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martedì 9 novembre 2021

LIBERA, USCITA

Tra i pochi vanti della mia vita c'è quello di essere stato amico, oltre che collaboratore assiduo, di Giancarlo Fornari per un decennio, da quando mi selezionò per la sua squadra di Relazioni esterne (la comunicazione pubblica in Italia l'ha praticamente inventata lui, ma ve l'ho già raccontato) a quando è prematuramente (e visto come viveva, l'avverbio si può a buon titolo usare nonostante l'età) scomparso, oramai undici anni fa. Tra le altre cose, mi fece conoscere una associazione che aveva cofondato e di cui era presidente, Liberauscita, finalizzata al riconoscimento dell'autodeterminazione terapeutica per tutte le persone, con particolare riferimento alle scelte di fine vita, nei cui valori mi sono da subito riconosciuto e di cui sono rimasto socio per molti anni: francamente non ricordo con esattezza quando e come ho smesso di rinnovare la tessera, ma è stato di recente, tanto che continuo a riceverne in posta la newsletter.

Nell'ultima edizione, trovo una sorpresa positiva, anche se la notizia non lo è affatto. Da quando è iniziata la deformazione proditoria della realtà che per comodità chiamiamo anche noi "pandemia", infatti, leggo sempre più distrattamente di qualunque battaglia per i diritti civili in genere, se manca di aggancio con l'attacco epocale agli stessi in cronaca, sia quando lo fa per dolo calcolato (enfatizzando concessioni o anche solo attenzioni su temi come LGBT, violenza sulle donne o linguaggio di genere al solo scopo di distrarre dal furto di libertà ancora più fondamentali perché anche prodromiche ad esse e a tutte le altre) sia anche solo quando è per colpevole distrazione. Per dire, mi sono cancellato da Altroconsumo, perché secondo me aderendo alla narrazione ufficiale sul virus tradisce uno dei suoi pilastri fondativi. E leggo con fastidio delle battaglie fuori tempo e contesto dei CUG lavorativi, e di quelle proditoriamente fuorvianti dei sindacati (i primi a tradire, oramai quasi trent'anni fa). Ragion per cui leggere delle dimissioni di Maria Laura Cattinari, presidente di Liberauscita proprio dai tempi della scomparsa di Giancarlo Fornari, e soprattutto della loro motivazione, mi ha ripeto da un lato intristito perché sancisce forse (la stessa Cattinari mi ha preannunciato che la presenza di alcuni soci minoritari che condividono le sue preoccupazioni la potrebbe indurre a ritirare le dimissioni fino a una prossima assemblea dove contarsi e decidere) la fine (non so ancora se di diritto o solo di fatto) di un'associazione così meritoria, ma dall'altro confortato, come sempre capita a chi sentendosi sempre più isolato a un certo punto scopre invece finalmente che esiste qualcun altro a pensarla come lui (ma sarebbe il caso di dire "a pensare" tout-court). Tant'è che l'ho contattata per esprimerle la mia solidarietà e chiederle qualche approfondimento, che ho subito ricevuto con tanto di permesso a pubblicarlo.

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Caro Gino,

quando si ha un sentire comune, a maggior ragione di questi tempi, direi che si è reciprocamente cari.

La notte prima della riunione del 23 ottobre scorso, mio figlio Enrico, membro del Direttivo Nazionale, avvocato, ha scritto e inviato al Direttivo una lettera, di cui ti riporto un passaggio:

Credo in particolare che proprio questo momento storico ponga più che mai in pericolo alcuni dei principi fondamentali per la cui difesa la nostra associazione esiste. Credo che da decenni il principio dell’autodeterminazione terapeutica non sia stato messo in pericolo come ora.
Per quanto mi riguarda, quindi, l’unica vera questione da porre all’ordine del giorno è se siamo tutti consapevoli di questo pericolo, se vogliamo proseguire uniti nella nostra pacata e onesta lotta per la “
liberazione dell’essere umano da ogni forma di costrizione fisica, morale o economica” o se siamo disposti a svendere decenni di impegno a tutto vantaggio di politicanti e uomini di potere.
Non mi illudo che proseguire in questo momento storico possa essere per noi facile. Qualsiasi posizione che non sia allineata con le tesi governative rischia oggi di essere tacciata di eresia. Ma non è forse per questo che oggi più che mai c’è bisogno del nostro impegno?[... ] se tra le Socie e i Soci di Libera Uscita vi è la consapevolezza - quasi come tra pochi carbonari - dei rischi che la nostra società sta correndo con il dilagare delle tesi oggi dominati in materia di vaccinazione coatta/obbligatoria contro il Covid-19, la mia opinione è che vada fatto tutto il possibile per salvare e tenere in piedi la nostra associazione...

Ma una presa di posizione comune, rispettosa dei nostri fini statutari, purtroppo non ci fu, e rassegnai le dimissioni.

Ancora nel febbraio 2020, in piena "prima ondata", l'associazione aveva predisposto e diffuso un modulo di "Dichiarazione ai Curanti" che, mentre gli anestesisti e rianimatori discutevano su quali criteri adottare per decidere chi far entrare o meno in Terapia Intensiva, consentiva a chi la produceva di dichiarare di non voler essere ricoverati in TI ma invece di essere solo assistiti domiciliarmente fino, eventualmente, "alla Sedazione Palliativa Profonda Continua".

Come ricorderai, infatti, lo Stato d’Emergenza proclamato a partire dal 31 Gennaio 2020 ha portato ad assurdi protocolli che hanno di fatto impedito la cura precoce domiciliare dei colpiti dal virus. Non potevamo saperlo, ma erano solo i primi passi a calpestare il principio dell'autodeterminazione terapeutica!

Trovo importante sottolineare come tutto è stato fatto per impedire che risultassero esserci delle cure per arginare e contenere la pandemia, requisito imprescindibile per poter commercializzare i vaccini ancora in fase sperimentale. La vicenda De Donno è tragicamente emblematica ma anche l’ostracismo inflitto ai tanti medici che, riuniti in gruppi diversi, tra cui il noto Ippocrate.org,  hanno continuato a curare con farmaci di uso corrente e con buoni risultati. Sospesi poi dall’ordine. E a sottolineare e insieme aggravare la sostanziale inutilità sempre più evidente dei così detti medici di base - sai tutto assai meglio di me - "Tachipirina e vigile attesa".

Il silenziamento di ogni opposizione. Il mantenimento della più totale disinformazione. I giornalisti che fanno solo propaganda di Governo come sotto Mussolini e sono pagati profumatamente per questo (quelli di "peso", gli altri magari basta il precariato diffuso a ridurli a ragione, se vogliono continuare a mangiare - NdR).

Così via via si sono zittite tutte le voci scettiche o contrarie alla vaccinazione di massa come unico rimedio alla pandemia, agitando davanti al popolo ormai soggiogato dalla paura i "rischi di varianti ancor più pericolose".

Infine, per indurre alla vaccinazione chi ancora si ostina a pretendere di decidere con la propria testa sul proprio corpo, si parte il 5 agosto 2021 con il Green Pass. Ma già da giugno erano cominciate a riempirsi le piazze d’Italia con la parola d’ordine "NO PAURA DAY, NO GREEN PASS", tutto nel più assordante silenzio dei media, tranne che per screditare ovviamente.

