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giovedì 28 gennaio 2010

IL GIORNO DELLA MEMORIA A SENSO UNICO

Su Facebook passano il 99% di fesserie, frasi scontate che simulano buoni sentimenti, vecchie barzellette e applicazioni guastacomputer. Chi tenta di utilizzare un social network per le funzioni sociali che vengono ufficialmente addotte come sue proprie rischia ogni giorno l'espulsione. Come per la democrazia: è una finzione ma se ci credi davvero e ti comporti secondo il suo codice dichiarato, rischi sul serio, magari la pelle.
Nei giorni scorsi su Facebook è girata una catena di S. Antonio sulle persone down, quelle che quando ero piccolo io si chiamavano mongoloidi: sotto ricatto morale, dovevi pubblicare sul tuo profilo che le persone down non sono malate ma vogliono solo essere trattate come tutte le altre, o qualcosa del genere. A parte che a forza di imporci di usarli, i termini politically correct sono diventati più offensivi dei nomignoli originali (fossi spazzino, se mi chiami operatore ecologico ti picchio, fossi paraplegico, diversamente abile mi saprebbe di presa per il culo, e allora un cretino come uno qualsiasi nella casa del grande fratello come lo chiami? diversamente intelligente?), sui down ho pensato che chi in fondo vuol essere trattato normalmente per prima cosa non vuole essere oggetto di catene di S. Antonio su facebook, e non ho raccolto l'invito.
Ieri è stata la volta del giorno della memoria. Che è diventato come la festa della donna: un alibi per poter liberamente essere maschilista gli altri 364 giorni. Eppure, se non "condividi" rischi quasi di passare per antisemita. Non ne parliamo se per caso accenni a un'argomentazione un po' più articolata. No, bisogna parlarne meglio, magari su un media diverso. Questo. Tenuto conto che ad esempio un blogger ben più famoso e seguito di me come Paolo Barnard si è visto costretto a un certo punto a diffidare pubblicamente i neonazisti dal solidarizzare con lui, i negazionisti dall'applaudirlo, puntualizzando che è da perfetti idioti argomentare sull'entità numerica dell'olocausto, come se ammesso e non concesso che gli ebrei uccisi fossero stati centinaia di migliaia e non milioni la tragedia potesse essere in qualche modo derubricata. E tutto questo perchè ha manifestato idee fuori dal coro sulla questione palestinese! Allora io che ne ho di simili le schematizzo qui:
  • alcuni vecchi libri scritti per dei pastori di un piccolo territorio tra il Giordano e il mare ci raccontano che quella è la loro "terra promessa" e a un certo punto ne furono scacciati, altri libri più recenti ma in contraddizione tra loro ci raccontano che avrebbe vissuto tra loro un capopopolo giustiziato dai Romani anche per colpa del popolo di prima;
  • sulla base di questi testi sono duemila anni che vengono compiute le peggiori efferatezze, in primis il reiterato tentativo di conquista manu militari delle cosiddette terre sante da parte dei cristiani, cui si rinunciò dopo secoli di assedi torture uccisioni battaglie eccetera;
  • durante quel periodo, checchè ci possa suonare strano, i barbari eravamo noi e i civilizzati i musulmani: non ci fosse stato l'Islam, non sarebbe giunta a noi la filosofia greca, non si sarebbe sviluppata la matematica, e quindi non ci sarebbero state le precondizioni su cui l'occidente poi ha fondato il suo pensiero moderno basato sul concetto di democrazia e sul metodo scientifico - per non dilungarmi, vi invito a visionare questo bel documentario di La7;
  • l'impero ottomano dominò tutto il nord africa e il medio oriente, fino a tutti i balcani passando per la turchia, per alcuni secoli - sconfitto nel corso della prima guerra mondiale, fu smembrato e i suoi possidimenti divisi tra le potenze coloniali dell'epoca, principalmente Francia e Gran Bretagna: potete trovare le vestigia di questa operazione a tavolino nei confini tra gli stati del Maghreb o del vicino oriente, fatti evidentemente col righello;
  • gli ebrei nel frattempo erano diffusi e ugualmente discriminati, ma non abbastanza da impedire al loro ingegno di emergere dovunque, in tutto il mondo conosciuto - l'aspirazione a riprendere possesso della Terra Promessa è roba recente, risale a fine 800, e fino alla seconda guerra mondiale si concretizzò in varie ondate migratorie più o meno ben finanziate, diverse occasioni di scontro in cui spesso i leader sionisti, tra cui gente che poi sarebbe stata ai vertici di Israele come Begin, venivano dichiarati ufficialmente "terroristi" dalle autorità britanniche;
  • la decisione di creare lo Stato di Israele, da molti ritenuta conseguenza dell'Olocausto, era invece precedente alla scoperta di questo, che semmai contribuì caricandosi come cattiva coscienza sulle spalle dell'opinione pubblica occidentale, e trova la sua origine storica nell'esigenza di lasciare una testa di ponte occidentale in quei territori man mano che il passaggio (imposto dall'emergere della nuova superpotenza mondiale, gli USA) dalla fase militare a quella economica del colonialismo favorì la creazione di Stati nazionali indipendenti in tutti i dominii conquistati nei secoli da Francia, Inghilterra, Olanda, Spagna, Portogallo e in misura minore e tardiva (ma non meno sanguinosa: il colonialismo buono degli Italiani in Libia o Eritrea è una favola, faccetta nera era una delle tante poco più che bambine violentate e magari uccise dai nostri, e ancora da quelle parti se lo ricordano) Italia e Germania;
  • da qui parte la cronaca dello Stato d'Israele e del conflitto con i palestinesi, su cui si possono avere idee discordanti solo se si omette tutta la storia precedente, tenuto conto della quale non ci sono dubbi sul fatto che le uniche vere vittime sono i poveri arabi cui è toccato di avere a che fare con la potenza militare occidentale in un modo o nell'altro.
Ma il punto non è ancora questo: la cronaca del conflitto israelo/palestinese è complessa e l'uso del termine "terrorismo" troppo duttile, se pensiamo agli esempi succitati ma anche ad esempio ad un Arafat passato da terrorista a Nobel per la pace 1994 assieme a Rabin, o ai nostri Cesare Battisti e Guglielmo Oberdan, considerati patrioti nei nostri libri di Storia ma terroristi dagli austroungarici dell'epoca e ancora oggi da alcuni anziani altoatesini. Rabin, tra parentesi, fu ucciso da un israeliano, e gli elettori di Israele subito dopo premiarono un ultraconservatore come Netanyahu, a sancire evidentemente la loro disapprovazione verso la politica di pace del suo predecessore. E' da qui che parte lo spostamento dell'asse politico palestinese verso Hamas, ma so bene che la questione è opinabile e opinata e non voglio convincere nessuno.
Il punto è che il passato di una persona o di un popolo può aiutare a comprenderne umanamente gli errori del presente ma non li giustifica.
Se uno da bambino viene violentato dal proprio padre, e oggi è pedofilo, posso umanamente capire il caso umano, ma non giustificare la sua perversione, e mai scordarmi di compenetrarmi nelle sue vittime.
Se ho una storia di generazioni di emigrati, ogni giorno deve essere il giorno della memoria, e devo fare di tutto per accogliere chi oggi viene a tentare umilmente di guadagnarsi il pane presso di me, che devo immedesimarmi negli immigrati e odiare (si, odiare è lecito, alla faccia del Partito dell'Amore) chi fa delle leggi inumane e chi le ha sollecitate.
Allo stesso modo, un popolo con una storia di ghettizzazione (la parola ghetto nasce per gli ebrei) diaspora e persecuzioni subite, è il meno giustificato di tutti, e non il contrario, per ogni singolo atto di violenza guerra e prevaricazione che commette. Anche a costo di sparire, mai avrebbe dovuto accettare di tenere la terra promessa solo a patto di un costosissimo e avanzatissimo apparato militare. Questo sarebbe l'unica buona maniera di onorare il Giorno della Memoria: perseguire la pace con i palestinesi ad ogni costo, anche a costo di perdere tutti i territori occupati dal 1967, anche a costo di rinunciare ai due Stati religiosi in favore di uno laico o multireligioso (forse l'unica soluzione razionale, quindi la più lontana dall'attuazione in questo mondo miseramente ancorato all'irrazionalismo).
E ai cristiani che per secoli hanno perseguitato gli ebrei, ai cattolici che sposarono e benedirono fascismo e nazismo (e oggi fanno santo un papa che si guardò bene dal prendere posizione a favore dei perseguitati, ebrei zingari omosessuali oppositori politici - i preti di paese che aiutarono la povera gente a scampare ai campi di concentramento, quelli dovresti fare santi, brutto stronzo di un paparatzi, non Pio XII), e oggi per opportunismo storico e politico stanno dalla parte di Israele anche quando risponde alle fionde coi fucili, ai missiletti fatti in casa con quelli di ultima generazione, chiedo: la memoria del Vangelo, l'avete, o è passato troppo dai tempi del catechismo? "porgi l'altra guancia" come vi suona, nuovo?

domenica 30 gennaio 2022

SEGUI I SOLDI - VERSETTI COVIDICI 120-124

Ho rallentato, coi versetti covidici, da quando ho perso la speranza di riconquistare alla razionalità anche una sola delle vittime dell'inganno statistico che ha stravolto il mondo oramai da due anni. La manipolazione è stata ed è talmente efficace che a nulla vale fare due conti ed affermare che un fenomeno di questo ordine di grandezza poteva e doveva essere gestito in modo diametralmente opposto, cioè attraverso una gestione sana della sanità esistente (perdonate il gioco di parole, intendo: curando tutti senza creare e alimentare allarme, anzi usando la stessa potenza di fuoco mediatico che è stata usata per crearlo e alimentarlo invece per sopirlo e zittirlo: questo era ed è il dovere sia di uno Stato democratico che di ogni buon medico, provo a curarti in ogni modo e intanto ti tranquillizzo) e uno sforzo economico immediato e intelligente per rafforzare ogni presidio sanitario ovunque l'emergenza lo chiedesse. Ciò avrebbe riparato in parte i danni alla sanità inflitti negli almeno venti anni precedenti dalle politiche economiche e finanziarie che in Europa sintetizziamo come "eurismo" ma che affliggono tutto il mondo dalla "fine della Storia" (come un filosofo ebbe a battezzare la vittoria del capitalismo sul comunismo) in poi. E così avrebbe persino rilanciato l'economia, perché la spesa in deficit (che peraltro sarebbe stata al massimo un decimo di quella poi programmata per tappare le falle "titaniche" causate dalle chiusure) sul mercato interno in microopere, come sarebbe stata quella ad esempio necessaria a riaprire strutture chiuse (ne ho una davanti casa, sono anni che un comitato protesta per la riapertura di Villa Tiburtina, ma ne ha una vicina ciascuno di voi, c'è da scommetterci) e ad attrezzare reparti volanti anche di intensiva dove servivano assumendo tutto il personale di ogni tipo che serviva, alimenta il moltiplicatore, aumenta le entrate fiscali, e alla fine azzera il deficit iniziale avendo generato crescita. Ne ho parlato molte volte negli anni, e il fatto che fosse nel programma del movimento 5 stelle (dove ora sembrano essersene scordati tutti) mi attenua il senso di colpa per averli sostenuti per anni.

