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mercoledì 10 gennaio 2018

IL MIO NEMICO

"io da grande volevo essere il posto fisso"
Quo vado? di Checco Zalone è un film che oltre che ridere (tanto) a me ha fatto incavolare (tantissimo) al cinema, e di nuovo ieri sera che l'hanno passato in TV (in chiaro, quella a pagamento non mi avrà MAI). Mentre sembra prendere in giro l'etica "da Prima Repubblica" del suo protagonista, infatti, l'accoppiata Medici/Nunziante sferza, non so quanto consapevolmente ma a me piace pensare di si, proprio la nostra acquiescenza al credo della Seconda Repubblica e ai dogmi della UE, cioè della globalizzazione, che ci ha indotto a buttare (anzi, magari averlo fatto davvero...) assieme all'acqua sporca della corruzione e del fancazzismo anche il bambino del diritto di ciascuno a una esistenza libera e dignitosa, che pure sarebbe nella nostra (settantenne da pochi giorni) Costituzione.
Di oggi è invece la notizia che anche un vecchio comunista come Ivano Marescotti si è arreso all'evidenza che oggi chi abbia a cuore la sorte del popolo italiano non può che votare 5stelle, accantonando ogni giudizio di dettaglio. Il 4 marzo prossimo (a proposito, che data ben augurante per un "passaggio"! nel 43 ci era nato Dalla, nell'86 mi ci sono laureato io....), infatti, non sono in gioco i massimi sistemi della identità ideologica di ciascuno di noi, bensì molto più prosaicamente, ma anche molto più crucialmente, la possibilità stessa di un futuro per il nostro Paese diverso da quello che è stato scritto altrove.
Cialtroni quanto volete, gli italiani si sono sempre segnalati, quando hanno capito che era il caso, per aver saputo cogliere il momento storico, e speriamo che sia così anche stavolta. Neanche a me convince del tutto Di Maio, ma forse è l'uomo giusto (capita spesso nella Storia una cosa così) per portare al suo schieramento quel margine di voti che serve per arrivare primi (stavolta nettamente) e per trattare col giusto grado di faccia tosta eventuali appoggi servano per governare, visto anche con che porcheria di legge elettorale ci stanno facendo votare.
Per convincere altri amici (molti lo stanno facendo e lo dicono, altri non lo dicono e forse non lo diranno mai, ma l'importante è che lo facciano nel segreto delle urne...) a saltare il fosso almeno per questa volta, forse è utile fornire una chiave di lettura "storica": nei momenti cruciali di cui sopra, quello che conta non è schierarti "per" il tuo amico, ma "contro" il tuo nemico. Cioè, in ogni modo fermare chi porterà definitivamente alla rovina tutto ciò in cui credi, dopo avere già in molti modi dimostrato di essere ferreamente determinato a farlo, magari mentre a parole ti dice il contrario e ti titilla con questioni marginali complice una macchina di propaganda ben oliata. Per poterlo fare, occorre individuare correttamente questo nemico: Daniele Silvestri lo fece in musica qualche anno addietro, chissà se ora raggiungerà Marescotti nelle conclusioni, noi ora qui, non potendone raggiungere i vertici poetici, lo facciamo in prosa.
Il mio nemico è chi costantemente addita come antidemocratico chi non si allinea con l'Impero, manipolando di continuo la narrazione in modo da fare accettare all'opinione pubblica politiche aberranti come l'imposizione della democrazia per via militare, la destituzione bellica di governi legittimi, l'embargo affamatore salvo poi denunciare le condizioni di vita degli embargati come se fossero colpa dei loro governi, da Cuba al Venezuela, dall'Iran all'Iraq, dalla Corea del Nord all'Ucraina, dalla Jugoslavia alla Siria, dalle "primavere arabe" della fissetomamma al disastro libico e africano in genere, per non parlare di Palestina e Afghanistan.
Il mio nemico è chi ha pian piano cancellato dalla mente dei nostri ragazzi il concetto stesso di "diritto al lavoro", anche questo costituzionale, rimpiazzandolo con una precarietà perenne che dovremmo pure essere contenti quando fa registrare uno zero virgola in più di percentuale di occupati. E, anziché lanciare un piano di occupazione pubblica in larghissima scala, a rendere inutile o se no affiancare dandogli senso il reddito di cittadinanza, continua da almeno trent'anni a menarcela con la produttività e l'efficienza.
Il mio nemico è chi ha trasformato il sogno di una Europa senza più guerre nell'incubo di una Europa in cui le guerre si combattono e vincono senza armi, ma con vittime a milioni. Una Europa in cui è stata imposta una moneta costruita appositamente per impedire non tanto la svalutazione a tanti quanto soprattutto la rivalutazione a pochi, così questi ultimi hanno potuto distruggere il tessuto industriale dei primi. Ma questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione prezzolata del mio nemico: quella classe politica che fingendo di litigare era d'accordo nell'attuare il crimine per cui era stata ingaggiata, aiutata in cambio delle briciole da una stampa che ci ha divisi in tifoserie per distrarci.
Il mio nemico è chi, in altre parole, si è arricchito per fare da sicario, attuando il progetto capitalistico globale di appiattimento verso il basso delle condizioni di vita del 99% a favore dell'1% suo mandante. Nessuna recessione era necessaria, solo semmai una decrescita controllata per riallineare gradatamente il modello di sviluppo a uno compatibile con le risorse del pianeta. Quella a cui ci hanno costretto, e ancora non hanno mica completato l'opera, è un'azione di guerra sociale.
Il mio nemico è chi per non farmi vedere i suoi crimini mi agita davanti al naso questioni che sarebbero importanti solo una volta che quelle fondamentali fossero al posto loro. Marx parlava di struttura e sovrastruttura, andarselo a rileggere non sarebbe male. Senza un reddito sufficiente e stabile, nessuna delle dimensioni del nostro spirito che consideriamo evolute è possibile, ficcatevelo in testa. Chi mi toglie ogni garanzia sul primo piano non ha nessun diritto, ripeto nessuno, di parlarmi sul secondo. Di niente. Ecco perché girano le palle a tanti a sentire parlare di accoglienza ai migranti, parità di genere, matrimoni gay, testamento biologico e altre bellissime cose: non siamo diventati razzisti, siamo tornati poveri, magari non come i nostri nonni, ma con molte molte meno speranze di loro. E coi padri il paragone nemmeno si pone, su entrambe le dimensioni.
Potrei continuare a lungo, e sicuramente su alcuni dei temi sfiorati tornerò ad ammorbarvi in dettaglio, ma per l'identikit del mio nemico basta e avanza. E corrisponde a tutto lo schieramento politico, ad eccezione solo del movimento 5 stelle. Per ora, poi vediamo. Non è detto che questi ultimi siano in grado di salvarci, che so magari di andare a Bruxelles ora che "il fronte franco-tedesco" è incrinato e costringere l'UE a perseguire la piena occupazione trasformando la BCE in prestatore di ultima istanza in funzione di enormi incrementi della spesa pubblica per investimenti, e se no sciogliere i trattati e perseguire gli stessi obiettivi in casa con una recuperata sovranità monetaria (non date retta ai TG, le cautele di Di Maio significano solo che non è scemo: sono cose che non si annunciano, si fanno e basta, e fino a un attimo prima si nega). Non è detto che i grillini siano la soluzione. Ma tutti gli altri sono il problema. Tutti. Datevi pace, c'è una sola cosa che potete fare il 4 marzo per sconfiggere il Nemico.

mercoledì 15 maggio 2019

SCUSI DOV’È IL FRONTE?