Io è dal Luglio del 2021, dalla manifestazione No Paura Day di Torino, che comincio a veicolare messaggi tesi a verificare la disponibilità del Direttivo e dei Soci a far sì che Libera Uscita prenda una posizione forte e chiara contro il green pass: obbligo surrettizio, strumento liberticida che viola totalmente ciò per cui LU è nata nel 2001 a Roma. Ora abbiamo dal 15 Ottobre il GP esteso anche al mondo del lavoro e i sindacati non hanno avuto niente di meglio da suggerire se non l’obbligo tout court!! Non ci sono parole.

Maria Laura Cattinari

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Chi mi segue ha sicuramente trovato in queste righe tante tematiche trattate ed eviscerate da questo blog in questi ormai quasi due sciaguratissimi anni. La più scandalosa delle quali è l'insabbiamento di tutti quei protocolli di cura precoce che avrebbero abbondantemente ridotto le proporzioni della cosiddetta pandemia a un normale increspamento della curva storica delle influenze (e anche così non siamo andati troppo lontani: nemmeno un "ordine di grandezza" in più). E la più sconfortante è l'acquiescenza di tante teste che sapevi pensanti a una narrazione illogica e assurda: al proclama che la curva risale quindi ci vuole la terza dose e l'ulteriore proroga dello stato di emergenza e quindi del green pass, un vaccinato con due dosi e ancora un briciolo sveglio dovrebbe finalmente ribellarsi e pretendere la testa di chi lo ha preso in giro, invece la farà, poi farà anche la quarta, poi accetterà che qualunque suo diritto (dopo l'accesso al lavoro, sarà la volta di quello al proprio conto corrente: è tutto pronto) sia subordinato al possesso di una patente di buon suddito (con il nome già ammiccante all'ecologia, sennò perché "green"?), che sarà subordinata a qualunque cosa chi comanda ritenga opportuno. E intanto applaudirà a chi come in Austria propone il lockdown per i soli renitenti alla leva vaccinale, che invece se avesse letto (o ricordarsi di averlo fatto) Huxley o Orwell dovrebbe tradurre come carcere per reati di opinione, e levare gli scudi.

mercoledì 20 febbraio 2019

DIVERTIGIONE


Essere umani è una condanna terribile. La metafora di Adamo ed Eva cacciati dall'Eden per aver mangiato il frutto dell'albero della conoscenza ne è una efficace rappresentazione. Siamo, a quanto ne sappiamo, gli unici animali condannati a vivere sapendo di dovere morire. E' talmente atroce che l'unica reazione razionale alla cosa sarebbe il suicidio più o meno (guarda in quanti praticano, per mestiere o ancora più spesso per gioco, attività pericolosissime...) diretto. Per non farlo, ci siamo inventati due cose solo apparentemente opposte, due chiavi che aprono la stessa serratura: la religione e il divertimento, rispettivamente "darsi risposte banali ma credibili e consolatorie a domande impossibili" e "voltarsi dall'altra parte per non vedere le domande impossibili ed evitare così di dovere rispondergli".
Da ateo sempre più convinto (ancora qualche anno fa preferivo la patente di "agnostico", ora capisco quanto sia insensata) la prima strada mi è preclusa, da persona che tenta di mantenere un livello di consapevolezza decente la seconda mi serve solo a tratti. Ma ce n'è una terza: fare progetti. Come se non si morisse mai. Illusoria quanto ti pare, ma se lo fai convintamente, funziona: "diverte" davvero, e allora la morte arriva inattesa, e quando arriva tu non ci sei più quindi che ti frega.
Avevo un amico che la pensava proprio così, e infatti nonostante fosse molto più grande di me continuava a fare progetti. Ho avuto la fortuna e l'onore di lavorare "per lui" e con lui, e ho continuato a farlo per il solo piacere di farlo quando andò in pensione, seguendolo a gratis per anni appunto nei suoi progetti (una cattedra universitaria, ma anche una delle prime riviste di controinformazione on-line quando i blog nemmeno esistevano, tanto per cominciare...). Insomma, ho sempre pensato che "da grande" volevo essere come lui, e forse in qualcosa ci sono riuscito, sicuro è che quando mi capita di scordarmi della sua "lezione" vivo peggio, fino a che un bel giorno non me ne ricordo e realizzo che era proprio quello il motivo per cui stavo vivendo male. Di questo grande amico parlo all'imperfetto perché qualche anno fa è stato ucciso in pochi mesi da una malattia fulminante, oserei dire beato lui. Ma se non si muore davvero finché qualcuno ti porta dentro, al cuore alla mente ai ricordi (ditela come vi pare, la stessa roba è), lui è ancora vivo e adesso mi sta aiutando. E chissà in quanti possono dire la stessa cosa, intendo sia proprio di lui, sia ciascuno dei propri modelli di cui ha come trascritto dentro di se il software, le routine, il codice che poi gli serve a elaborare le risposte ai suoi problemi attuali. Ma perché, voi non ci parlate mai, dentro di voi, con vostro padre o nonno?
"'A vecchiaia è 'na brutta malatìa", diceva mio nonno, che da un lato ha cominciato a dichiararsi vecchio a 40 anni (erano altri tempi, non si usava ancora sentirsi ragazzi a 60) ma dall'altro ha continuato a lavorare fino a 85. E' che a un certo punto, quasi a tradimento, ti coglie la consapevolezza che il segmento di tempo che hai davanti è più corto di quello che hai dietro. E se anche provi a dimenticartelo ecco che arrivano gli acciacchi a ricordartelo, e fino a che non sono di quelli seri seri è pure meglio che non te ne lamenti se no porta male... Allora non ci sono che due vie: lasciarsi paralizzare dalla cosa, o al contrario realizzare finalmente che il tempo è una quantità finita e quindi sfruttarlo tutto. Come al solito, queste robe sono i poeti a dirle meglio, ecco Vecchioni:
... la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire...
Il brano è Sogna ragazzo sogna, risentiamolo assieme...

giovedì 24 novembre 2016

ALTROVE, APPUNTO...

