giovedì 12 novembre 2020

PESTE LO COLGA - VERSETTI COVIDICI 21-23

"Chi non beve con me, peste lo colga!" è una celebre
battuta de La cena delle beffe che si appiccicò tanto
ad Amedeo Nazzari che i meno anziani la ricordano
piuttosto come slogan del Biancosarti. I più giovani
nemmeno, ma si fidino, e parafrasino con me: "chi si
ostina a manipolarci con la paura, peste lo colga...
"
Ogni tanto tra le righe gli scappano brandelli di verità. Una famosa immunologa, intervistata un giorno si e l'altro pure un po' da tutti, nel dire stringi stringi che l'aveva detto lei questa estate che non ci si poteva rilassare altrimenti si arrivava dove infatti si è arrivati perché le influenze sonnecchiano d'estate e si ripresentano d'autunno, ha ammesso non solo che chi dice che questa non è che un'influenza più grave del solito non è un complottista (l'avranno già girato lo spot con il negazionista covid quelli del buondì, dopo il fissato col 5G, il terrapiattista e il negazionista lunare?) ma è solo uno dotato di buon senso che capisce di numeri, ma soprattutto che era talmente prevedibile (e previsto, come si era palesato a chi voleva vederlo a luglio quando si sono prorogati l'emergenza) che ci sarebbe stata una recrudescenza, che dire oggi che siamo costretti alle chiusure (e prima o poi al lockdown generale, se è vero come è vero che non si possono prenotare treni e aerei per dopo il 15 dicembre) perché il sistema ospedaliero non è in grado di reggere l'ondata è, senza mezzi termini, criminale.

Non è compito dei cittadini che rifiatano sulla spiaggia o cercano un minimo di socializzare, infatti, prevedere il ritorno dei contagi e attrezzarsi, è compito di un buon governo. O meglio, sarebbe stato compito di quel buon governo che non abbiamo. Anche se lo avevamo votato. La differenza tra il 33% preso alle urne dal m5s e il 15% accreditato oggi dai sondaggi, almeno quella, è infatti da attribuire almeno in parte a un certo Beppe che parlava di referendum per uscire dall'Euro e di piano capillare di micro opere pubbliche per far ripartire il Paese keynesianamente ed ecologicamente. Ebbene, quel governo avrebbe dovuto e potuto, il giorno dopo aver constatato che il sistema sanitario distrutto dalle folli politiche economiche europeiste degli ultimi venti anni non era in grado di reggere una influenza che causava migliaia di ricoveri contemporanei, pretendere quei soldi dalla BCE, e di fronte ad un rifiuto denunciare i Trattati e usare la sovranità monetaria per: 1) risarcire sull'unghia quelli che avrebbe dovuto fermare per arginare l'epidemia, e 2) ricreare nel più breve tempo possibile le condizioni perché il sistema sanitario reggesse a un'onda anche grande il doppio o il triplo o perché no il decuplo (che problema c'è? le strutture sanitarie quando finisce l'emergenza le usiamo per la prevenzione e la cura di altro, o la gente deve per forza aspettare mesi o anni per curarsi, magari attraverso trafile da incubo, com'è ormai da decenni?).

Allora io mi chiedo: perché sta cosa non la dice nessuno? Dai berluscones me lo aspetto, che ne approfittino per vigliaccamente ripetere che per salvare la sanità bisogna prendere il MES, cioè altri prestiti che dovremo restituire chissà come, ma non la dice nemmeno Salvini coi suoi economisti ex grillini. E poi mi chiedo: visto che le proporzioni di questo disastro sono quelle di una influenza più forte del solito (perché stiamo parlando di numeri impressionanti ma di ordini di grandezza simili, altrimenti nessuna voce fuori dal coro poteva nemmeno formarsi), che succederebbe se arrivasse non dico la peste, ma almeno una pandemia di un morbo che ospedalizza e uccide con un solo ordine di grandezza in più (aggiungete uno zero, zucconi!)? Questa è la vera tragedia: siamo nelle mani di chi ha genialmente pensato e pensa che non ci sono soldi per mantenere e sviluppare un sistema ospedaliero decente, e come soluzione uccide l'economia in modo che la prossima volta ci saranno ancora meno soldi. Nel mezzo, si vanta di aver ottenuto un altro megaprestito che non avrà mai i soldi per restituire, e tenta di prenderne un altro ancora più piccolo e più condizionato. E nemmeno l'ombra di mezzo giornalista che vi dice queste cose, dovete leggerle qui come "versetti covidici" o scovarvele sul web da soli, magari dribblando tra mille cavolate.