Quando hai individuato il tuo nemico,
qualunque modo di combatterlo vale...
Un carissimo amico da sempre di sinistra-sinistra, che dopo anni di resistenza interiore si era quasi convinto a votare cinquestelle l'anno scorso, poi ritenendosi fortunato di avere avuto un impiccio materiale che glielo ha impedito, perché il moVimento era finito al governo con la becera destra leghista, mi ha chiesto come facevo io, da sempre di sinistra-sinistra come lui, a tollerare questa lunga volata che Di Maio sembra stare tirando a un fascistoide come Salvini, e che si traduce in sondaggi che fino a ieri vedevano in forte crescita il secondo a danno del primo. Lì per lì non ho trovato di meglio che rispondergli che era colpa sua, che alla fine non lo ha votato nonostante se ne fosse capacitato, e di tutti quelli di sinistra-sinistra che non avevano neanche raggiunto quest'ultimo stadio di consapevolezza ed avevano finito per sprecare il loro voto in uno dei rivoli a sinistra del PD (gli elettori di quest'ultimo non li considero nemmeno più esseri dotati di raziocinio, a meno che non abbiano interesse diretto all'affermazione delle politiche di destra capitalistica che il PD propugna), se il moVimento non aveva raggiunto percentuali in grado di farlo governare non dico da solo (con questa oscena legge elettorale, concepita apposta per depotenziarne il successo, non si poteva) ma almeno con l'appoggio almeno esterno della sinistra antieuropeista, anziché dover accettare la sponda dell'unico che gliela offriva. Ma non ero soddisfatto. La cronaca adesso mi dà occasione di una risposta migliore.
Succede che il caso Siri (qui raccontato da Bertani approfittandone per parlare di energia) dà l'occasione a Di Maio di smettere di portare l'acqua con le orecchie al suo "nemico interno", e subito i sondaggi gli danno ragione, infliggendo a quest'ultimo un meno sei per cento rapidissimo. E che Salvini, per reagire sul nascere alla controtendenza, guidato dal suo istinto politico indiscutibile, anziché rispondere sul tema difendendo l'indifendibile, si sia "buttato" su un argomento che ha tra gli altri il pregio dell'attualità, dichiarando apertamente che il nostro governo non dovrà più badare ad assurdi parametri come il deficit al 3% o la percentuale debito/PIL, almeno fino a quando non avrà ridotto la disoccupazione sotto la soglia fisiologica e psicologica del 5% e di conseguenza rilanciato l'economia. Con Di Maio che prende le distanze, ribadendo fedeltà all'Europa, ecco la risposta al mio amico: non solo quelli come me tollerano l'alleanza con Salvini fino a che il governo mantenga la discontinuità con le politiche dei precedenti, ma non esiteranno, laddove l'ineffabile Giggino completi la sua traghettata dei grillini verso sponde più quiete lasciando solo la Lega sul fronte antiUE, a passare direttamente a votare quest'ultima. E qualora anche questa passasse al nemico, o si dimostrasse essere stata sempre dalla sua parte, a votare per chiunque decida di presidiare quel fronte, fosse anche Attila l'Unno o Vlad l'Impalatore. E ora passiamo alla spiega.
Il fascismo, lo ricordo a beneficio dei tanti che usano il termine a sproposito, non è "di destra", perché questa espressione allude a una posizione nei banchi del Parlamento, e il fascismo una volta acquisito il consenso democratico necessario a prendere il potere (in Italia nemmeno poi tanto, servì la complicità dei Savoia, ma in Germania nettamente) il Parlamento lo esautorò. Il consenso lo prese perché prometteva al popolo la soluzione di problemi reali causati da altri, sul piano economico. Ma lo usò per, mentre elargiva al popolo stesso quanto serviva a tenerlo buono (casa lavoro infrastrutture, si, ma anche imprese coloniali e guerre), portare avanti gli interessi del suo mandante, il grande patronato capitalista. Ora, secondo voi, dov'è che abbiamo un Parlamento senza poteri e un Governo non eletto che mentre tiene buoni i popoli sbandierando valori democratici e di pace di fatto porta avanti gli interessi dei suoi mandanti ordocapitalisti? Esatto, nell'Unione Europea. Che al momento è esattamente la cosa più vicina al fascismo si possa trovare in giro, se proprio si ha bisogno di evocarlo e appiccicarlo su qualcosa.
Ora, se a studiare una qualunque guerra a distanza di spazio e tempo, seduti comodamente alla propria scrivania, è comunque difficile attribuire di qua o di la con nettezza torti e ragioni, a meno di non partire da un punto di vista preciso e quindi essere dotati di "pregiudizio" ideologico, figurarsi se quella guerra la stai vivendo. In questo caso, è un attimo trovarsi "dalla parte sbagliata" (cit.), e finire per spendersi per l'Errore, per il proprio stesso Nemico naturale, non dico nonostante, dico proprio per via della propria onestà e consequenzialità. Dopo il 1943, il Paese fu dilaniato anche per questa ragione, che andò a replicare nelle anime e tra le anime quella linea Gotica che oggettivamente marcava il confine tra due territori occupati da nemici diversi. Che l'impero del Male fosse il nazifascismo non era affatto così chiaro visto da vicino, e man mano che si chiarì fu dovere di chi lo capì spiegarlo a chi non lo capiva e se continuava a non capirlo combatterlo. Altra questione è che il Male risiede ovunque e presto ce ne saremmo accorti (tra l'altro, ai massimi livelli i capitalisti di entrambi i fronti erano in affari tra loro, esattamente come oggi: le guerre si fanno contro i popoli, non tra i popoli), allora c'era un Nemico da fermare. Anche a costo di allearsi con chi, una volta ristabilita la democrazia, avresti ripreso a combattere. Ecco il punto.
Neanche oggi, che il Nemico, o se preferite il Fascismo, è l'Unione europea (vedi sopra), si può perdere tempo a filosofare su quali compagni d'arme ti ritrovi. Ti dividerai domani, oggi si fa fronte comune. Anzi, se è la tua parte, che tradisce, si abbandona pure quella e si resta con chi combatte il Nemico. L'UE non è che uno strumento di asservimento dei popoli da parte delle élite (se n'è accorto persino il Financial Times), l'Euro un'arma letale che ha consentito a queste ultime, essenzialmente mitteleuropee (ma con membri, e collaborazionisti ben retribuiti, anche da noi), di combattere e vincere una guerra commerciale ai nostri danni, distruggendo il nostro tessuto industriale e costringendoci a una ingentissima deflazione salariale, tramite anche uno shock occupazionale. Se l'abbiamo già persa irrimediabilmente non si sa, ma ci resta il diritto di odiare finché campiamo il nemico che ci ha sconfitto e ancora di più i finti amici che lo hanno aiutato. Ma fino a che abbiamo l'impressione che ancora possiamo fare qualcosa, abbiamo il sacrosanto dovere verso noi stessi e i nostri figli di continuare a combattere, nei modi che ci capita di avere. Tra pochi giorni ci sono le elezioni europee. Si elegge un organo che non conta niente, l'abbiamo già detto. Ma intanto riempiamolo di "sovranisti" di tutte le specie, vediamo se arriva il messaggio. Poi si vedrà. E passiamo parola, che i sondaggi lo sappiamo tutti che fine fanno quando il 20% di indecisi alla fine si decide tutto da una parte: non solo può succedere, ma da qualche anno pare la regola...
Vi lascio con gli approfondimenti per i pochi volenterosi che sono arrivati fin qui, e ancora non gli basta. Sono tanti, ma erano giorni che mi ronzava in testa questo post e intanto mi documentavo leggendo qua e là, abbiate pazienza.

  • Carraro, ovvero i tedeschi lo capiscono benissimo, cosa è successo, e ci satireggiano pure sopra.
  • Pamio, ovvero come Soros e soci ci hanno fregato anche con le petizioni on-line.
  • Lameduck, ovvero come la nostra rovina abbia una data di inizio: il 1992.
  • Grimaldi, ovvero come Facebook ha chiuso dall'oggi al domani una serie di pagine filogovernative, o comunque fuori dal coro della narrazione dell'establishment.
  • Della Luna, ovvero come può succedere che alla fine (dismesso il loro teatrino) Di Maio e Salvini, facendolo apposta o meno, ci libereranno dall'Euro.
  • Magaldi, ovvero come se davvero osano spingere i gialloverdi arrivano al 70%.
  • Blondet, ovvero come sennò invece ci stanno già preparando il governo Draghi, a darci il colpo di grazia.
  • Rampini, ovvero come la sinistra ha tradito gli italiani.
  • Becchi, ovvero le balle che ci raccontano su moneta, debito, export e produttività.
  • Grazzini, ovvero anche il FT ormai auspica una moneta parallela per l'Italia (tipo questa proposta da Ytali, mentre il governo pare essersene scordato - NdR).
  • Becchi e Zibordi, ovvero come il caso Giappone dimostra che quella che ci raccontano sul debito pubblico è una favola.
  • Bifarini, ovvero: 1) come il neoliberismo prima di attaccare l'Europa con la spirale del debito ha distrutto l'Africa (e quindi sia tra l'altro alla base delle migrazioni) - 2) la verità sulla spirale del debito italiano.
  • Salerno Aletta su Teleborsa, ovvero cosa bisognerebbe fare per salvare l'Europa (e non è possibile proporre se prima non si è stravinto le europee - NdR).
  • Bregman, ovvero reddito di base universale e drastica riduzione dell'orario di lavoro, le nuove utopie per cui combattere.

domenica 14 aprile 2024

OGNI GUERRA...

Istruttiva immagine tratta da questo post di Comedonchisciotte
Certo che più che di funzionamento ottimale di alcuni servizi segreti sembra proprio il caso di parlare di preveggenza bella e buona. Un paio di giorni fa, il governo israeliano finalmente anche attaccato sul fronte interno ha avvisato che ci sarebbe stato un attacco iraniano, e questo non solo puntualmente si verifica, ma viene respinto "al 99%" senza fare un morto ma giustificando comunque qualunque rappresaglia. Poche settimane fa, la CIA avvisa che in Russia c'era il pericolo di attentati terroristici islamisti, e puntualmente questi arrivano. Ma non è una novità in cronaca, basta avere un po' di memoria per ricordare che un noto personaggio arricchitosi coi computer ma oramai impegnato a tempo pieno nel business della sanità aveva previsto una pandemia in una serie di incontri pubblici poco prima dell'inizio dello psicodramma chiamato Covid (la qual cosa peraltro ogni volta che egli stesso o qualcuno dei suoi ascari sparsi per il mondo riazzarda una previsione analoga ci passi un brividino per la schiena...). E un po' di più per spingersi ai servizi segreti ancora israeliani che avvisano i "loro" a restare a casa un fatidico 11 settembre...

Non occorre essere "complottisti" per sentire anche da lontano puzza di bruciato in tutto ciò, basta avere ancora qualcosa di funzionante tra le orecchie. In altre parole, ogni episodio della "guerra mondiale a pezzi" (Papa dixit) che stiamo vivendo sa di gioco delle parti, a prescindere da chi sia in questo gioco il burattinaio o il burattino. Per capire, bisogna fare qualche passo indietro e osservare dalla giusta distanza, magari con l'aiuto di qualche filosofo, scrittore, o artista.

Cesare Pavese, ad esempio, diceva che "ogni guerra è una guerra civile" e i morti sono tutti fratelli. Sartre spiegava che “Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire”, e qualche decennio dopo Marco D’Eramo intitolava un libro "La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi", inquadrando il concetto a livello di lotta di classe (alla rovescia) di cui la guerra guerreggiata è solo uno tra gli strumenti. A calare la cosa nella pratica degli avvenimenti in Palestina ci pensa Franco Cardini in due post da leggere integralmente: Le vere vittime di un conflitto, e Due pesi e due misure. E a spiegarci a voce “La scacchiera Medio-Orientale” ci pensa Alberto Negri, in un podcast segnalatomi da Pasbas.

Ma io vi voglio lasciare con un cantante/chirurgo, che traeva da una poesia di Brecht questo testo, che metto per esteso accanto al tube della canzone. Si chiama Il monumento, sentitela e fatela sentire a chi non capisce (e segue da brava pecora il tragitto indicato dal bastone e dal cane del pastore, magari verso una nuova guerra mondiale "intera"); è di Enzo Jannacci, tratta dal suo album più bello.

Il nemico non è, no non è
oltre la tua frontiera;
il nemico non è, no non è
oltre la tua trincea;
il nemico è qui tra noi,
mangia come noi, parla come noi,
dorme come noi, pensa come noi,
ma è diverso da noi.