Era un po' di tempo che volevo scrivere questo post e non ne trovavo l'occasione, né lo spunto.
Tra i siti in colonna sinistra, sotto l'etichetta "Controinformano davvero", fino a ieri c'è stata una testata per me, e credo non solo per me, gloriosa.  Contrappunti.info, infatti, è nata nei primi anni duemila, un'epoca in cui non erano ancora diffusi i blog, ad opera di uno dei pionieri della comunicazione pubblica in Italia, il mio amico (e già il fatto di poter scrivere "mio amico" è per me un onore autoremunerante) Giancarlo Fornari, per continuare a portare avanti i propri valori dal di fuori di un'amministrazione pubblica che avendo scelto un sistema di valori diametralmente opposto aveva molto volentieri fatto a meno di lui.
Il contrappunto in teoria musicale è "la presenza, in una composizione o in una sua parte, di linee melodiche indipendenti che si combinano". Non stupisce la scelta di Fornari di questo nome per la sua rivista, dunque, convinto come era che la libera dialettica fosse il presupposto ineludibile della vera democrazia - nonché attratto dall'assonanza con quella controinformazione di cui allora si cominciava ad avvertire l'esigenza (anche se il dominio berlusconiano sui media era meno granitico di quello renziano di oggi). Chi la seguiva (centinaia i contatti giornalieri, talvolta migliaia) sapeva di poterci trovare il controcanto della narrazione dominante, le bacchettate sulle dita dei personaggi pubblici, le battaglie civili e democratiche magari neglette altrove - e sapeva che se ci avesse trovato l'approvazione o anche l'elogio dei potenti sarebbe stato meritato (quanto appunto raro).
Non so neanche bene per quali percorsi Contrappunti sia finita a essere un sito di recensioni di spettacoli teatrali e eventi culturali romani: andato a male il tentativo di organizzarci, un gruppo di amici di più o meno lungo corso, per continuarne la linea editoriale, ho smesso di seguirne le vicende, ma, nonostante il sito non controinformasse più neanche per finta, ho lasciato il link lì, finché sotto la testata era rimasta la scritta "fondata da Giancarlo Fornari". Lo tolgo ora che ci hanno lasciato solo "rivista di approfondimento culturale", non so se perché si sono resi conto, o se è qualcuno che glielo ha fatto notare, che questa Contrappunti non ha più niente a che vedere con la sua, che era ingiusto fare riferimento a qualcuno quando della sua ispirazione nella linea editoriale non c'è traccia (queste schifezze lasciamogliele fare all'Unità, tanto il PD non si vergogna di niente). Se volete ancora seguirla, cercàtela altrove, qui ad esempio, almeno nelle intenzioni - nei risultati, se GF fosse vivo, mi bacchetterebbe tutti i giorni...
Lo spunto per un ultimo invito a consultarla, e quindi per questo post come dicevo all'inizio, me lo ha dato proprio questa parolina, altrove, nel titolo di una commedia che se riesco vado a vedere, anche perché ci recita un mio vecchio amico, fratello minore di un mio vecchissimo amico, che finora non ha mai deluso, né me né il suo crescente pubblico sia teatrale che cinematografico. Se siete a Roma, andate a vedere Massimo De Lorenzo al Piccolo Eliseo entro il 27 novembre. Se siete altrove, spiace per voi...

mercoledì 20 maggio 2015

PORNOLEGISLAZIONE E COPERCHI

Comunque e quando si voti, il Nemico alle prossime
elezioni è chiaro: occorre votare per chiunque lo può
battere, e sperare -tutti- che sia il Movimento 5 Stelle
A molti è venuto in mente un gioco di parole, a proposito della nuova legge elettorale, che confesso a me era sfuggito, forse perchè oscurato nella mia mappa mentale dall'assonanza a un treno protagonista di una strage nella mia adolescenza. Eppure scrivere italicum con la y al posto della seconda i e un trattino o uno spazio subito appresso, di modo da ottenere un plausibile tag da siti porno, anzichè semplicemente spostarsi dall'accusativo all'indicativo, è una metafora ancora più efficace per definire le legge approvata con modalità fascistissime pochi giorni fa, se è vero come è vero che più ancora che a una tragedia può essere azzeccatamente accostata a una oscena zozzeria.
Sono tali e tanti i profili di incostituzionalità della nuova disciplina, peraltro non diversi da quelli per cui era stata emendata dalla Corte Costituzionale la legge precedente (più onestamente denominata porcellum dallo stesso autore), che in molti hanno sperato che il Presidente Mattarella, sia in quanto padre dell'ultima legge elettorale "valida" sia in quanto membro della Consulta proprio quando sanzionò la porcata di Calderoli, non firmasse (e ne avrebbe avuto sia facoltà che piene ragioni, essendo proprio una delle prerogative del "Garante della Costituzione" rinviare alle Camere una legge che tenta palesemente di reiterare una appena bocciata sotto quel profilo). Dimenticavano, anime candide, che non solo il neopresidente è stato eletto con un colpo di mano proprio di quella illegittima maggioranza di parlamentari (illegittima in quanto frutto di un meccanismo appunto sanzionato dalla Consulta) e non poteva mostrare tanta immediata ingratitudine, ma anche che concepì il suo Mattarellum proprio allo scopo di aggirare le indicazioni del Popolo sovrano, che in un referendum si era espresso plebiscitariamente per un maggioritario che la sua legge annacquava fino a neutralizzarne gli effetti più pericolosi per la partitocrazia (il meccanismo di recupero proporzionale concepito a fungere da salvacondotto per i big della politica, tanto per cominciare).
Eppure una legge perfettamente legittima c'era, anzi dovremmo dire c'è, visto che inauditamente l'italicum entra in vigore solo tra un anno (al palese intento di tenere sulla graticola eventuali potenziali ribelli, si potrebbe malpensare...): il proporzionale puro che restava dopo gli stralci del porcellum conseguenti alla pronuncia della Corte. Io continuo a pensare che il sistema migliore per il nostro Paese sia il doppio turno alla francese, come dimostrano le elezioni per i sindaci, e che anche il maggioritario uninominale potrebbe funzionare se applicato senza correttivi furbastri, ma la realtà è che quello che conta perchè si possa dire di essere in democrazia è che le regole del gioco, di cui la legge elettorale è tra le più importanti, siano condivise, come affermava lo stesso Renzi mentre sotto sotto in perfetto stile italiota brigava per fare il contrario. Ogni meccanismo elettorale infatti porta con se delle storture sue tipiche, la partita si gioca sul fatto che queste siano conosciute e accettate dai contendenti (e dall'arbitro), punto. Lo schifo di questa legge è riproporre delle storture, che al tempo furono imposte al volo poco prima di votare solo perchè erano adatte a sabotare nella portata una probabile vittoria altrui, appena bocciate, sottoponendole a un maquillage che se possibile le peggiora: col porcellum è stato possibile che conquistasse un premio di maggioranza enorme una coalizione tra un partito che da solo sarebbe finito secondo e un altro che da solo non avrebbe raggiunto il quorum (quando si dice il mutuo interesse), con l'italy-cum un partito solo ne può conquistare uno osceno al primo turno oppure uno stratosferico al secondo. Ma (com'era il proverbio del diavolo e le pentole?), ma...
Ma quando la legge non è approvata "di sorpresa", ogni contendente ha il tempo di studiarne i meccanismi e adattarvi le proprie strategie, se vuole e se ne è capace. Sto dicendo una cosa meno scontata di quello che sembra: proprio il serpentone multiforme PCI-PDS-DS-PD è il partito che si è dimostrato negli anni il meno brillante da questo punto di vista. Il maggioritario, sia pure con i deleteri correttivi di cui sopra, richiedeva l'organizzazione preventiva di una coalizione compatta e nel centrosinistra o le hanno fatte posticce (vincendo, ma senza poi essere capaci di tenere) o non le hanno fatte per niente (perdendo anche quando erano maggioranza nel Paese). E la cosa si è ripetuta col porcellum, causando una vittoria di Pirro e una sconfitta sonora, prima di un pareggio che solo un Capo dello Stato connivente e tutta una serie di congiunzioni astrali e forzature della democrazia ha potuto portarli fin qui nonostante la coalizione si sia sfasciata subito dopo il voto.
Quindi io non so quando e quindi con quale legge elettorale si voterà la prossima volta. So però che il PD sta in piedi nonostante un'evidente erosione a sinistra solo sfruttando l'erosione a destra. E che spesso quelli che sembrano più furbi sono invece i più coglioni, come si impara leggendo da piccoli un grande scrittore proprio toscano... Quindi alle prossime elezioni il dittatorucolo da strapazzo potrebbe finire vittima proprio della trappola da lui ideata. E finire nella spazzatura della Storia prima del tempo, molto prima del classico italico ventennio, lui e tutto il suo inglesume, i tweet del cazzo, i proclami vuoti e le etichette da pubblicitario da quattro soldi ("la buona scuola" tra tutte) che sono tutta la sua politica: un vuoto pneumatico ben truccato che ancora inspiegabilmente (o fin troppo spiegabilmente purtroppo) convince una fetta degli italiani, quelli che "fino a che il culo non è il mio allora tuttapposto".
Le europee sono alle spalle e i fattori di incertezza enormi: sarà secondo turno, e sarà un referendum. E ai non ancora grillini conviene che sia proprio il movimento 5 stelle l'alternativa, perchè chiunque altro sia, non dico Salvini o inopinatamente Berlusconi dico financo un Magneto, ci sarà da lottare fino all'ultima goccia di saliva e di inchiostro (ne riparliamo, amici, oh se ne riparliamo!) perchè noi si trombi il partito-bestemmia salvando la democrazia da lui e dai suoi mandanti. Che stanno eseguendo alla perfezione il piano per cui sono stati messi lì (ma dimme te se tocca perfino rileggere Craxi!...) e sono pagati profumatamente: impoverire la classe media, annullare tutte le conquiste di decenni di lotte politiche e sindacali, compiere per la loro parte di competenza la mission della globalizzazione, cioè livellare in basso il 99% della popolazione mondiale per consentire il massimo arricchimento possibile al restante 1%. Che siano maledetti nei secoli dei secoli.

