che spedirò personalmente al donatore dalla Silicon Valley, all'offerta di consulenza personalizzata per la sua azienda al mio ritorno, passando per girare per l'America con addosso la maglietta col suo marchio. L'obiettivo è di raccogliere 1300€, ma il mio progetto può essere finanziato anche più del 100%.
Ma cosa ci fa una "filosofa" nel mondo dell'alta innovazione tecnologica?
Ve lo spiegherò sul mio blog. Intanto il viaggio in sé, non essendo mai stata né negli Stati Uniti né in aziende di quelle dimensioni, sarà tutto una scoperta dopo l'altra, e metterà alla prova le mie capacità in strade non convenzionali o già tracciate. Ma soprattutto voglio dare il mio contributo proprio a far si che in Italia finalmente si superi lo stereotipo della poca concretezza che marchia tutti noi studenti di materie umanistiche.
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Non le ho chiesto se parte per tornare o per invece magari cogliere una qualche occasione per restare lì, a realizzarsi. Non lo voglio sapere e forse al momento non lo sa neanche lei, anche se magari crede di saperlo. Di certo Trento è una delle pochissime realtà italiane che ancora offrono speranze di futuro ai suoi ragazzi, per cui lei potrà probabilmente scegliere. Se fosse cresciuta in Calabria non sarebbe stato così.
Due considerazioni finali sul crowdfunding in sé. E' una buona idea dare alla vecchia colletta una strutturazione che le toglie le connotazioni negative e assieme consente a ciascuno di partecipare liberamente secondo le sue possibilità o anche di non partecipare senza sentirsi in colpa, come quando ti doveva rifiutare l'aiuto che gli chiedevi a voce perché magari proprio non ce li aveva. Si sta diffondendo tanto, il che significa che alla lunga tutti ci andremo a pari. Più o meno come se nessuno desse mai niente a nessuno. Ma con una ricaduta positiva sulla felicità di ciascuno e complessiva della società. Proprio come quando con gli amici a Reggio nessuno mai badava a chi metteva la miscela o a cosa aveva mangiato in pizzeria prima di pagare il conto, e il mondo era migliore...