Un vecchio amico che credevo intelligente e razionale, ad esempio, in questi anni è tra i più solerti a postare su facebook giaculatorie su Lascienza e Laverità. Anche di questo ho già parlato e non intendo tornarci. Ma oggi un suo post mi fornisce il modo di spiegare dove voglio andare a parare. Parla del giorno della memoria, e dice più o meno che chi lo equipara ai green pass è un testa di minkia. Ora, secondo me commette un errore marchiano proprio chi parla del giorno della memoria solo per ricordare l'olocausto degli ebrei, o al massimo per ricordare la vittoria sul nazifascismo a rimarcare che grazie a quella oggi siamo per fortuna democratici, dimenticando sia che non è stato l'unico né il più grande massacro (i nativi americani sono stati vittima di uno ben maggiore, o almeno - se non vogliamo fare a chi ce l'ha più lungo - della stessa gravità), sia che la Storia spesso si presenta in modo da confondere i semplici, ad esempio ripresentando il nazifascismo sotto spoglie che gli antifascisti non riconoscono. Volevo scriverglielo, ma ho rinunciato (mi leggerà qui se gli capita), sarebbe stata fatica inutile: chi si ritiene depositario della verità non accetta il dissenso argomentato. Infatti oggigiorno se tenti, in qualunque ambiente, di illustrare una tua posizione articolata, tipo "festeggerò il giorno della memoria quando sarà dedicato a tutti i genocidi, anche a quello armeno, pellerossa, indio, cataro, aborigeno e... palestinese, e quando servirà pure a far si che nessuna altra stella di pezza, mai, sarà cucita sulle giacche di nessuno, o scaricata sul suo telefonino, a distinguere tra cittadini di serie A e B", sei un antisemita e un minchione. Esattamente come se azzardi mettere in discussione la gestione della cosiddetta pandemia e l'accettazione fideistica di sieri sperimentali chiamati vaccini solo per poterli somministrare in mancanza di sperimentazione, e per lo stesso motivo bloccare ogni altra cura empirica possibile causando chissà proprio così forse la maggior parte dei morti, sei no-vax antiscienza antisociale. Il nesso c'è eccome, tra green pass e nazifascismo, e se non lo vedi il testa di minkia sei tu.

Ogni tanto la verità gli scappa...
Un vecchio adagio recita più o meno che per capire un fenomeno devi indagare su chi ci guadagna e come: "segui i soldi", chissà in quanti film americani lo avete sentito. Prima della pandemia, l'Italia aveva un rapporto debito/PIL elevato ma ancora gestibile, tanto che la boutade grillina del referendum sull'Euro poteva reggere, come potevano reggere le strategie di Italexit illustrate dai vari siti di controinformazione, tra cui si segnalavano oltre a quello di Grillo stesso anche quelli di Borghi e Bagnai. Gli incarichi di governo e sottogoverno probabilmente fanno male, che vi devo dire, ma annegare sotto post carichi di dati e grafici (che lui che studiato capisce e tu invece no quindi zitto) il fatto che non parli più di come e perché uscire dall'eurozona, non ti salva anche se sei il più preparato di tutti, anzi quella è un'aggravante. Poi i grillini hanno tradito, o forse hanno compiuto la loro missione originaria come dice Mazzucco, ed è arrivata la Pandemia. Oggi, anche se Paragone, l'ultimo a parlare ancora di uscita dall'Euro, prendesse domani la maggioranza assoluta in parlamento, non potrebbe: due anni di colpi all'economia reale, e una massa enorme di prestiti mascherati da PNRR, ci hanno ridotto a schiavi dell'Euro (e quindi della Germania) senza più nessuna speranza di riscatto. Ve la dico meglio: tre anni fa, potevamo uscire dall'Euro e fare la linguaccia a chi ci restava, per esserci riusciti e per iniziare a inanellare prestazioni economiche da fargli invidia - oggi, semplicemente non possiamo più senza restarne stritolati. Ora, non dico che la pandemia sia stata architettata apposta: ha obiettivi ben più grandi e globali. Ma chi ci sa fare sa calcolare se una strategia mentre persegue un obiettivo principale è in grado intanto di raggiungerne di secondari pure importanti. E magari fare in modo di piazzare al posto giusto chi è in grado di occuparsi della mission: ecco perché abbiamo avuto e abbiamo Draghi premier, perché come liquidatore del Paese per conto terzi è ancora più utile al governo che non alla presidenza della Repubblica. Cossiga, che era uno che ogni tanto la verità gli scappava (chissà, forse ne aveva troppe, da nascondere...), una volta di Draghi disse che era "un vile affarista". E quando un popolo plaude in grande maggioranza a uno così, e segue con diligenza e convinzione i suoi assurdi diktat, di solito poi arrivano guai seri. Di cui poi puoi anche autoassolverti (come noi italiani, bravissimi in ciò, abbiamo fatto col fascismo meglio ancora che i tedeschi col nazismo), ma mentre ne subisci le conseguenze dentro la testolina ti risuona, eccome, che in fondo è colpa tua, e pensare che c'era pure stato un amico che perdeva il suo tempo nel tentare di metterti in guardia.

E ora eccovi un po' di versetti covidici, che mancano da troppo tempo.

120. I padroni son tornati. Bellissimo post di capodanno in cui Halak sintetizza molto meglio di me il nesso strettissimo tra la pandemia e la globalizzazione capitalistica, deducendo quello che quindi ci aspetta...

121. Roma: il profitto non si rifiuta mai. ...Tra cui, la definitiva privatizzazione di tutto, compresa l'acqua pubblica - con cui i grillini rastrellarono buona parte dei loro consensi, assieme al no euro eccetera - e i rifiuti. 

122. Per un’opposizione di classe alla gestione autoritaria della pandemia. Finalmente una voce di sinistra che tenta di chiamare a raccolta, mentre da un lato racconta le cose come "da sinistra" si sarebbe dovute vederle fin dall'inizio e dall'altro mette il dito nella piaga dei troppi "compagni" prigionieri della narrazione ufficiale al punto di non accorgersi che il loro schierarsi contro i "no-vax" (le virgolette rimarcano l'arbitrarietà dell'etichetta, da manuale della propaganda) in quanto destrorsi è funzionale proprio a quelle forze sistemiche che fino a ieri combattevano.

123. Filantrocapitalismo e politica del terrore. Dove si spiega il legame tra la gestione terroristica dell'influenza e quella analoga (ma la salute "attacca" di più, l'unica cosa da chiedersi è come mai non l'avessero capito prima) dell'ambiente, ad essa precedente e successivo: potete scommetterci, il green pass resterà anche quando decideranno di dichiarare la pandemia finita, e sarà legato alla green economy, non gli devono manco cambiare nome.

124. Green Pass "eterno". Ecco infatti una idea più precisa della strategia in atto. Con tanto di normativa europea già approvata. Poi non dite che non ve l'avevo detto.

giovedì 31 marzo 2022

VITE ROVINATE

Chissà, forse un giorno qualcuno si prenderà la briga di contare con equilibrio e razionalità quante vite sono state rovinate in conseguenza diretta del covid19 e quante invece lo sono state per via di una delle millanta fesserie che sono state montate l'una sull'altra perché il castello stesse in piedi. Tra queste, non poteva mancare "il Giorno": per ogni castello di menzogne c'è un Giorno che lo celebra, come poteva non esserci quello in memoria delle vittime del covid? E tu, che nel tuo cuore soffri per ogni vittima di ogni cosa ma quando si arriva alla celebrazione istituzionale nel tuo buco del culo ti suona un campanello (per la verità in questo caso ti suonano le campane di tutte le chiese, e da molto prima), non puoi nemmeno dirlo, un ma, che subito sei bollato come insensibile (come ti permetti? tutti quei poveri morti!), esattamente come quando nel Giorno della Memoria ti permetti di opinare che l'olocausto ebraico è stato solo uno tra i tanti eccidi, e nemmeno il primo in classifica dell'orrore, e non ti riferisci certo alle foibe che dalle e dalle il loro bel Giorno del Ricordo l'hanno ottenuto, ma a massacri di gente a milioni su cui sono fondate molte nazioni dell'Occidente sedicente democratico (ad esempio, per non fare nomi, gli USA).

Equilibrio e razionalità, dicevo. 150mila e rotti morti, dicono. In tre stagioni influenzali. Si potrebbe dire: come tre stagioni influenzali dure come quella del 1970, consecutive. Al tempo, infatti, non esistendo il fatidico tampone (tecnologia giudicata dal suo stesso inventore inadatta all'uso che ne è stato fatto, e la cosa è stata presa per buona solo per giustificare il super green pass, per ottenere il quale i tamponi non servono, ma con acrobazia logica vertiginosa continuano a essere indispensabili per poter entrare in sala operatoria), l'etichetta "morto per virus" e la relativa contabilità erano molto diverse. Tanto che non c'è un modo corretto di confrontare le statistiche degli ultimi tre anni con quelle storiche, e chi lo fa o è in malafede o è vittima di inganno o autoinganno. Ma un modo indiretto per dedurre che qualcosa non quadra c'è: la diminuzione drammatica delle altre cause di morte. Per neutralizzarla dai calcoli ci sarebbero due vie, entrambe grossolane: o estendi agli ultimi tre anni i morti per altre cause degli ultimi anni precedenti, e vedi di quanto diminuisce il totale che si può attribuire senz'altro al covid, oppure prendi l'eccesso di morti rispetto alla media del decennio precedente, e togli quanti di loro sono morti perché magari non curati, suicidi per disperazione economica, o per malori inspiegabili e improvvisi dopo essersi vaccinati, e di nuovo vedi eccetera eccetera.