venerdì 26 dicembre 2014

SEMBRA IERI

Il TG stasera ha detto che oggi ricorre il decennale dello tsunami che ha distrutto le coste di un intero quadrante di pianeta. La prima sensazione, che credo in molti condividete, è l'incredulità verso quella cifra, dieci, perchè davvero sembra ieri, sforzandosi uno crederebbe a cinque, invece sono proprio dieci anni fa, "come passa il tempo" direbbe Totò come nella famosa gag della morte di Aristofane.
Sarà l'età ad appiattire l'archiviazione recente lasciando bella cicciotta quella remota, indelebile, non lo so, bisognerebbe chiedere a un ventenne. Io so solo che Contrappunti un paio di giorni fa mi, ci, ha ricordato che sono quattro anni che manca Giancarlo Fornari, e a me sembra ieri, anzi ogni tanto mi pare che mi chiami per commentare un post troppo difficile o lungo e indurmi così a emendarlo o almeno trattenermi per la volta dopo.
Io quando ero piccolo da grande volevo fare il giornalista, e se ho finito per fare uno dei mestieri a quello più vicini possibile oggigiorno venendo retribuiti regolarmente il merito è suo, come in fondo poi - ammesso che sia un merito - quello di avere voglia di tenere un blog, dopo anni di collaborazione tecnica e redazionale a Contrappunti, per non parlare dell'esperienza alle relazioni esterne.
La rivista che oggi lo commemora è ormai meritoriamente rifiorita, e già da un po' l'ho rimessa in colonna sinistra, anche se è meno "sporca e cattiva" degli altri siti che "controinformano davvero" che seguo abitualmente. Sarà anche per questo che sembra ieri eccetera eccetera...

giovedì 2 agosto 2012

LA LEGGE E' LEGGE

Si lo so, non c'entra un cavolo con l'argomento del post.
Ma è un film divertentissimo, cercatelo.
Grillo è convinto che alla fine si metteranno d'accordo per una legge elettorale che renda meno pericoloso possibile l'impatto del suo Movimento alle prossime politiche. Potrebbe anche avere ragione, ma il problema è che il suo ragionamento non si discosta per sintassi da quello degli altri: alla fine, ciascuno vorrebbe votare con la legge elettorale che secondo i suoi calcoli più lo favorisce. Solo Veltroni fece eccezione, ovviamente in negativo, accelerando per la creazione del PD in vigenza della legge elettorale che in teoria (e poi si è visto anche in pratica) lo sfavoriva maggiormente, ma con Uolli stiamo nell'Olimpo dell'insipienza e dell'autolesionismo, mica cotica.
L'argomento è di importanza vitale quanto sottostimata, per capire la quale si può utilizzare una metafora sportiva qualsiasi: ciascuno scelga lo sport che segue, e cerchi di ricordarsi come è cambiato il gioco in conseguenza delle modifiche regolamentari avvenute o di immaginarsi come cambierebbe se se ne introducessero altre. Pensiamo al basket che senza introdurre il tiro da tre sarebbe oggi disputato solo da giganti tutti vicini al canestro, o al calcio che per non aver introdotto norme che "allunghino" le squadre (per i profani: costringano i giocatori a occupare quasi tutto il campo assieme e non solo venti metri per volta) si è praticamente ridotto ad affare per rozzi energumeni. Oppure semplicemente pensiamo a dei bambini che giocano, a cosa succede se ciascuno di loro pensa di introdurre varianti che lo avvantaggino, a come finisce se non si mettono d'accordo sulle regole (a botte, quindi col gruppo sciolto o dominato dal più forte).
Chi ha pazienza si rilegga questi due contributi di Nobili su Contrappunti (tra parentesi, la rivista fondata da Fornari è tornata con una nuova grafica e la collaborazione tra gli altri di Claudia, figlia del rimpianto Giancarlo), vecchi di anni ma ancora utilissimi (nonché profetici): questo ricapitola vantaggi e svantaggi di ciascun sistema, quest'altro propugna l'abolizione del porcellum e rivendica la corretta previsione del flop piddino. Per gli altri, tento una difficile sintesi.
Non esiste una legge elettorale ottimale per ciascun Paese in ciascun periodo storico.
Ogni legge elettorale è una coperta corta: può assicurare (1) il massimo della rappresentatività senza preoccuparsi della governabilità, o (2) l'esatto opposto, o (3) un compromesso tra le due cose.
Una legge di tipo 1 favorisce un'alta partecipazione degli elettori, e garantisce che ciascuno senta di avere in Parlamento qualcuno che dia voce ai propri valori, ma poi demanda agli accordi tra le forze politiche la decisione su chi debba governare e come. E' adatta a situazioni in cui in realtà quest'ultima cosa è decisa altrove, come l'Italia sconfitta dalla guerra fino alla caduta del muro di Berlino.
Una legge di tipo 2 finisce per fare disinteressare alla politica la maggioranza dei cittadini, tanto la differenza tra i governi possibili è minima e si riduce nel tempo, ma assicura che i governi durino e siano responsabili e che ci sia ricambio.
Una legge di tipo 3, come tutti i compromessi, se è fatta bene offre la massima soddisfazione possibile degli elementi in gioco, se è fatta male finisce solo per scontentare tutti. Ragion per cui la scelta tra i vari compromessi possibili dovrebbe essere esclusivamente il massimo funzionamento possibile per gli interessi del Paese: se questo fosse davvero un governo tecnico come si dice, dovrebbe essere il luogo migliore per decidere e fornire all'Italia finalmente la legge elettorale di cui ha bisogno.
Invece il governo Monti non è altro che un governo di destra sostenuto da una maggioranza balorda, che dal momento che non è capace di mantenere le promesse fatte sia riguardo ai risultati (il famoso spread riveleggia attorno ai valori che hanno tolto la sedia sotto al culo a Silvio, il debito aumenta sia in valore assoluto per via dell'accresciuta spesa con interessi che in valore percentuale per via della recessione aggravata dai provvedimenti governativi) che riguardo ai progetti (dimenticati patrimoniale e rendite finanziarie, intoccati sprechi come TAV superaerei e costi della politica, si è proceduto a senso unico solo contro le classi subalterne, col beneplacito del centrosinistra!), deve essere fermato subito, con la nuova legge elettorale come ultimo compito ma a termine: un mese, se no si voti con la vecchia. Tanto ormai si è capito che lo spread alto è causato da vizi sistemici del nostro Paese che hanno a che fare più con la classe politica e la corruzione di fondo che alimenta e da cui è alimentata, che con il tessuto economico/sociale potenziale.
Il punto è che l'unica bussola che dovrebbe guidare se non i partecipanti al gioco politico (che da noi come bimbi piccoli non ci arrivano a concepire che le regole devono andar bene a tutti ma puntano sempre a barare) almeno l'arbitro, sarebbe l'interesse dell'Italia, dove storicamente l'unica legge elettorale ad aver funzionato è quella dei sindaci, e pertanto per le politiche dovrebbe esserne immaginata una simile, maggioritaria uninominale a doppio turno, con correttivi miranti ad includere gli estremi anziché il contrario. Questo sistema, infatti, esclude la necessarietà di coalizioni preformate, le cui trattative di formazione altrimenti finiscono per impegnare tutta la legislatura, e limita all'intervallo tra il primo e il secondo turno eventuali trattative tra i partiti, peraltro non indispensabili dal momento che i candidati al ballottaggio possono chiedere i voti direttamente agli elettori, di una formazione esclusa dal secondo turno, anziché ai suoi esponenti politici. Quindi alta governabilità, ma intanto al primo turno alta partecipazione degli elettori perché ognuno può votare il "suo" partito senza che soglie artificiose di esclusione tengano fuori nessuna idea significativa dal Parlamento.
Questo ci vorrebbe, ma purtroppo la mancanza di idee chiare persino tra i cittadini più attivi, unita alla malafede dei partiti e alla assurdità delle scelte di alcuni tra essi, fa si che non ci siano molte speranze: si rivoterà con questa legge, o con un'altra o peggiore o ugualmente non adatta, e lo spread continuerà a salire finché non dia il diritto ai nostri padroni di privarci anche del simulacro di democrazia che ci è rimasto.