Il nemico è chi sfrutta il lavoro
e la vita del suo fratello;
il nemico è chi ruba il pane,
il pane e la fatica del suo compagno;
il nemico è colui che vuole il monumento
per le vittime da lui volute
e ruba il pane per fare altri cannoni
e non fa le scuole e non fa gli ospedali
e non fa le scuole per pagare i generali,
quei generali
quei generali
quei generali

per un'altra guerra...

giovedì 18 ottobre 2012

TRENT'ANNI FA, BEPPE VIOLA

Chi almeno non sfiora la cinquantina come il sottoscritto nemmeno se lo ricorda, o se lo ha conosciuto in via postuma non può che invidiarci, noi che lo abbiamo visto all'opera, Beppe Viola che morì trent'anni ieri mentre lavorava in televisione.
La sua intelligenza e il suo umorismo, che tracimavano nel suo lavoro di telecronista sportivo da un bacino che era fatto di libri sceneggiature e testi per cabarettisti, lo facevano spiccare per stile anche in un'epoca in cui lo stile non difettava a nessuno, in quell'ambiente: stiamo parlando di letterati come Brera, mostri di competenza come Rosi o De Zan padre, "inventori" come Pizzul. Allora Viola, tra i rozzi incolti urlatori beceri ignoranti di oggi, sembrerebbe un marziano. E, affetti a parte, al Nostro certamente non dispiacerebbe non aver assistito alla deriva dell'Italia, non solo quella giornalistica e televisiva, degli ultimi decenni. Deriva che deriva, se posso permettermi il gioco di parole, anche proprio dal non aver avuto sguardi come il suo e parole come le sue a farci da guida e argine.
Tanto per capirci, scrisse per mezzo Derby, Cochi e Renato in testa, e a quattro mani con Jannacci il capolavoro Quelli che.... E oggi notizie come quella dell'aumento dei costi degli F35, a questo governo che la spending review la fa solo sul culo dei poveracci, le commenterebbe proprio con un testo del suo amico Enzo, tratto dallo stesso LP del 1975, Il monumento:
Il nemico non è,
no, non è
oltre la tua frontiera;
il nemico non è,
no, non è
oltre la tua trincea;
il nemico è qui tra noi,
mangia come noi, parla come noi,
dorme come noi, pensa come noi,
ma è diverso da noi,
da noi.
Il nemico è chi sfrutta
il lavoro
e la vita del suo fratello;
il nemico è chi ruba il pane
il pane
e la fatica del suo compagno;
il nemico è colui che vuole il monumento
per le vittime da lui volute
e ruba il pane
per fare altri cannoni
e non fa le scuole
e non fa gli ospedali
e non fa le scuole
per pagare i generali,
quei generali
quei generali
quei generali
per un'altra guerra...
Se ora vi è venuta curiosità, andate a spulciare i risultati della query col suo nome su youtube, magari fino a scovare la sua mitica intervista a Rivera sul tram, oppure guardatevi qui lo speciale TG1 su di lui di qualche anno fa.

venerdì 20 settembre 2013

IL MIO NEMICO

Abbandona anche tu il PD! Anche se Grillo ti sta antipatico
(io mica condivido tutto quello che dice e come lo dice!), è lui

l'unico che può portare per la prima volta istanze di sinistra
al governo di questo Paese, convinciti e convinci il tuo prossimo.
SEL non supererà il 4% manco se Vendola strappa a Vespa
Porta a Porta, e se la gara restasse tra PD e Berlusconi,
guarda, quasi quasi, se sei un poveraccio, ti conviene che
vinca quest'ultimo. Per fortuna c'è un'alternativa:
vota e fai votare il moVimento 5 stelle!
C'è un verso del brano di Silvestri da cui ho preso il titolo di questo post, che siccome è bello vi embeddo in fondo, che recita "il mio nemico non ha divisa", intendendo che spesso il Nemico vero preferisce non indossare insegne che ti aiutino a identificarlo come tale, e così magari ti si nasconde in casa. Ignorando l'elementare dettato di questo sentimento popolare (cito non a caso Moretti dirigente PCI in Palombella rossa), milioni di persone hanno votato per gente che ha sfruttato l'onda lunga dell'eredità di un partito nato e cresciuto vicino al popolo mantenendone (via via adeguato ai tempi, fino a unificarsi con la tradizione di un altro partito che Popolare addirittura ci si chiamava, prima e dopo la parte centrale della sua storia, in cui però a modo suo ha continuato a fare anche gli interessi dei poveri cristiani) il contenitore, per usare il consenso politico che ne lucrava al fine di arricchirsi personalmente intanto che cedeva ai Padroni il bene pubblico e la sovranità nazionale. Ed ecco che, siccome Zingarelli alla mano divisa significa anche moneta, il mio nemico ha una divisa, e si chiama Euro.
Di questi milioni di ingenui, alcuni tra cui il sottoscritto si sono recentemente sganciati, svegliati come da una secchiata di acqua gelida in faccia dall'esplodere del fenomeno Grillo, ma altri, a sentire i sondaggi, sembrerebbero ancora disposti a dare credito a questo centrosinistra, specie se a guidarlo venisse chiamato un nuovo cicciobello (evidentemente, non gli è bastato il primo). Il fenomeno è altrettanto inspiegabile di quello analogo che fa si che un delinquente abituale, finalmente condannato a pagare per una piccola parte dei suoi crimini, dopo avere dominato la scena politica per venti anni a forza di balle sempre (a volte evidentemente a volte meno ma sempre) dimostratesi tali, e in questo dominio contribuire pesantemente allo sfacelo dei conti pubblici e al degrado economico civile e morale del Paese, possa ancora presentarsi in televisione a proclamare che resta in politica anche se cacciato dal Parlamento, e anzi fonda un nuovo/vecchio partito, con la possibilità concreta che abbia ancora tanto consenso da poter rivincere davvero le elezioni. Ma di questa inspiegabilità la spiegazione c'è: ai meno pigri consiglio l'attenta lettura di questo articolo in due parti (una e due) del SignorSpok di Mentecritica, e magari la rilettura di questo mio vecchio post che prende le mosse dalla stessa curva di distribuzione statistica, ai più pigri la riassumo come segue.
C'è al massimo un 5, a voler esagerare 10, per cento di persone che decide della propria vita, figurarsi delle proprie scelte politiche, secondo logica. Viceversa, ciascuno percependo se stesso come essere pensante quindi logico, c'è un 90 e passa per cento di persone che crede di farlo. Quindi è probabile che moltissimi si trovino nella posizione di credere di farlo e invece non farlo. Non mi accodo a Spok nel parlare di QI, perché esso misura solo un certo tipo di intelligenza, quella logica appunto, e non c'è troppo da vantarsi ad avercelo alto: magari, è a scapito dell'intelligenza intuitiva o di quella pratica, che servono taanto di più... Mi ci accodo invece nel guardarvi in faccia e rassicurarvi, se proprio ci tenete: se leggete questo blog, e magari ne tenete uno vostro, o comunque vi documentate in rete, insomma se siete arrivati a questo punto di questo usualmente ostico testo, avete un QI decisamente più alto della media. E, arriva subito il contrappasso, siete statisticamente poco rilevanti, e NON siete il target della propaganda politica. Non avete visto Berlusconi in TV? Nemmeno io, quantosiamobravi!, ma tanto non è a noi che parlava...
Quando c'erano la DC e il PCI il QI medio, l'intelligenza logica, l'alfabetizzazione degli italiani erano sensibilmente inferiori, ed era a quegli elettori che quei partiti parlavano, facendosi capire benissimo, anche perché gli italiani non erano mica scemi, mica come oggi insomma. E se uno decideva di votare per l'uno o per l'altro, era perché era chiaro, al di là delle chiacchiere, gli interessi di chi avrebbe portato avanti, magari solo strumentalmente ma cavolo se lo avrebbe fatto, il SUO partito. Oggi siamo talmente scemi che votiamo o per un partito che parla di liberalismo mentre fa solo gli interessi del suo signore e padrone, o per uno che parla di antiberlusconismo rigore e crescita mentre fa solo gli interessi dei suoi padroni della finanza (prossimi padroni nostri in tutto e per tutto), mentre di federalismo per toglierlo a chi aveva dimostrato di farlo fruttare ne parlano tutti ma nessuno ha mai voluto farlo davvero. Se non nella misura in cui aumentava la spesa verso settori "tangentabili", anche perché sotto c'è l'obiettivo di fondo di chiunque abbia intrapreso la carriera politica nell'Italia democratica, sbarcare il lunario, svoltare, o come si dice dalle vostre parti.
Dunque, occorre schematizzare. Ci sono due questioni fondamentali, da cui derivano tutte le altre ma proprio tutte quelle che costituiscono il polverone sollevato apposta nel quadro politico:
  1. la politica monetaria;
  2. il fattore etico nella politica e nella società, e le sue ricadute economiche.
Con la politica monetaria imposta dalla costruzione/Euro così com'è non c'è nessuna speranza di uscita dalla crisi. Per cui occorre o mettere in atto forze capaci di cambiare sostanzialmente la costruzione/Euro oppure cominciare a studiare una strategia di uscita. Se non siete d'accordo con questa affermazione, o siete ricchi o i ricchi vi hanno abbindolato con discorsi che non capite convincendovi ad andare contro i vostri stessi interessi.
Con il grado di corruzione imperante nel nostro Paese, però, nessuna politica monetaria può funzionare: tra tangenti, mafie, costi della politica, evasione/elusione fiscale ed economia sommersa, è come se ci fosse una tassa oscura del 50% su ogni attività economica in chiaro: una cosa intollerabile per qualsiasi sistema. Per cui occorre un'offensiva giudiziaria incisiva e continuativa di almeno due decenni, in grado di convincere chiunque che se sgarra sarà con ogni probabilità punito. Se non siete d'accordo con questa affermazione, o siete tra i tanti al confine della legalità se non oltre, o quelli che ci stanno vi hanno abbindolato con frottole mentre in pratica vi mettevano le mani in tasca.
Ora i due principali schieramenti rispetto a queste due questioni si trovano nelle seguenti posizioni:
  • il PD è fautore e irrimediabilmente portatore di una politica monetaria di estrema destra, mentre almeno a parole (si ok talvolta anche nei fatti, ma purtroppo sempre meno spesso) combatte sul fronte etico dal lato giusto (anche per rispettare, diciamo così, l'antiberlusconismo originario);
  • il PdL, o meglio da poco di nuovo Forza Italia, è decisamente e dichiaratamente portatore di un'etica profondamente radicata in un certo modo di intendere l'italianità, una sorta di individualismo originario per cui ogni volta che contrastano l'interesse pubblico e quello privato è intimamente giusto perseguire il secondo a danno del primo e pazienza se talvolta è illegale, mentre almeno a parole (perché nei fatti ha dimostrato troppe volte di essere succube agli stessi "poteri forti" che denuncia) si dichiara contro l'Euro e le politiche di rigore ad esso connesse.
Non prendo in esame la posizione dei partiti "minori" perché sono irrilevanti: la Lega è destinata a sparire presto, per Casini e Monti l'unico orizzonte politico decente è la creazione di un soggetto politico di centro che inglobi mezzo PD una volta che si sia sciolto (oh che salto in avanti di chiarezza che sarebbe!), SEL è capace di parlare solo a quei 10 su cento iperrazionali di cui sopra, e ne convince 3 (forse, ché bisogna vedere quanti non perdonano a Vendola l'alleanza strumentale, con chi ha consegnato il Paese in mano ai Padroni, in cambio della presidenza della Camera, come dimostra come viene condotta) perché degli altri 7 uno è di destra e 6 sono nauseati da questo modo di fare politica di sinistra e tornerebbero a votare solo se rinascesse Berlinguer.
Chi resta? Qual'è l'unico movimento politico italiano che presidia le posizioni giuste nelle due dimensioni? L'unico che se governasse metterebbe in discussione le scelte europee di politica monetaria, e sennò la scelta di restare o meno in quelle istituzioni/capestro, senza che questo nello stesso tempo comporti il "tana libera tutti" per i comportamenti più retrivi del nostro costume? L'unico che incarna con coerenza (si, estrema e costosa) l'idea che la politica non deve essere un mestiere e tantomeno un modo di arricchirsi, bensì un servizio limitato nel tempo e monitorato negli effetti patrimoniali? Pensate ai vostri interessi, e pensateci: vi converrebbe vivere in un Paese in cui tutti possono e anzi devono fare politica, ma chi la fa è massimo per dieci anni e all'inizio e alla fine gli vengono contati i peli del culo, o preferite continuare a pagare di tasca per l'arricchimento indebito e osceno di gente fra l'altro sempre meno capace e presentabile? Vi converrebbe vivere in un Paese in cui la politica monetaria ed economica ha un unico obiettivo, "devono avere tutti di che lavorare e campare", come costante attorno a cui tutti gli altri fattori facciano da variabili (come nel sogno del dopoguerra che abbiamo tradito), o preferite restare in uno in cui il deficit deve essere quello deciso altrove non si sa perché e se qualcuno muore di fame pazienza? Insomma volete vivere in un Paese che cambia approccio contro il malaffare e si riprenda in mano le leve dell'economia o preferite uno in cui il rigore continui (il Fiscal compact ci strozzerà per vent'anni, e abbiamo ancora ben pochi ori di famiglia nel cassetto, questo il TG non ve lo dice) ma solo per voi, perché i soldi per salvare le banche finanziare la TAV comprare gli F35 e mantenere tutto il baraccone politico/tangentizio li trovano sempre? Questo è il referendum che saranno le prossime elezioni politiche, il moVimento da una parte e gli altri dall'altra, lasciate stare i sondaggi che oggi danno Grillo al 20%, perché prima che avesse il 26 gli davano il 13, e perché ci sono 16 milioni di italiani che potrebbero decidere solo all'ultimo istante di tornare a votare. C'è un'Italia da spazzare via, per convincerli uno a uno serve uno che parla facile, e noialtri a passare parola per farlo stravincere; dopo se vogliamo ci ridivideremo sulle questioni di dettaglio. Se da qui al voto non commetterà troppi errori e azzeccherà certe mosse, Grillo ha l'opportunità di salvare l'Italia, e noi abbiamo il dovere di sostenerlo unendoci (mettendo da parte le divergenze, come i nostri padri nel 45) contro i nostri veri nemici, che sono soprattutto i nostri falsi amici, facendo passaparola ovunque di questo semplice messaggio: c'è solo una scelta che consente di liberarsi dal rigore di questo Euro (il debito pubblico non è un problema, il Giappone ce l'ha tre volte il nostro...) senza consegnarsi mani e piedi alla mafia e al malaffare. Una scelta a cinque stelle.
Amici di sinistra, il M5S non è il Nemico, come vogliono farvi credere, il Nemico è alle vostre spalle, dentro i vostri stessi schieramenti politici.