Se dopo tutto questo procedimento restasse comunque un eccesso di vittime, la sua proporzione sarebbe senz'altro meno impressionante delle cifre sbandierate quotidianamente da oltre due anni, certo molto meno adatta a giustificare tutte le disastrose misure messe in piedi. Ma io nel titolo non parlo specificamente di morti, ma di "vite rovinate". Perché tolto chi, quasi sempre avendo altri problemi, alla fine di covid è morto, povero lui e i suoi cari, e magari anche chi è stato ricoverato a lungo e si è portato appresso uno strascico di problemi, e poi si anche tutti coloro che sono passati dalla terapia intensiva, ecco, una volta tolti questi, per tutti gli altri, i milioni di altri, che hanno contratto e ricontratto il covid, il danno diretto è stato nel peggiore dei casi qualche giorno di influenza, e molto ma molto più spesso "poco più di un raffreddore" (cito i soloni a proposito della Omicron, che reputandola tale si fanno i belli sbandierando la fine dell'emergenza - semplificando nello stesso decreto le modalità per ricominciarla -  ma ripeto non si sono preoccupati di far smantellare gli assurdi protocolli sanitari che impongono tamponi molecolari il giorno prima dell'anestesia, per cui ti rifiutano un intervento che non reputano vitale mentre magari per te lo è, e tu manco sei raffreddato) e ancora più spesso molto ma molto meno, se non niente (i milioni di "asintomatici", neologismo con alone semantico di "untori" appioppato a persone sane per alimentare il terrore).

Quindi, in attesa di un conteggio preciso, ecco il mio. In totale, tra morti e "feriti" di covid, arriviamo forse a qualche centinaio di migliaio di italiani che hanno perso la vita o l'hanno avuta rovinata direttamente dal virus. Contiamo ora, sempre a spanne, i morti e i feriti delle misure anticovid. Cito a memoria, ma vi invito a integrare l'elenco da voi. Piccoli imprenditori falliti: centinaia di migliaia, ma bisognerebbe contare le famiglie (che se a tuo figlio attacchi il covid molto probabilmente non gli fa niente, ma se subisci un tracollo economico gli togli il pane di bocca). Medici e infermieri senza lavoro, in un settore che certo non registrava esuberi. Malati di altre malattie trascurati, alla faccia della prevenzione, per via di una marea di reparti chiusi o ridimensionati e resi ad accesso problematico, in una rosa che va dall'oncologia alla procreazione assistita, includendo tutti gli apparati corporei e tutte le età. L'elenco è lunghissimo, e anche non volendo contare le semplici rotture di scatole di reclusioni assurde per protocolli ad minchiam aggravati e alleggeriti sempre ad minchiam, anche senza contare le vittime indirette della tremenda recessione attivata a partire dai lockdown e di certo nemmeno scalfita dai ridicoli piani di carità pelosa made in UE, prima del colpo di grazia della escalation bellica causata ancora una volta dall'imperialismo USA e relative ricadute sull'energia e il grano (due robette che toccano la vita di tutti), siamo a milioni di vite rovinate. Milioni, tra cui anche molti sciagurati che danno la colpa alla pandemia o a Putin - perché rifiutare una spiegazione semplice che ti servono a portata di mano, d'altronde? si risparmia la fatica di pensare, e non ci si mette nei guai.

Morale della favola: se l'avessero trattata come dovevano, cioè come una influenza più seria del solito, attrezzando la sanità (non potendo rimediare in un mese ai tagli di decenni, ma magari in un anno si) ad affrontare l'emergenza e istruendo i giornalisti a non creare e fomentare allarmismi (anziché, come hanno fatto spudoratamente, il contrario), senza minimamente occuparsi di chi non avesse sintomi seri o addirittura non ne avesse affatto, della epidemia se ne sarebbero accorti solo le vittime e i loro cari, più o meno come sempre (a me è accaduto nel 2019). E una società e una economia sane avrebbero potuto aiutarli certamente meglio di quanto è successo in questo disastro. Per tutti gli altri, sarebbe passata liscia. E invece. E invece. Ora, io continuo a preferire che lo abbiano fatto apposta, che i cosiddetti effetti indesiderati delle misure resosi necessarie non siano invece che i veri obiettivi di misure altrimenti assurde. Ma se non volete passare anche voi per complottisti, potete anche pensare che non lo hanno fatto apposta, dal che si deduce visto il bilancio che siano degli incompetenti. Meglio essere governati da farabutti o da scemi? ecco un dilemma vecchio come il mondo.

Chiudo con un link. Qualcuno di voi ricorderà una delle tante volte in cui vi ho detto che il green pass resterà, e sarà legato alla transizione gretina. Ecco le prime prove pratiche.

No, due. Questo botta e risposta posticcio tra Draghi e Mazzucco è impagabile.

Meglio tre. Perché questo post di Pecchioli spiega benissimo il legame stretto tra le tre "guerre", pandemia, ambiente e Ucraina.

giovedì 18 febbraio 2010

CARO NEMICO TI SCRIVO

Pochi giorni fa, dopo il Giorno della Memoria a commemorare le vittime dell'Olocausto, si è celebrato il molto meno sentito, per quanto battuto dal mainstream berlusconiano, Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe. Si tratta solo di uno dei tributi che dobbiamo pagare allo sdoganamento della destra ex-fascista di questi ultimi quindici anni, nel quadro di un tentativo spesso maldestro di riscrittura della Storia. Non è il peggiore: molto peggio sono gli appelli ad una parificazione impossibile tra partigiani e repubblichini, fatti anche dallo scranno più alto dello Stato sotto l'etichetta "i morti sono tutti uguali" - e meno male che i pochi rimasti sono troppo vecchi per costituire un problema di bilancio le pensioni di guerra....
Attenzione, non sto negando le tragedie individuali e familiari degli italiani vittime delle foibe, ma soltanto la rilettura strumentale e manichea che si tenta di dare di quel contesto storico. A cominciare dalle proporzioni, gonfiate ad ogni passaggio, sulle quali nemmeno ci passo perchè a mio parere non cambia molto il peso della tragedia se siano stati diecimila o mille, e parimenti sono ridicoli quelli che credono di ridimensionare l'olocausto ebraico ricontando i morti ad esso collegabili con criteri restrittivi fino a farlo scendere sotto il milione, come se aver ucciso 900mila innocenti fosse meno grave di averne uccisi 6 milioni. No: giocare con i numeri è mistificatorio sia se il gioco è al rialzo che se è al ribasso, e non mi ci presto: resto al significato storico. Che incontrovertibilmente assegna le due tragedie, gestite invece appositamente in parallelo dalla propaganda di regime, a due categorie diverse: l'una ai genocidi, l'altra ai purtroppo ordinari accadimenti di guerra.
Della stessa famiglia dell'Olocausto è, ad esempio, lo sterminio dei pellerossa da parte degli statunitensi, persino molto più pesante per entità numerica. Oppure quello degli aborigeni in Australia, seppur meno cruento e molto meno rappresentato. A proposito: è solo dagli anni 70 che si sono cominciati a vedere dei film in cui si intravede la verità storica, fino ad allora un secolo di propaganda ci ha fatto entrare nella mente la figura del cowboy buono e dell'indiano cattivo, tanto da rappresentare degli stereotipi per le nostre maschere di carnevale: ecco un ottimo esempio di come volendo si riesce a rigirare le cose - immaginate cosa avremmo studiato sui libri e visto nei film se Hitler avesse vinto la guerra, adesso.
Della stessa famiglia delle Foibe invece sono infiniti episodi intorno alle guerre, specie alle guerre moderne ma non esclusivamente. Ma volendo restringere il campo all'area in questione, è difficile, a voler essere davvero obiettivi, stabilire se ci sono stati più italiani morti, gettati nelle foibe (da vivi o da morti) o meno, per mano slava o viceversa. Possiamo rifare i conti, se vogliamo, ma il fatto stesso che sia opinabile restituisce la faccenda al suo alveo: fatti di guerra, odiosi come tutti quelli che avvengono attorno a una guerra. Non ci sono responsabili, allora? Se proprio ci servono, l'unico criterio per identificarli è riuscire a stabilire CHI, ha iniziato la guerra. Non sempre ci si riesce, ma guardacaso nei due episodi che stiamo analizzando si: è stato Hitler, per quanto lui facesse risalire le sue mire al disastroso trattato di pace che mise la Germania in ginocchio al termine della prima guerra mondiale, ad iniziare la seconda; ed è stato Mussolini, per quanto inserito nel processo storico dell'unità d'Italia ai danni da quelle parti dell'impero austro-ungarico, ad appropriarsi di pezzi di Croazia e Slovenia nel quadro dell'invasione tedesca della Jugoslavia (Stato arlecchino a sua volta frutto del "genio" diplomatico occidentale dopo la disfatta e dissoluzione dell'impero ottomano).
Una volta che accettiamo il fatto storico che quella guerra fu promossa da noi, possiamo piangere tutte le vittime e stigmatizzare tutte le crudeltà inutili, comprese quelle di cui eventualmente e probabilmente si sono macchiati i partigiani jugoslavi quando si sono ripresi i territori. Ma comprese anche quelle commesse da noi prima, con la complicità della Chiesa cattolica, nelle stesse zone e nello Stato-fantoccio che instaurammo, noi e i tedeschi, in Croazia.
A proposito di partigiani, torniamo in Italia. Perchè un'altra tesi di moda è quella secondo cui anche tra da parte loro furono commesse crudeltà più o meno inutili. La risposta è la stessa: certo, è probabile. Quando si è in guerra succede, tenuto conto che la percentuale di "teste calde" (o per meglio dire persone che perdono il senso della misura e non si "contengono" quando è in corso quel crogiuolo di tragedie personali e sociali che ogni guerra è) è più o meno sempre la stessa presso chiunque in qualunque tempo. Quindi, di nuovo, di tutte le orribili dinamiche che si innescano dentro una guerra il responsabile - se c'è - è chi l'ha voluta cercata avviata: nella fattispecie, il nazifascismo. Sono andato quindi a vedere L'uomo che verrà di Giorgio Diritti con un minimo di pregiudizio negativo, temendo insomma di trovarmi di fronte a una paraculata cerchiobottista stile Renzo Martinelli. Niente di tutto questo, non solo: il film evita sia l'agiografia partigiana che il revisionismo pansiano, semplicemente ponendosi in un punto di vista al tempo stesso più basso e più alto, lo sguardo in semisoggettiva dei protagonisti e in particolare di una bambina muta. Sceneggiato bene e interpretato meglio (eccetto che dalla stucchevole Alba Rohrwacher, ormai onnipresente nel cinema d'autore, secondo me inspiegabilmente ma mi sbaglierò io), è un meccanismo perfetto che riesce nel suo scopo: portarti con se nelle campagne emiliane del 44, e colpirti all'addome prima con una gragniuola di pugni poi con una raffica di mitra. Andatelo a vedere, se nella vostra città arriva e se fate a tempo, che i film belli in Italia trovano sempre peggiore distribuzione.
Il titolo del film a me sembra parafrasato da una splendida vecchia canzone di Lucio Dalla, non so forse è il dialetto bolognese in cui è girato ad avermi dato questa suggestione, e allora io faccio lo stesso con questo pezzo, perchè ogni guerra è finita non quando il vincitore scrive la storia a suo piacimento o lo sconfitto riemerge e la riscrive a sua volta, ma quando puoi parlare col tuo ex nemico con le stesse parole della stessa storia. I tedeschi, forse in quanto più avvezzi per formazione culturale/religiosa ad assumersele, non hanno mai tentato di sottrarsi alle proprie responsabilità, e infatti possono guardare negli occhi gli ebrei e tutti gli altri popoli vittime della loro deriva hitleriana. Noi, stiamo ancora al punto che i comunisti cattivi ci hanno buttato nelle foibe, che come colonialisti noi eravamo buoni, che la resistenza popolare ai piemontesi era brigantaggio, eccetera. Chissà se cresceremo mai.