lunedì 25 giugno 2012

DI ANGELI CADUTI

La curva sale nei primi anni della legge, che resistette a un referendum abrogativo
che costituì una formidabile palestra di partecipazione politica a tutta una generazione,
ma solo per l'effetto "emersione", dopo è in calo prima drastico poi costante, nonostante
le enormi difficoltà pratiche in cui ha operato, obiezione di coscienza dei medici in testa
La notizia è che la Consulta ha fortunatamente respinto l'ennesimo attacco alla Legge 194 e per suo tramite alla laicità dello Stato (per quanto incompiuta essa sia da sempre, ai confessionalisti non basta mai). Per i distratti, si tratta della legge che disciplinò per la prima volta in Italia il fenomeno delle interruzioni di gravidanza, descritta in malafede come "legge per l'aborto" quando se si deve necessariamente ricorrere a una sintesi così estrema si dovrebbe dire "legge contro l'aborto". Le statistiche parlano chiaro: chi è proattivo se ne cerchi di più aggiornate, io ho trovato queste fino al 2005 molto eloquenti, per i pigri riporto i due grafici in foto, che dimostrano inoppugnabilmente come la legge abbia funzionato egregiamente, riducendo gli aborti in una maniera significativa, che risulta ancora più netta depurando il dato da quello relativo alle madri straniere purtroppo in controtendenza. E lo ha fatto nonostante sia rimasta costantemente sotto attacco sia in punta di diritto, da parte degli ultracattolici di ogni parte politica, che in via di fatto, tramite un ricorso all'obiezione di coscienza talmente in crescita da far necessariamente pensare a male, viste la reale consistenza percentuale dei cattolici praticanti e osservanti nel Paese e d'altro canto il peso della Chiesa nella sanità nazionale, ben debordante il fenomeno già di per se abnorme di cliniche e ospedali vaticanodiretti. E senza contare i vari dottor Dobermann, che fanno a pagamento in privato quello che la coscienza gli vieta di fare gratis in pubblico, contro cui siccome noi atei e agnostici siamo gente mite facciamo satira ma se ci comportassimo come i religiosi li manderemmo a un meritato rogo.
La figura precedente mostra un calo costante ma non ripido, questa figura ne dà la spiegazione, disaggregando il dato tra donne nate in Italia e non, dimostrando inoltre "a contrario" l'utilità di strutture come i consultori e l'incidenza di grado di istruzione e condizione sociale: depurato dal dato relativo alle immigrate, il calo degli aborti in Italia è netto e significativo. Chiunque si dica contrario all'aborto deve difendere la L. 194, non attaccarla!
Ragionare sui dati reali è però esercizio inutile contro chi ragiona per dogmi. Per chi equipara l'aborto all'omicidio a nulla serve considerare che la cosa è quantomeno scientificamente in discussione, e che comunque la legge 194 non agevola ma semmai aiuta a controllare il fenomeno, che se la normativa fosse attuata in pieno, consultori e tutto, unitamente a un'educazione diffusa alla sessualità consapevole (che manca sempre per colpa della mancanza di laicità), sarebbe virtualmente azzerato. A nulla serve, contro chi non ragiona, argomentare con i giudici costituzionali che il diritto dell'embrione non è pari al diritto della persona umana compiuta, o con gli scienziati ancora in disaccordo su quando si possa dire nasca la vita autonoma, o tra credenti e non credenti se sia o meno un dio a possedere la vita o siamo noi stessi, o con gli psicologi se mai una donna potrebbe prendere a cuor leggero una decisione così drammatica. E pertanto lasciare alla donna stessa il diritto di decidere, nel quadro di una legislazione illuminata ed efficace che la aiuti e la accompagni, è l'unica soluzione degna di questo nome.
Forse l'unica soluzione contro chi ragiona per dogmi è rivoltargli contro la sua stessa mentalità. Per secoli le migliori menti dell'occidente, imbrigliate dentro la ragnatela della fede, hanno partorito teorie su teorie che poi la Chiesa ufficiale con fatica sfrondava bollandole come eresie e mandando al rogo chi le aveva ideate. Sul libero arbitrio più di ogni altro argomento, eccezion fatta forse per la verginità di Maria e la sua immacolata concezione (questione "risolta" nell'ottocento, e riguarda la sua nascita non quella di suo figlio Gesù), o il rapporto tra Dio e Satana e l'esistenza fisica stessa del Diavolo (questione "risolta" da Paolo VI, quindi molto  più recentemente di quanto si creda). Provateci: al vostro interlocutore sedicente credente gli si incroceranno i neuroni, e si rifugerà nel catechismo. Se resiste, portatevi appresso questa frase del compianto Giancarlo Fornari, che racconta un'antica eresia: a chiunque abbia abbastanza esperienza del mondo e delle sofferenze della vita, non può che sembrare vera, e un orizzonte senza dio magari comincerà a fargli un po' meno paura...
Quello che ci hanno sempre raccontato circa la lotta tra il Bene e il Male, tra Dio e Satana, angeli e demoni, è vero, ma non è vero il finale. Chi ha vinto non è il Dio buono ma quello malvagio. Al potere non ci sono gli angeli ma i Demoni, altrimenti il mondo non sarebbe tanto malvagio e l'umanità tanto crudele, i disastri tanto frequenti. E nell'inferno è relegato il Dio buono con i suoi angeli, che lotta per liberarsi e un giorno, forse, riuscirà a riprendere il dominio del mondo. Prima che sia troppo tardi, e che l'umanità spronata dal dio malvagio (e dai suoi sacerdoti in terra) riesca a distruggerlo.
Geniale. E' tutto vero, ma ha vinto Satana. Pensateci bene, ripassatevi la storia dell'umanità, e guardatevi attorno: se esiste un dio, dev'essere per forza andata così.