lunedì 29 aprile 2019

@PISTOLARIO

Come forse sapete (e di certo vedete dal contatore qui a destra) non ho molti lettori, il nocciolo duro di chi mi segue sempre essendosi ridotto col tempo a poche decine di elementi, ma anche quando ero sensibilmente più popolare e il centinaio di contatti era il minimo di ciascun post (a chi non coglie l'autoironia preciso di sapere bene che la soglia dell'irrilevanza è di decine di volte più in alto, comunque da sempre oltre la portata di questo blog) era piuttosto raro l'intervento dei lettori in sede di commento: raro, nei richiami su facebook (che poi sono quasi l'unico utilizzo che ne faccio), ma rarissimo direttamente in fondo ai post pubblicati.
Qualche volta in più è capitato che una persona amica, sollecitata dalla lettura di un qualche post, mi abbia scritto privatamente, e talvolta la cosa ha originato uno scambio "@pistolare" inter nos. Stavolta invece, dopo averne ottenuto autorizzazione, lo scambio di email lo pubblico, perché ritengo possa interessare altri lettori, e perché ci azzecca con i giorni in cui ci troviamo, a cavallo tra il 25 aprile e il 1° maggio. Anche se il post da cui è originato apparentemente non c'entrava nulla, perché parlava di teoria della comunicazione (che poi è la ragione per cui l'amico Giuseppe, collega e codocente, se ne è sentito attratto). Lo riporto, ovviamente omettendo i cavoli nostri.
[...] riflessioni post lettura. Sono molto d’accordo sull’incattivimento nelle relazioni o, più precisamente, nel modo di comunicare e gestire le stesse… Sembriamo incapaci di avere due idee diverse su un qualsiasi argomento senza finire per mandarci a quel paese o perché “L’altro non capisce un…..” o, peggio, perché ha interessi poco chiari a difendere quella posizione… Vale in generale e, ovviamente, nel nostro lavoro… Il punto è che in campo tributario è fisiologico avere idee distinte sia tra contribuente/consulente ed Agenzia che fra due funzionari… quindi siamo ad altissimo rischio se non diventiamo consapevoli di queste dinamiche… Mi è piaciuto molto anche il post di Blondet che hai linkato… Anche l’idea di interessi forti che “spingono” la cultura verso il giogo della pubblicità mi trova d’accordo. La visione che delinei è a dir poco fosca… La domanda non può che essere “e quindi, come ne veniamo fuori?” Mi sembra che la capacità di analisi che metti in gioco, approdi ad un sostanziale scetticismo nei confronti di questi poteri più o meno occulti (meglio dire occulti ai più)… mi sbaglio? Allora mi chiedo… perché chi la pensa allo stesso modo non riesce a fare fronte comune per delineare una strada alternativa? Avremmo davanti (parlo della nostra Organizzazione) un campo in cui poter sperimentare percorsi diversi e gestione delle relazioni differenti… ma non lo crediamo possibile… Mi viene da dire che il problema vero sia più questo senso di resa… E lo dico alla vigilia del 25 aprile… mi chiedo, dove saremmo se i nostri nonni non avessero creduto nella possibilità di sconfiggere un “vero” nemico? Ci siamo rammolliti? Obnubilati da un consumismo che sembra l’unica vita possibile… Eppure, se ci pensi, è una stagione interessantissima sul piano sociologico… le trasformazioni che abbiamo vissuto e che ancora ci aspettano meriterebbero una passione civile correlata… Concludo con una annotazione autobiografica… una confessione… [ma qui si riferisce ad un post successivo - NdR] Per quanto ami Roger Waters, io ho sempre sognato di saper suonare come David Gilmour… so che nomino (quasi) il diavolo per te… Ma non credo che si possa generare certi assoli se non si possiede un animo tormentato… e le contrapposizioni Waters-Gilmour (come Lennon-McCartney del resto) sono frutto di quella stessa dinamica che ci porta a detestare chi la pensa diversamente… Ti allego un link interessante… www.lachiavedisophia.com
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[...] Hai letto un mio post di inizio mese e giustamente gli hai fatto fare scopa col 25 aprile. Solo che non ti sei accorto che è proprio l’accostamento che ti fornisce la risposta. Noi in aula diciamo che il conflitto deve essere gestito con un cambiamento sul piano della relazione: marito e moglie o si guardano dalla ruota panoramica e capiscono che la loro relazione è ancora valida e allora stanno litigando inutilmente, o continuano a litigare finché la loro relazione cambia da “coniugati” a “separati” o “divorziati”. Ecco, quando il conflitto è profondo e impatta sulla libertà e sull'esistenza stessa, si può arrivare al punto in cui l’unico cambiamento possibile è da “nemici vivi in combattimento” a “vittorioso e vivo / soccombente e morto”. Quando lo capisci, come alcuni dei nostri nonni fecero illo tempore, sai anche che non hai alternative. Un Poeta lo disse meglio ne La guerra di Piero: se pensi di avere alternative, anzi se solo pensi, non è che eviti il cambio di relazione, semplicemente ci entri nella parte del morto. Ora, tanto per fare un esempio, Zingaretti dice cose bellissime sul 25 aprile, il lavoro, l’europa, eccetera. Tanto che molti gli credono. Forse persino salverà il PD dall'estinzione. Ma si comporta come il Nemico che nasconde il fucile dietro la schiena. Oggi siamo di nuovo a uno spartiacque, forse è persino già troppo tardi per rimediare. Questo governo ad esempio poteva e non ne ha avuto il coraggio. Al momento, solo Casa Pound si dichiara apertamente per l’uscita dall'euro e dalla UE e, paradossalmente ma neanche troppo, per la piena attuazione della costituzione del 1948: giuro, dicono testualmente così. Eppure lo spartiacque è quello. E troppa gente non se ne accorge. Io sono troppo vecchio per pensare alla rivoluzione, e poi non ho mai nemmeno picchiato nessuno figurati sparargli. Ma questo conflitto terminerà o con la distruzione di questa UE o con la distruzione della nostra repubblica fondata sul lavoro. Anzi, sono già a buon punto. Per questo, io con chi vota PD e simili non discuto più di politica. Col nemico, chi discute è morto. [...]
Non commento nemmeno. Aggiungo solo, perché me ne ero scordato nella risposta, una chiosa alla metafora pinkfloydiana: è vero che la grandezza di certe alchimie deriva proprio dalla coesistenza di "contrari", ed è vero che come suonava Gilmour nessuno mai e mai più, ma il grande chitarrista e il geniale autore stanno alla musica dei Pink come alle celebrazioni di questi giorni rispettivamente l'antifascismo ostentato contro i fascismi di ieri e quello sostanziale contro quelli di oggi. Per chiarire, uscendo di metafora, ecco un paio di letture di approfondimento:
  1. Fulvio Grimaldi, ovvero come andrebbe visto il 25 aprile, magari non scordandosi il 27 (anche perché i fascisti non si scordano il 28), per non tradirlo;
  2. Diego Fusaro, quiqui e soprattutto qui, ovvero la differenza tra internazionalismo e cosmopolitismo, e come questa aiuta a capire in cosa esattamente consiste il tradimento della sinistra;
  3. Carlo Bertani, ovvero com'è che il tempo consente di deformare la Storia, man mano che odori e sapori concreti del racconto di prima mano si sbiadiscono.
Il 1° maggio è la festa del lavoro. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Chi ha tradito tutto ciò, anche se porta insegne e etichette che somigliano a quelle di chi col suo sangue ci ha dato le conquiste sociali ormai quasi tutte perse (dandoci in cambio i falsi idoli dei diritti civili, per giunta distorti) e la nostra splendida Costituzione mai davvero attuata e troppe volte tradita (fino al supremo tradimento del pareggio di bilancio obbligatorio e relativa rinuncia alla sovranità sulla politica economica), è, il mio nemico.