martedì 27 gennaio 2009

LA MEMORIA SELETTIVA E IL NODO DI GORDIO

Il terreno è spinosissimo: oggi è il Giorno della memoria e solo ad azzardarsi a discutere di Israele senza parlare dell'Olocausto si rischia di passare per antisemiti.
Ma siccome il coro è forte e nutritissimo, una voce fuori magari manco si sente... Specie se comincia forte e chiaro affermando di non volere minimamente mettere in discussione la tragedia di cui gli ebrei (e gli zingari, e gli omosessuali) furono resi vittime dai nazifascisti.
Forse è allora il caso di rammentare e precisare alcuni punti che sfuggono alla grancassa televisiva e quindi sicuramente anche al sapere comune nazionalpopolare:
  • le zone sacre agli ebrei si sovrappongono quasi esattamente a quelle sacre agli arabi e a quelle sacre ai cristiani: Gerusalemme antica, e la Cisgiordania;
  • gli ebrei hanno cominciato a trasferirsi in Palestina ai primi del 900, quando era una provincia dell'Impero Ottomano, ed essenzialmente nelle zone a loro sacre;
  • gli occidentali hanno aiutato le rivolte arabe contro gli ottomani durante la I^ guerra mondiale in molti modi (riguardarsi Lawrence d'Arabia, please) e col duplice scopo di accerchiare l'impero di Istambul e approfittare del suo smembramento per colonizzare le terre ricche di petrolio in medio oriente;
  • per le autorità colonialiste occidentali e britanniche in particolare, gli attivisti sionisti fino al 1947 erano considerati veri e propri terroristi, e tra loro gente che ebbe in seguito cariche importantissime in Israele come i primi ministri Begin e Shamir;
  • a fine seconda guerra mondiale, ufficialmente per risarcire il popolo ebraico dalla Shoah, ma essenzialmente per stabilire una testa di ponte occidentale nel cuore del mondo arabo nella prossima ventura era postcolonialista, fu stabilito di assegnare al neonato Stato di Israele il 57% dei territori della Palestina, ma ecludendo proprio quelli sacri in favore di quelli economicamente e logisticamente più appetibili, da cui i palestinesi furono deportati alla fine della guerra breve e dall'esito scontato che si scatenò la notte stessa della sciagurata spartizione (quasi due terzi del territorio assegnato a meno di un terzo della popolazione, e viceversa: a questo si ribellò la polazione araba, chi non avrebbe fatto lo stesso? consideriamo che quel 30% di ebrei era quasi zero pochi decenni prima...);
  • senza entrare nel dettaglio, le guerre che si susseguirono senza soluzione di continuità, pur con episodi-picco come quella dei Sei giorni del 67 e quella del Kippur del 73, nei decenni successivi, hanno costruito quel reticolo in cui è impossibile districare la sequenza di cause ed effetti senza fare come Alessandro Magno col nodo di Gordio.
In tutto questo, l'evidente sproporzione della attuale reazione israeliana a Gaza e la sua presunta causa insistemente riportata (i missili di Hamas, con effetti centinaia di volte meno cruenti dei bombardamenti di rimando) ha fatto breccia persino nel monoblocco comunicativo italico, forse anche grazie al "vento di Obama", di cui la questione palestinese sarà uno dei banchi di prova. Figurarsi nello scenario internazionale, che resta però dominato da un blocco mentale, quel "due popoli due Stati" che figura come slogan persino nei manifesti delle oramai ultraminoritarie organizzazioni di estrema destra (la destra non estrema avendo completato la capriola storica ed essendo nettamente filoisraeliana, cosa forse più significativa del voluto...).
La sciabolata al nodo sarebbe invece solo una soluzione sovranazionale, con democratica convivenza (vigilata internazionalmente per il primo "breve" periodo, diciamo di alcuni decenni...): la posizione, anche se la notizia non ha avuto eco nel "libero" occidente, è condivisa sia dai cosiddetti estremisti arabi che dai loro omologhi ebrei.
Quando finirà il nazionalismo, finiranno (forse) le guerre.

sabato 6 febbraio 2021

IRRETITI E NO - VERSETTI COVIDICI 40-43

Non parlo di Draghi, non ancora. Penso tutto il male possibile della "maggioranza Ursula", ma mi è capitato di leggere di questo tecnocrate su uno dei siti che segue di più le teorie monetarie eretiche, citato come un reprobo del monetarismo pronto a ritraghettare l'Italia verso la sovranità monetaria. Non ci credo, o per lo meno non credo ai pentimenti a questo livello, ma se fosse stata decisa la dissoluzione della nefasta Eurozona, Draghi sarebbe il perfetto esecutore della missione, voluto colà dove si puote perché il processo avvenga in maniera il meno possibile traumatica per gli scambi economici dentro l'UE (che però ridovrebbe cambiare il nome assieme al progetto, magari tornando CEE o qualcosa di simile). Peccato però che questo significherebbe un'uscita da straccioni e da schiavi, non da Stato sovrano libero e potente, forte ad esempio dei tre quarti di tutto il patrimonio artistico mondiale. Peraltro, inutilizzabile come asset stante la virtuale morte del turismo mondiale di massa cui stiamo assistendo. Comunque, di Draghi riparliamo a nebbia della cronaca politica diradata (e intanto volendo leggete Grimaldi), nel frattempo ci ributtiamo tra i versetti covidici.

Era da un po' che non lo facevo, perché il conformismo dilagante mi fa francamente cadere le braccia giorno dopo giorno. Mi scuoto perché fa bene a me, oltre che a voi. Avrete sentito anche voi, no?, che l'emergenza durerà fino a ottobre, che non finirà finché non saremo tutti vaccinati, varianti permettendo? Vi tengono sulla corda, e vi vanno preparando (nero su bianco). Ci hanno privato delle libertà più elementari per una cosa che ha numeri simili alle influenze di tutti gli anni, credendo come dei polli alle acrobazie logiche e statistiche che continuano a sciorinare e nonostante le quali arriviamo a un numero di morti che fa impressione ma che è dello stesso ordine di grandezza del solito (significa, per gli zucconi, che anche attribuendo a covid19 tutte le morti attribuibili e oltre, non riescono ad avere un 10% di incremento annuo delle morti totali, e anche sommando due stagioni influenzali non riescono ad avere un numero di morti doppio dell'influenza del 2019, calcolati coi vecchi criteri peraltro): ebbene, glielo abbiamo consentito? Abbiamo aperto l'otre dei venti di Eolo, o il vaso di Pandora se preferite: una parola rimetterci dentro il contenuto, o tornare a casa! Ve la ridico meglio. Se il covid19 fosse stato dieci volte più grave, e fossimo stati certi che però con qualche mese di lockdown l'avremmo stoppato, tutti i provvedimenti presi avrebbero avuto un qualche senso (anzi, nemmeno: se fosse stato così grave, ci saremmo chiusi in casa da soli senza che ce lo imponesse nessuno). Invece così, accettare questi soprusi per quello che è stato, significa una cosa sola: possono continuare quanto vogliono, rifarli ogni anno, oppure se siamo sfiniti lasciarci respirare e poi rifarlo. Perché numeri così si possono ottenere sempre, da ogni cazzo di influenza stagionale, a volerlo. Ma anche fosse solo dalle più gravi, possiamo contarne almeno una decina negli ultimi decenni, che si sarebbero prestate, quindi perché in futuro non dovrebbe essere lo stesso?

Oramai il mio telecomando salta sia i TG (tranne giusto il tempo di capire di che colore siamo domani) e i cosiddetti approfondimenti di informazione: ne rivedrò uno quando saprò per certo che ospiterà fisso qualcuno che suona l'altra campana. Qualcuno ad esempio che faccia la semplice domanda di buon senso: "e se durasse dieci anni?" meglio: "qualcuno di quelli che ci hanno ordinato di smettere di vivere, viaggiare, ballare, fare sport, passeggiare respirando a volto scoperto, andare al bar o al ristorante, quando lo ha fatto, e ora che continua a farlo e minaccia di rifarlo se non facciamo i bravi, aveva una qualche contezza del fatto che la cosa sarebbe stata a stretto giro in grado di stroncare la diffusione del virus?" si? e chi gliel'aveva data: nomi e cognomi, e li denunciassero. no? denunciamo loro, per alto tradimento, avendo peraltro superato il limite massimo consentito dalla Costituzione per lo stato d'emergenza. E se durasse dieci anni? si può chiudere tutto per dieci anni, o anche ad intermittenza, di modo che in pratica nessuna piccola o media impresa sia in grado di sopravvivere? o bisogna invece, o bisognava invece, puntare da subito a fare diventare endemico un virus che colpisce una piccola percentuale (dei sottoposti a tampone, cioè in qualche modo sospettati, sennò piccolissima) di individui, facendone stare molto male una piccola percentuale, e uccidendo una piccola percentuale di questi ultimi, in genere molto anziani e con altre patologie? endemico: cioè conviverci tentando in ogni modo di vivere normalmente, produrre, divertirsi, essere felici, e proteggere solo chi è a rischio e curare (ma bene) chi sta male.