lunedì 3 ottobre 2011

DIMISSIONI E IMMISSIONI

Uno zibaldoncino di inizio ottobre me lo fate fare? E' che ci sono alcune cosette da commentare senza (almeno apparentemente) nesso reciproco né sufficiente peso da meritare un post autonomo e ponderato...:
  1. Gli amici di Liberareggio ci informano che anche a Reggio Calabria si celebra dall'1 al 7 ottobre la Settimana Vegetariana Mondiale. Non sono vegetariano, ma ritengo che la scelta di mangiare poca carne e pesce sia oramai indispensabile per la salvaguardia del pianeta, oltre che foriera dell'eliminazione per antieconomicità di quell'autentico delitto (per tutti, animali e umani che li consumano) che sono gli allevamenti intensivi, e salutare per qualsiasi adulto. Ma, i miei conterronei non me ne vogliano, non riesco a leggere questa notizia senza pensare cosa ne farebbero quelli di Fiore calabro, la telenovela di 610 dove alla notizia che il nipote si era fatto vegetariano la zia è svenuta pensando a una malattia e lo zio lo ha portato da un frate specializzato in esorcismi a forza di nduja e suppizzata. Non lo volevo dire, ma è stato più forte di me, e forse l'ironia su un certo modo di essere calabrese ne può più di mille discorsi.
  2. A proposito di reggini, molta eco ha avuto in questi giorni la notizia della presa di distanza da parte di Santo Versace nei confronti di Berlusconi e il berlusconismo, inteso come sistema i cui pilastri sono latrocinio e corruzione. Non si può certo annoverare l'ex presidente della Viola basket ai tanti topi che scappano quando la nave affonda, ma resta doveroso rimproverargli (a lui come alle troppe persone "di destra" che negli ultimi 17 anni non hanno visto o hanno fatto finta di non vedere l'intima perversione dell'uomo e della filosofia che guida i suoi comportamenti pubblici e privati) che forse era il caso di accorgersene prima. Vabbò, diciamo "meglio tardi che mai" e vediamo che succede ora...
  3. Sempre a proposito di dimissioni, l'immenso Ivano Fossati ha dichiarato in prima serata televisiva che sta per abbandonare la carriera discografica. Non è né il primo né l'ultimo a fare cose del genere, quasi sempre peraltro smentite poco dopo. Forse questo non sarà il suo caso, e comunque Fossati può dare il suo enorme contributo alla cultura italiana restando sul campo letterario e/o musicale anche da ex popstar, ma risulta quantomeno sospetto l'annuncio in corrispondenza dell'uscita di un nuovo album e relativa serie di concerti, come a voler pompare vendite e ingressi. Poi finisce che si lascia andare agli stereotipi sui genovesi anche uno che conosce a memoria tre quarti delle sue canzoni e lo reputa forse il migliore sulla piazza, come il sottoscritto.
  4. Le immissioni riguardano invece due link in colonna destra, tra i siti che "controinformano davvero". In realtà si tratta in un caso di un sito nuovo che non fa controinformazione in senso stretto, nell'altro di un sito che la faceva alla grande e sta tentando di riproporsi (bontà sua anche riportando pezzi da questo blog): parlo rispettivamente di Quasi un diario, il blog di Angelo Orlando, e Contrappunti, la rivista web fondata dal compianto Giancarlo Fornari. Un bocca al lupo ad entrambe le avventure, che meritano la vostra curiosità.

venerdì 16 settembre 2011

SPAMLEMANNO

Se un blogger semisconosciuto critica la manovra maldestra (qui le sue conseguenze sui trasporti pubblici locali, per dirne una) e tardiva di un governo i cui esponenti fino a pochi mesi fa la crisi addirittura la negavano spudoratamente, puoi dargli del comunista, puoi ignorarlo, puoi persino incacchiarti. Ma se la protesta arriva da un sindaco che nella precedente reincarnazione era addirittura Ministro della stessa maggioranza di due legislature fa? Uno potrebbe pensare che anche a lui gli si può dare del voltagabbana, incavolarsi, ma ignorarlo (anche se ferma i servizi anagrafici magari il giorno che ti servono...) proprio no: l'autospot della sua svolta politica ti arriva in posta elettronica (qui accanto la prova).
Il mio maestro e amico Giancarlo Fornari nel suo manuale di comunicazione pubblica portava come esempio negativo un foglietto affisso all'ingresso degli uffici comunali che con la scusa di indirizzare correttamente i genitori alla porta giusta era stato redatto in maniera che il messaggio principale fosse quanto era bravo il sindaco che forniva quel servizio (si parlava di asili nido); il manuale diceva che il messaggio redatto in tal modo qualora fossimo sotto elezioni sarebbe stato almeno comunicazionalmente corretto, per quanto inopportuno, ma allora doveva essere diffuso ad esempio per stampa: davanti all'ufficio era semplicemente sbagliato da tutti i punti di vista, non essendo utile nè all'obiettivo dichiarato nè a quello occulto.
Insomma, signor Sindaco: lei ha disposto, o peggio qualcuno dei suoi  lo ha fatto senza consultarla, che il suo messaggio firmato venisse inviato a tutta la mailing list degli iscritti ai servizi on-line del Comune di Roma. E la cosa, ammesso che sia legale, è inopportuna, sgradevole, e se non bastasse inefficace se non controproducente. Veda lei....