lunedì 4 giugno 2018

CI SI POTREBBE GRATTARE...

Diego Fusaro replica a un professionista della manipolazione sentimentale...
Alla fine il governo gialloverde è partito, e il fatto che sia comunque una buona notizia è certificato persino dai famigerati mercati finanziari, oltre che ammesso onestamente anche da chi era stato chiamato all'ultimo momento a rimpiazzarlo, o chissà forse solo a fare da spauracchio per ammorbidirne certi aspetti.
Sia chiaro, non solo (come avevo peraltro predichiarato) non è certo "il mio governo ideale", ma non fatico ad ammettere che sono molti gli aspetti che non possono che procurare orticaria, a me come sicuramente a molti grillini sia militanti che politicamente attivi, da semplice eccessiva vicinanza a gente che predica valori incompatibili con chi si sente di sinistra. Ma la politica è arte empirica, bisogna fare il meglio con le carte che si hanno a disposizione, e una legge elettorale così farlocca francamente non poteva dare all'Italia un governo migliore, anzi: si ricordi che era stata concepita per avere il Renzusconi come unico sbocco possibile (non avendo fatto i conti con gli elettori, che di fatto lo hanno reso invece l'unico impossibile)...
D'altronde, quando c'è una guerra partigiana non puoi non essere di bocca buona riguardo a chi ti trovi dalla tua parte della barricata, dopo la liberazione torneremo a dividerci sui temi, oggi abbiamo cose più importanti da fare.
E d'altronde, quelli che oggi ci chiedono "come fate a stare al governo coi leghisti" sono magari gli stessi che coi leghisti ci andarono quando c'era da far cadere il primo Berlusconi, gli stessi che una volta incassato un premio di maggioranza incostituzionale grazie all'alleanza con la sinistra vendoliana, dimessa la coalizione in cambio di un paio di belle poltrone si sono acconciati per tutta una legislatura con gli alfaniani (con quelli orticaria niente?) durante la quale hanno persino provato a ribaltare la Costituzione (fermati soltanto, ancora, dal tanto vituperato elettorato italiano).
Infine, si può dare il caso che i leghisti, costretti in un'alleanza diversa dal solito, possano essere indotti anche solo dal calcolo politico a limare certi atteggiamenti (tolti i quali, la lettura della questione migranti ad esempio è tutt'altro che univoca), mentre ben più gravi perché sostanziali sono  peccati come quello di aver appoggiato, anche fosse solo per fedeltà all'allora capo supremo, una nefandezza esiziale come il pareggio di bilancio in Costituzione (l'unica riforma costituzionale nella storia patria ad essere approvata senza bisogno di referendum confermativo).
Trovo pertanto perlopiù patetici i post sui social di tanti amici di sinistra e piddini (la "e" è disgiuntiva, avete capito bene) che si ergono a paladini contro il governo razzista xenofobo omofobo eccetera, quando i governi da loro appoggiati o comunque favoriti hanno negli ultimi decenni fatto a gara a chi azzerava più diritti fondamentali dei cittadini (talvolta usando quelli civili come velo per nascondere il massacro di quelli economici, senza i quali i primi sono lettera morta a meno che non hai tanti soldi), privava lo Stato di ogni mezzo e meccanismo di intervento, e favoriva proprio quei fenomeni da cui poi ovviamente venivano fuori i casi umanitari da strumentalizzare. Se vi fa comodo pensare, cari amici, che siamo noi ad avere "sbracato" passando al Nemico, fate pure. Noi pensiamo che il Nemico sia colui che ci ha portato, tutti, a questo punto, e tra di voi capiamo al limite solo quelli che dal Nemico vengono remunerati più o meno bene, invece quelli che ancora gli portano l'acqua al mulino a gratis sinceramente ci fanno solo pena. Ma se il "governo del cambiamento" riesce, tranquilli, sarete salvati anche voi, anche da voi stessi, anche se non lo capirete e non lo ringrazierete (ma invece secondo me in tanti lo farete, lo farete).
Il punto è, semmai, SE, il governo riesce. E questo dipende da tanti fattori, alcuni dei quali non controllabili. Il più importante dei quali, l'ho detto alla vigilia, è mettere in discussione la UE così com'è o altrimenti essere fermamente disposti a uscirne. La seconda cosa perché altrimenti nella prima non si viene presi sul serio. Oltre che perché la UE potrebbe presto crollare di suo, come fanno tutte le costruzioni che non hanno fondamenta adeguate.
Riflettiamoci un attimo: com'è stato possibile il repentino dietrofront del PdR su Cottarelli? non vi sarete bevuti la storiella di Savona, che metteva in pericolo la UE all'Economia e invece la tranquillizza agli Affari europei (!!!), no? No. C'è qualcosa di grosso a livello di geopolitica internazionale. Che l'UE sia un progetto egemonico tedesco non lo vedono soltanto i cosiddetti (a sproposito) complottisti da anni, e la maggioranza degli elettori italiani da un po'. Si vede anche da oltreoceano. Ora, non è che passare da un dominio all'altro sia tutto questo affare, soprattutto valutabile a priori. Ma un guscio di noce come il nostro è proprio dal sapersi districare in queste situazioni che ha tratto le sue migliori fortune, e dal cristallizzarsi in Assi troppo rigide le sue peggiori disgrazie. Hai visto mai che tra le crepe di un sistema mondiale in via di ridefinizione riusciamo finalmente a trovare l'interstizio che ci compete, data la nostra assoluta specialità di collocazione geografica e ricchezza storico-culturale...
E comunque, cari amici di sinistra, a gonfiare le fila del M5S e della Lega sono proprio tanti ma tanti ex-comunisti, mentre voi restate a inseguire false bandiere sulla nave dei banchieri mitteleuropei, proprio mentre minaccia di affondare e in caso ha già dimostrato che voi per loro non siete che topi.
In altre parole, il piano B la Germania ce l'ha, eccome, e tutto concorda a poter affermare che ha continuato a edificarlo di nascosto anche mentre pagava i vostri capi, e loro il vostro mainstream, a raccontarvi le frottole europeiste.
Quindi lo spread scende, e potrebbe restare giù anche mentre si attua il Contratto nei punti che vi dicono più insostenibili per i Sacri Vincoli, perché i mercati non sono che computer che "ragionano" su tantissime transazioni rapidissime contemporaneamente, e sanno quando uno si muove con le spalle coperte e quando no, e sanno anche che uno Stato sovrano può emettere tutta la moneta (ha vari modi per farlo, peraltro) che vuole, se è credibile. Prova ne è che la BCE in questi hanni ha "stampato" fantastiliardi di euro, lo chiamano Quantitative Easing così lo riconoscete, solo che li hanno dati alle banche nell'illusoria (o fasulla, fate voi) presunzione che queste avrebbero finito per immetterli nell'economia reale, e non per rastrellare titoli su titoli alimentando, e intanto "internizzando", il debito pubblico, come invece hanno fatto. Quindi non è affatto folle il proposito di andare a chiedere proprio alla BCE i soldi per realizzare le riforme che servono per fare ripartire il Paese: ne può creare quanti ne vuole, è da anni che lo fa. E se si rifiuta trincerandosi dietro i Trattati, si cambino i Trattati: ecco che la UE o cambia o muore, anche se non lo diciamo più. Magari cambia, e ne esce chi non apprezza questo cambiamento, anziché noi...
Insomma la Storia si è mossa. Non è detto che vada bene, ci sono tante incognite da verificare. Ma felice quel popolo che ha il coraggio di andare a vedere cosa gli riserva il futuro e a che prezzo, anziché trincerarsi in un presente senza nessuna via d'uscita se non l'asfissia, come quello che ci avevano riservato. Alla fine, mi ripeto, magari l'Europa, quella vera, stavolta la salviamo noi.