Finirà così: come nessuno crede più che a Kennedy lo ha ammazzato Oswald, che la Mafia non esiste (versione ufficiale del parlamento italiano fino agli anni 80), che le torri gemelle le abbia buttate giù Bin Laden, che in giro per l'Italia a metà ottocento ci fosse una stragrande maggioranza di patrioti che tifavano per l'Unità, che i pellerossa erano cattivi e i "nostri" buoni, che esiste una sola religione giusta e gli eretici meritano il rogo, così nessuno crederà più a questa favola del covid19 così come ce la stanno raccontando. Resta solo da capire se la mia generazione vedrà affermarsi la verità su questa storia, o sarà magari quella dei nostri figli. Ecco perché scrivo ancora di queste cose: nella disillusa speranza di dare un piccolo contributo a un'acceleratina, e in subordine di lasciare scritto che no, a me non mi avevano irretito. E spero nemmeno a voi che mi leggete, specie se seguite tutti i link nel testo, o almeno quelli segnalati alla fine:

40. Intervista panoramica di Barbara Tampieri a Fulvio Grimaldi. Da leggere integralmente e con attenzione, questo dialogo tra una delle blogger più toste e uno degli ultimi grandi vecchi del giornalismo italiano. E da gustarsi ogni singolo grafico inserito a corredo.

41. Vaccini e Coronavirus. Due diverse logiche? Dunque, ci sono i primi morti da vaccino, e subito i soloni si precipitano a precisare: non sono morti "di" vaccino sono morti "col" vaccino ma di altre patologie pregresse. Lo stesso argomento che se tu lo usi col covid sei un negazionista, uno da vaccinare a forza o se no marchiare come un paria o come un ebreo (ah, quanto è a senso unico la memoria del giorno della memoria!...) rendendogli la vita impossibile. Mumble mumble...

42. Non sono vaccini ma terapie geniche. Li chiamano vaccini solo ed esclusivamente perché così possono, per via dell'urgenza, saltare molte fasi delle sperimentazioni previste per i farmaci e le terapie,  o meglio farle su chi accetta di sottoporsi (o magari sgomita per farlo) firmando però una liberatoria sulle responsabilità civili e penali in pratica facendo da cavia umana. E fosse solo quello: sono anche molto ma molto meno efficaci di quanto dichiarano, 19% non 95, almeno a sentire il British Medical Journal... E voi, se il vino è buono o meno, credete all'oste che ve lo vende e lo magnifica o al sommelier che lo stronca?

43. Il Grande Reset. Il piano post pandemico. Non è la prima volta che cito questo libro di Ilaria Bifarini. Che illustra meglio di altri, sicuramente di me, come e perché questo piano criminale di rimodellamento della società a livello globale sia purtroppo l'unica chiave logica che spiega integralmente l'accaduto, tutte le altre lasciando invece dei buchi così. In altre parole, non si distrugge definitivamente un modello economico e sociale per una cosiddetta pandemia che se proprio ti ingegni coi conti ha fatto aumentare i morti su base annua di qualche punto percentuale, a meno che l'obiettivo vero e iniziale non era distruggere definitivamente quel modello economico e sociale.

mercoledì 6 febbraio 2019

GLI SMEMORATI A CONVENIENZA

Incastro tra il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo un rapido post dedicato a tutti quegli smemorati a corrente alternata che continuano a dire dittatore di un Presidente eletto e a invocare la democrazia per sostenere un golpista eterodiretto.
La collocazione mi pare perfetta, per parlare di due pesi e due misure: come ho più volte ricordato negli anni (basta rileggere i primi tre risultati di questa ricerca), non ho nulla contro giornate che ci aiutino a ricordare gli errori compiuti in passato, perché la Storia insegna che è l'unico modo per evitare di ricompierli in futuro, purché la memoria funzioni sempre, non solo quando riporta alla mente gli eccidi che voglio io. Perché i massacri sono tutti tali, le ingiustizie sono tutte tali, e nemmeno è giusto fare comparazioni quantitative, sennò peraltro le Foibe non sarebbero nemmeno in top100 e l'Olocausto forse a stento in top ten.
Perciò non ripeterò che un popolo che come evento fondativo ha l'eradicazione di un popolo libero da un continente, tramite sterminio e confinamento, non può dare lezioni di democrazia a nessuno. Non che un popolo che è stato vittima di uno sterminio può fare tutto tranne fondare uno Stato confessionale con tanto di apartheid sanguinoso ai danni del popolo che per millenni ha vissuto in quei territori. Non che i nostri soldati si sono macchiati di vergogna come tutti gli altri di tutte le guerre - è del tutto infondato il mito degli italiani buoni - nelle loro colonie come sui fronti aperti, in primis quello con i Balcani di cui le Foibe sono state solo una (orrenda come tutte le altre) rappresaglia. Magari lo lascio fare a chi è più bravo di me.
Invece ricorderò agli smemorati che il riconoscimento frettoloso e tendenzioso da parte di Germania Ovest e Vaticano, seguiti a ruota da tutta l'Europa occidentale, di Croazia e Slovenia fu la causa scatenante dell'esplosione della Jugoslavia in uno dei conflitti più efferati degli ultimi decenni, perché denuncino e schifino la troppa fretta che l'ineffabile Unione Europea ha nel riconoscere un golpista, all'unisono con la sola lodevole eccezione, finché regge, dell'Italia.
E gli ricorderò anche che strozzare un Paese libero che ha tentato di distribuire socialisticamente le proprie risorse naturali al proprio popolo, causandogli enormi sofferenze economiche per poi soffiare sul fuoco dell'ovviamente crescente scontento, magari manipolandolo qua e la fino al momento propizio, non è una novità, è una strategia (leggere qui i dettagli, e le analogie al caso Libia) più volte applicata sempre dagli USA in quello che Monroe definì il loro giardino di casa, in particolare nel Cile di Allende (lì coi camionisti e i militari, oggi in Venezuela cambiano solo gli attori) visto che ancora oggi almeno quella narrazione sembra essere ancora in voga nel cosiddetto centrosinistra.
La memoria vi deve funzionare sempre, non solo quando vi conviene. Maledetti.

venerdì 23 ottobre 2020

C.V.D. - VERSETTI COVIDICI 9-14

Immagine tratta da questo post che rilancia Fusaro
Ho detto e scritto a luglio che ad ottobre ci sarebbe stato un nuovo lockdown. Se mi sbagliavo, mi sbagliavo di poco. Fino a pochi giorni fa i politici escludevano categoricamente la possibilità, ma questo confermava a chi conosce il politichese che ci stavano pensando; infatti adesso iniziano ad ammetterlo. Ogni giorno, però, i dati peggiorano, quindi c'è solo da chiedersi quando, non se, si farà. Se non ci si arriverà, sarà solo perché saranno riusciti anche solo con le misure alternative (i coprifuoco notturni o serali - cioè impedire la circolazione delle persone quando ne circolano poche, mah! - e gli inviti all'autoreclusione volontaria, ad esempio) a centrare il loro vero obiettivo iniziale: cancellare la piccola e media impresa, sferrare l'attacco definitivo al concetto stesso di posto di lavoro sia privato che pubblico, e ridurci tutti ad atomi impauriti pronti ad obbedire al Nuovo Ordine Mondiale. 

Chi avesse voglia di ribattere a questo ragionamento una qualunque obiezione legata al numero dei contagi crescente, si reputi sfanculato. Arriva l'inverno, aumentano e aumenteranno: ogni anno un virus influenzale viene contratto da almeno il 10% degli abitanti. L'unica differenza rispetto agli altri anni è che quest'anno li contano, giorno dopo giorno, con enfasi; di più, contano gli asintomatici, cioè anche chi non ha niente di niente, ma ha l'unica sfiga di essersi dovuto sottoporre a un test che ha rintracciato in lui un segmento di acido nucleico simile a quello del virus, forse. Un test farlocco (qui denunciato motivatamente da alcuni scienziati liberi: ce ne sono ancora pochi, ma ci sono, anche medici) che se si vuole trova positivi tutti, ma non si vuole perché se lo fossimo il tasso di pericolosità e quello di mortalità si abbasserebbero a un livello tale che anche i più ottusi covidioti dovrebbero arrendersi, alla insopprimibile dicotomia: o è un virus che fa più danni di un'influenza ma contagia molto meno, o contagia uguale ma fa danni in misura apprezzabilmente simile. Ma questo l'ho già spiegato, ora cambio approccio.

Tutti noi abbiamo più o meno avuto esperienze di qualche tipo con le catene di Sant'Antonio, quel meccanismo su cui si basano le più classiche truffe finanziarie: attiro risparmiatori offrendo alti rendimenti, e finché trovo altri creduloni posso perfino pagarli, accreditandomi e crescendo, ma quando non ne trovo più non mi resta che scappare con la cassa. Si chiamano anche schemi piramidali (su di essi si basano anche i cosiddetti marketing multilivello, ma talvolta con correttivi importanti che li fanno rientrare nella legalità) e hanno il loro limite naturale, che spesso sfugge però alla vista della vittima offuscata dalle promesse, nella finitezza della popolazione a fronte della formula esponenziale su cui si basano: se per arricchirmi devo portare 10 nuovi soci, in quanti passaggi avrò raggiunto l'intera popolazione, quindi il punto in cui è impossibile proseguire? Ho scelto un esempio facile, basta aggiungere uno zero ad ogni passaggio: con base 10 per scendere di 8 livelli ci vogliono 100 milioni di polli, ma anche trovarne 10 milioni per arrivare a 7 non è mica facile. Non tutti sono abbindolabili. Ora, applicate questo ragionamento alla piramide popolazione-tamponati-positiviasintomatici-sintomaticilievi-gravi-morti. Quanto gli reggerà il giochino? Poco: mostrerà la corda man mano che i "tamponati" si avvicinano alla popolazione. Però è troppo conveniente, tanto che anche quei pochi politici al mondo che si erano sottratti poi ci si sono fiondati, Trump a parte. Quindi, ascoltate un fesso: faranno come i multilivello bravi, differenzieranno i prodotti. Quando saranno costretti ad ammettere che questo virus ha finito la sua carica potenziale (cosa che lasciandolo circolare e concentrandosi sul curare i soli colpiti con sintomi e proteggere i soggetti deboli, sarebbe già accaduta), state certi che ne troveranno un altro, o vi diranno che è una nuova versione. Non abbiamo scampo: ormai gli avete concesso di farlo una volta, non opponendo i vostri diritti costituzionali alle indebite ingerenze governative sulla vostra vita e la vostra persona in nome della presunta sicurezza, e ora possono farlo tutte le volte che vogliono. E potete giurarci lo faranno finché non otterranno quello che vogliono. Chi vivrà, vedrà. Io finché posso continuo il mio dovere di grillo parlante.