venerdì 12 maggio 2017

VAFFACCINI

Questa volta la cronaca (un ministro vuole condizionare l'ammissione alle scuole alle vaccinazioni, un altro giustamente gli ribatte che sarebbe incostituzionale) mi impone l'autocitazione (da questo post):
Alcuni vaccini hanno efficacia provata, e effetti collaterali statisticamente trascurabili. Sono quelli che, infatti, hanno ottenuto la patente di "obbligatori". Se altri sono solo "facoltativi", nonostante la potenza economica delle lobby farmaceutiche (su dove possono arrivare sorvoliamo...), vuol dire che lo Stato non se la sente di renderli obbligatori, sussistendo una certa probabilità di dover pagare caro chi si ammala o peggio. Di quelli "consigliati" o ancora meno non parlo proprio, basta l'esempio di quelli dell'influenza a dimostrare che l'efficacia di questa pratica in casi in cui si può avere a che fare con tanti virus o anche solo varianti dello stesso è decisamente discutibile. Per cui o mi obblighi e ti prendi la responsabilità se mi succede qualcosa di male o te li fai tu, così se io e i miei figli ci ammaliamo comunque non possiamo attaccarvi niente, giusto? o la logica la buttiamo nel cesso?
P.S. L'autismo come effetto collaterale è nel bugiardino. Avete letto bene: E' NEL BUGIARDINO!
...e pensare che basterebbe la logica, questa sconosciuta...
Insomma, non so se perché l'imposizione del pensiero unico, anche contro la logica più elementare (vedi immagine), è essa stessa misura del proprio potere, o se perché stiamo parlando di committenti tra i più munifici del pianeta, la strada dell'obbligo incondizionato è sempre più gettonata, a danno di qualunque posizione nemmeno di moderato scetticismo ma direi di volontà di aperta discussione (tanto soft da essere suscettibile di essere accusata di scarsa coerenza dai duri e puri). Se metti in discussione il monopensiero ti chiudo il progamma, o ti faccio radiare dall'albo in quanto untore, tanto chi non spulcia su Internet non saprà mai che la tua posizione era tutt'altro che antivaccinismo dogmatico... Anche perché intanto la TV e i giornali stanno montando un'altra epidemia...
Insomma, anche non volendo credere a tutte le perplessità sulla sperimentazione dei vaccini (che sarebbe diversa e meno rassicurante di quella dei farmaci), o seguire il filo logico di chi c'è dietro alle associazioni che ne hanno fatto la loro bandiera (per magari arrivare alla questione immigrazione), c'è da tenere acceso il cervello. Magari leggendosi questo lunghissimo e serio approfondimento (è in quattro parti, i link alle tre seguenti in fondo alla prima) dal titolo La verità sui vaccini.
Chiudo allora con un'altra autocitazione:
A me sembra di aver espresso una serie di perplessità logiche e metodologiche rilevanti, non voglio aver ragione, voglio solo poter essere libero di argomentare: ho torto? E se anche avessi torto, questi hanno diritto a oscurarmi il sito? Hanno diritto di zittire tutti quelli che non sono d'accordo con le loro tesi, etichettando come "bufale" le opinioni discordanti? Di più: hanno diritto di imporre i vaccini a tutti, contro l'evidenza scientifica, contro la Costituzione, contro l'Habeas corpus, contro (se non mi vaccino posso far danno solo a me stesso o ad altri che non si vaccinano, quelli più bravi di me che si vaccinano se il vaccino funziona possono stare tranquilli, o no?) la stessa più elementare logica? Si? E io posso almeno, mentre mi accodo disciplinatamente per la punturina anche se temo il peggio, pensare e dire che tutto ciò mi ricorda un certo Mengele, oltre che puzzarmi lontano un miglio di acquiescenza sospetta ai desiderata delle multinazionali farmaceutiche, oppure devo non solo vaccinarmi a forza, ma anche smettere di parlare e se possibile di pensare?