venerdì 2 maggio 2014

ERA DE MAGGIO

Guarda, 80 euro per terra, tutti per me!
Quasi quasi mi chino a raccoglierle...
Chissà quanti di quelli in piazza per il Concertone sanno da dove nasce il 1° maggio come Festa del Lavoro, e cosa ha significato questa celebrazione per la storia d'Italia e del sangue dei lavoratori: me lo chiedevo quando ero tra loro, figurarsi adesso che non ho più l'età, e anche se ce l'avessi non ci troverei più il senso. I suoi organizzatori, infatti, hanno da anni tradito il ruolo cui devono la loro stessa esistenza in quanto ormai istituzioni, e direi proprio per via di questa trasformazione in carrozzoni autoreferenziali col compito, per conto del sistema, di tenere buoni i Cipputi superstiti mentre i padroni impugnano l'ombrello. Ma c'era Berlusconi, e il suo sciagurato ventennio, e dove meglio andare a cantare che chi non salta lo è in mezzo ad altre centinaia di migliaia, illudendosi in qualche modo che il Partito che sembra tradirti è perché per battere il Nemico deve prendere i voti dei famosi Moderati, ma poi è lì in quella folla che ha i suoi valori e i suoi mandanti. Che fregatura, scoprire che ti tradiva veramente, che i mandanti erano proprio quelli con l'ombrello dalla parte del manico, e che il loro peggior killer era proprio chi ti tenevi vicino pensando fosse li per difenderti...
Ed ecco che il 2014, sesto anno di blogging, è anche il primo con voluto silenzio stampa nel coro delle celebrazioni del 25 aprile e del 1° maggio, guidato dagli scranni più alti della Repubblica da chi ormai quasi senza più nemmeno maschera si è incaricato di togliergli il poco significato residuo. Questo pezzo tardivo è solo per un minimo tributo al coraggio di uno che non mi è mai nemmeno piaciuto come cantante, figurati come giurato di talent, ma a cui oggi occorre fare almeno un po' di cappello.
No, non è Pelù che si è trasformato in Che Guevara, amici de sinistra che ora temete che anche lui passi al Nemico (lo sentite il fiato sul collo, eh?...). Siete voi che se proprio volete continuare a esprimervi in questa obsoleta dimensione siete diventati di destra, e se siete ancora di sinistra peggio ancora perché votate per un progetto di estrema destra senza manco accorgervene, oppure dilapidate il vostro voto ancora più a sinistra senza aver capito che questa è una guerra civile e non si può sprecare più un colpo. Guardate, stimo di più chi addirittura passa al Nemico perché gli sembra più fermamente antiEuro di Grillo, che chi ancora si attarda a mantenere in vita il cadavere in putrefazione di questa classe politica sedicente progressista.
Non riesco nemmeno più a capire chi continua a implorare Grillo di accordarsi, oggi con Tsiprasi come ieri con Bersani: per fare cosa? per perdere la metà dei voti? Grillo ha un progetto politico di sinistra, per chi lo vuole capire e se lo è letto senza pregiudizi, ma poiché esso prevede come obiettivo finale poter ripraticare politiche espansive e di redistribuzione del reddito e come obiettivi ad esso strumentali recuperare in un modo o nell'altro la sovranità monetaria e combattere davvero la corruzione sistemica, molti di quelli che hanno deciso di seguirlo prima votavano dall'altra parte. Perché tradirli ora? E francamente, non c'è nessun imbarazzo per chi di sinistra è stato praticamente sempre, trovarsi affianco a persone che ugualmente a lui hanno capito che i partiti a cui loro credevano in realtà li stavano tradendo, esattamente come il mio a me. Vinta la guerra civile, se la vinceremo, riprenderemo a giocare alle ideologie. In questo momento storico conta di più ritrovarsi tra chi ha aperto gli occhi contro chi li ha ancora belli chiusi, e tentare fino alla fine di aprirli a qualcun altro. Da uno standard napoletano a un altro: scetateve guagliune!

sabato 26 luglio 2025

STOP OMS

Come ho già detto fin troppe volte, preferisco un franco nemico a un falso amico. Sono diventato "comunista" da adolescente, come mi aveva vaticinato un mio cugino filosofo da bambino, e non ho più smesso, per cui non posso non annoverare Trump o la Meloni come avversari politici. Ma ho imparato invecchiando che incasellare questo o quello tra gli avversari o gli amici, o in qualunque altra dicotomia, è solo metà del lavoro, non la più importante, e spesso la più pericolosamente fuorviante: quante volte gli "amici" ti tradiscono o ti trascinano nell'abisso, e quante i nemici ti stimolano o rimescolano le carte consentendoti di ricominciare la partita!!!

Ad esempio, è di questi giorni la firma dell'accordo tra USA e Giappone sui dazi al 15% (e di oggi la notizia che l'Europa pare stia imboccando la stessa strada). Per troppi anni il monopensiero ci ha presentato l'abbattimento delle frontiere come indiscutibile bene supremo e l'opposto come oscurantismo passatista, con lo stesso paradigma con cui il monetarismo ha escluso come eretiche le altre teorie della moneta: si nega ogni valore alle idee opposte a quelle cavalcate, fino a rappresentare queste ultime come le uniche possibili. Invece, grazie a un rozzo e per molti altri versi diciamo così discutibile personaggio asceso alla presidenza americana, finalmente si riesce a percorrere un tratto di strada alternativa, e non è detto che sia meglio o peggio, ma almeno si vedrà: magari, un po' di barriere alla globalizzazione faranno bene, hai visto mai...

Anche la migliore idea quando diventa dogma diventa pericolosa, e il liberoscambismo assoluto lo era diventato, quindi meno male che è arrivato Trump, dobbiamo ammettere. Ora può accadere di tutto, nel continuum tra molto male e molto bene, ma se ne discute e questo è un bene. Magari si potesse fare la stessa cosa delle scelte di politica economica e finanziaria degli Stati sovrani della vecchia Europa!... Invece, ogni tanto tocca ricordare ai compagni che ancora amano dirsi europeisti che se anche come nel migliore dei sogni tornasse il PCI di Berlinguer e prendesse la maggioranza assoluta alle elezioni con una campagna elettorale di stampo socialista nell'economia, il giorno dopo l'insediamento a palazzo Chigi il premier andrebbe ad omaggiare Ursula che gli bisbiglierebbe all'orecchio cosa deve fare, cosa gli succede se non lo fa, e cosa invece ha da guadagnare se lo fa (vero, Giggino? vero Giorgia?). E se il popolo sovrano vota una maggioranza affidandole una mission e quella maggioranza quella mission non può attuarla significa né più nemmeno che (1) NON siamo in democrazia e (2) l'Unione Europea è il nemico numero uno della democrazia, e (viste le politiche che impone) anche della socialdemocrazia economica.

In questo quadro, anche la più piccola delle buone notizie può rinfrancare, e pazienza se viene proprio da un avversario politico, dicevamo. L’Italia, come gli Usa, dice no al regolamento Oms contro le nuove pandemie - è il titolo di un articolo del Sole e siccome è un buon titolo dice già tanto. Istituzioni controllate da multimiliardari traffichini, ecco un altro nemico della democrazia, e l'OMS ne porta la bandiera. L'argine lo pone una fascistella cresciuta? lo digerirò. Di questi tempi, meglio accontentarsi di notizie così, che non ne avremo di molto migliori... 

sabato 11 settembre 2021

LA PROVA GENERALE

Ci siamo detti tante cose in questi anni sull'11 settembre, che basta seguire il tag per rileggersele quindi non è il caso ripeterle. Ma ci sono due ragioni per cui è il caso di parlarne oggi: uno, è il ventesimo anniversario, e siccome agli umani piacciono le cifre tonde in questi giorni vi sfracagneranno i cosiddetti con la favoletta che vi hanno raccontato allora, e due, il paradigma usato per la cosiddetta pandemia è sempre quello, al punto da rendere ragionevole supporre che la recita di oggi sia la vera e propria prima, mentre quella di allora, che credevamo esserlo, era solo la prova generale.

Avrete forse sentito anche voi che il presidente Biden, tra un'offensiva e l'altra sui vaccini (come riescano a dire nella stessa frase che bisogna imporli e che serve la terza dose perché le prime due non sono bastate, senza sollevare in rivolta l'intera popolazione, non credo che riuscirò mai a capacitarmene...), ha deciso di desecretare alcuni documenti sulle stragi di vent'anni fa. Ebbene, non saranno tutti e non saranno decisivi: 20 anni sono pochi, ce ne vogliono almeno il doppio. Alla fine, chi c'è ancora lo vedrà, la verità verrà più o meno tutta a galla: l'élite del capitalismo internazionale aveva bisogno di un evento che giustificasse nell'opinione pubblica una escalation militare che da un lato desse modo alla potentissima lobby militarista di estrinsecare al massimo le sue potenzialità, e dall'altro rendesse accettabili sul fronte interno le limitazioni alla libertà personale indispensabili all'attuazione complessiva del progetto oligarchico. Così, predisposero con la scusa di una ristrutturazione le cariche esplosive necessarie alla demolizione controllata delle tre torri più grandi del WTC, peraltro vecchiotte e piene d'amianto per cui un peso per i proprietari, ci misero dentro dei radiofari da aeroporto per guidarci contro degli aerei di linea, e un po' dopo gli impatti (la terza, nemmeno quello) fecero implodere le torri col telecomando, subito annunciando che erano stati dei terroristi islamici, di cui trovarono subito in mezzo a milioni di tonnellate di calcinacci bruciati le carte d'identità, e nonostante quindici su sedici fossero arabi invasero l'Afghanistan, con la pezza d'appoggio ulteriore della condizione della donna sotto i talebani di cui quanto gliene importi lo vedete oggi in cronaca. Imponendo da allora in poi il principio che se vuoi viaggiare ti devi fare perquisire e devi lasciare a casa le forbicine, tanto i terroristi continuano a spostarsi con altri mezzi e magari anche con ben altri appoggi, per colpire dove serve (tipo, in posti turistici o sui mezzi di trasporto delle metropoli, tanto per cominciare a far capire ai grassi occidentali che non possono più divertirsi come gli pare e nemmeno andare in ufficio).

Questa storia fu come al solito evidente, quasi lapalissiana, agli occhi di pochi, tra cui con malcelato orgoglio, e un po' di malinconia vista la vanità della cosa, mi annovero. Dei tizi col patentino per i piperini non possono essere in grado di puntare un bestione a pieno carico verso bersagli stretti come i grattacieli o bassi come il Pentagono, un grattacielo non crolla su se stesso alla velocità della forza di gravità se colpito da un aereo a tre quarti d'altezza, figurarsi per i danni strutturali innescati dai crolli dei grattacieli vicini, e un jet di quelle dimensioni non può volare rasoterra e colpire un edificio basso sul fianco facendogli un buco più piccolo della sua sezione. Da subito dei siti cominciarono a produrre documenti che contraddicevano la versione ufficiale, tra i quali il nostro Mazzucco si segnalava per precisione e documentazione. Ma la versione ufficiale fu imposta caparbiamente, con la solerte collaborazione dei media mainstream, i dissidenti bollati come complottisti, i loro siti censurati a volte chiusi comunque sbeffeggiati, e a chi continuava a usare il cervello non restò che assistere a venti anni di guerre contro il terrorismo, con morti a centinaia di migliaia in teatri sempre più vasti (ad esempio si aggiunse l'Iraq, con la bufala delle armi di Saddam anch'essa sbandierata ai quattro venti e poi sbugiardata rapidamente, ma senza conseguenze per i bugiardi che come Blair continuano a gozzovigliare per convegni mentre per dire un Assange marcisce in carcere), comprandoci le boccette e togliendoci disciplinatamente le cinture e le scarpe se proprio volevamo volare, pazienza è per la nostra sicurezza.