21. Superare la crisi economica e sanitaria: ecco i 4 punti. Un fondamentale post di Francesco Amodeo, da leggere tutto e rileggere e poi divulgare. I punti sono: "abolizione del vincolo che impedisce alla BCE di fornire liquidità direttamente agli Stati, abolizione definitiva dei vincoli imposti dal Fiscal Compact che richiedono tagli alla spesa, abolizione definitiva dei vincoli che vietano allo stato di concedere aiuti direttamente alle imprese, abolizione dei contributi dell’Italia al bilancio dell’Unione Europea per tutta la durata della fase emergenziale." Solo un governo che li attui IMMEDIATAMENTE, come premessa al riacquisto di una piena sovranità monetaria, e per attrezzare immediatamente la Sanità in modo da renderla in grado di fronteggiare la Peste Bubbonica, ha il diritto di rimettervi in lockdown, e per l'ultima volta. Questi governanti, se fossero costretto a ricorrervi (e lo sa, è solo per questo che cincischia e cerca di prendervi in giro) dovrebbero non solo dimettersi, ma anche autoincarcerarsi a vita per la vergogna.

22. Tracciando la tua linea sulla sabbia. Dove si delinea una possibile strategia di salvezza individuale, nel caso probabile il piano di rifondazione sociale in atto si compia. Tutti noi ammesso che potremo dovremo scegliere "Se porteremo le (nefaste e inutili, leggete qua) mascherine o no. Se faremo il vaccino oppure no. Se installeremo l’app di tracciamento o no. Se accetteremo i passaporti digitali o no. Se ci faremo installare il chip o no." Il vaccino, come avete visto, lo hanno annunciato il giorno dopo la proclamazione (per ora solo mediatica) di Biden, e anche se è di una multinazionale tristemente nota, la sua sperimentazione è tragicamente sotto standard e la sua efficacia miracolosa è solo autoasserita (come quello di Putin, ma quello non va bene) questo già lo comprano (e quelli incassano) e ve lo magnificano, prima di eventualmente obbligarvici. In un modo o nell'altro. 

23. Cacciari e la crisi. Chi avesse ancora dubbi sui piani di lorsignori, si legga con attenzione questa intervista al filosofo progressista. Che non è il peggiore del cucuzzaro, anzi. Figuratevi gli altri. Anch'egli sottendendo il dogma fasullo che "non ci sono i soldi", dichiara non (come dovrebbe un uomo di sinistra) che non è giusto che i tagli alla sanità dei decenni scorsi li paghi oggi mezza Italia chiudendo, ma che è giusto che li paghi anche l'altra mezza. Cioè l'ultima voce di trasferimento diretto e indiretto di ricchezza dallo Stato ai Cittadini (alle pensioni ci stanno già pensando, tranquilli). Quando saranno tutti in smart working, a paga se va bene dimezzata, facendo in bici chi ha dove tenerla quei pochi spostamenti che gli saranno consentiti, forse i miei colleghi statali che sostengono l'azione politica di questo governo si accorgeranno che saranno stati complici della loro stessa rovina, se servirà a qualcosa. Certo se ne accorgeranno quelli che campavano del giro d'affari generato dai loro consumi, e quelli che usufruivano dei servizi da loro garantiti, o meglio quelli tra loro che saranno sopravvissuti al falciamento diretto in atto. Se il piano di "reset" doveva iniziare col "distruggere la mobilità di massa, il turismo internazionale e il grande settore ricreativo", è già ben avviato. Il resto seguirà, e ce lo dicono in faccia.