martedì 9 maggio 2017

NON VALE LE PEN

Questo chiarissimo grafico sui flussi elettorali tra
primo e secondo turno è preso da questo ottimo
approfondimento sulle presidenziali francesi...
Questo non è un pezzo sulle elezioni francesi, anche se farà di tutto per sembrarlo. La molla che mi ci ha spinto, infatti, è tutta nostrana: è il deliquio di squittìi, post sui social, articolesse sul mainstream e servizi sui telegiornali con cui è stato accolto il presunto trionfo del parvenu Macron alle elezioni francesi. Una roba da voltastomaco, che fa letteralmente "prudere le dita" al punto da doversele grattare sulla tastiera.
Cercherò di definire per una volta in maniera schematica le premesse logiche del mio ragionamento, vediamo se ne sono capace.
  1. L'Euro è uno strumento di oppressione, l'arma incorporata nella versione degenere del sogno di una Europa unita e senza più guerre, quella UE che aveva come obiettivo non dichiarato la distruzione di alcune economie europee a vantaggio di altre. Questa è la premessa maggiore a cui mi sono dovuto negli anni arrendere, e ora mi sembra autoevidente (anche se ci torno spesso su, a spiegarla e dimostrarla, ma non oggi). Se non ci credi, le ipotesi sono due: o sei in qualche modo legato agli interessi della classe dominante che sta sfruttando quest'arma per stravincere la lotta di classe a danno di tutti gli altri, e allora la tua posizione è legittima cioè sei stronzo ma ti capisco, o non lo sei, e allora sei un fesso (o come dice Fusaro, euroinomane) che si fa ancora abbindolare dalle chiacchiere e sinceramente non ti capisco neanche più.
  2. Stante la totale obsolescenza, direi peraltro programmata e attuata non semplicemente casuale, della distinzione tra destra e sinistra, l'unico discrimine che ha senso nella lotta politica in questo momento storico è essere a favore o contro l'UE a trazione Euro. Se sei a favore, sei a favore dei padroni e dei loro lacchè, se sei contro, sei a favore del popolo. Se eri comunista/socialista, e sei a favore della UE e dell'Euro, allora sei cretino, informati (cit.).
  3. Se in un Paese la guida del movimento anti-Euro, o sovranista che dir si voglia, è in mano a un soggetto sputtanato fin dal cognome, che poi pooraccia ci prova pure a distinguersi dall'eredità paterna ma a nascondere quello che sei nelle viscere bisogna essere davvero bravi e i confronti televisivi la fregano, in quel Paese quel movimento perderà. Anche perché stiamo parlando di un Paese che non è stato (come invece il nostro) rovinato del tutto dall'Euro, ma solo molto danneggiato, quindi ci può stare che la maggioranza voti ancora per uno che il giorno dopo l'elezione va dal suo Capo a Berlino a prendere ordini.
  4. Se invece vivi in un Paese dove le posizioni critiche dell'Euro eccetera sono raccolte da movimenti xenofobi e fascistoidi solo in minima parte, perché per fortuna (o merito di una parte di suoi cittadini) esiste un Movimento che maggioritariamente le instrada in una proposta politica moderata che comprende, tra l'altro, misure strutturali di lotta a quella corruzione diffusa che è il pretesto storico servito a consegnare in mani esteri la sovranità nazionale nei primi anni 90, ecco (ripeto): se non ne approfitti e lo porti al governo o sei cointeressato con la Casta o sei sciagurato.
Era il giugno 1985, c'era Gorbaciov e stava
per finire un'era. Questa foto, giustamente
premiata in quanto tale, era il calcio d'inizio
di quella paccottiglia ideologica che servirà
a farci accettare la terza guerra mondiale
Detto questo, squirtami un'altra volta col volto giovane (cougar-munito che fa trendy - e che ci troviamo sul porno leggetevi pure il gang-bank di Paragone) che ha salvato la Francia dal fascismo e il Fogno europeo dai populisti brutti e cattivi, e sappi che da parte mia il vaffanculo è automatico, non spreco neanche più il tempo a leggerti, figurati a risponderti. D'altronde, siete gli stessi che ora postano i video della "rivolta democratica" in Venezuela, e ieri sbavavano per le rivoluzioni colorate in Ucraina, Medio Oriente e Africa del nord: tutte operazioni di ingegneria politica mirata a cavalcare il malcontento per destabilizzare governi se non legittimi in assoluto certo molto di più di quelli che hanno contribuito a instaurare. Quello che oggi accade con Assad e Maduro ieri accadeva con Saddam, Mubarak, Gheddafi, e così via. E ogni volta, dico ogni volta, che abbiamo lasciato che i signori della globalizzazione e della guerra mettessero il naso, col nostro consenso gravido di ideologia sedicente democratica, nelle questioni altrui, queste si sono risolte in un peggioramento drammatico delle condizioni di quei popoli. Io c'ero quando tutto questo cominciò, con una bellissima foto di una bellissima ragazza afgana con bellissimi occhi chiari, che potessero venire velati non lo potevamo accettare: al prezzo di milioni di morti loro e anche qualche migliaio nostri (che vuoi che sia, tanto prima o poi quei brutti palazzacci bisognava buttarli giù, l'esplosivo era già nei pilastri...).
Macron è Attali e Rotschild, e la Le Pen anche se impresentabile, anche se fascista, anche se ha toppato i confronti TV, era molto meglio di lui, per il popolo francese (che infatti l'ha votata in misura crescente tanto più si scende di reddito e si va verso la periferia). Ma sono cavoli dei francesi. Noi abbiamo una carta migliore, che ha di certo i suoi difetti ma a confronto delle prospettive digeribilissimi, per rovesciare il tavolo europeo. E tante ma tante più ragioni di volerlo fare. Se non le vedete peggio per voi, ma provate a guardarvi il portafoglio, e soprattutto le prospettive per i vostri figli. Il progetto politico imperante li vuole schiavi, e sta importando altri schiavi a milioni per riuscirci meglio. Ciascuno di voi può anche pensare che a lui basta riuscire a farla franca per se e i propri figli, ma sappia che ha possibilità statistiche minime di riuscirci. Coi grillini alle soglie del governo, è più facile riuscirci contribuendo a salvare l'Italia.