venerdì 7 gennaio 2011

QUIDOPO

Soltanto un Maestro in gara per la top-ten all-time poteva affrontare un tema come l'aldilà (hereafter lo splendido termine inglese che traduco letteralmente nel titolo) mantenendosi in perfetto equilibrio su una lama di coltello con di qua e di là i baratri della irrisolta religiosità e del paranormale hollywoodiano. Clint Eastwood potrà qui non avere raggiunto le vette di Million Dollar Baby o Gran Torino, ma il tema era decisamente e drammaticamente più difficile da trattare, almeno mantenendo un garbo e uno stile tali da non offendere la sensibilità di nessuno: né di chi abbia una fede né di chi non ne abbia, né di chi ama i film che escono dalla traccia della logica né di chi (come me) invece solitamente inorridisce quando il suo filo viene anche solo stiracchiato troppo (strappato, esco dal cinema, a meno che non fossi stato avvertito preventivamente dalle indicazioni di genere: adoro la fantascienza, ad esempio, ma deve essere dichiarata).
Oltre che girato benissimo, il film è scritto magnificamente, coi fili che si riannodano in maniera naturale senza necessitare di colpi di scena o "sospensioni dell'incredulità". Così, l'ennesima scommessa riuscita dell'eroe-erede di Sergio Leone lascia semplicemente lo spettatore inchiodato alla poltrona per tutta la pellicola, e poi dopo ad interrogarsi sui titoli di coda cosa diavolo stia progettando adesso sto ragazzino di ottant'anni. Un'età, tra l'altro, in cui il pensiero della morte deve farti un bel po' di compagnia, eccome.
Se ci pensate, la consapevolezza di dover morire è esattamente ciò che distingue l'uomo dagli altri animali, ciò che scandisce l'inizio dell'Adulto dentro ogni Bambino. Gestire questa consapevolezza senza impazzire è talmente difficile che su questo affare sono nate e hanno prosperato tutte le religioni costituite e molte altre cose, dalla filosofia all'industria del divertimento, passando per l'identificazione con la squadra di calcio o altra cosa più lunga di una vita e per le precipuità umane del rapporto con la filiazione. E' qui che Clint si rimette il poncho e col sigaro a mezza bocca con molta calma ci prende dal bavero e ci sibila puntandoci addosso i suoi "occhi di ghiaccio" che la Morte, signori e signore, è niente più niente meno che la condizione logica necessaria per apprezzare la vita. La vita, o dovremmo dire il Quiadesso.
LUNEDI' 10 GENNAIO alle ore 10:30, presso il TEMPIETTO EGIZIO del cimitero del Verano in Roma (entrata di via Tiburtina - Piazzale delle Crociate, dopo 200 metri sulla destra) si terrà il commiato laico a Giancarlo Fornari. Interverranno molte persone per cui lui è quidopo, e lo sarà per sempre...

giovedì 30 dicembre 2010

ALL'OMBRA DELL'ALBERO

Non volevo scrivere ancora di Giancarlo Fornari, anche perché ho la sua voce dentro che mi invita a guardare avanti e mi sgrida perché non ho ancora pronto quel pezzo sulla moneta che dovevo pubblicare entro l'anno, ma rientrato in ufficio ho trovato la casella di posta piena di messaggi incrociati tra tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui in quella stagione pionieristica per la comunicazione pubblica che aveva in lui uno dei suoi artefici principali. Non ne riporto il contenuto, anche perché è facilmente immaginabile, ma noto che si tratta di un caso rarissimo in cui un dirigente viene ricordato con affetto da "sottoposti" oggi così distanti per territorio e/o scelta professionale. Al saluto di Paolo Tenaglia era allegato il bellissimo video di Peter Gabriel che trovate in fondo, scelta azzeccatissima. Prima, l'ultimo saluto a Giancarlo lo lascio alle significative e toccanti parole di lui stesso, pubblicate quando stava benissimo (lo preciso solo perché ciò evita di equivocarne il senso) sul sito di Liberauscita:

Preghiera per l’Uomo-Albero
(Se e quando io non sarò più io)
di Giancarlo Fornari

Grazie per avermi dato
una seconda giovinezza
grazie per amarmi
grazie per leggere, giocare e parlare con me
di tutto ciò che ti interessa
e mi interessa
grazie per correre con me
per camminare con me
nell’ombra dei boschi o sulle colline
colorate di ginestre
grazie per abbracciarmi
per fare l’amore con me
con il corpo e con il cuore
per salire in alto con me
come su un aliante
sollevati da una corrente calda
sempre più in su
fino a stancarci.
E grazie per quando
io più vecchio di te
non potrò più correre
io indebolito
non potrò più seguirti
io più stanco
faticherò ad amarti
grazie di essere con me
di sostenermi
di lasciarmi appoggiare
perché so che per te
la vita con me non è solo sesso
non è solo correre e giocare
la vita è anche solo un sorriso
una parola una carezza
e queste sarò sempre in grado di dartele
anche da vecchio.
Ma se e quando io non sarò più io
quando la vecchiaia o un male oscuro
mi strapperanno da me
quando qualcosa di misterioso e inesplorabile
mi dividerà in due
(la mia anima la mia mente e il mio cuore
proiettati per sempre negli spazi
il mio corpo immobile
su una sedia a rotelle)
quando ridotto ad albero
non potrò neanche sorriderti
perché non capirò più
cosa sei tu
e cosa sono io
allora, amore
dovremo separarci.
Io non ti ringrazio
per quello che farai
per quell’Uomo-Albero
Uomo-Sasso
Uomo-Carne
Corpo grossolano
Pura materia
senza luce dell’anima
senza cuore
senza sorriso
che porterà il mio nome
ma non sarò più io.
Io, amor mio, mentre tu ti sacrifichi
per quella cosa inerte
io sarò altrove
sarò a passeggiare tra le nuvole
sarò sulla cima dell’Epomeo
a veder sorgere il sole
sarò sopra lo Sciliar
a giocare con un deltaplano,
sarò a meditare
in una grotta delle Egadi.
Io, amor mio,
sarò nei libri che ho letto e in quelli che ho scritto
sarò nella memoria
delle persone che mi hanno incontrato
e mi hanno voluto bene
sarò negli occhi delle mie figlie
sarò nel tuo cuore
sarò dovunque
tranne che là
in quella controfigura umana
in cui non mi riconosco
e che non avrà più niente
a che vedere con me.
Perciò ti prego, amore mio,
parlo seriamente
non voglio sacrifici
specie se inutili.
Quando vedrai che non sono più io
conservami solo
nella tua memoria,
non conservarmi
a fini statistici.
Non aiutarmi a sopravvivere
privato di tutto ciò che mi rende umano
anche se ti diranno che un Dio lo vuole.
Ma se un Dio ha potuto volermi fare questo
e se è lo stesso Iddio
che ha voluto e accuratamente programmato
la Shoah
che organizza i massacri
le pestilenze e i flagelli
che funestano questo mondo
solo “per metterci alla prova”
e “realizzare il suo disegno provvidenziale”
non è un Dio buono
e probabilmente non è neppure un Dio
ma solo la proiezione
delle loro povere menti
e tu non devi ascoltarlo.
Ascolta, ti prego, solo il tuo cuore e il mio.
Trova in te la forza di aiutarmi.
Prendimi con te
per un ultimo viaggio
verso un Paese buono
dove capiscono che gli Uomini-albero
gli Uomini-sasso
anche se non possono esprimerlo
vogliono morire
non vogliono essere obbligati a vivere
una vita di sasso e di albero
senza alcuna offesa
per queste rispettabili
Entità dell’universo.
E tu, amor mio, non portare il mio lutto
non essere triste a causa mia
sappi che ci ritroveremo
un giorno o l’altro
una vita o l’altra
forse trasformati in due farfalle
o magari in due rondini
voleremo insieme
su su per i cieli
e avremo dei piccoli sempre affamati
da nutrire di insetti
e la notte ci ameremo al buio
nel nostro nido di paglia
con il cuore e con il corpo
fino a stancarci.
Amore se mi vuoi bene
uccidimi.