Non mi stanco mai di ripeterlo: quando ero piccolo gli indiani nei film erano i cattivi, e infatti noi bambini ci vestivamo da cowboy. Ma già negli anni 70, la stessa Hollywood poté produrre film in cui si raccontava la storia vera, quella di un genocidio feroce ai danni di un popolo libero e ingenuo, vero peccato originale (e non l'unico, se pensiamo ai negri d'Africa) davvero troppo ingombrante per il Paese sedicente culla della democrazia moderna. Per l'11 settembre è ancora presto (vero, Spike Lee?), ma già si vedono le crepe, al castello di menzogne costruito all'interno del piano del capitalismo sovranazionale per riportare i cittadini al rango di sudditi. Di cui fanno parte altre favole come il monetarismo e l'Unione Europea figlia sua, l'ambientalismo gretino e le altre amenità del politically correct finalizzate a titillare il "sentirsi di sinistra" di masse sottoposte col loro convinto consenso a provvedimenti sempre più "di destra". E la pandemia in cronaca.

Ieri in TV hanno mandato uno di Libero, (mi pare, ma oggi l'ho risentito al TG, quindi vi ci stanno preparando...) a dire che i vaccini non risolvono il problema visto che a 60 milioni di italiani hanno già iniettato 80 milioni di dosi (fate i conti voi, tra prima e seconda, con noi renitenti ad essere sempre meno), e quindi ci vorranno altri lockdown. Si avete letto bene: non "e quindi basta con questa farsa e andiamo a vedere chi semmai ha intascato tangenti dalle case farmaceutiche". Nel gioco delle parti, chi critica un governo che ottusamente continua a voler imporre (vigliaccamente, con uno strumento che Brunetta ha definito "geniale", e lui se ne intende, lo sapete... ops, ma allora era il nemico, oggi è nel vostro governo quindi vi va bene) un rimedio che non è tale (anche se fosse tale, l'imposizione sarebbe ingiusta e illegittima, peraltro) forse è controproducente e in più non si sa se fa male, anzi rilancia con la terza dose (di una serie infinita, probabilmente), lo fa in definitiva portando acqua al mulino del progetto sottostante: l'annullamento definitivo di ogni libertà individuale. E a chi ha ancora il coraggio di cantare fuori dal coro, si fanno le pulci alle chat in cerca di frasi aggressive di certo poco furbe (e quindi chissà magari c'è lo zampino di troll), per tacitare il dissenso con indignata eco ("violenti!", presto "terroristi!") nei telegiornali di regime.

Ma la verità prima o poi verrà a galla, forse la mia generazione non la vedrà, ma verrà a galla. I grattacieli non vanno giù se un aereo li colpisce in cima, e comunque non a quel modo, accartocciandosi come solo se un timer fa saltare il piano sotto un istante prima di quello sopra può avvenire. Un presidente in parata con un esercito a sua protezione non può essere ucciso da un folle isolato che spara da un palazzo in costruzione. Una serie di attentati su tutto il territorio non possono avvenire senza che facciano parte di un piano architettato altrove rispetto a quanto sembra, e per capire dove basta vedere l'effetto che ha avuto sull'elettorato. Una intera flotta navale non può essere sorpresa in porto dal nemico senza la colpevole diciamo così distrazione dello stato maggiore. Due bombe atomiche con centinaia di migliaia di morti non possono giustificarsi con il dover sconfiggere un nemico già sconfitto, forse invece vogliono dimostrare qualcosa a qualcun altro. E così via. Fino a: il virus del raffreddore non può decimare l'umanità, infatti dati alla mano non lo sta facendo nemmeno stavolta, e quindi se ci si comporta come se lo stesse facendo vuol dire che si hanno altri obiettivi.

Non dite che non ve l'avevo detto.

domenica 22 settembre 2024

POSSIBILE? CERTO...

Il mitico Totò la sintetizzava con "poi dice che uno si butta a sinistra", io potrei sintetizzare questo post parafrasandolo con "poi dice che uno diventa complottista", ma per vostra (s)fortuna non sono Totò. Tra le tante vicende in cronaca che meriterebbero un approfondimento, che siccome io faccio un altro lavoro lascio ad altri (ci sono, magari non nel mainstream ma ci sono...), una solletica il velopendulo più di altre: le uccisioni e ferimenti ottenuti da Israele agendo a distanza prima sui cercapersone e poi sui walkie-talkie del nemico. Sulle vittime civili è inutile soffermarsi, tanto gli assassini trovano sempre un nesso logico per associarle ai "terroristi" (tutti i patrioti di qualunque patria nella storia sono stati chiamati terroristi dai loro nemici, se non lo sapete già sapevàtelo) e non avremo mai una stima precisa dei morti innocenti a meno che non assumiamo che un popolo che resiste a un invasore nonché sterminatore è tutto combattente ed è tutto innocente allo stesso tempo. Sto giro parliamo delle modalità.

Intanto abbiamo scoperto che esistono ancora i cercapersone e i walkie-talkie, che pensavamo fossero rispettivamente un oggetto superato e un giocattolo vintage come la maschera di zorro e la pistola da cowboy. Esistono perché chi vuole comunicare senza essere tracciato oggi deve letteralmente rinunciare allo smartphone. Dunque, quando noi vecchi brontoloni dicevamo che questo che sembrava uno strumento di libertà era in realtà una catena e mettendolo in mano ai nostri figli ne facevamo degli schiavi ignari e contenti, non dicevamo poi una cacchiata. Ci serve, ok, ma usiamolo consapevoli di quello che è, tanto non dobbiamo fare resistenza armata a un nemico. Almeno, per ora. Ma averlo fatto non è bastato, alle vittime di questa ennesima impresa israeliana, perché anche dotarsi di quegli strumenti "primitivi" ha comportato comprarli, magari una bella partita all'ingrosso (la povera gente ha il vizio di voler risparmiare), e ai loro carnefici è quindi bastato manometterli prima della consegna per renderli docili ordigni al loro comando se e quando gli fosse servito. Sto riportando letteralmente quello di cui si sono vantati pubblicamente, non sto elucubrando una teoria.

A questa ci ho pensato subito dopo, grazie a uno di quei siti che leggo tutti i giorni anche se ho mollato un po' l'abitudine di citarveli di continuo che lo so che sono pesante. Noi esseri pensanti, quando abbiamo visto crollare in caduta libera le torri gemelle, abbiamo subito pensato a una demolizione controllata. E potete star certi che i libri di storia dei secoli a venire, sempre se ce ne saranno sia degli uni che degli altri, riporteranno quella che oggi è ancora considerata una teoria del complotto come la versione acclarata, e la versione ufficiale come una menzogna patentata: è successo infinite volte sarà solo una in più, l'unica incertezza è su quando sarà lo switch e se faremo in tempo a vederlo, com'è successo ad esempio per JFK o il genocidio dei nativi americani.

Se vi volete fare un ripassino di tutta la vicenda c'è sempre il meritorio lavoro di Mazzucco, il regista televisivo e giornalista che per potere fare il suo mestiere come andrebbe fatto è dovuto uscire dal mainstream, dove infatti non c'è più uno che lo fa. A me per la vicenda in cronaca basta una piccola parte: dove si ricorda che poco tempo prima alle twin towers avevano fatto dei lavori di ristrutturazione. Uno degli argomenti preferiti dei sedicenti debunker è questo: non è possibile coinvolgere nella menzogna gruppi grandi e complessi di persone senza che prima o poi la menzogna emerga. Ma avete visto: dalla fabbrica all'utilizzo, c'è forse stato qualcuno, dal CEO al singolo operaio, che ha avvisato mezzo stampa occhio che abbiamo fatto delle modifiche a ics partite di cercapersone per renderli idonei a esplodere a comando? Migliaia di soggetti, tutti omertosi nel complotto? no, basta che chi lo ordisce non riveli a nessuno se non la microscopica parte del piano che lui deve attuare senza poter nemmeno lontanamente evincere che faccia parte di un piano e di quale piano. I complottisti (perché tali sono quelli che i complotti li fanno non quelli che cercano di svelarli) anche del complotto più grande e complesso possono anche tranquillamente, anzi direi devono, essere in pochi, pochissimi. Chi ha installato il girofaro nei grattacieli non sapeva cosa fosse, chi lo ha fornito pensava di fornirlo come al solito ad un aeroporto, eccetera, e chi ha messo le cariche esplosive in ciascuna colonna di acciaio non sapeva che lo fossero, chi ha azionato il telecomando chissà che ordine ha ricevuto e cosa credeva di fare. Fattostà che le torri sono state colpite da aerei pilotati, ammesso che lo fossero, da gente non capace di farlo figurati di centrarle, e che il danno inferto non sarebbe mai stato sufficiente a farli crollare. Quindi chi diceva che sono stati i servizi segreti israeliani, peraltro citando i tanti ebrei assenti al lavoro quel giorno, forse lavorava di fantasia ma era più credibile di chi per avvalorare la versione ufficiale (che dava il via all'invasione dell'Afghanistan e di fatto alla terza guerra mondiale a pezzi tuttora in corso) non trovava di meglio che rinvenire il giorno dopo in mezzo alle macerie i documenti di identità cartacei degli attentatori, che avevano resistito a fiamme in grado di fondere l'acciaio.

mercoledì 3 agosto 2016

CHE SICCOME CHE SONO SCETATO

Ciao, signora Carlo, pardon signorina. Scusa se per il titolo prendo
in prestito il tuo tormentone, ma sono giorni tristi, saresti servita tu.
Niente, non ci riesco. Volevo scrivere di qualcosa di più leggero, o almeno di qualcosa di diverso suggerito dalla cronaca, tipo ad esempio della morte della grandissima Anna Marchesini, una che oggi lo capisci perché quando era giovane gli notavi quel qualcosa nello sguardo che non era tristezza, era quel velo che solo la feroce e sorda consapevolezza dei veri Artisti rispetto alla beffarda finitezza della vita è capace di metterti. Ma non si può, in questi giorni qualunque filone di pensieri fa un giro più o meno largo e finisce in quella zona lì, quella che a troppi viene comodo etichettare come "terrorismo". Per evitare di riparlarne, allora, mi concentro sul "giro largo" di cui sopra, e lo illustro a chi ha pazienza di seguirmi.