mercoledì 3 maggio 2017

PUMARORA E PIPI CHINI

Attenzione! Se è sempre vero che per la riuscita di una ricetta gli ingredienti sono la prima cosa, in questo caso lo è particolarmente. Infatti, i pomodori devono essere relativamente piccoli, ma i pomodorini non vanno bene, di qualunque tipo siano; insomma è difficile. E per i peperoni lo è ancora di più: fuori dalla Calabria è difficile trovare quelli verdi e/o rossi tondi dolci, insomma non vanno bene quelli piccoli e lunghi un po' piccanti né il classico "peperonone" giallo rosso o verde. Una volta trovati gli ortaggi da riempire (ma vanno bene anche piccole melanzane, patate, solo la taglia è essenziale, per il giusto bilanciamento di gusto col ripieno, e perché questo non fuoriesca in cottura), e aver preparato (o avere sempre pronta, da buoni "calabresi") 'a muddhica cunzata, c'è solo da darsi da fare. Non ci vuole troppo tempo in assoluto, ma moltissimo in rapporto a quanto ci vuole perché finiscano, un boccone tira l'altro...
Ecco i peperoni giusti, hanno 4
o 5 cm. di diametro. Pomodori e
altri eventuali ortaggi avranno la
stessa dimensione, più o meno...
Pomodori e peperoni ripieni
Taglia circolarmente intorno al peduncolo i pomodori e i peperoni: il foro dovrà essere appena sufficiente a farvi entrare un cucchiaino da caffè.
Aiutandoti col cucchiaino, svuota i pomodori da polpa e semi, ma non gettarli; per i peperoni invece occorrerà aiutarsi con un coltello appuntito, e i semi si gettano via.
Metti un pizzico di sale in ciascun pomodoro, un po’ meno in ciascun peperone, e sistemali tutti su un piano col foro in giù a sgocciolare.
Impasta il pangrattato con un altro po’ d’olio d’oliva e il sughetto tolto dai pomodori, e con l’impasto farcisci in maniera compatta pomodori e peperoni. Sistemali a foro in giù in un tegame per friggerli in olio d’oliva, e quando il pangrattato dell’apertura è croccante, e quindi il contenuto non ne uscirà più, proseguire la frittura rigirandoli da tutte le parti.
In alternativa, è possibile cuocerli in forno.
...
Ingredienti:
  • pangrattato condito
  • pomodori tondi medi
  • peperoni tondi piccoli
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
...ed ecco come si presenta il
pepe correttamente riempito.
Tagghia i pumarora e i pipi tornu tornu vicinu ‘o piricuzzulu.
Sbacàntili bbelli puliti, ma non gghittàri ‘u zzuchiceddhu r’i pumarora, chi ll’ha’ mbrischiari c’a muddhica cunzata cu na stampa r’ogghiu ‘i cchiù.
Mèntici r’intra na pizzicata ‘i sali chi nci sciuga l’acqua, e mèntili a ttesta sutta mi scùlunu.
Apoi jinchili fitti fitti c’a muddhica, e mèntili a ttesta sutta nta na cassarola mbascia c’un pocu r’ogghiu mi frìunu, accussì a muddhica si faci e stuppa i purtusa, e ttu poi continuari m’i frìi votanduli i tutt’i parti.
Si ti siddhìi, falli ‘o furnu.

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