venerdì 6 novembre 2020

LUI È PEGGIO DI TRUMP

Mentre scrivo ancora non si è completato lo spoglio delle schede, e nel complicatissimo meccanismo elettorale delle presidenziali USA basta poco per sovvertire tutto, al netto di eventuali battaglie legali successive, già peraltro preannunciate dal presidente uscente. Tra le altre cose, il congegno può assegnare la vittoria anche a chi è complessivamente meno votato, come fu il caso di Bush junior (per giunta con l'apporto decisivo dei brogli nello Stato governato da suo fratello) contro Gore, e prevede il brogliabilissimo voto postale, con tanto di questione se i voti pervenuti fuori tempo massimo ma inviati in tempo siano validi o meno. Questo, in soldoni, perché diversamente da altre volte non vi hanno ancora detto chi ha vinto (anche se certa stampa sta dicendo che vince Biden da mesi, da noi evidentemente per inveterata abitudine a tentare di influenzare l'elettorato, permanente anche quando come in questo caso non ha senso).

Ve ne parlo non tanto perché me ne importi tanto, o ne abbia in qualche modo titolo: mica sono americano, io. Anche se, come ho già detto, la promessa di scardinare il castello di propaganda chiamato covid19, con tanto di premessa di aver tolto il sostegno finanziario all'ineffabile OMS, un filino appetitosa è. Quanto per parlare una volta tanto d'altro, che non sia questa maledetta presunta pandemia, senza ricorrere a una delle mie recensioni musicali che le statistiche mi dicono vi interessano poco.

Ma perché mai allora uno di sinistra, Covid a parte, deve (doveva?) tifare Trump? Beh non esageriamo, diciamo tifare contro Biden, che ci capiamo meglio... E' semplice: per un vecchio adagio, che recita che è meglio un nemico sincero che un amico falso. Che poi è la ragione per cui era meglio Berlusconi del PD (e spiace essersene accorti dopo anni a saltare nelle piazze per non essere lui), è meglio un razzista proletario di periferia che vota Salvini di un progressista accogliente col culo degli altri perché ha la casa in centro, sarebbe stato meglio un Grillo che puntava dichiaratamente a conquistare e mantenere il governo a qualunque costo (anche a quello di tradire praticamente tutte le promesse, no Euro e no vax in testa) che quello che è passato da acerrimo nemico dei traditori del Paese a loro salvatore e complice nel tenere il popolo fermo mentre se lo inchiappettano. Insomma, meglio un macho violento e un po' buzzurro che tenta di toccare il culo a tua moglie, che il tuo migliore amico che mentre recita questa parte con te a lei la corteggia fino a diventare il suo amante. Trump quello è, uno che è chiaro come il sole quali interessi rappresenta, e se c'è una cosa che gli si può rimproverare nella gestione della pandemia è che è il suo partito il principale (ma non esclusivo, comunque) responsabile del fatto che negli USA in pratica si cura solo chi ha i soldi o le polizze che è lo stesso. I democratici, invece, sotto il velo liberal hanno negli ultimi decenni: liquidato la separazione tra banche d'affari e istituti di risparmio (Clinton) che in pratica è alla base della finanziarizzazione dell'economia e in ultima analisi della crisi economica mondiale che ci stringe dal 2008, promosso la guerra col premio Nobel della pace in tasca (Obama) continuando ad alimentare tutti i focolai mondiali ereditati ed aprendone di nuovi, instradato il futuro di tutti noi verso la fase finale della globalizzazione (tutti, compreso i loro sostenitori col culo sulle multinazionali, e compreso il fantoccio che proclameranno Presidente presto) che prevede un uno per cento di ricconi e un novantanove alla canna del gas, senza avere scrupoli riguardo ai mezzi (e mi fermo qui, sennò riparlo di Covid).