9. Elon Musk chiede la fine del lockdown. La speranza che questo post, in cui il leader di Tesla cita il caso svedese come esempio da imitare, numeri alla mano, infonde è che il fronte dei multimiliardari, che tira le fila del cambio di paradigma dell'economia e della democrazia che sta dietro tutto questo, si stia incrinando. Forse non sono tutti uguali, forse qualcuno di loro comincia a temere che il potere politico degli Stati riprenda terreno, e si prepara a conviverci piuttosto che starci nel mirino.

10. L’appello degli scienziati: basta lockdown, sì all'immunità di gregge. Che è un bruttissimo termine, ma in soldoni significa che il tentativo di arginare l'inarginabile si traduce al massimo in un appiattimento della curva, non in un abbattimento dei totali. Se anche il tentativo servisse a qualcosa, sarebbe da valutare se farlo o meno mettendo con responsabilità sull'altro piatto della bilancia i suoi costi, in termini sia economici che di vite perse o rovinate. Ma non serve a niente, se non a coprire la follia dei tagli alla sanità degli anni passati. Meglio l'immunità di gregge, che comportarsi da gregge.

11. Il vaccino contro il Covid siamo noi. Non a caso questo post di Lameduck ve lo segnalo subito dopo quello della Bifarini. Leggetevelo e rileggetevelo, dice meglio di me le cose che vi ripeto da mesi io. E che dovreste considerare con grande serietà. E che vi trovate, leggetevi anche gli altri post da quando ha ricominciato a scriverli (bentornata, ci mancava la tua lucidità).

12. Il reportage più completo sull'emergenza sanitaria. Se non vi è bastato, leggetevi avidamente questo post di Francesco Amodeo. Spiega benissimo come e perché il Covid non è altro che la continuazione con altre armi dell'attacco alla democrazia iniziato con lo spread. E dice ancora più spietatamente di quando ho fatto io all'inizio qual'è l'obiettivo finale di questo progetto scellerato.

13. I parallelismi fra l'11 settembre e il Covid19. Questo documentato e articolato pezzo, invece, fa rientrare nello stesso progetto anche la cosiddetta lotta al terrorismo. Undici punti da mandare a memoria. La menzogna impera da allora.

14. La truffa del Covid, un crimine contro l'umanità. La denuncia di un avvocato tedesco membro di una commissione d'inchiesta per far luce sulla gestione della pandemia. In Germania. Da noi che è stato fatto molto peggio non se ne vedono. In particolare, la commissione chiede: se siamo di fronte a un'epidemia di Covid o di tamponi, se il lockdown serva a fermare il virus o a terrorizzare la gente e renderla docile e disponibile a venire depredata, se il governo si sia prestato a questo gioco sotto la pressione di organismi internazionali privati, e che tipo di pressione. 

domenica 21 giugno 2020

PATRIOTI O CRIMINALI? BRIGANTI O PARTIGIANI?

L'impagabile professore Stilo ce la spiegò così:"Garibaldi
è partito da Quarto con mille smorbillati e com'è come non è
ha conquistato tutto il sud, poi il re Bagonghi gli ha detto
'
dammelo', e lui gli ha risposto 'obbedisco!', e ci ha rovinati!"

Torniamo su un argomento caro sia all'autore, che spesso ne ha scritto su questo blog, che al sottoscritto, come dimostra tra gli altri questo post che tratta, sia pure con un taglio diverso, proprio di uno degli episodi bui citati da Pasbas. Siamo tutti italiani, ormai, è vero, e nessuno può dirlo meglio di un meridionale che come tanti suoi conterronei ha vissuto un po' ovunque nel Paese facendo amicizie dovunque sia stato. Allo stesso modo, un giorno forse saremmo tutti europei, e in parte già lo siamo, se è vero come è vero che per fortuna forse sono passati i tempi di Nino Manfredi biondo tinto che non resiste al gol della nazionale e si tradisce. Forse. Ma questa Unione Europea così come è stata concepita, a esclusivo vantaggio di alcuni e a danno di altri, fino alla cronaca della vergognosa gestione degli aiuti post-coronavirus (al di là degli annunci strombazzati sulla stampa, arriverà una frazione di quello che servirebbe, arriverà tardi, e lo pagheremo caro e amaro, al punto che non si può condannare chi ci vede dietro un disegno), è esattamente l'opposto di quello che servirebbe a unire davvero gli europei, a farli sentire membri di una Nazione unica. E si, ha ragione chi ancora ha il coraggio di dire chiaramente che quando la si demolisce o la si lascia è sempre troppo tardi: i grillini hanno smesso di farlo, ma ci avevano preso il 33% e ora prenderanno meno di un terzo. Allo stesso modo, l'Unità d'Italia è stata esattamente l'opposto della retorica che ci hanno inculcato a scuola e di cui è ancora imbevuta la storiografia ufficiale. Ed è colpa di questo processo sbagliato e criminale (definizione che vale anche per la UE, si) se è sorta la cosiddetta "questione meridionale", se si è creato e poi ampliato il gap tra figli e figliastri, si è tardata e sabotata l'integrazione tra gli italiani, che nella misura in cui è avvenuta comunque, lo ha fatto nonostante, e non grazie a, quel processo di annessione a esclusivo interesse di una parte che si è ignobilmente chiamato Risorgimento. Questa è una verità storica che dovrebbero conoscere e riconoscere per primi i settentrionali. Si, quelli colpiti da un'epidemia di chissà cosa per cui sono stati chiamati a pagare il conto economico e hanno pagato disciplinatamente anche i meridionali, che ne sono stati totalmente lisciati, e chissà se fosse successo il contrario se loro lo avrebbero accettato altrettanto di buon grado; esattamente come cent'anni fa furono i terroni a morire a migliaia e migliaia sul fronte per conquistare territori che forse manco volevano essere conquistati. 
E questo mi permette di introdurre per il meglio il post di Pasbas. Quando vivevo a Trento mi è capitato di cercare casa nei dintorni. Di Trento, non sto parlando di Bolzano, li sarebbe peggio. Ebbene, ho parlato di persona personalmente con anziani che consideravano Cesare Battisti, il patriota cui in tutta Italia è intitolato di tutto, un terrorista, come il suo omonimo brigatista in cronaca, di cui aveva magari ancora più morti sulla coscienza. Definire uno che decide di combattere per una causa un criminale o un eroe, dipende solo da chi racconta la storia, se è dalla parte di quella causa che poi ha vinto oppure no. Ficcatevelo nella zucca. Ecco perché Pasbas fa bene ad esprimersi così.

Brigante, a chi? Tutta un’altra storia

di Pasbas

Premessa

Caro lettore, i numeri sono numeri e quelli del censimento del 1861, peraltro forniti dall’invasore piemontese, parlano da soli. Forse così freddi e asettici possono fornire comunque alcuni indizi preliminari sui temi trattati in queste mie "memorie storiche di un calabrese storicamente incazzato". La storia non appartiene al passato, come gli inetti e i furbetti vorrebbero farci credere, la storia appartiene alle persone con capacità critica, certo va sempre attualizzata sulla base dei dati aggiornati di situazioni pregresse ad essa riferite (un esempio su tutti, il lager di Fenestrelle, ignorato dalla storiografia ufficiale fino a pochi anni fa). La storia dell’Unità è, per esempio, un indispensabile strumento di previsione della futura evoluzione socio-politica di questo martoriato e impoverito (insieme culturalmente ed economicamente) Paese. Gramsci sottolineava, nei suoi appunti sulla “Quistione Meridionale”, come la deliberata e violenta esclusione dei cafoni dal cosiddetto processo unitario avesse creato in Italia dei guasti profondi e le premesse per la barbara dittatura dei piemontesi (interpretata e diretta dall'autoproclamatesi dittatore garibbardo, il noto mercenario che agiva sotto la regia massonico-mafiosa di quel tale camillo denso conte di bronte), a loro volta premessa fondamentale per l’instaurarsi della altrettanto infame dittatura nazi-fascista; lo sappiamo tutti che quanto a dittatori beceri e spietati non ci facciamo parlare dietro. Egli sottolineava come il processo unitario avesse paradossalmente generato un cesura devastante tra Nord e Sud d’Italia, addirittura approfondita dallo scellerato e criminale governo fascista degli anni bui del novecento (non dimenticare lettore che sono convintamente e consapevolmente un partigiano del Sud di ieri, del Sud di oggi e del Sud di domani). 

Ma quale Brigantaggio? La guerra civile 1861-1871

L’infame destra storica con a capo l’infame conte camillo denso (di sterco)e ladrone di cavour

A cavallo del 1861 la destra storica di cavour e suoi sodali intraprese una folle e lucida pulizia etnica nel Regno delle Due Sicilie (Ulteriore e Citeriore). Col concorso della sinistra del tempo dei garibaldi e dei crispi e al servizio dei noti criminali savoia, questa organizzazione massonico-mafiosa uccise il Sud attaccandolo nei suoi elementi costitutivi (apparato politico e militare, economia e organizzazione sociale) e insieme, attraverso l'esaltazione retorica e inverecondamente falsa della annessione, cultura millenaria quasi azzerata. Destra che ha creato nel tempo i suoi degni discendenti, da mussolini a craxy e berlusconi, da lauro a vittorio emanuele secondo e attuali fantocci ballerini assassini e puttanieri, da agnelli coi suoi agnellini al delinquente della fca marchionne coi suoi fassini. E che dire della sinistra storica (antesignana del PD odierno) che con la sinistra non ha mai avuto nulla a che fare, essendo dei liberali liberisti anche loro, forse solo meno sanguinari degli altri, ma no direi di no, uguali in tutto e per tutto e addirittura più infidi e più lacchè, ascari della destra a sua volta lacchè della società a delinquere di stampo mafioso-massonico con sede a Londra. Sono questi gli illuminati che fecero l’unità e crearono gli (ancora attualissimi nonché diffusissimi) italioti.