Mettete a confronto queste parole con la miseria di chi sceglie di istituire la "giornata nazionale per gli stati vegetativi" nella ricorrenza del giorno in cui la volontà di Eluana Englaro per se stessa è stata dopo 17 anni finalmente rispettata (qui l'appello di Micromega a farne invece la Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita), e avrete una vaga idea della siderale distanza tra la statura del gigante che ci ha lasciati e quella dei nani (qualcuno anche suo coetaneo) cui un'apparente buona salute invece ancora consente di imperversare e affliggerci.
E ora la parola a Peter Gabriel che è meglio...

martedì 28 dicembre 2010

VOLA SOLO CHI OSA (MA IO CONSIGLIO IL PARACADUTE)

Volevo lasciare parecchi giorni l'articolo precedente in cima, perchè la morte di Giancarlo mi ha lasciato, ci ha lasciati in tanti (questo il saluto su Fiscooggi, la rivista telematica che ha creato nel 2001 con una piccola squadra di collaboratori tra cui il sottoscritto), senza altre parole e pensieri che non quelli che lo riguardano. Ma da un lato ho la sua voce dentro a spronarmi a guardare avanti, a continuare a tentare di svuotare col cucchiaino delle parole il mare d'ignoranza in cui si tenta di farci annegare tutti, dall'altro mi sono imbattuto su Facebook in una nota della mia amica Luciana Ognibene che già dal titolo (e poi a leggerla non solo da quello) sembrava quasi esigere di essere postata qui, subito dopo il saluto all'uomo che vola. Poichè la condivido in pieno tanto da poterla sottoscrivere, col suo permesso la pubblico, approfittando per segnalare il suo sito Vizio creativo a tutti, per conoscere meglio quello che fa questa donna di Qualità. Dove per qualità intendo quello che avevo riportato in questo vecchissimo post: tra l'altro, fare le cose talmente bene che da fuori nessuno possa dire se fate sul serio o giocate.
Piccole riflessioni ad uso e consumo di chi ha un sogno, da parte di una che cerca di realizzare i suoi senza pestare i piedi al prossimo.
Ti hanno insegnato che volere è potere.
Ti hanno detto che per far avverare un sogno, bisogna crederci davvero.
Ti hanno inculcato che se davvero desideri qualcosa, allora lo puoi ottenere.
Non è che non sia vero.
Se hai un sogno, ci devi credere, lo devi difendere, lo devi desiderare.
Senza questi presupposti, il tuo sogno rimane lì dov'è: a prendere polvere in un cassetto.
Quello che hanno dimenticato di dirti, è che volerlo non basta.
Non è sufficiente gettarsi allo sbaraglio e sperare che vada bene.
Se vuoi volare, accertati di avere ali abbastanza forti prima di fare il salto.
Sì, lo devi volere, ci devi credere e devi lottare.
Ma prima devi studiare, tanto.
E farti un mazzo che non finisce più.
E avere l'umiltà di accettare le critiche.
E la maturità di riconoscere i tuoi limiti.
E non aspettarti che qualcun altro possa fare i compitini a casa al posto tuo.
Non esistono scorciatoie, non esistono Bignami: c'è "solo" da lavorare sodo.
Cambiare il tuo nome su Facebook da "Mario Rossi" a "Mario Rossi Fireman", e distribuire biglietti da visita al tuo vicinato, non fa di te un pompiere, e se non sai come funziona un'autobotte e non hai mai usato un idrante, probabilmente alla prima occasione valida... ti scotterai, e di brutto.
Essere a corto di occasioni non è piacevole, ma c'è qualcosa di peggio.
Avere l'occasione, e non essere pronto: questo è il peggio che ti possa capitare.
Scusate il non piccolo e non innocente sfogo, è che sono particolarmente intollerante verso chi si dice "grafico" e fa i biglietti da visita con Photoshop, chi pretende di fare il "programmatore" e fa i siti web con Word, chi si spaccia per "fotografo" e non sa come si usa un flash da studio... insomma quelli che cercano una scorciatoia per tutto quello in cui io e pochi altri imbecilli abbiamo investito tempo e denaro solo per studiare, studiare, studiare e cercare di capirci qualcosa. Non ce l'ho con voi, giuro. Lo sto dicendo per il vostro bene: studiate, studiate, studiate.
Sinceramente, Lu
NB Commenti e riflessioni sempre ben accetti, non siate timidi. Non sono cattiva: è che mi disegnano così (©J. Rabbit)

sabato 25 dicembre 2010

L'UOMO CHE VOLA

Ci sono uomini che seguono le piste altrui e ci sono uomini che le tracciano. Giancarlo Fornari era uno di questi ultimi. Tra i primi in Italia a parlare di comunicazione pubblica e a capovolgere il rapporto tra cittadino e PA, fu tra gli artefici dello Statuto del Contribuente, fondò il primo sito internet di una pubblica amministrazione italiana, poi la prima rivista on-line di un'amministrazione pubblica al mondo, poi - "chissà perchè" giubilato a dispetto di proclami pubblici di segno contrario - anzichè "godersi la pensione" si mise a insegnare all'università e fondò una delle prime riviste di controinformazione, mentre nel tempo libero si dava prima al volo a vela e poi all'arrampicata, già ultrasettantenne.
Questo soltanto nel percorso della sua vita che si è intrecciato col mio, di prima non parlava quasi mai: era un uomo proiettato nel futuro, e questa era solo una delle cose che ti insegnava con l'esempio se gli stavi accanto. Mi scelse tra i suoi collaboratori quando partecipai per sbaglio a una riunione operativa del sito di cui sopra, premiando quello che ero prima di guardare quello che avevo sul curriculum (Fromm non è solo teoria), e da allora mi ha voluto al suo fianco in tutte le suddette "avventure". Questo blog è nato come valvola di sfogo quando lui fu costretto una prima volta a rallentare su Contrappunti, poi ripresa col consueto vigore fino all'aprile scorso, con l'ultimo pezzo del mio alter ego che muore con lui.
Presidente di LiberaUscita, l'associazione italiana per il testamento biologico e la depenalizzazione dell'eutanasia, è stato costretto a un'uscita non nel suo stile dalla malattia, ma non è durata tanto e a posteriori non se ne lamenterebbe. Uno dei motivi per cui noi agnostici non possiamo ammettere l'esistenza di un dio è perchè altrimenti la vita ci sembrerebbe un suo scherzo macabro. Per questo tentiamo di viverla come si dovrebbe vivere un bel viaggio verso una meta qualsiasi, che sò il polo nord: la cosa che meno interessa è arrivare, l'attenzione è tutta focalizzata sull'itinerario, le cose che incontri, le tappe, le persone che dividono con te un tratto di strada.
Ho negli occhi un filmato realizzato durante un lancio in paracadute del già "anziano" Giancarlo, che esibiva nello stesso e nel mostrartelo un entusiasmo e un atteggiamento da ragazzo. All'uomo che vola sempre è lieve la terra, ciao amico mio.

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