Insomma, quello che ci aspetta negli anni a venire non è comunque un granché. Ma con Biden e chi ne tira le fila a capo dell'impero sarà molto peggio. E per capire che non è una mia boutade leggetevi questo pezzo del filosofo Ercolani su Il fatto quotidiano. E poi se ancora non avete capito il "perché mai" del capoverso precedente, affari vostri.

domenica 1 novembre 2020

IO PENSO POSITIVI - VERSETTI COVIDICI 15-20

La verità, lampante, è sotto gli occhi di tutti. Ma, come spesso è successo nella Storia, la stragrande maggioranza preferisce non vederla. Moriremo, per qualche ragione, e in quel momento finirà l'universo, e se anche non fosse così per ciascuno di noi sarà così, quindi è così, datevi pace. E magari date un senso a quello che vi accadrà fino a quel momento, amate, vivete. Ma chi è in grado di fare un discorso del genere, per dire, a suo figlio bambino? Nonno è morto? è andato in cielo. Favole. Ci raccontiamo favole per non impazzire davanti all'idea della morte, cui siamo condannati dall'essere primati un po' troppo evoluti, o se preferite dall'aver mangiato una mela. Quindi siamo fisio/antropologicamente predisposti, a credere alla favola del Covid19.

Ora, più tamponi fanno più positivi (anche se non fossero un test farlocco, lo farebbero), e anche se sono sempre quasi tutti asintomatici non importa, anzi è peggio perché quelli trasmettono la "positività" in maniera subdola, fa niente se anche quelli a cui l'hanno trasmessa saranno quasi tutti asintomatici e così via, in una progressione piramidale che se solo l'avessero lasciata libera si sarebbe già esaurita in quanto tale per ragioni aritmetiche. Eh ma la saturazione della sanità, ti dicono. Anche volendo dare per buono questo argomento a marzo, otto mesi dopo, sei mesi dei quali passati a contagi zero e reparti vuoti, con quale faccia tosta te la ripropongono? Se davvero prevedevano un ritorno di fiamma, e lo prevedevano perché si sono fatti la proroga dell'emergenza a luglio, e inoltre perché era facile (le influenze ogni anno esplodono a novembre e si spengono a maggio, di solito), perché diavolo non hanno preteso dalla UE (al posto delle promesse fumose e avvelenate ottenute e pompate sui media) i soldi cash per risarcire i danneggiati dal primo lockdown e attrezzare la sanità pubblica per essere in grado di affrontare la seconda ondata senza doverne indire un secondo?

Niente da fare, la maggior parte di quelli la fuori è impermeabile a questi ragionamenti, se anche gli arrivassero. Figurarsi col blocco mediatico e politico a impedirglielo. Quale voce mainstream si permette di mostrarli (se non raramente, e in modo da denigrarli)? Quale forza politica le sposa? Perfino Vox Italia, di cui ho saputo seguendo Fusaro, ha un gruppo Facebook che invece di ospitarle le voci fuori dal coro le sfotte. Non abbiamo speranze (e non ci resta che invidiare la Tanzania): il futuro che hanno programmato per noi si realizzerà. E non piacerà affatto nemmeno ai tanti, troppi coglioni che oggi applaudono alle misure di protezione, e anzi ne invocano altre e si avventano sul dissenziente. Chissà se almeno allora lo capiranno, ne dubito, eppoi sarà una magra consolazione per noi che lo sapevamo e lo stiamo denunciando al vento da mesi, ognuno come può.

15. Quei "riduzionisti" dell'Istituto Superiore di Sanità. Si, avete letto bene: è il rapporto ufficiale dell'ISS a dimostrare al limone che "seppur il covid19 non sia un influenza (perché diverso è il virus patogeno) ... gli effetti sull'essere umano sono sostanzialmente gli stessi che quelli di un'influenza".  Voi che vi fate impressionare dai numeri dei TG, riflettete su questo: che l'anno scorso se avessero fatto la stessa operazione con gli stessi criteri avrebbero potuto dare gli stessi numeri, morti compresi, o almeno dello stesso ordine di grandezza. E anche l'anno prima. Quindi anche l'anno prossimo. E fino a che non arrivano dove vogliono.