Casalduni, Pontelandolfo e gli intrepidi piemontesi

Pontelandolfo 14 agosto 1861, ore 3.30 am. Il paese era tornato sotto il controllo dei lealisti e con i suoi seimila abitanti dormiva sonni tranquilli. I Partigiani del Sud, avvertiti dal loro servizio informazioni, sapevano di un grande movimento di truppe diretto verso il paese, quindi si appostarono per attaccare in cinquanta, con tecniche di guerriglia degne del Che, gli oltre 900 assassini bersaglieri al comando di de sonnaz e negri, vili lacchè del criminale pluridecorato cialdini. La spedizione punitiva fu la vendetta per i 40 bersaglieri uccisi in azione militare dalle bande del Sud. Cialdini: “distruggete i due paesi (l’altro era Ponte Landolfo) i cafoni devono pagare con la vita questo affronto”. Negri, comandante dei cinquecento eroici bersaglieri, durante l’assalto gridò ai suoi: “Questo paese ha seimila abitanti, li voglio tutti morti!.... Morte ai cafoni, morte a questi terroni figli di puttana.... Ammazzateli tutti senza pietà, uomini donne vecchi e bambini, non voglio testimoni, diremo che sono stati i briganti”. Ecco cosa si insegnava nelle accademie militari piemontesi! In quelle borboniche invece “rispettate i prigionieri e curate i feriti “. A quel punto il comandante dei cinquanta partigiani Giordano diede ai suoi l’ordine di sparare sui militari ferendone e uccidendone una ventina; il piano era quello di provocare la reazione dei bersaglieri e di farsi inseguire tra i boschi per distogliere comandanti e truppe dall'attacco diretto premeditatamente al paese. Ma accadde l’incredibile, cosa che solo una masnada di criminali senza dignità poteva mettere in atto: i cinquanta guerriglieri fuggirono a cavallo verso la macchia mentre negri, immondo criminale di guerra, invece di inseguirli sguainò la spada e, puntandola vero Pontelandolfo, urlò ai suoi “avanti savoia, massacriamo questa canaglia!” (Parlandone in giro la risposta più stupefacente me l’ha data un amico comunista: “sono effetti collaterali...”!?) Chiedo a te lettore ( e all'Anpi): allora, come considerare gli episodi di S.Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine, Ghetto ebraico di Roma? Spero caro amico che ripensi alle cazzate che hai detto sui cafoni come me e che chiederai umilmente scusa a tutte le centinaia di migliaia di morti che vennero trucidati dai barbari piemontesi nel progredito Sud!

I gloriosi bersaglieri, cialdini (c minuscola come la sua dignità) criminale tra i criminali, merdaccia tra le merdacce (con i suoi sottoposti), i garibaldini con garibbardo e nanetto bixio e gli altri eroici criminali che eseguirono la pulizia etnica

Cialdini, criminale di guerra (non dichiarata). De sonnaz, detto requiescant, criminale di guerra (non dichiarata). Negri, criminale di guerra (non dichiarata). Camillo denso il melenso, ladrone di cavour (che non conosceva la lingua italiana e parlava solo francese) per il censo, stratega preferito dal generalissimo garibbardo (detto l’Houdini del risorgimento) e vero burattinaio massone di tutta la farsa (un misto di Andreotti, Berlusconi e Gelli ante litteram), criminale di guerra (non dichiarata). Garibbardo il ribbardo (finanziato direttamente con i soldi della massoneria britannica), mercenario vile e criminale di guerra (non dichiarata). Nanetto bixio (eroe nazionale e autore della strage di Bronte e di altre sanguinose repressioni su ordine del generalissimo), criminale di guerra (non dichiarata). Crispi, chiamato crispella dai terroni, primo ministro nel primo governo di “sinistra” della storia italiana e mandante della infame strage di centinaia di siciliani durante la ribellione dei Fasci Siciliani (degni anticipatori dell’indegno d'alema che ordinò, servo e lacchè della nato, di bombardare i nostri fratelli serbi). E tante altre merdacce del nord e centro-nord, eroi di questa farsa che loro e gli storici hanno chiamato risorgimento. Eccoli elencati, di seguito i dettagli. Nota: ti sarai accorto caro lettore come abbia volutamente usato le lettere minuscole per nomi e cognomi di coloro che disprezzo dal profondo del mio cuore calabrese: sai bene che al cuor non si comanda, ergo sento che mi perdonerai per questo mio ardore.
Leggi di seguito e trema, di alcune delle infamie che questi vili debosciati hanno commesso in nome dell’Italia unita.
L’eroe massone e vergogna nazionale garibbardo, grande incantatore di serpenti, dopo la conquista di una, splendida fino allora, capitale senza difesa, nella sola Napoli mise in galera migliaia di persone e ne fucilò almeno seicento. Come primo atto dittatoriale svuotò il caveau del Banco di Napoli, contenente i soldi dei piccoli risparmiatori del Regno ed i valori della Corona, per ripianare il debito pubblico dei piemontesi. Il servo dei massoni britannici, con i suoi garibaldini, fece arrestare in piena notte dell’8 agosto oltre 100 napoletani tra cui ex-militari del disciolto esercito borbonico. Essi furono tradotti a Genova con una nave e processati per alto tradimento (traditori perché rimasti fedeli all'esercito e alla marina borbonici e al re Francesco II). Quando le truppe dei Partigiani cominciarono, colla tecnica della guerriglia a sconfiggere i piemontesi, questo truffatore mercenario pusillanime, con i soldi della solita cosca massonica britannica, arruolò 8 mila mercenari della peggiore feccia europea, spietati ungheresi in primis. Prima ancora, il grande illusionista promise agli ignari contadini siciliani terre e giustizia; ingannati dalla sua eloquente retorica i paesi di Bronte, Regalbuto, Racalmuto, Randazzo, Capaci, Cefalù e tanti tanti altri, insorsero contro i proprietari terrieri al grido di “Abbassu li cappeddi, vulimu li terri” (cappeddi chiamavano i latifondisti siciliani). Chi represse quei moti nel sangue non furono, come ci si potrebbe aspettare, gli scherani armati dei latifondisti, e no caro ed attento lettore, furono invece gli stessi garibaldini il cui miserabile generalissimo garibbardo aveva loro promesso terre, giustizia e libertà. Ubbidendo agli ordini del console britannico di Catania, l’infame john goodwin, garibbardo col suo degnu cumpari nanettu bixio, decisero di infliggere a Bronte e ai suoi cittadini una punizione esemplare per essersi ribellati al potere e ai diktat dei padroni britannici, massoni alleati della nascente mafia (mafia e camorra furono usate e qualificate come componenti del processo rivoluzionario proprio da garibbardo) e finanziatori della spedizione dei mille. Nanetto bixio dichiarò immediatamente a Bronte lo stato d’assedio, imponendo una pesante tassa di guerra ai cittadini e pretendendo la consegna di tutte le armi presenti nel paese, pena la fucilazione immediata. Come evidenziato in un noto film di Vancini, solo gli anarchici, poverissimi e diffidenti carbonai (carbonai, non i massoni carbonari, attenzione) rifiutarono di farlo, tornando immediatamente nei boschi dove vivevano e lavoravano. I vili garibaldini, come al solito, non tentarono neanche di inseguirli per paura di essere colà annientati. E i patrioti pro unitari che rimasero nel paese? Semplice, a scanso di equivoci e per accondiscendere vilmente gli ordini impartiti dall'infame console britannico, alle 8 p.m. del 9 agosto 1860, il nanetto decise senza neanche un processo sommario di fucilarli tutti, patrioti democratici che nulla avevano a che fare con la violenta rivolta dei giorni precedenti. E fu così che l’intellettuale liberale avvocato Nicolò Lombardo, Nunzio Spitalieri Nunno, Nunzio Samperi Spiridione, Nunzio Longhitano Longi, Nunzio Ciraldo Fraiunco, tutti liberali pieni di speranze nell'Italia Unita, furono fucilati nella piazza del paese la mattina del giorno successivo, 10 agosto 1860. Giustizia era fatta, i finanziamenti ulteriori alla gloriosa ed eroica spedizione erano garantiti. Avanti Savoia! Viva il re galantuomo. A Roma direbbero “che siate maledetti, avete proprio la faccia come il culo!”
Altro capitolo di questo psico-dramma tutto italiano. A Casalduni i partigiani catturarono un drappello di 44 bersaglieri comandati dal toscano bracci, dopo averli inseguiti e braccati per ore. Portati nella piazza del paese (Largo Spinelli) ne fecero giustizia sommaria, un atto richiesto dal popolo (ok: assurdo, sanguinario e spregevole,  inaccettabile e comunque ingiustificabile, lo deve ammettere anche un facinoroso come me); tra l’altro il sergente della compagnia aveva eliminato il suo comandante bracci per incapacità, a colpi di pistola. 13 agosto 1861, cialdini a questo punto per vendicarsi (non dei bersaglieri assassinati ma dell’affronto subito dall'esercito piemontese) ordinò a de sonnaz (detto requiescant per i suoi modi generosi e raffinati) di marciare da Benevento verso i paesi di Casalduni (molti dei briganti della banda di Giordano erano originari del paese) e Pontelandolfo (non un solo partigiano veniva da lì), al comando di 900 bersaglieri tiratori scelti. L’infame e spietato assassino negri procedeva al suo fianco colla sua colonna di bersaglieri, infami criminali. Verso Casalduni muoveva un’altra “colonna infame” al comando del sodale melegari e 400 bersaglieri assassini. Iacobelli in una missiva a cialdini scrisse: “Invoco la magnanimità di sua eccellenza affinché i due paesi citati (Pontelandolfo e Casalduni) soffrano un tremendo castigo che sia d’esempio alle altre popolazioni del sud”. Cialdini comandò: “distruggete i due paesi, i cafoni devono subire una punizione esemplare per la sfida fatta al piemonte”. Il comandante dei ribelli Giordano disse ai suoi: “non dobbiamo sostenere scontri diretti, useremo la tattica di sempre, Guerriglia! Spariamo e fuggiamo” (i Partigiani erano 50 ca. contro 900 bersaglieri, una lotta impari). Giordano e i suoi spararono a raffica dai boschi uccidendo 25 bersaglieri, il piano era infatti attirare la colonna verso il bosco e salvare così Pontelandolfo. negri il boia invece diresse i suoi verso il paese ordinando: "avanti savoia! Massacriamo questa canaglia in nome di vittorio emanuele II", 2 volte feccia. Durante la carneficina seguente negri, non sazio del sangue dei civili versato (e sapendo che il paese non aveva mai dati i natali ad alcun brigante) gridò ai suoi: “Ammazzateli tutti, non voglio testimoni, diremo che sono stati i briganti”. Ancora il merdaccia negri: “quei luridi cafoni hanno ammazzato 40 soldati piemontesi, 40 eroi. Per ogni soldato 100 cafoni capito?” (la popolazione totale di Pontelandolfo era di 4500 abitanti, i conti tornavano, il boiaccia in matematica non era poi malaccio). Cialdini, negri, de sonnaz, rossi erano chiaramente tutti affiliati alla massoneria di rito scozzese e finanziati da questa organizzazione criminale. Alla fine del massacro de sonnaz e negri dissero ai loro accoliti: “soldati oggi avete scritto una pagina memorabile per la storia d’Italia......il ricavato del saccheggio è vostro! Forza Italia (questo ti richiama qualcosa alla memoria caro lettore? ) w l’Italia!”; cialdini ordinò quindi a piola-caselli (a me quelli col doppio cognome stanno proprio sui coglioni) di imporre al boia melegari: “...quei due paesi devono essere rasi al suolo e i suoi cittadini massacrati.....ai suoi abitanti faccia desiderare la morte. Ha ben capito?” il prode melegari partì il 13 agosto 1861 verso Casalduni, ma i partigiani avvertiti avevano ordinato l’esodo dei paesani verso le montagne; così le perdite di vite umane furono poche ma il paese fu raso al suolo senza pietà. Stesse ruberie, stessa sete di sangue e di piastre turche, esattamente come a Pontentelandolfo.