1^ tappa: da Auschwitz a Piazza Alimonda
Succede che ancora non si riesce ad avere anche in Italia, ultimo tra i Paesi sedicenti democratici, uno specifico "reato di tortura": non si mettono d'accordo, eppure persino per il ben più controverso (e molto meno giuridicamente giustificabile) reato di "negazionismo" sono riusciti a trovarla, una quadra che includesse gli inizialmente contrari pentastellati. Come mai? Sarà davvero l'Olocausto l'ultimo dogma indiscutibile della laicità? Attenzione: qui non voglio negare niente, voglio solo affermare che posso dirmi democratico se e solo se consento anche, anzi direi soprattutto, al mio peggior nemico di pensare e dire quello che vuole. Io? Io penso che non è il numero di morti a rendere più o meno esecrabile un crimine, quindi non ha senso disquisire sul numero degli ebrei sterminati dai nazisti (assieme a zingari, omosessuali e ariani dissidenti e infermi, tocca ricordarlo): l'Olocausto è un fatto storico sicuramente da condannare. Ma penso che anche che sarebbe molto utile condannare allo stesso modo altri fatti storici della stessa tipologia (escludendo per comodità dialettica robe come la deportazione dei negri d'Africa, le vittime palestinesi di Israele, e i "danni collaterali" di 25 anni di bombe occidentali in medio Oriente) e portata (se non oltre, ma abbiamo detto che posavamo il bilancino...): lo sterminio degli armeni da parte dei turchi, quello dei pellerossa da parte degli USA, quello degli indios da parte di spagnoli e portoghesi, eccetera. E in ogni caso, per tutti questi eventi e tutti gli altri, o teniamo fermo il punto che ciascuno ha diritto di pensarla e dirla come la vuole, oppure smettiamola di dire che siamo in democrazia che siamo ridicoli.
Invece, quello che accade è non solo che il negazionismo diventa reato e la tortura no, non solo che
chi ha ordinato e eseguito le torture alla caserma Diaz nel 2001 è ancora al suo posto quando non è stato promosso, ma che oggi si possa organizzare un convegno così con un claim così su una locandina così impunemente, mentre non si può argomentare in altri campi evidentemente ritenuti sacri. Non è che per caso non ha torto chi pensa che Genova è stato precisamente il fischio d'inizio della guerra mondiale a rate che stiamo vivendo? E che quindi i No-Global ci avevano visto giusto, era il capitalismo globalizzato il Nemico del Genere Umano, ed è per questo che sono stati stroncati sul nascere?

2^ tappa: dal Quwait alla Libia, passando per New York
La notizia di oggi è che gli Usa, ci tengono a precisare su richiesta del "governo legittimo", hanno cominciato a bombardare Sirte. Pare che l'Italia si accoderà, se e quando il suddetto governo glielo chiederà, non si sa in che termini e modi. Il fatto che la Libia un governo legittimo senza virgolette ce lo aveva, che con tutti i suoi limiti quel governo garantiva ai libici il miglior tenore di vita di tutta l'Africa, con prospettive di ulteriore miglioramento in ordine all'approvvigionamento idrico e alla vendita di energia (fossile e solare), che quel governo legittimo sia stato spazzato via da un intervento illegittimo dell'Occidente (Germania esclusa, quelli non sono scemi), e che quelle vicende siano alla fonte della recrudescenza del fenomeno migranti in Italia e dell'esplosione di quello terrorismo in Francia, non si dice. Ma è la verità. E la conseguenza di questi nuovi bombardamenti, che ogni volta fanno vittime innocenti per un fattore di quelle del terrorismo da noi (ma notizia sui nostri media per una frazione), non potrà che essere altro odio verso l'occidente, altro carburante per quel terrorismo che si dice di voler combattere, altra manodopera volontaria per attentati tra chi per una ragione o l'altra sente nelle proprie carni questa ingiustizia e non ha altro modo per incanalare la rabbia. E se davvero stavolta partecipiamo attivamente, scordiamoci di restare fuori dagli obiettivi dei terroristi, come di fatto finora è stato, forse proprio grazie alla nostra ambiguità.
La verità, purtroppo, è che prima che l'Occidente (remember "my name is Cocciolone"?) rispondesse al richiamo dei signori del petrolio bombardando mezzo Iraq, prima che armasse e addestrasse Al Qaeda in funzione antisovietica per poi eleggerla a Spectre di un (auto)attentato per avere il pretesto di bombardare l'Afghanistan, prima che decidesse di destituire (con pretesti in vario modo infondati) uno dopo l'altro dei poco democratici leader laici in favore di per niente democratiche situazioni di caos etnico e religioso, prima di tutto ciò il terrorismo islamico non esisteva. Che con le nostre azioni l'abbiamo creato apposta o semplicemente favorito, poco cambia. Il grave è che continuiamo ad agire allo stesso modo, mentre dovremmo fare esattamente il contrario.

3^ tappa: da Nizza alla Turchia, con precedenti vari, specie a Bologna
In questi giorni fa 35 anni dall'attentato che rappresentò il vertice (purtroppo, nemmeno con tanto distacco) della strategia della tensione in Italia. I più scetàti lo sapevamo anche allora, che i terroristi erano burattini inconsapevoli, e che per capire chi erano i burattinai bisognava risalire pe li rami da chi e cosa fosse il vero obiettivo delle stragi a chi e cosa poteva essere interessato a raggiungerlo. Oggi, finalmente e non linearmente, questa lettura ai tempi definita complottista è pacificamente assurta a spiegazione storica di tutti gli episodi che hanno attuato la cosiddetta strategia della tensione, spiegazione magari non unica, magari dimostrata in misura diversa a seconda dei casi, ma seriamente sostenibile e infatti sostenuta in saggi film documentari e libri di testo. A me ciò pare abbastanza per considerare seriamente di utilizzare lo stesso paradigma per interpretare gli avvenimenti in cronaca. Vogliono farci avere paura. Vogliono che accettiamo di deporre senza resistenza, in cambio della sicurezza, una a una tutte le conquiste dei nostri padri e nonni sociali ed economiche (che poi, sono diritti pure quelli: chi non è libero dal bisogno se anche ha altre libertà non le sa/vuole usare). Che volete che sia manipolare dei figuri nauseati della vita che gli è toccata (ai margini delle società opulente che i loro padri avevano scelto per avere una opportunità), magari anche in qualche misura consapevoli della profonda ingiustizia della distribuzione mondiale della ricchezza, e poi si (come tutti i credenti, peraltro) forse anche attratti dalla semplicità delle spiegazioni del mondo tipica di tutti i monoteismi? Un gioco da ragazzi, esatto. Ma chi e cosa vuole tutto ciò?
Non occorre architettare tutto, basta saper creare le precondizioni per i fatti, e quando accadono sapere manipolare, col giusto mix di bugie (qui lo afferma anche Travaglio) e travisamenti massmediologici, la narrazione che sarà accolta dalla maggioranza del popolo bue. E per riuscire in questo non occorre essere in tanti, anzi meno si è meglio è, e con questo è spazzata via l'obiezione principe dei sedicenti anticomplottisti (che troppi dovrebbero sapere e quindi qualcosa prima o poi salterebbe fuori).
Guardate il caso turco. Non importa se il tentativo di colpo di stato sia vero o falso, non se una eventuale giunta militare avrebbe precipitato la Turchia fuori dal mondo democratico oppure viceversa sarebbe stato l'estremo tentativo di mantenercela: Erdogan sta cavalcando la tigre per consolidare il proprio potere, forse persino nell'interesse della propria nazione, portandola fuori dall'orbita dello sciagurato occidente e dentro quella della rinascente potenza russa (e tutti dovremmo "fare il tifo" per un mondo bipolare, quello monopolare dal 1990 a oggi è stato un disastro dietro l'altro), non lo so. Ma non lo sa neppure nessuno di quelli che ti raccontano le cose turche facendole aderire alla propria visione di comodo, forse ne sanno qualcosa i turchi, ma certamente non tutti, il parco buoi è maggioritario ovunque.

Ultima tappa: tornando a casa (e a coppe)
Nello scorso post, a un certo punto dicevo:
...non c'è nessuna ragione, nessuna, perché voi o io abbiamo diritto a condizioni materiali e spirituali di vita anche solo del 10% migliori di quelle di chiunque altro al mondo. Se le abbiamo di fatto, e nella misura in cui le abbiamo, è per strascico della rendita di posizione ereditata dal mondo pre-globalizzazione. In quel mondo, il socialismo ha svolto la funzione di tentare la redistribuzione, in termini di risorse e diritti che poi stringi stringi è la stessa cosa, verso il basso, ed ha avuto successo nella misura in cui cedergli era funzionale al sistema stesso. Oggi, chi tenta di perpetuare in qualunque modo una sola oncia di quella rendita, deve essere consapevole di essere "conservatore" anche se parla sotto le bandiere del progressismo. Solo un socialismo che operi sulla stessa scala del capitalismo, cioè globale, può di nuovo sperare di influenzare il sistema "da sinistra".
E' un concetto fondamentale, ma messo lì, nel mezzo del ragionamento, forse non si notava abbastanza, e sicuramente non si poteva legare al passo logico successivo: il socialismo è nella natura umana tanto quanto il capitalismo, e perciò è naturale anche l'alternarsi dialettico di queste due facce della medaglia nelle varie forme in cui si sono presentate nella Storia; negli ultimi decenni è toccato al capitalismo guidare le danze, ora tocca al socialismo. E quando viene il suo tempo, il socialismo si impone, al livello in cui può: se non è internazionale, sarà nazionale. E' già accaduto, infatti si chiamava nazionalsocialismo. Non dite che non vi avevo avvertito.

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