16. Grande reset e amazonizzazione della società. Ecco dove vogliono. Spiace solo che lo devo leggere sul Giornale, ma non è colpa mia se il Manifesto (con tutta la sinistra, sindacati compresi) invece porta acqua al mulino del turbocapitalismo. Il post parte anch'esso dai dati nudi (un tasso di letalità dello zero virgola poco, superiore a quello dell'influenza solo per gli over tanto) per dedurre la natura politica dei provvedimenti presi e prendendi, e ragionare su quali ne possano essere gli obiettivi. Che si badi bene sono palesi e ripetutamente espressi, persino nell'etichetta ("grande Reset", proposto - qui dal Times - come fosse una cosa positiva: per questo dobbiamo categoricamente rifiutarci di giocare al giochino di cercare il lato buono in tutto quanto sta accadendo - non c'è, e se c'è è per inchiappettarci). FMI, WWF, Gates foundation, eccetera ce lo sbattono in faccia, cosa vogliono che diventi il mondo. Tanto sanno che la paura ci acceca, e gli basta terrorizzarci coi numeri per nasconderci quello che abbiamo tutti sotto gli occhi.

17. Nefasti obiettivi. Se non vi basta, eccovela buttata giù ancora più esplicitamente. L'impronta ecologica degli occidentali sul pianeta è tale che se estesa a tutti ne causa il tracollo delle risorse. Fino a che tutti gli altri stavano sul filo della sussistenza poteva reggere, ora non più. Toglierci la sovranità monetaria, poi politica, poi farci minacciare da una torva adolescente non poteva bastare. Col covid, invece, è già sparita l'industria del turismo mondiale e dei voli a buon mercato, la piccola e media impresa ad alimentare il consumismo sta seguendo, assieme all'industria dello spettacolo e della musica, seguirà lo smantellamento degli uffici e l'abbandono delle grandi città. In fondo al tunnel, un mondo dove una élite governa e vive nel lusso, e tutti gli altri stanno in fondo, con diritti socioeconomici ridotti al lumicino. E sono certo che ci sarà pure chi ci trova il lato positivo, meno male che io muoio prima, forse - e anche che io pensi ciò fa parte del loro piano.

18. Enrico Montesano. Una goduria di intervista. Sarà perché oramai c'ha 'na certa, sarà perché non ha mai cercato il consenso a ogni costo, sarà che sente l'obbligo morale di non lasciare al solo Sgarbi la casellina di persona famosa a cui queste pagliacciate di misure fanno girare le palle, è da ascoltare o leggere tutta d'un fiato. Magari non lo vedremo più in tv, ma pazienza: vorrà dire che seguiremo il suo canale youtube. Dove si trovano cose come questa lettura dell'immenso Saramago.

19. "Davvero pensate che abbiamo fatto tutto da soli?"  Un breve post folgorante, che vi fa toccare con mano il fatto che stiamo vedendo giorno dopo giorno in diretta la nascita di un regime dittatoriale, e la nostra inerzia deve farci orrore come oggi, a posteriori che è facile, ci fa orrore quella di chi con la propria favorì a suo tempo la nascita di altri.