Facciamo i conti

Hitler, Kappler, Reder, Priebke e altre centinaia di ufficiali tedeschi furono giudicati e condannati come criminali di guerra e non ne esistono riferimenti nella toponomastica tedesca, mentre ai criminali di cui ho scritto sono intitolate piazze, strade e monumenti! E alle Fosse Ardeatine fu ordinato ai soldati della Wermacht di fucilare 300 e passa civili per vendicare i 30 kameraden uccisi a via Rasella: un breve calcolo ci conduce a 10 fucilati per un tedesco ucciso. Nel caso prima riportato cialdini ordinò ai suoi lacchè di uccidere 100 civili innocenti per ogni bersagliere ucciso, conti presto fatti. 45 piemontesi morti X 100 = 4500 innocenti (donne bambini neonati vecchi preti) massacrati! Come si dice? la matematica non è un’opinione. Caro lettore io Partigiano del Sud sono reo confesso, ti ho esposto in modo assolutamente partigiano e parziale, solo alcuni degli eventi di estrema brutalità e barbarie dei cosiddetti padri della patria, a te l’ardua sentenza.

P.S.

Questi bastardi, progenitori degli infami autori della strategia della tensione degli anni 70-80 del 900, progettarono ed eseguirono la prima strage di Stato, affondando, sembra con una bomba, il vascello che doveva portare dalla Sicilia al continente il rivoluzionario e poeta Ippolito Nievo, facente parte degli idealisti veri che animarono la fantomatica spedizione dei mille (non tutti erano ovviamente mercenari acquistati da camillo denso il melenso con i denari massonici). A questi era stato assegnato, per sua disgrazia e da garibbardo in persona (che così contava di poterlo controllare), il ruolo di cassiere e contabile della spedizione e quando i conti non gli tornarono.....ma questa è un’altra storia che spero di poter raccontare a te, caro ed esausto lettore, se avrai ancora voglia di ascoltare queste mie farneticazioni da irriverente e pazzoide partigiano del Sud.

P.S. 2

Mi preme sottolineare la differenza tra massacro e genocidio, molto importante per la comprensione di quanto ho scritto. Quando l’esercito USA entrava negli accampamenti degli indiani nottetempo e li radeva al suolo sterminando tutti gli esseri viventi che trovava, ecco in questo caso si parla di massacro. Quando invece il governo statunitense decise di annientarne la cultura, il modo di vivere, le tradizioni, deportando le varie tribù in terreni poveri e confinando guerrieri e cacciatori in ambiti ristretti e senza possibilità di movimento, ecco che in questo caso si parla di genocidio. Per assurdo un genocidio può essere perpetrato anche senza spargimento di sangue, semplicemente strappando le radici che legano un popolo alle sue origini, uccidendone la memoria storica, le usanze e soprattutto la cultura. In fondo mio fedele e paziente lettore, cos'è la globalizzazione se non un genocidio globale, il primo nella tormentata storia dell’umanità. Meditate gente, meditate. Tanto ne riparliamo.

martedì 21 giugno 2011

NESSUNO TOCCHI LA BANDA

Una scena di Corpo celeste di Alice Rohrwacher: sullo sfondo lo Stretto
di Messina, in primo piano la "casa in attesa di soprelevazione" (che può
avvenire anche in una sola notte, se il giorno dopo ci si aspetta il varo di un
nuovo condono) edificio tipico del panorama architettonico reggino, e al
centro dell'inquadratura, davanti alla ragazzina, il nuovo Palazzo di giustizia da
decenni in costruzione: si noti a sinistra la rampa per il decollo di Mazinga
Strano posto la mia città d'origine, uno dei pochi dove la settimana scorsa non si è raggiunti il quorum ai referendum, e poco prima uno dei pochi dove è stata confermata una maggioranza di centrodestra, che pure aveva dato pessima prova di se, specie negli ultimi tempi. Il lungomare, ad esempio, uno dei siti più belli del mondo per vista e clima, sistemato dopo trent'anni di lavori dal sindaco della primavera reggina Italo Falcomatà e ad egli stesso intitolato, detronizzando Matteotti, dai suoi successori destrorsi ha avuto prima l'intitolazione della splendida Arena dello Stretto, un odeon affacciato verso la Sicilia, al senatore missino Ciccio Franco, poi il litorale dato in concessione a numerosi lidi che per carità lo hanno reso più fruibile di prima ma per il lucro privato (e di soggetti non sempre forse raccomandabilissimi, a giudicare dai sigilli dell'autorità giudiziaria che periodicamente appaiono all'ingresso di alcuni di essi), infine ne hanno concesso la deturpazione tramite impresentabili (e incomprensibili, e sotto sequestro per anni) gazebo. Stiamo però parlando del litorale sotto il centro cittadino, un paio di chilometri al massimo: se ci spostiamo a nord e a sud lungo la quarantina di chilometri di costa del comune, le spiaggie tenute decentemente, da concessionari privati o meno, sono una esigua percentuale della costa.
Nell'attigua Villa San Giovanni, poi, anche per via della natura meno generosa (spiaggie strettissime, mare freddo con correnti fortissime e non certo immune da problemi di inquinamento per via delle grandi città che vi insistono e del traffico di navi) che ad esempio nell'attigua Costa Viola, con la perla Scilla in testa, l'abbandono del litorale è stato sempre, da che io ne abbia memoria, una regola ferrea. Con un'eccezione, da qualche anno: i pochi metri tenuti benissimo, senza strutture invadenti, con prezzi ragionevoli e non certo in grado di arricchire chicchessia, con un'offerta serale di musica dal vivo paragonabile addirittura ad una delle iniziative minori dell'estate romana (comunque stagliantesi rispetto al panorama culturale del reggino), da ragazzi che se non bastasse utilizzano parte di questi proventi per iniziative a favore dell'Africa, vicino Cannitello. Bandafalò, si fanno chiamare in assonanza credo al gruppo di Enriquez e Finaz, e sono da anni un punto di riferimento per tutti quei ragazzi della zona che non si riconoscono nel modello "mi vesto firmato e vado a fare lo struscio davanti ai lidi della Via Marina poi entro in quello dove Ciccio mi ha messo in lista e fanno il preprecasting di Amici, mi ubriaco mi intontisco di tecno e torno a casa alle cinque".
Ebbene, in una città dove il 90% delle case sono nate abusive, e dopo ogni condono ne nascono o crescono altre - i ferri del piano sopra sempre pronti l'esterno mai completato, dove al Comune c'è un buco in bilancio che manco Hawking riuscirebbe a studiarlo e se qualcuno dei correi vuole cantare finisce pure che si suicida a sua insaputa, dove la costruzione del Centro direzionale ha visto generazioni di politici arricchirsi e andare in galera e quella dell'attiguo Palazzo di Giustizia (un obbrobrio, immortalato in più scene del recente bel film della Rohrwacker brava, che invoca la pubblica gogna per i progettisti) sembra non finire mai, dove il problema immondizia non è esploso più viralmente che a Napoli e a Palermo solo per via della scarsa densità di popolazione in un territorio così aspro e montagnoso che neanche la 'ndrangheta sa quante e dove sono tutte le discariche abusive, in un posto così, dove la legalità al massimo è una parola che ogni tanto appare in uno striscione di un corteo, sequestrano il lido di Bandafalò per irregolarità nella concessione comunale (che dunque i ragazzi avevano chiesto e ottenuto...) e altri formalismi del genere.
Le mobilitazioni si susseguono, ma a prescindere se avranno fortuna o meno (e il nostro "sostegno a distanza" è il minimo che si possa fare, davvero) il caso è davvero un paradigma della regginità, quindi dell'italianità in sedicesimo: il posto dove delle strutture di legno amovibili vengono misurate col centimetro per decretarne l'illegalità, è quello dove in teoria (in pratica forse mai, speriamo) dovrebbe sorgere uno dei pilastri alti centinaia di metri e larghi alla base chissà quanto dell'opera più inutile e costosa della storia dell'umanità, i cui proventi andrebbero ad alimentare fiumi e rivoli di mafie varie.
Ed allora non c'è davvero speranza, per questo estremo lembo di terra, che non venga rappresentata dalla difesa di questi ragazzi e della loro missione.
Il litorale in concessione a Bandafalò: si capisce bene che razza di miracolo sia stato fare di questo spazio angusto e dequalificato uno dei poli culturali dell'estate reggina

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