20. Senza titolo né commenti.  Di questo post di Francesco Carraro vi riporto invece direttamente un brano saliente: "si può arrivare a una sintesi (sulle ragioni di questo maledetto contagio) condivisa sia dai pochi, e vituperati, 'negazionisti' sia dai numerosi, e lodevoli, impanicati. Se c’è una cosa – dico una-cosa-una - non smentibile da chicchessia, imparata in dieci mesi di convivenza con il virus venuto dalla Cina, è che non mette sotto stress né la salute individuale, né la salute collettiva. Mette sotto stress il sistema sanitario. Perché, al netto di imprecisioni inessenziali, questo morbo costringe alla terapia intensiva una certa percentuale di contagiati. Se questi poveri cristi non andassero a saturare il (troppo esiguo) numero di posti letto (cinquemila suppergiù) destinati alla respirazione artificiale, state certi che dell’isteria oggi diffusa a ogni livello, politico e mediatico, non vi sarebbe traccia. Il dannato problema è che il sistema va in tilt non appena la curva dei “malati” supera una certa soglia critica. A quel punto, le strutture sanitarie esplodono perché sono sottodimensionate rispetto alle richieste di cura. In un mondo ossessionato dalla logica del mercato e della competitività, è forse giusto - per quanto sia cinico sottolinearlo - che la malattia più gettonata abbia a che fare con il concetto di “domanda” e di “offerta”: ci sono troppi potenziali consumatori di un diritto troppo rapidamente tagliato dalle affilate cesoie dell'austerity: l’articolo 32 della Costituzione. Ecco, Speranza potrebbe partire da qui per una seria riflessione [...]. Dal fatto che il partito in cui egli milita è il principale responsabile dei “risparmi” sul nostro sistema sanitario negli ultimi dieci anni."

Chiudo lanciando un inquietante interrogativo. Tolte alcune zone d'Italia in primavera, le statistiche di contagiosità e letalità del covid19 scendono al di sotto di quelle di una influenza media. Per la letalità, sembra ormai assodato che sia stata colpa di protocolli sbagliati che hanno ucciso le persone anziché curarle (capita la fretta di seppellirle vietando le autopsie?), e ho notizia di prima mano di strutture di eccellenza che hanno avuto migliaia di ricoveri senza un decesso per avere applicato quelli giusti, che sono state lodate ma cui non è stato chiesto quali fossero, hai visto mai si potesse tornare alla normalità. Per la contagiosità, pare che in quelle zone fosse stata appena fatta una massiccia campagna di vaccinazioni antinfluenzali, e anche in questo giro la correlazione si va confermando. 

mercoledì 28 ottobre 2020

RADIOCIXD 30 - WHEN THE WIND BLOWS

Bei tempi quelli dell'olocausto nucleare! Oggi è difficile da immaginare, ma ai tempi temevamo davvero che il mondo potesse finire da un momento all'altro, anche solo per la follia o la sbadataggine di uno col dito sul pulsante rosso. Kubrick ci aveva fatto un autentico capolavoro già 20 anni prima, ma in quegli anni 80 il dispiegamento dei missili in tutta Europa dominò sia i nostri pensieri di ragazzi che la produzione artistica di tutti i generi (io stesso ci scrissi una canzone e un racconto, per dire). Tutto potevamo immaginare, tranne che quell'equilibrio mondiale si sarebbe fatto rimpiangere, superato da incubi distopici come la globalizzazione con la connessa fine delle sovranità nazionali, le cosiddette guerre al terrorismo in realtà figlie del dominio di una sola superpotenza e madri del governo mondiale tramite paura, e la dittatura psicosanitaria in cronaca. Ma chi oggi voglia farsi un'idea di quel clima, non troverà niente di meglio del cartone animato di Murakami tratto dal fumetto di Briggs di cui oggi recensisco la colonna sonora.
Io l'ho visto al cinema, e uscendo sono andato a comprarmi il vinile. La storia, angosciosa e romantica assieme, è quella di una coppia di anziani alle prese prima con le notizie di un possibile attacco nucleare, cui reagisce fidandosi delle istituzioni britanniche anche sulla scorta dell'esperienza della seconda guerra mondiale che avevano vissuto da giovani, poi con i goffi e maldestri preparativi finalizzati a sopravvivergli, quindi con l'esplosione e il fallout affrontati con ingenuità, infine con la inevitabile morte, fronteggiata con sorpresa e commovente ingenuità. I disegni e l'animazione sono magici, e rendono benissimo il clima pur non potendo contare sulle diavolerie cui siamo avvezzi oggi. Ma è la musica, il pezzo forte. David Bowie, i Genesis e Roger Waters appena transfugo dai Pink Floyd, più altri meno "big" che non sfigurano affatto: scusate se è poco.
Se riuscite a procurarvi il film, che non si trova più gratis su youtube, è meglio, ma intanto accontentatevi della mia consueta tracklist commentata, buona per leggerla mentre si ascoltano i brani.
1. When the Wind Blows
David Bowie canta la title track a modo suo, rafforzando i significati con l'interpretazione. Il brano è suo, il video è quello suo, che il Duca bianco era anche un grande attore (un paio d'anni prima ci aveva deliziato come protagonista di Merry Christmas Mr. Lawrence, disgraziatamente ribattezzato Furyo per il mercato italiano, di cui sicuramente conoscete la colonna sonora, non vi metto nemmeno il link).
2. Facts And Figures
Hugh Cornwell era il frontman degli Stranglers. Il brano, su un letto musicale scanzonato, denuncia il ruolo manipolatorio e collaborazionista della stampa, buona solo a tenere ferma la gente mentre i potenti abusano di lei. Vi ricorda qualcosa? Quanti positivi asintomatici c'erano oggi?
3. The Brazilian
Il brano strumentale dei Genesis qui inserito non è inedito, come potete vedere dal video. E dimostra: 1) che quelli che "erano rimasti in tre" erano talmente bravi che volendo potevano sfornare roba come questa; 2) che quindi il fatto che invece ai tempi oramai sfornavano solo pop e pure scarsino era una scelta precisa (per carità, i soldazzi piacciono a tutti...); 3) che Phil Collins la batteria la sapeva suonare davvero... 
4. What Have They Done
Anche gli Squeeze spiazzano, come Cornwell, con un brano che allegrotto continua a ripeterci "che hanno fatto?!". A noi pinkfloydiani ricorda il verso simile, ma urlato in maniera decisamente diversa, di The post war dream, di un paio d'anni prima. Waters qui ancora non c'è, ma infatti il testo è suo....
5. The Shuffle
...e prima che arrivi, chiude il lato A un altro intermezzo strumentale, stavolta di Paul Hardcastle, uno che rimasticava a jazz la musica più di moda in quegli anni, e che aveva da poco toccato il suo vertice di notorietà col bellissimo 19, che parlava di un'altra guerra però.
6. > 15. When the wind blows
Il lato B è tutto di Roger Waters. Le tracce sono 10 (The Russian Missile, Towers of Faith, Hilda's Dream, The American Bomber, The Anderson Shelter, The British Submarine, The Attack, The Fall Out, Hilda's Hair, Folded Flags) ma come spesso capita nelle colonne sonore alcune sono brevi e interlocutorie, oltre che riecheggianti le principali. Per questa ragione, ma anche perché alla fine come spesso nei "pink" gli album sono un unicum che non può essere fruito correttamente se non in sequenza, esiste il tube unico, e io ve l'ho messo. Da Towers of Faith, Hilda's Hair e Folded Flags, i brani significativi, capirete senza dubbio come e perché lo spirito dei Pink Floyd dal 1983 lo ha tenuto vivo Waters, e non certo gli altri per quanto straordinari musicisti/strumentisti.
Forse se quello scenario apocalittico non ebbe luogo, e ripeto forse, non fu soltanto perché politicamente era meglio congegnato quell'equilibrio di quello che lo ha rimpiazzato, ma anche perché quello spirito era in noi ragazzi, che non sentivamo la musica tanto per sentire, e non accettavamo che i nostri capoccia giocassero con le nostre vite senza dire la nostra. Che non era "andrà tutto bene", era "se continuate così andrà tutto male". Forse non siamo stati noi il fattore decisivo a che non finisse male, ma comunque la nostra parte l'abbiamo fatta.

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